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Alpha cresce del 26% sugli individui e del 30% sullo share nei primi 10 mesi; al via il nuovo “Set up girls”
Parte il 1° dicembre con un’anteprima su Alpha il nuovo programma “Set up girls” dedicato al mondo dei motori, presentato dalle pilote professioniste Vicky Piria ed Erika Monforte. Il canale della De Agostini, principalmente rivolto al target maschile tra i 25 e i 54 anni, si apre ulteriormente al pubblico femminile con un format che per la prima volta affida la conduzione a donne pilota. «Anche questa volta scegliamo due professioniste per garantire l’autenticità su cui si basa il nostro posizionamento - spiega Domenico Di Iorio, Head of Programming di Alpha –. Questo nuovo programma apre alle spettatrici ma è pensato per piacere anche agli uomini, che rappresentano il 65% della nostra audience». Gli ascolti di Alpha Il canale, on air in chiaro all’lcn 59 del digitale terrestre e sul 415 di Sky, ha già avviato una programmazione più orientata alle donne nelle fasce della tarda mattinata e del pomeriggio, con format che riescono a conquistare entrambi i target in modo equilibrato. Uno fra tutti “Building Wild”, ovvero “Costruzioni selvagge”, con Paul DiMeo di “Extreme Makeover Home Edition”. Il canale registra una buona performance complessiva in termini di ascolti. Nel periodo gennaio-settembre 2019 confrontato con il 2018, Alpha registra una crescita del 26% sugli individui e del 30% sullo share, consolidando uno share medio dello 0,30% mensile individui, superando più volte l'1% sul target maschile 25-44. Recentemente il canale ha lanciato “Chef in camicia”, con gli ideatori dell’omonimo blog su YouTube. Il programma ha raggiunto punte di 50mila spettatori e share dello 0,5% sugli uomini tra i 45 e i 54 anni. Nelle prime sei puntate è stato raggiunto oltre 1 milione di contatti. Vicky Piria ed Erika Monforte   Il nuovo programma Dopo l’anteprima del 1° dicembre, “Set up girls” partirà ufficialmente dal 15 dicembre alle 22:40 e andrà in onda per cinque puntate. Vicky Piria ed Erika Monforte si cimenteranno in prove di guida corretta e sicura. Numerosi gli ospiti che testeranno l’abilità – ma anche l’amore per la velocità – delle due pilote. Tra questi l’ex capitano della Lazio e centravanti della Nazionale di calcio degli anni 90 Beppe Signori, l’ex senatore Antonio Razzi, il cantante Mal, Dj principe Maurice, Mirko Frezza. Il programma è prodotto da Zoom Production. Partner ufficiali del programma sono Comune di Castelfranco Veneto, Fervi, Santero, Circuito di Adria International e Insta 360.
