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“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Autore: Redazione


“Digitale, singolare, femminile”: queste sono le caratteristiche di DiLei, il portale verticale di Italiaonline dedicato a tutto quanto gira intorno al pianeta donna, pensato apposta per donne sempre alle prese con i propri impegni quotidiani, ma che non rinunciano mai a coltivare i propri interessi, a vivere le proprie passioni e a prendersi cura di se stesse

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane.

Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18).

Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 16/09/2019


Big pants got back con sloggi

In occasione del suo 40esimo compleanno, sloggi rompe ogni schema e festeggia lanciando una nuova campagna esplosiva. Ingredienti principali: una nonna divertente e anticonformista, sensazionali mosse di hip-hop e una crew di ballerini e influencer provenienti da tutto il mondo. Hip Hop Style Un video ispirato all’estetica e allo stile di Missy Elliot in “Gossip Folks”, con grandi sfondi colorati e coreografie piene di energie e vivacità. Il sound, i passi di danza e i modelli sloggi attraversano le generazioni trasmettendo i valori tipici del brand, che da sempre lo rendono un connubio perfetto tra comodità, originalità e divertimento. La musica che fa da sottofondo al videoclip non è altro che la famosissima «Baby got back» di Sir Mix a lot: per l’occasione, sloggi ha completamente riscritto i testi che diventano così un vivace omaggio ai suoi BIG Pants. Peter Lee Scott Grazie alle prestazioni energetiche della nonna e all’audace trattamento estetico, questo Panty Rap diventa una celebrazione senza tempo dell’immaginario del brand. Un Heritage di cui sloggi va fiero e che sta fortemente tornando alla ribalta. Per la realizzazione del video sloggi si è affidata a Peter Lee Scott, regista di fama internazionale conosciuto per i suoi lavori con brand come adidas, Uber e Puma.

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Autore: Redazione - 19/07/2019


