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Uscite dalla vostra comfort zone, c’è ZooCom ad attendervi

Autore: D Sechi

Ludovico Milani


Tra le esigenze della GenZ, progetti dedicati, la creatività che si riaggiorna, i nuovi trend di mercato, il branded content, le parole di Ludovico Milani, Managing Director della creative media agency che ha chiuso l’anno in doppia cifra per la quarta stagione consecutiva

Un passo avanti, anche senza farlo vedere, senza ostentazioni eccessive, ma con l’esigenza di farsi sempre trovare pronti, aggiornati, moderni, freschi, veloci, reattivi. Una perfetta creative media agency che travalica periodi e generazioni, che dura. L’obiettivo di ZooCom, raggiunto per l’ennesima volta, secondo i numeri, per il quarto anno di seguito, con una crescita a doppia cifra, e i clienti che bussano, suonano, chiamano, mentre intorno il mercato cambia, in maniera repentina, a volte anche improvvisa. Il 2019 è appena tramontato, ma è giusto anche guardarsi indietro: cosa è successo, per comprendere meglio cosa potrà accadere. Ludovico Milani, Managing Director di ZooCoom è pronto a raccontare tutto.

GenZ: progetti, settori e brand content su quali vi siete focalizzati nell’ultimo anno?

Quello appena terminato, per noi, è stato un anno di conferme e di crescita. I nostri clienti “storici”, quelli con cui lavoriamo da ormai diversi anni, continuano a rinnovarci la fiducia affidandoci progetti sempre più sfidanti; allo stesso tempo abbiamo attivato numerose nuove collaborazioni che ci hanno portato a lavorare con più di 100 clienti con un investimento medio per progetto in continuo aumento. Riguardo i branded content, muovendoci all’interno di un contesto molto specifico come quello della GenZ, dobbiamo sempre lavorare tenendo conto di quanto sia importante e centrale il tema dell’omnicanalità e valorizzare l’experience come perno di ogni progetto. Tra le tantissime iniziative che abbiamo realizzato lo scorso anno, mi fa piacere ricordarne alcune: la campagna sviluppata insieme a Sprite e commenti memorabili “i love you hater”, su un tema davvero delicato e importante come quello del comportamento responsabile e dell’educazione alla fruizione dei social media; con Reebok invece abbiamo scoperto i “veri” influencer della GenZ, i nonni. Individuati come vere e proprie icone dalla maggioranza dei ragazzi più giovani. Sono stati infatti protagonisti, insieme ai loro nipoti, di una campagna digital realizzata con house of talent, la prima crew di influencer italiani. Con Nike e ScuolaZoo abbiamo parlato alle ragazze italiane raccontando di quanto lo sport sia fondamentale durante l’età adolescenziale per sviluppare e formare il proprio carattere e quanto il fare fatica sia un valore e non un deterrente rispetto alle proprie passioni e ambizioni. Abbiamo poi chiuso alla grande affiancando Fonzies durante tutta l’estate: il volto e la musica di Shade e del team di influencer da noi coordinato sul digital e l’animazione del Jova beach party su tutte le spiagge italiane in cui abbiamo intrattenuto e coinvolto oltre 200.000 persone. Un successo davvero strepitoso sotto ogni aspetto.

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Da poco, l’agenzia ha accolto dodici nuovi talenti: cosa cercava e cosa spera di trovare l’agenzia nella forza giovane? Quali sono i punti che devono essere sempre toccati in un singolo progetto?

ZooCom cerca sempre giovani ambiziosi carichi di entusiasmo e che abbiano un grande culto del "fare". Riceviamo centinaia di candidature in pochi giorni per ogni job posting e per questo cerchiamo di essere ogni giorno super esigenti tanto sulle hard skills quanto sulle soft, in piena aderenza al nostro culture manifesto. Se in OneDay, l’età media è intorno ai 30 anni, nel nostro team mixiamo consapevolmente esperienza e mestiere con la freschezza, le idee e gli insights di giovani professionisti che hanno da poco superato i 20 anni. Da questo match nasce la credibilità necessaria tanto a dialogare con i reparti marketing delle aziende quanto a costruire percorsi e contenuti utili ad ingaggiare un target tanto esigente quanto distratto.

Cosa invece vi attira di un cliente?

Indubbiamente una forte propensione a uscire dalla comfort zone e a sperimentare linguaggi, mondi e modus operandi. Cerchiamo clienti curiosi e che si fidino di noi, dei dati che portiamo a supporto di quanto proponiamo e della nostra expertise strategica, creativa e di execution.