https://www.dailyonline.it/it/2019/alpha-cresce-del-26-sugli-individui-del-30-sullo-share-nei-primi-10-mesi-al-nuovo-set-girls
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Epipoli: torna on air da domenica con il nuovo spot natalizio di PicNic, affida il planning a MediaXchange e mira a espandere le gift card
Epipoli, Gruppo fintech leader di mercato nelle carte prepagate, nei sistemi di engagement e di couponing, torna on air dopo il primo flight di maggio per lanciare la campagna natalizia dedicata a Epipoli Prepagata Mastercard con uno spot da 15‘’ del tutto nuovo ideato appositamente per le festività sulle reti La7, Mediaset, Rai, Sky e Discovery dal 24 novembre al 24 dicembre. L’agenzia è sempre PicNic con produzione di The Big Mama, regia di Marcello Lucini, mentre per il planning - che è questa volta molto più articolato e dotato di un budget di 1 milione di euro per tre settimane di flight più una di pausa - la società di cui è fondatore e Presidente Gaetano Giannetto si è affidata a MediaXchange. “Stai al passo coi tempi” «Obiettivo strategico della comunicazione – spiega a DailyMedia Pina Panunzio, Marketing and Communication Director di Epipoli - è far conoscere al consumatore che si appresta a fare i regali di Natale tutte le potenzialità dell’uso della carta: sicura, utilizzabile per gli acquisti off e online nei 32 milioni di esercizi commerciali del circuito Mastercard e ideale anche per chi non ha un conto corrente: può essere infatti utilizzata persino dagli under-18. A supporto della comunicazione televisiva, ci saranno anche affissioni sui principali tram di Milano e attività sui punti vendita». Claim dello spot è “Quando si parla di regali: stai al passo coi tempi!”. Protagonista della campagna sono il papà che offre ai figli e alla moglie una bisaccia di sesterzi come regalo di Natale e una mamma 2.0 che interviene con una più contemporanea Epipoli Prepagata Mastercard. Epipoli è stato il primo Gruppo a introdurre le gift card in Italia, e a lanciare una prepagata Mastercard in Europa Continentale. «La campagna natalizia - aggiunge Giannetto - sottolinea con un pizzico d’ironia l’importanza di tenersi al passo con i tempi, specialmente in un settore in costante evoluzione come quello dei pagamenti digitali. Sicura anche per i più giovani e facile da utilizzare, Epipoli Prepagata Mastercard è lo strumento perfetto per lo shopping natalizio, oltre a essere l’equivalente digitale della più tradizionale paghetta». La crescita Oggi Epipoli è un prepaid payment network con 250 partner in oltre 50.000 punti vendita, e raggiunge con i propri servizi circa 4 milioni di consumatori. Dal 2017, con l’acquisizione di Groupalia, è il primo operatore italiano di couponing con 7.000 merchant connessi e 2 milioni di utenti. Il Gruppo, specializzato nell’innovazione e nel digital engagement, opera con 105 addetti e una proiezione di 120 milioni di ricavi tra Italia, Spagna e Grecia, dove è già attiva. Il fatturato 2019, già in crescita, potrebbe arrivare a quota 200 milioni l’anno prossimo grazie anche a un’altra nuova acquisizione. Sono in programma inoltre le aperture in Francia, Olanda e Paesi Scandinavi, mentre ci sono già consolidate relazioni con Stati Uniti e Cina, in ciascuno dei quali due Paesi il mercato delle gift card (sulle quali Epipoli opera dal 2006) vale 650 miliardi di dollari, con la specifica che nel citato Paese asiatico il 90% delle transazioni è fruito da cellulare. In Italia la situazione è più complessa perché vige il registro dei mediatori che rallenta la diffusione della moneta digitale a tutto vantaggio delle challenger banks, che mettono a disposizione i propri servizi unicamente attraverso app e smartphone e che, grazie alla loro vocazione decisamente tech (e ai costi contenuti), attirano soprattutto i millennials e si appoggiano ad altre imprese fintech e insurtech per offrire ai propri clienti servizi (come, ad esempio, piattaforme di investimento e di trasferimento di denaro) molto più agili e personalizzabili di quelli delle banche tradizionali. Branded currency  A fine maggio, con l’acquisizione di una minoranza qualificata, il fondo internazionale Bregal Milestone ha scelto di affiancare come partner finanziario strategico Epipoli nel suo sviluppo tecnologico e di mercato, nazionale – anche per la forte presenza di pmi nel tessuto imprenditoriale - e soprattutto internazionale. Il fondo, che gestisce asset per 400 milioni di euro, fa parte del Gruppo di private equity globale Bregal Investiments. «Epipoli, pioniere in Italia dell’innovazione digitale, è già oggi una delle più importanti aziende europee nel mercato dei servizi prepagati - spiega Giannetto - e con questa scelta riteniamo di poter ampliare la nostra sfida di mercato e accelerare la crescita, sia in termini dimensionali sia tecnologici. L’obiettivo strategico è quello di esportare nei  principali Paesi europei, procedendo attraverso acquisizioni,  la nostra piattaforma. Essa, oltre a gestire le gift card, consente l’utilizzo dei big data, degli analytics e delle tecniche di engagement e di loyalty nel mercato consumer in cui  siamo oggi ancora più forti  anche grazie alla recente citata acquisizione di Groupalia. Il modello di go-to-market di Epipoli è stato il primo a livello internazionale ad aver connotato i servizi prepagati come un prodotto di largo consumo gestito come una vera e propria categoria merceologica. La nostra piattaforma Fintech è lo strumento per creare branded currency nel più ampio contesto di customer engagement. In questo senso intendiamo non essere solo distributori ma sempre più creatori ed emettitori di gift card e di codici convertibili in questi strumenti».
