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Ogury si rafforza come Data Company e debutta nell'area programmatic

Autore: G Broggi


Dall’offerta commerciale alle ultime soluzioni rese disponibili sul mercato, dal tema degli insights all’acquisizione di Adincube, fino al GDPR. Questo e molto altro nell’intervista di DailyNet a Francesca Lerario, Managing Director della società per l’Italia

Non sembra dare segnali d’arresto il percorso di crescita di Ogury, a livello internazionale come in Italia. A inizio anno il lancio della soluzione Active Insights, ad aprile l’acquisizione di Adincube, quindi il rafforzamento del team tricolore con altri due ingressi per arrivare, a breve, al lancio di una soluzione dedicata al programmatic, come anticipa in questa intervista a DailyNet Francesca Lerario, Managing Director di Ogury in Italia. Oggi, ha spiegato, Ogury è arrivata a contare oltre 160 professionisti nel mondo, mentre prosegue l’espansione sul mercato statunitense, dove sono ormai cinque gli uffici della società francese fondata da Jean Canzoneri e Thomas Pasquet. «Nel nostro Paese siamo la prima realtà sul mercato con dati proprietari», dichiara la manager.

È un’affermazione forte la sua, cosa distingue Ogury rispetto ai suoi concorrenti?

Ogury ha raggiunto un grande successo in così poco tempo (è nata nel 2014, ndr) grazie alla sua unicità: noi lavoriamo sul dato mobile in relazione a quello che l’utente compie sul mezzo, mentre i nostri potenziali competitor si concentrano sulla dimensione geo-local e sulle azioni di prossimità. Questo ci ha permesso di portare ai nostri interlocutori una proposta davvero singolare, rafforzata da dati di grande qualità e di prima parte: Ogury, infatti, non acquista dati da terzi né li cede. E questo ha un naturale riflesso sulla qualità degli stessi e, soprattutto, sui risultati delle campagne.

Un posizionamento, in ogni caso, fortemente  legato ai dati.

Sì: la parte media rimane un tassello fondamentale per quanto riguarda le nostre operazioni commerciali, ma Ogury è oggi più che mai una Data Company.

Qual è il modello operativo di Ogury?

Disponiamo di un network di applicazioni partner dove agenzie e clienti possono erogare pubblicità, attraverso due formati: la display, venduta a CPC e capace di generare traffico ed elevati livelli di tempo speso sugli asset degli inserzionisti, e il video, in logica interstitial. L’attività di tracciamento viene compiuta anche sull’ambiente del mobile web, ma la possibilità di pianificazione è circoscritta alle sole applicazioni parte del nostro network, ossia quelle che hanno adottato la SDK Ogury. E credo che questo fatto sia un’ulteriore elemento di qualità e di specializzazione.

Ha accennato al tema del video, cosa ci dice a riguardo?

Il video su mobile è una delle grandi tendenze del mercato. Come già detto lavoriamo solo attraverso il formato interstitial, che è skippabile e restituisce elevati tassi di viewability. In questo senso sono in arrivo novità importanti sul fronte del programmatic: a partire dal prossimo luglio, a livello globale, forniremo ai trading desk una console che potranno usare per acquistare la nostra inventory tramite la DSP che desiderano. Più in dettaglio saranno in grado di creare dei target di campagna tramite Lituus, uno strumento che abbiamo lanciato a dicembre.

Può illustrarci come funziona?

Lituus è una soluzione che si rivolge alle aziende ed è alimentata dal machine learning. Lanciata lo scorso dicembre con Ford in qualità di tester, ha da subito richiamato l’attenzione del mercato. Lituus supera il targeting classico e il suo algoritmo, inserito all’interno dell’URL delle pagine web dei nostri clienti, è in grado di trovare gli utenti realmente interessati a un determinato servizio o prodotto. La sua tecnologia, infatti, individua quei consumatori che generano il traffico migliore, per decine e decine di parametri tra cui pagine viste, tempo speso e così via. Lo strumento, poi, risulta particolarmente prezioso rispetto alla profilazione tradizionale perché legge altri insights.