Una sintesi su come si interfaccino ZooCom e OneDay

L’ecosistema OneDay conta di quasi 1.200 persone tra team, ambassador e community, che tutti i giorni dialogano digitalmente e fisicamente con milioni di i ragazzi dai 14 ai 26 anni.
Grazie a questa incredibile opportunità, ZooCom ambisce a posizionarsi come la realtà più’ credibile e competente sulla GenZ in Italia. La collaborazione con tutte le altre company di gruppo (ScuolaZoo, Weroad, Together) ci apre diversi scenari di intervento, oltre a favorire uno sharing di competenze sempre mirato e strutturato per capitalizzare ogni opportunità.

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Il 2020 è alle porte, ma se volessimo fare un discorso più a largo raggio, anche senza avere la famigerata sfera di cristallo, avete già un sentore di quello che chiederanno i clienti, dei nuovi focus di mercato?

Le novità più importanti arrivano sicuramente dalle piattaforme: TikTok in primis, che sarà il vero tormentone del 2020, e Twitch a seguire. Piattaforme che però racchiudono l’evoluzione di un linguaggio, tanto che per esempio Google è già pronta a scendere in campo con una pseudo copycat di TikTok dedicata al fai da te, Tangi. Sempre nell’ottica piattaforme e linguaggi, audio e podcast sono altri due terreni molto fertili su cui al momento ci stiamo divertendo a sperimentare per poi andare a coinvolgere i brand che saranno più ricettivi. Pensando ai più giovani, i nostri dati ci dicono che spendono mediamente più di 30 minuti al giorno in commuting: basta mettere insieme questo dato con quanto sopra per comprendere le potenzialità del fenomeno e quanto ha senso per noi investire tempo e risorse per strutturare progetti che afferiscano a questi mondi.

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Il branded content è sulla bocca di tutti, sembra un trend, una moda, tutti paiono esperti… Come si costruisce dal vostro punto di vista un’azione di branded content adeguata (punti da rispettare, esaltare, eliminare…)?

La nostra “formula magica” ci dice che si parte sempre dall'obiettivo.
in quale framework si inserisce il branded content che vogliamo sviluppare? Quali obiettivi specifici ha all’interno del piano? Sembra una banalità ma vediamo ogni giorno pseudo branded content sviluppati solo per una “simpatia” nei confronti di un talent o creator prima ancora di avere senso a livello di piano di comunicazione (niente che non succedesse anche 10 anni fa con delle semplici sponsorizzazioni…). L’altro aspetto è quello del contenuto. Noi siamo fortunati perché viviamo in un ecosistema che fa del contenuto uno dei suoi pillar (pensiamo ad esempio anche alla comunicazione di WeRoad), ma troppo spesso ci si dimentica che se parliamo di branded content dobbiamo ricercare un equilibrio, e tanto quanto non dobbiamo eccedere con il brand, non possiamo dimenticare una rilevanza (sia essa di intrattenimento, informazione o altro) nel nostro contenuto.

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Avete recentemente parlato di rinnovamento del focus GenZ: in che modo?

Negli ultimi 2 anni ZooCom ha riscosso molto interesse da parte di aziende non proprio a target più per il modo in cui sa comunicare piuttosto che per l’audience su cui è specializzata. Questo ci ha fatto sicuramente piacere da una parte, ma rischiava di minare il focus e il posizionamento di ZooCom stessa. Con una mossa sicuramente coraggiosa, in un contesto così competitivo, abbiamo deciso di startuppare una nuova agenzia, Together, per permettere a ZooCom di concentrarsi ancora di più sulla sua mission, quella di creare brand experiences 100% a prova di GenZ.

Numeri, numeri, numeri: come cavete chiuso l’anno, quali obiettivi avete per il nuvo, come pensate che stia performando il mercato in generale? Siamo in un momento positivo, o magari si sente un freno dovuto a incertezze politico economiche?

L'anno appena concluso si è chiuso molto bene, per il quarto anno consecutivo siamo cresciuti in doppia cifra sia lato fatturato che lato margini. Se il primo indicatore fa sicuramente piacere, è il secondo che ci conferma quanto il modello funzioni tanto a livello finanziario quanto a livello di team, in un contesto dove questo non è per nulla scontato. Crediamo che il mercato sia di chi si sa evolvere velocemente e imporre la propria professionalità, e noi ci vogliamo essere. Il contesto ci influenza fino a un certo punto perché’ le opportunità ci sono, ma è con il talento, le idee, l’organizzazione e la volontà che si raccolgono e soprattutto capitalizzano, costruendo le basi per una crescita non effimera ma organica e strutturata.


