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Sentire la voce: il mondo audio raccontato da GOODmood Editore e dalla factory Goodadd
L’audio e i suoi format ormai imperversano, un trend che somiglia a un assedio. Ma quali sono state le origini del fenomeno? Sappiate che, qualora voleste farvi un viaggio nella macchina del tempo non le trovereste proprio dietro l’angolo. E le controindicazioni potrebbero eliminare ogni forma di entusiasmo: siamo infatti di fronte a un settore ricco di iniziative, verve, gioia e creatività ma non facilmente monetizzabile. Può intrattenere, informare e anche motivare, con possibilità che paiono illimitate, ma con esse non mancano le problematiche. DailyNet vuole chiarezza e la trova nelle parole di Marcello Pozza (preotagonista anche della puntata di DailyOnAir presente su questo numero e sulla pagina del nostro sito al link https://www.dailyonline.it/dailyonair) , fondatore di GOODmood Editore (https://www.goodmood.it/) e di goodadd.it; dalla sua un'esperienza quarantennale nel mondo della voce, della radiofonia e delle produzioni audio. Nel 2000 fonda GOODmood e nel novembre del 2018 ecco nascere goodadd.it, la creative factory operante nell'ambito del marketing & comunicazione, specializzata nella realizzazione di branded podcast, digital audio advertising ma anche di company podcast a supporto della comunicazione interna aziendale. Ma il preambolo è un po’ più lontano nel tempo… Possiamo fare un riassunto dell’avventura di Marcello Pozza? Tutto ebbe inizio nel 1978? «Nel 1978 nasce a Padova PushPull, no dei primi centri di produzione radiofonica in Italia, nel 1984 lo sbarco a Milano, nel 1986 l’acquisto di una quota da parte di SPER, del Gruppo Editoriale Espresso, il trasloco nella nuova sede, dove a un certo punto arriva anche Radio Deejay, nel 1990. Sempre in quell’anno facemmo i Mondiali 90 con la Gialappa’s, che al tempo si muoveva sulle frequenze di Radio Popolare. Poi, si chiude l’avventura targata SPER, io ricompro le mie quote e le strade con Repubblica si dividono. Niente di traumatico, solo obiettivi e scenari diversi. Parallelamente, avevamo aperto la nostra società editoriale di impronta musicale, molto jazz, poi specializzata in cori gospel (producemmo un coro protagonista dei Natali del Vaticano). A metà anni 90, un altro cambio di passo, decisamente epocale: la produzione di due audiolibri, “Va dove ti porta il cuore”, best seller di Susanna Tamaro, quella volta in regia, letto da Piera Degli Esposti, e “Nico e i suoi fratelli”, con Aldo Giovanni e Giacomo al culmine della forma e improvvisamente divenuti popolari, anche grazie alla tv e al format della Gialappa’s. Era il 1996, sfortunatamente non c’era ancora un mercato legati agli audiobook, sicché i due prodotti non andarono per nulla bene, vendettero poche copie. Molti anni dopo, quello che alla fine era un vero e proprio pregiudizio (“i libri per ciechi”), avviene lo sdoganamento: nel 2008, insieme a Fiat andiamo al Salone del Libro a Torino, l’azienda mette due sue auto nello stand, e presentiamo gli audiolibri all’interno delle vetture. La storia va avanti e con essa il progresso: si arriva al 2016, quando in Italia arriva Audible, azienda enorme, con un progetto molto forte. Subito dopo ecco spuntare anche Storytell. Le cose cambiano… Oggi abbiamo quattro sale, a Milano e Padova e produciamo per conto terzi, ma anche per conto nostro: per fare esempi di successo gli ultimi quattro titoli legati a Corona sono nostri, o anche quelli di Brizzi. Stiamo dando vita a un nostro catalogo e possiamo contare su oltre 700 titoli». Oggi però è cambiata la parola chiave: