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Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano: i pagamenti innovativi raggiungono 80 miliardi di euro

Autore: Redazione


Continuano a crescere in Italia (+56%) e rappresentano un terzo del totale dei pagamenti digitali con carta, trainati dal Contactless o dal Mobile: sono oltre 15,6 milioni le transazioni degli italiani che pagano con lo smartphone in negozio nel 2018, con una spesa annua di 500 euro a testa

Il mercato complessivo dei New Digital Payment potrà superare i 125 miliardi di euro già nel 2021. La sola componente di prossimità di questi pagamenti innovativi - nella quale troviamo il Mobile Proximity Payment, il Contactless e i Mobile POS - vale 49 miliardi di euro. Quasi 9 possessori su 10 di un Mobile Wallet (l’87,7% di chi ha installato applicazioni che lo supportano), lo utilizza almeno 1 volta alla settimana in punto vendita. Il valore degli acquisti online di beni e servizi tramite sito Mobile o app (Mobile Remote Commerce) è cresciuto del 40% per un totale di 8,4 miliardi di euro: nei prossimi anni si stima potrà raggiungere e superare la percentuale degli acquisti da desktop. Continua a crescere (+53%) il pagamento di parcheggi, di biglietti dei mezzi pubblici, di taxi, di servizi di car sharing e bike sharing. In totale valgono oltre 180 milioni di euro e sono presenti in oltre 460 comuni (il 5,8% del totale), abitati dal 39% circa della popolazione italiana.

Italia vicina alla media europea

“Nel 2018 i pagamenti con carta in Italia salgono a 240 miliardi di euro, pari al 37% dei pagamenti delle famiglie italiane, con una crescita del +9%. Gli italiani usano sempre di più la carta: il numero di transazioni pro capite è oggi di 69,6 rispetto alle 60 del 2017”, dichiara Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital innovation Politecnico di Milano. “La crescita, seppure più alta della media europea, non risulta ancora sufficiente per permettere all’Italia di scalare la classifica europea, ben lontana dai Paesi più performanti come Danimarca, Svezia e Regno Unito, che registrano oltre 300 transazioni pro capite all’anno. È positivo però osservare che, confermando il trend degli ultimi anni, scende il valore medio di ogni transazione che si attesta intorno ai 57 euro/transazione rispetto al 60,5 euro/transazione registrati nel 2017”.  Queste sono alcune delle evidenze emerse dalla nuova edizione dell'Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, presentato in occasione dell’evento 'Innovative Payments: mobile e oltre'.

I prossimi passi

Ormai da qualche anno il mondo dei pagamenti consumer sta vivendo una profonda trasformazione. Se all’inizio si pensava che i pagamenti da smartphone potessero essere la conclusione di questo percorso di mutazione, oggi si prospettano ulteriori innovazioni che cambieranno il nostro modo di pagare. Il primo livello di innovazione riguarda le piattaforme abilitanti, le soluzioni di back office su cui possono poggiare le innovazioni utilizzate dagli utenti. Al loro interno sono presenti direttrici di innovazione come: le Open API e l’Intelligenza Artificiale, legate alle interfacce con sistemi esistenti; l’Instant Payment correlato alla creazione di nuovi schemi interbancari; la Blockchain, per la creazione di nuove piattaforme in grado di semplificare gli scambi interbancari o l’intermediazione finanziaria. Su questo substrato tecnologico si basa il secondo livello: i device, i dispositivi fisici che i consumatori possono utilizzare per effettuare pagamenti, e le interfacce. Le principali innovazioni in questo ambito sono: lo smartphone, gli smart objects e gli assistenti vocali. Infine, nel terzo livello, ci sono le innovazioni di processo che impattano sulle fasi di acquisto, pagamento e autenticazione. 

Aumenta la competizione

La trasformazione in atto è spinta non soltanto dalle innovazioni tecnologiche, di device e di processi, ma anche dall’aumento della competizione. Oltre agli attori tradizionali, entrano in questo mercato - con servizi di pagamento - Big Tech, device manufacturer, marketplace online, social network, piattaforme di messaggistica istantanea. Oltre a queste tipologie di attori nascono sempre più nuove aziende fintech specializzate nei pagamenti che spesso riscuotono alto interesse tra gli investitori e tra il pubblico. In parallelo a queste tendenze già in atto, la competizione nel mondo dei pagamenti viene ulteriormente facilitata anche dalla normativa. Nuove regolamentazioni, basate sul concetto di Open Banking e sul paradigma tecnologico dell’Open API, sono infatti in fase di recepimento in Europa (PSD2) così come nel resto del mondo


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 19/07/2019


OLX Delivery, consegne senza pazzie

Se c'è un luogo dove il marketplace di OLX funziona, tra i 45 Paesi in cui è attivo, questo è l'Ucraina. Ma cosa rende speciale il marchio? Il servizio Delivery. Perché se è vero, come è vero, che OLX è un luogo di scoperte fortunate e di momenti magici per ottenere alcune cose rare che hai sempre sognato, preoccuparti della sicurezza dei tuoi acquisti rovina tutta la magia dello shopping online. La firma creativa di Banda sottolinea come tuttti i modi strani, folli di dimostrare serietà non hanno ragione d'essere di fronte a OLX Delivery.   [vimeo id=347707368]