YouTube Analytics, i veri numeri che contano: le views negli ultimi 90 giorni

Quanti canali YouTube in italiano sono in questo momento attivi? Restringo il campo, quanti sono attivi, quindi pubblicano video più o meno regolarmente, e hanno più di 1.000 iscritti (la soglia minima per poter accedere alla monetizzazione, purchè accoppiati a 4.000 ore di Watch Time negli ultimi 365 giorni)? La cifra esatta la conoscono solo in Google, ma in base alle statistiche che Greater Fool attinge e rielabora dalle API di YouTube al momento ne monitoriamo di più di 22.600. Come facile intuire, un esercito di grandi e mini YouTuber tricolore. Per agenzie e brand che stanno dall’altra parte della barricata, e devono decidere dove e come investire il loro budget dedicato all’Influencer Marketing, un bel rebus. Quali scegliere? La risposta più sensata sarebbe: quelli che garantiscono la migliore combinazione di reach & engagement nelle rispettive categorie. Ma nella pratica il più delle volte si opta per i canali con più iscritti, magari all’interno della comoda rosa proposta dai loro manager e/o network. Obiettivamente è più facile: il contatore degli iscritti è in bella vista accanto all’avatar di ogni YouTuber, mentre capire quante views sono state fatte, ad esempio nell’ultimo trimestre, richiede calcoli complessi impossibili a occhio con una veloce strisciata all’ingiù della sezione sugli Ultimi Video Caricati. E ancora più complesso è stabilire in che modo quelle views si parametrano rispetto a quelle dei canali top di argomento simile.  Morale della favola: puntiamo sugli iscritti, a senso dovremmo andare sul sicuro. Ma non è affatto la stessa cosa… Un canale YouTube può infatti aver accumulato legioni di iscritti negli anni – alcuni sono sulla piattaforma ormai da quasi un decennio – e tuttavia questo non significa che sia ancora in cima alle preferenze della community. Non mancano i motivi tecnici. Da tempo i subscribers ricevono nel proprio feed le notifiche sui nuovi upload solo quando cliccano la cosiddetta “campanella”. Si può avere 1 milione di subs e macinare a malapena 10.000 views per clip perché banalmente agli iscritti non arriva più nessun invito alla visione. Oppure perchè l’algoritmo non trova sufficiente supporto nelle ultime consuetudini di navigazione dell’utente per suggerirgli in home proprio quel canale quando apre l’applicazione di YouTube. Capita. Anche di frequente. Le mode cambiano. Gli interessi dei giovani cambiano (velocemente). E persino i canali cambiano, non necessariamente per aderire al 100% ai gusti della massa; si pensi all’ex bimbo prodigio che a 12 anni caricava gameplay sparando battute su Minecraft, ma a 19 sente il bisogno di vloggare la sua sul clima o la politica. O all’universitaria ventenne guru degli outfit low cost per il rimorchio, che dopo 7-8 anni su YouTube si è sposata, è diventata mamma e i vestiti da acchiappo in discoteca non li tira fuori dall’armadio se non per video sempre meno convincenti e sinceri. Proviamo allora a indagare nei numeri meno noti di YouTube Italia, ma decisamente più pesanti tanto per una campagna di Influencer Marketing quanto per una pianificazione media mirata: quelli del traffico generato nel 2019. Lifestyle Femminile L’indiscussa numero uno per iscritti è la celebre Clio, quasi a quota 1,3 milioni. Eppure nella classifica di views degli ultimi 90 giorni Clio arriva solo in posizione 496 tra gli italiani, con 5 milioni di views su 260 accumulati in carriera. Lo scettro in termini di visualizzazioni effettive nel segmento va invece a Chiara Facchetti, che ha meno della metà delle iscritte (560.000) ma oltre il triplo del traffico trimestrale (18 milioni). La sua è da parecchio un’alternanza in vetta con Nicole Husel, a sua volta poco più della metà di iscritte di Clio (705.000) ma decisamente più views. Da segnalare tra le YouTuber donne adulte, sebbene con profili diciamo così assai meno “patinati e fashion”, anche