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Le novità di comunicazione di Barilla per il 2022 iniziano dal nuovo logo ideato da Robilant Associati, che ha vinto la gara, e proseguiranno con campagne di Publicis Italia
Inizia dal nuovo logo - svelato in anteprima sui suoi social dal Gruppo di Parma – l’altrettanto nuovo corso di Barilla, che verrà presentato il 26 gennaio, con tutte le novità che segneranno il futuro della, a partire dal suo 145° anniversario. Il logo, che comparirà inizialmente anche sugli altrettanto nuovi pack di alcuni dei prodotti più iconici della pasta tra cui quella trafilata al bronzo, è stato ideato – secondo quanto risulta a DailyOnline – da Robilant Associati, che ha vinto la relativa gara. Nel nuovo logo, che diventa di un solo colore, sparisce il contorno bianco dallo storico marchio,  l'"uovo" progettato dal grafico e architetto parmigiano Erberto Carboni. Anche le lettere del marchio sono scritte con un carattere diverso rispetto al precedente font. Il colore forte è il rosso e in alto è riportato in modo chiaro l'anno di fondazione dell'azienda, il 1877. Ritoccato anche l'ovale all'interno del quale rimane la scritta Barilla. Una forma introdotta negli anni '50 con lo storico logo con i caratteri bodoniani che fu studiato da Carboni e che richiamava un uovo sodo tagliato a metà. La storia Il logo della Barilla è cambiato tante volte nel tempo e in diverse occasioni è stato protagonista di mostre a tema, assieme ai manifesti pubblicitari, che ne hanno fatto la storia della comunicazione. Nei primi decenni del Novecento c'era la figura del “Garzone”. Nel 1952 sempre Carboni vince la palma d'oro della pubblicità per la campagna Pasta Barilla nelle sale cinematografiche. È di quegli anni il logo che porta la sua firma. Nel 1969 l'ovale diventa un'ellissi; altri “ritocchi” fra il 1997 e il 2000. E ora la grande novità, che privilegia il rosso rispetto allo storico blu, rendendolo più scuro.  Il primo “logo” appare solamente nel 1910. La produzione e lo smercio dei prodotti Barilla si sono considerevolmente sviluppati e in quell’anno viene inaugurata fuori le mura del centro storico di Parma una vera e propria fabbrica per la produzione di paste alimentari, con una potenzialità produttiva di 80 quintali giornalieri. Non a caso, è proprio in questo momento importante della storia aziendale che Barilla sente il bisogno di dotarsi di un elemento figurativo che simbolizzi la propria identità. La raffigurazione utilizza uno stile tipico delle illustrazioni che cominciano proprio in quegli anni a diffondersi sulle riviste della nascente industria culturale italiana (Domenica del Corriere, Illustrazione Italiana)". La svolta ovale arriva negli anni Cinquanta: "Nel 1952 – si legge nell’archivio storico - l’azienda incarica Carboni, grafico e architetto parmense fortemente legato alla cultura figurativa del post-cubismo francese, di ripensare integralmente il logo. Anche se più volte rimaneggiata, è la sua intuizione iniziale che resta al centro del dispositivo visivo del logo attuale". In Carboni, l'uovo riemerge nella forma che lo ricorda "in modo ellittico e molto stilizzato, nel gioco tra fondo bianco e macchia di rosso". L'uovo si è via via "stirato" e l'ultimo restyling risaliva a vent'anni fa. Identità visiva Il cambio estetico del logo è un passo importante, punta di un elemento simbolo dell’arsenale comunicativo di un’azienda. Eppure, come viene detto sempre sul sito di Barilla che racconta l’evoluzione del brand, “fino a una quindicina d’anni fa, il logo è stato considerato come un elemento secondario, ai limiti del decorativo. Tra le varie possibilità di espressione della marca, tutta l’energia e le risorse sono state essenzialmente riposte nella comunicazione pubblicitaria. Piano piano però, le cose sono cambiate ed esiste oggi un relativo consenso sull’importanza di altre forme di espressione della marca”. Insomma, la scelta di cambiare forma al logo racconta la ricerca di una nuova “identità visiva”. Certo, non c’è rottura, ma continuità con quello a cui i consumatori sono abituati da ormai dal 1969 (che ha subito un allargamento e poi un restringimento nel ’96 e uno schiacciamento che lo ha resto più oblungo nel 2000) rimanendo più o meno lo stesso. E sempre secondo quanto risulta al nostro giornale, la rivoluzione grafica sarà accompagnata anche da nuove campagne di prodotto, che dovrebbero essere firmate quindi Publicis Italia, dallo scorso aprile agenzia di riferimento per pasta e sughi, mentre il planning è sempre a cura di OMD.