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Autore: Redazione - 18/07/2019


Top Brands Gelati & Dessert: la tradizione italiana vince sui social

Utilizzando la sua Suite integrata, Blogmeter, la società italiana leader nei servizi di social intelligence, ha monitorato e analizzato le performance di tutte le pagine ufficiali Facebook, Twitter, Instagram e YouTube dei principali brand di gelati e dessert freschi presenti sul mercato italiano. Dai 12 brand presi in esame sono state create due classifiche: una con i 5 brand risultati migliori per interazioni totali su Facebook, Instagram e Twitter, e una riportante i 3 migliori brand per engagement su YouTube, entrambe per il trimestre dall’1 marzo al 30 giugno 2019. Algida guarda tutti dall’alto in basso Per quanto riguarda il primo ranking, è Algida, lo storico marchio italiano di gelati appartenente al gruppo Unilever dal lontano 1974, ad accaparrarsi lo scranno più importante e significativo. Grazie a un post dedicato all’iniziativa Algida Time per WWF, l’azienda romana ottiene, oltre alla medaglia d’oro della classifica, anche i “premi” per il most reacted e il most commented post del periodo. Va segnalato che la comunicazione sul canale Instagram di Algida è quasi totalmente basata sull’utilizzo di User Generated Content, tramite repost di istantanee condivise sulla piattaforma dai suoi clienti. Seconda posizione per Grom, il brand fondato nel 2003 da Guido Martinetti e Federico Grom, presente nel circuito della grande distribuzione dal 2017. Nel periodo in questione Grom ha prodotto questi numeri social: 219 mila fan/follower totali sui suoi canali, un engagement pari a 28.000 interazioni (l’86% delle quali proveniente dal solo profilo Instagram) e 130 post pubblicati nel periodo di analisi. Con un totale di 19.500 interazioni, Sammontana, il brand toscano di gelati nato a Empoli nel 1948, conquista il terzo posto. Tra i contenuti più apprezzati dagli utenti che seguono il brand spiccano quelli dedicati a Jova Beach Party 2019 (evento di cui il brand è main sponsor) e quelli legati alle iniziative di sostenibilità in collaborazione con Legambiente e WWF. Il quarto posto va, invece, a Häagen-Dazs, il marchio americano di gelati fondato a Brooklyn nel 1961, che conquista il suo pubblico social grazie ai post dedicati al nuovo gusto, brownie macchiato, e ottiene 14 mila interazioni totali. Quinto posto, infine, per Perugina, lo storico brand di cioccolato che produce anche squisiti dessert freschi. Nuvole, e gelati, su YouTube svetta Perugina Su YouTube il miglior brand di gelati e dessert nell’ultimo trimestre è stato Perugina, che grazie alle sue video-ricette guadagna anche il premio per il most viewed content del periodo, con un video che ottiene oltre 2 mila visualizzazioni. Al secondo posto della classifica ritroviamo Sammontana, mentre il terzo gradino del podio se lo aggiudica Cameo, con i suoi video dedicati alla preparazione di dolci e dessert freschi. La Blogmeter Top Brands Gelati & Dessert è stata realizzata a partire da un panel di profili/pagine corporate ufficiali italiane delle principali marche di gelati e dessert freschi. Dall'analisi è stato escluso Kinder poiché i contenuti del periodo di riferimento riguardano prevalentemente merendine, che non rientrano nei fini della nostra ricerca. Il valore "Total Interactions" rappresenta la somma delle interazioni ricevute dai singoli profili social secondo questi criteri: per Facebook, likes e reactions, comments e shares; per Twitter, retweets e favorites; per Instagram (solo profili business), likes e comments. Mentre il valore "YouTube Engagement" rappresenta la somma delle interazioni: views, likes, dislikes, comments.

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Autore: Redazione - 18/07/2019


Programmatic audio: l’Italia ha un approccio conservatore, ma lo vede come un’opportunità

