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Il programmatic per tutti, Riccardo Guggiola ne svela misteri e possibilità

Un libro sull’argomento che ha cambiato le carte in tavola del settore pubblicitario. Ce ne parla l’autore, prossimo ospite di Upgrade Academy

No guardi… non capisco, non è il mio campo, mi dicono che ci vogliano conoscenze specifiche, avrei dovuto seguire un corso di laurea in ingegneria, invece ho scelto Lettere. Moderne però. Sono vecchio stampo io, tv, giornali, radio, cose che non passano mai di moda, evviva la tradizione!

 

Il programmatic ha decisamente spaccato in due l’ambiente pubblicitario. C’è chi lo vive con grande partecipazione, chi non ci dorme la notte, chi è in costante affanno, chi fa finta di nulla. Giusto per calcare ulteriormente la mano, quest’ultima categoria ha i giorni contati. Forse si tratta di minuti. Chi volesse avere ancora un futuro lavorativo deve aggiornare le proprie conoscenze. Senza andare alla ricerca di un insegnate privato, o magari perdendosi nei meandri della rete. Meglio dirigersi verso qualche libreria, magari digitale, e ordinare Programmatic Advertising for Internet People, il libro che svela i segreti della materia in maniera… umana. L’ha scritto Riccardo Guggiola, digital marketing advertising specialist. Abbiamo voluto ringraziarlo. In attesa dell’Upgrade Academy

 

 

Come mai ha deciso di portare su carta la sua esperienza sul digitale?

 

Nell’imminente uscita del libro, ho chiesto ai miei contatti di Linkedin, e ai contatti dei miei contatti, se preferissero la copertina arancione o blu. Ho ricevuto più di 25.000 visualizzazioni nel giro di 48 ore e tra i commenti c’era la stessa perplessità di un utente: “Perché stampare un libro quando si trattano argomenti digitali? E perché comprare un libro quando ci sono tantissime informazioni su internet reperibili gratuitamente?”

 

Quanto tempo ci mettereste a trovare le informazioni giuste su internet? Io propongo in un solo volume tutto quello che c’è da sapere. È vero: le informazioni su internet ci sono, ma bisogna trovare le fonti giuste e soprattutto cercare bene, per non incorrere in fake news di player che vogliono solo vendere i loro prodotti e servizi di comunicazione alle aziende. Quanti di voi hanno sentito pareri discordanti su temi che riguardano l’ad exchange e la pubblicità in tempo reale? Non sarebbe meglio conoscere l’oggettività dei fatti?

 

 

Mancano le competenze e, da parte di alcuni, l’onestà di ammetterlo. Ecco da dove arriva il nuvolone di confusione che il programmatic ha generato. Ho ideato un libro che serva da guida in questo labirinto di acronimi e di tecnologie in cloud cercando di fare chiarezza. In questo volume ho pensato di raccogliere modelli e utilizzi che vengono dall’esperienza di numerosi professionisti nazionali e internazionali, con partecipazioni di personaggi illustri e che stimo enormemente tra cui Aldo Agostinelli, head of digital di Sky Italia, Andrea Folcio, head of data di HFarm, e Sebastiano Cappa, country manager di Ligatus.  La parte complessa è stata rendere sempre attuali le informazioni una volta stampate, ma penso di aver fatto un buon lavoro e credo che il libro possa essere utilizzato per almeno tre anni, anche se sto già lavorando ad una versione in inglese e sull’integrazione di capitoli relativi a intelligenza artificiale e blockchain, che per il momento sono argomenti troppo acerbi e non ancora utilizzabili nelle strategie dei marketers.

 

Quanto è importante partecipare a eventi simili e promuovere la formazione?

 

È importantissimo. Ogni anno io stesso investo considerevole tempo e anche denaro in formazione e non solo nel digital: leggo almeno 15 libri, ascolto gli audiobook quando vado in bicicletta, frequento corsi di aggiornamento, consulto ogni giorno gli articoli delle testate di settore. Sono convinto che tra cinque anni le mie competenze dovranno essere diverse da quelle attuali per poter andare incontro alle esigenze del mercato del media. Il che mi dà occasione per continuare a impegnarmi, aggiornarmi, approfondire la materia e organizzare eventi all’avanguardia. Alcuni pensano che sia troppo ambizioso, ma il mio obiettivo è trasformare l’Italia nel mercato più sviluppato in fatto di digital media, almeno a livello europeo, ecco perché, nel mio piccolo, ci tengo molto a fornire le giuste competenze delle persone.  La difficoltà per molti, me compreso, sta nel concentrarsi su quello che nell’apprendimento ha valore in un mercato come il digital advertising, altamente caratterizzato dall’evoluzione e cambiamento. Dove porre l’attenzione? Che cosa realmente serve oggi per lavorare in modo efficiente nella pubblicità e media e cosa servirà domani? Sono convinto che, proprio in eventi come questo che stiamo organizzando, possiamo dare un contributo al mercato del lavoro e alle competenze degli individui. Networking e relazione sono poi il propellente per la crescita dei collocamenti. E poi, ho l’opportunità di comprare i libri degli altri due autori, Claudio Vaccaro e Alessio Semoli, e farmeli autografare con dedica.

 

Una breve descrizione del libro

 

Programmatic Advertising per Marketing People nasce come guida da tenere a portata di mano per chi opera nel marketing, nel media e nella pubblicità digitale. Indicato specialmente per i professionisti che oggi fronteggiano il digitale dopo anni passati a gestire i mezzi “classici”. Il programmatic advertising è un modo di comprare e vendere spazi pubblicitari in maniera automatizzata mediante l’utilizzo di piattaforme in cloud come DSP, SSP e DMP, che processano dati in tempo reale per erogare annunci mirati e rilevanti per gli utenti diminuendo la dispersione di budget. Non occorre essere ingegneri per capire il programmatic, tuttavia è necessario acquisire competenze ben specifiche. Questo volume tratta il programmatic con un approccio teorico e pratico. Approfondendo la terminologia, gli acronimi, i modelli di gestione, le strategie e gli approcci legati alla pubblicità guidata dai dati. Benvenuti nell’era dell’advertising technology, meglio conosciuta come ad tech, dove automatizzazione e ottimizzazione sono le parole chiave in un presente ormai inevitabilmente digitalizzato.