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Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano: i pagamenti innovativi raggiungono 80 miliardi di euro

Autore: Redazione


Continuano a crescere in Italia (+56%) e rappresentano un terzo del totale dei pagamenti digitali con carta, trainati dal Contactless o dal Mobile: sono oltre 15,6 milioni le transazioni degli italiani che pagano con lo smartphone in negozio nel 2018, con una spesa annua di 500 euro a testa

Il mercato complessivo dei New Digital Payment potrà superare i 125 miliardi di euro già nel 2021. La sola componente di prossimità di questi pagamenti innovativi - nella quale troviamo il Mobile Proximity Payment, il Contactless e i Mobile POS - vale 49 miliardi di euro. Quasi 9 possessori su 10 di un Mobile Wallet (l’87,7% di chi ha installato applicazioni che lo supportano), lo utilizza almeno 1 volta alla settimana in punto vendita. Il valore degli acquisti online di beni e servizi tramite sito Mobile o app (Mobile Remote Commerce) è cresciuto del 40% per un totale di 8,4 miliardi di euro: nei prossimi anni si stima potrà raggiungere e superare la percentuale degli acquisti da desktop. Continua a crescere (+53%) il pagamento di parcheggi, di biglietti dei mezzi pubblici, di taxi, di servizi di car sharing e bike sharing. In totale valgono oltre 180 milioni di euro e sono presenti in oltre 460 comuni (il 5,8% del totale), abitati dal 39% circa della popolazione italiana.

Italia vicina alla media europea

“Nel 2018 i pagamenti con carta in Italia salgono a 240 miliardi di euro, pari al 37% dei pagamenti delle famiglie italiane, con una crescita del +9%. Gli italiani usano sempre di più la carta: il numero di transazioni pro capite è oggi di 69,6 rispetto alle 60 del 2017”, dichiara Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital innovation Politecnico di Milano. “La crescita, seppure più alta della media europea, non risulta ancora sufficiente per permettere all’Italia di scalare la classifica europea, ben lontana dai Paesi più performanti come Danimarca, Svezia e Regno Unito, che registrano oltre 300 transazioni pro capite all’anno. È positivo però osservare che, confermando il trend degli ultimi anni, scende il valore medio di ogni transazione che si attesta intorno ai 57 euro/transazione rispetto al 60,5 euro/transazione registrati nel 2017”.  Queste sono alcune delle evidenze emerse dalla nuova edizione dell'Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, presentato in occasione dell’evento 'Innovative Payments: mobile e oltre'.

I prossimi passi

Ormai da qualche anno il mondo dei pagamenti consumer sta vivendo una profonda trasformazione. Se all’inizio si pensava che i pagamenti da smartphone potessero essere la conclusione di questo percorso di mutazione, oggi si prospettano ulteriori innovazioni che cambieranno il nostro modo di pagare. Il primo livello di innovazione riguarda le piattaforme abilitanti, le soluzioni di back office su cui possono poggiare le innovazioni utilizzate dagli utenti. Al loro interno sono presenti direttrici di innovazione come: le Open API e l’Intelligenza Artificiale, legate alle interfacce con sistemi esistenti; l’Instant Payment correlato alla creazione di nuovi schemi interbancari; la Blockchain, per la creazione di nuove piattaforme in grado di semplificare gli scambi interbancari o l’intermediazione finanziaria. Su questo substrato tecnologico si basa il secondo livello: i device, i dispositivi fisici che i consumatori possono utilizzare per effettuare pagamenti, e le interfacce. Le principali innovazioni in questo ambito sono: lo smartphone, gli smart objects e gli assistenti vocali. Infine, nel terzo livello, ci sono le innovazioni di processo che impattano sulle fasi di acquisto, pagamento e autenticazione. 

