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Ogury si rafforza come Data Company e debutta nell'area programmatic

Autore: G Broggi


Dall’offerta commerciale alle ultime soluzioni rese disponibili sul mercato, dal tema degli insights all’acquisizione di Adincube, fino al GDPR. Questo e molto altro nell’intervista di DailyNet a Francesca Lerario, Managing Director della società per l’Italia

Non sembra dare segnali d’arresto il percorso di crescita di Ogury, a livello internazionale come in Italia. A inizio anno il lancio della soluzione Active Insights, ad aprile l’acquisizione di Adincube, quindi il rafforzamento del team tricolore con altri due ingressi per arrivare, a breve, al lancio di una soluzione dedicata al programmatic, come anticipa in questa intervista a DailyNet Francesca Lerario, Managing Director di Ogury in Italia. Oggi, ha spiegato, Ogury è arrivata a contare oltre 160 professionisti nel mondo, mentre prosegue l’espansione sul mercato statunitense, dove sono ormai cinque gli uffici della società francese fondata da Jean Canzoneri e Thomas Pasquet. «Nel nostro Paese siamo la prima realtà sul mercato con dati proprietari», dichiara la manager.

È un’affermazione forte la sua, cosa distingue Ogury rispetto ai suoi concorrenti?

Ogury ha raggiunto un grande successo in così poco tempo (è nata nel 2014, ndr) grazie alla sua unicità: noi lavoriamo sul dato mobile in relazione a quello che l’utente compie sul mezzo, mentre i nostri potenziali competitor si concentrano sulla dimensione geo-local e sulle azioni di prossimità. Questo ci ha permesso di portare ai nostri interlocutori una proposta davvero singolare, rafforzata da dati di grande qualità e di prima parte: Ogury, infatti, non acquista dati da terzi né li cede. E questo ha un naturale riflesso sulla qualità degli stessi e, soprattutto, sui risultati delle campagne.

Un posizionamento, in ogni caso, fortemente  legato ai dati.

Sì: la parte media rimane un tassello fondamentale per quanto riguarda le nostre operazioni commerciali, ma Ogury è oggi più che mai una Data Company.

Qual è il modello operativo di Ogury?

Disponiamo di un network di applicazioni partner dove agenzie e clienti possono erogare pubblicità, attraverso due formati: la display, venduta a CPC e capace di generare traffico ed elevati livelli di tempo speso sugli asset degli inserzionisti, e il video, in logica interstitial. L’attività di tracciamento viene compiuta anche sull’ambiente del mobile web, ma la possibilità di pianificazione è circoscritta alle sole applicazioni parte del nostro network, ossia quelle che hanno adottato la SDK Ogury. E credo che questo fatto sia un’ulteriore elemento di qualità e di specializzazione.

Ha accennato al tema del video, cosa ci dice a riguardo?

Il video su mobile è una delle grandi tendenze del mercato. Come già detto lavoriamo solo attraverso il formato interstitial, che è skippabile e restituisce elevati tassi di viewability. In questo senso sono in arrivo novità importanti sul fronte del programmatic: a partire dal prossimo luglio, a livello globale, forniremo ai trading desk una console che potranno usare per acquistare la nostra inventory tramite la DSP che desiderano. Più in dettaglio saranno in grado di creare dei target di campagna tramite Lituus, uno strumento che abbiamo lanciato a dicembre.

Può illustrarci come funziona?

Lituus è una soluzione che si rivolge alle aziende ed è alimentata dal machine learning. Lanciata lo scorso dicembre con Ford in qualità di tester, ha da subito richiamato l’attenzione del mercato. Lituus supera il targeting classico e il suo algoritmo, inserito all’interno dell’URL delle pagine web dei nostri clienti, è in grado di trovare gli utenti realmente interessati a un determinato servizio o prodotto. La sua tecnologia, infatti, individua quei consumatori che generano il traffico migliore, per decine e decine di parametri tra cui pagine viste, tempo speso e così via. Lo strumento, poi, risulta particolarmente prezioso rispetto alla profilazione tradizionale perché legge altri insights.

Prendiamo a esempio un utente che è interessato a comprare una macchina e visita il sito di un brand del settore, in questo momento Lituus interviene e  grazie al machine learning riesce a scoprire nuove aree di interesse come il travel, il food e altro, permettendo una profilazione a tutto tondo. A fine campagna è disponibile per i clienti una sezione “targeting performance” che offre ai brand una visione esaustiva delle combinazioni dei criteri di profilazione che hanno performato meglio o peggio, nel rispetto delle regole di trasparenza che ormai tutto il comparto richiede.

