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GroupM: nel 2022 pubblicità globale in crescita del 6,5%, Italia stabile rispetto all’anno scorso, ma il prossimo atteso calo dell’1%
Il mercato pubblicitario nel 2022 si avvia a chiudere con una crescita globale del 6,5%. GroupM rivede al ribasso le proprie stime rilasciate a giugno secondo cui l’incremento sarebbe stato dell’8,5%. Il dato, che non include l’advertising politico, è dovuto soprattutto alla riduzione delle aspettative per la Cina, al netto della quale la crescita prevista è dell’8,1% per il 2022. L’anno prossimo, invece, la spesa pubblicitaria globale dovrebbe crescere del 5,9% trainata principalmente dagli importanti risultati nella connected TV, nei media retail - un nuovo modello di business che permette ai retailer di sfruttare le loro properties come sito e App per generare ricavi - e nei mercati in rapida crescita come l’India, con una leggera decrescita rispetto alla stima del 6,4% condivisa sempre lo scorso giugno. A livello complessivo, GroupM ha rilasciato una visione sostanzialmente ottimistica dello scenario advertising, per quattro motivi. In primo luogo, le contrazioni più significative sembrano limitate a mezzi selezionati in certi mercati; in secondo luogo, perché i grandi inserzionisti registrano un aumento dei ricavi nonostante il clima di cautela. Inoltre, la disoccupazione rimane bassa e i new business continuano a essere una fonte di crescita; e infine, il digitale continua a crescere. Lo scenario italiano Le previsioni globali ‘This Year Next Year’ di GroupM offrono anche uno spaccato degli andamenti in Italia, dove il mercato soffre della stessa volatilità riscontrata da livello internazionale. Si prevede che quest’inverno i costi macroeconomici della guerra in Ucraina e lo shock dei prezzi dell’energia spingeranno l’economia italiana verso un rallentamento. Grazie alla solida crescita dei primi tre trimestri dell’anno, il PIL reale è previsto al 3,8% nel 2022, per poi diminuire allo 0,3% nel 2023. Per questo motivo, GroupM prevede una stabilità per il 2022 (+0,1%) e un calo per l’anno successivo (-1,0%). Il 2022 ha risentito di un modesto rimbalzo all’inizio dell’anno e di un’inattesa battuta d’arresto dovuta allo shock bellico e al confronto con l’anno passato ricco di importanti eventi sportivi. La chiusura d’anno potrebbe essere più positiva rispetto alle previsioni iniziali grazie ad alcuni fattori trainanti come i Mondiali e il Black Friday, che anticipa lo shopping natalizio e gran parte dei budget dei prodotti stagionali. In questo scenario, il mercato pubblicitario italiano sta subendo la forte perdita di alcune industry chiave, come Food, Beverage e Toiletries che risentono della crisi dei costi, e della continua assenza dell’Automotive. La crisi di quest’ultimo settore sta ridisegnando il suo ruolo come investitore: ci abitueremo a volumi e costi più bassi, come è successo con le Telco in questi ultimi anni. Il trend dei media in Italia Il mercato italiano si sta allineando al resto dei mercati globali con una forte concentrazione su televisione e digitale, che valgono l’86% del mercato advertising, e con un investimento su due attualmente dedicato all’offerta video. Il digitale è il primo mezzo (51,7% di share) e gli over the top ne rappresentano l’88%, anche se oltre il 50% della loro spesa è effettuata dal cosiddetto ‘small business’. La televisione (34,3% di share) si dimostra un mezzo resiliente, in grado di raccogliere investimenti anche in tempi di recessione attraverso una strategia aggressiva in costi e negoziazioni, ma anche di nuove proposte commerciali. La maggior parte dei ‘Digital Endemics’, le aziende che hanno il core business nel digital e che sono diventate una forza trainante per il mercato pubblicitario, sono oggi big spender della televisione. Il 2023 sarà un anno di grande incertezza, probabilmente caratterizzato da un primo semestre difficile a causa del confronto con il rimbalzo rispetto al 2022 nei mesi da febbraio a maggio, e