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Buzzoole: il futuro del marketing è rivolto al consumer-to-consumer

Autore: Redazione


L’intervista a Gianluca Perrelli, managing director Buzzoole Italia che, in occasione di IAB Forum 2016, ha presentato un workshop dal titolo: “Scelte individuali e influenza sociale. Il ruolo dell’Influencer Marketing nei processi d’acquisto”. I dati emersi durante l’esposizione all’evento.

Buzzoole, la piattaforma di Influencer Marketing in grado di connettere i brand ai giusti influencer della rete grazie all’utilizzo dei big-data, è stata una delle aziende protagoniste di Iab Forum 2016. Gianluca Perrelli, managing director Buzzoole Italia e Michele Costabile, direttore del Centro di Ricerca X.ITE all’Università LUISS Guido Carli, hanno presentato un workshop dal titolo: “Scelte individuali e influenza sociale. Il ruolo dell’Influencer Marketing nei processi d’acquisto”.

Gianluca Perrelli Gianluca Perrelli

Chiave di lettura

Ripercorrendo la storia e l’evoluzione delle principali teorie della psicologia sociale - che vedono i comportamenti come variabili dipendenti da persone e ambiente (Kurt Lewin, 1951) e passando per i concetti di distintività e appartenenza nei gruppi sociali (Social Identity Theory, Henri Tajfel), i due esperti hanno spiegato come la diffusione dell’Influencer Marketing sia una naturale evoluzione del passaparola abilitato dalla tecnologia.  “L’idea nasce dall’intenzione di dare una chiave di lettura un po’ più strategica rispetto agli interventi che solitamente vengono presentati durante questo tipo di manifestazioni. Ci piacerebbe alzare un po’ il livello della discussione e superare gli aspetti tipicamente più tattici sul tema dell’influencer marketing che, di solito, si limitano al confronto sulla scelta della piattaforma, degli influencer da coinvolgere e il loro ingaggio. L’influencer marketing è sempre esistito. La psicologia sociale, l’influenza sociale, che sono le basi dell’influencer marketing, ci sono da sempre. Un tempo si chiamava passaparola ma oggi, grazie alla tecnologia digitale e a internet, che ne garantiscono tracciabilità e misurabilità, è diventato più potente ed efficace ”, spiega Gianluca Perrelli, incontrato da DailyNet proprio in occasione di IAB Forum 2016.

Il consumer to consumer è il futuro

Il C2C diventerà sempre più il mainstream marketing da presidiare. Questa una delle più importanti riflessioni emerse durate il workshop. Se Google Trends annovera l’Influencer Marketing tra i fenomeni “breakout”, il Consumer-to-Consumer è l’evoluzione su cui concentrare le proprie strategie, anche attraverso strumenti data-driven, pena la marginalizzazione dei brand. Infatti, in uno scenario dove tracciabilità e misurabilità dei fenomeni sociali sono sempre più importanti e alla portata di tutti grazie alla diffusione dei social media, c’è massima attenzione per la comunicazione many-to-many, abilitata dalla tecnologia. Inoltre, i mercati sono sempre più rappresentati su una scala intermedia fra l’anonimo target fatto di “personas” e i singoli clienti iperprofilati del one-to-one marketing.

Ottenere modelli di successo

“Gli ingredienti per costruire una campagna di influencer marketing di successo non riguardano soltanto gli aspetti operativi come la scelta del partner o la scelta dell’influencer con più o meno follower. Si parte invece da più lontano, ossia dal capire quali sono fondamentalmente i meccanismi mentali e psicosociali che determinano l’influenza sociale perché solo tenendo conto di questi si possono ottenere modelli di successo”, continua Perrelli. In un mercato caratterizzato da un aumento crescente dell’offerta, i consumatori hanno sempre più bisogno di iniezioni di fiducia per finalizzare i propri comportamenti di acquisto, in molti casi rappresentati da recensioni, commenti e conversazioni. Fenomeni confermati da alcuni dati di scenario che riguardano il consumo digitale su scala globale:

  •  il 35% dei consumatori consulta blog e forum prima di effettuare i propri acquisti (fonte BCG);
  •  ogni giorno avvengono 3,4 miliardi di conversazioni su prodotti e marche (fonte Keller Fay Group);
  •  il 92% dei consumatori si lascia influenzare principalmente dalle raccomandazioni di amici e familiari (fonte Nielsen).
Gianluca Perrelli Gianluca Perrelli

Studiare le reti di influenza

“Del resto con oltre 7 miliardi tra persone e oggetti connessi a fine 2016, che diventeranno 50 miliardi nel 2020 e, si stima, 1.000 miliardi nel 2030, circoleranno sempre più contenuti e sempre più velocemente, per questo il marketing C2C crescerà esponenzialmente”, aggiunge  Michele Costabile. È necessario, quindi, studiare a fondo le reti di influenza e la dinamica di diffusione dei contenuti nelle diverse “cerchie” delle reti sociali e professionali che costituiscono i mercati di riferimento. A tal fine i modelli di analisi reticolari e le loro variabili strutturali diventano critiche per orientarsi nel marketing Consumer-to-Consumer.

