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OBE: effetto Covid-19 sugli investimenti 2020 nel branded entertainment, in calo del 9% a 497 milioni

Autore: S Antonini

Laura Corbetta, Presidente OBE


Ieri si è tenuto il Summit 2020 dell’Osservatorio presieduto da Laura Corbetta; la ricerca condotta con Nielsen conferma nel 2019 una crescita del 24% sull’anno precedente raccolta per 549 milioni

Si è tenuto a Milano il 29 giugno, in formato digitale ma con una piccola parte di pubblico "in presenza", l’OBE Summit 2020, incontro dedicato al mercato del brand entertainment arrivato alla quinta edizione. L'apertura del convegno è stata affidata a Laura Corbetta, Presidente dell'Osservatorio Branded Entertainment e ceo di YAM112003: «“The Reason WOW”: il titolo lo abbiamo deciso prima della pandemia e abbiamo pensato di cambiarlo ma poi il Covid-19 ci ha insegnato molte cose, in primo luogo la responsabilità e il coraggio – ha detto Corbetta -. Stiamo facendo prove di “new normal”, non sappiamo cosa ci riserva il futuro a parte che dobbiamo costruire un mondo più inclusivo, solidale e sostenibile e questo ci riguarda soprattutto come imprenditori. Abbiamo anche imparato che gli Stati esistono, li abbiamo dati per scontati, ma rendono possibile il mondo in cui viviamo, anche sul fronte economico e della comunicazione. Abbiamo visto come cambia il mondo dei consumi, e che ora più che mai le aziende si costruiscono intorno a uno scopo. Il purpose non è più teorico ma una “acquisition”: la gente non compra “cosa” fai ma “perché” lo fai. In questo scenario il brand entertainment rappresenta una forma di comunicazione utile per le aziende che hanno da raccontare storie di valore. Il primo obiettivo di OBE era definire il branded entertainment, l’abbiamo fatto con il Libro Bianco realizzato con CeRta e la collaborazione di RTI, ora vogliamo creare la reiterazione come in tv, i brand devono capire che produrre contenuti può aiutare a creare mondi non solo valoriali ma anche economici».

Uno strumento in crescita nel media mix

Il mercato del branded entertainment ha chiuso il 2019 confermando la crescita a due cifre che ha registrato costantemente negli ultimi anni. Rispetto alle previsioni interne, la ricerca annuale “Il mercato del Branded Content & Entertainment in Italia 2020”, per la prima volta realizzata in collaborazione con Nielsen, stima un valore complessivo di 549 milioni di euro per il settore del BE rispetto ai 506 milioni preventivati, con un incremento del 24% rispetto al 2018.

Nel 2020 la spirale virtuosa si interrompe con una contrazione prevista del 9% in confronto al 2019, e una stima degli investimenti totali pari a 497 milioni, per via della crisi che investe l’intero comparto pubblicitario a seguito dell’emergenza sanitaria globale. Il branded entertainment continua a crescere rispetto al product placement, con una quota del 74% contro il 26% nel 2018 e dell’80% contro il 20% nel 2019.

Stessa cosa vale per la brand integration contro le produzioni originali, laddove le seconde crescono e dominano sulle prime con una quota molto superiore al 70%. Una novità importante è la comparsa del podcast al terzo posto dei format più utilizzati con una quota del 17%, dopo i video per webcast (24%) e i programmi tv (17%); nel 2018 non c’era perché era molto poco utilizzato e quasi nessuno ne parlava.

BE vale il 6% della torta pubblicitaria

«Se dovessimo inserire il branded entertainment tra i mezzi rilevati da Nielsen raggiungerebbe una quota complessiva del 6% della torta pubblicitaria (su un totale investimenti pubblicitari in Italia di poco inferiore agli 8,8 miliardi di euro ndr), appena sopra la radio che è stabile al 5%» commenta Alberto Dal Sasso, Managing Director - Nielsen TAM and Ad Intel Italy - Head of RAM Business Development International, che ha presentato la ricerca insieme a Guido Surci, consigliere OBE e Chief Sport & Intelligence Officer di Havas Media Group.  

Il valore dell’investimento in branded entertainment dichiarato più frequentemente sta tra i 100mila e i 300mila euro, di cui il 43% destinato alla creazione dei contenuti contro il 57% per distribuzione e promozione. «Dati che sostanzialmente coincidono con quelli rilevati internamente, che indicavano una cifra di riferimento intorno ai 100mila ma senza considerare il budget per la distribuzione» aggiunge Surci.

