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Emanuele Colli, ilMeteo.it: «Grazie a tecnologia e team siamo la testata più letta in Italia»

Autore: F Lattanzio

Emanuele Colli


Il portale è stato il più letto in assoluto tra l’8 e il 14 luglio, e nel mese di maggio, secondo i dati Audiweb. «Il tempo imprevedibile spinge gli utenti a una fruizione sempre più immediata, e quindi mobile. Inoltre, il meteo è un argomento che serve a rompere il ghiaccio nelle conversazioni», afferma l’amministratore delegato

L’Europa sta vivendo un’estate da record, le temperature in diverse capitali del continente hanno stracciato i massimi storici, e l’Italia non si esime certo dal trend. La vita nel luglio milanese è spiacevole, fuori dagli edifici muniti di aria condizionata si vive in climi tropicali e non c’è riparo dall’afa se non nella prospettiva di scappare nel weekend. Sempre che il meteo lo permetta. Ma che sia estate o inverno, le previsioni del tempo sono una cartina tornasole per scegliere cosa fare nel tempo libero, per prepararsi a un’altra giornata di caldo sfiancante o più semplicemente per scegliere tra una giacca e un cappotto. La tendenza a sapere “che tempo fa” è radicata negli italiani, nonostante il media di riferimento si sia spostato da tv e giornali all’online. In particolare al mobile. Un’attitudine confermata dalle classifiche di Audiweb, secondo cui ilMeteo è stata la principale destinazione dell’audience digitale italiana nella settimana tra l’8 e il 14 luglio con oltre 13 milioni di utenti unici e si è imposto anche nel mese di maggio, con 4,2 milioni di unique users e 18 milioni di pagine viste. Emanuele Colli, A.D. di ilMeteo.it, racconta a DailyNet l’evoluzione del suo sito e i perché di questi risultati.

State registrando numeri altissimi. Ve lo aspettavate?

Sono risultati che ci hanno sorpreso, quando abbiamo consolidato il tag Audiweb non ci aspettavamo di occupare un posto così in alto nella classifica dei brand editoriali. Ad averci colpito maggiormente è la corta distanza tra noi e i principali player dell’editoria, ma il meteo è un argomento che sta molto a cuore agli italiani.

Qual è il vostro approccio ai contenuti? Cosa cercano gli utenti da un sito di meteorologia?

Dietro al nostro sito c’è un’azienda altamente tecnologica che negli anni ha sviluppato un modello per produrre previsioni indipendenti. La fruizione da mobile dimostra un’esigenza continua da parte degli utenti, e in questo senso la app diventa uno strumento di servizio che in due click riesce a rispondere alla domanda dei consumatori. Inoltre, il meteo sta diventando sempre più instabile, e questa imprevedibilità stimola gli utenti a controllare spesso che tempo farà. Questo cambia anche le modalità di fruizione del tipo specifico di contenuti, e dunque la tv, un tempo principale mezzo per sapere le previsioni, sta cedendo un po’ di terreno al digitale, dove gli utenti confrontano più fonti, più spesso, e approfondiscono parametri come raggi UV, umidità e così via. Per mantenere un alto livello di informazione, poi, investiamo in quantità sempre maggiore sull’accuratezza e sul team. I risultati riportati da Audiweb sono il frutto di un lavoro svolto da tutta la nostra squadra.

Come cambia il ruolo di un portale come il vostro ora che la fruizione si sta spostando sull’online?

La meteorologia è un argomento democratico, utilizzato molto spesso come conversion starter. Nei Paesi anglosassoni, il meteo è addirittura considerato uno strumento per organizzare la vita quotidiana. Quest’attitudine, in Italia, si sta radicando solo ora. Qualche decina di anni fa, poi, in televisione erano presenti personaggi iconici come il colonnello Bernacca, Giuliacci, Baroni, ma con il succedersi delle generazioni questo tipo di figure si è estinto e sono venuti a mancare i riferimenti. La divulgazione ora è affidata a noi.

Come lavorate invece sulla distribuzione dei contenuti? Con chi collaborate fuori dal vostro sito?