delle molte incognite geopolitiche. I nuovi player (Netflix e Disney+) non porteranno inizialmente nuovi budget, ma probabilmente andranno ad aggredire quelli dei player video già esistenti (televisione e digital). Stime globali La differenza tra le attuali stime e le previsioni di giugno si spiega soprattutto con le diverse aspettative per la Cina, che è passata da una crescita del 3,3% a un calo dello 0,6%, e per gli Stati Uniti, per i quali attualmente è prevista una crescita del 7,1% (al netto della pubblicità politica) rispetto al 10,1% dello scorso giugno. Questi due mercati rappresenteranno il 55,5% di tutti i ricavi pubblicitari nel 2022. Tra i principali trend: entro il 2025, negli Stati Uniti l’insieme di tutti i fornitori di pay TV raggiungerà meno della metà delle case; quest’anno il retail media raggiungerà i 110,7 miliardi di dollari, rispetto alla nostra stima di 101 miliardi di dollari dello scorso settembre. Per quanto riguarda gli altri mercati tracciati, GroupM indica che Australia, Brasile, Francia, India e Giappone cresceranno più dell’inflazione; Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Germania cresceranno leggermente al di sotto dell’inflazione nazionale; altre alla Cina, dovrebbe registrare un calo nominale solo lo Sri Lanka, dove persiste una crisi del costo della vita dopo le proteste di massa che hanno portato alle dimissioni del presidente a luglio. Andamento dei mezzi a livello globale Osservando le singole aree di business, sempre per il 2022 le previsioni globali indicano una crescita del 9,3% per il digital, inferiore all’11,5% previsto a giugno. Questa crescita si aggiunge a quella del 31,9% registrata nel 2021 e porta, quest’anno, la quota complessiva della pubblicità digitale al 67% del totale del settore, con la prospettiva di salire al 73% entro il 2027. Del retail è stato detto; la televisione registrerà una crescita dell’1,7%, esclusa la pubblicità politica negli Stati Uniti. Per il mezzo televisivo si stima una crescita tra l’1% e il 3% nei prossimi cinque anni grazie alla crescita a due cifre della tv connessa, che compenserà di poco il calo della televisione lineare nella gran parte dei mercati dell’Europa occidentale, gli Stati Uniti, la Cina, la Malesia, Taiwan, Singapore e la maggior parte dell’America Latina, escluso il Brasile. Il debutto delle grandi piattaforme in streaming nel mercato adv con il lancio degli abbonamenti supportati dalla pubblicità da parte di Disney+ o Netflix non è ancora un fattore decisivo nel 2022. Per quanto riguarda l’OOH, si prevede una crescita del 2,2% a livello globale (escluse le spese politiche statunitensi) o del 18,1% se non si considera la Cina, che dovrebbe tornare a crescere nel 2024. Ma si prevede che il mezzo non riacquisterà i livelli pre-pandemici entro i prossimi cinque anni; a livello globale, comunque, nel 2024 l’OOH supererà i livelli del 2019 in alcuni mercati come Brasile, Australia, Francia e Stati Uniti che hanno già oltepassato i livelli del 2019 nel 2022. Invece l’OOH digitale, nonostante costituisca una quota minore dell’inventory nella maggior parte dei mercati, rappresenta oggi il 30-40% dei ricavi di aziende OOH come JCDecaux e Clear Channel Outdoor. In crescita il mercato dell’audio: GroupM stima una crescita globale del 3,8% nel 2022 (esclusa la politica negli Stati Uniti) e un rallentamento all’1,3% nel 2023; l’audio digitale rappresenta oggi quasi un quarto dei ricavi pubblicitari audio totali e si prevede una crescita a due cifre sia nel 2022 sia nel 2023. Boom della pubblicità politica in USA Infine, la pubblicità politica che in USA nel 2022 aggiungerà 12,6 miliardi di dollari al settore, che salgono a 13,6 miliardi includendo la spedizione pubblicitaria via posta. Questo totale, per un anno con elezioni di metà mandato, è solo circa 500 milioni di dollari in meno rispetto alla cifra investita per le elezioni presidenziali del 2020 e con un aumento sorprendente del 90% rispetto alle precedenti elezioni di metà mandato del 2018.
