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L’Isola che c’è: nasce postcardsfromisola.com, lo storytelling geolocalizzato

Autore: D Sechi


L’idea è nata da Lorenza Negri e Caterina Pinto, i titolari dell’agency Boombang Design, per raccontare il celebre quartiere milanese grazie alle testimonianze di chi lo vive

E d’un tratto ti ritrovi a camminare per vie e strade che sembrano contenere qualcosa di speciale. Forse è solo un’impressione dettata magari dalle favorevoli condizioni climatiche, dall’ottimismo innato, da qualche profumo che fuoriesce da una finestra. Però ti sale quella voglia di approfondire, di conoscere cosa si celi dietro quel viottolo, quel locale, quella persona seduta sul gradino. A proposito, si mangerà bene in quella trattoria stracolma di gente sorridente? Milano: ci sono due grafiche, Lorenza Negri e Caterina Pinto, titolari da una decina di anni di un’agenzia che si professa piccola ma combattiva, dal nome curioso e fumettistico, Boombang Design (sottotitolo: the tiniest agency on earth). In un paio di lustri hanno costruito un portfolio di notevole spessore, grazie ai lavori disegnati per casio, Campari, Mondadori, Classeditori, Intesa Sanpaolo, Comieco, Listerine, solo per citarne alcuni (per saperne di più: http://www.boombangdesign.com/). Ebbene, le due succitate creative hanno deciso di raccontare il quartiere Isola di Milano, dove risiedono e operano e vivono. E lo hanno fatto in maniera progressiva e originale, culminata con il lancio di un sito dedicato: http://www.postcardsfromisola.com/. Curiosi di conoscere le virtù della trattoria di cui sopra, ma anche e soprattutto delle storie che hanno animato un simile progetto, abbiamo chiesto lumi su Postcardsfromisola a Caterina Pinto, ecco le sue risposte.

Lorenza Negri e Caterina Pinto Lorenza Negri e Caterina Pinto (foto di Gianmarco Maraviglia)

Come e perché nasce l'idea?

In questi anni società come Airbnb hanno puntato tutta la comunicazione sulla possibilità di scoprire il vero volto dei luoghi che ci si trova ad attraversare. Altre, come Open Street Map, lavorano sul concetto di aggiungere “dal basso” tutta una serie di informazioni sul territorio, cosa che un satellite non potrebbe mai mappare. La nostra idea è appunto questa: aggiungere alle mappe il “layer” del punto di vista umano e vissuto di un luogo, cercando non dei dati oggettivi quanto una vera e propria anima composta da tante voci diverse. Il tutto visto in chiave creativa, puntando sull’alta qualità delle immagini e delle narrazioni.

A chi si rivolge?

Da una parte, ci rivolgiamo a tutti coloro che vivono e conoscono la zona, perché possono riconoscersi nelle storie e nell’immaginario rappresentati. E infatti il progetto ha creato un grande senso di appartenenza e  partecipazione in tutti quelli che lo hanno seguito finora. Dall’altra, per contrapposizione, ci rivolgiamo a chi passa di qui per caso, per bere una birra la sera o per una visita turistica, gli raccontiamo il dietro le quinte di una zona che ormai è percepita come un grande locale all’aperto ma in realtà ha un vissuto e una storia molto particolari.

Tecnicamente come l’avete progettato?

Siamo partite dalle gif animate. Le abbiamo disegnate in illustrator perché il disegno vettoriale si presta bene alla rappresentazione di piccoli personaggi da animare e la sua struttura ci ha aiutato a creare dei disegni uniformi pur lavorando a quattro mani. Le animazioni sono frutto delle mie sperimentazioni su After Effects; mi ero messa in testa di impararlo e in questa occasione ci è tornato in mente un’idea che ci frullava in testa da tempo: mappare i personaggi dell’Isola. Dare vita ai disegni di #POSTCARDSFROMISOLA ci è sembrata quindi la palestra perfetta. Quando poi abbiamo presentato il lavoro in quartiere, le persone hanno cominciato a raccontarci storie e aneddoti sui personaggi e sui luoghi e abbiamo capito che anche queste storie andavano raccolte, per completare il quadro. Così abbiamo messo in piedi un semplice sito Wordpress, facile da manipolare e soprattutto da ampliare nel caso in cui il progetto si dovesse arricchire con altri elementi.

