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Approvata la semestrale del Gruppo Il Sole 24 Ore: ricavi consolidati a quota 100,8 milioni, Ebitda positivo per 2,1 milioni di euro

Autore: Redazione


I ricavi pubblicitari, pari a 39,0 milioni di euro, sono in diminuzione di 3,3 milioni di euro (-7,7%) rispetto al primo semestre 2018. I ricavi dall’adv sui mezzi del Gruppo ammontano a 38,2 milioni di euro (-6,8% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio) e quelli su mezzi di editori terzi ammontano a 1,0 milioni di euro (-30,8%)

Si è riunito, sotto la presidenza di Edoardo Garrone, il Consiglio di Amministrazione del gruppo Il Sole 24 Ore, che ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2019. Il Gruppo 24 Ore ha chiuso il primo semestre di quest’anno con un risultato netto positivo per 1,7 milioni di euro e presenta un patrimonio netto pari a 39,4 milioni di euro, con un incremento di 3,5 milioni di euro rispetto al patrimonio netto del bilancio consolidato al 31 dicembre  2018 che ammontava a 35,8 milioni di euro. Sempre nel primo semestre 2019, il Gruppo 24 Ore ha conseguito ricavi consolidati pari a 100,8 milioni di euro che si confrontano con un valore pari a 108,1 milioni di euro dello stesso periodo del 2018 (-7,3 milioni di euro, pari al -6,7%). Tale variazione è dovuta, in particolare, alla diminuzione dei ricavi pubblicitari per 3,3 milioni di euro (-7,7%, da 42,3 a 39,0 milioni  di euro), dei ricavi editoriali per 1,9 milioni di euro (-3,5%, da 54,5 a 52,6 milioni di euro) e al calo degli altri ricavi per 2,1 milioni di euro (-18,4%, da 11,3 a 9,2 milioni di euro). I ricavi diffusionali del quotidiano (carta+digitale) ammontano a 26,0 milioni di euro, in diminuzione di 0,4 milioni di euro (-1,7%) rispetto al primo semestre 2018. I ricavi diffusionali del quotidiano cartaceo ammontano a 16,3 milioni di euro, in calo di 0,5 milioni di euro (-2,8%) rispetto allo stesso periodo del 2018. I ricavi diffusionali del quotidiano digitale ammontano a 9,7 milioni di euro, in leggero incremento rispetto al primo semestre 2018 (0,3%);

La pubblicità

I ricavi pubblicitari, pari a 39,0 milioni di euro, sono in diminuzione di 3,3 milioni di euro (-7,7%) rispetto al primo semestre 2018. I ricavi dall’adv sui mezzi del Gruppo ammontano a 38,2 milioni di euro (-6,8% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio) e quelli su mezzi di editori terzi ammontano a 1,0 milioni di euro (-30,8%). Su tale risultato influisce il perdurare della crisi del mezzo stampa, che rappresenta il 48% della raccolta complessiva della concessionaria, oltre alla cessazione di alcune concessioni terze e la riduzione degli annunci di pubblicità finanziaria. I ricavi delle banche dati, pari a 16,7 milioni di euro, sono in diminuzione del 5,7% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. I prodotti Fisco e Lavoro hanno conseguito ricavi pari a 11,6 milioni di euro, in calo del 6,9%. I ricavi dei prodotti Diritto sono pari a 3,3 milioni, in calo (-3,5%) rispetto al primo semestre 2018. I prodotti Edilizia e PA hanno ricavi pari per 1,9 milioni di euro, in calo dell’1,7% rispetto al pari periodo 2018; i ricavi dell’Area Cultura, pari a 7,5 milioni di euro, sono in diminuzione di 2,0 milioni di euro (-20,7%), rispetto al primo semestre 2018.

