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SG Company: per il 2019 stima ricavi in linea tra 41 e 45 milioni, con stima di 61-66 nel 2022. E accelera il percorso per diventare un’unica legal entity

Autore: V Parazzoli

Nicola Corricelli


Il Chairman e CEO Davide Verdesca e il G.M. Nicola Corricelli hanno presentato ieri le guidelines di crescita del Gruppo, che faranno leva anche sul rafforzamento della presenza nei settori automotive, beni di lusso e food & beverage. La partecipazione in Brainwaves è cresciuta all’80%

SG Company, uno dei principali player in Italia nella comunicazione integrata live & digital, quotato all’AIM di Borsa Italiana da circa un anno, ha presentato ieri alla comunità finanziaria, nel contesto del palazzo liberty della nuova sede in Corso Monforte 20 a Milano, le Linee Guida per il periodo 2019-2022 a seguito della conferma del budget 2019 e dell’approvazione, avvenuta sempre ieri, del piano 2019-2022 da parte del CdA. In un mutato contesto internazionale e nazionale, il settore della comunicazione - in cui SG Company opera da oltre 20 anni - mostra andamenti differenti: il segmento logistica (viaggi e incentive) vede una progressiva riduzione della marginalità, anche per effetto di politiche di dumping degli operatori esistenti, quello della comunicazione live evidenzia un andamento parzialmente anti-ciclico, e quello digital, insieme al tech, è in crescita. Il settore si presenta, inoltre, fortemente segmentato con un elevato grado di competizione tra gli operatori, alla ricerca di un consolidamento delle proprie quote di mercato, specialmente nei segmenti a minor valore aggiunto. Dal lato della domanda di servizi di comunicazione – è stato spiegato sempre ieri - coesistono approcci diversi: si va dalla ricerca di soluzioni commodity (ad. es. la citata logistica) alla richiesta di realizzazione di progetti integrati tailor-made e out of the brief.

Il piano industriale

SG Company - solida base clienti e management di esperienza - ha scelto di affrontare con approccio industriale e organizzato il mercato corrente rafforzando e sviluppando la struttura commerciale con un approccio consulenziale; dando vita alla più numerosa unit strategico-creativa in Italia (+1, circa 50 risorse esperte) per offrire ai clienti un portafoglio di soluzioni innovative e di valore; implementando una process innovation continua, con una strategia da vero e proprio first mover che ha portato in questo modo a sviluppare e commercializzare nuovi modelli di fruibilità (quali i format) che esprimeranno nei prossimi anni il loro pieno valore. La strategia di SG Company, partendo dalle sfide odierne di un mercato in profonda trasformazione, guarda a un orizzonte di medio lungo periodo. La crescita organica avverrà attraverso il rafforzamento della presenza nei settori automotive, beni di lusso e food & beverage, e un crescente effort nello sviluppo delle opportunità di cross selling, anche tramite il network sviluppato attraverso i format (“Milano Food Week”, “Milano Wine Week”, “BluE”, “ObeCity” e così via).

L’offerta format

Cruciale sarà, infatti, lo sviluppo dell’offerta format: una piattaforma integrata di contenuti off e online, un modello scalabile, applicabile a varie aree semantiche e nuovi mercati, con possibilità di cross e up selling e, in futuro, esportabile in altri Paesi attraverso accordi con partner locali. L’integrazione di soluzioni sempre più al centro della richiesta dei clienti in ambito produzione-video e soluzioni digitali darà un ulteriore contributo alla crescita. Non da ultimo, la migrazione della sede di SG Company nel nuovo SG Building permetterà inoltre di mettere a disposizione di clienti e stakeholder due spazi completamente affittabili: lo Showroom di circa 150 mq ubicato al piano terra con sei vetrine su strada e, al quarto piano, Terrace, un open space soppalcato di oltre 200 mq con l’annessa terrazza, portando introiti complessivi tra i 200 e 300mila euro a pieno regime.