Aumenta la competizione

La trasformazione in atto è spinta non soltanto dalle innovazioni tecnologiche, di device e di processi, ma anche dall’aumento della competizione. Oltre agli attori tradizionali, entrano in questo mercato - con servizi di pagamento - Big Tech, device manufacturer, marketplace online, social network, piattaforme di messaggistica istantanea. Oltre a queste tipologie di attori nascono sempre più nuove aziende fintech specializzate nei pagamenti che spesso riscuotono alto interesse tra gli investitori e tra il pubblico. In parallelo a queste tendenze già in atto, la competizione nel mondo dei pagamenti viene ulteriormente facilitata anche dalla normativa. Nuove regolamentazioni, basate sul concetto di Open Banking e sul paradigma tecnologico dell’Open API, sono infatti in fase di recepimento in Europa (PSD2) così come nel resto del mondo


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Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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spot

Autore: V Parazzoli - 27/05/2020


Nasce l’ibrido Lancia: Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic, on air con Armando Testa

Tutte le novità tecniche e commerciali saranno presentate durante la conferenza stampa virtuale di giovedì mattina dalla Responsabile del brand Lancia Antonella Bruno e dal Responsabile Mercato Italia di FCA Emea Santo Ficili ma, intanto, il lancio pubblicitario della Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic è già partito in questi giorni con la campagna ideata da Armando Testa e pianificata da Starcom su tv, stampa e digital. Nello spot, girato da Ago Panini con produzione di Movie Magic, come un portale che si apre nel "grande blu”, lo spazio limitato di una piscina sul terrazzo di un grattacielo, diventa all’improvviso uno scenario inaspettato, emozionante e senza confini. Una donna, attirata da alcuni riflessi di luce sul fondo della piscina, si immerge e nuota perdendosi nella profondità. In questa dimensione onirica si scopre che i bagliori provengono da alcune meduse, che attraverso la propria luminosità, la guidano verso una forma misteriosa, che si svelerà appunto essere la Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic. Lentamente e in modo sempre più sinuoso, le meduse svelano i particolari dell’auto, mentre la donna, rapita dalla bellezza della Ypsilon, fluttua danzante. Infine, l’auto emerge dalle profondità e i bagliori delle meduse, trasformandosi nelle luci della città, ne rivelano la reale natura: ora la Ypsilon Hybrid EcoChic sfila per le strade della metropoli notturna e scintillante che le fa da sfondo. Credits Direzione creativa: Raffaele Balducci Art: Davide Cortese e Claudio Nicoli  Copy: Elisa Infante  Musica a cura di Flavio Ibba, Red Rose Productions

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dati e ricerche

Autore: D Sechi - 26/05/2020


Fase 2, come si sta lì fuori?