Il 40% delle aziende investirà di più nel 2020

La ricerca, quindi, mostra una certa continuità con il passato ed è stata condotta durante la fase 1 e la fase 2-3 presso gli stakeholder del settore. I principali interlocutori sono centri media e agenzie, seguono poi le piattaforme digitali: «La filiera è molto frammentata e non mi aspetto diventi più snella» dice Surci.

Infine, quale futuro, almeno a medio termine, si prospetta per gli investimenti in BE? Se nel 2019 l’89% degli inserzionisti hanno dichiarato di aver raggiunto gli obiettivi di marketing, per ovvie ragioni nel 2020 si assiste a una frenata degli investimenti da parte del 49% degli intervistati, ma comunque con uno zoccolo duro del 40% che dichiara di voler aumentare l’impegno in branded entertainment.

Lo storytelling del brand e l’efficacia del brand integration

Durante l’evento sono state presentate altre due ricerche condotte da OBE in collaborazione con BVA Doxa. “La narrazione di brand in periodo di crisi”, presentata da Anna Vitiello (OBE Academy Director e CXO di Fuse) prende in esame i brand che hanno saputo comunicare in maniera distintiva durante l’emergenza Covid-19 e quelli che, invece, hanno deluso le aspettative delle audience, restituendo comportamenti, linee guida e insight rilevanti rispetto agli elementi della comunicazione più significativi per l’equity di brand. Tra le qualità di brand maggiormente apprezzate, spiccano più di tutte la solidarietà e l’attivismo; allo stesso modo, la ricerca evidenzia l’impatto negativo prodotto da quei brand che hanno smesso di comunicare durante l’emergenza: esserci, reagire e agire comunicando si rivelano, ancora una volta, il mezzo più efficace per dimostrarsi un love-brand.

“Brand Integration & Original Production TV - la valutazione dell’efficacia" illustrata da Erik Rollini (Managing Director di Mediacom), analizza tutti i programmi televisivi più seguiti on air lo scorso autunno-inverno, verificando l’efficacia di brand integration e original production e individuando le regole auree per suggerire e rafforzare le azioni dei produttori di BE. Dall’analisi emerge come le original production lascino un ricordo medio del 53%, rispetto al 24% delle brand integration, e come il grado del ricordo cresca di pari passo con il livello di engagement dello spettatore rispetto al programma.

Il parterre

Sul palco di OBE Summit 2020 c’era anche Wally Brill, Head of Conversation Design Advocacy & Education di Google, gold sponsor dell’evento e presente anche con Francesca Mortari, Director YouTube Southern Europe. Sono intervenuti anche Luca Martinazzoli, General Manager Milano&Partners; Oscar di Montigny, Chief Innovability and Value Strategy Officer di Banca Mediolanum; Federica Tremolada, Managing Director Southern and Easter Europe di Spotify; Alberto Chiapponi, Integrated Marketing Communication Director di Campari Group; Marco Pezzana, CEO di Vis; Nick Young, Group Brand & Commercial Director di Banijay Group; Marco Girelli, CEO di Ominicom Media Group, Stefano Mancuso, Professore Ordinario presso la facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, e Tommaso Valle, Head of Corporate Relations di McDonald’s.

«L’edizione 2020 del Summit, che quest’anno si è svolto in modalità digitale, si conferma ricca di dati, di testimonianze, di best practice e punto di riferimento per tutta la industry – conclude Laura Corbetta -. Per il 2019 il trend è positivo e in crescita, allo stesso tempo, siamo tutti molto ben consapevoli che nel 2020 avremo un rallentamento del settore per gli effetti dell’emergenza contingente. Le tre ricerche presentate oggi sostanziano la necessità per i brand di reagire e ripartire, ripensando modalità e contenuti della comunicazione. Abbiamo constatato come l’immobilismo in comunicazione non sia vincente. Le persone al primo posto è ciò che, in questo momento, le audience chiedono: solo ascoltandole e costruendo risposte adeguate la industry del BE saprà veramente intercettare i bisogni del mercato e costruire progetti per comunicare in modo rilevante, oltre che efficace».