Sempre in ambito prodotto, lo scorso febbraio al Mobile World Congress avete varato Active Insights, qual è stata la risposta del mercato?

In questo caso la soluzione è pensata per i publisher che hanno attivato la nostra SDK. Attraverso Active Insights, infatti, possono accedere a informazioni di valore sugli utenti e, in particolare, quantificarne in modo preciso, l’engagement. Oggi lo possono attivare i nostri partner, ma in futuro lo strumento potrebbe diventare un prodotto a sé stante, e generare ulteriori ricavi. Il mercato ha risposto bene: e non solo lato offerta. Diversi inserzionisti, tra cui aziende della telco e food, lo stanno utilizzando con successo in un’ottica di comparazione e attivazione del dato. Active Insights restituisce informazioni comparative sui concorrenti e, quindi, si può sfruttare non solo con i clienti esistenti, ma anche per conquistarne di nuovi, magari più fedeli ai propri competitor.

Un altro tema a voi molto caro è quello degli insights e delle ricerche, anche in virtù delle informazioni uniche su cui potete fare affidamento.

Ne stiamo realizzando molte e abbiamo istituito una unit ad hoc, Ogury Insight Hub. In questo momento realizziamo studi per i nostri clienti allo scopo di restituire loro una fotografia puntuale dell’utenza mobile di riferimento ed una approfondita analisi dei competitor. Ci tengo però a precisare che non sveliamo alcun dato grezzo ma solo studi finiti. Per quanto riguarda Ogury Insight Hub sono in arrivo importanti novità, ma per ora non posso aggiungere altro.

Ad aprile avete annunciato l’acquisizione di Adincube, cosa cambia?

Si tratta di un’operazione chiave perché la forza di Ogury risiede nel processo di raccolta e attivazione del dato. Con Adincube è possibile accedere a tutti i network che fanno mobile sul mercato garantendo ai publisher una remunerazione più alta e un fill rate del 100%. E la sua offerta verrà costantemente migliorata grazie alle sinergie tra le due tecnologie.

Spostiamo l’attenzione all’Italia, come procede il business?

Stiamo crescendo in modo davvero importante. Sia a livello di fatturato, sia di team. Abbiamo da poco annunciato l’ingresso di Caterina Faggioli come Head of Supply e di Gianluca Aversano in qualità di Client Lead. La prima presidierà i publisher e per la prima volta avremo una risorsa dedicata all’inventory italiana. Il secondo, invece, si focalizzerà sui clienti diretti, con l’obiettivo di valorizzare al meglio l’area degli insights e di Ogury Insight Hub. Oggi la squadra italiana può contare su 16 professionisti che diventeranno una ventina entro la fine dell’anno. Occupandomi dello scouting, devo dire che quello che ci interessa è trovare persone giovani che abbiano voglia dimettersi in gioco e di crescere insieme a noi.

Infine, vorrei concludere con una domanda sul GDPR, entrato in vigore venerdì scorso. Siete compliant?

Il nostro modo di trattare il dato, che poi è il nostro asset principale, è sempre stato in linea con la normativa attiva dalla scorsa settimana. Certo, abbiamo dovuto fare dei piccoli accorgimenti, ma siamo contenti della maggiore trasparenza e tutela dei consumatori che il GDPR porterà con sé. A tal riguardo abbiamo lanciato da poco un quiz sul tema (disponibile a questo link), per spingere i nostri interlocutori ad approfondirlo e dare loro gli strumenti necessari per adeguarsi a questa novità.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 16/09/2019


