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Lo speciale Icon Design 100 spinge a +27,5% la raccolta del nuovo numero del magazine Mondadori 

Autore: Redazione


In edicola domani, la testata diretta da Michele Lupi passa in rassegna i protagonisti del mondo del progetto

Cento nomi di talenti che lasciano segni speciali nel mondo del progetto e ne rispecchiano la sue sfaccettature: è un progetto inedito quello del nuovo numero di Icon Design, che presenta lo speciale Icon Design 100, in uscita domani. Il magazine d’alta gamma di design e arredamento del Gruppo Mondadori, diretto da Michele Lupi, passa così in rassegna i protagonisti del mondo del progetto, tra conferme e scelte non scontate, in una selezione di lavori imprescindibili della scena contemporanea, dall’architettura alla comunicazione visiva, con grandi maestri, influencer e giovani scommesse da seguire in questo 2017. Un’operazione ambiziosa, che Icon Design intende riproporre ogni anno, per indagare chi - e come - genera idee di valore nel panorama del design e non solo.

I giurati

Il nuovo progetto di mappatura e selezione internazionale di Icon Design 100 è stato affidato a sette giurati che sono loro stessi testimonianza di diverse aree del mondo del progetto: Alexandra Midal (docente presso la HEAD di Ginevra e il Politecnico Federale di Losanna), Jan Boelen (Direttore artistico di Z33 House for Contemporary Art in Hasselt e di Atelier LUMA ad Arles, e responsabile del Master Department Social Design presso il Design Academy Eindhoven), Domitilla Dardi (curatore per il design del MAXXI Architettura di Roma e dal 2007 docente allo IED di Roma), Greg Lynn (vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Architettura di Venezia e Chief Creative Officer di Piaggio Fast Forward), Michael Rock (Professore Associato di Design presso la Harvard University Graduate School of Design), Penny Martin (premiata direttrice della rivista femminile The Gentlewoman). Il settimo giurato è il direttore di Icon Design, Michele Lupi, che racconta così la genesi del progetto: “Ci sono voluti sette mesi di incessante lavoro per stabilire una giuria internazionale autorevole. Il risultato è stato un “database” molto vario e per certi versi inaspettato, sicuramente utile sia per i lettori più curiosi, sia per gli addetti ai lavori più preparati. Abbiamo quindi centrato l’obiettivo di disegnare una mappa del territorio, quello del progetto, con un perimetro temporale ben definito (la stagione 2016/17), sfornando una radiografia del contemporaneo”.

Le categorie

I sette critici e progettisti sono stati invitati a esprimersi su dieci categorie: Architecture, Art, Furniture, Interior, Visual Communication, Food, Mobility, High Tech & Innovation, Fashion e Thinking. Dieci categorie e una riflessione libera: non una classifica quindi, ma un invito a guardare con curiosità agli universi della progettazione perché tra le pagine di Icon Design 100 un big dell’arte contemporanea come Philippe Parreno può rientrare nella stessa categoria della giovane Helen Marten.

Le sette cover

Sette è anche il numero degli studi di grafica e di art direction del mondo a cui Icon Design ha chiesto di creare la copertina di questo Icon Design 100, che quindi verrà distribuita in edicola in sette differenti versioni, con una logica distributiva che nel 2017 si è potenziata con un numero in più. I sette giurati, oltre ai sette art director, più tutti gli altri cento nominati nella classifica, sono ora i primi “iscritti” al Club di Icon Design, che prende ufficialmente corpo con il progetto.

Il salone del Mobile

Lo speciale Icon Design 100 apre la strada anche all’impegno del brand in vista del prossimo Salone del Mobile, durante il quale, dal 5 al 9 aprile prenderanno vita una serie di incontri aperti al pubblico con il meglio del design e dell’architettura mondiale.

La raccolta adv

Molto positivi anche i dati della raccolta pubblicitaria gestita dalla concessionaria Mediamond, che registra su questo numero di Icon Design un incremento del fatturato del +27,5% rispetto allo scorso anno.