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Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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spot

Autore: Redazione - 27/10/2020


Paneangeli torna in tv e online con il nuovo payoff “La magia nelle tue mani”

Paneangeli, storico brand di proprietà dell’azienda cameo e punto di riferimento per chi ama mettere le mani in pasta, torna in comunicazione con uno spot che sarà on air fino a dicembre per raccontare il rinnovato posizionamento e il nuovo payoff “La magia nelle tue mani”. Attraverso questa nuova campagna integrata, il brand – da sempre al fianco dei suoi consumatori - dimostra ancora una volta la sua vicinanza al pubblico a fronte del difficile periodo che stiamo vivendo, che ha comportato l’emergere di nuove abitudini e stili di vita. In questi mesi sempre più persone si sono avvicinate al mondo della cucina e per questo motivo il brand, attraverso il nuovo spot, ha voluto porre al centro del racconto questa molteplicità: per celebrare, con la magia che da sempre contraddistingue l’identità di Paneangeli, la passione per le mani in pasta. L’esaltazione delle diverse caratteristiche di ciascun consumatore e l’inclusione sono i valori che emergono dalla nuova campagna anche grazie alla struttura dello spot, le cui scene si alternano per mostrare molteplici personalità, volti e situazioni, ciascuna diversa dalle altre, della vita quotidiana in cucina. Il voice over, caldo e rassicurante, accompagna gli spettatori attraverso la peculiarità dei protagonisti. Il riposizionamento del brand passa anche attraverso il nuovo payoff “La magia nelle tue mani”, che esprime il rapporto di alleanza tra Paneangeli ed i suoi consumatori. Ed è proprio la magia di Paneangeli ad essere trasferita dal brand alle mani dei consumatori. Fatto in casa da Benedetta In linea con questa campagna continua la collaborazione con Benedetta Rossi - da anni ormai Ambassador di Paneangeli. I valori del marchio e quelli della famosissima food blogger si fondono perfettamente: Benedetta infatti, proprio come Paneangeli, rappresenta un supporto concreto e un’alleata per chi ama mettersi in gioco in cucina, garantendo a tutti coloro che seguono i suoi consigli un risultato ottimale. Da sempre, inoltre, Benedetta sostiene la diversità e l’importanza di avere il proprio stile in cucina, avvicinando milioni di persone ad un mondo che si pensava fosse riservato ai soli esperti. Anche in termini di brand identity, l’immagine di Paneangeli viene veicolata da  un visual contemporaneo ed autentico, in linea con i messaggi chiave racchiusi nei quattro formati video da 10”, 15”, 30” e 60” che saranno on air per sette settimane sulle principali piattaforme tv e digital. La pianificazione è a cura di Wavemaker. A supportare Paneangeli nella realizzazione della campagna l’agenzia creativa Conic, in collaborazione con la casa di produzione Peperoncino Studio. La regia è di Matteo Sironi.

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Autore: D Sechi - 27/10/2020


Audiweb: arrivano i nostri, si salvi chi può!