Big pants got back con sloggi

In occasione del suo 40esimo compleanno, sloggi rompe ogni schema e festeggia lanciando una nuova campagna esplosiva. Ingredienti principali: una nonna divertente e anticonformista, sensazionali mosse di hip-hop e una crew di ballerini e influencer provenienti da tutto il mondo. Hip Hop Style Un video ispirato all’estetica e allo stile di Missy Elliot in “Gossip Folks”, con grandi sfondi colorati e coreografie piene di energie e vivacità. Il sound, i passi di danza e i modelli sloggi attraversano le generazioni trasmettendo i valori tipici del brand, che da sempre lo rendono un connubio perfetto tra comodità, originalità e divertimento. La musica che fa da sottofondo al videoclip non è altro che la famosissima «Baby got back» di Sir Mix a lot: per l’occasione, sloggi ha completamente riscritto i testi che diventano così un vivace omaggio ai suoi BIG Pants. Peter Lee Scott Grazie alle prestazioni energetiche della nonna e all’audace trattamento estetico, questo Panty Rap diventa una celebrazione senza tempo dell’immaginario del brand. Un Heritage di cui sloggi va fiero e che sta fortemente tornando alla ribalta. Per la realizzazione del video sloggi si è affidata a Peter Lee Scott, regista di fama internazionale conosciuto per i suoi lavori con brand come adidas, Uber e Puma.

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Autore: Redazione - 16/09/2019


Google cambia le sue regole: maggiore visibilità sul motore di ricerca per le notizie originali

Per incentivare gli editori alla produzione di original reporting, approfondimenti o inchieste che richiedono grande sforzo investigativo per i giornalisti, Google ha modificato le sue linee guida dedicate ai valutatori della qualità di Ricerca, così che questi possano riconoscere meglio le notizie originali, garantendo loro più visibilità e tempo di visualizzazione. Dal blogpost firmato dal VP dell’area News Richard Gingrass, si apprendere che il cambiamento coinvolgerà sia il ranking sia le indicazioni per i valutatori. Un cambio di ranking che favorisce le notizie originali In un mondo come quello di oggi in cui le notizie si susseguono rapidamente, non sempre una storia originale resta a lungo al centro dei riflettori. Molti articoli, inchieste, interviste esclusive o altre notizie possono avere una rilevanza tale da riuscire a generare un grande interesse da parte di altre testate, dando seguito a successive inchieste di approfondimento. In altri casi, molte storie diverse coprono gli sviluppi di una singola notizia, e vengono pubblicate tutte più o meno contemporaneamente. Questo può rendere difficile per gli utenti scoprire quale sia la storia originale, quella che ha innescato il meccanismo. “Mentre solitamente tra i risultati di ricerca mostravamo per prima la versione più recente e completa di una notizia, ora abbiamo apportato alcuni cambiamenti ai nostri prodotti a livello globale al fine di evidenziare l’articolo che identifichiamo come il più significativo original reporting. A tali articoli viene garantita una posizione di maggiore visibilità, e più a lungo. Tale visibilità consente agli utenti di visualizzare la notizia originale insieme agli altri articoli più recenti sull’argomento”, si legge. I parametri di valutazione In prima battuta, sono gli algoritmi a valutare i contenuti che la società incontra sul web, e sono gli stessi a dargli un ordine. Ma gli algoritmi vanno calibrati e aggiornati, ed è qui che entrano in ballo i 10.000 valutatori della company, il cui compito è quello di aiutare i sistemi a comprendere l’autorevolezza delle singole pagine. “Queste linee guida descrivono chiaramente ciò che valorizziamo maggiormente quando assegniamo un ranking ai contenuti. Abbiamo recentemente introdotto una modifica che ci permette di raccogliere un nuovo feedback al fine di consentire ai nostri sistemi automatici di ranking di scoprire i contenuti originali più agevolmente”, scrive Gingrass. Secondo l’aggiornamento, le linee guida prevedono l’utilizzo del rating più alto “per le notizie originali che forniscono informazioni che non sarebbero note se l’articolo non le avesse rivelate. Le inchieste investigative originali e approfondite richiedono competenza e un notevole dispendio di tempo e impegno”. “Non solo chiediamo ai nostri valutatori di riconoscere le singole notizie originali a livello di pagina, ma anche di prendere in considerazione la reputazione generale dell’editore in termini di original reporting, conclude GIngrass.