L’attaccamento al brand porta traffico diretto, ma lavoriamo anche sulla distribuzione all’esterno del nostro portale. La meteorologia è diventata una commodity, ciò che ci differenzia è l’affidabilità e l’autorevolezza. Lavoriamo con il mondo GEDI su stampa e digital, con il Gruppo Caltagirone, con AdnKronos e AskaNews, ma anche con realtà della radio, come Radio Italia, Radio Deejay, Radio Capital e M2O, e con gli smartphone (Huawei e Samsung). Oltre al business editoriale, poi, lavoriamo come fornitori di servizi per le aziende che usano questo tipo di dati per il business.

Come si compone la vostra offerta pubblicitaria?

Abbiamo un sistema di vendita pubblicitaria molto sofisticato, con la nostra concessionaria, Manzoni, che ci permette di proporre adv calata con precisione sui target. Riusciamo a mettere insieme aspetti metereologici e prodotti affini, e la natura dei dati, che non si riferiscono a informazioni personali, esclude ogni problema di privacy. Una seconda fonte di ricavi sono i servizi che offriamo, ed entrambi i nostri canali economici crescono più velocemente della media del mercato.

È entrato in azienda dallo scorso aprile, su quali elementi si è concentrato nei primi mesi?

La situazione che ho trovato era estremamente positiva, quindi le prime aree su cui mi sono impegnato sono tecnologia, dove facciamo investimenti per rispondere a richieste future, distribuzione contenuti e miglioramento del prodotto, avvicinandolo sempre più alle esigenze delle persone. Anche il team è rientrato nelle priorità, ed è stato ampliato con l’introduzione di due risorse negli ultimi tre mesi. Ora siamo in 15.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 06/08/2020


Hasbro con RCS per portare i giochi in scatola direttamente nell’edicola sotto casa

Che sia al mare, in montagna o in città quest’anno le vacanze estive saranno all’insegna del divertimento “a portata di mano”. Hasbro in collaborazione con il gruppo editoriale RCS lancia un’iniziativa inedita per garantire un intrattenimento senza fine e senza confini. I grandi classici Hasbro Gaming saranno infatti a disposizione in tutte le edicole per la prima volta in formato originale, con La Gazzetta dello Sport e Oggi. L’azione dell’azienda, leader nel settore dell’entertainment e del grande gruppo editoriale RCS, è volta a promuovere un divertimento alla portata di tutti senza limiti, che si avvicina alla quotidianità delle famiglie italiane privilegiando un canale che lavora proprio sulla prossimità. La collana prevede uscite a cadenza settimanale dei titoli più amati da adulti e bambini. Laprima uscita, acquistabile in edicola al prezzo di 14,99 euro, è il mitico Forza4, gioco in scatola che raccoglierà tutte le famiglie intorno a un tavolo o, perché no, sotto l’ombrellone. A seguire, fino a ottobre, tutti gli appassionati troveranno nella propria edicola di fiducia altri celebri board games tra cui l’intramontabile Monopoly, gli iconici L’allegro Chirurgo e Indovina Chi? E ancora Cluedo, Taboo e Twister. Un totale di 12 giochi. L’attività sarà supportata da una campagna media con uno spot di 15’’ on air sui canali Mediaset, RAI e La7+ e campagna stampa sulle testate RCS di riferimento. 

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Autore: Redazione - 06/08/2020