podcast. Come siete cambiati  voi? «Non siamo stati fermi e abbiamo inaugurato un portale, Quattrotracce.com, che vanta già 15 titoli. Vogliamo diventare una nave scuola che mette a punto progetti di qualità e li porta in aree vantaggiose dal punto di vista economico». A proposito: quanto c’è di vero nelle difficoltà di monetizzazione legate ai format audio in Italia? «In Italia ci sono 14 milioni di fruitori, ma sono frantumati in migliaia di contenuti. Il mercato sta andando verso progetti di grande qualità, con produzioni incredibili». E quindi, quali sono i punti cardine sul quale basare un prodotto audio di qualità? Cosa è realmente un podcast e cosa non è? «I punti base del podcast sono: una bella idea, che faccia la differenza; il suo confezionamento, tra tempi e spazi. Il podcast risponde a un’esigenza proveniente dal pubblico e avrebbe potuto essere un jolly per le radio, ma i costi sarebbero stati inimmaginabili. Non è il reload di una trasmissione, ma qualcosa di nuovo, a parte. Un recente studio ha sancito che la durata non dovrebbe mai superare i 22-23 minuti, ma probabilmente dovrebbe essere intorno ai 10-15 minuti. Certo, poi dipende dai contenuti che proponi, da temi che necessitano di un racconto più esteso, mentre altri son graziati proprio da un minutaggio ridotto». Quale è la vostra strategia oggi? «Ci muoviamo tra audiobook e intrattenimento e vogliamo avvicinare le aziende al mondo dell’audio. Recentemente, un’operazione ideata con una grande catena GDO delle Tre Venezie, ossia Despar, ha portato degli ottimi risultati: abbiamo iniziato con un progetto app, abbiamo realizzato un buon ingaggio, abbiamo consigliato una sezione audiobook e poi anche podcast. Nel primo mese di test, dal 24 dicembre 2020 al gennaio 2021, abbiamo contato 230 mila ascolti in media. L’iniziativa è continuata, noi aggiungiamo i contenuti, e si è attestata sui 110mila ascolti mensili. Altro esempio, legato a una di audiolibri, sul tema coaching, concessa gratuitamente a Gefran che li ha distribuiti ai suoi 800 dipendenti: ebbene, il 75% di loro li ha consumati. Abbiamo fatto anche un test con un liceo classico sugli audiobook dedicati ai filosofi storici: dieci libri e la conferma finale di come abbiano aiutato l’apprendimento e la capacità espositiva degli studenti, abbiano contribuito a migliorare l’uso del linguaggio» Quali settori potrebbero fare molto di più sul fronte audio? Tanti. Mi vengono in mente subito le industrie che si occupano di bellezza, il settore farmaceutico, la moda… Tra farmacia e informazione ci sarebbe da fare tantissimo, le potenzialità enormi. Pensiamo al QR Code: che succederebbe se uno, con la voce di uno specialista, spiegasse il prodotto? Senza sembrare autoreferenziali, Forbes ha premiato i podcast di Banca Ifis, che raccontano le storie di aziende che si sono reinventate durante la pandemia e noi ne abbiamo prodotto ben 12. Magari ci sono società impegnate in qualcosa di particolare, che però non hanno mai avuto l’idea di raccontarlo. Arriviamo noi e creiamo un canale di racconto permanente. Come vi definireste? «Non siamo una startup, ma un qualcosa di concreto. Siamo noi e un’altra decina in tutta Italia. C’è troppa gente improvvisata che ruota nel mondo dell’audio, ma ci sono anche bravi, se hai verve, sapienza, tempi giusti. E c’è un progressivo interesse internazionale sui progetti di qualità del nostro Paese. Ancora qualche anno e dovrebbe svilupparsi. Ora occorre avere pazienza, siamo in un momento di stand by dovuto alla guerra. È comunque importante fare rete, per catturare le opportunità anche nascoste così da poterle sviluppare».