Non è stato così semplice lasciarsi dietro le spalle la propria vita, quella maturata in due mesi di chiusura semi-permanente. In barba al paternalismo politico-mediatico, sempre pronto a fantasticare di festini, trenini, folle immani, lo schermo virtuale, sempre pronto ad accoglierci ogni mattina di questa stravagante primavera, da strumento di lavoro si è trasformato in amico per la pelle. È stato insomma difficile voltargli le spalle, un bel pomeriggio, e provare a uscire, mascherati. La riapertura del 4 maggio, oltre la sacrosanta spesa, ha avuto delle ripercussioni sul consumo di internet, che in 70 giorni ha conosciuto punte incredibili? Per voi, indomabili curiosi, visto che si poteva uscire, abbiamo citofonato ad Audiweb: Gigi non c’era, la cremeria nemmeno, ma la pioggia di dati è stata, come sempre, sostanziosa. Si riparte Fase 2 quindi, la settimana della riapertura, anche se ancora con cautela e con le famigerate autorizzazioni a portata di mano. Sono i sette giorni nei quali l'interesse degli utenti inizia a spostarsi anche su contenuti più di prossimità. Esempi: Virgilio, con 5,9 milioni di utenti, che rispetto alla settimana 20-26 aprile fa registrare un +10%, e rispetto alla settimana di pre-emergenza fa +9%; Pagine Bianche 2 milioni e 100 mila, +23% rispetto alla settimana di aprile e +29% rispetto alla settimana di pre-emergenza; Pagine Gialle 1,4 milioni di utenti, +18% e +5%. Incremento, ma più contenuto C'è poi il caso delle testate online più locali, come alcune dell'area Centro Sud: Il Mattino con 5,5 milioni di utenti e un incremento del 9% rispetto alla settimana 20-26 aprile e del 47% rispetto alla settimana media pre-Coronavirus; Giornale di Sicilia  con 1,8 milioni di utenti, +3% e +40; La Gazzetta del Mezzogiorno con 1milione e 100 mila utenti unici, +11% rispetto alla settimana di aprile e +76% rispetto alla settimana pre-emergenza; Gazzetta del Sud Online con 869 mila utenti unici, +8% e +60%; Il Quotidiano del Sud con 187mila utenti unici, +12% e +35%. Nella settimana di rilevazione 4-10 maggio 2020 persiste l'incremento generale dell'audience online rispetto al periodo di pre-chiusura (+26,5%) anche se con un andamento generale più contenuto e un ritorno verso i valori standard se si guarda il confronto con i dati della settimana 20-26 aprile. Normalità? Forse La flessione rispetto alla settimana di aprile indica una tendenza a tornare verso valori normali: manca quella ricerca spasmodica di notizie, eppure, come si evince dalle variazioni medie, siamo ancora lontani dalla normalità, come accade nella nostra quotidianità, del resto. Questo andamento in due direzioni si riscontra, per esempio, nell’analisi dei