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incarichi e gare

Autore: Redazione - 24/04/2024


KFC Italia sceglie KIWI come nuovo partner per la gestione dei social

Si arricchisce di una collaborazione di grande valore il 2024 di KIWI che, a partire da questo mese, è ufficialmente il nuovo partner per la gestione dei canali social di Kentucky Fried Chicken Italia, l’iconica e leggendaria catena di fast food specializzata in pollo fritto. La unit di Uniting Group, scelta da KFC a seguito di una gara, assume l’ownership dei canali Meta (Facebook e Instagram, con l’obiettivo di aprire anche Threads), LinkedIn e TikTok del brand. “La vittoria parte innanzitutto da una ricerca approfondita sul tone of voice. Abbiamo identificato nell’autenticità, nella schiettezza e nella boldness, che da sempre appartengono al brand, degli ottimi punti di partenza per rivolgerci alla GenZ e ai Millennial che sono il pubblico per eccellenza di KFC. Si tratta di un brand unico e amatissimo in tutto il mondo, con un prodotto e degli asset di comunicazione inconfondibili e potenzialità social ancora parzialmente inespresse in Italia”, afferma Andrea Stanich, Direttore Creativo Esecutivo di KIWI, Part of Uniting Group.  La strategia L’attenzione di KIWI sarà molto concentrata sulla crescita e sul coinvolgimento sempre maggiore della community. Anche i lanci, le promo, le aperture, i servizi e le innovazioni tecnologiche saranno comunicate senza perdere di vista l’intrattenimento. Una gestione del community management informale e diretta contribuirà ad alimentare il dialogo quotidiano con gli utenti. “Una parte rilevante del piano social di KFC - prosegue Federica Pasqual, COO di KIWI e Freshhh, Part of Uniting Group - sarà costituita da contenuti video originali agili e veloci, che ci piace definire ‘snackable’. Oggi più che mai è fondamentale affiancare i nostri brand partner intercettando le opportunità di comunicazione e i trend in modo istantaneo; questo, nel day by day, viene facilitato dalla collaborazione con la unit Freshhh, nata inizialmente come spin-off di KIWI, realtà che può contare, dall’ultimo quarter del 2023, su uno spazio produttivo dedicato”.  Dieci anni di pollo fritto in Italia KFC, società del gruppo Yum! Brands, è leader mondiale nel settore dei ristoranti che servono pollo fritto. Nato oltre 70 anni fa e presente in Italia da 10 anni, il brand ha avuto nel nostro Paese una crescita che l’ha portato oggi a 87 ristoranti in 15 regioni, con l’obiettivo di arrivare a 100 locali entro la fine dell’anno. Il gusto unico del pollo fritto di KFC si deve al Colonnello Sanders, fondatore del brand e inventore dell’Original Recipe, la ricetta che contiene un inimitabile mix segreto di erbe e spezie e che ancora oggi viene preparata come una volta nei ristoranti di Kentucky Fried Chicken. “Cercare ogni giorno di costruire una relazione sincera e coinvolgente con il nostro target di riferimento rappresenta uno degli obiettivi principali per i prossimi anni, forse la chiamerei una missione. La GenZ è la nostra audience, vogliamo rivolgerci loro in maniera diretta e convincente - afferma Marzia Farè, Chief Marketing Officer di KFC in Italia -. La scelta dei temi, dei canali, del linguaggio e il tono di voce da adottare diventano pertanto ogni giorno più cruciali; vorremmo esser riconosciuti come contemporanei e autentici e credo che la collaborazione con KIWI possa davvero esser l’occasione giusta per far un passo ulteriore di crescita in questa direzione. Il team KIWI che ci affiancherà è pieno di energia e voglia di fare, abbiamo le premesse migliori per far bene e divertirci”.

