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L’ad fraud è una minaccia reale anche tra gli OTT

Autore: Redazione


Esistono almeno tre tipi di truffa online, ma l’avanguardia tecnologica delle piattaforme pubblicitarie OTT dovrebbe favorire l’integrazione dei sistemi di protezione basati sulla criptografia

Gli OTT hanno fondato un modello profondamente ibridato di televisione e digital, e con il tempo, anche questo ha finito per esporsi alle dinamiche tipiche dell’ad fraud online. “Mi ha sconvolto scoprire che gli stessi modelli fraudolenti del digitale potessero essere replicati anche all’interno degli OTT, ma siccome tutto è consegnato dai tubi digitali, è diventato molto facile per lo stesso tipo di truffatori spostare il mirino su queste realtà”, ha spiegato Gabe Greenberg, founder di Gabbcon e Managing Partner di MadHive, company che sviluppa tecnologie blockchain in ambito media.

I tipi di frode

La prima è la mistificazione, che avviene quando un ente fraudolento dichiara di vendere pubblicità in USA ma invece la consegna in altre country avvantaggiandosi del CPM più basso per ingrassare i margini. La seconda è la frode per device, ovvero la delivery di un numero insensatamente alto di ads sullo stesso dispositivo in un tempo ridottissimo. La terza è la frode sulle app, che si verifica quando la stessa app OTT supportata da pubblicità mostra costantemente un alto tasso di attività. Quando le app hanno lo stesso elevato livello di attività 24 ore su 24, 7 giorni su 7, la frode è il probabile colpevole.

Il futuro delle prevenzione delle frodi

L’avanguardia tecnologica delle piattaforme pubblicitarie OTT dovrebbe favorire l’integrazione dei sistemi di protezione basati sulla criptografia. L’industry dovrà però tenere costantemente la guardia alta perché i truffatori continueranno ad inventare maniere per insinuarsi nel giro dei budget e guadagnare quanto più possono. Riconoscere la ad fraud come un problema - anche tra gli OTT - è fondamentale, e potrebbe evitare che il problema diventi endemico a causa di disattenzioni iniziali. Omettendo la frode sul nascere, le piattaforme OTT potranno garantire di non farsi sorprendere impreparati, come è successo invece al mondo digitale.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 21/05/2019


Un diamante è per sempre, in Botswana ancora di più

"The Light at Start of Everything" è un poema visivo scritto da Iain Thomas per The Okavango Blue of Botswana, un Deep Blue Diamond da 20 carati straordinariamente raro ed estremamente prezioso. Il film esplora l'origine della pietra e la magica terra incontaminata a cui appartiene. In contrasto con l'esistenza di 3 miliardi di anni della pietra, riflette sulla natura transitoria delle nostre vite umane e ci ricorda che la luce all'interno del diamante è la stessa che esiste in noi. Veniamo tutti da qualcosa di eterno. E l'Okavango Blue è un modo per tenere quel "qualcosa" nelle nostre mani. Il film presenta gli abitanti del Botswana, perché la pietra appartiene a loro e tutti i proventi dell'asta, che avverrà entro la fine dell'anno a Christie's, torneranno nell'economia di questo piccolo paese africano. La firma è di TBWA.

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mercato

Autore: Redazione - 20/05/2019


WPP ha selezionato quattro potenziali investitori per la quota di maggioranza di Kantar,