https://www.dailyonline.it/it/2022/groupm-nel-2022-pubblicita-globale-crescita-65-italia-stabile-rispetto-allanno-scorso-prossimo-atteso-calo-dell1
dati e ricerche
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A. Manzoni & c. conferma l'esclusiva con Teads per i formati outstream ed estende l'accordo a nuove property
Teads, la Global Media Platform, è lieta di annunciare il rinnovo della partnership con A. Manzoni & C., che prolungherà il legame tra le due realtà. I termini dell'accordo prevedono un ampliamento degli spazi in pagina riservati a Teads, che erogherà in esclusiva sul network di siti premium dell'editore formati proprietari come inRead e inRead Video. La collaborazione consentirà di integrare la creatività, la tecnologia e l'efficacia dei formati su property come La Repubblica, La Stampa, Huffington Post, AGI, i Quotidiani Locali GEDI e molti altri, al fine di valorizzare al massimo gli spazi editoriali di qualità offerti dalle testate. Il deal integra anche la lista di siti disponibili per gli inserzionisti con destinazioni del calibro di alfemminile.com, olycom.it, italian.tech, salute.eu e moda.it. L'estensione della partnership dimostra una visione comune dell'ecosistema digitale, in cui prodotti editoriali e inserzioni devono mantenere alti standard di qualità per ottenere il massimo dell'attenzione da parte dell'utente, e di conseguenza il massimo dell'efficacia utilizzando formati innovativi. Questi, assieme alle tecnologie di targeting, sono gli elementi di un'esperienza pubblicitaria premium che assegna all'utente il ruolo di vero protagonista del racconto di brand. "Siamo entusiasti di rinnovare la collaborazione con Manzoni, poiché questo ci consentirà di valorizzare l'erogazione dei nostri formati innovativi in contesti di grande qualità. L'estensione della partnership, inoltre, evidenzia la grande stima e fiducia tra Teads e Manzoni, oltre che il valore del lavoro svolto insieme negli ultimi anni, in grande trasparenza su tutti i fronti. L'accordo consente e consentirà a Teads di costruire le migliori esperienze pubblicitarie per gli inserzionisti nel totale rispetto della user experience", dichiara Dario Caiazzo, Managing Director di Teads Italia. "La ricerca delle più efficaci soluzioni di comunicazioni che creino valore per gli inserzionisti è il nostro principale obiettivo. In questo contesto siamo sempre alla ricerca di nuove piattaforme tecnologiche e nuovi formati pubblicitari che siano efficaci nella comunicazione per gli advertisers, offrendo meccanismi immersivi e senza forzature nella fruizione dei contenuti editoriali di qualità che ogni giorno offriamo alla nostra audience. Teads è uno dei nostri partner storici e siamo contenti di proseguire la collaborazione anche per il 2023", afferma Raimondo Zanaboni, Presidente di A. Manzoni & C.
https://www.dailyonline.it/it/2022/manzoni-c-conferma-lesclusiva-teads-i-formati-outstream-ed-estende-laccordo-nuove-property
mercato
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Taboola e Yahoo annunciano un accordo commerciale di trent’anni
Yahoo e Taboola, piattaforma leader mondiale nell'offerta di raccomandazioni per l'open web, attiva nel consigliare e indirizzare gli utenti alla scoperta di contenuti di loro interesse, hanno annunciato di aver siglato un accordo commerciale esclusivo della durata di 30 anni. Grazie a questo accordo Taboola offrirà in via esclusiva il native advertising su tutte le properties digitali di Yahoo e sarà disponibile per l'acquisto attraverso il DSP di Yahoo: in questo modo Taboola consoliderà il suo ruolo di piattaforma leader nella content recommendation per inserzionisti, editori e vendor sull'open web. Una partnership che consentirà a Taboola di beneficiare della portata di Yahoo, azienda leader nella tecnologica di consumo, che raggiunge quasi 900 milioni di utenti unici mensili attivi in tutto il mondo e che si posiziona ai vertici come realtà Internet per il servizio di posta elettronica, lo sport, la finanza e le news. Alimentando le soluzioni di native advertising di Yahoo, Taboola contribuirà a offrire una reach maggiore, a migliorare la performance delle campagne e a creare esperienze più positive per gli utenti, aiutando i brand a trovare opzioni alternative per la pubblicità