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spot

Autore: V Parazzoli - 09/04/2024


Lorenzo Marini Group firma “Il divino quotidiano” di Amica Chips, con una versione più “rispettosa” in tv e una più trasgressiva sui social

È on air la nuova campagna tv Amica Chips, realizzata, dopo aver vinto la relativa gara, da Lorenzo Marini Group, che propone una comunicazione fuori dagli schemi tradizionali con un linguaggio ironico, forte e trasgressivo, destinato a colpire un target giovane non abituato a messaggi “televisivi tradizionali” ma a stilemi narrativi social. Non a caso, dello spot sono state approntate una versione più “provocante” appunto per i social e una più rispettosa di un target tradizionale per la tv, con planning sempre di Media Club. Il film Le protagoniste dello spot sono delle novizie, riprese in fila sotto al chiostro del monastero mentre si apprestano ad entrare in chiesa. In sottofondo si sente la musica dell’“Ave Maria” di Schubert, eseguita con l’organo che accompagna questo ingresso. Le novizie sono in fila verso l’altare e la prima sta per ricevere la comunione dal prete celebrante…In quel momento si sente il suono della croccantezza della patatina, un “crunch” amplificato in perfetto sincrono con il momento in cui la prima novizia ha ricevuto l’ostia. Le altre in fila, al sentire il “crunch”, sorridono divertite e guardano nella direzione da cui proviene il rumore “appetitoso e goloso” della patatina croccante. La Madre Superiora infatti è seduta in sagrestia e, rilassata in un momento di pausa, sta mangiando con gusto le Amica Chips prendendole da un sacchetto che tiene in mano. Pack shot con le patatine Amica Chips e in super appaiono logo e claim di campagna “Il divino quotidiano”. Obiettivi e target L’obiettivo principale della comunicazione è quello di riaffermare il ruolo da protagonista di Amica Chips in comunicazione, da sempre protagonista di campagne forti e distintive con un tono da leader, per aumentare la percezione del suo valore di marca e consolidare la sua brand awareness. La campagna, che vuole sottolineare l’irresistibilità del prodotto ed esaltare la sua croccantezza superiore, sarà sviluppata con un sistema di comunicazione integrato teso a massimizzare l’impatto e la copertura di un target 18–54 anni, con particolare focus per la parte più giovane (18-35) sui canali digital e social. Un target che, in chiave psicografica viene descritto come composto da persone che nella loro vita ricercano ironia, divertimento e simpatia e che hanno un atteggiamento sociale aperto ed evoluto, con una ricerca continua di uscita dagli schemi convenzionali. Il messaggio vuole esprimere, con forte ironia “british”, un contenuto di prodotto legato al momento dello snack e, attraverso una descrizione iperbolica e provocante, esprimere il valore della croccantezza irresistibile della patatina Amica Chips. Si vuole rappresentare, in modo palese e senza fraintendimenti di tipo religioso, una situazione “chiaramente teatrale e da fiction”, tratta da citazioni del mondo ecclesiastico già abbondantemente trattate nella cinematografia mondiale, nelle rappresentazioni teatrali e nella pubblicità. Lo spot 30” verrà programmato sulle reti Mediaset, Cairo e sulle CTV, oltre che sui canali digitali. Il commento «Le patatine sono una categoria mentale compensativa e divertente – spiega Marini a Dailyonline -.. Hanno bisogno di comunicazioni ironiche, giovani e impattanti. L’area semantica della serietà è noiosa, funziona per prodotti assicurativi o farmaceutici. L’area del divertimento e della giocosità si sposa benissimo invece con questo settore». Credits Direzione creativa: Lorenzo Marini Copywriter: Artemisa Sakaj  Planning strategico e direzione generale: Ezio Campellone Account service: Elma Golloshi Casa di produzione: Film Good Executive producer: Pierangelo Spina Regia: Dario Piana Direttore fotografia: Stefano Morcaldo Producer: Sara Aina Musica: “Ave Maria” di Schubert – esecuzione di Alessandro Magri  

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