Si sono riscatenati. Un bombardamento a tappeto. Non che ci fosse stato mai un vero stop, o comunque un rallentamento, una pausa caffè lungo. Ma ora sono tornati, e sono determinati, con occhi iniettati di sangue, pronti a non darci un attimo di respiro. I media, proprio loro, hanno atteso il primo mese di autunno, che da sempre fa rima con tensione, freddo, polemiche, nervosismi, timori, ma quest’anno 1000 volte di più, visti i noti accadimenti. Prendete la settimana tra il 12 e il 18 ottobre, la rete in autentica fibrillazione, Audiweb che se ne accorge, e ci offre la realtà di cui tutti sospettavamo. A pieno regime Il completo ritorno sui banchi di scuola, la ripresa a pieno regime di tutte le attività lavorative e dei servizi correlati, la continuità dei palinsesti televisivi, delle principali competizioni sportive tra cui il calcio con il campionato di serie A, i motori e il ciclismo con il Giro d’Italia. Tutti eventi che si riflettono nell’offerta di intrattenimento di vario genere, sportivo in particolare, di attualità o di interesse di vario genere. Non solo. In questo periodo e, nel caso specifico, in questa settimana ritornano con maggiore rilevanza i temi relativi alla crescita dei contagi da Covid-19, così come il susseguirsi di nuove misure governative di contenimento che richiamano l’interesse degli utenti verso le news online, agendo positivamente su alcune variazioni rispetto alla settimana tra il 14 e il 20 settembre. L’attualità paga Tra i brand iscritti alla rilevazione, questa settimana troviamo tra i primi 10 principalmente i siti di news online: Corriere della Sera (15 milioni 732 mila utenti, +19,9% rispetto alla settimana tra il 12 e il 18 ottobre), ilMeteo (13 milioni 900 mila utenti, +2,4%), TGCOM24 (13 milioni 238 mila utenti, +17,3%), La Repubblica (13 milioni 157 mila utenti, +19,0%), Il Messaggero (12 milioni 945 mila, +35,0%), Fanpage (11 milioni 553 mila utenti, +36,1%), Il Fatto Quotidiano (9 milioni 165 mila utenti, +26,0%), La Gazzetta dello Sport (7 milioni, 950 mila utenti, +10,2%), Giallo Zafferano (7 milioni 560 mila utenti, +29,2%) e La Stampa.it (7 milioni 356 mila utenti, +55,2%) Gli altri Dalla lettura e dal confronto dei dati emerge, inoltre, un incremento generale dell’audience online, come nel caso di siti sportivi, la già citata Gazzetta dello Sport, seguita da Calciomercato.com con 2 milioni 512 mila utenti unici che però registra una flessione del 26,7%, e Calciomercato.it (quasi 1 milione di utenti, +5,3%%), oppure dei broadcaster online, è il caso di Mediaset Play (5 milioni 676 mila utenti, 16,1%), RaiPlay (3 milioni 363 mila utenti +47,6%), LA7 (1 milione 628 mila utenti, +11,0%), RTL 102.5 (298 mila utenti, +84,7%), Rai.it (280 mila utenti, +210,8%), Virgin Radio (163 mila utenti, +29,2%).Ma sono evidenti anche le variazioni positive dei siti femminili e di lifestyle, quali DeAbyDay (1 milione 159 mila utenti, 11,4%), Ohga (848 mila utenti, +15,1%), Grazia.it (804 mila utenti, +14,5%), Marie Claire.it (534 mila utenti, +11,4%), LeiTV (117 mila utenti, +21,7), alcuni siti del mondo del food & cooking, come Giallo Zafferano (7 milioni 560mila utenti, +29,2%), La Cucina Italiana (862 mila utenti, +20,3%), Buonissimo (474 mila utenti, +24,1%), Che Cucino (447 mila utenti, +177,3%), Sale&Pepe (404 mila utenti, +24,8%), e i siti dedicati ai contenuti scolastici come Skuola.net (1 milione 569 mila utenti, +40,1%), Studenti.it (1 milione 46 mila utenti, +15,3%) e We School (671 mila utenti, +42,7%). Video Sul fronte video, il discorso non cambia, si conferma. Se da un lato, infatti, in termini generali, si riscontrano valori in crescita per molti dei siti che offrono contenuti di intrattenimento e attualità come i femminili e quelli dedicati all’informazione, dall’altra troviamo riscontro anche sui dati dei contenuti video degli editori inscritti, dove il trend positivo riguarda le entità che hanno puntato su attualità, cronaca e costume e approfondimenti dedicati alle scelte governative in merito alle restrizioni in corso.Vediamo più in dettaglio come si muove in questa settimana di rilevazione l’audience online tra i video dei siti che raggiungono almeno 1 milione di utenti unici: Fanpage risulta il primo brand, con 7,2 milioni di utenti (+68,3% rispetto alla settimana tra il 14 e il 20 settembre), raggiungendo 5 milioni 785 mila utenti con il proprio sub-brand Fanpage Cronaca e Politica (+85%), seguito poi da TGCOM24( 4 milioni 390 mila, +18,9%), Mediaset Play (2 milioni 939 mila utenti, +7,9%), Corriere della Sera con 2 milioni 517 mila utenti, +9,3%) e il suo sub-brand Corriere TV (2 milioni 515 mila utenti, +9,4%), RaiPlay (2 milioni 267 mila utenti, +49,4%), La Gazzetta dello Sport (2 milioni 123 mila utenti, stabile rispetto alla settimana di settembre in cui erano già riprese attività sportive di rilievo) con il proprio sub-brand Gazzetta TV (2 milioni 123 mila utenti, +0,2%), La Repubblica (2 milioni 52 mila utenti, +23,3%) e il proprio sub-brand La Repubblica TV (2 milioni 12 mila utenti, +23,2%). 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dati e ricerche

