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I consigli di Across per una strategia end-to-end di successo

Autore: Redazione

Sergio Brizzo


Come costruire un processo efficace per il mondo B2B e per quello B2C

a cura di Sergio Brizzo, Ceo di Across
 

Chiunque faccia un investimento in marketing si aspetta un ritorno in termini di profitto generato e oggi è possibile garantirlo grazie a un processo sinergico tra pubblicità e vendite. Progettare una strategia end-to-end significa adottare una soluzione unica e interconnessa di marketing e sales: si tratta di un ciclo virtuoso, grazie al quale il marketing fa aumentare le vendite e queste a loro volta influiscono sul potenziamento delle strategie di marketing. Una necessità ancora più evidente in un periodo emergenziale come quello che stiamo vivendo, in cui la sinergia tra online e offline si fa sempre più importante, e in cui – quindi – non basta offrire al cliente flussi costanti di lead, ma serve anche saperli gestire in concreto puntando all’obiettivo della vendita effettiva.

I punti chiave

Quali sono, quindi, gli elementi essenziali per una strategia end-to-end di successo?

1.         Far lavorare sinergicamente i team coinvolti - Prima di tutto, è necessario considerare i punti di forza insiti in una simile soluzione. Tra questi, disporre di un unico fornitore di servizi consente ai team di marketing e di sales, che si occuperanno dell’intero processo, di interagire in maniera efficiente, massimizzando i risultati. Basti pensare che se si dispone di una forza vendita efficiente, una strategia end-to-end consente di abbattere notevolmente il tempo di conversione degli utenti in clienti, poiché gli utenti che hanno risposto positivamente a una campagna pubblicitaria dichiarandosi interessati saranno contattati in breve tempo dai consulenti, che riescono così a concludere la vendita quando il terreno dell’interesse e dell’attenzione è ancora caldo.

 

2.         Muoversi con tempismo – A questo riguardo, saper gestire il tempo è una skill molto importante per chi si occupa di business e, soprattutto, è un parametro che incide molto sulla voce dei costi-benefici di un’azienda. La percentuale di chiusura contratti si modifica sensibilmente in base a quando vengono richiamati i lead: secondo l’osservatorio di Across, dopo dieci minuti le possibilità aumentano del 500%, dopo un’ora del +100%, mentre dopo un giorno del +10%.  Il dato può sembrare ovvio, ma funge da base per capire tutti i processi successivi: ossia come ottimizzare al meglio le attività nel corso di quegli importantissimi 10 minuti.

 

3.         Considerare le differenze tra il B2B e il B2C - Universalmente, la comunicazione B2B è considerata particolarmente “ostica” e il motivo sta nella difficoltà di raggiungere il target. Questo non deve spaventare perché i modi per pensare una strategia B2B efficace ci sono. Oltre ai network dedicati (basti pensare a Linkedin e alla sua affermazione nel corso degli anni), la comunicazione B2B ha sviluppato linguaggi e meccanismi propri. È importante sottolineare che la comunicazione B2B include anche quella B2C, in quanto si rivolge sempre ad un’azienda ma, al contempo, anche ai singoli individui che la compongono. Viceversa non si può dire la stessa cosa, motivo per cui la comunicazione B2C risulta meno vincolata e quindi per certi aspetti più facile da veicolare. In entrambi i casi è importante impostare una giusta strategia multicanale. L’impiego di più strumenti integrati porta risultati migliori rispetto ad una strategia che, invece, punta tutto su un unico canale. Chiaramente la loro scelta non è mai casuale ma è sempre tarata sul business del cliente. Non tutti i canali vanno bene, per esempio, per ottenere lead altamente qualificati oppure per intervenire su un pubblico particolarmente ristretto.

 

4.         Guardare oltre la vendita – È importante ricordare che una strategia end-to-end non si conclude con la vendita ma può anche andare oltre. Una volta che l’utente è diventato cliente si può aprire una fase di customer care e fidelizzazione per riattivarlo su successivi acquisti. Avere una visione completa e totale dell’intero processo che porta l’utente all’acquisto consente di costruire un customer journey finalizzato a garantire risultati tangibili ed efficace dal punto di vista comunicativo.