https://www.dailyonline.it/it/2022/novita-comunicazione-barilla-2022-iniziano-dal-nuovo-logo-ideato-da-robilant-associati-che-ha-vinto-gara-proseguiranno-campagne
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RadioMediaset: Radio 105 Tv, dal 1° marzo tutto il palinsesto in simulcast; stime adv 2021 in crescita a doppia cifra
Radio 105 è il primo tra i brand del Gruppo RadioMediaset a lanciare sul proprio canale televisivo un palinsesto totalmente in modalità radiovisione, ossia trasmesso in simulcast con la radio. Dopo aver arricchito l’offerta durante dell’ultimo trimestre dell’anno scorso con i programmi “Tutto esaurito” di e con Marco Galli, “Kaos” con Francesco Facchinetti e “Lo Zoo di 105”, che si sono affiancati a “Take away” con Daniele Battaglia e Diletta Leotta e a “Mi casa” di Max Brigante, dal 1° marzo 2022 tutta la programmazione dell’ammiraglia sbarcherà in televisione. Parte la fase due di una strategia editoriale che era iniziata come un rafforzamento della notorietà del brand attraverso una offerta televisiva non necessariamente uguale a quella radiofonica. Commenta Paolo Salvaderi, Amministratore Delegato di RadioMediaset: «Questa scelta ha procurato una ulteriore spinta degli ascolti, tanto che Radio 105 ha chiuso il 2021 con un ottimo andamento del quarto d’ora medio sia per quanto riguarda il dato medio annuale 2021 in confronto al 2019, sia per quello del secondo semestre rapportato allo stesso periodo di due anni fa». Stime crescita a due cifre Salvaderi sottolinea anche la ripresa del comparto, a partire dalle audience: «Tutta la radio dovrebbe gioire, perché nonostante le anomalie vissute in questi due anni e la forte concorrenza da parte delle piattaforme digitali, nel secondo semestre dell’anno scorso gli ascolti sono tornati al livello prepandemico (vedere DailyMedia del 14 gennaio, ndr). Inoltre, il mercato pubblicitario radiofonico si avvia a chiudere con una crescita a doppia cifra: sono segnali importanti che dimostrano la capacità della radio di rialzare la testa dopo le difficoltà del 2020». Anche RadioMediaset dovrebbe confermare per la raccolta pubblicitaria andamenti in linea con il trend di mercato. Le nuove strategie di RadioMediaset Secondo la rilevazione RadioTER di Tavolo Editori Radio, il polo radiofonico del Biscione, cui fanno capo Radio 105, Virgin Radio, R101, Radio Monte Carlo, Radio Subasio, è il primo Gruppo nazionale con il 19,4% di ascoltatori nel quarto d’ora medio e il 36,5% nel giorno medio nel secondo semestre, mentre nel 2021 vanta il 18,4% di ascoltatori nel quarto d’ora e il 35,5% nel giorno medio. «Tutte le nostre emittenti sono andate bene, il dato eclatante è quarto d’ora medio di Radio 105. Il fatto di aver mandato in onda in simultanea i nostri programmi ha creato una circolarità tra radio, tv, web e app che ha generato un significativo effetto crescita». La nuova strategia di Radio 105 si avvale anche riorganizzazione dell’offerta tematica di Mediaset sul digitale terrestre (vedere DailyMedia dell 19 gennaio, ndr) per cui Radio 105 Tv “sale” alla numerazione 66 dalla 157, e R101 Tv alla 67 dalla 167. Quest’ultima emittente sta già offrendo parte di palinsesto in modalità visual radio; Virgin Radio Tv e Radio Monte Carlo Tv invece sono visibili sulle piattaforme satellitari Tivusat e Sky «perché coerenti con il target più selettivo e profilato». La pubblicità su Radio 105 Tv e R101 Tv non viene gestita con un’offerta ad hoc per la radiovisione, «non