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Triboo acquisisce Koi Advertising e punta al mercato UK

Autore: Redazione


La company accelera la sua crescita sul suolo londinese, dotandosi di una presenza diretta e mirando all’accesso a una clientela sempre più ampia tramite i servizi già offerti

Triboo annuncia l’acquisizione - attraverso la controllata Triboo Direct - del 100% di Koi Advertising, company attiva nel ramo del marketing e dell’advertising digitale in UK, Australia, India, Indonesia e Sudafrica con sede a Londra. La notizia è coerente con la strategia di internalizzazione del Gruppo, che dopo la costituzione della filiale spagnola, a Madrid, e di quella cinese, a Shanghai, allarga i suoi orizzonti sul suolo londinese. La company dunque accelera la crescita in UK con nuove quote di mercato e con l’accesso ad una clientela sempre più ampia tramite i servizi già offerti, acquisendo un database di circa 15 milioni di utenti registrati ai siti proprietari presenti in tredici diversi paesi. Nel perimetro dell’operazione rientra inoltre la controllata italiana di Koi, con sede a Pescara, focalizzata su attività di operation nell’ambito del web marketing e advertising. Il fondatore e CEO di Koi, Marco Sicuro, rimarrà in azienda garantendo continuità nell’implementazione del piano di sviluppo. Il corrispettivo dell’operazione sarà determinato sulla base di meccanismi di earn-out esercitabili in considerazione dei risultati al 2020, 2021 e 2022. In virtù del rapporto di parentela tra Marco Sicuro e l’Amministratore Delegato di Triboo Direct, l’acquisizione di Koi costituisce un’Operazione con Parti Correlate e ha ottenuto il preventivo parere favorevole del Comitato Parti Correlate. “L’acquisizione di Koi consente al Gruppo di proseguire nella strategia di crescita internazionale intrapresa accedendo a nuovi mercati attraverso una società con sede a Londra e con un portafoglio di clienti e prodotti già consolidati, facendo leva sulle nostre competenze e servizi per poter incrementare la nostra presenza.” – ha commentato Riccardo Maria Monti, Amministratore Delegato del Gruppo Triboo – “Koi opera nel settore del performance marketing, un segmento in forte crescita nel quale il Gruppo ha già dimostrato risultati di successo e sul quale ha deciso di puntare ulteriormente”.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 19/07/2019


OLX Delivery, consegne senza pazzie

Se c'è un luogo dove il marketplace di OLX funziona, tra i 45 Paesi in cui è attivo, questo è l'Ucraina. Ma cosa rende speciale il marchio? Il servizio Delivery. Perché se è vero, come è vero, che OLX è un luogo di scoperte fortunate e di momenti magici per ottenere alcune cose rare che hai sempre sognato, preoccuparti della sicurezza dei tuoi acquisti rovina tutta la magia dello shopping online. La firma creativa di Banda sottolinea come tuttti i modi strani, folli di dimostrare serietà non hanno ragione d'essere di fronte a OLX Delivery.   [vimeo id=347707368]

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mercato

Autore: S Antonini - 19/07/2019


Publicis Groupe: nel primo semestre crescita globale dell’1,7% sul 2018, bene l’Italia con il +11,4%

