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Ogury si rafforza come Data Company e debutta nell'area programmatic

Autore: G Broggi


Dall’offerta commerciale alle ultime soluzioni rese disponibili sul mercato, dal tema degli insights all’acquisizione di Adincube, fino al GDPR. Questo e molto altro nell’intervista di DailyNet a Francesca Lerario, Managing Director della società per l’Italia

Non sembra dare segnali d’arresto il percorso di crescita di Ogury, a livello internazionale come in Italia. A inizio anno il lancio della soluzione Active Insights, ad aprile l’acquisizione di Adincube, quindi il rafforzamento del team tricolore con altri due ingressi per arrivare, a breve, al lancio di una soluzione dedicata al programmatic, come anticipa in questa intervista a DailyNet Francesca Lerario, Managing Director di Ogury in Italia. Oggi, ha spiegato, Ogury è arrivata a contare oltre 160 professionisti nel mondo, mentre prosegue l’espansione sul mercato statunitense, dove sono ormai cinque gli uffici della società francese fondata da Jean Canzoneri e Thomas Pasquet. «Nel nostro Paese siamo la prima realtà sul mercato con dati proprietari», dichiara la manager.

È un’affermazione forte la sua, cosa distingue Ogury rispetto ai suoi concorrenti?

Ogury ha raggiunto un grande successo in così poco tempo (è nata nel 2014, ndr) grazie alla sua unicità: noi lavoriamo sul dato mobile in relazione a quello che l’utente compie sul mezzo, mentre i nostri potenziali competitor si concentrano sulla dimensione geo-local e sulle azioni di prossimità. Questo ci ha permesso di portare ai nostri interlocutori una proposta davvero singolare, rafforzata da dati di grande qualità e di prima parte: Ogury, infatti, non acquista dati da terzi né li cede. E questo ha un naturale riflesso sulla qualità degli stessi e, soprattutto, sui risultati delle campagne.

Un posizionamento, in ogni caso, fortemente  legato ai dati.

Sì: la parte media rimane un tassello fondamentale per quanto riguarda le nostre operazioni commerciali, ma Ogury è oggi più che mai una Data Company.

Qual è il modello operativo di Ogury?

Disponiamo di un network di applicazioni partner dove agenzie e clienti possono erogare pubblicità, attraverso due formati: la display, venduta a CPC e capace di generare traffico ed elevati livelli di tempo speso sugli asset degli inserzionisti, e il video, in logica interstitial. L’attività di tracciamento viene compiuta anche sull’ambiente del mobile web, ma la possibilità di pianificazione è circoscritta alle sole applicazioni parte del nostro network, ossia quelle che hanno adottato la SDK Ogury. E credo che questo fatto sia un’ulteriore elemento di qualità e di specializzazione.

Ha accennato al tema del video, cosa ci dice a riguardo?

Il video su mobile è una delle grandi tendenze del mercato. Come già detto lavoriamo solo attraverso il formato interstitial, che è skippabile e restituisce elevati tassi di viewability. In questo senso sono in arrivo novità importanti sul fronte del programmatic: a partire dal prossimo luglio, a livello globale, forniremo ai trading desk una console che potranno usare per acquistare la nostra inventory tramite la DSP che desiderano. Più in dettaglio saranno in grado di creare dei target di campagna tramite Lituus, uno strumento che abbiamo lanciato a dicembre.

Può illustrarci come funziona?

Lituus è una soluzione che si rivolge alle aziende ed è alimentata dal machine learning. Lanciata lo scorso dicembre con Ford in qualità di tester, ha da subito richiamato l’attenzione del mercato. Lituus supera il targeting classico e il suo algoritmo, inserito all’interno dell’URL delle pagine web dei nostri clienti, è in grado di trovare gli utenti realmente interessati a un determinato servizio o prodotto. La sua tecnologia, infatti, individua quei consumatori che generano il traffico migliore, per decine e decine di parametri tra cui pagine viste, tempo speso e così via. Lo strumento, poi, risulta particolarmente prezioso rispetto alla profilazione tradizionale perché legge altri insights.

Prendiamo a esempio un utente che è interessato a comprare una macchina e visita il sito di un brand del settore, in questo momento Lituus interviene e  grazie al machine learning riesce a scoprire nuove aree di interesse come il travel, il food e altro, permettendo una profilazione a tutto tondo. A fine campagna è disponibile per i clienti una sezione “targeting performance” che offre ai brand una visione esaustiva delle combinazioni dei criteri di profilazione che hanno performato meglio o peggio, nel rispetto delle regole di trasparenza che ormai tutto il comparto richiede.

Sempre in ambito prodotto, lo scorso febbraio al Mobile World Congress avete varato Active Insights, qual è stata la risposta del mercato?