Autore: S Antonini - 20/10/2020


GfK Italia: tornano i timori per il Covid-19 ma i consumi sono in ripresa, in vista di un Natale “giallo”

Non sarà un “bianco” Natale ma un “giallo”, come la luce del semaforo che avverte di rallentare perché sta per scattare lo stop. E’ la definizione data da GfK al sentiment e anche allo scenario rispetto alle prossime festività che emerge dai più recenti studi condotti sulle tendenze dei consumi in era Covid-19 e che sono stati presentati il 20 ottobre 2020 nel corso della web conference “Signals from the noise”, la quinta dall’esplosione dell’emergenza in Italia, che prova a immaginare cosa succederà nelle prossime settimane e mesi. Le dichiarazioni rilasciate dal premier Giuseppe Conte domenica 18 ottobre a margine della presentazione del nuovo DPCM non hanno dissipato, anzi semmai accentuato, i timori che in Italia dovremo trascorrere il Natale in casa, sicuramente a ranghi ridotti se non proprio confinati in un nuovo lockdown. Del resto i numeri sui contagi, in crescita da agosto, non possono lasciare indifferenti i cittadini, presso i quali sin dal rientro dalle vacanze si registravano forti timori rispetto alla recrudescenza della pandemia, timori che oggi riguardano il 40% dei consumatori. Contemporaneamente, però, si sono anche manifestati indicatori incoraggianti: «Per esempio sul fronte dei consumi tecnologici e di beni durevoli abbiamo rilevato un recupero importante, trascinato dalla tecnologia della casa – spiega Enzo Frasio, Presidente dell’istituto di ricerca -. Notiamo tendenze non negative anche nell’area del largo consumo. Dopo una fase 1 e le settimane appena successive, durante le quali gli italiani riempivano il carrello, adesso l’acquisto è stato ripensato, con beni a maggior valore aggiunto» con carrelli mediamente più grandi rispetto all’anno scorso e una presenza presso il punto vendita inferiore. ​ Preoccupazione, +7% La preoccupazione per il virus torna a investire la sfera della salute, come a marzo e aprile, dopo aver interessato più che altro l’ambito economico. Secondo i dati GfK, la preoccupazione è cresciuta del 7% negli ultimi tre mesi. Il 63% è convinto che ci saranno altre limitazioni, in crescita del 13%. I dati emergono da tracking permanenti e altri attivati ad hoc in questo periodo, incrociati con Sinottica. «Permane e crescerà una forte attenzione rispetto al cibo che prima di ogni altra cosa è considerato uno strumento per mantenersi in salute». La logica del “Rethink Spending”, vale a dire il ripensamento delle proprie priorità nei consumi, viene abbracciata dal 59% dei consumatori «e i nuovi comportamenti sono destinati a rimanere, come ad esempio il maggior ricorso agli acquisti online», con ovvie ricadute sulle strategie dei brand, anche in comunicazione. Il mercato dell’hi-tech Per quanto riguarda i prodotti tecnologici, «nel terzo trimestre, in presenza di campagne promozionali come ad esempio il  Black Friday, ci aspettiamo una tendenza molto positiva e una crescita a doppia cifra. In vista di altri mesi di smart working o di didattica a distanza, gli italiani si attrezzano per allestire postazioni adeguate». Crescono anche gli acquisti di piccoli elettrodomestici, e in particolare i dispositivi per la preparazione del cibo e per la bellezza in casa, nonché i dispositivi per vivere al meglio l’entertainment domestico. Per il settore tech sarà particolarmente importante monitorare gli ultimi mesi dell’anno, che vedono la concentrazione di eventi (come Prime Day, Black Friday, Cyber Monday e Natale) che fanno registrare picchi di vendite per questo genere di prodotti. Durante la settimana del Black Friday 2019 le vendite hanno registrato un incremento record del 175% a valore rispetto alla settimana media. Secondo le rilevazioni GfK, quest’anno un consumatore su due intende