WPP ha selezionato i quattro fondi di private-equity statunitensi che presenteranno offerte vincolanti per una quota di maggioranza nella sua unità di analisi dei dati Kantar. Obiettivo: finalizzare la vendita alla fine di giugno. Lo hanno confermato quattro fonti informate dei fatti a Reuters. Bain Capital, Apollo e Platinum hanno raggiunto le fasi finali dell'asta insieme a un quarto offerente ancora sconosciuto. Gli investitori hanno circa quattro settimane per effettuare controlli approfonditi su Kantar prima di presentare le loro offerte finali. WPP ha rifiutato di commentare. L'asta, guidata da Goldman Sachs, ha preso il via l'anno scorso suscitando l’interesse di un ampio spettro di gruppi finanziari, comprese gli europei CVC Capital Partners e Permira. Kantar genera circa il 15% delle vendite complessive di WPP e fornisce ricerche di brand e marketing communication per alcuni dei più grandi inserzionisti mondiali. L'azienda ha un valore di circa 3,5 miliardi di sterline. Alcuni investitori hanno espresso preoccupazione per il modello di business di Kantar, che viene messo alla prova dalle nuove tecnologie digitali. Le vendite della unit infatti sono scese del 2% lo scorso anno a 2,6 miliardi di sterline, con utili operativi in calo del 14% a 301 milioni. Il nuovo capo di WPP Mark Read ha visto nella vendita di Kantar un modo per portare denaro contante nelle casse di WPP. L'anno scorso si è impegnato a spendere 300 milioni di sterline per ristrutturare il gruppo e riportarlo in linea con i competitor entro la fine del 2021.

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mercato

Autore: V Parazzoli - 17/05/2019


Sprint Production Agency diventa Hogarth Worldwide Italy, allarga i confini e guarda a un giro d’affari di oltre 10 milioni di euro

Sprint Production Agency accelera il percorso di crescita e consolidamento della propria leadership nella produzione pubblicitaria integrata e multimediale: l’agenzia, che festeggia quest’anno 15 anni di successi, ha annunciato ieri di entrare a far parte del network internazionale Hogarth Worldwide. Fondato nel 2008, Hogarth è anch’esso parte di WPP e leader mondiale nei servizi di produzione e localizzazione creativa. Il network conta oggi più di 4.500 persone nelle sedi dislocate in circa 30 città nel mondo, e ha registrato un fatturato di 500 milioni di dollari nel 2018. Con il nome di Hogarth Worldwide Italy, la società diventa ora quindi la sede locale del network con cui già condivide mission e ambizioni, offrendo nuovo valore ai rispettivi patrimoni d’esperienza e di percorsi di ricerca e formazione. La nuova sigla, controllata da WPP Italia di cui Massimo Costa è Country Manager, sarà guidata da Andrea Legora, Ceo, e da Fabio Beccaria, Managing Director e Cfo, sotto il coordinamento di Richard Glasson e Jeremy Thompson, rispettivamente Ceo e Cfo/Coo di Hogarth Worldwide. I due manager italiani ricoprivano già le stesse cariche in Sprint.  Fabio Beccaria I commenti «Grazie a questa operazione – ha spiegato Costa – avremo un ruolo fondamentale in una delle economie più avanzate in cui il network non era ad oggi presente: Hogarth Italy potrà offrire ai clienti locali e internazionali nuove opportunità per poter concentrare in un'unica realtà le più diverse e innovative esigenze di produzione creativa sul mercato italiano e globale». Glasson ha aggiunto: «Siamo entusiasti che Andrea, Fabio e il loro team entrino a fare parte del network. Sia Sprint che Hogarth continuano a essere innovatori nel loro settore: ora uniamo le nostre forze per offrire alle aziende italiane una nuova esperienza nella produzione creativa, ancora più all’avanguardia». Sprint Production Agency Fondata nel 2004 come società di WPP, Sprint Production Agency è un modello unico in Italia di agenzia di produzione pubblicitaria integrata e multimediale. Centralizzando in un’unica sede operativa le strutture tecniche per gestire ogni tipo di attività di postproduzione televisiva, dall'audio agli effetti visivi digitali, la produzione fotografica, i servizi di prestampa e produzione digitale, è in grado di implementare la realizzazione di campagne di comunicazione che attingono i diversi media, permettendo ad agenzie e clienti di ottimizzare la gestione di tempi e budget. Composta da uno staff di 80 persone organizzate in quattro unità operative, dove i continui investimenti in tecnologia hardware, software e workflow dedicati giocano un ruolo fondamentale per il costante processo di innovazione, Sprint – ora Hogart W. Italy - gestisce oggi 150 clienti del Gruppo e importanti clienti diretti nell'universo della moda e dei beni di alto consumo ma, anche, altri come Lavazza e Mediolanum, con un fatturato nel 2018 di quasi 9 milioni di euro e la previsione di poter superare la soglia dei 10 nel 2019. Sarà inoltre un pilastro del nuovo Campus milanese di WPP sui Navigli, che dovrebbe diventare operativo da novembre. Hogarth Worldwide Hogarth è la società di produzione creativa leader mondiale nella produzione di contenuti pubblicitari e di marketing per qualsiasi canale mediatico e in qualsiasi lingua. In qualità di specialisti di produzione creativa, in Hogarth c’è la convinzione che la produzione creativa e la localizzazione siano attività che dovrebbero essere gestite e realizzate da aziende focalizzate in questa disciplina. Nell’ultimo decennio, Hogarth ha guidato l'innovazione nella produzione creativa attraverso costanti investimenti in talento e tecnologia: l’esperienza di produzione creativa unita alla potente tecnologia di workflow e asset management di cui dispone permette alla sigla di fornire il miglior risultato nel modo più efficace ai clienti, dando loro accesso alle capacità di produzione più sofisticate del mondo.