Che obiettivi vi ponete?

L’obiettivo attuale è quello enunciato nel sito: raccontare il quartiere Isola attraverso 30 personaggi animati e 30 storie. I personaggi ci sono e quindi ora ci stiamo occupando della raccolta dei racconti. Stiamo cercando di coinvolgere nella scrittura i soggetti più disparati per riuscire a mettere insieme il punto di vista più articolato e vario possibile. Per ora hanno pubblicato principalmente persone “del mestiere”, scrittori o giornalisti, ma la proposta è aperta a chiunque abbia una bella storia da regalarci. Per questo motivo abbiamo anche creato una piccola redazione, di cui si occupa principalmente Francesca Mandelli, che ci aiuta a selezionare ed eventualmente rieditare le storie che meritano di fare parte del progetto.

Ci sono altre iniziative che partiranno dal sito?

Il nostro obiettivo principale è quello di rendere il modulo “Isola - Milano” un format replicabile che porti alla creazione in una collana di guide creative e non convenzionali sulle diverse zone della città. Una vera e propria mappa delle identità. Dal punto di vista cartaceo vorremmo poter far confluire tutto questo materiale in una pubblicazione in cartotecnica che contenga le immagini sotto forma di cartoline postali e il libro dei racconti. Dal punto di vista digitale siamo in cerca di un partner con cui trasformare tutto questo materiale in un’app restituendo alle immagini la loro componente animata e sonora. Oltre a questo, ciò che sta accadendo in modo spontaneo, è che #POSTCARDSFROMISOLA sta diventando un catalizzatore di altri progetti in rete. Stiamo raccogliendo descrizioni e links di tutti questi piccoli mondi che si sono messi in contatto con il nostro, per farne una sezione a se del sito che, probabilmente, si chiamerà “altre isole”.

Cercate degli investitori?

Cerchiamo naturalmente degli investitori, abbiamo una “wishlist” ben strutturata. Avendo incubato il progetto personalmente fin dal primo momento, abbiamo accolto e applicato tutti gli spunti e le impressioni del nostro pubblico, siamo convinte che il prodotto finito funzionerà.

Possibile lancio e promozione?

Il lancio del sito www.postcardsfromisola.com è avvenuto ieri. Contemporaneamente lo stiamo promuovendo tramite un costante lavoro sulla rete social. A dicembre ci sarà anche una presentazione fisica per la quale stiamo prendendo accordi con una libreria locale.


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Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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spot

Autore: Redazione - 01/04/2020


Abbiamo bisogno di più energia, abbiamo bisogno di Enel

È onair su tv, web e carta stampata, la nuova campagna di Enel, ideata da Saatchi & Saatchi, “Ci sono momenti in cui tutti noi abbiamo bisogno di più energia”. La campagna si propone di “raccontare” la vicinanza dell’azienda ai cittadini attraverso scene che ritraggono le famiglie all’interno delle proprie abitazioni e illustrano il lavoro per mettere tutta “l’energia a sostegno del Paese”. Lo spot è stato realizzato con scene delle precedenti campagne di Enel Energia e si chiude con l’invito rivolto sia ai già clienti sia a coloro che potrebbero diventarlo ad andare sul sito enel.it o a chiamare il numero verde per scoprire tutte le soluzioni della società di Enel per il mercato libero. Il planning è a cura di Mindshare. Credits Creative Director: Manuel Musilli Associate Creative Director & Art: Ignazio Morello Associate Creative Director & Copy: Leonardo Cotti Digital Art Director: Antonio Penco, Noemi Piovacari Digital Copywriter: Marta Curcio Senior Digital Manager: Simone Roca Junior Digital producer: Eleonora Giuliani Post Produzione: Prodigious Post Production audio: Catsound Music: Sing Sing

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agenzie

Autore: V Parazzoli - 27/03/2020


Alkemy: fatturato 2019 a 84,5 milioni, +18%, e obiettivi di crescita nel 2020 grazie ad ampliamento dell’offerta e internazionalizzazione