avvalersi dei vantaggi offerti da iniziative come il Black Friday. Il largo consumo Alcuni trend emersi durante il lockdown per il mercato del largo consumo sono ancora molto sostenuti. In questo mercato Gfk identifica cinque tipologie di andamento che hanno caratterizzato i vari settori. Ci sono i propulsori, che non hanno mai smesso di crescere; i revenge, in forte ripresa con la riapertura; le bolle, che dopo il lockdown hanno rallentato la crescita; i penalizzati e i non impattati. Tra le categorie di prodotto che crescono di più in penetrazione anche nella fase post-lockdown ci sono il beverage, l’home care e il personal care. Rispetto ai canali di vendita, continuano ad avere andamenti molto positivi l’online (33% di penetrazione) e le piccole superfici di prossimità (52%). ​ Il sentiment degli italiani Per descrivere il momento attuale, GfK usa tre parole chiave: disruption, acceleration, data overload. Il cambiamento è stato una costante degli ultimi anni ma il COVID-19 ha sicuramente scompigliato le regole del gioco, cambiando le abitudini delle persone in molti ambiti diversi. In un momento così “disruptive” non c’è tempo per aggiustare il tiro: bisogna adattarsi velocemente al nuovo contesto, trovare le informazioni davvero importanti per la propria azienda e capire quali sono i nuovi bisogni dei consumatori. Significa intercettare i segnali giusti, separandoli dal rumore di fondo. Tra le cose più evidenti c’è la resilienza degli italiani, e la riscoperta di valori e sentimenti condivisi: sempre più persone (73%) si dichiarano orgogliose di essere italiane e c’è stata una rivalutazione della scienza, delle competenze e dei saperi esperti. Questo per esempio si riflette sui consumi dei prodotti italiani, sostenibili ed etici. Scenari futuri Tornando al discorso del Natale, sperando che non ci sia un inasprimento delle misure di contenimento, è comunque un dato acquisito che sarà diverso dal solito, almeno secondo l’88% degli italiani. Per la maggior parte delle persone ci saranno meno spostamenti e viaggi (lo pensa il 69%) e meno ritrovi con amici e parenti fuori dalla cerchia più ristretta (51%). ​ «Per questo “Yellow Christmas 2020" – conclude Frasio – ci aspettiamo comunque un incremento delle vendite». Poiché la casa sarà il luogo privilegiato potrebbe esserci un rafforzamento delle attività legate al cibo e alla cucina. I regali probabilmente si concentreranno su prodotti utili e sulla tradizione gastronomica, tecnologia, entertainment, libri. Ma quello degli acquisti non è l’unico scenario possibile. Per GfK potebbe anche verificarsi una depressione dei consumi a causa della rassegnazione alla pandemia; oppure una reinvenzione dello stare a casa. Per il dopo pandemia, si prefigura un nuovo modo di pensare, all’insegna del benessere salutistico, del rispetto per l’ambiente, della ricerca scientifica e degli investimenti per ridurre il digital gap. Il consumatore cercherà interlocutori degni di fiducia, produttori responsabili e impegnati nel cambiamento socioculturale, più qualità. I relatori  Alla presentazione hanno partecipato in qualità di relatori Enzo Frasio, presidente GfK Italia, con un intervento su “Disruption, Acceleration, Data Overload. GfK: Independent and Trusteddata”; Daniele Novello, Sub-Lead, Consumer Insight con “Verso il 2021, prospettive dei consumatori. Torna la paura?; Fabrizio Marazzi, Solution Lead, Market Insights con “Mercati Tech positivi in attesa dei grandi eventi promozionali. Smart working, educational e nuove abitudini riconfigurano i trend”; Marco Pellizzoni, Commercial Lead, Consumer Panels con “FMCG: cosa resterà di quest’anno Covid? Nuove direzioni per il Largo Consumo”; Giuseppe Minoia, Insight Advisor con “Brevi e medi scenari di consumo: quali contenuti e quali racconti. Sarà un White Christmas?”.