Andamento positivo

Alla luce dell’incertezza del mercato rappresentata, e il conseguente rinvio di eventi/iniziative in programma nell’esercizio in corso, SG Company stima per il 2019 ricavi lordi tra i 41 e i 45 milioni di euro, in linea con i risultati consolidati pro-forma 2018. Con la progressiva piena implementazione delle linee guida (tra cui il miglioramento del tasso di conversione lavorato/fatturato, l’aumento del numero dei clienti a maggiore marginalità e la messa a sistema dei format), si stimano nel 2022 ricavi lordi (a parità di perimetro) tra i 61 e i 66 milioni di euro, con un CAGR 2019-2022 tra il 10 e il 15%. La crescita organica sarà affiancata da quella per linee esterne, con l’obiettivo di dotarsi di competenze specialistiche nella gestione delle relazioni tra pubblico e privato e il focus di potenziare l’offerta digital, ora gestita dalla label Twico. Il Gruppo intende, inoltre, recuperare marginalità: già dalla fine del 2018, ma con un effort crescente a partire dal 2019, aumenterà sempre più l’attenzione al mix di prodotto offerto, con esclusione dei progetti a minore marginalità. Si stima un margine di business (indicatore sintetico che include tutti i costi diretti di pratica e costi provigionali) già in miglioramento nel 2019 e con un CAGR 2019-2022 tra il 15 e il 20%.

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Davide Verdesca
One Company

La macchina organizzativa seguirà, inoltre, un processo di efficientamento continuo, che sarà affiancato dai benefici derivanti dalla migrazione, nell’arcodi 1-2 anni, verso una sola One Company: fusione delle società operative del Gruppo in un’unica legal entity con conseguente semplificazione degli organi societari, eliminazione degli oneri di gestione ridondanti (consulenti, spese amministrative generali) riduzione del carico amministrativo nella gestione di oltre 10 legal entity, tesoreria centralizzata. Non da ultimo, il Gruppo intende ottimizzare la struttura finanziaria attraverso una migliore gestione del capitale circolante netto attraverso l’integrazione con la funzione commerciale, e intervenire sulla durata media residua dell’indebitamento, con l’obiettivo di portarla dagli attuali 1,5 a 4 anni. «La nostra visione è la nostra missione, SG - Sharing Growth. SG Company è in un percorso di crescita: non sempre il mercato ci aiuta, non sempre vinciamo una gara. Per diventare ciò che sappiamo di poter essere, ci vuole pazienza. E noi ne abbiamo, perché crediamo in quello che facciamo – ha commentato Davide Verdesca, Chairman e CEO di SG Company, che ha effettuato la presentazione con il G.M. Nicola Corricelli -. Da noi si lavora tanto, intensamente, con passione. Il lavoro quotidiano si sviluppa intorno alla cultura aziendale dell’esperto. Affianchiamo come partner i clienti, ne comprendiamo le esigenze e proponiamo le soluzioni più innovative e appropriate per il raggiungimento del loro successo».

Le operazioni

Proprio ieri, secondo gli accordi già pattuiti, la partecipazione di SG Company in Brainwaves - specializzata nell’organizzazione di eventi B2B e servizi di comunicazioni e produzione video - è passata dal 51 all’80%. Il corrispettivo dell’incrementale 29% è stato pari a circa 171mila euro, pagato in denaro. È stato confermato che entro l’anno si completerà l’acquisizione del 100% di CEVH, cui fanno capo Lievita, Centoeventi e Twico, oggi controllata al 51%. Twico verrà trasformata in twico 2.0 attraverso l’integrazione di soluzioni in ambito data analytics e digital


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 17/06/2020


L'estate di Huawei: al via “Insieme, con un semplice tocco”

