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Jeff Green, fondatore e ceo di The Trade Desk
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The Trade Desk costruirà un data set per il targeting pubblicitario

Il progetto parte da un accordo esclusivo con una Telco, non ancora svelata, e con un ventaglio di editori digitali

La società di ad tech The Trade Desk sta progettando di costruire un data set con le informazioni sui consumatori web per l’ad targeting che sarà più grande persino di quelli di Google o Facebook. L’ impresa ha appena siglato un accordo di concessione di licenze per la trasmissione di dati con una delle principali società di telecomunicazioni. Nel corso del tempo, secondo il ceo di The Trade Desk, Jeff Green, Google e Facebook saranno costretti a diventare molto più flessibili nell’ambito dei loro dati pubblicitari.

Oltre il duopolio

Nel settore degli annunci pubblicitari digitali, si suppone che nessuno abbia più dati sui consumatori di Facebook e Google. Ecco perché il cosiddetto duopolio continua a ad avere la meglio nella stragrande maggioranza della crescita dei ricavi pubblicitari, dal momento che maggiore è la mole di dati a disposizione, migliore è il target pubblicitario che si può ottenere. Ma The Trade Desk crede di poter superare il duopolio. Nei prossimi anni l’azienda intende, infatti, riunire un insieme più ampio e ricco di dati. Se ciò accadesse, potrebbe mettere l’ azienda in una posizione invidiabile e potente nel mondo dell’advertising.

Partnership ad hoc

Il piano di The Trade Desk prevede di trattare i dati con numerosi concorrenti di Google e Facebook per aiutare a fornire agli inserzionisti numerose alternative per la pubblicità digitale. A tal fine, Green ha detto che la società ha recentemente firmato un accordo con una grande società di telecomunicazioni rifiutandosi, però, di citarne il nome. Inoltre, la società di tecnologia pubblicitaria ha simili accordi con una dozzina di importanti editori web. Presumibilmente, publisher che chiedono i dati degli utenti in cambio dell’accesso ai contenuti del sito.

The Trade Desk non vende alcuna pubblicità. La società concede in licenza agli inserzionisti e alle agenzie un software di acquisto pubblicitario basato su una percentuale negoziata della loro spesa mediatica, rendendolo, di fatto, un business SAAS (software as a service). “Se vogliamo aiutare a monetizzare meglio Internet dobbiamo lavorare con il resto dell’industry”, ha concluso Green. Egli ha previsto che Google e Facebook saranno presto sotto pressione tanto da dover piegare le proprie politiche di dati e farli uscire dai cosiddetti walled garden.