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Il Sole 24 Ore: continua il calo dei ricavi. Oggi il nuovo CdA, che dovrà convocare l’assemblea sulle perdite

Autore: V Parazzoli


Il Gruppo, che nomina oggi il Consiglio da cui si è dimesso l’a.d. Gabriele Del Torchio, ha approvato i risultati relativi ai primi nove mesi. E adesso attende un aumento di capitale

Venerdì scorso, poco dopo l’annuncio da parte dell’amministratore delegato Gabriele Del Torchio delle proprie dimissioni, effettive da oggi, quando si terrà l’assemblea per il rinnovo del CdA del Sole 24 Ore, il Gruppo di cui sempre fino a questa mattina è ancora presidente Carlo Robiglio ha reso noti i dati relativi ai primi nove mesi del 2016. I ricavi consolidati sono stati pari a 208,4 milioni di euro e si confrontano con un valore pari a 227,4 milioni dello stesso periodo del 2015 (-18,9 milioni; i dati comparativi relativi al pari periodo dello scorso anno sono stati rideterminati in conseguenza di un cambio di principio contabile e di alcune correzioni di errori).

Calo dei ricavi pubblicitari

Tale variazione è attribuibile per 8,7 milioni al deconsolidamento delle controllate Newton Management Innovation e Newton Lab. Al netto della variazione di perimetro, i ricavi consolidati registrano un calo di 10,2 milioni, principalmente riconducibile al calo dei ricavi pubblicitari, pari a 4,9 milioni (-5,7%) e alla diminuzione dei ricavi derivanti dalla vendita di collaterali, libri e periodici cartacei, pari a 3,5 milioni (-20,2%). I ricavi digitali complessivi ammontano a 73,8 milioni e sono pari al 35,4% del totale dei ricavi (erano pari al 32,9% nello stesso periodo del 2015), in calo dell’1,5% rispetto al 2015.

Gabriele Del Torchio Gabriele Del Torchio

Ricavi digitali

I ricavi digitali da contenuto informativo complessivi ammontano a 56,0 milioni e si confrontano con un valore pari a 54,8 milioni (+2,2%) rispetto ai primi nove mesi del 2015. I ricavi diffusionali del quotidiano (carta+digitale) sono in calo di 1,3 milioni (-2,4%) rispetto allo stesso periodo del 2015 e ammontano a 50,6 milioni. In crescita di 2,4 milioni i ricavi da contenuto digitale informativo del quotidiano e dei quotidiani verticali (+12,6%). I ricavi pubblicitari, pari a 80,4 milioni, sono in diminuzione di 4,9 milioni (-5,7%), principalmente per il venir meno di alcune concessioni di editori terzi; al netto delle disomogeneità di perimetro, i ricavi dell’area sono in calo del 3,8%. Il mercato di riferimento registra nel complesso una flessione del 3,0% (fonte: Nielsen gennaio-agosto 2016).

Area Cultura

I ricavi dell’Area Cultura, pari a 13,0 milioni, sono in calo di 0,2 milioni (-1,9%), per il calo dei visitatori alle mostre. Il Margine Operativo Lordo (ebitda) è negativo per 25,3 milioni e si confronta con un risultato rideterminato in negativo di 12,5 per i primi nove mesi del 2015. Tale variazione è dovuta principalmente al calo dei ricavi e a oneri non ricorrenti pari a 9,1 milioni, oltreché a minori proventi operativi. L’ebitda al netto degli oneri non ricorrenti è pari a -16,2 milioni di euro. Il risultato operativo (ebit) è pari a -46,9 milioni e si confronta con un ebit rideterminato di -24,3 milioni nel 2015 e include oneri non ricorrenti pari a 15,1 milioni. L’ebit al netto degli oneri non ricorrenti è pari a -31,8 milioni.

Riusultato netto

Il Gruppo chiude i nove mesi con un risultato netto negativo di 61,6 milioni, che risente della svalutazione di imposte anticipate per 10,4 milioni, e si confronta con un risultato negativo rideterminato di 26,1 milioni del 2015. Al netto degli oneri non ricorrenti, il risultato netto è pari a -35,1 milioni. Il Gruppo, al 30 settembre, presenta, poi, un patrimonio netto pari a 16,4 milioni, con una diminuzione di 70,8 milioni rispetto a quello al 31 dicembre 2015, pari a 87,2 milioni, per effetto della perdita del periodo pari a 61,6 milioni, nonché per la riesposizione di alcuni dati comparativi e altre variazioni per complessivi 9,2 milioni.