In questo caso la soluzione è pensata per i publisher che hanno attivato la nostra SDK. Attraverso Active Insights, infatti, possono accedere a informazioni di valore sugli utenti e, in particolare, quantificarne in modo preciso, l’engagement. Oggi lo possono attivare i nostri partner, ma in futuro lo strumento potrebbe diventare un prodotto a sé stante, e generare ulteriori ricavi. Il mercato ha risposto bene: e non solo lato offerta. Diversi inserzionisti, tra cui aziende della telco e food, lo stanno utilizzando con successo in un’ottica di comparazione e attivazione del dato. Active Insights restituisce informazioni comparative sui concorrenti e, quindi, si può sfruttare non solo con i clienti esistenti, ma anche per conquistarne di nuovi, magari più fedeli ai propri competitor.

Un altro tema a voi molto caro è quello degli insights e delle ricerche, anche in virtù delle informazioni uniche su cui potete fare affidamento.

Ne stiamo realizzando molte e abbiamo istituito una unit ad hoc, Ogury Insight Hub. In questo momento realizziamo studi per i nostri clienti allo scopo di restituire loro una fotografia puntuale dell’utenza mobile di riferimento ed una approfondita analisi dei competitor. Ci tengo però a precisare che non sveliamo alcun dato grezzo ma solo studi finiti. Per quanto riguarda Ogury Insight Hub sono in arrivo importanti novità, ma per ora non posso aggiungere altro.

Ad aprile avete annunciato l’acquisizione di Adincube, cosa cambia?

Si tratta di un’operazione chiave perché la forza di Ogury risiede nel processo di raccolta e attivazione del dato. Con Adincube è possibile accedere a tutti i network che fanno mobile sul mercato garantendo ai publisher una remunerazione più alta e un fill rate del 100%. E la sua offerta verrà costantemente migliorata grazie alle sinergie tra le due tecnologie.

Spostiamo l’attenzione all’Italia, come procede il business?

Stiamo crescendo in modo davvero importante. Sia a livello di fatturato, sia di team. Abbiamo da poco annunciato l’ingresso di Caterina Faggioli come Head of Supply e di Gianluca Aversano in qualità di Client Lead. La prima presidierà i publisher e per la prima volta avremo una risorsa dedicata all’inventory italiana. Il secondo, invece, si focalizzerà sui clienti diretti, con l’obiettivo di valorizzare al meglio l’area degli insights e di Ogury Insight Hub. Oggi la squadra italiana può contare su 16 professionisti che diventeranno una ventina entro la fine dell’anno. Occupandomi dello scouting, devo dire che quello che ci interessa è trovare persone giovani che abbiano voglia dimettersi in gioco e di crescere insieme a noi.

Infine, vorrei concludere con una domanda sul GDPR, entrato in vigore venerdì scorso. Siete compliant?

Il nostro modo di trattare il dato, che poi è il nostro asset principale, è sempre stato in linea con la normativa attiva dalla scorsa settimana. Certo, abbiamo dovuto fare dei piccoli accorgimenti, ma siamo contenti della maggiore trasparenza e tutela dei consumatori che il GDPR porterà con sé. A tal riguardo abbiamo lanciato da poco un quiz sul tema (disponibile a questo link), per spingere i nostri interlocutori ad approfondirlo e dare loro gli strumenti necessari per adeguarsi a questa novità.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Enel Energia racconta Enel One nella nuova campagna firmata Saatchi & Saatchi

Da ieri, 4 novembre, è on air per quattro settimane la nuova campagna Enel One di Enel Energia, l’offerta di energia verde, con cinque piani tariffari a costo mensile fisso, per le famiglie con il contatore elettronico di seconda generazione. Vantaggiosa, sostenibile e smart, la nuova soluzione di Enel Energia permette di controllare e gestire i consumi con il salvadanaio digitale, direttamente dall’app. L’idea creativa sviluppata da Saatchi & Saatchi nasce da una riflessione sulla situazione attuale che vede le certezze e le abitudini delle famiglie cambiare ogni giorno. Con tono ironico e coinvolgente, lo spot tv illustra i cambiamenti che avvengono: sul lavoro, dove lo smart working ha ormai ridisegnato la routine, in famiglia, dove la digitalizzazione ha reso più smart anche i più grandi, e nel tempo libero, dove sono i figli a dare lezione ai propri genitori. In questo contesto, Enel One rappresenta la certezza di un’energia verde a costo fisso e la tranquillità di una soluzione che, almeno quando si tratta dei consumi, ci permette di tenere tutto sotto controllo. La multisoggetto è declinata su tv, radio, stampa e web con una creatività dinamica che andrà ad intercettare dei target specifici, veicolando di volta in volta dei messaggi personalizzati. La pianificazione web è stata curata dal centro media Starcom, che si aggiudicata la gara relativa e operera insieme a Sapient. Invece per tv, stampa e radio il planning è di Mindshare. Credits Creative Director: Manuel Musilli Art Director: Antonio Penco Copywriter: Marta Curcio Casa di Produzione: Think Cattleya Regia: Bellone&Consonni Fotografo: Daniele Baracco

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