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Edoardo Garrone
La diffusione

La diffusione (carta+digitale) del quotidiano Il Sole 24 Ore, da gennaio a maggio 2019, è complessivamente pari a 157.344 copie medie giorno (-9,1% sull’analogo periodo dell’anno prima). In particolare, la diffusione media giorno cartacea dichiarata ad ADS per il periodo gennaio-maggio 2019 è pari a 77.281 copie (-11,9% sul periodo gennaio-maggio 2018). La diffusione digitale dichiarata ad ADS è pari a 80.063 copie medie giorno (-6,1% nei confronti del periodo gennaio-maggio 2018). Il dato fa, appunto, riferimento a quanto dichiarato dall’editore ad ADS, considerando che il nuovo Regolamento aggiuntivo per l’esecuzione degli accertamenti ADS delle edizioni digitali, valido dalla dichiarazione di maggio 2017, prevede la possibilità di dichiarazione delle copie multiple e promozionali digitali in presenza di adoption. In data 25 febbraio 2019, Il Gruppo 24 Ore ha aperto un tavolo di discussione proprio con ADS per chiarire alcune criticità inerenti i requisiti richiesti da ADS stessa per la verifica e certificazione delle copie digitali per l’anno 2017, con impatti anche sulle dichiarazioni dei dati dei periodi successivi. Sulla base di tali criticità, in data 5 marzo 2019, il revisore incaricato di certificare i dati annuali 2017 dichiarati dall’editore ha inviato ad ADS l’esito delle sue verifiche, emettendo una relazione con rilievi rispetto agli attuali requisiti del “Regolamento delle edizioni digitali” e relativo “Allegato Tecnico”, oltre ai pareri di ADS stessa, e rettificando i dati dei prospetti. I prospetti rettificati inviati dal revisore non sono stati, al momento, approvati dal Consiglio di ADS che, con una successiva lettera di risposta al Gruppo 24 Ore, datata 29 maggio, ha mostrato disponibilità ad approfondire in seno alla Commissione Tecnica ADS i temi sulle criticità del Regolamento sollevati dalla lettera del 25 febbraio.

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L'A.D. Giuseppe Cerbone

Qualora il Consiglio ADS approvasse i prospetti rettificati inviati dal revisore, desse parere negativo alle criticità sulle copie digitali sollevate dall’Editore e si applicassero detti criteri anche per gli anni seguenti, la diffusione totale carta+digitale dichiarata ADS rideterminata per il periodo gennaio-maggio 2019 sarebbe pari a 151.035 copie (-4,0% rispetto al dato dichiarato dall’editore) e il dato ADS elaborato per il pari periodo per l’anno 2018, sulla base degli stessi criteri, sarebbe pari a 168.098 copie (-2,8% rispetto al dato dichiarato  dell’editore). Contestualmente a quanto in corso con ADS, il Gruppo 24 Ore ha dato seguito a quanto indicato nel Resoconto Intermedio di Gestione del 30 settembre 2018, conferendo l’incarico ad altra primaria società di revisione indipendente di esprimere un giudizio sull’adeguatezza e l’operatività dei controlli a presidio della rilevazione e dichiarazione delle copie digitali e cartacee vendute. L’attività è attualmente in corso e nei prossimi mesi verrà rilasciato il primo report. Le rettifiche dei dati diffusionali non hanno, comunque, impatti sul dato di copie medie giorno carta+digitale vendute, che nel gennaio–giugno 2019 sono complessivamente pari a 185.591 mila copie (-8,6% rispetto all’omologo periodo del 2018), comprensive di tutte le copie digitali multiple vendute, ma non dichiarabili come diffuse ai fini ADS e pertanto non inserite nella relativa dichiarazione.