Follettina, di recente protagonista del salotto di Barbara D’Urso e Nadia Tempest, entrambe a 9 milioni di views. News Il canale ufficiale di La7 Attualità è nettamente in testa, con 40 milioni di views tra Aprile e Giugno. Al secondo posto Rep con 30 milioni di views. Al terzo posto, ma primo degli “indipendenti” e digitali puri, Agenzia Vista, con 10 milioni di views. A inseguire il gruppetto di testa troviamo a debita distanza un paio di opinionisti contro corrente, significativi proprio perché privi di una redazione a supporto: ByoBlu e Breaking Italy (8 e 7 milioni di views nel periodo considerato). Il Fatto Quotidiano, secondo quotidiano in graduatoria, è lontanissimo con solo 3,5 milioni di views. A differenza dei Creators YouTube standard, i canali di ultime notizie e politica tendono a caricare quantità smodate di video (900 ogni mese solo Agenzia Vista), per cui i loro volumi si devono intendere parcellizzati sull’intera library del canale, più che legati agli exploit del fresco e singolo upload della settimana. Automotive Campione di views del trimestre sarebbe in teoria GommeBlog con 45 milioni, ma poiché le sue sono clip in inglese, anche dando una rapida occhiata ai commenti è ragionevole ipotizzare che nella stragrande maggioranza si tratti di spettatori non italiani. Di conseguenza, sull’Italia la vera “gara” per arrivare primi al traguardo è tra lo YouTuber Alberto Naska con 16 milioni di views e la storica testata Motor1 con 14 milioni. Sul podio di bronzo Automoto.it con 11,5 milioni di views. Molto distante di contro Marchettino, che per iscritti sarebbe il primatista nazionale con 550.000 ma per visualizzazioni non raggiunge neppure il 50% di Motor1. Staccato anche Quattroruote sui 6 milioni di views. Infine, parentesi sui test drive di supercar sportive. Qui il nome di punta è Davide Cironi, che complice anche il successo del suo primo web reality Dal pollaio alla pista tocca il record nella nicchia di 5,5 milioni di views. Cinema Il punto di riferimento per chi segue le nuove uscite cinematografiche attraverso YouTube è FilmIsNow Italia, che negli ultimi 90 giorni sfiora i 25 milioni di views con il suo palinsesto di recensioni, anteprime e curiosità. Dal secondo posto in giù quattro canali ufficiali dei distributori: Warner Bros Italia (19 milioni di views), 20th Century Fox Italia (13 milioni), 01 Distribution (10 milioni) e Notorious Pictures (9,5 milioni). Solo sesto il primo critico YouTuber, Yotobi, con 7,5 milioni di views, a pari merito con FilmIsNow Kids. Un classico esempio di distanza assoluta tra iscritti e traffico: Yotobi ha 1,4 milioni di iscritti, eppure viene visto quanto l’edizione per famiglie di FilmIsNow, che di iscritti ne ha 82.000 ma evidentemente tutti super in target. Pre-scolare È una sfida a tre, che si perpetua ormai da un paio d’anni, tra canali di canzoni animate in 2D e 3D. In testa il 3D di CanzoniPerBimbi.it con 61 milioni di views tra Aprile e Giugno. L’elefantino rosa di CanzoniPerBimbi è talmente popolare nel segmento 2-5 anni che il 90% e passa dell’inventory di pre-roll skip del canale viene regolarmente venduta. Da record. Lo seguono a strettissima distanza, appaiati su 50 milioni di views, i ritornelli 2D di Dolci Melodie e Studio Lead. Sempre solido ma staccato l’ex primatista Coccole Sonore (40 milioni di views). Tra i canali ufficiali delle serie TV, svetta invece Masha e Orso con 118 milioni di views, l’unico in grado di battere tutti i karaoke musicali. Molto dietro Peppa Pig in italiano, sotto anche al livello di Dolci Melodie e Studio Lead. Le new entry di quest’anno sono i 44 Gatti, che potrebbero a breve sorpassare la famigliola Pig, e l’educativo Curioso come George: rispettivamente 40 e 36 milioni di views nell’ultimo trimestre. Per pianificare direttamente alla fonte i canali dei Creators YouTube italiani più seguiti del 2019 contattate l'e-mail adv@greaterfool.tv. Anche in Share of Voice 100%.