Parte “Insieme, con un semplice tocco”, la campagna multicanale di Huawei, dedicata ai mesi estivi. La creatività è stata realizzata da Havas Group, che ha da poco vinto una gara Emea, mentre tutta la parte di pianificazione media è a cura di WaveMaker. Havas Milan ha eseguito gli adattamenti per il nostro Paese. Al centro della comunicazione l’ecosistema Huawei e tutti i suoi prodotti e servizi, che dal 15 giugno al 31 agosto regaleranno vantaggi imperdibili a tutti coloro che sceglieranno la tecnologia all’avanguardia del colosso cinese. Pianificazione Sei settimane di campagna tv, 3 settimane di out of home nelle più grandi città italiane a partire da metà giugno, e due settimane di radio in partenza alla fine di luglio. Oltre a essere pianificata sulle maggiori emittenti tv nazionali, la campagna sarà sostenuta con una video strategy sulle testate online e sui canali social di Huawei Italia, insieme ad una selezione di influencer e celebrity come Mariano Di Vaio, Giulia De Lellis, Andrea Damante, Beatrice Valli e Marco Fantini, che ne racconteranno le promozioni e le offerte. Prodotti e promozioni Protagonisti dell’iniziativa i più recenti dispositivi dotati dei Huawei Mobile Services, tra cui Huawei P40, P40 Pro, P40 Pro +, P40 lite, Y Series. Tutti coloro che li acquisteranno riceveranno in omaggio Huawei Freebuds 3i e Huawei mini speaker, oltre a 50GB da utilizzare su Huawei Cloud, 6 mesi di Huawei Music, 3 mesi di Huawei Video in omaggio e fino a 10 film on demand. Ma non finisce qui. Gli utenti potranno, infatti, ricevere bonus esclusivi da parte dei partner Huawei, semplicemente accedendo all’app Member Center, disponibile gratuitamente su Huawei AppGallery e pre-installata sui device più recenti, e scaricando tutte le applicazioni che partecipano all’iniziativa. Il commento “Insieme, con un semplice tocco, conferma ancora una volta l’impegno di Huawei nell’offrire ai consumatori un'esperienza intelligente e connessa, senza soluzione di continuità tra i diversi device. La strategia 1+8+N dell’azienda vede al centro lo smartphone che, insieme ad altri dispositivi e accessori e IoT, dà vita ad un ecosistema di prodotti e servizi, ricco e omnicomprensivo di tutti quei prodotti tecnologici ormai diventati indispensabili nella vita di tutti i giorni”, afferma Isabella Lazzini, Retail and Marketing Director Huawei CBG Italia.

