Autore: Redazione
12/06/2020

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano prepara un piano di marketing per ridare valore al prodotto e lancia il progetto “Scaglie” con Paolo Iabichino

Per reagire al crollo dei prezzi, Nicola Bertinelli proporrà all’assemblea dell’organismo di cui è Presidente l’approvazione di alcune misure straordinarie, comprese attività specifiche di promozione anche all’estero

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano prepara un piano di marketing per ridare valore al prodotto e lancia il progetto “Scaglie” con Paolo Iabichino

Il prezzo del Parmigiano Reggiano ha registrato negli ultimi mesi un calo importante. Se si prendono a riferimento i listini del 2019, si stima che la riduzione sia circa del 40%. Una contrazione della marginalità che preoccupa i caseifici che, negli anni passati, hanno vissuto un periodo felice sia per quanto riguarda produzione che quotazioni. Nel 2019 la quotazione media annua è stata infatti pari a 10,75 euro, per poi scendere sotto i 10 già a partire da ottobre – quando sono stati annunciati i dazi di Trump – e attestarsi oggi intorno ai 7,20 euro al kg. I motivi del crollo del prezzo sono diversi: in primis la riduzione delle vendite all’estero e la chiusura del canale Horeca nel periodo del lockdown. Ma il calo riguarda in particolare il prodotto stagionato 12 mesi, acquistato dai grossisti (una decina che acquistano e rivendono il Parmigiano Reggiano), che hanno avuto una visione poco rosea del futuro del mercato e hanno spinto le quotazioni del prodotto verso il basso. Quali sono le proposte del CdA del Consorzio varate due giorni fa per reagire alla crisi? Le misure – che andranno discusse e approvate dall’assemblea il 24 giugno – sono sostanzialmente tre. In primo luogo, il Consorzio acquisterà dai suoi 335 caseifici 320mila forme (160mila dell’ultimo quadrimestre 2019 e 160mila del primo quadrimestre 2020) così da riequilibrare il mercato. Le forme saranno conservate nei magazzini, fatte stagionare più a lungo e reimmesse progressivamente sul mercato quando sarà possibile ottenere una remunerazione adeguata al prodotto. Non è la prima volta che il Consorzio interviene per ritirare le forme al fine di alzare le quotazioni: era già successo nel 2014-2015. La novità è che ora il Consorzio non solo ritirerà le forme dal mercato, ma limiterà ulteriormente le quote di produzione che sono stata stabilite per il triennio a venire. Il Consorzio potrà inoltre contare sulle misure nazionali previste dal Decreto Rilancio.

Nicola Bertinelli

“Se negli ultimi mesi le vendite nel canale Horeca e all’estero si sono bruscamente ridotte, abbiamo avuto grandi soddisfazioni nella Gdo che, a maggio, ha registrato una crescita superiore al 30%. Sono fiducioso: stiamo prendendo misure efficaci che, spinte da un piano di marketing adeguato, ci consentiranno di chiudere quest’anno così anomalo consolidando il giro d’affari del 2019. Mai come oggi è importante che le nostre aziende siano coese” ha commentato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. Quest’ultimo quindi prospetterà all’assemblea di approvare un ulteriore sforzo anche sul piano del marketing e della comunicazione, in particolare all’estero, dove il consumo del Parmigiano Reggiano avviene soprattutto appunto nel canale Horeca. Con una quota parte di quei 170 milioni di euro tra fondi pubblici e stanziamenti privati di cui si parla come possibile castelletto di risorse di cui potrebbe disporre il Consorzio.

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Valorizzare il territorio

Intanto, sempre il Consorzio continua ad aggiungere altri tasselli alla sua strategia di comunicazione e va online online con Scaglie (www.scaglie.it), un nuovo progetto editoriale dedicato alla valorizzazione del territorio e della sua comunità. Un nuovo spazio virtuale per parlare di Parmigiano Reggiano ma anche di natura, biodiversità e ambiente, cucina e tradizioni, storia e cultura del territorio. Un sito ricco di contenuti d’autore che ogni mese - tra foto, video, testi e podcast – porterà il pubblico alla scoperta della filiera del primo prodotto DOP in Italia per valore alla produzione. L’obiettivo è raccontare le meraviglie del territorio in cui viene prodotto in esclusiva il Parmigiano Reggiano. Un territorio ben definito nei suoi confini e che ospita l’intera filiera: dalla produzione del latte alla sua lavorazione, dalla stagionatura fino al confezionamento del prodotto. I primi cinque contenuti, già online, sono tutti legati al tema dell’“Apertura”. Un concetto che vuole evocare sia l’apertura del progetto, sia quella della forma del Parmigiano Reggiano. E, anche, lanciare un messaggio di fiducia proprio ora che è in corso la (ri)apertura del Paese. La presentazione di Scaglie è affidata all’editoriale di Bertinelli, che ne spiega anche finalità e caratteristiche. C’è poi il racconto di una famiglia che ha realizzato il proprio sogno creando un caseificio dalle caratteristiche uniche nell’Appennino modenese. La parola passa poi a uno dei tanti veterinari impegnati a garantire il benessere nelle stalle. Le telecamere di Scaglie sono anche entrate in un caseificio per raccontare con le immagini la storia della famiglia che lo gestisce. Si continua con un focus sulla figura della “rezdora” per poi lasciare spazio allo chef Massimo Spigaroli  per alcune riflessioni sulla gastronomia e sul territorio.

Brand journalism

“Scaglie è un progetto di brand journalism – afferma Carlo Mangini, Direttore Marketing, Comunicazione e Sviluppo Commerciale - perché attraverso le storie che racconteremo faremo inclusione e daremo voce alle persone che condividono e difendono i valori del Consorzio. Mostreremo a tutti quali sono i nostri valori e cosa rende unico il nostro territorio e il Parmigiano Reggiano”. La produzione di Scaglie, curata dall’agenzia di content marketing LUZ, è guidata dalla direzione strategica e creativa di Paolo Iabichino, che aveva già partecipato al tavolo di brainstorming aperto dallo stesso Mongini per individuare le nuove strategie di “narrazione” del Parmigiano Reggiano, già concretizzatesi nella campagna istituzionale affidata a casiraghi greco& e pianificata da Address Media.