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Ipsos: supera i 46 milioni di euro di fatturato nel 2016, in crescita del 4%

Autore: V Parazzoli


L’istituto di cui è presidente Nando Pagnoncelli beneficia di un andamento in controtendenza grazie al continuo orientamento alla sperimentazione, ineludibile per cogliere i cambiamenti sociali e di consumo

Il focus sull’innovazione, intesa come continua sperimentazione di nuovi approcci e altrettanto nuove modalità di ricerca, sia sociale che di mercato - sostenuta per altro dall’analogo orientamento che sta consolidando il posizionamento distintivo dell’omonimo Gruppo di cui fa parte - sta permettendo a Ipsos Italia di andare in netta controtendenza rispetto al trend del comparto di cui fa parte, con una crescita del fatturato, in questa prima parte dell’anno, allineata a quella del +3\4% del 2016, che ha toccato quota 46 milioni di euro, con più di 1.500 indagini realizzate. Lo ha spiegato a DailyMedia il presidente dell’istituto, Nando Pagnoncelli, venerdì scorso, a margine della presentazione la ricerca realizzata per Pubblicità Progresso e Assirm sulla fruizione mediatica degli studenti universitari. Una propensione che ha portato ad esempio Ipsos Italia ad attivare, già tre anni fa, un proprio punto vendita a Milano, in tutto e per tutto uguale a quello di una qualsiasi insegna della gdo, per monitorare sul campo i comportamenti di shopping dei consumatori integrando strumentazioni tecniche e nuove discipline di ricerca. Allo stesso modo, un anno fa, è partita la sperimentazione di una metodologia, che poi è stata adottata a regime, che integra fisso, mobile e internet per effettuare più precisi sondaggi di opinione ed elettorali. Non a caso, l’ultima edizione del GreenBook Research Industry Trends Report ha messo Ipsos al secondo posto - alle spalle solo di System 1 Research, già BrainJuicer - nella classifica dei migliori 50 istituti di ricerca per innovazione.

“L’élite dei giovani (dis)informati”: Ipsos per Pubblicità Progresso e Assirm

L’ultima conferma dell’ineludibile necessità di rivedere e rinnovare gli strumenti analitici dell’indagine sociale è venuta proprio dai risultati della citata ricerca, che ha riproposto, nel caso, il problema di come entrare in relazione con quella, osservata dell’indagine effettuata per la Fondazione di cui è presidente Alberto Contri, che aspira ad essere la prossima classe dirigente del nostro Paese. Non tanto, come ha sottolineato sempre Pagnoncelli, per sapere quale siano la dieta mediatica e i comportamenti di consumo dei giovani, ma per almeno cercare di coglierne quali siano i valori e gli orientamenti di giudizio in base ai quali svilupperanno i loro comportamenti sociali in un contesto che è in realtà sempre più delicato e problematico, come mostra facilmente la cronaca di tutti i giorni. Tra l’altro, la ricerca in questione - non a caso intitolata L’élite dei giovani (dis)informati - è stata effettuata su oltre 1.200 giovani studenti universitari italiani del network Athena (il think tank dei 100 docenti volontari che collaborano con Pubblicità Progresso), composto per la metà da studenti in scienze della comunicazione, marketing e scienze politiche e sociali e che, quindi, dovrebbero rappresentare una tipologia più acculturata e sensibile della media dei loro coetanei.