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mercato

Autore: D Sechi - 30/06/2020


Tutte le strade della creatività nell’anno zero della società globale

Può capitare che buona parte delle certezze sulle quali avevi appoggiato la tua operatività quotidiana, la vita lavorativa svaniscano, quasi in un batter di ciglia, lasciandoti confuso e magari in preda a un discreto panico. Prendete questo “simpatico” 2020, iniziato classicamente come anno pieno di buoni propositi e poi franato sotto il peso dell’emergenza sanitaria globale. È chiaro che tutto quello che ci circonda sia cambiato e abbia bisogno di nuove risposte. Per esempio, come si deve comportare il pianeta della creatività? Deve prendere atto dello scenario, senza dubbio, ma deve cambiare approccio, deve magari comportarsi come se il suo significato fosse differente? Cosa deve raccontare e come? E i mezzi sui quali poggia le informazioni aiutano o creano addirittura maggiori scompensi? Come reagirà l’utente medio? Ne abbiamo parlato con Jonathan Lewis, Global Head of Teads Studio at Teads.tv, tra i protagonisti del Mese della Creatività, inaugurato a principio di giugno dalla Global Media Platform, una tavola rotonda virtuale per discutere di trend creativi e di best practice di settore. Dalla pre-pandemia a oggi cosa è cambiato? Poco, molto, il processo di mutazione era già in essere? «La pandemia ha portato con sé enormi cambiamenti nell'approccio alla creatività (e per creatività qui, stiamo parlando del processo creativo di sviluppo e pubblicazione di annunci). Il lockdown ha cambiato il modo in cui il lavoro viene prodotto, la gravità del virus ha mutato le dinamiche e i meccanismi di interazione e ingaggio delle persone e, naturalmente, molti brand hanno deciso di bloccare le loro campagne pubblicitarie a causa dei problemi e i vincoli generali che Covid-19 stava causando. Abbiamo assistito a risposte rapide e stranamente onnipresenti da parte di molti che hanno utilizzato immagini di strade vuote o video girati tramite dispositivi mobile veicolando messaggi di solidarietà per un ritorno alla "normalità". L'idea del "siamo tutti insieme" è stata dominante. Alcuni marchi hanno realizzato creatività d’eccellenza da questo punto di vista, altri sono stati sorpresi da comunicazioni tonalmente sorde o semplicemente sfortunate (KFC - “Finger Lickin 'Good”). Dal punto di vista digitale, la velocità e la natura agile della nostra piattaforma sono state utili per i marchi che desideravano ridisegnare e rielaborare i messaggi al volo aiutando a mantenere la copertura e il share of voice senza dover necessariamente sviluppare nuove creatività ma mantenendo quella sensibilità al contesto e a ciò che la gente voleva ascoltare dai brand. Non sono convinto che le modifiche apportate dalla pandemia fossero comunque già predisposte, ma piuttosto ci è stata data la rara opportunità di fare un bilancio e guardare a ciò che facciamo, a come lo facciamo per analizzare come trarre benefici dalla crisi attuale per un nuovo modo di lavorare in futuro. Per esempio, per coloro che non hanno un approccio integrato basato sulla convergenza tra Media, Creatività e Dati, ora sarebbe un buon momento di iniziare, poiché ciò costituisce una base efficace per fornire soluzioni rapide e agili». Cosa vuol dire creatività oggi come oggi? «Non credo che ci sia stato un cambiamento nel significato di "creatività" oggi in qualsiasi altro momento. "La creatività è la sconfitta dell'abitudine per originalità", scrisse Arthur Koestler nel 1964. "Creatività" è spesso, erroneamente, legata a un output artistico principalmente, ma è davvero un termine versatile, sia che si tratti di arte che di tecnologia. In un mondo Covid, le recenti "sconfitte originali dell'abitudine ..." includeranno i modi creativi in cui marchi come LVMH e Brew Dog hanno reinventato il loro business distribuendo disinfettanti per le mani». Ci sono settori nei quali il ricorso alla creatività è obbligatorio e altri dove potrebbe essere quasi facoltativo? «Se la creatività è uno strumento che usiamo per risolvere problemi complessi e per generare buone soluzioni che hanno un impatto duraturo e creano nuovi risultati positivi e opportunità, direi che è sempre obbligatorio. Ma se il tuo obiettivo è quello di creare risultati ripetibili e prevedibili, forse puoi farlo con il pilota automatico». Quanta precisione matematica, e quindi numeri e dati, deve esserci oggi per avere una buona creatività? «È possibile realizzare una campagna vincente, efficace, di costruzione del marchio, senza l'uso di "numeri" o "dati" ma solo con un'idea geniale eseguita in modo brillante e che risuona positivamente con una vasta gamma di persone. Al contrario e soprattutto dal punto di vista digitale, dati, targeting e approfondimenti potrebbero fornire un modo per sviluppare e migliorare con successo un approccio creativo in modo da potenziarlo, massimizzare l’impatto e renderlo più mirato. Tutto dipende dall'inserzionista, dal settore in cui opera, dai budget che ha, dalla frequenza su tutti i mezzi di comunicazione, ecc. Sarebbe sbagliato promuovere un approccio unico per tutti. In definitiva il fattore più determinabile del successo è se l'idea creativa e l'esecuzione della vendita di quel prodotto / marchio siano valide o meno». Quali elementi sottolineare sempre e comunque in un disegno creativo? «Lo studio sull'efficacia dalla banca dati IPA, combinato con il lavoro di Binet e Field e più recentemente artisti del calibro di Orlando Wood suggeriscono che l'efficacia creativa è in declino a causa di un'inclinazione verso il "breve termine" e una mancanza di creativi emotivamente coinvolgenti e divertenti. Si prediligono invece temi astratti dislocati che non si prestano ad essere efficaci sul lungo termine. Il continuo incremento del peso del digitale / mobile e delle piattaforme che spingono brevi slot da 2 secondi contribuiscono molto a sostenere questo approccio, il che non sorprende se si considera il tempo limitato che si ha per fare impressione su tali piattaforme. In altri ambienti mobili, come all'interno di contenuti editoriali di alta qualità prodotti professionalmente, dove l'attenzione è di 7 volte superiore, non è necessario che sia così. Sebbene i dispositivi mobili possano ancora rappresentare una sfida per la promozione dell'efficacia, essere pronti ad adattarsi ai dispositivi mobili (ovvero l'uso di didascalie in un ambiente privo di rumori e le funzionalità tattili offerte dai dispositivi mobili) può aiutare i marchi a considerare un approccio più a lungo termine e un ritorno a un’efficacia costruita sulla sensibilità e sull'utilizzo delle caratteristiche distintive del marchio». Rassicurare, invogliare, far sognare, descrivere: cosa conta di più e dove appaiono maggiormente simili voci? «Questo è un momento particolarmente difficile per "leggere" la probabile reazione e sensibilità delle persone a determinati messaggi e attivazioni. Puoi leggere 20 diversi articoli di approfondimento e ottenere 20 diverse risposte a ciò che le persone "si aspettano" dall'approccio di un advertiser. Quindi, da un punto di vista strategico, è probabilmente meglio pianificare in piccoli segmenti di tempo (periodi da 1 a 3 mesi) ed essere "sempre in beta" non è attualmente una cattiva decisione. Ma ancora una volta, è la creatività a fare la differenza. La recente pubblicità di Facebook con Kate Tempest è un eccellente esempio di ciò che ha permesso al brand di distinguersi tra una moltitudine di creatività tutte uguali che veicolano gli stessi messaggi all'inizio della crisi. Inoltre, direi che nell'attuale situazione sia più importante che mai mostrare azioni concrete per esempio per l'uguaglianza razziale, anziché mere dichiarazioni di sostegno».