necessariamente – spiega Salvaderi – i clienti devono essere gli stessi su radio e tv, crediamo che vada rispettata la fruizione del canale televisivo». Sempre sul fronte delle nuove iniziative editoriali, «abbiamo fatto un esperimento: abbiamo avuto il coraggio di portare su piattaforme terze, le cosiddette “over the top” dei podcast legati ai nostri programmi. Con ottimi risultati: quello dello “Zoo” a novembre è stato il primo in termini di ascolto su queste piattaforme. Ora allo studio ce ne sono altri, Virgin Radio è il cantiere più attivo. Stiamo lavorando a tre prodotti nativi legati ad altrettanti programmi sul tema della storia del rock».  
https://www.dailyonline.it/it/2022/radiomediaset-radio-105-tv-dal-1-marzo-tutto-palinsesto-simulcast-stime-adv-2021-crescita-doppia-cifra
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Smartitaly: raddoppia il fatturato in due anni e sotto la guida del CEO Prandi si organizza in 4 bu e un advisory board
Smartitaly, agenzia di comunicazione fondata 10 anni fa da Andrea Prandi, festeggia il decennale con un fatturato raddoppiato negli ultimi 2 anni, un brand rinnovato e una nuova organizzazione, strutturata in quattro business unit, per fornire ai propri clienti servizi sempre più specializzati e innovativi. Queste le quattro divisioni guidate rispettivamente da Andrea Prandi, Claudio Caramadre, Paola Gervasio e Edoardo Chiesa: Smartitaly Strategic Communications, che fornisce servizi di consulenza strategica, content strategy, corporate and finance media relations, crisis protection, advocacy, personal branding ed employer branding, oltre ad un servizio personalizzato di change management per affiancare imprenditori e manager nelle fasi più delicate legate al cambiamento; Smartitaly Digital Media, che si occupa della produzione di contenuti multimediali, della progettazione di piattaforme, della produzione di eventi, di SEO e social, dell’amplificazione e attraverso la piattaforma proprietaria Orione della pianificazione media e dell’influencer marketing; Smartitaly Creative Evolution, che si occupa di branding, consumer e lifestyle pr, advertising e evolution marketing; e Smartitaly Sustinability, per supportare le aziende più coinvolte nella transizione ecologica nella definizione del purpose aziendale, nella produzione di piani di sostenibilità e nello sviluppo di relazioni col territorio, stakeholder management, report di sostenibilità, procedure per società bcorp e benefit. La ristrutturazione La ristrutturazione della sigla ha portato anche Prandi – rientrato a pieno regime in Smartitaly dopo la parentesi dell’impegno di 3 anni fa in Conad come Direttore Relazioni Esterne e Comunicazione -  ad assumere la carica di CEO dell’agenzia, recuperandone il controllo dal socio Daniele Tonelli che ne diventa invece anche formalmente CFO. Il CdA di Smartitaly sarà affiancato anche da un Advisory Board costituito da: Luca Penati, che ha guidato come CEO, a San Francisco, alcune delle più importanti agenzie di comunicazione del mondo, oggi partner di Smartitaly con la Penati and Partners; Sara Ranzini, già Direttore della Comunicazione di Coca Cola, Expo e Facebook e oggi impegnata in progetti di scala globale; e Riccardo Capecchi, già Segretario Generale di Agcom e oggi Advisor del Ministero delle infrastrutture e advisor di Join Group. Smartitaly annuncia anche l’apertura di nuove sedi a Citylife, a Milano, a Modena, nel cuore della e-valley, e a Roma, dove si troverà