Prendiamo a esempio un utente che è interessato a comprare una macchina e visita il sito di un brand del settore, in questo momento Lituus interviene e  grazie al machine learning riesce a scoprire nuove aree di interesse come il travel, il food e altro, permettendo una profilazione a tutto tondo. A fine campagna è disponibile per i clienti una sezione “targeting performance” che offre ai brand una visione esaustiva delle combinazioni dei criteri di profilazione che hanno performato meglio o peggio, nel rispetto delle regole di trasparenza che ormai tutto il comparto richiede.

Sempre in ambito prodotto, lo scorso febbraio al Mobile World Congress avete varato Active Insights, qual è stata la risposta del mercato?

In questo caso la soluzione è pensata per i publisher che hanno attivato la nostra SDK. Attraverso Active Insights, infatti, possono accedere a informazioni di valore sugli utenti e, in particolare, quantificarne in modo preciso, l’engagement. Oggi lo possono attivare i nostri partner, ma in futuro lo strumento potrebbe diventare un prodotto a sé stante, e generare ulteriori ricavi. Il mercato ha risposto bene: e non solo lato offerta. Diversi inserzionisti, tra cui aziende della telco e food, lo stanno utilizzando con successo in un’ottica di comparazione e attivazione del dato. Active Insights restituisce informazioni comparative sui concorrenti e, quindi, si può sfruttare non solo con i clienti esistenti, ma anche per conquistarne di nuovi, magari più fedeli ai propri competitor.

Un altro tema a voi molto caro è quello degli insights e delle ricerche, anche in virtù delle informazioni uniche su cui potete fare affidamento.

Ne stiamo realizzando molte e abbiamo istituito una unit ad hoc, Ogury Insight Hub. In questo momento realizziamo studi per i nostri clienti allo scopo di restituire loro una fotografia puntuale dell’utenza mobile di riferimento ed una approfondita analisi dei competitor. Ci tengo però a precisare che non sveliamo alcun dato grezzo ma solo studi finiti. Per quanto riguarda Ogury Insight Hub sono in arrivo importanti novità, ma per ora non posso aggiungere altro.

Ad aprile avete annunciato l’acquisizione di Adincube, cosa cambia?

Si tratta di un’operazione chiave perché la forza di Ogury risiede nel processo di raccolta e attivazione del dato. Con Adincube è possibile accedere a tutti i network che fanno mobile sul mercato garantendo ai publisher una remunerazione più alta e un fill rate del 100%. E la sua offerta verrà costantemente migliorata grazie alle sinergie tra le due tecnologie.

Spostiamo l’attenzione all’Italia, come procede il business?

Stiamo crescendo in modo davvero importante. Sia a livello di fatturato, sia di team. Abbiamo da poco annunciato l’ingresso di Caterina Faggioli come Head of Supply e di Gianluca Aversano in qualità di Client Lead. La prima presidierà i publisher e per la prima volta avremo una risorsa dedicata all’inventory italiana. Il secondo, invece, si focalizzerà sui clienti diretti, con l’obiettivo di valorizzare al meglio l’area degli insights e di Ogury Insight Hub. Oggi la squadra italiana può contare su 16 professionisti che diventeranno una ventina entro la fine dell’anno. Occupandomi dello scouting, devo dire che quello che ci interessa è trovare persone giovani che abbiano voglia dimettersi in gioco e di crescere insieme a noi.

Infine, vorrei concludere con una domanda sul GDPR, entrato in vigore venerdì scorso. Siete compliant?

Il nostro modo di trattare il dato, che poi è il nostro asset principale, è sempre stato in linea con la normativa attiva dalla scorsa settimana. Certo, abbiamo dovuto fare dei piccoli accorgimenti, ma siamo contenti della maggiore trasparenza e tutela dei consumatori che il GDPR porterà con sé. A tal riguardo abbiamo lanciato da poco un quiz sul tema (disponibile a questo link), per spingere i nostri interlocutori ad approfondirlo e dare loro gli strumenti necessari per adeguarsi a questa novità.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 11/09/2020


Spotify lancia "Musica e Podcast" con adattamento di We Are Social e planning di UM