Il CdA di Alkemy ha approvato due giorni fa il Progetto di Bilancio 2019. I risultati, segnala la nota, sono stati influenzati dalla parziale riduzione e dallo spostamento temporale del budget nel corso della seconda metà dell’esercizio da parte di due primari clienti della capogruppo, che tuttora proseguono la collaborazione con Alkemy. Questo ha impedito di contabilizzare i contratti previsti nel 2019 che quindi sono slittati al 2020. Il fatturato consolidato è cresciuto del 18% a 84,5 milioni di euro, l’EBITDA Adjusted è sceso per i motivi suddetti del 19%, a 5 milioni, con EBIT Adjusted di 3 milioni rispetto ai 4,8 del 2018. Il 2019 ha visto il Gruppo ridefinire il proprio posizionamento sul mercato, tramite l’industrializzazione del modello di business e le integrazioni di nuove competenze, acquisite con l’ingresso di Nunatac (data & analytics) nel 2018 e di Design Group Italia (design di prodotti e di spazi) nel 2019. Le nuove acquisizioni hanno consentito ad Alkemy di ampliare l’offerta di servizi ed esser pronta a rispondere alle esigenze di un mercato in continuo mutamento. Nuovo posizionamento “Dopo 7 anni di sviluppo ininterrotto che ha visto Alkemy crescere a un tasso medio annuo del 42%, l’anno scorso ci siamo concentrati a progettare un nuovo ciclo di crescita - commenta l’A.D. Duccio Vitali -. Il 2019 ha infatti rappresentato come da nostro piano l’anno della trasformazione da “boutique” a “industria”, che contiamo dia i suoi frutti già nel primo trimestre 2020. Inoltre, grazie all’acquisizione di Design Group Italia, abbiamo ridefinito il nostro posizionamento: da oggi abilitiamo l’evoluzione del business dei nostri clienti, dentro e oltre il digitale, integrandolo con touch point fisici, e aiutandoli a migliorare la competitività e la resilienza del loro business”. “La scelta di espansione ad altre geografie, continua a confermarsi strategicamente valida in ottica di prospettive di crescita di Alkemy - aggiunge il Presidente Alessandro Mattiacci -: tra Spagna, Messico e Balcani l’estero pesa adesso nel suo complesso il 32,4% del business, alcuni clienti vengono già supportati attraverso più Paesi”. In particolare, si evidenziano l’ottima performance della controllata Alkemy Iberia, il cui fatturato è quadruplicato nel 2019, e la crescita di Ontwice Messico (+8,1%). La strategia di espansione all’estero di Alkemy è ormai consolidata e il Gruppo reitera l’obiettivo di medio termine di raggiungere un peso dell’estero pari al 50% del fatturato totale. Sviluppo del business L’integrazione di nuove competenze e il conseguente ampliamento dell’offerta permettono ad Alkemy di rispondere tempestivamente alle esigenze di un mercato in continuo mutamento, anche alla luce delle recenti evoluzioni legate all’emergenza Covid-19 che ha imposto alle imprese una sempre più rapida capacità di adattamento e trasformazione, digitalizzando e ripensando i propri modelli di business. Per quanto riguarda gli eventuali impatti dell’emergenza, inoltre, mentre, da un lato il management segue con estrema attenzione l’andamento delle attuali circostanze, monitorando continuamente le posizioni con i propri i clienti e il proprio network in attesa di avere migliore visibilità sulle dinamiche del mercato e del proprio business, dall’altro è pronto a rispondere alle nuove esigenze del mercato. Al momento attuale, gli effettivi impatti sul business del Gruppo conseguenti alla pandemia non appaiono rilevanti nel breve termine e per tutto il primo trimestre, e attualmente non vi sono evidenze immediate per quelli successivi.