Andamento della marginalità

Il margine operativo lordo (Ebitda) del primo semestre 2019 è positivo per 10,4 milioni di euro e si confronta con un Ebitda positivo per 2,1 milioni di euro al 30 giugno 2018. L’Ebitda del primo semestre 2019 beneficia di un provento non ricorrente derivante dal rilascio di 3,2 milioni di euro relativo al fondo rischi stanziato nel precedente esercizio a fronte del possibile aggiustamento prezzo per la cessione della partecipazione di Business School24 S.p.A.. Il margine operativo lordo del primo semestre 2019 migliora di 4,1 milioni di euro per effetto della prima applicazione dell’IFRS 16. Sono stati, infatti, contabilizzati minori proventi operativi derivanti dai subaffitti di immobili per 1,0 milioni di euro e minori costi per godimento beni di terzi per 5,1 milioni di euro, derivanti dai canoni di affitto delle sedi del Gruppo, dai canoni di noleggio delle autovetture e dagli affitti degli spazi per gli impianti di trasmissione radiofonici. Al netto degli impatti della prima applicazione dell’IFRS 16 e al netto di oneri e proventi non ricorrenti, il margine operativo lordo del primo semestre 2019 è positivo per 3,0 milioni di euro e si confronta con un Ebitda pari a 3,9 milioni di euro del pari periodo 2018, in calo di 0,9 milioni di euro. La variazione è principalmente riconducibile al calo dei ricavi per 7,3 milioni di euro (-6,7%), in parte compensato dalla riduzione dei costi.

Il risultato operativo

Il risultato operativo (Ebit) del primo semestre 2019 è positivo per 2,1 milioni di euro e si confronta con un risultato negativo per 2,5 milioni di euro. Gli ammortamenti e le svalutazioni ammontano a 8,2 milioni di euro contro 4,6 milioni di euro del primo semestre 2018. L’Ebit, al netto di oneri e proventi non ricorrenti e della prima applicazione dell’IFRS 16, è negativo per 1,0 milioni di euro e si confronta con un Ebit negativo di 0,7 milioni di euro del primo semestre 2018. Il risultato ante imposte è positivo per 1,8 milioni di euro e si confronta con un risultato negativo per 3,7 milioni di euro del primo semestre 2018. Nel periodo sono stati iscritti proventi da partecipazione per 0,9 milioni di euro per l’adeguamento del valore della partecipazione Business School24 S.p.A. in applicazione del metodo del patrimonio netto. Inoltre, sul risultato ante imposte incidono oneri e proventi finanziari netti per -1,2 milioni di euro (-1,9 milioni di euro al 30 giugno 2018).

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Per effetto della prima applicazione dell’IFRS 16, la rilevazione della passività finanziaria derivante dal valore attuale dei canoni di affitto ha comportato la rilevazione di oneri e proventi finanziari, che nel primo semestre 2019 ammontano a -0,5 milioni di euro. Il risultato ante imposte al netto di oneri e proventi non ricorrenti e della prima applicazione dell’IFRS 16 è negativo per 0,7 milioni di euro e si confronta con un risultato negativo di 1,1 milioni di euro del primo semestre 2018, in miglioramento di 0,3 milioni di euro, nonostante la riduzione dei ricavi. Il risultato netto attribuibile ad azionisti della controllante è positivo per 1,7 milioni di euro e si confronta con un risultato negativo per 4,1 milioni di euro del primo semestre 2018. Il risultato netto attribuibile ad azionisti della controllante al netto di oneri e proventi non ricorrenti e della prima applicazione dell’IFRS 16 è negativo di 0,9 milioni di euro (-1,5 milioni di euro nel primo semestre 2018).

Situazione patrimoniale e finanziaria

La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2019 è negativa per 31,6 milioni di euro e si confronta con un valore, all’1 gennaio 2019, negativo per 34,9 milioni di euro (al 31 dicembre 2018 la posizione finanziaria netta era negativa per 5,9 milioni di euro), in miglioramento di 3,3 milioni di euro. La variazione della posizione finanziaria netta è principalmente riferita all’andamento del flusso dell’attività operativa, che è stata in grado di compensare anche il pagamento degli oneri non ricorrenti relativi alle uscite incentivate liquidate nel periodo. Il patrimonio netto è pari a 39,4 milioni di euro, in aumento di 1,0 milioni di euro rispetto all’1 gennaio 2019, quando ammontava a 38,4 milioni di euro, per effetto del risultato del periodo, pari a 1,7 milioni di euro, e della valutazione attuariale del TFR che determina un effetto negativo per 0,7 milioni di euro.

