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La Gen Z supera i Millennial e diventa il più grande segmento singolo di popolazione, lo dice Nielsen

Autore: Redazione


Secondo le rilevazioni di Nielsen ha raggiunto il 26% della media audience. È la prossima generazione di consumatori di massa, che condivide alcuni schemi di comportamento e caratteristiche del gruppo precedente, ma ha preferenze e aspettative distinte che brand e retailer devono capire e affrontare

Secondo una nuova relazione di Nielsen, Millennials e Gen Z rappresentano ormai il 48% del totale della media audience. La Gen Z in particolare è ora il segmento singolo più grande, pari al 26% della popolazione. Poiché tra i membri della Gen Z e i Millennials ci sono alcune differenze chiave, il cambiamento demografico ha alcune implicazioni per i brand e i retailer. Della Gen-Z fanno parte i nati tra il 1997 e il 2015. I più “anziani” della generazione sono ormai 20enni, mentre i Millennial più grandi hanno ormai 37 anni. Le due generazioni hanno in comune la proprietà dei device, ma secondo Nielsen, la Gen-Z guarda meno tv tradizionale e DVR rispetto alle generazioni precedenti. Spendono anche molto meno tempo per accedere a internet tramite pc rispetto ai gruppi più anziani.
Il tempo speso online e offline
Millennials e Baby Boomers hanno speso in media 1 ora 2 minuti su internet da PC al giorno nel primo trimestre del 2017. Gen X ha speso circa 1 ora e 20 minuti, sempre secondo la relazione. Al contrario, la Gen-Z ha trascorso otto minuti al giorno online via pc. La stragrande maggioranza del tempo online avviene da dispositivi mobili. I membri della Gen Z, inoltre, hanno maggiori probabilità di acquistare nei negozi rispetto ai Millennial e lo preferiscono all’ecommerce, secondo diversi studi. Tuttavia, la tecnologia influenza pesantemente i loro comportamenti di acquisto nei negozi.
Snapchat e texting
Secondo un sondaggio sul comportamento di consumo al dettaglio di Euclid Analytics, la Gen Z utilizza app e funzionalità mobile nei telefoni cellulari più di altri segmenti demografici nei negozi. Nell’utilizzo di Snapchat si manifesta la differenza più spiccata tra la Gen Z e gli altri gruppi. Più del 40% degli intervistati appartenenti alla Gen Z dice di utilizzare Snapchat in un negozio, rispetto a solo il 15% degli altri intervistati. Il texting rimane l’attività più popolare in generale, in particolare per la Gen Z. Metà degli intervistati della Gen Z dicono di inviare messaggi nei negozio, rispetto al 39% degli altri intervistati. L’unica funzionalità mobile che la Gen Z utilizza meno di altri gruppi è Google search.

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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 17/04/2019


Apple, ode al globo con Camp4 Collective e i Megadeth

Per celebrare l'intensità, il colore, l'azione e la vivacità del nostro mondo, Apple sta alzando la posta in gioco nei video girati in mobilità con la campagna tv "Don't Mess With Mother", un'ode ricca di azione al globo realizzata in tempo per l'"Earth Day" che si terrà il prossimo 22 aprile. Un tripudio di immagini spettacolari, dunque, ma con un tono seriamente tagliente coadiuvato dalla colonna sonora - impostata sulla traccia Last Rites dei Megadeth. Il puro potere di Madre Natura è mostrato in azione ravvicinata con scene così nitide che sembra quasi incredibile siano state ripresa da un iPhone. Dalle potenti onde dell'oceano ai fulmini, agli animali sopra e sotto il mare, la bellezza e la natura inaspettata del pianeta ispira e impressiona attraverso questo video. Il filmato "Shot on iPhone" è stato girato in nove Paesi in tutto il mondo, ognuno dei quali mostra un lato magnifico della natura. Apple ha commissionato a un gruppo di registi professionisti di Camp4 Collective, meglio conosciuto per il documentario vincitore del Sundance Film Festival "Meru", di catturare la Madre Terra in tutta la sua gloria su iPhone XS.

