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Smartclip e la crescita della pubblicità sulle smart tv

Autore: Redazione


Con l’arrivo dei servizi di VOD e SVOD, i consumatori oggi usano nel modo più corretto le smart tv che diventano il nuovo polo di richiamo per brand e advertiser

Parliamo spesso dell’importanza che sta assumendo il video come strumento di comunicazione nel mondo digitale, dando quasi per scontata questa crescita. In realtà il video sta radicalmente modificando una serie di contesti con una mole di ripercussioni a volte inaspettata e sottovalutata. La rapida crescita dei servizi online e la tecnologia wireless hanno avuto un impatto fondamentale sui modelli di business delle connected tv.  Oltre a miglioramenti estetici e di design, il vero terreno di battaglia riguarda l’interconnessione delle interfacce e delle relative applicazioni. Le smart tv hanno di fatto creato tanti nuovi portali in cui i produttori di device connessi possono offrire servizi, contenuti, e anche pubblicità. Alcune settimane fa GFK ha comunicato un decalogo dei trend previsti per il 2016 e l’inarrestabile avanzata del video fa parte di questa classifica. GFK spiega che il video è cresciuto oltre ogni previsione e l’online si sta affermando il canale privilegiato per questo tipo di contenuti. E questo perché oggi gli spettatori sono ovunque: su mobile, su una consolle, su un computer e sulle smart tv. Le smart tv sono partite molto lentamente in Italia e soprattutto pochi possessori di questo tipo di televisore l’hanno realmente usato come smart tv. Però, i dati dell’Osservatorio FCP Assointernet di febbraio, hanno rilevato che il segmento smart tv/console è cresciuto del 117% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E, approfondendo ulteriormente, il recente report di Accenture “Igniting Growth in Consumer Techonlogy” segnala per l’Italia una percentuale di consumatori intenzionati a comprare nuove tv più alta rispetto alla media europea: +38% per l’Italia contro un +27% dei consumatori europei. Qual è stato, quindi, il fattore che ha dato spinta a questa crescita? Un nuovo tipo di offerta video che è racchiuso nell’acronimo VOD: Video On Demand (o SVOD quando si parla di servizi che prevedono una subscription d’accesso). L’avvento di player che offrono servizi di streaming di video on demand ha contribuito a cambiare profondamente lo scenario di video consumption. Quando si parla di video in streaming con abbonamento si pensa subito ad uno dei più famosi player mondiali, perché è la realtà più internazionale che si è imposta quasi ovunque ormai. Ci sono però anche altri player locali che stanno crescendo e che stanno quindi ampliando il mercato VOD/SVOD. Si sta consolidando, quindi, una piattaforma che fino a poco tempo fa sembrava riservata agli “smanettoni” e sta aumentando l’interesse dei brand per questa nuova fascia di audience. La prova la troviamo nei dati della Global Video-on-Demand Survey di Nielsen di marzo: una ricerca molto estesa che hai coinvolto un campione di oltre 30.000 individui in 61 paesi, tra cui l’Italia. L’indagine mette in evidenza, prima di tutto, un approccio favorevole verso i servizi di Video On Demand da parte del 36% dei telespettatori italiani, ma soprattutto sottolinea un numero significativo per i brand e gli inserzionisti: il 53% degli intervistati dichiara di essere disposto a vedere spot pubblicitari e un 39% sostiene che i messaggi proposti sulle piattaforme VOD risultano essere un vero supporto per gli acquisti futuri. In questo rinnovato scenario anche smartclip ha voluto approfondire la crescita dell’interesse verso le pianificazioni su smart tv attraverso una serie di ricerche che hanno coinvolto importanti brand internazionali presenti nel mercato anglosassone del settore delle tv on demand, tlc e assicurazioni. Gli studi hanno analizzato, nel corso del 2015, campagne pianificate su televisori LG, Samsung, Philips e Toshiba (tutti produttori di apparecchi televisivi con cui smartclip sta collaborando da diversi anni ormai), in diversi periodi dell’anno e rivolgendosi a specifici settori di audience. I dati emersi mettono in evidenza trend positivi laddove si vanno ad approfondire KPI come “Top of Mind Awareness” o Brand Favourability. In questa tabella uno schema riassuntivo: Schermata 2016-04-12 alle 23.05.46 Ma ancora più interessanti sono i risultati dei comportamenti post-view degli annunci pubblicitari. Per quanto riguarda tv on demand: - il 27% ha cliccato la pubblicità e ha guardato il contenuto proposto; - il 27% ha approfondito l’offerta dell’operatore; - il 27% ha parlato dell’operatore ad altre persone; - il 23% è andato sul sito dell’operatore o sull’app; - il 18% ha fatto l’abbonamento ai servizi dell’operatore; - il 10% ha raccomandato o condiviso un link della proposta dell’operatore; - l’8% si è aggiunto sui social ad un gruppo relativo all’operatore o ha fatto un “like” sulla pagina Facebook dell’operatore Per la campagna di uno dei principali operatori di tlc mondiale: - il 23% è andato sul sito o sull’app; - il 23% ha approfondito l’offerta; - il 21% ha richiesto un piano mobile; - il 17% ha parlato del brand ad altre persone; - il 17% ha raccomandato o condiviso un link dell’operatore; - il 9% si è aggiunto sui  social ad un gruppo relativo al brand o ha fatto un “like” sulla pagina Facebook. Infine per il mondo delle assicurazioni: - il 16% ha approfondito l’offerta; - il 15% ha parlato del brand assicurativo ad altre persone; - il 15% è andato sul sito o sull’app; - l’11% ha raccomandato o condiviso un link riguardo l’offerta; - l’11% si è aggiunto sui  social ad un gruppo o ha fatto un “like” sulla pagina Facebook. Anche in Italia smartclip ha registrato un’importante crescita degli investimenti in smart tv pari al 700% alla fine del trimestre 2016, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tra i segmenti che hanno aumentato gli investimenti in smart tv vediamo al primo posto l’automotive, a secondo le telco e al terzo la GDO. Il trend positivo è rappresentato anche da un ulteriore passaggio che vede questi investimenti sulle piattaforme video, non più residuali ma frutto di una precisa strategia che ragiona in termini di “raggiungimento dell’audience là dove questa si trova” che si contrappone al tipico approccio attuato finora di “colpire grandi masse”.   Articolo a cura di Luca Di Cesare