la sede della BU Digital Media. La crescita di Smartitaly prevede nel corso dell’anno lo sviluppo di nuove partnership in ambito media, branding, formazione e advocacy. I commenti “Oggi si parla molto di purpose, della necessità delle aziende di definire uno scopo che possa essere comprensibile e soprattutto credibile per gli stakeholder, i dipendenti, i clienti, le comunità in cui si opera - spiega Prandi –. Ebbene, quello di Smartitaly è uno scopo scritto da 10 anni nel suo stesso nome: dare un contributo per accelerare l’evoluzione del nostro Paese e delle sue imprese. Quello che facciamo è raccontare, promuovere e proteggere le imprese che condividono il nostro scopo, mettendo a disposizione le competenze di comunicazione e marketing maturate da manager d’azienda con esperienze importanti e quelle di giovani talentuosi che portano soluzioni innovative di comunicazione. La nuova organizzazione di Smartitaly riflette quello che oggi le imprese ci chiedono: consulenza strategica e coaching, pianificazione e project management, contenuti, un utilizzo efficiente dei media e creatività”. “Anche oggi c’è bisogno di essere creativi – aggiunge Caramadre, Vice President della BU media - ma il «bla bla bla» non è più ammesso. Bisogna essere più chiari nei messaggi, più diretti e soprattutto più credibili. Il tema della fiducia è diventato centrale. Noi di Smartitaly partiamo dalla cultura aziendale per costruire contenuti che siano appealing per il mercato, ma supportati da una storia credibile, da fatti, cifre, formati multimediali pensati con la sensibilità di chi è stato in azienda. Perché noi stessi non crediamo nel bla bla bla, abbiamo una storia, basi solide e ci impegniamo ogni giorno per obiettivi concreti”. Tonelli, nuovo CFO e partner da 10 anni, ricorda le origini di Smartitaly: “I primi anni sono stati improntati al volontariato civile: la volontà di valorizzare i giovani, i ricercatori e le startup, di prendere il meglio delle tecnologie e ideare nuove forme di comunicazione. I founder di Smartitaly hanno fatto gratuitamente i coach per le startup a fianco di hub come quelli del Politecnico di Milano e Torino, hanno collaborato con Expo partecipando a diversi tavoli dedicati alle startup, hanno ideato e progettato una piattaforma per i ricercatori italiani realizzata insiema al Corriere e all’IIT di Genova guidato dall’attuale Ministro Roberto Cingolani. Prandi, che per 20 anni ha diretto la comunicazione di grandi aziende come Edison, Vodafone, Merloni e Conad, ha anche fatto parte dell’Agenda Digitale, all’interno di una taskforce che faceva direttamente riferimento alla Presidenza del Consiglio. La missione? Divulgare la cultura digitale in Italia. Oggi Smartitly si è strutturata ed è un’agenzia integrata di comunicazione che mantiene però sempre quello spirito originario, di quando aprì nei primi uffici di Milano di Talent Garden”. “Anche se apriamo nuove sedi fisiche a Milano, Modena e Roma - aggiunge Prandi - manterremo un approccio sempre flessibile, costruendo team su misura per le aziende clienti e non abbandonando mai lo smartworking. Quello che conta è sviluppare idee innovative e contaminare organizzazioni e aziende contribuendo a renderle più smart e a rendere la loro comunicazione più efficace e credibile”.
https://www.dailyonline.it/it/2022/smartitaly-raddoppia-fatturato-due-anni-sotto-guida-del-ceo-prandi-si-organizza-4-bu-advisory-board
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