Nell’era moderna, l'ascolto è più importante che mai, perché rappresenta il modo in cui ci connettiamo l'uno con l'altro, formiamo la nostra opinione e scopriamo di più su noi stessi. Spotify lo sa e lancia la prima campagna global dell’anno, "Musica e Podcast", che presenta nel contempo la nuova piattaforma di comunicazione del brand, "Listening is Everything", che mette in contatto gli ascoltatori tra loro attraverso la potenza della musica e dei podcast. La campagna, nella sua declinazione italiana, comprende una serie di contenuti digitali con molti artisti e podcaster, tra cui Marco Mengoni, Ghemon, Achille Lauro, Myss Keta e Marco Montemagno. I video mostrano la varietà di proposte musicali e di podcast che spingono 300 milioni di utenti in tutto il mondo a scegliere Spotify come piattaforma audio di riferimento. L’attività è stata lanciata in Italia e in altri 22 mercati e si sviluppa tra social e digitale. Lo spot tv Inoltre, la comunicazione include un video d’animazione trasmesso in Italia e altri 15 Paesi. Lo spot on air in esclusiva sulle reti Mediaset ci racconta come gli ascoltatori di tutto il mondo si approccino alla musica e ai podcast a seconda dello stato d'animo, del momento o dell’attività che stanno svolgendo, a dimostrazione del ruolo fondamentale che la musica e i podcast hanno nella nostra quotidianità. Adattamento di We Are Social e planning a cura di UM.

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Autore: S Antonini - 10/09/2020


Mediaset: nel primo semestre 2020 raccolta in calo del 24,5%, luglio e agosto in ripresa con il +10%