La dieta mediatica degli universitari

Ebbene, tra le varie evidenze, è emerso che questi universitari guardano sempre meno la tv: circa la metà soltanto ne fruisce quotidianamente, mentre una vasta maggioranza (82,3%) la guarda solo una volta alla settimana. Film (75,5%) e serie tv (69,2%) sono i contenuti preferiti. News e telegiornali si posizionano invece al terzo posto. E’ su internet che quasi il 40% della nuova generazione nativa digitale passa più di 4 ore al giorno, il 15% addirittura più di 6. Il mezzo più utilizzato per navigare, e preferito al pc, è lo smartphone: il 95.6% dei ragazzi lo usa, a fronte di un solo 21% che, invece, dichiara di usare il tablet. Solo una parte (7%) accede al web anche per informarsi. Le attività più gettonate sono l’uso di motori di ricerca, il servizio di messaggistica istantanea e i social network, di cui Facebook rimane il re (98%), seguito da WhatsApp (91,9%) e Instagram (77,5%). Il 65% di coloro che si informano in rete sceglie come canali i social media (42%), seguiti da news online (32%) e portali (16%). Segue la tv, preferita da quasi un terzo; mentre è irrisorio il numero di studenti che utilizza il mezzo stampa (2,2%) o radiofonico (1,7%). In ogni caso sono i temi di carattere sociale a interessare una grande maggioranza degli intervistati (78%), anche perché più della metà dichiara di essere impegnato in attività di volontariato o beneficenza. «Il quadro che emerge offre molti spunti di riflessione, anche piuttosto problematici, e suona come una sveglia per tutto il mondo dell’informazione - ha sottolineato il presidente di Pubblicità Progresso, Alberto Contri -. La domanda che tutti ci dovremmo porre è, vista la scarsa attitudine all’approfondimento dei giovani universitari, come faranno a formarsi una capacità critica che li metta in grado di andare a votare con scienza e coscienza?». «Prevale l’esigenza di aggiornamento in tempo reale a quella dell’approfondimento, l’auto-selezione delle notizie alla loro contestualizzazione e gerarchizzazione - spiega Pagnoncelli -: e sempre più spesso le percezioni prevalgono sulla realtà e le emozioni sulla razionalità. L’utilizzo dei social non favorisce il senso critico perché prevale l’omofilia al confronto tra opinioni diverse. Tutto ciò si riflette sul clima sociale e sulla fiducia dei cittadini, e investe i rapporti con la politica e le istituzioni, da cui gli individui si sentono sempre più distanti. Non a caso assistiamo alla crescita dei populismi».

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incarichi e gare

Autore: Redazione - 29/04/2024


L’ACI mette a bando 3 milioni di euro per il servizio biennale di ideazione, produzione e pianificazione di nuove campagne pubblicitarie

L’Automobile Club d’Italia ha emesso un bando per l’affidamento del servizio di ideazione e realizzazione di campagne di comunicazione per ACI stessa, del valore di 3 milioni di euro al netto di Iva in 24 mesi a partire dal prossimo mese di febbraio. Termine per il ricevimento delle offerte:30 maggio 2024. Tra i requisiti richiesti ci sono quello di un fatturato globale maturato nel triennio precedente almeno pari a 6 milioni Iva esclusa, e di aver eseguito negli ultimi tre anni di almeno 2 campagne di comunicazione esterne realizzate per pubbliche amministrazioni/privati con un progetto creativo e un piano media articolato su base nazionale, di cui almeno una con un piano media di valore pari o superiore a 1,5 milioni, Iva esclusa . Finalità La finalità delle precedenti campagne è stata di raccontare valori, capacità, funzioni di ACI e di diffonderne la “mission”: rappresentare gli interessi, le ambizioni, le evoluzioni degli automobilisti contemporanei, non più intesi solo come “proprietari di veicoli” ma soprattutto quali cittadini che necessitano di mobilità sostenibile, sicura, individuale e interconnessa con quella collettiva. ACI ha inteso, inoltre, evolvere il suo ruolo, in funzione delle trasformazioni della società, estendendo la sua attenzione a tutte le modalità con cui si compone oggi la mobilità individuale, di cui fruiscono tutti i cittadini non solo gli automobilisti, e integrando il concetto di mobilità sostenibile che deve essere certamente a minor impatto ambientale ma, altresì, anche con sempre maggiore la sicurezza stradale e, soprattutto, accessibile a tutti. ACI intende quindi perseguire questo percorso per i prossimi due anni, sviluppando campagne istituzionali/sociali, con adeguate pianificazioni nazionali, rinnovando le campagne specifiche legate ai servizi/prodotti offerti, proseguendo la comunicazione sui temi della Sicurezza Stradale e della corretta guida che ogni anno avranno un focus specifico, supportando con azioni di comunicazione specifiche le proprie articolate attività, ad iniziare da quelle sportive e associative. Obiettivi Al fine di accrescere awareness, autorevolezza e credibilità sia presso il grande pubblico italiano (protagonisti o fruitori della mobilità) come presso gli influenti di settore e gli interlocutori istituzionali, si reputa necessario che la comunicazione abbia come direzione: 1. Raccontare ACI in un’unica narrazione istituzionale, finalizzata ad ottimizzare e incrementare la corretta reputazione del brand, che successivamente si declina, in modo originale ma sempre riconoscibile, nelle diverse attività di comunicazione che saranno richieste; 2. Diffondere la vision di ACI e i valori del brand per sostenere una nuova consapevolezza, presso i target indicati, del vero e attuale posizionamento di ACI e del suo ruolo attivo nel processo di innovazione del Paese. 3. Promuovere e consolidare la consapevolezza della qualità, efficienza e innovazione dei prodotti e servizi che ACI offre, anche nei confronti di un pubblico meno attiguo al mondo ACI, per semplificare e migliorare le esigenze di mobilità.  