https://www.dailyonline.it/it/2019/epipoli-torna-air-da-domenica-nuovo-spot-natalizio-picnic-affida-planning-mediaxchange-mira-espandere-gift-card
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IAB Forum: la pubblicità online cresce ancora e raggiunge i 3.3 miliardi di euro di raccolta, +9% rispetto al 2018
IAB Forum 2019, evento di riferimento per il settore digitale in Italia, ha tracciato come ogni anno l’andamento e l’agenda futura di una industry, quella del digitale, divenuta protagonista del business contemporaneo. Oggi, il ruolo dell’uomo all’interno della trasformazione in atto, ha raggiunto una maturità tale, che permette di fare delle riflessioni relative a come plasmare il digitale, entità tutt’altro che intangibile, ma concreta più che mai e oggetto di una “rivoluzione” che non accenna a finire. Un mercato che cresce nel nostro Paese del +9% rispetto al 2018, dove il formato video “is the king” (oltre 1 miliardo di raccolta) e l’audio “the new queen”, e che ha raggiunto un valore di 3,3 miliardi di euro (su 8 totali) attestandosi, con una quota del 40% (37% nel 2018) di raccolta, secondo solo alla televisione, che detiene il 44% (46% nel 2018). Una crescita condizionata soprattutto dagli OTT, che si accaparrano oltre il 76% degli investimenti complessivi (75% nel 2018). Ma quali sono le sfide che il settore deve affrontare per dare “forma alla rivoluzione” che si sta verificando? Questa la domanda a cui hanno provato a rispondere gli oltre 30 speaker italiani e internazionali intervenuti in questa edizione dell’evento il cui tema è: Shaping The Revolution. Il settore in numeri Il digitale è sempre più importante per lo sviluppo dell’economia italiana con il comparto della pubblicità online che cresce per l’undicesimo anno consecutivo, e IAB forum si tiene a fine anno proprio per tirare le somme di quanto accaduto in termini tanto di novità, quanto di numeri. Per questo, il primo intervento ha tracciato una panoramica su dati e trend del mercato pubblicitario in Italia, presentati da Andrea Lamperti, Direttore Osservatorio Internet e Media del Politecnico di Milano. Nel giro di 12 anni, la quota internet è passata dal 10% del 2008 al 40% attuale, con una crescita molto forte della raccolta pubblicitaria online e un conseguente contenimento di quella su tutti gli altri mezzi. Il mercato italiano registra una percentuale digitale di circa il 33,7%  nel media mix, una cifra nella media europea, ma ancora frenata da un’importanza forte del mezzo televisivo e lontana dal livello UK, dove il mezzo digitale è passato ormai ufficialmente dalla parte del leone. Una crescita, quella del digitale, che si caratterizza per essere guidata da pochi player, i cosiddetti OTT che, come già anticipato, raccolgono da soli una fetta sempre più sostanziosa del mercato. Andrea Lamperti   Il modello “internet” per formati In relazione ai singoli formati pubblicitari online, sempre secondo le stime degli Osservatori del Politecnico di Milano, rimane dominante la display (che raccoglie al suo interno i banner tradizionali, i video, i diversi spazi all’interno dei social network e i nuovi formati native) che vale il 63% dell’intero mercato. La sua crescita è dovuta soprattutto ai formati video (soprattutto outstream), ampiamente diffusi anche sulle piattaforme social, che crescono del 20% rispetto all’anno scorso e anche alla raccolta derivante dai diversi formati native, che cresce oltre il 50%. Secondo posto per la search (rappresenta il 28% del totale investimenti in internet advertising) che fa segnare