ABBONATI

Mediaset: dalla fusione con la Spagna nasce la nuova holding MFE, obiettivo creare un broadcaster pan europeo

Autore: S Antonini

Pier Silvio Berlusconi


La società di diritto olandese avrà residenza fiscale in Italia, nessuna delocalizzazione prevista per operatività e forza lavoro; raccolta adv nel primo quadrimestre a +0,6% per il Biscione senza pay e calcio

Mediaset dà il via definitivo al progetto di broadcaster pan europeo con la fusione di Mediaset SpA e Mediaset España in una unica holding con sede legale in Olanda denominata MFE – Media for Europe. Alla nuova entità faranno capo il 100% di entrambe le società italiana e spagnola, nonché la partecipazione del 9,6% di Prosiebensat.1 acquisita nei giorni scorsi. «E’ un’operazione imprenditoriale coraggiosa che guarda al futuro e a una crescita dell’azienda in un contesto internazionale» ha detto il vice presidente e amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi. Non ci sarà alcuna delocalizzazione, ha assicurato Berlusconi: sedi fiscali, occupazione e operatività rimarranno dove sono, in Italia e in Spagna. La holding avrà residenza fiscale in Italia. La sede in Olanda è giustificata da «un motivo puramente tecnico, le leggi olandesi garantiscono stabilità di azionariato e gestione alle società che affrontano cambiamenti importanti». La volontà di mantenere ben salda la presenza del gruppo in territorio italiano, ha detto ancora Berlusconi, è dimostrata dal fatto che la sede di Fininvest, l’azionista di riferimento di Mediaset, rimane nel Paese. Mediaset ribadisce la posizione di “first mover” a capo di una iniziativa che vuole far salire a bordo anche altri broadcaster e sebbene non ci siano trattative in corso – afferma Berlusconi – Mediaset può già contare su rapporti consolidati con i tedeschi di Prosiebensat.1, l’inglese Channel 4, la francese TF1 attraverso la piattaforma di video advertising EBX e la concessionaria Publieurope.

La pubblicità nel primo quadrimestre

Nei primi quattro mesi del 2019 il mercato pubblicitario ha segnato il passo e secondo l’amministratore delegato di Publitalia Stefano Sala «se il primo trimestre si è chiuso con un calo complessivo del 3,5%, noi stimiamo che nel quadrimestre si attesti intorno al -4%»; per la tv potrebbe esserci un ulteriore calo di un punto rispetto al -2,7% del periodo gennaio-marzo. Per quanto riguarda Mediaset, invece, il primo quadrimestre dovrebbe registrare un incremento dello 0,6% a perimetro costante, vale a dire al netto della Champions e della pay tv Premium che quest’anno non ci sono più, e in crescita anche rispetto al primo trimestre in cui il gruppo di Cologno ha perso lo 0,6% sempre a perimetro costante. Nel solo mese di aprile, a causa di un mercato appesantito dalle varie festività, dai ponti e dalle elezioni europee imminenti, si attendono performance piuttosto negative per il mercato televisivo, e per Mediaset «un calo “single medium digit”». Sala sottolinea anche come nel primo trimestre di quest’anno la quota di Mediaset sul totale mercato si mantenga «inchiodata» sul 39,9% dello stesso periodo del 2018, nonostante la mancanza delle pay. Inoltre, se sulla tv Mediaset l’anno scorso aveva una quota del 55,6%, di cui il 53,6% era in capo alla free e il 2% alla pay, quest’anno la quota complessiva è del 54,2%.

La casa della tv europea

Come affermato da Berlusconi in occasione dell’annuncio venerdì scorso, «MFE sarà la casa della televisione europea. È da un anno circa che ne parliamo: oggi siamo pronti a partire perché abbiamo trovato un nuovo modello operativo che ci convince, una base industriale che crea valore e sviluppo». Soprattutto, crea efficienze: «Abbiamo individuato 107 milioni di euro all’anno tra sinergie e risparmi (corrispondenti a un net value di circa 800 milioni di euro, ndr), che raggiungeremo entro il 2023 senza toccare il prodotto televisivo. Crediamo che anche in quell’ambito si possano generare efficienze, ma lo vedremo più avanti: per ora stiamo parlando di tecnologia e sistemi. Unendo le forze potremo aumentare gli sforzi produttivi sia in Italia, sia in Spagna, avere una presenza più rilevante sulle nuove piattaforme e investire in tecnologie al servizio della pubblicità del futuro tra addressable e programmatic, con la creazione di una sola banca dati più adeguata a competere in una visione allargata e non locale». Oggi Mediaset presidia il mercato over the top con i marchi Mediaset Play e la spagnola Mitele, che dovrebbero quindi confluire in un’unica offerta per competere con gli altri player del settore, a cominciare da Netflix: «Ma noi non consideriamo questi operatori concorrenti diretti – ha detto Berlusconi – perché non vivono di pubblicità, ma alla lunga andranno a sottrarre tempo di visione alla tv generalista. Pensiamo che in un mondo sempre più digitale, anche chi fa tv gratuita debba avere una presenza on demand rilevante. La tv generalista è un prodotto caldo, cotto e mangiato in diretta, amplificato anche grazie ai social. Difficilmente morirà… nonostante la rivoluzione del web».