Mediaset chiude il primo semestre 2020 con un calo del 21,3% dei ricavi di Gruppo, che si attestano a quota 1.166,4 milioni di euro contro i 1.482,5 dell’anno scorso. Nello stesso periodo, la raccolta pubblicitaria complessiva si attesta 744,2 milioni di euro, il 24,5% in meno rispetto ai 985,2 milioni raccolti l’anno scorso, sempre a livello di Gruppo. I dati, approvati dal consiglio di amministrazione presieduto da Fedele Confalonieri, ieri sono stati illustrati agli analisti finanziari dal CFO Marco Giordani, e da Matteo Cardani, General Manager Marketing di Publitalia. Gli andamenti pubblicitari Per quanto riguarda la pubblicità, Mediaset detiene la leadership di settore con una quota del 40,5%. Cardani ha sottolineato che la performance dell’azienda televisiva nei primi sei mesi è stata migliore di quella complessiva del mercato, in calo del 26,8% al netto di over the top, search e social. A partire da giugno si rileva una ripresa della fiducia e della spesa da parte degli investitori. A luglio e agosto la crescita della raccolta anno su anno è del 10%, e anche escludendo l’apporto della Champions League, «il trend è comunque in crescita, di una singola cifra rispetto al 2019. Per quanto riguarda settembre – continua. Cardani – la visibilità è limitata. La prima parte del mese è positiva, ora però intervengono variabili come il rientro a scuola e le elezioni, ma crediamo comunque che il terzo trimestre chiuderà in pari». In Spagna, in un periodo ancora condizionato da andamenti irregolari dei contagi, l’andamento dei ricavi pubblicitari ha evidenziato un netto miglioramento rispetto al calo registrato nel secondo trimestre, con un differenziale che seppur negativo rispetto al primo semestre 2019 risulta molto contenuto. Protagonisti della ripresa degli investimenti sono, tra gli altri, settori come il food, i beni durevoli, la cura della persona e della casa, le bevande, i fast moving consumer good che sono anche tra i settori da cui proviene il 70% della raccolta Mediaset. Dai dati sull’andamento dei ricavi pubblicitari a partire dal 23 febbraio scorso emerge che fino al 9 maggio la contrazione si è attestata al 39,1%, mentre dal 10 maggio al 30 giugno la flessione è del 26,9%. «C’è una forte volontà di riprendersi – ribadisce Cardani - e questo ha dato origine a una inaspettata positività nei mesi di giugno, luglio e agosto. Per il momento la situazione è sotto controllo, all’inizio di ottobre avremo una visione più chiara. Nel frattempo continuiamo a sentire i clienti ogni giorno, Covid permettendo siamo ragionevolmente positivi per l’ultima parte dell’anno». Il progetto pan europeo non si ferma Anche il CFO Marco Giordani ha manifestato un certo ottimismo sulla possibilità di chiudere il terzo trimestre con ricavi in linea con l’anno scorso. La conversazione con gli analisti ha ovviamente toccato il tema del progetto di broadcaster paneuropeo MFE – Media For Europe che ha subìto una battuta d’arresto dopo gli stop dei tribunali di Madrid e di Amsterdam. «Confermo che non vediamo nessun'altra strategia se non un consolidamento europeo – ha detto Giordani –. Noi abbiamo sempre lavorato nel rispetto dell’interesse degli azionisti e in quest’ottica, e in presenza di progetti che creano valore, confidiamo di trovare una soluzione con Vivendi». Presentando i dati finanziari, Giordani ha evidenziato la resilienza espressa dal Gruppo in questi mesi di forte difficoltà. Il cfo ha sottolineato anche il rafforzamento del programma di efficienza dei costi, la forte generazione di cash flow e il graduale recupero del mercato pubblicitario, ma ha ribadito che la visibilità è troppo scarsa per dare una guidance di medio termine. Infine, sul tema della rete unica, Giordani ha detto: «Per noi è cruciale che la rete sia neutrale, indipendente ed efficiente, in termini di costi. Valuteremo un eventuale investimento quando la situazione sarà più chiara». Gli ascolti nel semestre Dopo i primi due mesi di esercizio 2020 caratterizzati da un andamento nettamente positivo, i mesi successivi hanno accusato il forte rallentamento della raccolta pubblicitaria sia in Italia che in Spagna a seguito delle misure restrittive di lockdown, progressivamente allentate solo a partire dalla seconda parte del mese di maggio in Italia e dal 21 giugno in Spagna. Nonostante gli eventi, l’industria televisiva in Italia ha dato segnali positivi, con ascolti cresciuti fino al 50% rispetto all’analogo periodo del 2019. Nel primo semestre, Mediaset conferma la propria leadership sul target commerciale sia in Italia sia in Spagna in tutte le fasce orarie. In Italia ha ottenuto il 34,5% di share nelle 24 ore e il 36,5% in prime time sul target commerciale, in crescita rispetto al 2019 con una performance superiore al resto del mercato. Canale 5 è primo e Italia 1 è terso in tutte le fasce orarie sul target 15-64 anni. In Spagna, le reti del Biscione sono leader con uno share del 29,6% nelle 24 ore sul target commerciale. Telecinco è prima rete spagnola con il 14,6% di share nelle 24 ore sul target individui. I dati di bilancio Da gennaio a giugno, il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi ha registrato ricavi per 791,3 milioni di euro in Italia, a fronte dei 1.002,2 milioni del primo semestre 2019. In Spagna, il fatturato è stato di 375,1 milioni rispetto ai 482,5 milioni dell’anno precedente. Decisivo il calo generale dell’adv lordo registrato nei quattro mesi successivi a febbraio dovuto alla cancellazione di numerose campagne, mentre nei primi due mesi dell’esercizio in Italia Mediaset aveva registrato una crescita pubblicitaria del 2,1%. In Spagna la raccolta ha raggiunto i 325,1 milioni contro i 472,9 milioni del 2019. In Italia, è stata pari a 744,2 milioni di euro a fronte di 985,2 milioni nel 2019. I costi operativi complessivi scendono a 1.134,7 rispetto ai 1.290,8 milioni del primo semestre 2019 (-12,1%). In Spagna sono stati pari a 286,2 milioni rispetto ai 328,2 milioni nel 2019. In Italia si sono attestati a 848,9 milioni, in riduzione rispetto ai 962,9 milioni dello stesso periodo 2019. L’ebit di Gruppo è risultato comunque positivo per 31,7 milioni pur calando rispetto ai 191,6 milioni dello stesso periodo del 2019. L’ebit in Italia è stato pari a -57,6 milioni di euro rispetto ai 39,3 milioni del 2019. In Spagna si è attestato a 88,9 milioni rispetto ai 154,2 milioni del 2019. Il risultato netto di Gruppo è -18,9 milioni rispetto ai 102,7 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente. Si segnala che il risultato netto consolidato del periodo comparativo è stato riesposto per recepire l'impatto di competenza sul risultato partecipazioni derivante dall’allocazione dell’avviamento generato dall'OPA su EI Towers lanciata nel 2018 da 2i Towers Holding con effetto retroattivo a decorrere dal 1° ottobre 2018. L’indebitamento finanziario netto consolidato al 30 giugno è calato a 1.197,7 milioni rispetto al dato di inizio periodo (1.348,3 milioni). Escludendo le passività rilevate a partire dal 2019 ai sensi dell’IFRS 16 e il debito finanziario derivante dalle acquisizioni della partecipazione in ProsiebenSat.1, l’indebitamento finanziario netto consolidato è pari a 576,2 milioni rispetto ai 768,8 milioni del 31 dicembre 2019. La generazione di cassa caratteristica è cresciuta a 212,1 milioni rispetto ai 189 milioni dei primi sei mesi 2019. Nel periodo sono stati sostenuti investimenti per 72,9 milioni connessi all’incremento della partecipazione in ProsiebenSat.1.