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Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 11/09/2020


Spotify lancia "Musica e Podcast" con adattamento di We Are Social e planning di UM

Nell’era moderna, l'ascolto è più importante che mai, perché rappresenta il modo in cui ci connettiamo l'uno con l'altro, formiamo la nostra opinione e scopriamo di più su noi stessi. Spotify lo sa e lancia la prima campagna global dell’anno, "Musica e Podcast", che presenta nel contempo la nuova piattaforma di comunicazione del brand, "Listening is Everything", che mette in contatto gli ascoltatori tra loro attraverso la potenza della musica e dei podcast. La campagna, nella sua declinazione italiana, comprende una serie di contenuti digitali con molti artisti e podcaster, tra cui Marco Mengoni, Ghemon, Achille Lauro, Myss Keta e Marco Montemagno. I video mostrano la varietà di proposte musicali e di podcast che spingono 300 milioni di utenti in tutto il mondo a scegliere Spotify come piattaforma audio di riferimento. L’attività è stata lanciata in Italia e in altri 22 mercati e si sviluppa tra social e digitale. Lo spot tv Inoltre, la comunicazione include un video d’animazione trasmesso in Italia e altri 15 Paesi. Lo spot on air in esclusiva sulle reti Mediaset ci racconta come gli ascoltatori di tutto il mondo si approccino alla musica e ai podcast a seconda dello stato d'animo, del momento o dell’attività che stanno svolgendo, a dimostrazione del ruolo fondamentale che la musica e i podcast hanno nella nostra quotidianità. Adattamento di We Are Social e planning a cura di UM.

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Autore: S Antonini - 17/09/2020


Gruppo GEDI: al via il nuovo posizionamento di Radio Capital firmato Linus, in estate cresce l’adv del mezzo

Si apre un nuovo corso per Radio Capital, che coincide con l’ingresso della nuova proprietà EXOR in GEDI e la nomina di Linus a direttore dell’emittente al posto di Massimo Giannini, passato alla guida del quotidiano di gruppo La Stampa. L’approccio di Pasquale Di Molfetta si distingue subito per la rinnovata importanza delle conduzioni e l’introduzione di alcuni nuovi personaggi di peso nel palinsesto, come Daria Bignardi, Selvaggia Lucarelli, Benedetta Parodi e Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif. «Senza nulla togliere alle gestioni che mi hanno preceduto, bisogna dire che in questi 23 anni di vita Radio Capital ha pagato in termini di ascolti il fatto che le sue due anime, quella giornalistica e quella musicale, non si sono mai veramente parlate. Perciò a fronte di un grande successo di critica non ne ha riscontrato altrettanto presso il pubblico». Linus ha presentato ieri a Milano, in uno dei primi eventi in presenza organizzati dopo la fase critica della pandemia da Covid-19, il rilancio dell’emittente all’insegna di un nuovo