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Autore: Redazione - 16/09/2019


Univisual sviluppa il brand dell’Intelligenza Artificiale italiana

La scorsa settimana, presso la sede di Microsoft House, a Milano, la Regione Liguria ha presentato ufficialmente “C1A0 Expo”, la nuova iniziativa dedicata all’Intelligenza Artificiale: un nuovo modo di divulgare e condividere uno dei temi più vitali che riguardano il presente e il futuro dell’umanità. Univisual - società di Milano specializzata nella consulenza di branding e nella progettazione di sistemi di identità - è il Partner Tecnico incaricato di sviluppare la brand: dalla strategia di identità al naming, fino al design del marchio e all’immagine coordinata. Un modo nuovco di divulgare C1A0 Expo rappresenta un modo nuovo di divulgare e condividere uno dei temi più vitali che riguardano il presente e il futuro dell’umanità: l’Intelligenza Artificiale. La prima edizione dell’evento, dunque, si svolgerà a Genova, il 15 e il 16 novembre 2019 e si presenterà con due anime: da una parrte, manifestazione culturale, rivolta al grande pubblico attraverso conferenze, dibattiti, incontri e formazione; dall’altra, fiera commerciale, per dare spazio a grandi aziende italiane e internazionali e start-up. La titolarità dell’evento è di Regione Liguria, in collaborazione con il Comune di Genova e il coordinamento operativo di Liguria International, la società della stessa Regione Liguria, partecipata anche dal sistema delle Camere di Commercio liguri, dedicata al coordinamento e all'attuazione delle politiche regionali in materia di internazionalizzazione. Lo sviluppo tecnico è attribuito al Comitato di Indirizzo, responsabile delle linee strategiche e della definizione dei contenuti. Il commento di Giovanni Toti «Il supporto di Univisual - afferma il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - è stato fondamentale per conferire un’identità che fosse capace sia di connotare un evento molto importante per la Regione e per l’Italia tutta, sia di valorizzare l’impegno e la competenza riposti dal team nei confronti di tutto il mondo». Il naming - Ci-Uno-A-Zero - è una commistione tra una espressione verbale e una visuale. Visivamente si riconosce l’italiano “ciao”, il saluto informale noto e utilizzato in tutto il mondo. Il lettering Il lettering sfrutta una composizione alfanumerica, dove la lettera “i” viene tipograficamente trasformata nel numero “uno” e la lettera “O” nel numero “zero”. Inoltre, le due vocali al centro della parola “1A”, leggendo il numero 1 come lettera i, compongono l’abbreviazione di Intelligenza Artificiale. L’obiettivo strategico era di presidiare i valori della sfera “tecnico-scientifica”, evocati dalla presenza dei numeri alla base del codice binario (uno e zero), attraverso una chiave amichevole e confidenziale. «Il nome e il logo creati da Univisual - continua il Presidente Toti - sono davvero ingegnosi, coerenti col tema dell’Intelligenza Artificiale, con quel tocco “pop” per parlare al grande pubblico e non solo alla comunità scientifica». La componente emotiva Era importante, infatti, individuare un dispositivo nominale che avesse una componente emotiva coinvolgente anche per la persona comune. La differenza di questo evento, rispetto ad altri, sta proprio nell’intenzione di volersi rivolgere non solo al mondo dell’impresa che utilizza l’intelligenza artificiale, ma soprattutto ai non addetti ai lavori. «Per l’individuazione di un brand - sottolinea Gaetano Grizzanti, Ceo di Univisual - che non fosse tecnico o descrittivo del settore di appartenenza di questo evento, a favore di una espressione più evocativa, Univisual si è orientata alla ricerca di un marchio che fosse, oserei dire, di “pubblica utilità”, in grado di interessare le persone». Il logo Come ultima componente strategica, vi era la necessità di richiamare l’italianità nei confronti del resto del mondo, sia per marcare una rappresentanza eccellente del nostro Paese sia per comunicare il valore di una iniziativa rilevante per l’universo scientifico e i distretti industriali. C1A0 Expo è una fiera Made in Italy ma con una visione assolutamente internazionale. Il simbolo, composto da due cerchi intrecciati sulla loro verticale che disegnano la forma di un occhio - quest’ultimo reso più evidente da un cerchio più piccolo al centro, di colore nero, per raffigurare la pupilla - costituisce l’elemento iconico del marchio C1A0. I due cerchi, coadiuvati dal colore arancio, rappresentano l’immagine del Sole, che si muove in loop dall’alba al tramonto, per evocare emozioni di solarità - per l’appunto - e provocare, da una parte, sensazioni di vitalità e, dall’altra, di luminosità e chiarezza. Quando qualcosa è “solare” non solo è vivace, ma è anche lampante, evidente, come nell’espressione “chiaro come il sole”: così come è palese che l’intelligenza artificiale è e sarà sempre di più una parte imprescindibile nella vita dell’umanità. Impatto scenico intrigante La figura dell’occhio non a caso concentra l’attenzione sulla componente umana che, innegabilmente, deve guidare ogni forma di intelligenza artificiale al servizio dell’individuo e del benessere della persona. Graficamente si ottiene un logo dall’impatto segnico intrigante - con un mood vicino a quello delle emoticon digitali - e dal fascino emblematico, in cui l’occhio, quale fulcro attrattivo, con la sua geometria circolare, rendono il marchio memorabile e seducente. «Siamo stati coinvolti come partner tecnico - continua Grizzanti - e abbiamo accettato la proposta riscontrando in questo progetto alcuni dei nostri valori, come quelli legati alla sperimentazione italiana e ai princìpi della condivisione, con l’opportunità di divulgare un pensiero innovativo sul modo di Univisual di intendere la brand identity». Genova ha un fascino riconosciuto in tutto il mondo, non solo per la storia e il suo famoso porto, ma anche per lo spirito pionieristico che contraddistingue la città e la sua capacità di rappresentare l’Italia con dignità. Un evento come C1A0 Expo può solo incrementarne il prestigio, essendo portatore di quell’idea forte che qualsiasi invenzione sia al servizio dell’essere umano.