L’operazione MFE

«Sta nel dna di Mediaset pensare ai propri azionisti, e questa operazione porterà loro dei vantaggi tangibili da subito». Alla fine del percorso di fusione, la nuova holding effettuerà un buyback di azioni proprie per 280 milioni di euro ed entro il 2019 distribuirà un dividendo di 100 milioni di euro. A seguito dell’operazione, la distribuzione dei dividendi prevista per prossimo il 25 luglio è superata. Tecnicamente, le due società confluiscono nella società di diritto olandese Mediaset Investment N.V. (DutchCo) che poi prenderà la denominazione MFE. Il 4 settembre 2019 è prevista l’assemblea straordinaria di Mediaset e generale di Mediaset España per l’approvazione della fusione per incorporazione, che dovrebbe essere perfezionata nel corso del quarto trimestre 2019. Successivamente, i due titoli rispettivamente quotati alla Borsa di Milano e sui mercati azionari spagnoli saranno sostituiti da un unico titolo MFE. A seguito della fusione, ogni azionista Mediaset riceverà un azione di MFE per azione detenuta; il concambio per gli azionisti spagnoli è fissato a 2,33 azioni ordinarie MFE. Dopo il perfezionamento della fusione, rispettate tutte le condizioni compreso che nessun azionista abbia esercitato il diritto di recesso, l’azionariato di MFE sarà composto da Fininvest con una quota del 35,43% - attualmente è al 44,17% di Mediaset SpA e controlla attraverso quest’ultima il 50,21% di Mediaset España -, Simon Fiduciaria avrebbe il 15,39% e Vivendi il 7,71%. Quanto al gruppo televisivo francese di Vincent Bolloré «non abbiamo avuto nessun colloquio in proposito all’operazione – ha detto Berlusconi -. Vivendi è un azionista e dovrebbe guardare a questa iniziativa con favore». Il consiglio di amministrazione di MFE sarà composto da Pier Silvio Berlusconi, Marco Giordani, Gina Nieri, Niccolò Querci, Stefano Sala e Paolo Vasile in qualità di amministratori esecutivi; Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri e Danilo Pellegrino saranno amministratori non esecutivi e Marina Brogi, Consuelo Crespo Bofil, Francesca Mariotti, Borja Prado Eulate e Carlo Secchi saranno amministratori non esecutivi indipendenti.


img
Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

LEGGI
img
spot

Autore: D Sechi - 12/11/2019


Sainsbury’s festeggia i 150 anni sulle orme di Dickens

Londra, 1869, il mercato di Natale e una banda di spazzacamini provenienti dall'orfanotrofio si mangia con gli occhi le bancarelle piene di lecornie. Ma ecco apparire il solito cattivone di turno, il furfante che ruba. Peccato che poi venga incolpato il piccolo Nicholas il quale, umiliato di fronte a tutti, viene imprigionato e mandato via dalla città. La scena però è stata bene osservata da una commerciante, la quale, armatasi di carrozza, va a recuperrare il piccolo, disperso nella foresta imbiancata da una bufera di neve, lo salva, gli regala i frutti e lui, di nascosto, entra nella notte di Natale nell'orfanotrofio e riempie le calze dei suoi amici, mentre il furfante di cui sopra viene punito con una palla di carbone. I bambini corrono festanti e Nicholas si ritrova di nuovo da solo nella foresta, si sistema il berretto, che però diventa rosso, l'inquadratura si amplia ed ecco spuntare le renne. Il piccolo Nicholas, in realtà, è Babbo Natale! Sainsbury’s festeggia così i suoi primi 150 anni, con un lungo spot dai connotati cinematografici, ispirato alla Londra vittoriana cara a Charles Dickens.