Evoluzione della gestione

Il primo semestre 2019 conferma, intanto, la persistenza di condizioni di debolezza del mercato e di generale incertezza nell’economia italiana che influenzano, in particolare, l’andamento della raccolta pubblicitaria. Secondo la stima preliminare Istat del primo trimestre 2019, successivamente rivista al ribasso, il Pil italiano registra un aumento congiunturale dello 0,1% (fonte: comunicato stampa Istat del 5 luglio 2019). Secondo il Bollettino economico della Banca d’Italia, la proiezione della crescita del Pil è pari allo 0,1% per il 2019, allo 0,8% per il 2020 e all’1,0% per il 2021. Il quadro economico è caratterizzato da un rallentamento degli investimenti. A partire dalla seconda metà del 2019, si prevede un recupero graduale dei consumi (Fonte: Banca d’Italia-Bollettino Economico numero 3 del 12 luglio 2019). In tale contesto, il rinnovo dei vertici aziendali della società e il complessivo ridisegno organizzativo completato nel corso del primo semestre 2019, hanno tuttavia portato nuovi spunti e opportunità che si sono già riflessi nel Piano Industriale 2019-2022.

Il Gruppo ha individuato una serie di azioni commerciali e di sviluppo di nuovi prodotti e segmenti di mercato ritenuti idonei a contrastare il trend di mercato e a riaffermare il ruolo di leadership editoriale nel mondo economico-finanziario principalmente rivolto agli stakeholder business, attraverso iniziative finalizzate ad ampliare l’offerta di contenuti con una particolare spinta sui servizi digital e B2B e ad allargare la base clienti a nuovi segmenti di clientela attualmente non raggiunti dai prodotti del Gruppo. L’obiettivo del 2019 consiste in un recupero della redditività anche attraverso iniziative volte a perseguire il contenimento dei costi e una maggiore efficienza operativa, pur garantendo adeguati investimenti commerciali a supporto dei ricavi e in tecnologie abilitanti nuovi modelli operativi e di business, e mantenendo un adeguato equilibrio finanziario.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 20/08/2019


Da Star Trek alle rapine in banca: risolve tutto Blockchain.com con The Pit

Che ci fa il comandante di Star Trek nelle vesti di rapinatore di banche? Ci deve essere un errore, un equivoco. Però, effettivamente, nonostante il bavaglio che ne copre i connotati quello è sicuremante William Shatner e sta rapinando una banca, con l'aiuto di un complice e di un paio di pistole ad acqua (ma saranno sicuramente a raggi laser). Blockchain.com, fornitore di prodotti di criptovaluta, ha lanciato una campagna globale per promuovere The Pit, che si propone come lo scambio più veloce nel suo genere al mondo. Una comunicazione mondiale e dal respiro evidentemente comico che ha come principale protagonista proprio William Shatner. Lo spot prende di mira le esperienze scadenti che alcuni potrebbero soffrire usando altri scambi di criptovaluta sul mercato. Shatner e un aspirante complice organizzano una rapina in banca per ottenere denaro. Ma si imbattono in una cassiera insolitamente calma che li informa delle modalità di crescita dei loro portafogli attraverso il trading di valuta in The Pit. I due ladri si trovano così in una situazione di impasse e Shatner spiega al suo collega di furto come abbia provato a scambiare criptovalute in passato, ma abbia poi rinunciato per via di scambi troppo lenti. E così, mentre la rapina volge al fallimento, lo schermo sfuma in un messaggio che dice "Non rimanere bloccato, sali di livello in The Pit". La campagna non è progettata solo per aumentare la consapevolezza di The Pit, ma anche per educare le persone sulla crittografia.

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Autore: Redazione - 16/08/2019


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