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Autore: V Parazzoli - 16/09/2019


Esselunga si propone come food company e si racconta nella sua prima campagna istituzionale. Firma Armando Testa, il budget cresce del 20%

Conosciuta in Italia come azienda leader della grande distribuzione organizzata, Esselunga è molto più che un semplice distributore: è infatti anche produttore diretto per i suoi clienti e, attraverso la sua prima campagna istituzionale, presentata venerdì alla stampa nella sede di Limito di Pioltello, e il cui primo episodio è partito ieri dopo un’anteprima sabato alle 21:00 sulle reti Mediaset e alle 22:50 nel concerto di Andrea Bocelli su Rai1, vuole mostrare questo aspetto fondamentale, ma ancora poco noto, di eccellente food company. La creatività è di Armando Testa, il planning di Media Italia, entrambe consolidatissimi partner dell’insegna di cui da poco più di un anno è D.G. Sami Kahale. Qualità del prodotto Con i suoi centri di produzione e di lavorazione, Esselunga offre ogni giorno 230 ricette fresche di gastronomia, oltre a un vasto assortimento di prodotti di pasticceria, pesce e carne, selezionati con le migliori materie prime e sottoposte a scrupolosi controlli qualitativi per i suoi 158 negozi (destinati per altro ad aumentare con le aperture di Brescia, Varese, Livorno, Mantova e Genova). Per rispondere alle esigenze in continua evoluzione dei suoi clienti, Esselunga parte proprio dal prodotto: ingredienti di alta qualità, processi scrupolosi e manualità artigianale, frutto della lunga formazione nei laboratori interni. La freschezza è un altro valore imprescindibile dell’azienda: i prodotti vengono realizzati tutti i giorni con particolare attenzione alla riduzione degli sprechi. Tutto ciò senza dimenticare la centralità della convenienza per Esselunga: garantire sempre la migliore qualità al prezzo più basso. La storia delle produzioni – come ha spiegato anche Gabriele Villa, Direttore Commerciale & Produzioni -  risale ai primi anni ’60 quando, per la prima volta, sono state avviate le linee di pasta fresca e prodotti da forno. Oggi l’attività si è ulteriormente ampliata nei centri di produzione in provincia di Milano, Novara e Parma, dove ogni giorno vengono realizzate specialità gastronomiche, prodotti da forno e pasta fresca, e dove vengono lavorate carni e linee di prodotti ittici tra cui il sushi. Inoltre, da qualche anno è attivo un laboratorio artigianale di pasticceria di altissima qualità, in collaborazione con il ristorante stellato Da Vittorio dei Fratelli Cerea, che oggi si fregia del marchio Elisenda. Love brand «Prima di arrivare qui – ha detto Kahale - ho sempre pensato a Esselunga come a una catena leader e di riferimento della grande distribuzione italiana ma, una volta in azienda, ho scoperto con entusiasmo un grande patrimonio di eccellenze produttive che andava assolutamente valorizzato. Il nostro è un impegno quotidiano che vede al centro il cliente, le sue esigenze e la ricerca della massima qualità. La nuova campagna descrive proprio questo e, attraverso i gesti delle nostre persone e la straordinaria qualità delle materie prime, svela una storia che solo Esselunga può raccontare». Le diverse anime del marchio vengono raccontate con un viaggio a tappe nel mondo e nei valori di Esselunga: l’azienda, orgogliosamente italiana, è stata il primo supermercato del Paese nel 1957 e la prima – ben 18 anni fa - a lanciare la spesa online, affermandosi sempre di più come esempio di innovazione nel rispetto della tradizione. La narrazione si sviluppa attraverso la quotidianità di uomini e donne le cui mani sapienti lavorano le autentiche materie prime