L’audio si sta imponendo sul mercato dei media, e questo è ormai un fatto. Il 74% dei rispondenti della ricerca “Audio Stream to Revenue Stream” condotta da Xaxis e IAB Europe ha dichiarato di stare già investendo sull’audio advertising, e il 59% di questi usa già il programmatic audio. L’obiettivo principale per i buyer è aggiungere un canale al media mix (63%), ma a stretto giro ci sono anche il contatto con audience specifiche (59%) e aumentare la brand awareness (58%). Chi vende, invece, vuole potenziare l’offerta pubblicitaria (66%) e aumentare le entrate dall’adv (64%). Per quanto riguarda le metriche, il riferimento è la parte alta del funnel, con il 66% dei buyer a fare leva sulla brand awareness, il 54% che calcola il listen through rate, e il 50% che misura l’advertising recall. Le barriere all’adozione più grandi per accedere al mercato sono il livello di comprensione sull’impatto sulle revenue (per il 49% dei buyer e il 33% dei seller),  la disponibilità tecnologica (44% e 45%), e la misurazione delle campagne (36% e il 26%). Ma in un futuro compreso tra 18 e 24 mesi il 66% di entrambi i lati del settore pubblicitario hanno espresso la volontà di aumentare i budget o iniziare ad investire in programmatic audio. Lente sull’Italia Stando alle intenzioni della maggior parte dei rispondenti lato agenzie e inserzionisti (68%), gli investimenti nel Programmatic Audio sono destinati a crescere nei prossimi 18 mesi. Secondo lo studio, in Italia il potenziale del settore audio però non è sfruttato a pieno. Infatti, sebbene il 54% dei rispondenti utilizzi le capacità del Programmatic Audio, la spesa è estremamente limitata: nel 91% dei casi, si tratta infatti di un investimento che non supera il 10% del budget pubblicitario totale. Con grande sorpresa, solo una piccola parte (13%) della componente di operatori lato buy afferma di conoscere bene il Programmatic Audio, contro un buon 37% di operatori lato sell che invece dichiara di avere una buona conoscenza del mezzo. Sebbene si prevedano futuri investimenti nel Programmatic Audio, emerge dunque un evidente bisogno di formazione in merito.  Nonostante dall’analisi emerga che i marketer in Italia hanno un approccio conservatore al media e all’allocazione di budget audio rilevanti, il mercato ne percepisce le opportunità. Il 65% sta infatti investendo in Programmatic Audio per i benefici relativi al targeting e alla possibilità di raggiungere audience specifiche mentre il 71% afferma che l’investimento in audio advertising completi il media mix. Tuttavia, l’incremento degli investimenti nel mezzo audio è ostacolato da barriere, ovvero dalla comprensione dell’impatto del Programmatic Audio sull’investimento totale in termini di ROI (44%) e dalla collaborazione con publishers, agenzie o advertiser (41%). “Il Programmatic Audio è il futuro - ha affermato Erik Rosa, Managing Director di Xaxis Italia - . Nonostante la limitata conoscenza del Programmatic Audio ne condizioni l’allocazione del budget pubblicitario, si è d’accordo sul fatto che possiamo favorire la spesa nei prossimi 18 mesi incrementandone la familiarità”.

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Autore: D Sechi - 16/07/2019


Audiweb maggio: total digital audience al 70,6%, Gedi primo tra i Gruppi nel giorno medio

Audiweb rilascia i dati del mese di maggio: la total digital audience ha raggiunto il 70,6% della popolazione, pari a 42,2 milioni di individui online nel mese. Nel giorno medio sono risultati online 33,9 milioni di utenti, collegati in media per 4 ore e 23 minuti. Il mese, che arrivava dopo il precedente caratterizzato da festività e ponti (Pasqua e 25 aprile), ha fatto registrare un incremento di utenti unici nel giorno medio pari all’1,8% rispetto ad aprile 2019 e, più in dettaglio, ha visto online da computer 11,2 milioni di persone (+4,3% rispetto ad aprile), 4,8 milioni da tablet (+2%) e 29,4 milioni da smartphone (+1,8%). Profili, età e geografia Per quanto riguarda il profilo degli utenti, a maggio troviamo online nel giorno medio il 58% degli uomini (17 milioni) e il 54,4% delle donne (16,9 milioni). Entrando nel dettaglio delle fasce d’età, nel giorno medio hanno navigato almeno una volta circa l’82% dei 18-24enni (3,6 milioni) e dei 35-44enni (7,3 milioni), l’84,8% dei 25-34enni (5,8 milioni) - che rappresentano anche il segmento della popolazione maggiormente interessato alla Rete -, l’80% dei 45-54enni (7,7 milioni), il 69% dei 55-64enni (5,6 milioni) e il 26,6% degli over 64 anni (3,6 milioni). Dai dati sulla provenienza geografica degli utenti online risulta che a maggio erano online nel giorno medio il 59,4% della popolazione del Nord Ovest (pari a 9,4 milioni), il 56,2% della popolazione del Nord Est (6,1 milioni), il 57,1% dal Centro (6,5 milioni) e il 54,7% dell’area Sud e Isole (11,9 milioni). Tipologie di siti e app Tra le prime tipologie di siti e applicazioni più visitati a maggio, troviamo confermate le sotto-categorie “Search”, con il 95,8% degli utenti online nel mese, “Member Communities” - la categoria che raggruppa i siti e le app dei Social Network -, con l’89,1% degli utenti e “Internet Tools/Web Services” - dedicata a servizi e strumenti online – con l’88,5% degli utenti. Gruppi e brand editoriali Nel mese di maggio, il Gruppo Gedi guida la graduatoria con una total audience di 5.066.267, seguito a ItaliaOnline e da RCS Mediagroup. ItaliaOnline può vantare un numero superiore di page view nel giorno medio, 53.375.000 Tra i singoli brand, ilMeteo ha fatto registrare una TDA di 4.225.023 (oltre 16 mln di page view da smartphone nel giorno medio), seguita da Repubblica a 2.958.425 e da Twitter  con 2.665.072.   Scarica tabelle Audiweb

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