https://www.dailyonline.it/it/2022/sentire-voce-mondo-audio-raccontato-da-goodmood-editore-dalla-factory-goodadd
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MFE–MEDIAFOREUROPE apre sede a Monaco di Baviera e nomina Katharina Behrends General Manager per l’area europea di lingua tedesca
MFE-MEDIAFOREUROPE nomina Katharina Behrends General Manager per l’area europea di lingua tedesca, Germania, Austria, Svizzera (DACH). Dal 1° ottobre 2022, Katharina Behrends sarà responsabile delle attività corporate nella regione, riporterà al comitato esecutivo di MFE e gestirà la nuova sede tedesca di Monaco di Baviera. L’area DACH è uno dei mercati chiave per costruire alleanze con i media europei, una regione in cui MFE è attiva da diversi anni nel ruolo di primo azionista a lungo termine di ProSiebenSat.1 Media SE. La nomina di Katharina Behrends e la presenza stabile a Monaco rappresentano quindi un ulteriore passo avanti nella costruzione di MFE come media house leader e innovativa in Europa, una struttura paneuropea che consente di sfruttare sinergie, generare maggiori investimenti in tecnologia e ottenere una solida posizione sul mercato pubblicitario. In questo modo, MFE potrà investire con decisione in contenuti attrattivi in ogni singolo paese, rafforzare la propria offerta di fornitore locale di qualità, garantire e promuovere la diversità di opinione, l'indipendenza editoriale e la stabilità del lavoro in tutti i paesi in cui opera. Il curriculum Il profilo di Katharina Behrends è perfettamente in linea con questi obiettivi: è un’apprezzata esperta del settore, con vasta esperienza internazionale, che negli ultimi 15 anni ha ricoperto posizioni di leadership presso NBC Universal Networks. In qualità di Managing Director, ha costruito e guidato con successo l'attività nella regione DACH, Europa orientale e Benelux dove è stata responsabile delle produzioni televisive, dell’offerta pay TV e dello streaming. Esperta di nuovi modelli di business digitali, ha svolto un ruolo fondamentale nel successo della Pay TV nella regione di lingua tedesca e in altre parti d'Europa. Katharina Behrends ha iniziato la sua carriera come consulente legale di Sky Deutschland e ricoperto posizioni di leadership presso Viacom e A+E Networks. I commenti Katharina Behrends, Direttore Generale di MFE-MEDIAFOREUROPE, commenta: “MFE-MEDIAFOREUROPE è una società lungimirante e sono entusiasta di entrare in squadra in un momento così decisivo per l’industria europea dei media. Il nostro sistema ha bisogno di sviluppare strategie comuni per rimanere competitivo con i conglomerati mediatici internazionali e i giganti dello streaming. E il mio impegno sarà totale per rafforzare la presenza MFE nella regione di lingua tedesca attraverso un dialogo costruttivo con i partner e tutte le parti interessate. Insieme, creeremo la risposta europea alla concorrenza internazionale nel settore media, svilupperemo modelli di business innovativi per ottenere successo a lungo termine, crescita ed espansione futura”. Marco Giordani, CFO di MFE-MEDIAFOREUROPE, aggiunge: “Siamo lieti di dare il benvenuto nel nostro team a Katharina Behrends, una leader esperta e rispettata a livello internazionale. Grazie a una solida rete di relazioni e all'eccellente conoscenza dell'industria dei media, svolgerà un ruolo fondamentale nella creazione di un gruppo di media paneuropeo. Il nostro obiettivo è affermare e espandere ulteriormente MFE come uno dei principali media player europei, un polo internazionale che garantisce in tutte le aree in cui opera importanti investimenti nei contenuti locali, inclusione e diversità culturale, oltre a un’assoluta indipendenza editoriale come dimostra da oltre 30 anni il caso di Mediaset España, società quotata del gruppo MFE”.
