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Al via domenica 5 aprile in esclusiva su La7 le videoricette con i formaggi Bergader, firma Agostino Toscana
Parte domenica 5 aprile in esclusiva su La7 la nuova campagna di Bergader, marchio di formaggi della Baviera presente in Italia con una sede a Verona e un volume d’affari di 20 milioni di euro sui 270 milioni complessivi generati dall’azienda, situata ancora a Waging am See dove è stata fondata nel 1902. Bergader debutta con un progetto di comunicazione che ha per protagonista lo chef Riccardo De Pra del ristorante stellato Plois d’Alpago. Si tratta di “Anche gli chef mangiano a casa”, 20 videoricette in pillole da un minuto che vanno in onda in prossimità dei tg meridiano e serale. «Questo progetto doveva uscire il prossimo settembre 2020 – spiega Antje Müller De Leo, Direttore amministrativo e comunicazione di Bergader - ma la sua coerenza con il periodo che stiamo vivendo, in cui tutti siamo fermi nelle nostre abitazioni per le misure di contenimento contro la diffusione del virus, ci ha spinti ad anticiparne la messa in onda».   Antje Müller De Leo, Direttore Amministrazione e Comunicazione Bergader   Bergader produce 40mila tonnellate di formaggio all’anno ed è presente con i suoi prodotti nella gdo e nei discount. L’Italia è il primo mercato straniero per l’azienda che esporta principalmente in aree come Spagna, Brasile, Scandinavia, Paesi dell’Est europeo, per circa il 30% del totale fatturato. «La nostra prima campagna dedicata al prodotto risale al 2015 – continua Müller De Leo -; nel 2019 abbiamo varato un piano di comunicazione di cinque anni che punta a valorizzare il nostro brand attraverso il prodotto». Agostino Toscana alla direzione creativa Il format è stato ideato e coordinato da Agostino Toscana, nonché prodotto dalla Treeshome di Gianluca Catania. In questo periodo di clausura forzata, molti italiani stanno scoprendo passatempi e piaceri che prima non avevano il tempo di godersi, tra cui riscoprire il gusto della cucina semplice, gustosa, facile da realizzare con ingredienti che si trovano comunemente nel frigorifero di ogni famiglia. Le ricette di De Pra durano un minuto e mostrano lo chef che racconta in modo spiritoso e semplice la preparazione di piatti con i formaggi Bergader. La collaborazione con De Pra è iniziata con “Vado a vivere in montagna”, una sorta di reality show realizzato con La7 Lab e andato in onda su La7d in fascia preserale, otto puntate da 25 minuti più i “best of”, in cui sono stati coinvolti i food blogger che collaborano con il marchio e che l’azienda continua a sostenere anche con gli attuali progetti di comunicazione. «Investire in comunicazione in questo periodo costellato da difficoltà ed incertezze - conclude Antje Müller De Leo - significa dare fiducia alle persone e alle aziende. Sosteniamo l’economia ora con la consapevolezza che l’Italia ripartirà».
https://www.dailyonline.it/it/2020/al-domenica-5-aprile-esclusiva-su-la7-videoricette-i-formaggi-bergader-firma-agostino-toscana
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UNA: appello alle aziende per sostenere la industry della comunicazione in crisi di liquidità per l’emergenza
Un appello alla filiera della comunicazione per sostenere le agenzie in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria e tenere in piedi il mercato. Con una lettera aperta a firma del Presidente Emanuele Nenna pubblicata oggi sul Sole 24 Ore, UNA – Aziende della comunicazione unite chiede ai clienti di versare degli anticipi sui servizi futuri. Una vera e propria richiesta di aiuto, soprattutto per quelle realtà che stanno già adesso registrando cali significativi del flusso di cassa. «Questo è un appello esteso a tutta la comunità degli investitori – spiega Nenna -. Non si tratta di favorire le agenzie a discapito delle aziende, alcune delle quali sappiamo che soffrono di analoghi problemi, ma di chiedere una mano a chi dispone di molta liquidità».     Sostenere le realtà medio-piccole Il comparto della comunicazione si distingue per un modello di business people-based, in cui il costo più importante è rappresentato dagli stipendi. Costo non differibile nel tempo. Per questo UNA ha deciso di scendere in campo con questa iniziativa, che non chiede alle aziende di farsi carico di costi non previsti, ma di aiutare la gestione finanziaria dei loro partner. L’associazione si rivolge alle aziende che godono di una solida posizione, come per esempio i settori della grande distribuzione e del largo consumo, che in questo momento stanno registrando un andamento positivo dei flussi di cassa. Una posizione che trova un precursore in Unilever, il cui CEO Alan Jope ha annunciato di voler anticipare i pagamenti alle agenzie e ai fornitori medio-piccoli in sofferenza per mancanza di liquidità. In Italia, Confindustria ha invitato le aziende a mantenere gli impegni assunti nei pagamenti. Coltivare la partnership La lettera aperta pubblicata oggi è un’iniziativa autonoma dell’associazione presieduta da Nenna: «L’appello è nostro, dalle telefonate informali che ho fatto ho colto una predisposizione positiva, sono in attesa di reazioni da parte dell’UPA. Mai come ora la partnership tra aziende e agenzie ha bisogno di rafforzarsi, perché si lavora per un fine comune, come una squadra. Tutto il mercato è in difficoltà ma, attraverso alcuni accorgimenti reali, possiamo far sì che le conseguenze siano meno invasive e possiamo creare un terreno più fertile per la ripartenza. Del resto non chiediamo cose impossibili, né sacrifici alle aziende, chiediamo attenzione a tutela dell’intero ecosistema della comunicazione che rischia di disgregarsi se qualche tassello viene meno».