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Autore: Redazione - 19/07/2019


Il consumo di YouTube in Italia continua a volare

Il consumo di YouTube in Italia continua a volare. Secondo i dati di Tubular Intelligence, tra il 2016 e il 2018 la crescita è stata del 32%, superiore a Francia, Germania, UK e Spagna. Nove video visti su dieci sono realizzati da aziende nazionali, come la romana Greater Fool. DailyMagazine ha intervistato il Ceo Andrea Materia Come definirebbe Greater Fool e il suo network di 400 canali YouTube? Direi una delle primissime media company italiane “pure digital”, con un catalogo di oltre 300.000 video di intrattenimento, news ed educational per un pubblico di famiglie e giovani adulti. Siamo i numeri uno nei contenuti animati per bambini su YouTube, nel giorno medio i nostri canali rivolti al target pre-school e 5-11 anni sono seguiti da 1,5 milioni di utenti unici italiani. Probabilmente genitori e figli passano più tempo a guardare noi su mobile che le emittenti RAI per ragazzi sul caro, vecchio televisore. Siamo i numeri uno anche sul cinema, con i 12 palinsesti tematici di FilmIsNow che raggiungono 6 milioni di movie fan internazionali. Abbiamo una fortissima offerta per appassionati di automotive, tech, lifestyle femminile e comedy. Siamo anche su Facebook, su Tik Tok, e distribuiti per il web su molteplici streaming player. Produciamo o finanziamo decine di canali, su format originali o adattando e doppiando property di successo all’estero, a cui si affiancano centinaia di Influencer ed editori partner. Dal 2016 continuiamo a crescere del 100% ogni anno come views, nel 2019 siamo in rotta di collisione con il record di 3 miliardi di views. Rispetto a quando abbiamo iniziato – ho fondato Greater Fool nel 2012 – abbiamo via via perso l’impostazione da aggregatore/intermediario tra Google e i giovani talenti, per diventare un editore a tutto campo di video per Millennials e Generazione Z. La vivo come una grande sfida, ma al tempo stesso un gradito ritorno alle origini, visto che tutto il team Greater Fool viene da esperienze TV, io in particolare da una lunga sequenza di programmi scritti (e spesso anche condotti) in RAI. Qual è la formula che vi ha consentito di collaborare con così tanti web talent? Abbiamo individuato un buco nella filiera e l’abbiamo riempito. Nei media tradizionali c’è un broadcaster committente, e di solito una società di produzione dietro. Se hai talento, il tuo ruolo nell’ingranaggio ha quindi caratteristiche specificatamente artistiche, ti occupi di quello in cui si presume eccelli. Non devi gestire da solo tutto il processo. Su YouTube invece sei imprenditore di te stesso, sei autore, sceneggiatore, regista, attore o presentatore e montatore, ti smazzi il marketing e la promozione, moderi la community, tenti di procurarti sponsor, devi stare attento agli aspetti legali e fiscali, e alla fine magari finisci per guadagnare qualche manciata di centinaia di euro in un anno, al netto delle imposte. La leggenda dello YouTuber solitario che dalla sua stanzetta e dalla sua webcam scassata diventa milionario è nella mitologia di Internet, ma a parte qualche fenomeno internazionale (super bravo o super fortunato), non è realistico. Allo YouTuber serve quindi chi gli consente di avvicinare il modello produttivo dei media tradizionali. Servono realtà come Greater Fool, che nel 2018 ha distribuito ai suoi partner editoriali più di 1,5 milioni di euro in revenue sharing pubblicitario. Le ha lavorato moltissimo in televisione: com’è cambiato il mercato audiovisivo da quando ha cominciato 20 anni fa? A dispetto delle profezie di sventura, va riconosciuto che la televisione continua a essere il primo schermo per la grande maggioranza degli italiani adulti. Ma per chi ha meno di 14 anni il “primo schermo” oggi è il mobile, un display da 5-6 pollici dove il video viene fruito in simultanea con altri 10-15 app tra social, messaggistica istantanea e utilità. Questa è una cosa esplosiva perché le aziende che hanno bisogno di comunicare ai giovanissimi, e ai loro genitori di 25-54 anni decisori di spesa, non possono più permettersi di ignorare YouTube. Non li raggiungi con Facebook né con la TV, se vuoi i più giovani devi andare su YouTube, Instagram e l’emergente Tik Tok. E proprio i canali per i ragazzi ci diceva che vi stanno esplodendo... Esattamente. In un batter d’occhio siamo passati da YouTube luogo simbolo della controcultura giovanile, dei nerd e dei cospirazionisti a YouTube piattaforma principe per i contenuti family friendly ad accesso gratuito. L’alternativa free per tutte le mamme e i papà che non hanno Sky, Netflix o altri servizi premium, ma hanno 50GB a 6 euro al mese da sfruttare sul cell OLED appena comprato. Sui contenuti per bambini cavalchiamo un’onda che a tratti sembra uno tsunami. Nel pre-scolare vincono i ritornelli musicali animati, 2D o 3D alla pari, e tutto il filone learning (dall’alfabeto ai numeri, dai colori