dati delle entità iscritte alla rilevazione e classificate nella categoria News & Information, che in questo lungo periodo di emergenza ha registrato variazioni medie più elevate delle altre categorie e che rispetto al periodo di pre-emergenza presenta ancora un incremento medio del 27%. Così come, più in dettaglio, i siti di informazione (sotto-categoria Current Event & Global News) presentano una variazione media del +33% rispetto al periodo di pre-emergenza, segno di un interesse ancora forte verso questo tipo di contenuti, mentre rispetto alla settimana tra il 20 e il 26 aprile 2020 - che si chiude proprio con l'annuncio della fase 2 - si riscontra una flessione media dei valori rilevati pari al -12%. I brand Tra i primi brand della settimana dal 4 al 10 maggio risultano variazioni positive rispetto alla settimana media pre-emergenza, ma più o meno in flessione rispetto ai sette giorni tra il 20-26 aprile quando il lockdown era ancora una certezza, e solo il 26 aprile veniva annunciata una possibile graduale apertura il 4 maggio. E quindi, Corriere della Sera a -14% rispetto alla settimana 20-26 aprile e +13% rispetto alla settimana media di pre-emergenza (15,9 milioni di utenti unici); La Repubblica con un -5%, e +19% (14,6 milioni di utenti); Il Messaggero, -15%, +5% (11,4 milioni di utenti); TGCOM24, -9% rispetto alla settimana di aprile, stabile rispetto al periodo pre-emergenza (10,4 milioni di utenti). A crescere ancora, rispetto alla settimana 20-26 aprile, sono Leggo +51%, Il Mattino +9%, QuiFinanza +7%, DiLei +15%, La7 +2%, TPI +6%, Wired +9%, La Gazzetta del Mezzogiorno +11% Veni Video Vici Il ridimensionamento dell'incremento dei dati generali rispetto al periodo pre-emergenza si riflette anche sui dati Video degli editori iscritti alla rilevazione che, rispetto alla settimana tra il 20 e il 26 aprile, registrano una variazione media del -7,6%, ma che rispetto al periodo di pre-emergenza continuano a mantenere livelli superiori, con una variazione media del +42,6%, a dimostrazione di un sostenuto interesse anche per questo tipo di formato, trainato particolarmente dall’interesse per contenuti di intrattenimento e tempo libero. Entrando nel dettaglio, mostrano numeri interessanti i dati video dei brand economico-finanziari QuiFinanza (+4% rispetto alla settimana 20-26 aprile e +509% rispetto al periodo pre coronavirus) e Il Sole24 Ore (che sulla settimana 20-26 aprile registra -26% ma rispetto alla settimana pre-emergenza presenta ancora una crescita del 93%. Rispetto a prima, raccolgono il favore degli utenti i contenuti video dei brand Giallo Zafferano +35%, Cookist +81% e Buonissimo +30%, TGCom 24 +48%. Scarica la tabella