Condé Nast annuncia il primo numero globale di Vogue: Hope

Condé Nast ha annunciato il numero di Vogue “Hope”, una collaborazione globale tra tutte le 26 edizioni della testata in tutto il mondo per settembre/ottobre. L’iniziativa rappresenta un debutto nei 128 anni di storia del marchio in cui tutte le edizioni si riuniscono attorno a un unico tema editoriale, per trasmettere ottimismo e solidarietà in un momento in cui il mondo sta affrontando un cambiamento straordinario. Il 2020 ha visto il mondo alle prese con una pandemia globale e con gli effetti della crisi climatica, oltre a milioni di persone che hanno manifestato a sostegno del movimento Black Lives Matter, contro la violenza della polizia e il razzismo sistemico. Questa iniziativa di storytelling mira a mostrare un futuro di speranza per i 245 milioni di lettori di Vogue e le comunità in tutto il mondo, attraverso un amalgama di contributi creativi realizzati attraverso l’obiettivo locale di ciascuna edizione di Vogue."Ventisei diverse edizioni, tutte assieme e però ciascuna con la propria voce: perché molte sono le sfide comuni, e altrettante quelle specifiche che ciascuno di noi affronta nel proprio Paese. Il filo conduttore di questo primo, ambizioso progetto globale è la speranza: non certo che tutto torni come prima, ma piuttosto di non sprecare la crisi che stiamo vivendo, che può e deve generare un mondo nuovo, più equo e sostenibile", commenta Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia. I protagonisti, i partner Come parte del progetto, tutti i direttori di Vogue hanno contribuito a un portfolio di fotografie, opere d’arte e reportage, per mostrare ciò che per loro significa questo tema. Il numero di Vogue “Hope” inoltre darà spazio a giovani talenti creativi emergenti, che contribuiranno a dare forma al futuro dell’industria della moda, e a storie vere incoraggianti, oltre che a contributi da parte di designer, attivisti e scrittori. “In un momento in cui il mondo sta affrontando una trasformazione, abbiamo deciso di creare un numero globale di Vogue per sfruttare la voce collettiva della testata e unire i nostri milioni di lettori in tutto il mondo, attraverso uno storytelling visivo autentico. Vorrei ringraziare i nostri partner Aveda, Cartier, Chanel, Desigual, Ferragamo, Levi’s e L'Oréal Paris, che hanno coinvolto i loro creativi in questo progetto”, ha detto Jamie Jouning, Chief Client Officer, Condé Nast. Palinsesto Il numero speciale include: un portfolio editoriale globale di immagini originali scelte dai direttori di Vogue; 26 edizioni stampate di Vogue “Hope” pubblicate in 19 lingue, tra le quali Vogue Australia, Vogue Arabia, Vogue Brasile, Vogue Corea, Vogue Cina, Vogue Germania, Vogue Giappone, Vogue Grecia, Vogue Hong Kong, Vogue India, Vogue Italia, Vogue Messico e America Latina, Vogue Paesi Bassi, Vogue Parigi, Vogue Polonia, Vogue Portogallo, Vogue Repubblica Ceca e Slovacchia, Vogue Russia, Vogue Spagna, Vogue Taiwan, Vogue Thailandia, Vogue Turchia, Vogue Ucraina, Vogue UK, Vogue U.S.A; contenuti multimediali dedicati alla ‘Speranza’ pubblicati sulle piattaforme digitali, social e stampa di Vogue; contenuti a tema ‘Speranza’ creati dai partner Aveda, Cartier, Chanel, Desigual, Ferragamo, Levi’s e L'Oréal Paris. I numeri di Vogue “Hope” saranno disponibili da agosto fino a metà settembre. La prima edizione, Vogue UK, uscirà il 7 agosto.

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Autore: S Antonini - 29/07/2020


Audipress: il tavolo per la ricerca unica delle audience carta e web coinvolgerà gli istituti di ricerca