Sole 24 Ore

Il capitale è diminuito di oltre un terzo

Il patrimonio netto al 30 settembre 2016 della capogruppo ammonta a 18,229 milioni, a fronte di un capitale sociale di 35,124 milioni, al di sotto del limite della riduzione di un terzo previsto dall’art. 2446 del codice civile. Il CdA ha preso atto della situazione patrimoniale e ritiene che, ai sensi del suddetto articolo, debba essere convocata senza indugio l’assemblea per gli opportuni provvedimenti, entro i termini previsti dalla legge. Pertanto, invita il nuovo  CdA che sarà nominato dall’assemblea degli azionisti di oggi a procedere nel rispetto dei termini previsti dalla legge.

La posizione finanziaria comprende anche il debito residuo

La posizione finanziaria netta è negativa per 40,8 milioni e comprende per 6,6 milioni il debito residuo relativo al sale and lease back della rotativa di Bologna. La posizione finanziaria netta si confronta con un valore al 31 dicembre 2015 rideterminato negativo per 33,9 milioni, in peggioramento di 6,9 milioni. Alla luce dei risultati economici, finanziari e patrimoniali rilevati nei nove mesi, si sono rese necessarie valutazioni da parte degli amministratori in merito alla sussistenza del presupposto di continuità aziendale anche nella redazione del resoconto intermedio di gestione al 30 settembre, analogamente a quanto già rilevato nella relazione finanziaria semestrale al 30 giugno. Gli amministratori, nel Consiglio del 3 novembre, hanno approvato il piano industriale 2016-2020, le cui linee guida erano state approvate il 27 settembre.

Eventuale aumento di capitale

E’ stata ottenuta la disponibilità delle banche finanziatrici a ridefinire la struttura del debito ed è in corso di approvazione uno standstill. L’azionista di maggioranza ha dato la disponibilità a valutare positivamente un eventuale aumento di capitale. Pur in presenza di significative incertezze, gli amministratori hanno redatto il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre  sulla base del presupposto della continuità aziendale, in quanto ritengono che il Gruppo possa disporre di adeguate risorse finanziarie per continuare ad operare in futuro come entità in funzionamento.


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incarichi e gare

Autore: Redazione - 24/04/2024


KFC Italia sceglie KIWI come nuovo partner per la gestione dei social

Si arricchisce di una collaborazione di grande valore il 2024 di KIWI che, a partire da questo mese, è ufficialmente il nuovo partner per la gestione dei canali social di Kentucky Fried Chicken Italia, l’iconica e leggendaria catena di fast food specializzata in pollo fritto. La unit di Uniting Group, scelta da KFC a seguito di una gara, assume l’ownership dei canali Meta (Facebook e Instagram, con l’obiettivo di aprire anche Threads), LinkedIn e TikTok del brand. “La vittoria parte innanzitutto da una ricerca approfondita sul tone of voice. Abbiamo identificato nell’autenticità, nella schiettezza e nella boldness, che da sempre appartengono al brand, degli ottimi punti di partenza per rivolgerci alla GenZ e ai Millennial che sono il pubblico per eccellenza di KFC. Si tratta di un brand unico e amatissimo in tutto il mondo, con un prodotto e degli asset di comunicazione inconfondibili e potenzialità social ancora parzialmente inespresse in Italia”, afferma Andrea Stanich, Direttore Creativo Esecutivo di KIWI, Part of Uniting Group.  La strategia L’attenzione di KIWI sarà molto concentrata sulla crescita e sul coinvolgimento sempre maggiore della community. Anche i lanci, le promo, le aperture, i servizi e le innovazioni tecnologiche saranno comunicate senza perdere di vista l’intrattenimento. Una gestione del community management informale e diretta contribuirà ad alimentare il dialogo quotidiano con gli utenti. “Una parte rilevante del piano social di KFC - prosegue Federica Pasqual, COO di KIWI e Freshhh, Part of Uniting Group - sarà costituita da contenuti video originali agili e veloci, che ci piace definire ‘snackable’. Oggi più che mai è fondamentale affiancare i nostri brand partner intercettando le opportunità di comunicazione e i trend in modo istantaneo; questo, nel day by day, viene facilitato dalla collaborazione con la unit Freshhh, nata inizialmente come spin-off di KIWI, realtà che può contare, dall’ultimo quarter del 2023, su uno spazio produttivo dedicato”.  Dieci anni di pollo fritto in Italia KFC, società del gruppo Yum! Brands, è leader mondiale nel settore dei ristoranti che servono pollo fritto. Nato oltre 70 anni fa e presente in Italia da 10 anni, il brand ha avuto nel nostro Paese una crescita che l’ha portato oggi a 87 ristoranti in 15 regioni, con l’obiettivo di arrivare a 100 locali entro la fine dell’anno. Il gusto unico del pollo fritto di KFC si deve al Colonnello Sanders, fondatore del brand e inventore dell’Original Recipe, la ricetta che contiene un inimitabile mix segreto di erbe e spezie e che ancora oggi viene preparata come una volta nei ristoranti di Kentucky Fried Chicken. “Cercare ogni giorno di costruire una relazione sincera e coinvolgente con il nostro target di riferimento rappresenta uno degli obiettivi principali per i prossimi anni, forse la chiamerei una missione. La GenZ è la nostra audience, vogliamo rivolgerci loro in maniera diretta e convincente - afferma Marzia Farè, Chief Marketing Officer di KFC in Italia -. La scelta dei temi, dei canali, del linguaggio e il tono di voce da adottare diventano pertanto ogni giorno più cruciali; vorremmo esser riconosciuti come contemporanei e autentici e credo che la collaborazione con KIWI possa davvero esser l’occasione giusta per far un passo ulteriore di crescita in questa direzione. Il team KIWI che ci affiancherà è pieno di energia e voglia di fare, abbiamo le premesse migliori per far bene e divertirci”.