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 22/05/2020


Covid Fase 2, effetto timelapse: verso un’economia multicanale

Prodotti all’insegna della safety e del gusto per la cucina in casa, igienizzanti e mascherine, scorte in dispensa, carrelli della spesa colmi fino all’orlo, boom dell’ecommerce, supply chain sotto stress, riscoperta della tv tradizionale ma picchi dello streaming OTT, maggiore esposizione ai social. E infine il ritorno cauto al New Normal, con attenzione alla salute collettiva e personale. Sono solo alcuni dei tratti distintivi dell’epoca Covid e della Fase 2 messi sotto la lente d’ingrandimento dall’Osservatorio Multicanalità 2020, il Nuovo Umanesimo Digitale, realizzato da Nielsen in collaborazione con la Business School del Politecnico di Milano. Il webinar, che ha anticipato i risultati definitivi delle ricerche finora svolte (il prossimo step è previsto il 27 ottobre), è stato l’occasione per fare il punto sui consumi retail, media e digital, le implicazioni per le aziende e le relazioni con i consumatori. La nuova era, all’improvviso ”Entrando nella Fase 2 post-Covid - dichiara Stefano Cini, Marketing Analytics Director di Nielsen Connect Italia -, abbiamo varcato la soglia di un Nuovo Rinascimento, che mette al centro non l’uomo tout court, ma l’individuo che colloca il Digital alla base della piramide di Maslow. Durante Covid-19, il tempo - prosegue Cini - è come se avesse ricevuto un’accelerazione, facendoci atterrare in un’era futura dove ogni esigenza, dagli acquisti alimentari alla fruizione dei media, viene declinata secondo la tecnologia digitale, struttura portante e punto di non ritorno del nuovo umanesimo. Siamo in un’epoca in cui tutto viene rigenerato e nulla rimane cristallizzato in compartimenti stagni”. Luca Bordin   Data driven Luca Bordin, General Manager Nielsen Media, dal canto suo mette in evidenza “da una parte l’incremento dei consumi mediatici che coinvolgono, con diverse caratteristiche e significati, tutto lo scenario dei mezzi di comunicazione moderni, dall’altra la brusca frenata degli investimenti adv. La contrazione dei budget di marketing risulta tuttavia una scelta rischiosa - sottolinea Bordin - soprattutto in questa congiuntura che presenta un accentuato mutamento delle abitudini e dei comportamenti degli individui. Certo è necessario cercare di riprogettare le proprie strategie e tecniche di marketing con un occhio particolare all’innovazione offerta dagli approcci data driven che integrano grandi mole di dati di diversa provenienza per ottimizzare la conoscenza dei nostri target, per affinare le nostre tecniche di engagement e ottenere infine delle performance di ROI in linea con le pressanti esigenze finanziarie che caratterizzano questo periodo di grande shock”. MustHave Alcuni dati fotografano quanto si è verificato in questo periodo di emergenza nel mondo retail e gdo. Innanzitutto, in un contesto che vede il #puzzlesentiment presentare ancora il 58% della popolazione ritenere che il lockdown non sia del tutto superato, è stata riscontrata un’impennata a due cifre (#2digit growth) del giro d’affari del largo consumo, che ha raggiunto il picco massimo (+ 28%) a metà marzo. Tale fenomeno si è accompagnato al cosiddetto #channelshift, ovvero ad uno shift da un canale di vendita all’altro, tanto è vero che più di un quinto degli italiani (21%) ha dichiarato di avere scelto un diverso negozio di riferimento. Nello stesso tempo si è registrato un vero e proprio #eCommerceBoom: nella settimana tra il 20 e il 26 aprile l’online della gdo ha messo a segno il record storico a tre cifre (+305%), stabilizzandosi nei giorni successivi sul + 150%. Il digitale, in altre parole, da Nice2Have diventa un MustHave. Il nuovo paniere Cambia anche il carrello della spesa: nel periodo Post-Covid il #RebalancedBasket ha visto i consumatori ridurre la frequenza di spesa del 13%, aumentare lo scontrino medio del 27% e raddoppiare il numero di item presenti nel carrello. Non si tratta di un cambiamento solo quantitativo, perché a mutare è la natura dei panieri, che diventano #FoodSafety, grazie a un aumento dell’home cooking (+50%). Interessante notare come nel comparto Fresh Food. i prodotti a peso fisso in confezioni di plastica siano cresciuti quasi quattro volte i prodotti sfusi a peso variabile. Questo non significa che scompare la domanda di sostenibilità ma di certo va coniugata con una richiesta crescente di igiene e sicurezza. Le sperimentazioni Restare rilevanti durante la tempesta perfetta e prosperare nel caos della pandemia è difficile. A confermarlo i numeri che ci dicono che oltre un terzo degli italiani ha