Continuano i lavori del tavolo composto da editori e mercato che dovrebbe condurre alla costituzione di una ricerca unica sulle total audience cartacee e digitali, con la fusione di Audipress e Audiweb. Lo conferma Ernesto Mauri, presidente di Audipress, che ieri ha rilasciato la rilevazione 2020/I, con la quale si certifica anche una crescita del 9,1% delle letture in digitale, vale a dire circa 1,7 milioni di persone, probabilmente anche frutto delle abitudini maturate durante il confinamento per la pandemia da Covid-19. Il tavolo, di cui fanno parte UPA e UNA in quanto soci di entrambe le “audi”, con FIEG e Fedoweb, proseguirà con la richiesta agli istituti di un progetto per la misurazione integrata del brand editoriale nelle sue declinazioni carta, replica digitale, app, sito web, eccetera. Attualmente gli istituti che collaborano a produrre la ricerca sui lettorati sono DOXA e Ipsos, mentre Nielsen curerà la rilevazione Audiweb fino a fine anno. Insieme a Media Consultants, Memis, MediaSoft, Nielsen si occupa delle ulteriori elaborazioni da nastro di pianificazione di Audipress, mentre i controlli sono effettuati da Reply. I risultati della rilevazione Secondo i nuovi dati approvati ieri dal Consiglio di Amministrazione, oltre sette adulti su dieci hanno letto almeno uno dei principali titoli stampa su carta o in replica digitale negli ultimi 30 giorni. Complessivamente, i lettori si attestano a 37,5 milioni negli ultimi 30 giorni, in calo del 3,8% rispetto alla rilevazione 2019/III Considerando le principali testate italiane su carta o digitale replica, viene raggiunto ogni giorno attraverso la lettura di un quotidiano quasi un terzo degli italiani, più precisamente il 28,1% ossia più di 14,9 milioni di lettori, con quasi 22 milioni di letture, mentre ogni settimana si raggiungono quasi 20 milioni di letture per le più importanti testate settimanali con oltre 11,8 milioni di lettori, il 22,3% della popolazione, e ogni mese si generano più di 18 milioni di letture per le maggiori testate mensili italiane, oltre un quinto della popolazione, ossia il 21,2% pari a 11,2 milioni di lettori. “Un periodo – osserva il Presidente Mauri – che ha visto mutare la quotidianità della popolazione, con una diminuzione della mobilità degli individui e dei flussi sui punti di distribuzione, con nuove norme di comportamento che limitano le opportunità di condivisione e di promozione dei prodotti editoriali. Tuttavia il cambiamento delle abitudini ha portato anche una maggior confidenza con il mezzo digitale”. In merito alle letture digitali, queste si rafforzano in maniera trasversale per sesso, nelle diverse fasce di età e classi socioeconomiche, mostrando segnali di estensione e integrazione, con maggiori evidenze nel segmento dei quotidiani dove i lettori della replica digitale crescono dell’11,8% lettori digitale replica. Infatti la rilevazione, per la quale sono state realizzate 34.263 interviste personali, recepisce anche una parte di field contrassegnato dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria. Le interviste sono state condotte con il sistema CAPI Doppio Schermo su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 14 anni e oltre sono state realizzate lungo un calendario di rilevazione di 38 settimane complessive, dall’8 aprile 2019 al 5 luglio 2020 (con la consueta sospensione nel periodo estivo e natalizio 2019 e la sospensione straordinaria per emergenza Covid-19 dall’11 marzo al 24 maggio 2020). I quotidiani Il comparto quotidiani registra un calo complessivo di lettori del 5,4%. La testata più letta d’Italia è la Gazzetta dello Sport, con 2,9 milioni di lettori al giorno circa ma ne perde il 10% rispetto al field precedente, anche perché nel frattempo c’è stato il lockdown con l’azzeramento delle attività sportive. Seguono il Corriere della Sera a quota 2 milioni, e una contrazione dell’1,2%, nonché la Repubblica, con quasi 1,8 milioni di lettori ma con il 4,7% in meno rispetto alla rilevazione 2019/III. Il Sole 24 Ore vede aumentare il proprio lettorato del 4,8% attestandosi a 745mila lettori mentre Il Fatto Quotidiano, che conta 413mila lettori, cresce dell’8,4%. Il QN – Quotidiano Nazionale cui fanno capo Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno si attesta a oltre 1,8 milioni di lettori complessivi, in contrazione dell’8,9% sul 2019/III, precedendo la Repubblica nel ranking delle letture totali. Sul fronte delle copie cartacee, si conferma leadership della Gazzetta dello Sport con 2,8 milioni di lettori, seguita da QN con 1,831 milioni che supera di poche lunghezze il Corriere della Sera a 1,8 milioni. Tra i pochi quotidiani a registrare trend in crescita figurano Il Centro (+2,5%), Il Messaggero Veneto (+3,1%), La Nuova Sardegna (+1%), il Giornale di Vicenza (+5,9%), la Nuova Gazzetta di Modena (+4,8%). I settimanali I lettori dei settimanali sono in calo dell’8% rispetto al 2019/III. La testata più letta è Sorrisi e Canzoni Tv con 2,2 milioni in calo del 3%, anche sul cartaceo. Chi è il secondo settimanale più letto con 2 milioni complessivi ma ne cede il 2,8%, mentre sul fronte cartaceo nel perde il 3,3%. Settimanale DiPiù a quota 1,7 milioni si contrae del 2,4%, e analogamente sul cartaceo. In questa rilevazione crescono DiPiù Tv a quota 1,4 milioni (+2,7%) e così sul cartaceo che si attesta sullo stesso totale. Vanity Fair conta oltre un milione di lettori complessivi, in crescita del 2,6% mentre sul cartaceo aumenta i lettori del 2,8%. F a 488mila lettori cresce quasi del 10%, anche sul cartaceo. Elle fa il +12,1% e si attesta a 388mila lettori (+13,6% sul cartaceo). Minima crescita anche per Tu Style, che registra un +0,3% con 285mila copie. I mensili I mensili sono in calo del 3,1%. La testata più letta è Focus con 3,5 milioni di lettori (-4,4%). Con quasi 2,1 milioni Quattroruote è la seconda più letta, in calo del 5,9%. Al Volanto è al terzo posto con 1,3 milioni, (-1,1%). Positivo l’andamento di Vogue Italia (+1,3%), Bell’Italia (+2,1%), Marie Claire (+4%), Cosmopolitan (+1%), Auto (+2,2%), For Men Magazine (+2,2%), Silhouette donna (+3,7%), Marie Claire Maison (+18%), Elle Decor (+2,1).   Scarica AUDIPRESS 2020/I