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spot

Autore: V Parazzoli - 09/04/2024


Lorenzo Marini Group firma “Il divino quotidiano” di Amica Chips, con una versione più “rispettosa” in tv e una più trasgressiva sui social

È on air la nuova campagna tv Amica Chips, realizzata, dopo aver vinto la relativa gara, da Lorenzo Marini Group, che propone una comunicazione fuori dagli schemi tradizionali con un linguaggio ironico, forte e trasgressivo, destinato a colpire un target giovane non abituato a messaggi “televisivi tradizionali” ma a stilemi narrativi social. Non a caso, dello spot sono state approntate una versione più “provocante” appunto per i social e una più rispettosa di un target tradizionale per la tv, con planning sempre di Media Club. Il film Le protagoniste dello spot sono delle novizie, riprese in fila sotto al chiostro del monastero mentre si apprestano ad entrare in chiesa. In sottofondo si sente la musica dell’“Ave Maria” di Schubert, eseguita con l’organo che accompagna questo ingresso. Le novizie sono in fila verso l’altare e la prima sta per ricevere la comunione dal prete celebrante…In quel momento si sente il suono della croccantezza della patatina, un “crunch” amplificato in perfetto sincrono con il momento in cui la prima novizia ha ricevuto l’ostia. Le altre in fila, al sentire il “crunch”, sorridono divertite e guardano nella direzione da cui proviene il rumore “appetitoso e goloso” della patatina croccante. La Madre Superiora infatti è seduta in sagrestia e, rilassata in un momento di pausa, sta mangiando con gusto le Amica Chips prendendole da un sacchetto che tiene in mano. Pack shot con le patatine Amica Chips e in super appaiono logo e claim di campagna “Il divino quotidiano”. Obiettivi e target L’obiettivo principale della comunicazione è quello di riaffermare il ruolo da protagonista di Amica Chips in comunicazione, da sempre protagonista di campagne forti e distintive con un tono da leader, per aumentare la percezione del suo valore di marca e consolidare la sua brand awareness. La campagna, che vuole sottolineare l’irresistibilità del prodotto ed esaltare la sua croccantezza superiore, sarà sviluppata con un sistema di comunicazione integrato teso a massimizzare l’impatto e la copertura di un target 18–54 anni, con particolare focus per la parte più giovane (18-35) sui canali digital e social. Un target che, in chiave psicografica viene descritto come composto da persone che nella loro vita ricercano ironia, divertimento e simpatia e che hanno un atteggiamento sociale aperto ed evoluto, con una ricerca continua di uscita dagli schemi convenzionali. Il messaggio vuole esprimere, con forte ironia “british”, un contenuto di prodotto legato al momento dello snack e, attraverso una descrizione iperbolica e provocante, esprimere il valore della croccantezza irresistibile della patatina Amica Chips. Si vuole rappresentare, in modo palese e senza fraintendimenti di tipo religioso, una situazione “chiaramente teatrale e da fiction”, tratta da citazioni del mondo ecclesiastico già abbondantemente trattate nella cinematografia mondiale, nelle rappresentazioni teatrali e nella pubblicità. Lo spot 30” verrà programmato sulle reti Mediaset, Cairo e sulle CTV, oltre che sui canali digitali. Il commento «Le patatine sono una categoria mentale compensativa e divertente – spiega Marini a Dailyonline -.. Hanno bisogno di comunicazioni ironiche, giovani e impattanti. L’area semantica della serietà è noiosa, funziona per prodotti assicurativi o farmaceutici. L’area del divertimento e della giocosità si sposa benissimo invece con questo settore». Credits Direzione creativa: Lorenzo Marini Copywriter: Artemisa Sakaj  Planning strategico e direzione generale: Ezio Campellone Account service: Elma Golloshi Casa di produzione: Film Good Executive producer: Pierangelo Spina Regia: Dario Piana Direttore fotografia: Stefano Morcaldo Producer: Sara Aina Musica: “Ave Maria” di Schubert – esecuzione di Alessandro Magri  

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