che vadano oltre un ecosistema chiuso. Taboola continuerà a investire molto sulla ricerca e sviluppo, ottimizzando le modalità con cui le persone scoprono contenuti di loro interesse, e continuerà a rafforzare la propria leadership nella pubblicità contestuale. Come parte integrante dell'accordo, Yahoo riceverà poco meno del 25% del capitale proforma di Taboola e potrà ampliare ulteriormente la propria offerta unificata per gli inserzionisti, migliorare le esperienze degli utenti nei canali mediatici di sua proprietà e partecipare alla creazione di un valore condiviso in qualità di maggiore azionista singolo di Taboola. Obiettivo: un miliardo di ricavi Un accordo che apre le porte a numerose opportunità, come dichiarano i protagonistyi: "Yahoo è un pioniere di internet e rappresenta uno degli editori più grandi, fidati e sofisticati del mondo", ha affermato Adam Singolda, founder e CEO di Taboola. "Vedo un'opportunità di crescita vertiginosa per entrambi ovunque guardi: native advertising, e-commerce, video, header bidding (display) e altro ancora. Questa partnership, vantaggiosa per tutte e due le parti, accelererà notevolmente il nostro tasso di crescita, ampliando la portata a un numero maggiore di utenti sull'open web con un traffico ad elevata intensità, offrendo soluzioni di prima classe a inserzionisti, editori, vendor e utenti in un ambiente privo di cookie. Saremo in grado di investire ancora di più per offrire agli editori nell'open web aumenti di ricavi, progressi nella crescita dell'engagement e dell'audience, ottimizzando la performance e consentendo ai brand inserzionisti, ai vendor e alle agenzie di raggiungere un più ampio numero di utenti in un ambiente di qualità e affidabile. Una partnership che rappresenta un grosso passo avanti verso il nostro obiettivo di generare un miliardo di dollari di ricavi ex-TAC (ricavi al netto dei costi di acquisizione del traffico) entro il 2025”. "Collaborando con Taboola, Yahoo potrà potenziare ancora di più l'offerta di pubblicità contestuale e nativa presente nel nostro stack pubblicitario unificato", ha dichiarato Jim Lanzone, CEO di Yahoo. "La partnership darà anche la possibilità a Yahoo e Taboola di continuare a distinguersi sul mercato, migliorando le esperienze di utenti, inserzionisti ed editori su tutti i canali di proprietà, beneficiando al contempo delle prospettive positive sul lungo termine della pubblicità nativa digitale. Insieme a Taboola, aumenteremo al massimo la portata e la performance delle campagne degli inserzionisti, forniremo agli editori maggiori opportunità di monetizzazione e favoriremo esperienze migliori e attente alla privacy per gli utenti. Siamo entusiasti di avere partner forti che ci affiancano nel nostro percorso verso la costruzione della prossima era di Yahoo”. I termini dell’accordo Grazie al duraturo sostegno di Apollo, gruppo statunitense di private equity proprietario di Yahoo, all'allineamento degli azionisti e all'impegno a sostenere le piattaforme per gli inserzionisti di entrambe le compagnie, la partnership accelererà i piani di crescita sia di Taboola che di Yahoo in un settore interessante del mercato. Con l'accordo, Apollo dimostra la grande fiducia che ripone nella strategia lungimirante e nel futuro di Taboola quale piattaforma leader per inserzionisti, editori e vendor sull'open web. Grazie ai termini dell'accordo commerciale esclusivo della durata di trent'anni, Taboola offrirà soluzioni di pubblicità nativa su tutte le realtà Internet di Yahoo, gestendo oltre 800 miliardi di impression. Secondo l'accordo, Yahoo riceverà il 24,99% delle azioni emesse e in circolazione di Taboola su una base combinata post-transazione, con circa il 60% di quote standard ordinarie e il 40% di quote ordinarie nuove, non aventi diritto di voto, nonché con un rappresentante nel Consiglio di Amministrazione di Taboola. Si prevede che questo accordo comporterà una forte crescita dei ricavi, dell'Ebitda rettificato e del e del free cash flow di Taboola. Si prevede anche che questo accordo avrà un impatto molto accrescitivo sui ricavi e sull'Ebitda rettificato su base azionaria.
https://www.dailyonline.it/it/2022/taboola-yahoo-annunciano-accordo-commerciale-trentanni
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