https://www.dailyonline.it/it/2022/mfe-mediaforeurope-apre-sede-monaco-baviera-nomina-katharina-behrends-general-manager-larea-europea-lingua-tedesca
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Cattolica Assicurazioni lancia servizi per il Terzo Settore e affida la creatività della campagna a Utopia dopo una gara
I volti e le storie del Terzo Settore sono i protagonisti della nuova campagna di comunicazione di Cattolica Assicurazioni. La Compagnia veronese, società del Gruppo Generali, storicamente vicina al mondo del Terzo Settore e del Non Profit, ha scelto di puntare sulle realtà impegnate sul fronte dell’inclusione sociale per rafforzare il proprio posizionamento, scegliendo come testimonial i veri protagonisti del far bene, esempi reali di vita nella semplice quotidianità del loro dedicarsi agli altri. La strategia di comunicazione e la creatività sono state elaborate da Utopia, che ha vinto la relativa gara anche se in passato ha già lavorato per questo cliente, mentre la pianificazione media su stampa, social media e web è curata da dentsu X, che segue organicamente Gruppo Generali I testimonial Le realtà soggetto degli scatti che danno vita alla campagna sono tre: le donne del progetto Gruccix di Earth Day Italia (Roma), che utilizzano materiali di recupero per realizzare preziose creazioni sartoriali per le famiglie di Salvamamme e i ragazzi delle Case Famiglia; educatori e ospiti della Cooperativa sociale Cercate (Verona), che promuove servizi di assistenza socio sanitaria, riabilitativa ed educativa sul territorio rivolte in particolari a disabili, infanzia e minori, anziani e persone in stato di disagio psichico; e infine i giovani artisti della Banda musicale Rulli Frulli di Finale Emilia (Modena), un allegro gruppo di ragazzi che accoglie e integra allievi con disabilità grazie ai potenti collanti della musica e dell’amicizia. Con i claim “Assicuriamo chi assicura il futuro”, “Aiutiamo chi aiuta”; “Proteggiamo chi protegge”, “Sosteniamo chi sostiene”, assistenti, volontari, responsabili di associazioni ed enti del Non Profit sono stati ripresi durante alcuni momenti delle loro attività di ogni giorno da Stefano Rosselli, già E.C.D. di Leagas Delaney e ora fotografo professionista esperto in reportage, che è riuscito a conferire uno straordinario impatto emotivo e di realismo a ogni immagine. I loro volti e le loro azioni sono al centro di un logo che in maniera iconica rappresenta un abbraccio. Un simbolo fortemente evocativo che sottolinea la vicinanza della Compagnia – che sta lanciando Cattolica&Non Profit, la nuova polizza dedicata ad Enti, associazioni e imprese social - al tema sociale. I social Parte della campagna è inoltre volta a promuovere “Una mano a chi sostiene”, iniziativa lanciata da Fondazione Cattolica, per sostenere con un bando di finanziamento di 500mila euro le migliori idee provenienti da Enti del Terzo Settore, selezionate attraverso una piattaforma online dove si potrà votare il proprio progetto preferito. La campagna social dell’iniziativa, sviluppata sempre con Utoipa, ha come testimonial d’eccezione Elio e le Storie Tese, che lancia il bando e premierà le proposte più votate. I commenti “Cattolica Assicurazioni è da sempre vicina al mondo dell’associazionismo e del Non Profit. Un rapporto consolidato negli anni e che ha fatto nascere una Business Unit dedicata. Cattolica oggi rappresenta un punto di eccellenza del mercato e l’interlocutore di riferimento per tutte le realtà del settore, confrontandosi quotidianamente con questi mondi così ricchi di valore. È stato quindi naturale per noi decidere di rendere loro i nostri protagonisti. Persone vere, che nella loro normalità svolgono un lavoro prezioso per tutta la società” sottolinea Riccardo Acquaviva, Responsabile Comunicazione di Generali Country Italia. “Cattolica Assicurazioni si propone al mercato come il partner di riferimento del Non Profit e del Terzo Settore attraverso la costruzione di un ecosistema distintivo e integrato, unico in Italia, che mette al centro gli Enti e le loro persone attraverso iniziative di sostegno, prodotti e servizi e partnership mirate - aggiunge Carlalberto Crippa, Responsabile Business Development e Marketing di Cattolica Assicurazioni - Conoscere, accompagnare e proteggere chi lavora nell’ambito del Non Profit è una mission che perseguiamo e di cui siamo particolarmente orgogliosi”. “Una campagna che affronta un tema così contemporaneo in un settore nascente aveva bisogno di un linguaggio semplice e immediato che però avesse un forte elemento di riconoscibilità per enfatizzare il ruolo di Cattolica: da qui l’elemento grafico che mette in risalto l’aspetto più umano e l’uso di Elio e le Storie Tese per la loro capacità di essere chiari ed empatici allo stesso tempo” dichiara Vincenzo Gasbarro, Co-Founder & Creative Partner di Utopia.
https://www.dailyonline.it/it/2022/cattolica-assicurazioni-lancia-servizi-terzo-settore-affida-creativita-della-campagna-utopia-dopo-una-gara
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