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incarichi e gare

Autore: Redazione - 24/04/2024


KFC Italia sceglie KIWI come nuovo partner per la gestione dei social

Si arricchisce di una collaborazione di grande valore il 2024 di KIWI che, a partire da questo mese, è ufficialmente il nuovo partner per la gestione dei canali social di Kentucky Fried Chicken Italia, l’iconica e leggendaria catena di fast food specializzata in pollo fritto. La unit di Uniting Group, scelta da KFC a seguito di una gara, assume l’ownership dei canali Meta (Facebook e Instagram, con l’obiettivo di aprire anche Threads), LinkedIn e TikTok del brand. “La vittoria parte innanzitutto da una ricerca approfondita sul tone of voice. Abbiamo identificato nell’autenticità, nella schiettezza e nella boldness, che da sempre appartengono al brand, degli ottimi punti di partenza per rivolgerci alla GenZ e ai Millennial che sono il pubblico per eccellenza di KFC. Si tratta di un brand unico e amatissimo in tutto il mondo, con un prodotto e degli asset di comunicazione inconfondibili e potenzialità social ancora parzialmente inespresse in Italia”, afferma Andrea Stanich, Direttore Creativo Esecutivo di KIWI, Part of Uniting Group.  La strategia L’attenzione di KIWI sarà molto concentrata sulla crescita e sul coinvolgimento sempre maggiore della community. Anche i lanci, le promo, le aperture, i servizi e le innovazioni tecnologiche saranno comunicate senza perdere di vista l’intrattenimento. Una gestione del community management informale e diretta contribuirà ad alimentare il dialogo quotidiano con gli utenti. “Una parte rilevante del piano social di KFC - prosegue Federica Pasqual, COO di KIWI e Freshhh, Part of Uniting Group - sarà costituita da contenuti video originali agili e veloci, che ci piace definire ‘snackable’. Oggi più che mai è fondamentale affiancare i nostri brand partner intercettando le opportunità di comunicazione e i trend in modo istantaneo; questo, nel day by day, viene facilitato dalla collaborazione con la unit Freshhh, nata inizialmente come spin-off di KIWI, realtà che può contare, dall’ultimo quarter del 2023, su uno spazio produttivo dedicato”.  Dieci anni di pollo fritto in Italia KFC, società del gruppo Yum! Brands, è leader mondiale nel settore dei ristoranti che servono pollo fritto. Nato oltre 70 anni fa e presente in Italia da 10 anni, il brand ha avuto nel nostro Paese una crescita che l’ha portato oggi a 87 ristoranti in 15 regioni, con l’obiettivo di arrivare a 100 locali entro la fine dell’anno. Il gusto unico del pollo fritto di KFC si deve al Colonnello Sanders, fondatore del brand e inventore dell’Original Recipe, la ricetta che contiene un inimitabile mix segreto di erbe e spezie e che ancora oggi viene preparata come una volta nei ristoranti di Kentucky Fried Chicken. “Cercare ogni giorno di costruire una relazione sincera e coinvolgente con il nostro target di riferimento rappresenta uno degli obiettivi principali per i prossimi anni, forse la chiamerei una missione. La GenZ è la nostra audience, vogliamo rivolgerci loro in maniera diretta e convincente - afferma Marzia Farè, Chief Marketing Officer di KFC in Italia -. La scelta dei temi, dei canali, del linguaggio e il tono di voce da adottare diventano pertanto ogni giorno più cruciali; vorremmo esser riconosciuti come contemporanei e autentici e credo che la collaborazione con KIWI possa davvero esser l’occasione giusta per far un passo ulteriore di crescita in questa direzione. Il team KIWI che ci affiancherà è pieno di energia e voglia di fare, abbiamo le premesse migliori per far bene e divertirci”.