alle prime parole da imparare). Salendo sul target 5-11 funzionano challenge, indovinelli e curiosità divertenti. Con Scarta Regali, che sta per toccare i 100.000 iscritti in appena un anno, abbiamo stravolto gli schemi degli unboxing di giocattoli, trasformando l’apertura di ogni nuova confezione di LOL Surprise o Pinypon in un’avventura coinvolgente, con trame e sottotrame finemente intrecciate. Impazzano anche i baby YouTuber, vlogger di 10-12 anni che con sketch brillanti conquistano numeri da far invidia alle star di ogni età; la nostra Charlotte M con il ciclo “Ricchi vs Poveri” supera spesso e volentieri 1 milione di views a puntata. Come si pianificano campagne sui vostri canali? Al di là delle classiche aste su Google Ads, che tuttavia non garantiscono di poter raggiungere il nostro pubblico, clienti e agenzie possono acquistare direttamente da noi. In virtù del nostro contratto di Partner Sold Ads con Google, da diversi anni possiamo infatti riservare la nostra intera inventory di pre-roll, circa 50 milioni di impression video italiane ogni mese. Dal 2019 offriamo anche soluzioni con pacchetti premium su tutti i verticali chiave, vendute in Programmatic Guaranteed attraverso Google Ad Manager e AdX. L’opzione top è il pacchetto Share of Voice 100%. Non scendiamo mai in termini di viewability sotto il 90%, mentre per assicurare solidi KPI a livello di visualizzazione completa degli annunci proponiamo pre-roll non-skippabili da 6 o 15/20 secondi a CPM estremamente concorrenziali. E il formato ignorabile? Offriamo anche gli skip, certo. Ma se devo essere onesto, la stragrande maggioranza delle campagne di comunicazione video italiane non è ottimizzata per gli skippabili su YouTube. Riprende gli spot TV e non calcola la specificità del mezzo YouTube. Solo ieri ne ho viste tre di fila, di autorevoli automaker, tutte patinatissime ma senza la minima apparizione né della vettura né tantomeno del marchio nei primi 5 secondi (se è per questo neanche nei primi 10 secondi). In pratica l’utente arriva a cliccare finalmente l’agognato tasto skip e non ha la minima idea di quale fosse il prodotto reclamizzato. Di contro il CPV da pagare per la minoranza di spettatori che resiste alla tentazione di skippare inizia a essere salato. Una campagna no-skip a CPM fisso, erogata interamente su canali target premium come i nostri, dà sicurezza di reach di qualità e sicurezza sui costi (molto contenuti, ripeto). Che risultati state ottenendo a livello di branded content? È la nostra nuova frontiera. In primo luogo perché può essere accoppiato alla pianificazione mirata sui nostri canali. Coinvolgendo gli Influencer Greater Fool durante la campagna si riescono ad attivare al massimo tutti i segmenti della nostre community interessate al messaggio. Abbiamo sviluppato nel tempo strategie molto efficaci. Ma sulle iniziative speciali siamo caldi a prescindere. Solo a Giugno, per fare un esempio, abbiamo  lavorato a oltre 90 episodi branded: dalle bambole collezionabili alla caramelle gommose, dai contest su nuovi programmi loyalty per appassionati di cinema a quelli per i parchi acquatici. È un fronte dove stanno tirando i Tik Toker e piace molto come concetto anche quello dei micro-Influencer con una base follower magari ridotta ma super specializzata su determinati generi, che siano outfit low cost o giochi per bambini. E poi c’è FilmIsNow, che è il punto di riferimento marketing su YouTube per tutti i distributori cinematografici italiani (ma sono sicuro usciremo presto anche extra settore). In cantiere per il 2020? La scommessa più ambiziosa è di espandere e consolidare la nostra posizione fuori dall’Italia, avviando produzioni di contenuti kids in inglese, spagnolo, francese e tedesco. Stiamo distribuendo da Natale la più popolare hit animata ispanica dell’anno, “Il ballo del Ranocchio” (El baile del Sapito), che ci ha portato mezzo miliardo di views tra Messico e America Latina. Da poco abbiamo lanciato insieme a Jungo TV due canali, Tagalove e Dragon Eye, con enormi library di film classici rivolti a filippini e cinesi di lingua inglese, ed è stato subito un enorme successo negli Stati Uniti. È in arrivo anche un canale per gli appassionati di serie TV coreane. YouTube ci consente di andare global mantenendo in Italia il controllo editoriale e gestionale. Contiamo di stringere quasi ogni mese nuove partnership e acquisizioni proiettate in chiave internazionale. Il 2020 lo immagino come un anno decisamente senza confini. Andrea Materia @Greater Fool Network   YouTube in Programmatic Guaranteed Per pianificare direttamente l'inventory dei Creators Greater Fool su YouTube e Tik Tok o programmare campagne di Influencer Marketing il riferimento è adv@greaterfool.tv. Tra le formule in offerta per YouTube presso Greater Fool i deal di pubblicità programmatica garantita (Programmatic Guaranteed), una soluzione automatizzata e innovativa, che consente acquisti diretti con targeting di pubblico avanzato.