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agenzie

Autore: S Antonini - 26/03/2020


Hotwire Italia: online da oggi HotComms Toolkit, ebitda in crescita a due cifre e trend positivi per ricavi e profitti

Il network Hotwire prova a dare risposte agli interrogativi piombati sulla industry della comunicazione con l’emergenza coronavirus attraverso una piattaforma di contenuti rivolta a operatori e clienti in cerca di spunti, analisi e approfondimenti sul tema della comunicazione in questo particolare momento. Fa il suo debutto online HotComms Toolkit, un portale che raccoglie studi, best practice, analisi e webinar sviluppati dal network a livello globale. «L’obiettivo è fornire uno strumento di aiuto alle aziende oltre che ai professionisti del marketing, mettendo a sistema le conoscenze maturate a livello internazionale» spiega Beatrice Agostinacchio, managing director di Hotwire Italia. Difficile valutare oggi l’impatto della crisi sul business, ma l’agenzia guidata di Agostinacchio può contare su andamenti positivi fino a febbraio 2020, con un ebitda in crescita a due cifre. Tenuto conto che l’esercizio fiscale di Hotwire Italia chiude a fine giugno, «non sappiamo quanto l’emergenza influenzerà i nostri andamenti dei prossimi mesi. Fino a ora siamo cresciuti in termini di ricavi, profitti e dimensione dell’agenzia, ma non si riesce a pianificare, siamo più reattivi che strategici». Dal “fisico” al digitale La prima e più urgente risposta è stata passare al lavoro agile: «Abbiamo adottato lo smart working, o come lo chiamiamo noi “thoughtful working” già da tempo, perciò non è stato difficile renderci pienamente flessibili sin dal 24 febbraio in piena continuità, e questo ci ha permesso sia sul fronte interno sia nel rapporto con i clienti, che abbiamo accompagnato in questa transizione». Il prossimo passo consiste nel trovare nuove formule per il business. «Il settore che risente di più di questa situazione è quello degli eventi. Si sta lavorando al trasferimento su digitale, pensiamo a webinar e servizi, non certo le fiere per le quali questa trasformazione non è possibile. Questo è un argomento caldo all’interno di PR Hub e UNA». Italia Paese pilota Il lancio di HotComms Toolkit sarà poi comunicata ai clienti, a cui verrà chiesto di contribuire con suggerimenti su tematiche ancora non affrontate. Il network vanta 13 Paesi con uffici proprietari e altri Paesi con uffici affiliati. La Cina è uno di questi ultimi, così l’Italia viene considerato il Paese pilota per quanto riguarda le strategie di risposta all’emergenza: «Con la Cina abbiamo condiviso alcune pratiche. Lavorare con le multinazionali ci offre una visione di respiro internazionale, che evidenzia una fortissima incertezza economica, del mercato e dei clienti. In mancanza certezze sulle tempistiche di questa crisi ipotizziamo, sulla base di osservazioni internazionali, che l’ambito delle relazioni pubbliche subirà un impatto meno forte in quanto diventerà fondamentale per i brand che dovranno lavorare sull’awareness, per non parlare della comunicazione di crisi». Nuove priorità Allo scattare dell’emergenza tutti i piani di comunicazione e le strategie sono stati ridefiniti, ma l’obiettivo comune è non lasciare il brand “congelato” in attesa di sviluppi. «Per alcuni clienti che sono fermi stiamo realizzando contenuti in modo da tenere il brand vivo per quando si tornerà ad aprire. Va molto bene l’ecommerce, dove si stanno spostando alcuni negozi fisici per non perdere troppo fatturato in questo periodo». In questa situazione, l’associazionismo è molto utile: «Fare sistema a livello di industry sta funzionando: sia a livello di PR Hub sia come membri di UNA, che a sua volta fa parte di Confindustria Intellect, che oltre ad agire presso le istituzioni a difesa del comparto offrono supporto per districarsi in questo dedalo di disposizioni che cambiano rapidamente». Il progetto HotComms Toolkit Il portale HotComms Toolkit (www.hotwireglobal.com/feature/hotcomms_toolkit) verrà aggiornato ogni mercoledì pomeriggio con nuovi contenuti relativi a sei macro categorie tematiche e affronta, tramite contenuti scritti o webinar curati dagli esperti internazionali di Hotwire, temi che spaziano dalla comunicazione di crisi alle opportunità offerte al marketing da strumenti quali i podcast e i video, passando per l’impatto dei social media sul ranking dei motori di ricerca e il ruolo che ricoprono in questo periodo complesso; l’importanza della misurazione; la corretta integrazione di strategia e tattica; il mantenimento e rafforzamento della brand reputation; ma anche suggerimenti di comunicazione esterna e interna per parlare efficacemente a tutti gli stakeholder, compresi i dipendenti.

