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YouTube costretta a bloccare la pubblicità mirata sui video per i bambini
Le autorità alle calcagna, aut-aut pressanti, poco spazio per trovare compromessi o margini di accordo. E così, per soddisfare le attuali regole, i funzionari di YouTube stanno ragionando sul serio sul blocco delle pubblicità "mirate" all’interno dei video destinati ai bambini. Ed è quasi inutile precisare come una simile mossa andrebbe a intaccare le vendite di annunci. Accordo in vista La Federal Trade Commission ha da tempo messo nel mirino il gigante del video per capire se abbia violato la legge sulla privacy online dei minori. L'agenzia avrebbe raggiunto un accordo con YouTube, ma non ha rilasciato i termini. Non è chiaro se le modifiche che verranno apportate dalla piattaforma siano il risultato della transazione. Si dice in giro che i piani potrebbero subire ulteriori cambiamenti. Al momento, i protagonisti hanno rifiutato qualsiasi commento in merito. YouTube Kids YouTube sostiene da tempo come il suo sito non si rivolga (anche) ai bambini. (La società afferma che per i più piccoli ci sarebbe l'app YouTube Kids, che non utilizza annunci mirati. Ma intanto le filastrocche e i video dei cartoni animati sul sito principale continuano a registrare milioni di visualizzazioni. Due tipologie di annunci Al momento, la piattaforma vende due diversi tipi di annunci video. Si accoppia semplicemente il contesto di un video con un messaggio commerciale: quindi, una clip sulla pallacanestro potrebbe avere un annuncio targato adidas. L'altro tipo invece utilizza una matrice di segnali digitali. Con questi annunci, è possibile raggiungere gli spettatori in un gruppo demografico, come proprietari di case o neo genitori, sulla base dei dati di Google: siti visitati, ricerche e così via. YouTube non rivela le i prezzi, ma la maggior parte degli annunci digitali sono più redditizi se associati a dati di targeting. Entrate a rischio Loup Ventures, una società di ricerca, stima i ricavi di YouTube dai video indirizzati ai più piccoli tra  i 500 e i 750 milioni all'anno. La riduzione delle pubblicità mirate potrebbe intaccare i guadagni, “sebbene Google abbia la capacità di rendere le sue pubblicità contestuali più convincenti per mitigare il danno”. Al momento, non è neanche chiaro come YouTube definirà quali video siano diretti ai bambini e quali no.
https://www.dailyonline.it/it/2019/youtube-costretta-bloccare-pubblicita-mirata-sui-video-i-bambini
mercato
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Wpp e Publicis vincono la gara creativa di Mondelēz International
Mondelēz International ha chiuso la consultazione creativa globale indetta lo scorso marzo nominando WPP Group e Publicis Groupe le nuove agenzie di riferimento. Ma non è tutto: la società ha infatti affermato che continuerà a lavorare anche con altre agenzie specializzate in mercati chiave. Insomma, il celebre produttore dei biscotti Oreo, dei cracker Ritz, della gomma Trident e di altri snack concentrerà il suo lavoro creativo globale e locale appoggiandosi a WPP, guidato da Ogilvy e David, e Publicis Groupe, guidato da Digitas. In base al nuovo accordo, che sarà attivo a partire dall’1 settembre, WPP si occuperà di cioccolato, caramelle, bevande in polvere e formaggio, mentre Publicis gestirà biscotti e gomma. Le altre agenzie Come già scritto, Mondelēz lavorerà anche con agenzie "specializzate", tra le quali VCCP nel Regno Unito, struttura che cura Cadbury. La Martin Agency di IPG rimarrà l'agenzia creativa principale su Oreo a livello globale, in collaborazione con Publicis. Martin continuerà a lavorare su Oreo e Ritz anche negli Stati Uniti, mentre BETC si occuperà dei biscotti locali in Europa occidentale.
https://www.dailyonline.it/it/2019/wpp-publicis-vincono-gara-creativa-mondelez-international
incarichi e gare
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Facebook presenta una nuova funzione per il controllo dei dati personali
Facebook, a un anno dal primo annuncio sul tema, ha iniziato a implementare una nuova funzione che consentirà agli utenti di vedere quali inserzionisti dispongono dei propri dati e impedire loro di utilizzarli per indirizzare gli annunci. Il social network ha presentato ieri una nuova opzione che permette di eliminare le "Off-Facebook Activity". Perché c’è voluto così tanto tempo, tra scandali e pressioni mediatiche incentrate sul problema della privacy? David Baser, direttore della gestione dei prodotti di Facebook, ha dichiarato che il progetto ha richiesto più tempo del previsto perché prevedeva la creazione di un set di dati ex novo. Confusioni Inoltre, il progetto ha dovuto superare dei test che hanno messo in evidenza come le persone non capissero le basi del programma. Ecco perché il nome è stato cambiato da "Clear History" a Off-Facebook Activity". La "cronologia chiara" poteva implicare che le persone potessero cancellare tutti i dati dal social network. Tuttavia, i dati si riferiscono solo a ciò che Facebook memorizza sugli utenti in merito alla loro attività al di fuori del social network. Questi sono i dati che gli inserzionisti e gli sviluppatori raccolgono e condividono con il social network per indirizzare gli annunci. Come funziona Il nuovo prodotto, che non è ancora disponibile negli Stati Uniti, è stato introdotto per la prima volta ieri in Irlanda, Spagna e Corea del Sud. Ed ecco come funziona: gli utenti entrano nelle loro impostazioni, e vi trovano l'opzione "attività fuori Facebook"; all'interno di questa voce è presente un elenco di tutti gli inserzionisti, editori e sviluppatori che hanno importato dati sull'utente, il quale può decidere quali mantenere e quali cancellare. È presente anche un'opzione che permette il contemporaneo cancellamento delle connessioni dati da tutti i partner di Facebook. Le persone possono anche impedire che tali dati vengano utilizzati in futuro per indirizzarli su Facebook. Cambiamenti di clima L'eliminazione di queste connessioni dati su Facebook è molto simile alla cancellazione di un browser web, ossia di quei tracker online che aiutano gli inserzionisti a indirizzare gli annunci e permettono ai siti di rimanere connessi. Ed è ovvio che non siano pochi gli inserzionisti spaventati da questo nuovo clima contro la raccolta dei dati. Più persone coprono le loro tracce online, più è difficile pubblicare annunci efficaci. I giganti della pubblicità digitale, tuttavia, stanno rispondendo al richiamo a un maggiore controllo con il Regolamento generale sulla protezione dei dati. La nuova legge si concentra sul garantire che le piattaforme digitali abbiano l'autorizzazione direttamente dai consumatori per utilizzare i propri dati.
https://www.dailyonline.it/it/2019/facebook-presenta-una-nuova-funziona-io-controllo-dei-dati-personali
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