per il 2019 una crescita stimata del 6%. Molto bene la raccolta derivante dal classified & ecommerce advertising, ossia l’acquisto di visibilità per annunci su siti di compravendita o directory online, che segna un +14%. Lamperti ha concluso dando un accenno a quali saranno i maggiori sviluppi nel prossimo futuro: «Sicuramente, tutto il mondo del digital audio avrà un’importanza cruciale per creare nuovi spazi pubblicitari da veicolare attraverso gli smart speaker; il mondo delle addressable TV potrà portare grandi investimenti se si riuscirà a comprendere come sfruttare al meglio le potenzialità del mezzo, e ancora, tutto l’universo del DOOH, grazie alla capillare diffusione di schermi digitali, utilizzabili anche in logica programmatica, vedrà senza dubbio un’ulteriore impennata». Il rinascimento dell’audio Se nel 2019 il digital audio advertising si stima raccolga in Europa, investimenti per 471 milioni di euro, IAB Europe prevede che questo valore triplicherà entro il 2023, raggiungendo quota 1.5 miliardi di euro. Il mercato tradizionale della pubblicità radio, da solo, vale 6 miliardi di euro in Europa ed è destinato a digitalizzarsi grazie a nuove opzioni audio – dalla radio IP ai sevizi di streaming musicale, ai podcast. Le suddivisioni tra i diversi formati, mezzi e canali, non sono più così netti come un tempo. Il modello ‘internet’ si sta affermando anche al di fuori dell’online, andandosi a sovrapporre a quei media che noi reputiamo più tradizionali. Va letta in questo senso l’evoluzione del mondo audio, che oggi grazie all’innovazione tecnologica, alla penetrazione di Internet, all’importanza culturale assunta dallo streaming musicale e la diffusione di dispositivi per la smart home, è in grado di promuovere messaggi pubblicitari digitali a un perimetro molto più ampio. Oggi, in Italia, il podcast conta su una penetrazione di ascolto regolare pari a circa il 26% della popolazione online italiana over 16 anni. Quest’esplosione di contenuti mostra pochi segni di rallentamento, a dimostrazione del fatto che i consumatori odierni prediligono sempre di più ambienti ‘audio-first’. Che si tratti di auto collegate, applicazioni radio negli smart speaker o altre tecnologie, le opportunità per gli inserzionisti di raggiungere gli ascoltatori sono sempre più ampie. Secondo Kantar infatti, il 63%4 dei marketer investirà in modo rilevante sui podcast nel 2020. Federico Capeci   L’agenda del futuro Questi alcuni spunti di riflessione emersi sul palco di IAB durante la prima giornata. Federico Capeci, CEO Kantar Italy, Greece & Israel - Insights Division, ha posto l’accento su come la spesa pro capite in advertising sia estremamente compressa nel nostro Paese (circa 150 euro pro capite contro quasi 500 in UK) e quanto bisogno ci sia oggi di integrazione per garantire che le campagne possano avere un impatto concreto,  traguardo possibile solo sfruttando i giusti insight e abbandonando una logica di “quantità” nell’uso dei mezzi, a favore di una logica basata su obiettivi, dove il media è solo una delle opportunità che il settore ha a disposizione. Constantine Kamaras, IAB Europe co-Founder & Chairman Emeritus ha fornito, invece, la sua opinione personale su alcuni topic che emergeranno nei prossimi anni. Confermando che le nuove aree di crescita saranno senza dubbio Audio e Connected TV, egli non ritiene che vedremo un’esplosione così grande, almeno in termini pubblicitari, a causa di problemi ancora difficili da superare, in termini, ad esempio, di misurazione e di inventario, che probabilmente