Individuare e coinvolgere gli influencer

“Sono tipicamente due i meccanismi che determinano l’influenza sociale: il bisogno di distintività, che spinge al desiderio di emergere come individuo, e il bisogno di appartenenza a un gruppo, che alimenta il desiderio di sentirsi accettati. Questi due bisogni sociali interagiscono continuamente e sono elementi che condizionano le persone anche quando si apprestano a fare acquisti. Grazie ai nostri algoritmi oggi siamo in grado di individuare e coinvolgere gli ‘influencer’ della rete più adatti a impattare sulle emozioni o i comportamenti di acquisto delle rispettive community - ha concluso Gianluca Perrelli. “Collaboriamo con oltre 350 tra brand nazionali e internazionali, indipendentemente dalle industry di riferimento, ma siamo consapevoli di essere ancora alle origini di questi nuovi fenomeni e ci aspettiamo nuovi cambiamenti di scenario, già in atto con l’emergere, ad esempio, delle tecnologie predittive e delle analisi reticolari”.


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incarichi e gare

Autore: Redazione - 24/04/2024


KFC Italia sceglie KIWI come nuovo partner per la gestione dei social

Si arricchisce di una collaborazione di grande valore il 2024 di KIWI che, a partire da questo mese, è ufficialmente il nuovo partner per la gestione dei canali social di Kentucky Fried Chicken Italia, l’iconica e leggendaria catena di fast food specializzata in pollo fritto. La unit di Uniting Group, scelta da KFC a seguito di una gara, assume l’ownership dei canali Meta (Facebook e Instagram, con l’obiettivo di aprire anche Threads), LinkedIn e TikTok del brand. “La vittoria parte innanzitutto da una ricerca approfondita sul tone of voice. Abbiamo identificato nell’autenticità, nella schiettezza e nella boldness, che da sempre appartengono al brand, degli ottimi punti di partenza per rivolgerci alla GenZ e ai Millennial che sono il pubblico per eccellenza di KFC. Si tratta di un brand unico e amatissimo in tutto il mondo, con un prodotto e degli asset di comunicazione inconfondibili e potenzialità social ancora parzialmente inespresse in Italia”, afferma Andrea Stanich, Direttore Creativo Esecutivo di KIWI, Part of Uniting Group.  La strategia L’attenzione di KIWI sarà molto concentrata sulla crescita e sul coinvolgimento sempre maggiore della community. Anche i lanci, le promo, le aperture, i servizi e le innovazioni tecnologiche saranno comunicate senza perdere di vista l’intrattenimento. Una gestione del community management informale e diretta contribuirà ad alimentare il dialogo quotidiano con gli utenti. “Una parte rilevante del piano social di KFC - prosegue Federica Pasqual, COO di KIWI e Freshhh, Part of Uniting Group - sarà costituita da contenuti video originali agili e veloci, che ci piace definire ‘snackable’. Oggi più che mai è fondamentale affiancare i nostri brand partner intercettando le opportunità di comunicazione e i trend in modo istantaneo; questo, nel day by day, viene facilitato dalla collaborazione con la unit Freshhh, nata inizialmente come spin-off di KIWI, realtà che può contare, dall’ultimo quarter del 2023, su uno spazio produttivo dedicato”.  Dieci anni di pollo fritto in Italia KFC, società del gruppo Yum! Brands, è leader mondiale nel settore dei ristoranti che servono pollo fritto. Nato oltre 70 anni fa e presente in Italia da 10 anni, il brand ha avuto nel nostro Paese una crescita che l’ha portato oggi a 87 ristoranti in 15 regioni, con l’obiettivo di arrivare a 100 locali entro la fine dell’anno. Il gusto unico del pollo fritto di KFC si deve al Colonnello Sanders, fondatore del brand e inventore dell’Original Recipe, la ricetta che contiene un inimitabile mix segreto di erbe e spezie e che ancora oggi viene preparata come una volta nei ristoranti di Kentucky Fried Chicken. “Cercare ogni giorno di costruire una relazione sincera e coinvolgente con il nostro target di riferimento rappresenta uno degli obiettivi principali per i prossimi anni, forse la chiamerei una missione. La GenZ è la nostra audience, vogliamo rivolgerci loro in maniera diretta e convincente - afferma Marzia Farè, Chief Marketing Officer di KFC in Italia -. La scelta dei temi, dei canali, del linguaggio e il tono di voce da adottare diventano pertanto ogni giorno più cruciali; vorremmo esser riconosciuti come contemporanei e autentici e credo che la collaborazione con KIWI possa davvero esser l’occasione giusta per far un passo ulteriore di crescita in questa direzione. Il team KIWI che ci affiancherà è pieno di energia e voglia di fare, abbiamo le premesse migliori per far bene e divertirci”.