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agenzie

Autore: S Antonini - 16/03/2020


TBWA\\Italia: con l’emergenza le aziende puntano sulla concretezza e sull’impegno a favore della popolazione

La rapida escalation dell’emergenza da coronavirus sta influenzando altrettanto velocemente la comunicazione delle aziende, che si trovano a dover rivedere non solo budget e pianificazioni, ma anche linguaggi e strategie. Lo spiega Nicola Lampugnani, Chief Creative Officer del gruppo TBWA\Italia: «In controtendenza con quanto accadeva fino a qualche tempo fa, probabilmente questa circostanza avrà un forte impatto sulle campagne di instant marketing: le cose cambiano da un giorno all’altro, ciò che valeva ieri oggi è già diverso. La costante ricerca dell’istantaneità dei messaggi si ritorce contro i clienti». L’agenzia guidata da Marco Fanfani ha risposto con efficacia alla clausura imposta dalle esigenze di salute pubblica attivando lo smart working per tutti: «L’agenzia lo ha introdotto tre anni fa – spiega Lampugnani – e non è stato difficile estenderlo ulteriormente. La crisi ci ha trovato preparati. La nostra è una professione intellettuale che possiamo svolgere ovunque, inoltre lo smart working è positivo perché impone una ottimizzazione dei tempi. Ma ovviamente il rovescio della medaglia è l’assenza di rapporti interpersonali, che per il nostro mestiere sono molto importanti». TBWA\Italia è in prima linea anche sul tema della responsabilità: «Dobbiamo anche noi dare il buon esempio nelle pratiche che ci sono imposte. Anche attraverso la comunicazione da parte nostra, attraverso una “card” che abbiamo pubblicato sui nostri account social, con la quale invitiamo le persone a restare a casa». I trend emersi dall’emergenza Già prima dell’emergenza, la comunicazione si era orientata su temi concreti e di interesse sociale come ad esempio la sostenibilità, e le aziende hanno incominciato a introdurre pratiche virtuose per dare un fondamento concreto ai propri messaggi. Con il coronavirus questa tendenza diventa ancora più forte: «Bisogna puntare sul concreto – continua Lampugnani –. Se vogliono essere parte del contesto sociale, le aziende devono agire concretamente e lo devono far capire alla persone. Credo meno alle iniziative di comunicazione tipo “pacca sulla spalla”». Un esempio: l’iniziativa di Grandi Navi Veloci e MSC Crociere di mettere a disposizione le proprie imbarcazioni per farne degli ospedali. «In questa iniziativa siamo al fianco del nostro cliente GNV per dare il supporto necessario. Questo momento storico ha solo amplificato dei comportamenti che già c’erano, penso alla campagna “Riparti con Eni” di qualche anno fa curata dalla nostra agenzia: un’operazione molto concreta per dare una mano ai consumatori in momenti di crisi». Strategie rimodulate per far fronte alla crisi Un altro filone è quello dell’intrattenimento. «Dopo questa grande richiesta di austerità ci sarà bisogno di contenuti e messaggi coscienti e positivi, dovremo lavorare per dare agli italiani strumenti per capire il momento». Ora è il momento della responsabilità, ed è in questo senso che gli investimenti si stanno rimodulando: «I nostri clienti stanno rivedendo le loro strategie di marketing, e altri magari in questo momento non prendono parola poiché siamo tutti concentrati sui beni di base. Non si può far finta di niente: ma alcune offerte non possono essere cancellate, anzi ci sono servizi che in questo momento sono essenziali, come l’energia: «Le utility come ENI continueranno a comunicare. Anche BNL, con la sua strategia “positive banking” non può che essere in linea con questo momento». 

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