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mercato

Autore: V Parazzoli - 16/05/2019


WPP presenta Kepler 4our 5ive 2wo B: per rimettere al centro la creatività e dare nuovi significati alla comunicazione

Massimo Costa, Country Manager di WPP Italia, ha presentato ieri Kepler 4our 5ive 2wo B, un libero centro di pensiero sulla creatività, totalmente svincolato da logiche di business e aperto ai professionisti del mondo della comunicazione di oggi e del futuro. Il progetto, che è già stato anticipato da DailyMedia di lunedì scorso, vede come protagonisti e ispiratori alcune delle figure “storiche” più rilevanti della comunicazione in Italia, come Aldo Biasi, Michele Göttsche, Marco Lombardi, Milka Pogliani e Giuseppe Usuelli. La presentazione si è aperta con un intervento di Piergiorgio Odifreddi sulla centralità dell’errore nello sviluppo della ricerca scientifica, della tecnologia e delle scienze umane. L’attività di Kepler 4our 5ive 2wo B ha come obiettivo quello di proporre ai giovani, ai docenti e ai professionisti della comunicazione all’inizio della loro carriera nuove ragioni per sviluppare il loro lato creativo, contribuendo così alla crescita delle professioni della comunicazione e del marketing.  Proorio per questo, ieri, sull’ultima pagina del Corriere della Sera, Kepler 4our 5ive 2wo B ha pubblicato un annuncio per una “Milano da sorridere”, per promuovere i valori di una città che sta vivendo un momento storico di crescita economica e sociale. Milano da sorridere «Milano - commenta Costa - è stato il luogo in cui è fiorita in Italia l’industria della creatività e ci sono state nascita di professioni, crescita e opportunità di lavoro per tutto il terziario avanzato. Questo fenomeno ha caratterizzato tutti gli anni ’80, grazie a persone come quelle che hanno deciso di mettersi insieme per far nascere Kepler 4our 5ive 2wo B.  In un’epoca in cui la comunicazione è sempre più governata dalla scienza, dai numeri, dagli algoritmi, vogliamo che i professionisti del futuro non dimentichino il nostro passato, da dove veniamo e quanto mestiere e professionalità sono stati necessari per diventare elementi di traino per il business delle nostre aziende italiane, per le loro marche e i loro prodotti. Nel prossimo autunno, tutte le società del Gruppo si trasferiranno nel nuovo WPP Campus sui Navigli: sarà la nuova “casa” dei nostri oltre 2.300 professionisti che lavorano a Milano e luogo di confronto e di impegno. Quella della comunicazione è un’industria innanzitutto culturale, con grandi responsabilità nella crescita del tessuto civile e nello sviluppo sociale ed economico del Paese. Il Campus sarà una risorsa per Milano stimolo della creatività. Kepler 4our 5ive 2wo B sarà importante nello sviluppo della creatività nel WPP Campus e, grazie al suo impegno nell’educazione dei giovani, di tutta la città».

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