saranno barriere all’ingresso troppo grandi perché si veda un cambiamento radicale già dal prossimo anno. Ci sarà, secondo lui, invece, molto fermento nel settore M&A con un riassetto forte sul piano di acquisizioni e fusioni, nel settore del content marketing, sul piano dell’ad-tech e dei nuovi operatori e sarà sempre più interessante osservare la crescita della Cina, ormai giunta a competere quasi alla pari con gli USA. Dove vedremo senza dubbio un’esplosione, invece, è nell’affermarsi del 5G come ha spiegato Sam Field, Head of Creative Tech EMEA, Ryot Studio, mostrando le innumerevoli possibilità che avremo nell’interagire con tecnologie quali realtà aumentata, AI e virtual reality e quante porte si apriranno per vivere esperienze sempre più immersive e sempre più in real time. Sfide e opportunità Stefano Varasi, Oracle Marketing Cloud Senior Sales Manager Italy & Iberi, ha spostato la riflessione su come oggi i dati rappresentino molto più che il nuovo petrolio, ma di come si debba essere estremamente sicuri di avere le leve giuste leve per raccogliere, mettere insieme e spendere in modo produttivo tali dati, sempre rispettando le normative vigenti che, tra l’altro, sono in continua evoluzione.  Normative su cui IAB è in continuo confronto con le istituzioni, per stimolare il cambiamento, come ha sottolineato anche Aldo Agostinelli, Vice Presidente IAB Italia. Due i temi più importanti sul tavolo delle discussioni, da una parte le modifiche necessarie alla Web tax, che rischia di colpire non solo le OTT ma anche le altre aziende italiane che già pagano alte commissioni, e poi la necessità di dotarsi in Italia di un cloud pubblico, che interagisca e crei algoritmi e tecnologie, con l’aiuto di università e tecnici, che possano essere messe a disposizione delle PMI, per poter competere in un contesto che richiede investimenti in data science e alta tecnologia, non alla loro portata.  “La crescita del predominio dei colossi della rete ha creato una situazione di mercato non più sostenibile per le aziende che rappresentiamo come associazione - ha commentato Carlo Noseda, Presidente IAB Italia. Come sollecitato in diverse occasioni, urge un intervento normativo atto a riequilibrare gli attuali assetti concorrenziali e permettere a tutti gli operatori - editori, concessionarie, agenzie specializzate e ad-tech company - di giocare alla pari con chi come Facebook e Google può avanzare tecnologicamente contando su ingenti risorse finanziarie accumulate grazie a un gettito fiscale pari a nulla. Non c’è più tempo da perdere, abbiamo bisogno di regole chiare, capaci di correggere le attuali storture, andando a colpire le posizioni di abuso e garantire l’intercettazione della reale capacità contributiva di un’azienda senza gravare sulle imprese locali”. Ma in ambiente digitale, le sfide continuano soprattutto in termini valoriali, con la necessità di garanzie quali qualità, trasparenza, durevolezza, sicurezza; e tale sfida accomuna tutti i player  legandoli a doppio filo, dalle agenzie, ai brand, fino ai publisher.  Ha chiuso i lavori di ieri lo scrittore Alessandro Baricco, che ha illustrato il suo romanzo “The Game”, dove si racconta proprio la storia dell’evoluzione del digitale e che mostra come il tavolo da gioco stia radicalmente cambiando, imponendo a chi vuole vincere in quest’era, di conoscerlo alla perfezione.
https://www.dailyonline.it/it/2019/iab-forum-pubblicita-online-cresce-ancora-raggiunge-i-33-miliardi-euro-raccolta-9-rispetto-al-2018
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