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Autore: D Sechi - 10/09/2020


Rubie’s promuove la maschera divertente

E se, una volta di fronte allo specchio, non ci piacessimo più? Domanda classica, anche abusata, ma quanto mai appropriata in quest’epoca votata al cambiamento anche forzato. Buoni propositi che si alternano senza soluzione di continuità a promesse, assicurazioni vere e proprie, ma del domani non v’è certezza, e anche un travestimento può cambiare, essere messo da parte da un momento all’altro. Venghino signore e signori, al mercato della machera, perché quella di tutti i giorni può anche rappresentare una sofferenza (mi piacerebbe, ma mica posso… ), ma quando si avvicinano alcune celebrazioni, lo sfogo diventa volentieri libero. Mascherarsi e quindi giocare, far valere le leggi della fantasia, uscire da una realtà un po’ congestionata. «I prossimi sei mesi saranno come sempre basilari», dice Barbara Bergonzoni, l’A.D. di Rubie’s, azienda dai giovani natali italiani, ma specializzata in maschere, nell’anno… delle maschere, non proprio le stesse, ma ci si può lavorare… In rapida successione, ci attendono Halloween, il Natale e poi il carnevale, quasi senza respiro «Esatto, da questo momento in poi inizia il nostro periodo, quello in cui riversiamo l’80% dei nostri sforzi, investimenti e piani marketing, tra l’altro con l’ausilio di strategie necessariamente differenziate. Da qui alle prossime settimane, mesi, saremmo comunque sempre alle prese con l’emergenza sanitaria, quindi con l’esigenza di non assembrarsi. Ma il primo appuntamento, quello di Halloween è fattibile anche senza per forza essere in tanti, il classico “dolcetto-scherzetto” è un ottimo esempio, in questo senso. E allora abbiamo escogitato una serie di mascherine, proprio quelle diventate celebri nell’ultimo periodo, trasformate in qualcosa di scherzoso, abbinabili ai costumi, anche meno dark del solito. Si sente in giro la voglia di andare oltre, di rilassarsi. Rubie’s è anche licenziataria per l’Italia di Warner e DC, parte del ricavato dei costumi di Batman, Superman, Wonder Woman andrà in beneficienza al Rizzoli di Bologna, reparto bambini». Utilizzerete i social, suppongo. Per esempio, TikTok, visto il target di riferimento… «Saremo su Facebook e Instagram (sempre con il sostegno dell’agenzia Leviathan), mentre su TikTok ci stiamo lavorando, ma siamo ancora in una fase iniziale. Si tratta di un media che, pur essendo sulla bocca di tutti e riscuotendo un successo di notevoli dimensioni, è da più parti osteggiato, al netto delle dichiarazioni di Trump, che comunque muovono qualcosa. Sono i genitori ad avere qualche dubbio su come utilizzarlo in forma corretta. Esistono dei pregiudizi, dettati anche dalla scarsa conoscenza. Fatto sta che occorre essere attenti. Al netto di ciò, l’emergenza sanitaria ha rallentato molti lavori e anche per questo non credo arriveremo pronti all’appuntamento. Investiremo su influencer e blogger e anche sui punti vendita che hanno capito che il travestimento prescinde dalle festività comandate. Quando vedi Cristiano Ronaldo che festeggia i suoi figli tutti mascherati Disney capisci che qualcosa sta cambiando». E poi arriva il Natale «Una festa con molti meno rischi, festeggiabile anche nella propria dimora, cosci che comunque sia Babbo Natale arriverà. I personaggi Disney e Marvell, ma anche Herry Potter la faranno da padroni». La maschera dell’Uomo Ragno è ancora agognata? «È la numero 1 per antonomasia. Ci viene naturale considerarla così, ma non capita a tutti i grandi brand, anzi. Grandissimi successi editoriali quali Hello Kitty e Peppa Pig non avuto riscontro nel mondo delle maschere, per citare due esempi prestigiosi. Spider Man porta a processi di identificazioni molto forti, anche grazie alla sua doppia identità che lo mostra nei panni borghesi come una persona non particolarmente fortunata. Il costume lo rende unico e così si sentono bambini che la indossano. Il costume regala un sogno e i bambini amano mascherarsi, trasformarsi, senza che questo atto debba essere strutturato o legato a qualche ricorrenza». E Zorro? «Purtroppo ha perso mordente, anche per colpa delle poche iniziative editoriali, televisive e cinematografiche. Da quanto manca un bel film a lui dedicato?». Mi dicono dalla regia che nel 2021 il Carnevale sarà vicinissimo «È così, coinciderà con la festa di San Valentino. Difficilmente, a meno di sorprese, la gente potrà riversarsi in piazza. E allora, largo ai social e alle proprie dimore». Ci sarà qualche promozione veicolata anche in tv? «Sì, attraverso delle azioni di co-marketing con Disney e Warner». A proposito, a quanto ammonta il piano marketing? «Intorno alle 150.000 euro, una somma rispettabile per un’azienda che ha comunque cinque anni di vita. Non ha subito ridimensionamenti. Mentre, purtroppo, attendiamo qualche perdita di fatturato, dovuta alla scomparsa temporanea degli eventi».