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Tv

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incarichi e gare

Autore: Redazione - 24/04/2024


KFC Italia sceglie KIWI come nuovo partner per la gestione dei social

Si arricchisce di una collaborazione di grande valore il 2024 di KIWI che, a partire da questo mese, è ufficialmente il nuovo partner per la gestione dei canali social di Kentucky Fried Chicken Italia, l’iconica e leggendaria catena di fast food specializzata in pollo fritto. La unit di Uniting Group, scelta da KFC a seguito di una gara, assume l’ownership dei canali Meta (Facebook e Instagram, con l’obiettivo di aprire anche Threads), LinkedIn e TikTok del brand. “La vittoria parte innanzitutto da una ricerca approfondita sul tone of voice. Abbiamo identificato nell’autenticità, nella schiettezza e nella boldness, che da sempre appartengono al brand, degli ottimi punti di partenza per rivolgerci alla GenZ e ai Millennial che sono il pubblico per eccellenza di KFC. Si tratta di un brand unico e amatissimo in tutto il mondo, con un prodotto e degli asset di comunicazione inconfondibili e potenzialità social ancora parzialmente inespresse in Italia”, afferma Andrea Stanich, Direttore Creativo Esecutivo di KIWI, Part of Uniting Group.  La strategia L’attenzione di KIWI sarà molto concentrata sulla crescita e sul coinvolgimento sempre maggiore della community. Anche i lanci, le promo, le aperture, i servizi e le innovazioni tecnologiche saranno comunicate senza perdere di vista l’intrattenimento. Una gestione del community management informale e diretta contribuirà ad alimentare il dialogo quotidiano con gli utenti. “Una parte rilevante del piano social di KFC - prosegue Federica Pasqual, COO di KIWI e Freshhh, Part of Uniting Group - sarà costituita da contenuti video originali agili e veloci, che ci piace definire ‘snackable’. Oggi più che mai è fondamentale affiancare i nostri brand partner intercettando le opportunità di comunicazione e i trend in modo istantaneo; questo, nel day by day, viene facilitato dalla collaborazione con la unit Freshhh, nata inizialmente come spin-off di KIWI, realtà che può contare, dall’ultimo quarter del 2023, su uno spazio produttivo dedicato”.  Dieci anni di pollo fritto in Italia KFC, società del gruppo Yum! Brands, è leader mondiale nel settore dei ristoranti che servono pollo fritto. Nato oltre 70 anni fa e presente in Italia da 10 anni, il brand ha avuto nel nostro Paese una crescita che l’ha portato oggi a 87 ristoranti in 15 regioni, con l’obiettivo di arrivare a 100 locali entro la fine dell’anno. Il gusto unico del pollo fritto di KFC si deve al Colonnello Sanders, fondatore del brand e inventore dell’Original Recipe, la ricetta che contiene un inimitabile mix segreto di erbe e spezie e che ancora oggi viene preparata come una volta nei ristoranti di Kentucky Fried Chicken. “Cercare ogni giorno di costruire una relazione sincera e coinvolgente con il nostro target di riferimento rappresenta uno degli obiettivi principali per i prossimi anni, forse la chiamerei una missione. La GenZ è la nostra audience, vogliamo rivolgerci loro in maniera diretta e convincente - afferma Marzia Farè, Chief Marketing Officer di KFC in Italia -. La scelta dei temi, dei canali, del linguaggio e il tono di voce da adottare diventano pertanto ogni giorno più cruciali; vorremmo esser riconosciuti come contemporanei e autentici e credo che la collaborazione con KIWI possa davvero esser l’occasione giusta per far un passo ulteriore di crescita in questa direzione. Il team KIWI che ci affiancherà è pieno di energia e voglia di fare, abbiamo le premesse migliori per far bene e divertirci”.