logo, di un nuovo palinsesto, e del nuovo posizionamento “That’s life”. Tra gli obiettivi di Linus, l’incremento del pubblico femminile che in Radio Capital è particolarmente ridotto rispetto alla media della radiofonia italiana. Gli andamenti pubblicitari Come altre concessionarie, anche la Manzoni ha registrato nel settore radiofonico una importante ripartenza degli investimenti pubblicitari nei mesi di luglio e agosto, durante i quali ha avuto una crescita rispetto agli stessi mesi del 2019. Con settembre si assiste a una volatilità delle pianificazioni ancora più accentuata de “pre-Covid”. Per il presidente Raimondo Zanaboni gli ultimi mesi del 2020 potrebbero andare anche meglio di quanto ci si aspetti, ma bisogna fare i conti con budget erogati con grande parsimonia, prenotazioni sempre più a ridosso della partenza delle campagne, e più in generale con un grande cambiamento nel modo di comunicare. «Come concessionaria siamo leader di mercato con 30 milioni di ascoltatori. Il nuovo posizionamento di Radio Capital rappresenta un rafforzamento e un completamento della nostra offerta» che include le altre emittenti del Gruppo Radio Deejay e M2O, Radio Italia, CNR e Radio Margherita. Spazio alle conduzioni «La radio è sopravvissuta alla tv e al web. Ora c’è la musica in streaming, che minaccia le emittenti basate sull’offerta musicale. L’unica cosa, però, che un computer non può replicare è la personalità di un conduttore radiofonico». Sono confermate le voci storiche dell’emittente come Andrea Lucatello e Riccardo Quadrano, Mary Cacciola, Mixo, Luca De Gennaro, Massimo Oldani, Benny, Sergio Mancinelli, Mixo, a cui si aggiungono le novità già citate, nonché il giornalista sportivo Stefano Meloccaro e Chicco Giuliani da Radio Deejay. Edoardo Buffoni, la storica spalla di Vittorio Zucconi scomparso l’anno scorso, diventa direttore giornalistico e assume la guida di una redazione rinnovata e ringiovanita, non senza qualche perplessità da parte delle rappresentanze sindacali rispetto a un ridimensionamento che comunque ha visto il ricollocamento dei giornalisti in altre aree del Gruppo. Dalle 6 alle 20 i Gr quotidiani sono 14, sei le ore di diretta dedicata all’informazione e aumenta a tre ore il TgZero condotto proprio da Buffoni. Al lavoro della redazione, tutta sotto i 40 anni, contribuiscono i giornalisti del Gruppo GEDI. La campagna di lancio A sostegno della svolta di Radio Capital partirà il 21 settembre 2020 una campagna firmata da Studio Marani di cui sono protagonisti Selvaggia Lucarelli, Daria Bignardi, Pif e Benedetta Parodi, fotografati da Giovanni Gastel. La pianificazione partirà il 21 settembre e si svilupperà in affissione dinamica, su stampa, sul web con un nuovo sito e sui social network della radio, Facebook, Instagram e Twitter. Contemporaneamente, è stato effettuato un restyling di sigle e jingle.