Publicis Groupe chiude il primo semestre del 2019 con in incremento dell’1,7% dei ricavi netti sui primi sei mesi 2018 grazie al ritorno in terreno positivo – come previsto – della crescita organica nel secondo trimestre. L’Italia è tra i Paesi che nel semestre realizzano la performance migliore, con una crescita dell’11,4% grazie al nuovo business ma anche all’incremento della spesa da parte dei clienti già acquisiti nel primo trimestre dell’anno. Nel periodo, Publicis Groupe ha registrato ricavi per oltre 4,35 miliardi di euro, contro i 4,28 miliardi circa del primo semestre 2018. Migliora anche il margine operativo, in crescita del 5,7%. La crescita organica invece è calata dello 0,8% mentre i “game changers” strategici sono cresciuti del 24% per un ricavo netto di circa 580 milioni, pari al 13% dei ricavi netti totali di gruppo. I numeri per regione Europa, Asia, ma soprattutto l’area del Medio Oriente e Africa fanno da volano alla crescita con performance rispettivamente del +3,3%, +5% e 23,6%. La crescita organica dell’Europa si attesta sull’1,6%: insieme all’Italia, fanno bene anche la Francia, in crescita del 3,1%, e l’Inghilterra, +4,8, mentre la Germania è in calo del 9,6%. Il Nord America registra andamenti complessivi stabili, ma la crescita organica è in calo del 3,1%, a causa del rallentamento sia sul fronte della pubblicità tradizionale sia delle attività media. L’area Asia Pacific è invece positiva anche sul fronte della crescita organica, +2% con Singapore e India al +14,8% mentre la Cina cala dell’1,5%. Male l’America Latina, scesa dell’8,9% e del 7,6% su base organica, mentre Medio Oriente e Africa crescono del 19,1% su base organica.  I risultati del secondo trimestre Il fatturato netto complessivo di Gruppo nel secondo trimestre è di oltre 2,2 miliardi di euro, in crescita dell’1,6% sul secondo trimestre 2018. La crescita organica è sostanzialmente in linea, registrando un piccolo saldo positivo dello 0,1%. Questo recupero è dovuto in primo luogo alla ricaduta favorevole del nuovo business effettuato nel quarto trimestre 2018, e a una constante crescita a due cifre dei “Game changers” strategici. Allo stesso tempo, la contrazione della pubblicità tradizionale continua a esercitare un impatto negativo sulle attività in USA. L’area europea cresce del 3,4% e del 2,4% su base organica. Francia e UK registrano incrementi organici rispettivamente del 2,1% e del 4,6% mentre l’Italia cala del 4,3% e la Germania del 9,1%. Il Nord America mantiene la stabilità ma su base organica perde l’1,7%; Asia e Pacifico crescono del 5,8% e del 2,7% su base organica con Singapore e India rispettivamente a +21,9% e 20,5%, mentre la Cina scende del 2,4%. L’America Latina perde il 9,3% e l’8,7% su base organica, mentre Medio Oriente e Africa crescono del 16,2% su base complessiva, e del 12,9% su base organica. Prospettive per il 2019 L’azienda guidata da Arthur Sadoun sta sperimentando un rallentamento della crescita, dovuto sostanzialmente alla riduzione della spesa da parte dei clienti in attività di advertising tradizionale, a cui Publicis Groupe intende ovviare diventando partner dei clienti nel loro processo di trasformazione e offrire loro servizi sempre più personalizzati. In questo senso si inquadra l’acquisizione di Epsilon, conclusa lo scorso aprile per 4,4 miliardi di euro. Questa società insieme a Publicis Sapient dovrebbero rappresentare oltre il 30% dei ricavi del Gruppo. Nel suo discorso di presentazione dei risultati, il chairman e ceo Sadoun ha sottolineato gli andamenti di Francia e Inghilterra, dove il modello “Power of One” è maggiormente consolidato. Per la seconda parte dell’anno, Publicis Groupe si attende un miglioramento della crescita organica ma, a fronte della continua contrazione dei budget, mantiene un atteggiamento conservatore rispetto alla chiusura dell’anno e prevede ricavi netti organici complessivamente stabili.