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 17/04/2019


Audiweb, a febbraio comanda sempre Italiaonline

Secondo i dati Audiweb del mese di febbraio 2019, prodotti con la nuova metodologia Audiweb 2.0, sono stati 41,6 milioni di utenti unici, pari al 69,6% della popolazione, collegati a internet complessivamente per 78 ore e 18 minuti (3 giorni e 6 ore). Nel giorno medio, risultano 33,2 milioni gli utenti unici che hanno navigato almeno una volta dai device rilevati, pari al 55,5% della popolazione dai 2 anni in su. In dettaglio, sono stati 11,3 milioni gli utenti online nel giorno medio da Computer (il 18,9% della popolazione 2+ anni), 5 milioni da Tablet (l’11% dei 18-74enni) e 28,7 milioni da Smartphone (il 64,3% dei 18-74enni). Provenienza geografica In base ai dati sulla provenienza geografica degli utenti online, nel giorno medio a febbraio risultano piccole variazioni rispetto al mese precedente. Sono stati, infatti, 9,2 milioni gli utenti online dall’area Nord Ovest (il 58,2% della popolazione di quest’area), 5,9 milioni dall’area Nord-Est (il 54,3% della popolazione di quest’area), 6,4 milioni dal Centro (pari al 57,3% della popolazione del Centro) e 11,6 milioni dall’area Sud e Isole (il 53,4% della popolazione di quest’area). Caratteristiche demografiche Per quanto riguarda le caratteristiche demografiche degli utenti online, hanno navigato almeno una volta nel giorno medio del mese di febbraio il 54,7% delle donne dai due anni in su (16,6 milioni) e il 56,4% degli uomini (16,6 milioni). I giovani che navigano abitualmente su internet sono oltre l’82%, 4 su 5, con quote pari all’82,7% dei 18-24enni (3,6 milioni) e l’83,7% dei 25-34enni (5,7 milioni). Tutti gli altri segmenti della popolazione adulta risultano comunque coinvolti in modo significativo. Fa eccezione il segmento degli over 64 anni che, pur rappresentando online solo il 26% (3,5 milioni) del target di riferimento, come si può vedere dai dati sul tempo speso, questi utenti una volta online vi trascorrono circa 2 ore e 25 minuti giorno medio. Giorno medio Nel giorno medio a febbraio gli utenti online hanno trascorso in media 3 ore e mezza. Hanno navigato complessivamente per 3 ore e 34 minuti le donne e 3 ore e 26 minuti gli uomini. Più in dettaglio, i 18-24enni hanno dedicato circa 4 ore all’online (3 ore e 52 da Smartphone), con valori non molto diversi per i 25-34enni, online per 3 ore e 53 minuti, e per i 35-44enni, online per 3 ore e 43 minuti. Resta interessante il tempo dedicato all’online dagli over 64enni. Sotto categorie Tra le sotto-categorie di siti e applicazioni più visitati nel mese di febbraio si confermano le sotto-categorie “Search”, che raggruppa i motori di ricerca, con 39,8 milioni di utenti unici mensili (il 95,7% degli utenti online), “Member Communities”, che raggruppa i social network, con 36,9 milioni di utenti (l’88,6%), “Internet Tools/Web Services”, con servizi e applicazioni per la fruizione di strumenti e servizi online, raggiunge 36,7 milioni di utenti (l’88,2%)i, “Video/Movies” con 36,7 milioni di utenti (l’88,2%), “General interest portals & communities”, che raggruppa i portali generalisti con 36,4 mionini di utenti (87,4%). Raggiungono, tra le altre, valori altrettanto rilevanti anche le sottocategorie “Current events & global news” con i siti di news online che raggiungono a febbraio 35 milioni di utenti unici, “Mass merchandiser”, la categoria che raggruppa siti di vendita online di prodotti mass market, con 33 milioni di utenti unici nel mese, “Corporate information”, insieme di siti e applicazioni delle aziende online, con 30,9 milioni di utenti. L'andamento delle concessionarie a febbraio Anche a gennaio, sul confronto con il mese precedente, Italiaonline risulta essere la prima concessionaria nel giorno medio, grazie a una total digital audience di poco superiore agli 8 milioni di utenti unici. Ma nella top 3, Mediamond (7.534.944) sopravanza  Manzoni (7,232,219 di utenti unici). È un controsorpasso, dopo quello avvenuto proprio lo scorso mese. Completano la top 5 sempre Sky Italia e RCS Pubblicità.  L’andamento dei brand a febbraio Tra i brand a febbraio si impone ancora una volta la Repubblica, grazie a un’utenza unica giornaliera di quasi 2,8 milioni di persone. In seconda posizione c’è ancora Virgilio, mentre in terza avanza Twitter, a discapito de ilMeteo, che dal terzo gradino di gennaio scende in settima posizione. Libero, al quarto posto, precede Spotify.