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Autore: S Antonini - 16/09/2020


Tra conferme e novità al via l’offerta autunnale delle reti radiofoniche Rai generaliste e tematiche

Sono stati presentati il 15 settembre 2020 in via Asiago a Roma i nuovi palinsesti autunnali di RaiRadio. Si conferma l’impostazione editoriale dell’offerta del servizio pubblico, a cominciare da quella di Radio1 che punta su informazione, sport e musica. Tra le novità della rete diretta da Simona Sala c’è “Forrest”, con Luca Bottura, a cui si aggiungono il sabato mattina tutto in diretta e il ritorno di “Jack Folla”, alias di Diego Cugia, a 10 anni dalla sua ultima apparizione, dal lunedì al venerdì alle 20:30. Radio2, il canale rivolto al pubblico giovane, conferma il lancio per il 28 settembre della “visual radio”, su Rai Play. «Non facciamo tv ma una radio che si vede» commenta il direttore Paola Marchesini. Confermati tutti i pilastri della programmazione come “Il Ruggito del coniglio” che compie 25 anni, “Decanter”, “Caterpillar”. Anche qui, tra le novità, l’arrivo di Francesca Fialdini con “Milledonne e un uomo”, “Tre per due” dei Gemelli di Guidonia, e “Campioni del Mondo”, attualità sportiva con Marco Lollobrigida, Ciccio Graziani e Domenico Marocchino. Inoltre, la rete inaugura un nuovo sound design firmato da Calcutta. Per Radio3, diretta da Marino Sinibaldi, si conferma la vocazione culturale. Scarica i palinsesti autunnali RaiRadio 2020 I canali specializzati I canali verticali sono ormai una realtà e continuano ad arricchire la loro offerta con programmi nuovi e conferme. Isoradio, pur rimanendo fedele alla sua missione di canale di infomobilità, si arricchisce di programmi e voci. In particolare, ricordiamo Maurizio Costanzo che continua con “Strada facendo”, il talk sui “sentimenti in viaggio”, e Roberto Poletti che conduce “Si riparte”, il primo programma espressamente dedicato all’Italia che si rimette in moto, in tempi di corona virus. RaiRadio Kids apre la stagione autunnale con la nuova edizione di “Diario Kids”, il programma quotidiano con Armando e i pupazzi avviato durante il lockdown, che torna ogni mattina con curiosità, avvenimenti, canzoni e i tantissimi messaggi dei bambini. In arrivo poi a dicembre una novità assoluta: “Mrs Spelling e i Fumbles”: per la prima volta, un programma in inglese per bambini ideato e condotto da Teresa Pascarelli, la nota “Mrs Spelling” di Rai Yoyo. RaiRadio Live propone “Week end live”, un doppio appuntamento settimanale in cui verranno presentati gli eventi del fine settimana e gli appuntamenti in giro per l’Italia. New entry per “Stazioni d’Italia”, un tour in radio alla riscoperta di quell’immenso patrimonio che sono state le stazioni ferroviarie, soprattutto nei piccoli centri. Al via su RaiRadio Techete’ la messa in onda della serie completa di “Alto gradimento”, lo storico programma di Arbore e Boncompagni che compie quest'anno cinquant'anni. In “Indietro di 50 anni” si trasmetterà invece un palinsesto intero degli anni 70 completo di pubblicità, trasmissioni di servizio e tutti i programmi per ricreare l’esperienza completa dell’ascolto radiofonico del passato. Anche RaiRadio TuttaItaliana apre la stagione con due novità. In “Astroprofili”, l’astrologo Jupiter traccerà il profilo astrale di un cantante a cui sarà dedicata la puntata. “Lui, Lei, e… Loro”, condotto da Gianfranco Monti, sarà invece un viaggio dentro la storia della musica italiana, giocando su uomo, donna e gruppi musicali. Premiato Arbore per i 50 anni di “Alto gradimento” Renzo Arbore è intervenuto alla presentazione dei palinsesti, per ritirare un premio che celebra un anniversario importante. Cinquanta anni fa, infatti, partiva “Alto gradimento” su quello che si chiamava “secondo programma” della radio Rai. Al microfono; Gianni Boncompagni, Renzo Arbore, Giorgio Bracardi, Mario Marenco. RaiRadio sta digitalizzando la serie completa del programma, rinvenuta grazie alle registrazioni fatte da un ascoltatore di Lucca, donate a Renzo Arbore che le ha messe a disposizione di Rai. Una testimonianza di quanto il programma fosse un cult già mentre andava in onda e di quanto gli ascoltatori fossero fidelizzati e appassionati. Rai Radio Techete’, la radio specializzata dedicata al ricordo della radio del passato, manderà in onda il programma per intero, per riascoltarlo oggi, così come era stato realizzato negli anni Settanta. Per celebrare il compleanno di “Alto gradimento” e il rinvenimento delle registrazioni, il direttore di RaiRadio Roberto Sergio ha consegnato ad Arbore un oggetto d’arte realizzato ad hoc. «Renzo ha fatto nascere la radio in Italia – ha commentato Sergio –, inventando un genere che ancora oggi dà i suoi frutti.  E’ un privilegio premiare oggi Arbore per quanto ha fatto per la radio e per la Rai. A lui rinnovo il mio invito: se e quando vorrà fare qualcosa in radio, i nostri microfoni saranno sempre aperti. Non a caso all’interno dell’oggetto che abbiamo realizzato, abbiamo inserito un microfono rigorosamente impostato su On».

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Autore: S Antonini - 16/09/2020


RaiRadio avvia una misurazione degli ascolti con il meter, raccolta nei primi 7 mesi 2020 in calo del 23%