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Autore: Redazione - 16/07/2019


Tra personalized marketing, nano influencer e smart payment: Worldz rivoluziona il mercato dell’e-commerce con il suo “Social Commerce”

Se Amazon batte Google e Apple diventando il brand con il più alto valore al mondo che sta capitalizzando interamente il mercato, i soggetti che operano nel campo dell’e-commerce sono costretti ad attuare strategie customizzate e adeguarsi alle logiche del settore, sempre in continua evoluzione, per rimanere competitivi. La prima azione da compiere è sicuramente cercare di soddisfare le richieste degli utenti e ad oggi, ciò che i consumatori chiedono è in primis un’esperienza personalizzata. Quest’ultimi, infatti, apprezzano molto i consigli di acquisto proposti da piccoli e grandi player sulla base delle loro precedenti scelte. Per esempio, noti brand come Netflix, Amazon e Pinterest, nonché Google e Facebook, utilizzano continuamente campagne di marketing personalizzate, fornendo ulteriori contenuti e consigli in base a ciò che piace all’utente, talvolta persino anticipandolo. La conferma del successo di questo trend arriva anche da una ricerca Epsilon che indica che l'80% dei consumatori ha maggiori probabilità di effettuare un acquisto quando i marchi offrono esperienze personalizzate, e ancora, secondo Invesp, il 57% di acquirenti online è disposto tranquillamente a fornire informazioni personali a un marchio, purché quest’azione si traduca in un vantaggio diretto per la propria esperienza di acquisto. Ma se ingaggiare il cliente rappresenta una vera e propria sfida, la fase finale del percorso di acquisto – ovvero il processo di pagamento, che potrebbe rendere effettiva o interrompere una conversione – non è da meno. Secondo il Baymard Institute, infatti, quasi il 70% degli acquirenti abbandona il proprio carrello e, per ovviare a questo problema, l’impiego di pagamenti smart potrebbe contribuire a evitare di perdere un potenziale cliente proprio all’ultimo step. È proprio in questo contesto in cui customizzazione a 360 gradi e pagamenti “intelligenti” si confermano gli ultimi trend in materia di e-commerce, Worldz, innovativa startup italiana di Advertising Technologies che ha sviluppato una piattaforma di Social Booster per eCommerce e siti web e che riunisce in un’unica soluzione gli interessi delle aziende e quelli dei consumatori, lancia il proprio Social Commerce. Si tratta di una piattaforma che consente agli utenti di comprare prodotti di diversi brand in un unico luogo e di condividere gli acquisti effettuati con i propri amici sui canali social, scambiandosi con quest’ultimi consigli e opinioni. Dunque un vero e proprio “aggregatore” arricchito da una predominante componente social che raccoglie migliaia di prodotti messi in vendita dai siti partner di Worldz, come Sparco, Breil, Hip Hop Watches e Caffè Vergnano, da cui è possibile comperare prodotti utilizzando il proprio sconto Worldz. Quando un utente è in procinto di acquistare un prodotto, infatti, può pubblicare un post ad hoc sui propri account social condividendo con i propri contatti la sua scelta, venendo così immediatamente premiato con uno sconto sul suo carrello. Gli utenti, in questo modo, diventano dei veri e propri nano influencer e brand ambassador dei prodotti dei marchi che scelgono e le loro sponsorizzazioni spontanee