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spot

Autore: V Parazzoli - 09/04/2024


Lorenzo Marini Group firma “Il divino quotidiano” di Amica Chips, con una versione più “rispettosa” in tv e una più trasgressiva sui social

È on air la nuova campagna tv Amica Chips, realizzata, dopo aver vinto la relativa gara, da Lorenzo Marini Group, che propone una comunicazione fuori dagli schemi tradizionali con un linguaggio ironico, forte e trasgressivo, destinato a colpire un target giovane non abituato a messaggi “televisivi tradizionali” ma a stilemi narrativi social. Non a caso, dello spot sono state approntate una versione più “provocante” appunto per i social e una più rispettosa di un target tradizionale per la tv, con planning sempre di Media Club. Il film Le protagoniste dello spot sono delle novizie, riprese in fila sotto al chiostro del monastero mentre si apprestano ad entrare in chiesa. In sottofondo si sente la musica dell’“Ave Maria” di Schubert, eseguita con l’organo che accompagna questo ingresso. Le novizie sono in fila verso l’altare e la prima sta per ricevere la comunione dal prete celebrante…In quel momento si sente il suono della croccantezza della patatina, un “crunch” amplificato in perfetto sincrono con il momento in cui la prima novizia ha ricevuto l’ostia. Le altre in fila, al sentire il “crunch”, sorridono divertite e guardano nella direzione da cui proviene il rumore “appetitoso e goloso” della patatina croccante. La Madre Superiora infatti è seduta in sagrestia e, rilassata in un momento di pausa, sta mangiando con gusto le Amica Chips prendendole da un sacchetto che tiene in mano. Pack shot con le patatine Amica Chips e in super appaiono logo e claim di campagna “Il divino quotidiano”. Obiettivi e target L’obiettivo principale della comunicazione è quello di riaffermare il ruolo da protagonista di Amica Chips in comunicazione, da sempre protagonista di campagne forti e distintive con un tono da leader, per aumentare la percezione del suo valore di marca e consolidare la sua brand awareness. La campagna, che vuole sottolineare l’irresistibilità del prodotto ed esaltare la sua croccantezza superiore, sarà sviluppata con un sistema di comunicazione integrato teso a massimizzare l’impatto e la copertura di un target 18–54 anni, con particolare focus per la parte più giovane (18-35) sui canali digital e social. Un target che, in chiave psicografica viene descritto come composto da persone che nella loro vita ricercano ironia, divertimento e simpatia e che hanno un atteggiamento sociale aperto ed evoluto, con una ricerca continua di uscita dagli schemi convenzionali. Il messaggio vuole esprimere, con forte ironia “british”, un contenuto di prodotto legato al momento dello snack e, attraverso una descrizione iperbolica e provocante, esprimere il valore della croccantezza irresistibile della patatina Amica Chips. Si vuole rappresentare, in modo palese e senza fraintendimenti di tipo religioso, una situazione “chiaramente teatrale e da fiction”, tratta da citazioni del mondo ecclesiastico già abbondantemente trattate nella cinematografia mondiale, nelle rappresentazioni teatrali e nella pubblicità. Lo spot 30” verrà programmato sulle reti Mediaset, Cairo e sulle CTV, oltre che sui canali digitali. Il commento «Le patatine sono una categoria mentale compensativa e divertente – spiega Marini a Dailyonline -.. Hanno bisogno di comunicazioni ironiche, giovani e impattanti. L’area semantica della serietà è noiosa, funziona per prodotti assicurativi o farmaceutici. L’area del divertimento e della giocosità si sposa benissimo invece con questo settore». Credits Direzione creativa: Lorenzo Marini Copywriter: Artemisa Sakaj  Planning strategico e direzione generale: Ezio Campellone Account service: Elma Golloshi Casa di produzione: Film Good Executive producer: Pierangelo Spina Regia: Dario Piana Direttore fotografia: Stefano Morcaldo Producer: Sara Aina Musica: “Ave Maria” di Schubert – esecuzione di Alessandro Magri  

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