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 16/04/2019


Blogmeter diventa partner dell'Osservatorio Nazionale Influencer Marketing

Oltre 400 utenti, tra marketer e influencer, per dar vita a un report in grado di delineare con maggiore chiarezza l’influencer marketing in Italia. Nasce da queste premesse l’analisi diffusa dall’ONIM (Osservatorio Nazionale Influencer Marketing) in partnership con Blogmeter. Venti chart accompagnate da approfondimenti per comprendere, dati alla mano, aspetti come la soddisfazione, le attività e i canali utilizzati, la selezione e l’analisi dei risultati. Insight raccolti nel 2018 attraverso dei survey proposti ai professionisti del settore e alle aziende impegnate sul tema dell’influencer marketing. Il primo di una serie di approfondimenti e attività come il successivo report dedicato agli influencer e, grazie alla partnership tecnologica con realtà di primo piano quali Talkwalker, Blogmeter e The Fool, analisi dedicate. Attualità Un mercato, quello che emerge dal report, che si dimostra sì ancora giovane, ma che lancia importanti messaggi di crescita. La maggioranza dei marketer interpellati (il 67,22%) si dichiara infatti soddisfatta dei risultati ottenuti e che è pronta (il 67,5%) ad aumentare il budget per il 2019. Manifestazioni di quanto l’influencer marketing sia sempre più strumento strategico. Obiettivi Passando agli obiettivi per cui l’IM viene impiegato il dato di maggiore rilevanza è legato all’awareness (19.5%), sintomo di un mercato che deve ancora formarsi pienamente. Non mancano però obiettivi più “complessi” come l’incremento della brand reputation (18,3%) e rafforzare la relazione con utenti e community (10,7%). Instagram domina, sul Fashion unione di intenti Il report conferma come sia Instagram il canale maggiormente utilizzato per i progetti con gli influencer (83% lo usa da spesso a molto spesso). Resiste Facebook (37% spesso), frequentemente utilizzato come supporto alle campagne realizzate su Instagram. Andando ad analizzare i settori in cui l’IM è impiegato, troviamo il 17,6% di Fashion e Food & Beverage e il 12% del Travel. Ambiti sicuramente più pronti sia per cultura sia per prodotto.  Matteo Pogliani “Da professionista impegnato quotidianamente in progetti d’influencer marketing - dice Matteo Pogliani, founder dell’ONIM e partner di Open-Box - sentivo, come tanti, l’esigenza di avere un’istantanea reale dello scenario italiano andando oltre percezioni e mode. L’estrema attenzione attorno al tema influencer ha sì portato maggiore attenzione, ma ancora poca consapevolezza. I dati di questo e dei successivi report hanno proprio l’obiettivo di fare finalmente cultura sull’influencer marketing, facendo così crescere la coscienza di marketer e brand e spingendoli ad avere un approccio più critico e strategico. Una base di partenza, il report, su cui confrontarsi e, ove possibile, migliorare. Ringrazio Comunicatica, Viralbeat e Vidoser, partner che hanno da subito appoggiato il progetto ONIM, IUSVE, partner istituzionale e accademico e tutti i partner tecnologici che ci permetteranno di accrescere le attività dell’Osservatorio”.