vengono ricompensate con sconti proporzionali alla capacità che hanno di ingaggiare contatti: grazie a un algoritmo proprietario quali-quantitativo, infatti, Worldz riesce a calcolare il valore economico dei post di un utente considerando diverse variabili come, ad esempio, le interazioni con gli amici, e riesce così ad attribuirgli istantaneamente uno sconto. L’idea di creare un “aggregatore social” nacque quando, al lancio della prima versione di Worldz, molti utenti ci contattavano quotidianamente per chiederci dove potessero acquistare prodotti con la propria popolarità social e, allo stesso modo, le aziende richiedevano di aumentare i loro volumi di traffico” afferma Joshua Priore, CEO & Founder di Worldz. “Il Worldz Social Commerce è dunque una scelta che abbiamo fatto per offrire ai nostri clienti e a tutti gli utenti una soluzione chiara e immediata e che soprattutto fosse in grado di soddisfare un’esigenza reale e concreta”. Con il Worldz Social Commerce, dunque, da un lato la popolarità social permette agli utenti di fare shopping a prezzi personalizzati, dall’altro, le aziende trovano un modo nuovo di comunicare, vendere e ingaggiare l’utente. Sia le realtà che sono alle prese con la loro prima fase di sviluppo, sia quelle più consolidate che vogliono aumentare fatturato e volumi potranno, infatti, non solo acquisire traffico a performance, ma fare anche lead generation, remarketing automatizzato, brand awareness tramite i loro stessi clienti e, infine, aumentare le conversioni. “Insieme a Luca Aber, Sales Director, e agli altri team (Financial, IT Development, Marketing e Sales) abbiamo instaurato un dialogo costante con gli e-commerce già nostri clienti per cercare di comprendere al meglio le loro esigenze e creare la soluzione ideale” dichiara Joshua Priore. “Ciò che è emerso era la necessità di una piattaforma che fosse semplice anche per le realtà alle prime armi. Grazie alla cooperazione tra Luigi Caputo (CTO), Giovanni Catapano (Partner & Senior Developer), Barbara Grimaldi (Brand Consultant) e Valentina Oliveri (SEM Strategist), e alle ricerche effettuate in ambito IT e marketing, siamo riusciti a dar vita a una piattaforma fruibile online (Worldz.net) e con un software compatibile con i CMS più diffusi, e presto sarà lanciata anche un’app per dispositivi iOS e Android”. In un momento in cui il Personalized Marketing e la diffusione di pagamenti smart fanno da padrone e il trend dei nano influencer prende sempre più piede, proponendosi alle aziende come una valida alternativa al coinvolgimento di profili da milioni di follower, il Worldz Social Commerce si pone due obiettivi principali: aiutare le aziende B2C che hanno necessità di vendere i loro prodotti online ad attuare un processo di digitalizzazione smart ed efficace e far sì che tutti gli utenti abbiano accesso facilmente alle migliaia di prodotti acquistabili con la loro popolarità social su Instagram e Facebook. “A tutto ciò, infine, si aggiunge la volontà di affermarsi come l’unica azienda in grado di mettere in contatto utenti e brand in un’unica piattaforma, rendendo l’utente protagonista attivo di un vero e proprio cambiamento e proponendoci come precursori di una rivoluzione in chiave social nel panorama nazionale ed internazionale del settore dell’e-commerce”, conclude Joshua Priore.

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