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spot

Autore: V Parazzoli - 09/04/2024


Lorenzo Marini Group firma “Il divino quotidiano” di Amica Chips, con una versione più “rispettosa” in tv e una più trasgressiva sui social

È on air la nuova campagna tv Amica Chips, realizzata, dopo aver vinto la relativa gara, da Lorenzo Marini Group, che propone una comunicazione fuori dagli schemi tradizionali con un linguaggio ironico, forte e trasgressivo, destinato a colpire un target giovane non abituato a messaggi “televisivi tradizionali” ma a stilemi narrativi social. Non a caso, dello spot sono state approntate una versione più “provocante” appunto per i social e una più rispettosa di un target tradizionale per la tv, con planning sempre di Media Club. Il film Le protagoniste dello spot sono delle novizie, riprese in fila sotto al chiostro del monastero mentre si apprestano ad entrare in chiesa. In sottofondo si sente la musica dell’“Ave Maria” di Schubert, eseguita con l’organo che accompagna questo ingresso. Le novizie sono in fila verso l’altare e la prima sta per ricevere la comunione dal prete celebrante…In quel momento si sente il suono della croccantezza della patatina, un “crunch” amplificato in perfetto sincrono con il momento in cui la prima novizia ha ricevuto l’ostia. Le altre in fila, al sentire il “crunch”, sorridono divertite e guardano nella direzione da cui proviene il rumore “appetitoso e goloso” della patatina croccante. La Madre Superiora infatti è seduta in sagrestia e, rilassata in un momento di pausa, sta mangiando con gusto le Amica Chips prendendole da un sacchetto che tiene in mano. Pack shot con le patatine Amica Chips e in super appaiono logo e claim di campagna “Il divino quotidiano”. Obiettivi e target L’obiettivo principale della comunicazione è quello di riaffermare il ruolo da protagonista di Amica Chips in comunicazione, da sempre protagonista di campagne forti e distintive con un tono da leader, per aumentare la percezione del suo valore di marca e consolidare la sua brand awareness. La campagna, che vuole sottolineare l’irresistibilità del prodotto ed esaltare la sua croccantezza superiore, sarà sviluppata con un sistema di comunicazione integrato teso a massimizzare l’impatto e la copertura di un target 18–54 anni, con particolare focus per la parte più giovane (18-35) sui canali digital e social. Un target che, in chiave psicografica viene descritto come composto da persone che nella loro vita ricercano ironia, divertimento e simpatia e che hanno un atteggiamento sociale aperto ed evoluto, con una ricerca continua di uscita dagli schemi convenzionali. Il messaggio vuole esprimere, con forte ironia “british”, un contenuto di prodotto legato al momento dello snack e, attraverso una descrizione iperbolica e provocante, esprimere il valore della croccantezza irresistibile della patatina Amica Chips. Si vuole rappresentare, in modo palese e senza fraintendimenti di tipo religioso, una situazione “chiaramente teatrale e da fiction”, tratta da citazioni del mondo ecclesiastico già abbondantemente trattate nella cinematografia mondiale, nelle rappresentazioni teatrali e nella pubblicità. Lo spot 30” verrà programmato sulle reti Mediaset, Cairo e sulle CTV, oltre che sui canali digitali. Il commento «Le patatine sono una categoria mentale compensativa e divertente – spiega Marini a Dailyonline -.. Hanno bisogno di comunicazioni ironiche, giovani e impattanti. L’area semantica della serietà è noiosa, funziona per prodotti assicurativi o farmaceutici. L’area del divertimento e della giocosità si sposa benissimo invece con questo settore». Credits Direzione creativa: Lorenzo Marini Copywriter: Artemisa Sakaj  Planning strategico e direzione generale: Ezio Campellone Account service: Elma Golloshi Casa di produzione: Film Good Executive producer: Pierangelo Spina Regia: Dario Piana Direttore fotografia: Stefano Morcaldo Producer: Sara Aina Musica: “Ave Maria” di Schubert – esecuzione di Alessandro Magri  

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