RaiRadio si misura da sola con il meter. Lo ha annunciato ieri il direttore Roberto Sergio durante la presentazione dei palinsesti autunnali, facendo un passo avanti rispetto alle discussioni intraprese con Tavolo Editori Radio - TER relativamente alla ricerca sugli ascolti radiofonici. Come noto, la Rai da tempo afferma che il metodo CATI non è il più adatto a restituire realisticamente il valore dei suoi brand in termini di audience. RaiRadio non interrompe comunque la partecipazione alla ricerca condivisa con gli altri editori radiofonici italiani, anzi. «Dal 15 ottobre daremo il via a una rilevazione degli ascolti passiva, attraverso il digitale. Sono dati che ci serviranno solo dal punto di vista editoriale, non li utilizzeremo per notizie esterne. Da mesi proponiamo un adeguamento dell’indagine TER attraverso l’integrazione della CATI con il meter. Finora, le nostre richieste sono rimaste inascoltate. Ovviamente saremo ben felici di fermare la ricerca autonoma se TER dovesse approvare la modalità passiva e far proprio il monitoraggio tramite meter in modalità analoghe a quelle da noi progettate. Altrimenti, andremo avanti come da programma con la nostra ricerca parallela». Da ottobre partirà la fase di test e con l’inizio del 2021 la rilevazione via meter andrà a regime: «Avremo dati qualitativi e non solo per capire come ottimizzare la programmazione. I dati TER misurano la brand awareness dei canali, ma non forniscono indicazioni puntuali sull’ascolto. Con la misurazione passiva avremo dati dettagliati che useremo in maniera riservata per rispetto del nostro ruolo di servizio pubblico e di socio TER. Ma soprattutto li avremo in tempo reale, quando sono più utili: per esempio, il prossimo febbraio avremo i dati su Sanremo 2020, troppo tardi per effettuare eventuali aggiustamenti editoriali. In un’epoca digitale vogliamo dati digitali». Radio mezzo centrale per Rai Il presidente della Rai Marcello Foa e l’amministratore delegato Fabrizio Salini hanno entrambi ribadito la centralità dell’offerta radiofonica per il servizio pubblico che continua a credere nel mezzo. L’amministratore delegato di Rai Pubblicità Gian Paolo Tagliavia ha sottolineato che nei primi sette mesi del 2020 RaiRadio ha guadagnato l’1,2% di quota di mercato, passando dall’8% del gennaio-luglio 2019 al 9,2% dello stesso periodo quest’anno, e registrando performance migliori in termini di raccolta rispetto a un mercato provato dalla crisi da Covid-19. Nello specifico, da gennaio a luglio i ricavi calano del 23,2% contro il -34,2% delle radio commerciali e la media di mercato a -33,3%. I dati a cui si fa riferimento sono quelli FCP-Assoradio. Inoltre, Tagliavia ha ribadito che la radio si presta per operazioni speciali e che grazie alla visual radio si creano ulteriori opportunità di brand integration nel gruppo. «I nostri canali radio sono fatti di programmi scritti con grande cura, che sono diventati punti di riferimento per il pubblico, che vengono ricercati e ascoltati anche on demand – ha detto -. In un mercato dell’attenzione in cui le radio concorrono sempre di più con la musica in streaming, questo è un asset fondamentale. E i risultati dimostrano che i brand privilegiano i contesti in cui si sentono a proprio agio nell’articolare i propri valori». La digitalizzazione Un altro punto importante delle strategie radiofoniche Rai è il processo di digitalizzazione dell’intera filiera produttiva, iniziato tre anni fa per rendere l’offerta del servizio pubblico leader sul fronte tecnologico. «Un nuovo punto di partenza – afferma Sergio -. Abbiamo dovuto azzerare tutto e ripartire dall’inizio, ma l’unica scelta che ci ha consentito di guardare a un futuro multimediale, fatto di produzioni audio-video e che esce dal solo mezzo radio. Oggi la nostra sede è a tutti gli effetti uno dei poli produttivi multimediali all’avanguardia della Rai. Un nuovo asset strategico per la radio e per la Rai in genere». In questa strategia si inquadra il lancio sulla piattaforma Rai Play della “visual radio” di Radio2, fissato per il 28 settembre 2020. Stesso sviluppo avranno anche gli altri canali, anche se con diverse modalità. Spiega Sergio che «non avrebbe senso avere dirette visual 24 ore su 24 per un canale come Radio1 o Radio3. Stiamo pensando a finestre che si accenderanno in determinate occasioni, come ad esempio per interviste con ospiti particolari, o per programmi condotti da talent». La dead line è l’anno prossimo. Altre sfide per RaiRadio saranno il presidio dei fronti smart speaker e podcast. Il rafforzamento sui social RaiRadio rafforza anche il presidio dei social media con il lancio dei propri profili Instagram e Facebook, che si affiancano a quelli dei canali e saranno dedicati a temi legati al mondo della radio in genere e alle attività Rai come conferenze stampa, lanci, nuovi progetti. «No al burocratese, no alla conversazione paludata. Tra argomenti lievi e seri, l’obiettivo è di interessare il pubblico attraverso il racconto del dietro le quinte della radio, con contributi inediti e ironia» spiega Sergio. Target di questa operazione è l’ascoltatore tra i 20 e i 40 anni in primo luogo, allo scopo di allargare la platea dei giovani, «uno dei nostri obiettivi prioritari, due anni fa abbiamo lanciato Radio Kids nell’ottica di sviluppare gli ascolti del futuro». Inoltre, RaiRadio vuole aprire un luogo di confronto con gli addetti ai lavori sugli aspetti strategici del mondo radio e sulle evoluzioni tecnologiche, «temi presidiati dai siti web ma non dagli editori».

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