https://www.dailyonline.it/it/2020/una-appello-alle-aziende-sostenere-industry-della-comunicazione-crisi-liquidita-lemergenza
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Wavemaker, Luca Vergani: «Mantenere la pressione pubblicitaria serve nel momento della ripartenza»
In linea con il nuovo posizionamento lanciato pochi giorni fa, nello spirito della “Positive Provocation” Wavemaker continua a sollecitare i propri clienti a non lasciare un posto vuoto nella memoria dei consumatori rallentando troppo, o magari cancellando investimenti in comunicazione in questo periodo di emergenza da coronavirus. «È vero che ogni crisi è diversa dall’altra - commenta il Chief Executive Officer Luca Vergani – ma in tutte le congiunture di questo genere i brand che sono riusciti a mantenere la pressione pubblicitaria nel momento della ripartenza hanno guadagnato quote». L’agenzia media che fa capo al gruppo WPP è vicina ai propri clienti mettendo a disposizione tutti gli strumenti e gli studi «in modo da provocare opportunità di business - continua Vergani -, sempre nel rispetto della sensibilità del consumatore» che in questo momento è, ovviamente, molto sensibile. Il nuovo consumatore Una delle priorità delle aziende è capire come sta evolvendo il consumatore: «Un dato importante è l’esplosione delle audience televisive e in generale di tutte le piattaforme video, mercato in cui si registra anche il lancio di Disney+, con un incremento dell’ascolto giornaliero del 20-25% che nel caso dei bambini sale al 40%. Inoltre, si sono create delle opportunità con l’affermarsi di nuove forme di socialità come le cene e gli aperitivi in video chat e la ginnastica online. Una delle “provocazioni” che stiamo suggerendo è proprio quella di provare a creare delle occasioni di comunicazione legate a queste nuove abitudini. Quello che conta, però, è essere molto coerenti, in primo luogo con il messaggio che si è sempre trasmesso, in secondo luogo con lo spirito del momento contingente. «I consumatori – continua Vergani - si aspettano che i brand si comportino in maniera pertinente. Sono talmente consapevoli delle regole del gioco da rendersi subito conto se un’azienda sta portando avanti pratiche consuete o invece sta approfittando della situazione per cambiare tono di voce, il che si trasformerebbe immediatamente in un boomerang». Come cambia il tono di voce Ci sono dei marchi che si stanno rapidamente adattando alla situazione, «ma c’è un’oggettiva difficoltà ad andare in onda in questo momento, per alcuni settori comunicare può essere un problema. Per esempio, se si tratta di prodotti che hanno a che fare con la vita all’aria aperta è complicato capire come parlare al consumatore costretto a stare in casa senza provocare una reazione negativa». Alcune campagne sono state fermate anche perché il materiale creativo non è più utilizzabile nelle circostanze attuali: «Tante creatività dovranno essere riviste in funzione della mutata sensibilità dei consumatori e anche delle condizioni in cui viviamo. Questo è uno dei grandi temi che dovremo affrontare nel momento della ripresa, anche perché il processo di normalizzazione della vita sociale sarà progressivo, non torneremo a uscire di punto in bianco e non potremo mostrare immagini distoniche con la realtà». Con il digitale i brand più flessibili possono attivare comunicazioni coerenti, lo fanno per esempio i marchi di beverage e in particolare la birra. L’automotive, a parte chi ha già in corso comunicazioni legate alla sostenibilità o a tematiche sociali, fa più fatica: «Hyundai ha lanciato una campagna in cui invita a configurare online l’auto che comprerà in futuro. Un’idea interessante di cui però a noi mancano i dati sulla conversione effettiva in acquisti, non essendo nostro cliente». La reazione degli investitori Intanto, le aziende hanno cominciato a tirare i remi in barca. «Nella prima fase, ancora prima del lockdown, settori come il lusso e i viaggi hanno tagliato da subito i budget di comunicazione. Poi in questa direzione anche l’automotive, a parte chi ha lanciato campagne valoriali come quella di Bmw con Alex Zanardi (#InsiemePerRipartire, ndr) o Toyota con “Unbreakable”, e il retail, tranne chi ha servizi di ecommerce funzionanti». Chi corre invece sono la grande distribuzione, il largo consumo, finanza, banche e assicurazioni sia con campagne di prodotto, sia con comunicazioni che riguardano iniziative sociali o donazioni. Sul fronte dei mezzi «si sono rafforzati video e digitale che erano già una caratteristica del nostro mercato, nel momento della ripresa. Mi aspetto che quando potremo circolare più liberamente staremo più all’aperto e in quel momento le affissioni potranno entrare in gioco con un ruolo importante, magari con campagne in real time e addressable». Prospettive per i prossimi mesi Sulle reali prospettive per il mercato è prematuro sbilanciarsi, viste anche le incertezze sui tempi per una seppur progressiva ripresa delle attività. «Il mondo della comunicazione viene toccato pesantemente. Con la riduzione delle entrate è necessario ridurre le uscite e una delle prime spese che vengono ritoccate sono quelle in comunicazione. Stiamo inoltre assistendo all’azzeramento di molte attività, per esempio gli eventi, tra cui appuntamenti importanti che iniziano a venire annullati tipo il Salone del Mobile, e non è pensabile recuperare il tempo perduto nei mesi autunnali» anche al netto di eventuali problemi di salute pubblica che probabilmente dovranno ancora essere risolti. «Alla luce di questa situazione – conclude Vergani – forme di aiuto al nostro settore si renderanno necessarie».
https://www.dailyonline.it/it/2020/wavemaker-luca-vergani-mantenere-pressione-pubblicitaria-serve-nel-momento-della-ripartenza
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