LEGGI

Correlati

img
aziende

Autore: S Antonini - 21/11/2019


Groupe SEB: oltre un milione di euro per il lancio di IXEO Power Rowenta, on air fino alla fine di novembre

Proseguirà fino alla fine di novembre la campagna televisiva per il lancio di IXEO Power di Rowenta, il nuovo prodotto da stiro “tutto in uno” pensato per le esigenze di un’utenza contemporanea. «Si tratta di un prodotto unico per qualità, tasso di innovazione e versatilità – spiega il direttore marketing di Groupe SEB Alessandro Labita – con il quale inauguriamo un nuovo posizionamento che tiene conto del cambiamento intercorso nel modo di stirare». Il consumatore ha sempre meno tempo e meno spazio, i materiali di cui sono fatti gli abiti sono diversi da un tempo. «Rowenta, marchio leader nel settore con 40 punti di market share, affronta questi nuovi trend con un ferro da stiro che non solo è più leggero e ha caldaia e asse integrata, ma è trasportabile ed è sempre pronto all’uso». Per il lancio del nuovo prodotto Publicis ha firmato una campagna declinata sia in tv su reti Mediaset e Sky, sia su digital e social con la parte più esplicativa: «Per questo lancio abbiamo investito oltre un milione di euro – continua Labita – perché ha bisogno di essere spiegato. Abbiamo integrato con iniziative in collaborazione con Marie Claire ed Esquire e momenti di incontro con i nostri ambassador nei punti vendita». Alessandro Labita   Per il digital sono state fatte pianificazioni display e retargeting, ed è stato aperto il canale Instagram destinato al target più giovane. Il media è stato curato da Mindshare per quanto riguarda la parte televisiva, e da Artefact per il digitale. Vizeum, la nuova centrale media del Gruppo, entrerà dal 1° gennaio 2020. Nel 2019 Groupe SEB ha rafforzato i livelli di investimento a sostegno dei propri prodotti anche con iniziative a contatto con il pubblico. Recentemente si è conclusa la campagna per Moulinex Cookeo realizzata insieme a Mediaset, e proseguono le iniziative per Moulinex Companion XL che coinvolgono l’ambassador Bruno Barbieri.

LEGGI
img
aziende

Autore: V Parazzoli - 21/11/2019


Epipoli: torna on air da domenica con il nuovo spot natalizio di PicNic, affida il planning a MediaXchange e mira a espandere le gift card