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spot

Autore: V Parazzoli - 09/04/2024


Lorenzo Marini Group firma “Il divino quotidiano” di Amica Chips, con una versione più “rispettosa” in tv e una più trasgressiva sui social

È on air la nuova campagna tv Amica Chips, realizzata, dopo aver vinto la relativa gara, da Lorenzo Marini Group, che propone una comunicazione fuori dagli schemi tradizionali con un linguaggio ironico, forte e trasgressivo, destinato a colpire un target giovane non abituato a messaggi “televisivi tradizionali” ma a stilemi narrativi social. Non a caso, dello spot sono state approntate una versione più “provocante” appunto per i social e una più rispettosa di un target tradizionale per la tv, con planning sempre di Media Club. Il film Le protagoniste dello spot sono delle novizie, riprese in fila sotto al chiostro del monastero mentre si apprestano ad entrare in chiesa. In sottofondo si sente la musica dell’“Ave Maria” di Schubert, eseguita con l’organo che accompagna questo ingresso. Le novizie sono in fila verso l’altare e la prima sta per ricevere la comunione dal prete celebrante…In quel momento si sente il suono della croccantezza della patatina, un “crunch” amplificato in perfetto sincrono con il momento in cui la prima novizia ha ricevuto l’ostia. Le altre in fila, al sentire il “crunch”, sorridono divertite e guardano nella direzione da cui proviene il rumore “appetitoso e goloso” della patatina croccante. La Madre Superiora infatti è seduta in sagrestia e, rilassata in un momento di pausa, sta mangiando con gusto le Amica Chips prendendole da un sacchetto che tiene in mano. Pack shot con le patatine Amica Chips e in super appaiono logo e claim di campagna “Il divino quotidiano”. Obiettivi e target L’obiettivo principale della comunicazione è quello di riaffermare il ruolo da protagonista di Amica Chips in comunicazione, da sempre protagonista di campagne forti e distintive con un tono da leader, per aumentare la percezione del suo valore di marca e consolidare la sua brand awareness. La campagna, che vuole sottolineare l’irresistibilità del prodotto ed esaltare la sua croccantezza superiore, sarà sviluppata con un sistema di comunicazione integrato teso a massimizzare l’impatto e la copertura di un target 18–54 anni, con particolare focus per la parte più giovane (18-35) sui canali digital e social. Un target che, in chiave psicografica viene descritto come composto da persone che nella loro vita ricercano ironia, divertimento e simpatia e che hanno un atteggiamento sociale aperto ed evoluto, con una ricerca continua di uscita dagli schemi convenzionali. Il messaggio vuole esprimere, con forte ironia “british”, un contenuto di prodotto legato al momento dello snack e, attraverso una descrizione iperbolica e provocante, esprimere il valore della croccantezza irresistibile della patatina Amica Chips. Si vuole rappresentare, in modo palese e senza fraintendimenti di tipo religioso, una situazione “chiaramente teatrale e da fiction”, tratta da citazioni del mondo ecclesiastico già abbondantemente trattate nella cinematografia mondiale, nelle rappresentazioni teatrali e nella pubblicità. Lo spot 30” verrà programmato sulle reti Mediaset, Cairo e sulle CTV, oltre che sui canali digitali. Il commento «Le patatine sono una categoria mentale compensativa e divertente – spiega Marini a Dailyonline -.. Hanno bisogno di comunicazioni ironiche, giovani e impattanti. L’area semantica della serietà è noiosa, funziona per prodotti assicurativi o farmaceutici. L’area del divertimento e della giocosità si sposa benissimo invece con questo settore». Credits Direzione creativa: Lorenzo Marini Copywriter: Artemisa Sakaj  Planning strategico e direzione generale: Ezio Campellone Account service: Elma Golloshi Casa di produzione: Film Good Executive producer: Pierangelo Spina Regia: Dario Piana Direttore fotografia: Stefano Morcaldo Producer: Sara Aina Musica: “Ave Maria” di Schubert – esecuzione di Alessandro Magri  

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