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mercato

Autore: Redazione - 27/06/2020


Generazione Z: come coinvolgerla con il digital advertising

Con un potere d’acquisto di 44 miliardi di dollari che può arrivare fino 600 miliardi di dollari se si considera l’influenza esercitata sulle scelte di acquisto dei genitori, la Generazione Z (i nati tra il 1995 e il 2015) sta cambiando enormemente il mercato mobile. Si tratta dei primi veri nativi digitali della storia, che non conoscono un mondo senza internet o smartphone, e la cui percezione e reazione alla pubblicità digitale è differente rispetto alle generazioni precedenti, soprattutto per quanto riguarda la condivisione dei propri dati. Ma cosa sappiamo di loro? Come ingaggiarli in modo efficace? Le app simbolo in Italia Ogury ha analizzato il comportamento socio-demografico degli utenti mobile in Italia. Dallo studio è emerso come tra gli interessi della Generazione Z e dei più giovani tra i Millennials ci sia soprattutto l’apparire sui social, con app di fotoritocco e video editing (Canva, Facetune). Anche l’istruzione e la cultura svolgono un ruolo fondamentale: molto utilizzate sono le app per accedere a esperienze culturali, film e libri (per esempio, Bonus Cultura, Kindle) e quelle di supporto allo studio e alla vita universitaria (GeoGebra, Uniwhere). Per la Generazione Z lo smartphone è anche lo strumento preferito per fare shopping, vivere il mondo dell’intrattenimento, degli incontri e della musica: la loro shopping experience è social, con applicazioni per caricare immagini e video di vestiti e valutarne altri mentre si fanno acquisti (Zaful). Per questa generazione lo smartphone è essenziale per il gioco (Twitch, Hearthstone, Picolo Drinking Game). Condivisione dei dati personali Internet rappresenta oggi una parte fondamentale nella vita di ognuno di noi, ma chi ha più di 25 anni ricorda come era senza smartphone e prima dell’onnipresente internet. La Generazione Z è invece cresciuta in un mondo a portata di touch, swipe e like: il 55% non trascorre più di 5 ore senza accedere a Internet. Secondo una ricerca di Global Web Index, l’82% di giovanissimi italiani ha dichiarato che nelle ultime settimane, a partire dall’inizio del lockdown, ha trascorso ancora più tempo rispetto a prima sul proprio smartphone. Si tratta della più alta percentuale in assoluto, seguita dal 72% dei Millennials. Francesca Lerario   Il mondo di mezzo La Generazione Z non distingue mondo fisico e digitale e per il 29% non esiste alcuna differenza tra come si è online e offline. Questo ha un impatto diretto su come la generazione integri l'utilizzo dei propri smartphone nella propria quotidianità e come sia a proprio agio nel condividere i dati personali rispetto ad altri gruppi demografici. Abituati alla vita digitale sin dalla nascita, comprendono l’importanza di fornire a brand ed editori dettagli personali per migliorare la propria esperienza pubblicitaria o di e-commerce. Avvezzi a registrare i dati bancari e ad acquistare a colpi di click, solo il 2% afferma di non essere "a proprio agio" a condividere i propri dati con i brand, rispetto al 40% di Baby Boomer e al 27% di Gen X. La pubblicità digitale “La Generazione Z è per sua natura digitale e sa che i contenuti di Internet non sono gratuiti. L’accesso può essere pagato in modi differenti: tramite una sottoscrizione (come Spotify Premium) oppure con pubblicità online personalizzata previa condivisione di alcuni dati”, spiega Francesca Lerario, Managing Director di Ogury Italia. “Chi ha meno di 23 anni ha una maggiore comprensione del valore che si cela dietro la condivisione di informazioni personali alle aziende”. A confermarlo è The Reality Report, la ricerca condotta da Ogury nel 2019 che ha evidenziato come il 70% degli utenti tra i 18 e i 24 anni preferirebbe condividere i propri dati personali per accedere ai contenuti online. Una buona notizia per la pubblicità digitale data-driven, oggi regolata da normative come la GDPR che hanno reso obbligatorio ottenere un consenso esplicito e tracciabile per tutti i dati raccolti e utilizzati. Eppure, dalla ricerca è anche emerso che il 92% degli utenti reputa gli annunci mirati fastidiosi. Come mai? La Generazione Z è sì maggiormente disposta a cedere informazioni personali, ma è anche molto esigente per quanto riguarda la propria esperienza mobile e, in caso di insoddisfazione, è pronta a modificare le preferenze nelle impostazioni dedicate. A dichiararlo è il 33%. “Per interagire in modo positivo ed efficace con la Generazione Z è necessario passare da un approccio “data-driven” ad una cultura “choice first” che mette al primo posto la scelta e il controllo dell’utente”, conclude Francesca Lerario.