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Autore: Redazione - 27/07/2020


GEDI: nel primo semestre 102 milioni di ricavi pubblicitari in calo del 30,8% per effetto del Covid

Il Consiglio di Amministrazione di GEDI Gruppo Editoriale, presieduto da John Elkann, ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2020 presentati dall’Amministratore Delegato Maurizio Scanavino. L’andamento del primo semestre del 2020 è stato notevolmente impattato dalla diffusione del virus Covid-19 e dalle conseguenti e opportune misure restrittive per il suo contenimento poste in essere da parte delle autorità pubbliche e locali. Pertanto, i ricavi consolidati si sono attestati a 248,9 milioni di euro, registrando una flessione del 17,8% rispetto al primo semestre del 2019. I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 14,2% del fatturato consolidato (18,4% sul brand Repubblica). Le diffusioni I ricavi diffusionali, pari a 125,7 milioni, sono diminuiti del 6,6% rispetto a quelli del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Gli effetti del Covid-19 e delle misure restrittive introdotte a livello regionale e nazionale hanno impattato negativamente sull’andamento delle vendite in edicola. Per contro, l’attività di vendita degli abbonamenti digitali ha confermato il trend positivo, sostenuta sia dal proseguimento delle azioni di massimizzazione della redditività della customer base sia dalle maggiori attivazioni conseguenti alla crescente attenzione dei lettori per le notizie riguardanti la diffusione del Covid-19. All’interno di questo contesto è stata avviata una politica promozionale sia sui prodotti premium (Rep:, Topnews, Stai con Noi) sia sugli abbonamenti annuali alla copia replica. Tutte queste azioni hanno incrementato la customer base che a fine giugno ha raggiunto i 231 mila abbonati su tutte le testate del Gruppo, quasi il doppio rispetto all’analogo mese del 2019 e superiore di circa 104 mila abbonamenti rispetto a fine dicembre 2019. La pubblicità I ricavi pubblicitari, pari a 102 milioni, hanno subito un calo del 30,8% rispetto ai primi sei mesi del 2019. La flessione è sostanzialmente riconducibile agli effetti del Covid-19. Con riferimento ai diversi mezzi del Gruppo, nel semestre la pubblicità su stampa è risultata in calo del 31,9% e quella sulle radio del 41,6%; più contenuta è stata la flessione della raccolta su internet, -8,1%. I costi I costi, inclusi gli ammortamenti, sono inferiori del 9% rispetto al primo semestre del 2019; sono diminuiti sia i costi del personale (-5,2%) che gli altri costi (-11,3%). Va peraltro evidenziato che tali riduzioni riflettono solo parzialmente gli effetti delle riorganizzazioni realizzate nelle aree tipografiche, amministrative e gestionali di GEDI News Network e della Capogruppo nonché nelle strutture commerciali locali della concessionaria di pubblicità A.Manzoni&C.. Il margine operativo lordo consolidato è stato negativo per 11,6 milioni, includendo elementi economici non direttamente riferibili allo svolgimento ordinario del business per complessivi 7,4 milioni, derivanti principalmente da operazioni di riorganizzazione del personale e da costi e oneri connessi al Covid-19. Al netto di tali componenti, il margine operativo lordo rettificato è stato negativo per 4,2 milioni rispetto ai +23,5 milioni nel primo semestre del 2019. Il risultato operativo consolidato è stato negativo per 129 milioni e include, oltre agli oneri, 101,6 milioni di svalutazioni di avviamenti di testate effettuate a seguito delle verifiche di impairment