sfruttato questo periodo di crisi per sperimentare nuovi brand diversi dagli abituali. Ciò nonostante le 20top brand del Largo Consumo, grazie alla loro #BrandLegacy - abbiano sfoggiato una velocità di crociera doppia rispetto al trend mostrato da follower e small brands. Sono passati da un timido +1.6% del pre-Covid al +15% del post- Covid, secondi solo alle PL che hanno fatto registrare un +20%. Consumi mediatici e digitali nel mondo I lavori dell’Osservatorio non si sono, d’altra parte, limitati a scandagliare l’impatto della pandemia sul retail, ma, nello stesso tempo, hanno voluto ponderare quelli che sono stati gli effetti della stessa sul versante dei consumi mediatici e dei servizi digitali. Il primo dei fattori a risaltare è quello del tempo speso davanti agli schermi televisivi: l’incremento è omogeneo in tutti i continenti. Negli Stati Uniti la crescita misurata da Nielsen Global Media del time viewing nelle settimane successive all’inizio del lockdown (il 16 marzo in US) è del + 27%. L’aumento della fruizione e del tempo trascorso guardando la Tv aumenta in modo rilevante in concomitanza con l’inizio della quarantena in tutti i paesi in cui Nielsen rileva i Tv Ratings. Allo stesso tempo gli investimenti pubblicitari registrano, anche in questo caso in modo omogeneo su scala globale, una brusca frenata nelle stesse settimane (USA – 11%, UK – 5%, Francia – 29% Paesi Bassi – 15%%, Spagna – 29%, Germania – 6%, Australia – 6%). Una reazione prevedibile. L’advertising si conferma un fenomeno ciclico e la preoccupazione per una possibile recessione è diffusa, sebbene in questa fase l’esposizione ai media da parte dei consumatori sia molto alta su tutte le piattaforme. Media e Italia In Italia, la tv tradizionale (free to air e pay per view) si dimostra resiliente nonostante le pesanti ripercussioni di questa emergenza sui palinsesti - è infatti sospeso lo sport e molti degli show in diretta. Cresce l’audience media in particolare nelle settimane centrali di marzo e si mantiene in linea con la media degli ultimi mesi la rilevanza sui Social Network. Il lockdown spinge la diffusione delle offerte in streaming o Video On Demand, tendenza che emerge chiaramente attraverso il volume di commenti sui social network (+140% vs aprile 2019) stimolati proprio da questi contenuti. Ci si riferisce qui sia alle piattaforme “native” digitali (Netflix, Prime Video, Disney+, Tim Vision) sia alle declinazioni digital dei broadcaster (Raiplay, Mediaset Play, Infinity, Dplay, Now Tv) che possono beneficiare di cataloghi molto profondi. Interessante il dato Disney+ che in poche settimane raggiunge i 5 milioni di utenti (fonte Audiweb) in linea con la crescita riscontrata a livello globale, già sostenuta nei mesi precedenti e ulteriormente accelerata dalla quarantena. Piattaforme boom In crescita praticamente tutte le categorie dei siti rilevati da Audiweb. In alcuni casi si tratta di variazioni dovute alla contingenza (i siti di news e della pubblica amministrazione ad esempio). Ma in molti casi si osserva una impennata nella intensità e numero di utenti unici di categoria che erano già in crescita costante da mesi. Due esempi interessanti sono i siti di web conferencing ed egrocery. Per ciò che concerne i meeting online più utilizzati per lo smart working, ma anche dal bisogno di socialità a distanza, la novità in Italia, come nel resto del mondo, è Zoom che risulta la piattaforma più utilizzata (9,9 mn di utenti, + 1.067% rispetto a febbraio) seguita da Skype (7 milioni utenti, + 176%) e Google Hangouts (5,6 milioni, + 155%). La spesa online Per quanto riguarda la spesa alimentare online, le prime tre insegne in termini di Unique Audience sui rispettivi siti a marzo sono Esselunga, con 6,4 milioni di utenti e una variazione del + 56% su febbraio, Conad (3,9 milioni utenti, + 132%), e Carrefour (3,1 milioni, + 110%). Infine, la diffusione dei servizi digitali che hanno coinvolto, per necessità, anche gli italiani evidentemente meno propensi. Il 58% di chi ha fatto la spesa online non aveva mai provato questo servizio e l’83% di questi dichiara che continuerà a farla anche nel post-Covid. Lo smart working è stato “testato” per la prima volta dal 53% di chi ha lavorato in questa modalità e sarà utilizzato anche in futuro dall’80% di questi. Le scommesse e i casinò online dal 33% e l’89% continuerà a farlo. I preventivi RC auto usati per la prima volta dal 31%, con l’85% che continuerà anche in futuro. Per l’home banking: 26% e 94%. Un numero rilevante quindi di “nuovi utenti digitali” con i quali le aziende avranno la possibilità di aprire un canale di comunicazione da ora in avanti.