Epipoli, Gruppo fintech leader di mercato nelle carte prepagate, nei sistemi di engagement e di couponing, torna on air dopo il primo flight di maggio per lanciare la campagna natalizia dedicata a Epipoli Prepagata Mastercard con uno spot da 15‘’ del tutto nuovo ideato appositamente per le festività sulle reti La7, Mediaset, Rai, Sky e Discovery dal 24 novembre al 24 dicembre. L’agenzia è sempre PicNic con produzione di The Big Mama, regia di Marcello Lucini, mentre per il planning - che è questa volta molto più articolato e dotato di un budget di 1 milione di euro per tre settimane di flight più una di pausa - la società di cui è fondatore e Presidente Gaetano Giannetto si è affidata a MediaXchange. “Stai al passo coi tempi” «Obiettivo strategico della comunicazione – spiega a DailyMedia Pina Panunzio, Marketing and Communication Director di Epipoli - è far conoscere al consumatore che si appresta a fare i regali di Natale tutte le potenzialità dell’uso della carta: sicura, utilizzabile per gli acquisti off e online nei 32 milioni di esercizi commerciali del circuito Mastercard e ideale anche per chi non ha un conto corrente: può essere infatti utilizzata persino dagli under-18. A supporto della comunicazione televisiva, ci saranno anche affissioni sui principali tram di Milano e attività sui punti vendita». Claim dello spot è “Quando si parla di regali: stai al passo coi tempi!”. Protagonista della campagna sono il papà che offre ai figli e alla moglie una bisaccia di sesterzi come regalo di Natale e una mamma 2.0 che interviene con una più contemporanea Epipoli Prepagata Mastercard. Epipoli è stato il primo Gruppo a introdurre le gift card in Italia, e a lanciare una prepagata Mastercard in Europa Continentale. «La campagna natalizia - aggiunge Giannetto - sottolinea con un pizzico d’ironia l’importanza di tenersi al passo con i tempi, specialmente in un settore in costante evoluzione come quello dei pagamenti digitali. Sicura anche per i più giovani e facile da utilizzare, Epipoli Prepagata Mastercard è lo strumento perfetto per lo shopping natalizio, oltre a essere l’equivalente digitale della più tradizionale paghetta». La crescita Oggi Epipoli è un prepaid payment network con 250 partner in oltre 50.000 punti vendita, e raggiunge con i propri servizi circa 4 milioni di consumatori. Dal 2017, con l’acquisizione di Groupalia, è il primo operatore italiano di couponing con 7.000 merchant connessi e 2 milioni di utenti. Il Gruppo, specializzato nell’innovazione e nel digital engagement, opera con 105 addetti e una proiezione di 120 milioni di ricavi tra Italia, Spagna e Grecia, dove è già attiva. Il fatturato 2019, già in crescita, potrebbe arrivare a quota 200 milioni l’anno prossimo grazie anche a un’altra nuova acquisizione. Sono in programma inoltre le aperture in Francia, Olanda e Paesi Scandinavi, mentre ci sono già consolidate relazioni con Stati Uniti e Cina, in ciascuno dei quali due Paesi il mercato delle gift card (sulle quali Epipoli opera dal 2006) vale 650 miliardi di dollari, con la specifica che nel citato Paese asiatico il 90% delle transazioni è fruito da cellulare. In Italia la situazione è più complessa perché vige il registro dei mediatori che rallenta la diffusione della moneta digitale a tutto vantaggio delle challenger banks, che mettono a disposizione i propri servizi unicamente attraverso app e smartphone e che, grazie alla loro vocazione decisamente tech (e ai costi contenuti), attirano soprattutto i millennials e si appoggiano ad altre imprese fintech e insurtech per offrire ai propri clienti servizi (come, ad esempio, piattaforme di investimento e di trasferimento di denaro) molto più agili e personalizzabili di quelli delle banche tradizionali. Branded currency  A fine maggio, con l’acquisizione di una minoranza qualificata, il fondo internazionale Bregal Milestone ha scelto di affiancare come partner finanziario strategico Epipoli nel suo sviluppo tecnologico e di mercato, nazionale – anche per la forte presenza di pmi nel tessuto imprenditoriale - e soprattutto internazionale. Il fondo, che gestisce asset per 400 milioni di euro, fa parte del Gruppo di private equity globale Bregal Investiments. «Epipoli, pioniere in Italia dell’innovazione digitale, è già oggi una delle più importanti aziende europee nel mercato dei servizi prepagati - spiega Giannetto - e con questa scelta riteniamo di poter ampliare la nostra sfida di mercato e accelerare la crescita, sia in termini dimensionali sia tecnologici. L’obiettivo strategico è quello di esportare nei  principali Paesi europei, procedendo attraverso acquisizioni,  la nostra piattaforma. Essa, oltre a gestire le gift card, consente l’utilizzo dei big data, degli analytics e delle tecniche di engagement e di loyalty nel mercato consumer in cui  siamo oggi ancora più forti  anche grazie alla recente citata acquisizione di Groupalia. Il modello di go-to-market di Epipoli è stato il primo a livello internazionale ad aver connotato i servizi prepagati come un prodotto di largo consumo gestito come una vera e propria categoria merceologica. La nostra piattaforma Fintech è lo strumento per creare branded currency nel più ampio contesto di customer engagement. In questo senso intendiamo non essere solo distributori ma sempre più creatori ed emettitori di gift card e di codici convertibili in questi strumenti».