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Autore: D Sechi - 10/09/2020


Carrera Toys, sulla strada per conquistare la seconda parte dell’anno: sei settimane tra tv e digital

Ci sono dei segmenti di mercato che hanno sofferto meno, ormai è noto, ossia tutto quello che ruota intorno ai mitici e redivivi giochi in scatola, o da tavolo, con la riscoperta del focolare domestico, della confidenza tra genitori e figli. Ma se invece fossimo appassionati di radiocomandi, di piste, di simulazioni di Gran Premi? In quel caso arrivano, rombando, quelli di Carrera Toys. I quali, coraggiosi per natura, non si sono fatti prendere dall’angoscia dovuta alle chiusure dei negozi, hanno sfruttato qualche leva digitale, hanno riscritto il piano 2020 e ora si preparano a tagliare per primi il traguardo del Natale! Ne abbiamo discusso con Oscar Cinelli, country manager dell’azienda. La chiusura dei negozi chi ha colpito particolarmente? «Un danno che abbiamo avvertito tutti. Certo, ci sono dei segmenti che hanno sofferto di meno. Ma anche noi, tra piste e radiocomandi ci siamo difesi bene. Siamo posizionati sul segmento Premium, e abbiamo visto una crescita sostanziosa delle nostre quote di mercato rispetto a chi si posiziona in chiave medio-bassa.». L’obiettivo quel può e deve essere a questo punto? «Il nostro mercato si concretizza nella seconda parte dell’ano. Ci eravamo predisposti a un ridimensionamento, e invece con tutta probabilità raggiungeremo gli stessi risultati conseguiti lo scorso anno. Al momento siamo in totale pareggio e ilo budget in comunicazione non verrà rivisto, sarà uguale a quello del 2019.C’è da dire che mai abbiamo pensato di ridurre il piano marketing». Come agite sui media? Quanto pesa il digital? «È in crescita, intorno al 15%, parliamo degli investimenti adv in rete, perché i social sono a cura della casa madre. Mancano gli eventi, purtroppo, per il resto abbiamo la televisione». Quanto avete fatturato nel 2019? «Circa 5 milioni di euro» Per Natale cosa avete? «Sei settimane di veicolazioni televisive, con tre spot dedicati alle piste, e quindi Mario Cart, Ferrari F1 e Disney Cars, più uno spot nuovo dedicato ai radio comandi di Mario Cart Nintendo, che al tempo stesso rappresenta un focus su tutto il brand Carrera RC». Quali sono i canali prescelti? «Boing, Cartoonito, Frisbee, K2 e Cartoon Network. Inizieremo intorno al 15 novembre e arriveremo fino al 20 dicembre». Con chi lavorate? Pianificazione interna, creatività di Mark Tv». Che cosa volte trasmettere? «Tranquillità, socialità, svago, senso della famiglia, dell’amicizia. Il tutto ben interpretato dai nostri prodotti che sfidano i momenti di crisi».

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