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Autore: Redazione - 20/05/2020


Il ruolo social(e) dell’influencer al tempo del Covid-19

Con l’arrivo del Coronavirus si è aperto un dibattito intorno al ruolo degli influencer e sul futuro dell’influencer marketing. Da un lato alcuni sostengono che il 2020 sarà l’anno che sancirà fine di questo fenomeno mentre altri supportano la tesi per cui gli influencer, durante questo periodo di emergenza sanitaria, hanno avuto un ruolo sociale fondamentale diventando sempre più dei punti di riferimento per la diffusione di messaggi positivi e di sensibilizzazione sociale o di importanti iniziative benefiche. A sostegno di questa tesi FLU, agenzia italiana parte di Uniting Group Holding specializzata in influencer marketing, ha condotto un’analisi dal titolo “Il ruolo sociale dell’influencer ai tempi del Covid-19” che, attraverso esempi di attività social e testimonianze dei diversi player del mercato, racconta come si sono evoluti linguaggi, contenuti e, in generale, lo scenario in cui operano influencer e content creator e quali sono le pratiche corrette per utilizzare al meglio gli strumenti dell’influencer marketing per realizzare campagne efficaci anche in questo periodo di emergenza.  L’impatto (dei) social Il periodo di lockdown ha avuto un forte impatto sulla vita di tutti, facendo emergere sempre di più la necessità di comunicare, condividere e stabilire relazioni autentiche attraverso i social network. Un trend confermato da tutte le piattaforme che in questi ultimi mesi hanno assistito a un inevitabile incremento del tempo di connessione da parte degli utenti e un aumento senza precedenti di interazioni tra influencer e follower su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube. Anche Pinterest, app di scoperta visiva con oltre 335 milioni di utenti attivi, ha fornito agli influencer un’opportunità di connessione ancora più profonda con la propria community, attraverso la pubblicazione dei propri contenuti e pin, utili per aiutare le persone a trovare ispirazione per migliorare i momenti della vita quotidiana. A oggi il social network continua a vedere i massimi storici in uso in tutto il mondo. Infatti, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ha registrato un aumento di creazione delle bacheche del 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un 40% in più di contenuti salvati su base annua. Per quanto riguarda l’Italia, il social network ha visto un aumento del 79% della creazione di bacheche e un +102% per quanto riguarda le ricerche. Il ruolo sociale degli influencer Questa evoluzione dei social network ha comportato un aumento esponenziale della visibilità ottenuta dagli influencer ed è emerso sempre di più il loro potere mediatico. Un ruolo di maggiore rilievo utilizzato per sostenere e lanciare iniziative di solidarietà e donazioni per sconfiggere il Covid-19, ma anche per raccontare la propria quotidianità domestica. Il rapporto di fiducia che si viene a creare con i propri follower, secondo Leonardo De Carli, youtuber con 950 mila follower e oltre 1,5 milioni di follower su Instagram, nasce e si rafforza attraverso il racconto spontaneo e semplice dei momenti di vita quotidiana sui diversi social. Infatti gli utenti scelgono di seguire i profili che propongono contenuti veri e di qualità, spinti dalla necessità di affidarsi a qualcuno per chiedere consigli o per condividere i propri stati d’animo, proprio come farebbero con un amico. Anche per Luca Vezil, travel influencer con 927 mila follower su Instagram, il cambiamento nella produzione dei contenuti resta un punto centrale. Infatti, il lockdown, nella sua durezza, oltre a essere stato un’opportuni per differenziare i contenuti, diventa anche un’occasione per accorciare le distanze con i propri follower. “Gli eventi per come li abbiamo conosciuti fino ad ora necessiteranno tempo per poter ritornare ad essere organizzati ma può essere utile usare questo periodo per far sì che ci sia una reale differenziazione di contenuti che stavano iniziando a somigliarsi tutti. Inoltre, credo che in questo periodo ci sia stato un avvicinamento dell’influencer al proprio pubblico, attraverso contenuti più naturali”. Luca Vezil   La risposta dei brand all'emergenza Covid-19 Durante la fase di emergenza, le aziende che hanno scelto di affidare agli influencer la comunicazione di campagne di brand awareness e reputation, hanno riscontrato successo proprio perché il messaggio è stato veicolato da persone reali che vivono esperienze comuni, capaci di creare contenuti validi e pertinenti con le esigenze dei loro follower. “Considerato il periodo in cui stiamo vivendo, possiamo dire che due fra i fattori per una comunicazione di valore i più importanti sono l’online e l’autenticità. Il mezzo