ABBONATI

GreenStyle presenta la Top Italian Green Influencer

Autore: D Sechi


La rivista edita da Triboo ha analizzato il mercato degli influencer e premiato i 10 più impegnati nella sostenibilità; tra questi: Alessandro Gassmann e Alfonso Pecoraro Scanio

Una giornata tinta di verde, in una Milano sempre più proiettata verso la primavera. Il tema della giornata non avrebbe potuto essere più appropriato: green, sostenibilità, impegno ecologista. GreenStyle, il magazine online edito da Triboo ha dedicato la mattinata di martedì a un’analisi approfondita sull’attualità degli influencer, per poi raccontare il ramo degli stessi maggiormente dedio alla sostenibilità, all’ambiente, al verde della natura. E per coronare l’evento non poteva mancare una classifica di chi in Italia si è maggiormente distinto in quest’opera meritoria.

Primo identikit verde

Alla fine, sono 10 i “green influencer” migliori del nostro Paese, protagonisti della prima edizione dei Top Italian Green Influencers, la classifica che individua i profili più impegnati sui temi della sostenibilità. Condotto e presentato da Matteo Campofiorito, Direttore Editoriale della testata, Letizia Palmisano, nominata green influencer durante gli ultimi Macchia Nera Awards e Matteo Nardi, docente di social media marketing e PR dell’Agenzia Press Play (PR Agency leader nella comunicazione sostenibile), lo studio ha tracciato una prima mappatura di tutti i profili social italiani impegnati nel comunicare i temi della sostenibilità e il primo identikit del perfetto green influencer italiano: attivista, con un forte legame con la vita reale e una elevata coerenza nel comunicare i temi della sostenibilità tout court. Caratteristiche che lo distinguono dagli influencer di altri ambiti in Italia, ma anche dai green influencer esteri che hanno un posizionamento più rivolto al glam e al lifestyle. 

Alessandro Gassmann

La ricerca ha individuato circa 50 profili che sono stati divisi e inseriti in 4 macro categorie sulla base degli argomenti affrontati nella propria comunicazione: Circular Economy, Mobilità sostenibile, Cibo Sostenibile e Lifestyle. Per ciascuna categoria, analizzando il numero dei follower degli account social individuati, le interazioni e anche la reputazione online e offline, sono stati scelti i top green influencer italiani e assegnate le menzioni speciali. Inoltre, lo studio ha individuato il Top Green Influencer dell’anno, il profilo che più di tutti ha contribuito alla divulgazione delle tematiche ambientali: si tratta di Alessandro Gassmann. Una speciale targa è stata assegnata anche ad Alfonso Pecoraro Scanio, presente all’evento.

Rigorosamente green

La ricerca è stata presentata con un evento esclusivo, realizzato in collaborazione con Aboca in qualità di Main Sponsor, il supporto tecnico di Press Play quale Pr Agency dell’evento, e di Piantando.com in veste di partner tecnico. L’evento è stato organizzato presso la sede di Triboo, in ottica rigorosamente green e zero waste e GreenStyle.it, collaborando con Piantando.com e Fundacion Reforestemos ha contribuito alla piantumazione di 50 alberi nella Patagonia cilena.


img
Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

LEGGI
img
spot

Autore: V Parazzoli - 27/05/2020


Nasce l’ibrido Lancia: Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic, on air con Armando Testa

Tutte le novità tecniche e commerciali saranno presentate durante la conferenza stampa virtuale di giovedì mattina dalla Responsabile del brand Lancia Antonella Bruno e dal Responsabile Mercato Italia di FCA Emea Santo Ficili ma, intanto, il lancio pubblicitario della Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic è già partito in questi giorni con la campagna ideata da Armando Testa e pianificata da Starcom su tv, stampa e digital. Nello spot, girato da Ago Panini con produzione di Movie Magic, come un portale che si apre nel "grande blu”, lo spazio limitato di una piscina sul terrazzo di un grattacielo, diventa all’improvviso uno scenario inaspettato, emozionante e senza confini. Una donna, attirata da alcuni riflessi di luce sul fondo della piscina, si immerge e nuota perdendosi nella profondità. In questa dimensione onirica si scopre che i bagliori provengono da alcune meduse, che attraverso la propria luminosità, la guidano verso una forma misteriosa, che si svelerà appunto essere la Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic. Lentamente e in modo sempre più sinuoso, le meduse svelano i particolari dell’auto, mentre la donna, rapita dalla bellezza della Ypsilon, fluttua danzante. Infine, l’auto emerge dalle profondità e i bagliori delle meduse, trasformandosi nelle luci della città, ne rivelano la reale natura: ora la Ypsilon Hybrid EcoChic sfila per le strade della metropoli notturna e scintillante che le fa da sfondo. Credits Direzione creativa: Raffaele Balducci Art: Davide Cortese e Claudio Nicoli  Copy: Elisa Infante  Musica a cura di Flavio Ibba, Red Rose Productions