LEGGI
img
aziende

Autore: D Sechi - 20/11/2019


L’ecommerce diventa smart con dAgency

Vorresti aprire un tuo ecommerce? Certo che sì. Ma quanto mi rende? E, soprattutto, quanto mi costa? E se poi non dovese funzionare? Perché sembra facile, ma l’apparenza inganna e i tranelli sono all’ordine del giorno. Basta un quid scritto in maniera anche solo un po’ approssimativa e si rischia di trovarsi in braghe di tela. Fortunatamente il mercato offre esempi di grande lungimiranza. Avete presente Diana Corp? L’ormai celebre struttura, specializzata nella creazione, gestione e promozione dell’ecommerce per fashion brand, ha deciso di venire incontro a chi prova un irrefrenabile fascino nei confronti del commercio elettronico ma è al contempo intimorito, magari perché le esperienze precedenti si sono rivelate traumatiche, oppure perché giudica i costi fin troppo elevati. Carlo Cracco e Stefano Mocellini    Soluzione “leggera” Da questi desideri, e conseguenti paure, nasce la nuova unit dAgency, divisione basata su piattaforma Shopify. La D di Diana si fa, così, minuscola per dedicarsi a progetti non solo fashion, ma anche food, design, beauty e gioielli, che partono da zero o necessitano di una soluzione “leggera” e per offrire risposte veloci e dinamiche, mantenendo le caratteristiche che da sempre contraddistinguono l’agenzia: qualità del lavoro e attenzione allo stile. Il focus «Quello che vogliamo e mettere a disposizione di chi inizia ora a vendere online tutto quello che abbiamo imparato in questi anni dall’esperienza di Diana, che rispetto a dAgency lavora con clienti più enterprise. Al giorno d’oggi non si deve più chiedere ai brand di gestire complesse infrastrutture tecnologiche ed è per questo che abbiamo voluto ideare una soluzione dinamica e intuitiva, che chiunque è in grado di gestire. Le aziende in questo modo hanno il pieno controllo e delegano ad altri solo ciò che non intendono presidiare. Con dAgency abbiamo raggiunto un nostro grande obiettivo, ossia quello di portare, sin dal primo giorno, valore e know-how all’interno delle realtà con cui lavoriamo. Ad oggi hanno creduto in noi più di venti brand e contiamo di arrivare a trenta entro i prossimi sei mesi», dichiara Stefano Mocellini, Founder & Ceo di Diana Corp. L’offerta dAgency è una soluzione in cloud che consente di agevolare la gestione in-house di ecommerce, con costi accessibili e scalabili, prestazioni senza limiti e tempi di intervento notevolmente ridotti. La sua strategia prevede, infatti, di rendere più semplice la vendita online con costi di gestione automaticamente più bassi e con un supporto costante a 360° che parte da un’attenta analisi sia della situazione attuale e pregressa del cliente sia degli obiettivi futuri. Oltre che del setup iniziale, dAgency si occupa della system integration e può seguire i clienti con una serie di servizi, dalla consulenza strategica all’art direction, non in un pacchetto ‘tutto incluso’, ma attivabili, all’occorrenza, quanto e quando ogni brand ne ha bisogno. Tecnologia Lo sviluppo e la manutenzione tecnologica sono invece delegati a Shopify, piattaforma ecommerce all’avanguardia sempre aggiornata e in grado di garantire performance straordinarie, come ad esempio il tempo di uptime del 99,98% – ossia il sito non andrà mai offline. Il brand può così concentrarsi sulla sua strategia, e non sull’IT, gestendo e personalizzando il proprio e-store con una piattaforma semplice e intuitiva. Un’occasione Tra i primi progetti realizzati da dAgency, ci sono fashion brand La Semaine, fondato da Riccardo Pozzoli e Gabrielle Caunesil, che propone un outfit esemplificativo per ogni giorno della settimana, al quale è associata di volta in volta una quote diversa, e il sito ecommerce di Carlo Cracco – un progetto che fa parte di un percorso più ampio di trasformazione digitale. «Di fondamentale nella vita c’è la salute, ma avere un ecommerce non è un affare da poco. Per noi rappresenta un’occasione, un modo per tenersi aggiornati, anche un divertimento. Non ragioniamo però come un’azienda, ma sicuramente era nostra intenzione prendere seriamente l’argomento e infatti ci siamo rivolti ai migliori. Con dAgency abbiamo la possibilità di dare uno sbocco online ai nostri prodotti, dopo anni di richieste alle quali si faticava rispondere. Oggi possiamo farlo, facendo leva sull’organizzazione, sulla programmazione. In attesa dei risultati, chissà che un giorno la cosa non diventi ancora più grande», dice Carlo Cracco. Carlo Cracco, Gabrielle Caunesil Pozzoli, Riccardo Pozzoli, Stefano Mocellini   La presentazione dAgency è stata presentata martedì sera in occasione dell’evento organizzato nella sede milanese di Diana Corp, durante il quale si è svolta una tavola rotonda intitolata “Making E-commerce Smart” che è stata moderata dal giornalista Gianluca Cantaro e ha visto la partecipazione dello chef Carlo Cracco, gli imprenditori Riccardo Pozzoli, la moglie Gabrielle Caunesil, Massimiliano Benedetti e Barbara Corti, Head of International Marketing di Flos. Come mai attendere quasi dieci mesi per un incontro ufficiale con i media? «Perché abbiamo aspettato che fossero i clienti a raccontare il loro punto di vista», conclude Mocellini. Diana Corp Intanto la casa madre annuncia a gennaio il debutto del nuovo incarico, Acqua di Parma, dichiara di aver già chiuso il secondo slot del prossimo anno, ma non può ancora fare nomi e anticipa che tutti gli spazi 2020 saranno completati entro la fine di quest’anno. Diana ha recentemente ridisegnato i siti di De Longhi e Boggi.

LEGGI

Resta connesso con il nostro network

Vuoi conoscere meglio i nostri prodotti? Indica la tua email per riceverli in promozione gratuita per 1 mese. I dati raccolti non verranno commercializzati in alcun modo, ma conservati nel database a uso esclusivo interno all'azienda.

Inserisci la tua mail

Cliccando “INVIA” acconsenti al trattamento dei dati come indicato nell’informativa sulla privacy