più efficace e diretto per veicolare messaggi positivi rassicuranti e pertinenti al contesto sociale in cui viviamo è la voce degli influencer, che sono in grado di avvicinare i brand al loro target di riferimento creando empatia. Durante il periodo pasquale abbiamo scelto di sviluppare una campagna di influencer marketing per veicolare il messaggio ‘Il miglior ristorante è casa tua’ è casa tua”, partendo dall’assunto che, nonostante tutto, gli Italiani non hanno dimenticato il piacere di stare insieme, meglio ancora se davanti a una tavola imbandita. Video aperitivi, cene a distanza e brindisi virtuali sono diventati, così, il nuovo modo per condividere il piacere di stare a tavola, anche se lontani. Il Viaggiator Goloso ha voluto quindi rendere omaggio a tutti coloro che, anche solo virtualmente, hanno aperto le porte delle loro cucine, mettendosi alla prova ai fornelli. La campagna #ilmigliorristoranteècasatua, declinata sulle piattaforme digitali, mostra il piacere di stare a tavola, assaporando piatti gustosi e creativi senza dover uscire di casa poiché, grazie ai prodotti de il Viaggiator Goloso, i migliori ristoranti diventano le nostre case. L’attività ha riscontrato un ottimo successo, generando interesse sia in quegli utenti che già conoscevano il brand, sia in quelli che non lo conoscevano che si sono però dimostrati interessati alla gamma attraverso interazioni positive, richieste specifiche e visite al profilo e al sito”, ha dichiarato Alessandro Barchetti, Direttore Marketing e Comunicazione Gruppo Unes. Per le aziende è diventato inoltre fondamentale parlare ai consumatori in modo nuovo e più autentico, capire quando è il momento di comunicare e quando invece è più importante agire in modo concreto in favore dell’emergenza, per instaurare un vero legame emozionale tra brand e consumatore. Social e sociale “L’adattamento della comunicazione durante il nuovo scenario imposto dal lockdown è stato complesso e allo stesso tempo sfidante per un brand come Amaro Montenegro che comunica da sempre il piacere di stare insieme e la celebrazione dei momenti autentici da vivere con gli amici. Tra i tanti progetti quello più rilevante e innovativo è stato Human Spirit Network: un’iniziativa social e allo stesso tempo sociale nata con l’obiettivo di unire l’Italia attraverso una forma simbolica di solidarietà digitale. Un piccolo gesto di apertura e di condivisione nei confronti degli altri: mettere a disposizione la propria rete Wi-Fi creando una rete Wi-Fi ospiti per dare vita a una immensa rete humanspirit, grazie alla quale saremo tutti connessi. Il ruolo degli influencer è stato duplice durante l’attività: da una parte Salvatore Aranzulla, il problem solver digitale per eccellenza, ci ha aiutato a guidare il pubblico nella configurazione del proprio router rendendo l’attività ancora più credibile anche dal punto di vista tecnico, dall’altra Frank Matano ci ha permesso di raggiungere una fan base molto ampia, comunicando il progetto con un TOV più leggero e più in linea con il target più giovane. Abbiamo ricevuto molti messaggi positivi e la notizia della nostra attività è stata inoltre ripresa da molti media, permettendoci di raggiungere un’audience ampia. L’auspicio è quello di poter tornare quanto prima a brindare insieme ai nostri amici”, ha dichiarato Daniele De Angelis, Senior Brand Manager di Amaro Montenegro. Rosario Magro   Conclusioni Lo scenario totalmente inaspettato, verificatosi a seguito dell'insorgere dell'emergenza Covid-19, ha aperto l’influencer marketing a nuove prospettive. I primi e a cogliere a pieno l’evoluzione dei linguaggi e dei contenuti sono stati, e lo saranno anche per la Fase 2 e 3, quegli influencer che hanno saputo interpretare al meglio il ruolo di content creator, grazie alla pubblicazione di messaggi spontanei e autentici. “Ciò che ha dato una spinta al ruolo sociale degli influencer durante il periodo del lockdown è stata proprio la loro capacità di dare vita a messaggi generativi, narrazioni percepite dai propri follower come autentiche, creatrici e curatrici di futuro. Ma non solo, oltre ad intrattenere e a produrre contenuti creativi, il loro ruolo è stato divulgativo e incentrato sul rispetto delle regole in questa nuova fase, su come vivere i ritrovati spazi pubblici condivisi nel rispetto delle normative governative. La sfida d'ora in poi, sia per gli influencer che per i brand, sarà infatti quella di saperci accompagnare nella nuova fase, mantenendo ancora vivo quest’approccio”, conclude Rosario Magro, Co-Owner e Sales & Marketing Director di FLU. A questo LINK (https://bit.ly/3e3ldnk) è possibile scaricare la versione integrale del White Paper di FLU “Il ruolo sociale dell’influencer ai tempi del Covid-19”.

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