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mercato

Autore: Redazione - 18/07/2019


Osservatorio Branded Entertainment: entrano Agi Factory e True Company

OBE - Osservatorio Branded Entertainment, l’Associazione che studia e promuove la diffusione sul mercato italiano del branded content & entertainment come leva strategica per la comunicazione integrata di marca, raccogliendo intorno a sé i principali player della filiera, annuncia l’ingresso tra i propri associati di due nuovi rappresentanti della industry del BE, Agi Factory e True Company. "Sono molto lieta di poter dare il benvenuto in Associazione a due realtà così rappresentative del mondo della comunicazione oggi in Italia – commenta Anna Gavazzi, Direttore Generale di OBE –.  Il branded content & entertainment si sta sempre più affermando come leva fondamentale per la costruzione della marca e la creazione di purpose & value. Sono sicura che l’ingresso nella compagine associativa di Agi Factory e True Company ci aiuterà a capire e raccontare ancora meglio il potenziale di questo strumento per le aziende italiane".  Agi Factory Agi Factory è il primo brand journalism lab italiano dedicato alla comunicazione delle aziende. Partendo dai valori di comunicazione dei brand, Agi Factory lavora alla costruzione di notizie rilevanti e inspiring, per arricchire lo storytelling dei marchi e fornire un contenuto di valore, originale e inserito in una infrastruttura specificamente orientata al branded content & entertainment. “Il brand traccia il nostro DNA attraverso due drive fondamentali: l’autorevolezza di Agi, Agenzia Giornalistica Italia, dalla quale ereditiamo la tecnica e la competenza giornalistiche, a partire dalla cura dei contenuti all’approfondimento, fino alla verifica dei fatti; e l’heritage di Eni, dal quale ereditiamo la visione aziendale e la capacità di gestire progetti complessi. Ed è per questo motivo che il nostro ingresso in OBE rappresenta da una parte un ulteriore progresso nella diffusione delle tecniche di brand journalism, e dall’altra il grande valore di entrare a far parte dell’organizzazione leader nel mondo del branded content – sostiene Daniele Chieffi, Head of Digital Communication e Content Factory di Agi –. Siamo sempre pronti a cercare nuovi strumenti per narrare, approfondire e scoprire la vera anima delle aziende. Per noi comunicare vuol dire raccontare la storia delle persone alle persone, e il branded content è al centro della nostra missione”.  True Company Sempre più incentrata sul BC&E anche l’attività di True Company, agenzia di comunicazione indipendente dai talenti trasversali e con la passione per idee creative e innovative. Grazie alle sue unit True, Chilipr, Sterling Cooper e Twoshot, True Company è in grado di offrire ai clienti campagne integrate e progetti di branded content & entertainment. “In uno scenario in cui l’interruption marketing è ancora la scelta prevalente nella costruzione della brand awareness, l’importanza strategica di costruire contenuti di marca rilevanti per gli utenti è sempre più importante – dichiara Lorenzo Cabras, CEO di Sterling Cooper e Managing Partner & Client Service Director di True Company –.  È una disciplina che già da tempo rientra fra le skill d'agenzia, ma il nostro ingresso in OBE ci consente di andare ancora più a fondo nel mondo del branded content & entertainment, e di contribuire attivamente alla sua conoscenza, comprensione e diffusione”. 

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mercato

Autore: Redazione - 18/07/2019


Instagram rende invisibile il numero dei “like"

Dopo l'esperimento realizzato in Canada, Instagram ha deciso di nascondere il numero dei “like” anche in Italia. Il test è iniziato da due giorni e secondo le prime valutazioni non si tratterebbe di una scelta definitiva. Piuttosto, sarebbe soprattutto una prova per sondare il parere degli utenti. Se in futuro la decisione venisse applicata definitivamente, sarebbe una vera e propria rivoluzione per il mondo del marketing digitale e dei cosiddetti influencer. "Vogliamo aiutare le persone a porre l'attenzione su foto e video condivisi e non su quanti “like” ricevono - ha spiegato ai media Tara Hopkins, Head of Public Policy Emea di Instagram -. Vogliamo che Instagram sia un luogo dove tutti possano sentirsi liberi di esprimersi. Stiamo avviando diversi test in più paesi per apprendere dalla nostra comunità globale come questa iniziativa possa migliorare l'esperienza su Instagram", ha aggiunto Tara Hopkins. Nessuna rimozione La novità era stata anticipata direttamente dal fondatore di Facebook, cui fa capo Instagram, Mark Zuckerberg alla conferenza per gli sviluppatori del social network di fine aprile a San Josè, in California. Poi il test è partito in Canada. In pratica, il tasto “like” non viene rimosso, ma non risulta più visibile il numero dei “mi piace”; solo l'utente che ha condiviso il post su Instagram può avere accesso a tale informazione. E agli utenti coinvolti nel test compare un avviso. Instagram ha oltre un miliardo di utenti nel mondo; e ben 500 milioni usano Le Storie.

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