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 16/04/2019


FreeWheel: la connected tv cresce in Europa del 29% ed è responsabile per il 40% delle ad views

Nel quarto trimestre del 2018, la linea di demarcazione tra TV lineare e digitale non è più netta come prima, ma sta scomparendo contestualmente all’evoluzione del panorama televisivo e del Premium video. Secondo i dati del Video Marketplace Report (precedentemente intitolato Video Monetisation Report) di FreeWheel, in Europa la fiducia nel Premium video continua ad aumentare con un risultato complessivo per le Ad views nel 2018 del 22% superiore a quello del 2017. Tuttavia, le Video views sono diminuite del 16% nello stesso periodo, a seguito dell’introduzione del GDPR e delle restrizioni di accesso ai contenuti da parte degli editori statunitensi. Le principali evidenze della ricerca Il report, aggiornato per focalizzare maggiormente l’attenzione sulle tendenze a livello di consumatori e lato domanda, ha svelato una serie di temi chiave validi per tutta l’Europa: Gli editori continuano ad aumentare la monetizzazione dei contenuti live, con numeri più che raddoppiati per le Ad Views su base annua. Lo sport è particolarmente rilevante per la visualizzazione live in Europa e riguarda oltre la metà delle Ad Views totali (55%). È, poi, sempre più evidente la forza della connected TV, con una crescita annua del 29% (superiore a quella di mercato) ed è responsabile per il 40% delle Ad Views complessive. Le tendenze di visualizzazione per il Premium video, infine, rispecchiano quelle rilevate per i contenuti lineari, anche se le Ad Views raggiungono un picco di visualizzazioni alle ore 22:00, e dunque più tardi rispetto alla fascia di prima serata della TV tradizionale. Considerato che l’85% delle Ad Views per il Premium video corrisponde a Video on demand (VOD), il dato sembra suggerire che le visualizzazioni siano incrementali rispetto alla televisione lineare. Advertisers e pubblicità Il programmatic prevale sulle vendite dirette, con una crescita del 17% su base annua che equivale a un aumento del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A guidare gli advertiser nel segmento del Premium Video sono le aziende del Fast Moving Consumer Goods, che rappresentano il 29% di tutte le Ad Views registrate da FreeWheel, con la syndication che gioca un ruolo essenziale come strumento per consolidare le audience e massimizzare la reach, producendo un aumento delle Ad views per contenuti syndicated pari al 25% su base annua e una quota di mercato del 20% per il quarto trimestre. La relazione si conclude affermando che l’abitudine di “guardare la televisione” oggi sarebbe dettata più dai contenuti che dal dispositivo utilizzato, segnalando che ciò potrebbe tradursi in una combinazione di TV lineare, contenuti accessibili tramite connected TV o eventi dal vivo trasmessi in streaming e visualizzati da dispositivi mobili. Thomas Bremond, General Manager, International, FreeWheel and Comcast Technology Solutions, ha commentato: “Il Premium video sta consolidando la propria posizione nel mercato, offrendo nuove opportunità agli addetti al marketing. È stato un anno interessante, condizionato dall’attuazione del GDPR e dal suo effetto sugli editori. La maggiore attenzione in materia di trasparenza e brand safety ha permesso di offrire agli inserzionisti contenuti premium di alta qualità, capaci di coinvolgere l’utente e migliorare l’esperienza di visualizzazione.”

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