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spot

Autore: V Parazzoli - 09/04/2024


Lorenzo Marini Group firma “Il divino quotidiano” di Amica Chips, con una versione più “rispettosa” in tv e una più trasgressiva sui social

È on air la nuova campagna tv Amica Chips, realizzata, dopo aver vinto la relativa gara, da Lorenzo Marini Group, che propone una comunicazione fuori dagli schemi tradizionali con un linguaggio ironico, forte e trasgressivo, destinato a colpire un target giovane non abituato a messaggi “televisivi tradizionali” ma a stilemi narrativi social. Non a caso, dello spot sono state approntate una versione più “provocante” appunto per i social e una più rispettosa di un target tradizionale per la tv, con planning sempre di Media Club. Il film Le protagoniste dello spot sono delle novizie, riprese in fila sotto al chiostro del monastero mentre si apprestano ad entrare in chiesa. In sottofondo si sente la musica dell’“Ave Maria” di Schubert, eseguita con l’organo che accompagna questo ingresso. Le novizie sono in fila verso l’altare e la prima sta per ricevere la comunione dal prete celebrante…In quel momento si sente il suono della croccantezza della patatina, un “crunch” amplificato in perfetto sincrono con il momento in cui la prima novizia ha ricevuto l’ostia. Le altre in fila, al sentire il “crunch”, sorridono divertite e guardano nella direzione da cui proviene il rumore “appetitoso e goloso” della patatina croccante. La Madre Superiora infatti è seduta in sagrestia e, rilassata in un momento di pausa, sta mangiando con gusto le Amica Chips prendendole da un sacchetto che tiene in mano. Pack shot con le patatine Amica Chips e in super appaiono logo e claim di campagna “Il divino quotidiano”. Obiettivi e target L’obiettivo principale della comunicazione è quello di riaffermare il ruolo da protagonista di Amica Chips in comunicazione, da sempre protagonista di campagne forti e distintive con un tono da leader, per aumentare la percezione del suo valore di marca e consolidare la sua brand awareness. La campagna, che vuole sottolineare l’irresistibilità del prodotto ed esaltare la sua croccantezza superiore, sarà sviluppata con un sistema di comunicazione integrato teso a massimizzare l’impatto e la copertura di un target 18–54 anni, con particolare focus per la parte più giovane (18-35) sui canali digital e social. Un target che, in chiave psicografica viene descritto come composto da persone che nella loro vita ricercano ironia, divertimento e simpatia e che hanno un atteggiamento sociale aperto ed evoluto, con una ricerca continua di uscita dagli schemi convenzionali. Il messaggio vuole esprimere, con forte ironia “british”, un contenuto di prodotto legato al momento dello snack e, attraverso una descrizione iperbolica e provocante, esprimere il valore della croccantezza irresistibile della patatina Amica Chips. Si vuole rappresentare, in modo palese e senza fraintendimenti di tipo religioso, una situazione “chiaramente teatrale e da fiction”, tratta da citazioni del mondo ecclesiastico già abbondantemente trattate nella cinematografia mondiale, nelle rappresentazioni teatrali e nella pubblicità. Lo spot 30” verrà programmato sulle reti Mediaset, Cairo e sulle CTV, oltre che sui canali digitali. Il commento «Le patatine sono una categoria mentale compensativa e divertente – spiega Marini a Dailyonline -.. Hanno bisogno di comunicazioni ironiche, giovani e impattanti. L’area semantica della serietà è noiosa, funziona per prodotti assicurativi o farmaceutici. L’area del divertimento e della giocosità si sposa benissimo invece con questo settore». Credits Direzione creativa: Lorenzo Marini Copywriter: Artemisa Sakaj  Planning strategico e direzione generale: Ezio Campellone Account service: Elma Golloshi Casa di produzione: Film Good Executive producer: Pierangelo Spina Regia: Dario Piana Direttore fotografia: Stefano Morcaldo Producer: Sara Aina Musica: “Ave Maria” di Schubert – esecuzione di Alessandro Magri  

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