e servono con dedizione i clienti, fino a farli innamorare. E proprio l’autenticità è un altro pilastro della campagna: infatti, per le riprese, non sono stati ingaggiati attori professionisti, ma sono stati coinvolti i dipendenti dell’azienda in persona che rappresentano se stessi nel reparto in cui lavorano. Allo stesso tempo, non si vedranno materie prime costruite in laboratorio, bensì i veri prodotti, l’insieme delle eccellenze “made in Esselunga”, come ad esempio le lasagne, le focaccine, la pasta e ceci e il vitello tonnato. Ciascun prodotto custodisce una storia fatta di qualità, selezione degli ingredienti, innovazione e manualità. A condurre il filo del racconto è la “S”, segno grafico distintivo del marchio, che appare ripetutamente in diverse scene, una fra tutte il gesto del bambino che traccia una “S” sul finestrino appannato della macchina dei suoi genitori, mentre passa emozionato davanti al primo negozio Esselunga. Il pay off Come set per le scene di negozio è stato scelto il superstore di Vimercate, vicino Milano. Le riprese esterne invece sono state girate tra le colline della Toscana e la Val Tidone dove si trova l’evocativo tornante a S di una scena dello spot. A Milano è stata ricostruita la facciata del primo supermercato della catena esattamente come si presentava nel 1957, anno dell’apertura. È stata riprodotta anche l’ambientazione degli anni ‘50 con le auto e la moda dell’epoca.  Come colonna sonora è stato scelto uno dei pezzi più coinvolgenti del patrimonio musicale italiano, “Che cosa c’è”, di Gino Paoli, reinterpretato in chiave moderna. Il nuovo pay off “Più la conosci, più ti innamori” fa dell’eccellenza di Esselunga un motivo in più di innamoramento per i propri clienti. Il media mix Il Direttore Comunicazione & Customer Engagement Carlotta Saltini ha spiegato che gli obiettivi della nuova campagna - un format strategico di lunga durata nel quale la tv avrà un ruolo ancora più importante di quanto non lo abbia avuto finora nel media mix dell’insegna – sono di ulteriormente incrementare la fidelizzazione dei suoi oltre 5 milioni di clienti e di acquisirne di nuovi. Ma la campagna serve anche a rafforzare Esselunga come love brand e, su questo, lavoreranno molto anche digital, con video strategy per creare awareness, e canali social per l’engagement. Sono state realizzate anche video-interviste a una serie di dipendenti. Il web raggiunge il 20% dello spending che, nel suo insieme, si può stimare cresca almeno del 20%, per un totale ampiamente al di sopra dei 20 milioni di euro. Non a caso, lo stesso Kahale ha definito “significativo” l’incremento del budget. In questa ultima parte dell’anno, oltre al citato primo spot che, dopo una prima settimana nel taglio da 40”, proseguirà in quelli da 30”, tra qualche settimana ne partirà un secondo dedicato all’e-commerce, canale nel quale Esselunga è leader con una quota di oltre il 50% nel grocery con tassi di crescita del 30%; ma non è escluso che ne vengano proposti altri. Fermo restando il consueto on air legato a promozioni e offerte. Da questa settimana, inoltre, il piano media si avvale anche di stampa ed esterna (come sempre molto utilizzata dall’insegna), a cui si aggiungono i mezzi di trasporto, i p.v. dell’insegna e degustazioni. [fbvideo id=358558751694974] Credits Direzione Creativa Esecutiva: Michele Mariani Direzione Creativa: Jacopo Morini Direzione Creativa Copy: Michela Sartorio Team Creativo: Barbara Ghiotti – Fabiano Pagliara – Sara Greco Direzione Clienti: Giovanni Sernia, Laura Alberti Pianificazione Media: Media Italia Casa di Produzione: BRW Regia: Ago Panini

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