test. Tali svalutazioni si riferiscono per €61,0mn alla Cash Generating Unit (CGU) “La Repubblica”, per €16,0mn alla CGU “GEDI News Network Nord Est (Messaggero Veneto, Il Piccolo, Quotidiani Veneti, Corriere delle Alpi)”, per €21,4mn alla CGU “GEDI News Network Nord Ovest (La Stampa, Il Secolo XIX)” e per €3,2mn alla CGU “GEDI News Network Livorno (Il Tirreno)” e sono state effettuate per allineare i valori contabili di ciascuna CGU al valore recuperabile di riferimento determinato sulla base dei flussi di cassa dell’ultimo Business Plan approvato, adattati per riflettere alcuni scenari di possibile evoluzione della pandemia e dei suoi effetti sull’evoluzione del PIL italiano, e conseguentemente sugli investimenti pubblicitari, “pesati” in base al grado di probabilità. Senza considerare oneri non ordinari e svalutazioni, il risultato operativo rettificato ammonta a -20 milioni rispetto ai 7,6 milioni nel primo semestre del 2019. Il risultato netto consolidato registra una perdita di 120,5 milioni recependo svalutazioni di avviamenti di testate effettuate a seguito delle verifiche di impairment test per 74,2 milioni al netto dell’effetto sulle imposte e oneri per ristrutturazioni e altre componenti non ordinarie con effetto sul risultato netto pari a 5,7 milioni. Nel semestre sono state inoltre registrate impairment loss per 5,6 milioni sul valore delle partecipazioni detenute in Editoriale Libertà ed Editoriale Corriere di Romagna e 9,3 milioni di rettifiche delle imposte anticipate per effetto del peggioramento, causa Covid-19, delle previsioni di recuperabilità delle perdite fiscali pregresse. Nel primo semestre 2019 il risultato netto era stato negativo per 19,1 milioni per effetto della svalutazione di 17,3 milioni del valore della partecipazione detenuta in Persidera. Al netto degli effetti di cui sopra, il risultato netto rettificato del primo semestre 2020 è negativo per 25,7 milioni rispetto ai +0,8mn del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Evoluzione della gestione In un contesto di visibilità ancora ridotta, alcuni dei principali operatori del settore prevedono che nel 2020 il mercato della raccolta pubblicitaria possa subire un calo tra il 15% e il 20%, in funzione di diversi scenari sugli effetti del Covid-19. Un calo così significativo si era verificato in precedenza solo durante la crisi del 2012 quando il mercato aveva fatto registrare un -14,3%. Allo stato attuale tutti gli elementi che concorrono alla formulazione di previsioni per l’esercizio restano significativamente incerti in quanto dipendono, tra l’altro, dall’evoluzione della pandemia e dagli effetti nei prossimi mesi delle misure pubbliche nel frattempo implementate e da implementare. Le circostanze evocate rendono allo stato altamente incerta qualunque previsione che la società formulasse. Il Gruppo è focalizzato nel fare tutto quanto in proprio potere per gestire la crisi: ha implementato ulteriori misure per ridurre i costi e contenere gli esborsi per investimenti non strettamente necessari, procede regolarmente ad assessment sulle posizioni di liquidità rapportandosi con i propri partner finanziari, e continua ad attuare tutte le misure di sicurezza sanitarie a tutela dei propri lavoratori definite e richieste dalle diverse autorità locali. Il Gruppo ritiene di disporre di leve gestionali adeguate a garantire prospettive di sviluppo positive nel medio-lungo periodo, sia pure in un quadro macroeconomico inevitabilmente compromesso per il 2020.

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