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dati e ricerche

Autore: D Sechi - 08/10/2020


Audiweb ad agosto, tutto pronto per Natale

L’agosto che non ti aspetti. Ma poi, cosa ci si debba attendere da un anno dalle tinte ogni volta cangianti ma sempre tendenti allo scuro? Non lo sappiamo, come direbbero i migliori virologi. Ma intanto ad agosto si è tornati al mare, si è tornati a ballare e si ripreso ad accusare il proprio dirimpettaio, come sempre superficiale, cinico e poco attento. Ma sono solo i “fantastici” prodromi di quello che ci attenderà nelle prossime settimane e mesi. Che cosa? L’alienante saltellare da un sito all’altro per cercare conferme, soluzioni, vie d’uscita, elementi comunque utili per insultare il vicino di marciapiede, solitamente con una narice scoperta. Ma si diceva di agosto: ebbene, sono state 4 settimane che, nonostante i frizzi e lazzi, hanno rappresentato un bell’incipit per quel che riguarda il consumo informativo in rete. Audiweb ha subito preso la palla la balzo e ci racconta cosa sia accaduto. Il calo fantasma Nel mese di agosto, la total digital audience ha raggiunto complessivamente 41,9 milioni di utenti unici, dato piuttosto stabile rispetto al mese di luglio (-0,3%) e che registra ancora una flessione della fruizione di internet da computer (-5,8%) legata principalmente a un fattore di stagionalità, tipico dei mesi estivi e già riscontrato nel mese precedente. Nel giorno medio, dunque, livello che ci aiuta a comprendere “l’attaccamento” degli utenti alla rete, l’audience si è attestata sui 32,2 milioni di utenti unici, anche in questo caso con una leggera flessione (-0,7% rispetto a luglio), dove se da un lato cala l’uso da desktop (-17,4%) per via dell’entrata in piena estate e al periodo di ferie per gran parte della popolazione, dall’altro la fruizione da smartphone si mantiene stabile guadagnando un +0,5%. Cronaca, meteo e tanto pallone Un agosto particolare, che arriva dopo un mese in cui avevamo assistito al tipico inizio del calo stagionale di attenzione e consumo, appesantito oltremodo dal confronto con giugno che, invece, risultava ancorato al periodo di lockdown e ad attività sia lavorative sia, in parte, scolastiche. Nel mese di agosto ci siamo trovati nel vivo di alcuni eventi che hanno dato una spinta in più a quello che è il tipico andamento del periodo - con i dati Audiweb Week di agosto ne avevamo avuto un assaggio -, come i campionati sportivi, il calcio (spostati anche questi a causa della pandemia), alcuni fatti di cronaca rilevanti (per esempio il giallo della DJ Parisi e del figlio Gioele), fatti di cronaca conseguenti all’ondata di maltempo nel Centro e Nord Italia sul finire del mese, il ritorno di alcune informazioni sui contagi estivi (ordinanza del Ministro della Salute sull’obbligo delle mascherine dopo le 18 e chiusura delle discoteche). News, e-commerce, meteo In generale, dall’analisi targata Audiweb sui dati mensili delle categorie e sotto-categorie più visitate, ad agosto risultano dunque in crescita quelle che raggruppano siti e applicazioni dedicati alle news online (Current Event & Global News con 36,3 milioni di utenti mensili, +1,5% rispetto a luglio), all’e-commerce (Mass Merchandiser con 33,8 milioni di utenti, +1%), ai viaggi (Map/Travel Info con 31,2 milioni di utenti, +3,4%) e al meteo (Weather con 30,3 milioni di utenti, +3,9%). Il triumvirato: Repubblica, Corsera e Gazzetta Entrando invece nel dettaglio dei brand iscritti alla rilevazione Audiweb, nel giorno medio, troviamo in effetti molto siti di news che mostrano dati in crescita rispetto al mese precedente. Tra questi: La Repubblica con 3 milioni 620 mila utenti unici nel giorno medio (+14,8% rispetto a luglio); Corriere della Sera con 3 milioni 282 mila utenti giorno medio (+9,8%); Il Messaggero con 2 milioni 100 mila utenti (+15,8%); Il Fatto Quotidiano con 1 milione 795 mila utenti (+32,1%); Fanpage con 1 milione 779 mila utenti (+23,9%); La Stampa.it con 1 milione 357 mila utenti (+23,1%); ANSA con 1 milione 228 mila (+10,5%); Il Giornale con 1 milione 53 mila (+65,8%); Leggo con 1 milione 22 mila (+2,6%). Tra gli spazi informativi che mostrano un trend positivo troviamo anche gli sportivi La Gazzetta dello Sport (2 milioni 269 mila utenti e un +13,1%) e Calciomercato.com  (con 926 mila, +51,1%), siti di meteo ilMeteo (con 4 milioni 785 mila utenti, +11,3%) e 3BMeteo (2 milioni 437 mila utenti, +18,2%), oppure siti di interesse più generale e legati al tempo libero come, ad esempio Pinterest (2 milioni 989 mila utenti, +2,8%) e Giallo Zafferano (1 milione 232 mila utenti, +7,3%). Scarica le tabelle

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