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Autore: Redazione - 26/06/2020


VMLY&R si siede alla “buona tavola” di Carapelli anche sui social

Dopo il recente on air dello spot Carapelli che racconta il claim “Dedicato agli artisti della buona tavola” con i nuovi oli 100% Italiani, il brand fiorentino ha affidato anche i propri canali Social alla sigla guidata dal CEO Simona Maggini e dall’ECD Francesco Poletti. L’agenzia ha presentato una nuova strategia di comunicazione, basata sui principali asset della marca: qualità, tradizione e innovazione dei processi. Da Instagram e Facebook è quindi partito un viaggio che fa tappa in Toscana e negli uliveti di tutta Italia, per poi terminare nuovamente nelle nostre cucine. È qui che grazie agli oli 100% Italiani Carapelli possiamo diventare tutti “Artisti della Buona Tavola”. Gli chef con la camicia Per dimostrarlo, Carapelli ha anche lanciato un’attività speciale con la collaborazione di Chef in Camicia, il trio milanese famoso per le ricette sfiziose e originali, ma alla portata di tutti. Il loro canale, che conta oltre 800 mila followers su Instagram e oltre 1.2milioni su Facebook, sarà la piattaforma che, in sinergia con il canale di brand, trasmetterà una sfida culinaria molto particolare. I tre Chef dovranno infatti reinterpretare in cucina alcune correnti artistiche del passato, scelte dagli utenti tramite sondaggio Instagram. Per farlo, ciascuno di loro avrà a disposizione uno degli oli 100% Italiani Carapelli, da utilizzare nella ricetta. Al termine della sfida, saranno ancora gli utenti a votare per decretare la ricetta vincitrice, che verrà celebrata con un contenuto di lunga durata, pianificato anche su IGTV. Storytelling, sfida e sperimentazione “Abbiamo sviluppato un progetto per avvicinare Carapelli al suo target e fidelizzare la sua community attraverso una comunicazione coinvolgente, che intrattenesse e ispirasse gli utenti, rendendoli parte attiva e fondamentale dell’operazione”, dichiara Giovanna Ferrero, Social Media Director & Senior Digital Strategist. “Chef in Camicia, grazie al suo stile narrativo e alla capacità di raccontare un mondo così ricco come quello della cucina, è stato il partner perfetto per realizzare una activation dove lo storytelling si unisce alla sfida e alla sperimentazione, in linea con il tone of voice del brand e i suoi valori”. Credits Cliente: Carapelli Firenze S.p.a Agenzia: VMLY&R Italy ECD: Francesco Poletti Direttori Creativi: Edoardo Loster e Elisa Anzini Art director: Roberta Castorina Copywriter: Andrea Pinotti Social Media Director & Sr Digital Strategist: Giovanna Ferrero Social Media Strategist: Davide Sala Client Leader: Chiara Gilli Account Executive: Francesca Caradonna

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