LEGGI

Correlati

img
aziende

Autore: V Parazzoli - 05/06/2020


Urban Vision: dopo la ristrutturazione del 2019, rilancia nel 2020 puntando sull’innovazione tecnologica e l’offerta digital

«Anche se ancora non sono stati approvati i dati ufficiali, posso anticipare che il 2019 si è chiuso per noi con ricavi in calo rispetto all’anno precedente, come risultato però di una profonda ristrutturazione delle nostre operations all’estero e in Italia, che ha avuto l’obiettivo di riposizionare l’azienda in vista dell’impegnativo progetto di innovazione tecnologica e digitalizzazione della nostra offerta, che vedrà un grande impulso nel corso del 2020». Interpellato da DailyMedia, Gianluca De Marchi, CEO di Urban Vision dopo esserne già stato Presidente, anticipa i risultati e le strategie della media company attiva nei restauri sponsorizzati e nella comunicazione pubblicitaria Out of Home e Digital Out of Home che, per altro, nel 2018, ha beneficiato di una crescita del fatturato del 41% a 46,3 milioni di euro. Lo scenario «Sullo scenario di mercato – prosegue il manager, che lavora in team con il Presidente Fabio Mazzoni, cofondatore della società, e la V.P. Daniela Valenza - la nostra percezione è in linea più o meno con quanto riportano da settimane più o meno da tutti i player, oltre il -40% nel primo semestre, previsioni di oltre il –30% sul secondo e un probabile -10/15% nel primo semestre 2021. Dalle interlocuzioni avute con i nostri clienti e stakeholder emerge una previsione di parziale ripresa a partire da luglio, dovuta a una serie di considerazioni relative al post emergenza. La crisi economica, il lockdown e l’incertezza generalizzata costringeranno molte persone a non partire per recuperare parte del lavoro perso e di conseguenza giugno, luglio e agosto saranno probabilmente mesi lavorativi e rispetto agli anni passati le città non si svuoteranno completamente. Sarà diffuso il desiderio di godersi la città, riappropriarsi degli spazi urbani di cui non è stato possibile beneficiare in questi mesi di quarantena. In questo contesto, l’OOH oggi più che mai rappresenta un punto di incontro immediato, reale e “unskippable” tra brand e cliente. Una differenza scontata ma importante nel post Covid-19 rispetto ai media digitali. Dopo mesi di lockdown, l’esperienza “outdoor” sarà vissuta molto più intensamente, l’engagement emotivo sarà più elevato e l’audience sarà più ricettiva a messaggi e a creatività contestualizzate esposte su mezzi OOH». La ripresa La strategia per la ripresa di Urban Vision ha come cardini l’innovazione, la trasformazione digitale e la sostenibilità. «Sono necessari nuovi strumenti e strategie per far fronte agli effetti della crisi. Il COVID-19 è stato e sarà un acceleratore di cambiamento – prosegue De Marchi -. L’Outdoor deve cogliere questa spinta ed evolversi rapidamente, cercando soluzioni attraverso l’innovazione tecnologica. Puntiamo perciò ad ampliare la nostra offerta digital dal 30% al 50% nei prossimi due anni, implementando tutti i nostri mezzi con innovazioni tecnologiche a vantaggio dei brand ma anche dei cittadini, offrendo servizi di pubblica utilità. Grazie alle numerose innovazioni in ambito digitale, oggi è possibile raggiungere ogni tipo di audience, che sia di massa o di nicchia. Il digital OOH, nello specifico, è in grado di raggiungere audience più ampie e più coinvolte, sfruttando il contesto in cui la pubblicità viene vista e offrendo maggiore impatto attraverso contextual adv, aggiornamenti in tempo reale e interazione. Inoltre, nel post Covid-19 la sostenibilità e la social responsibility diventano la chiave di volta per costruire relazioni di fiducia con i propri clienti. Le persone riconoscono e premiano i player e i brand che partecipano attivamente a temi di interesse sociale. Le aziende potranno stringere una forte relazione con il proprio pubblico solo dimostrando di anteporre la collettività al profitto». L’impegno sociale In effetti Urban Vision nel corso del lockdown ha messo a disposizione i propri impianti gratuitamente per ospitare campagne sociali e di pubblica utilità, lanciando anche proprie iniziative come la campagna “Together Forever” realizzata in collaborazione con Toilet Paper e, poi, ‘”Dire grazie non basta”, dedicata a tutti gli operatori sanitari che ogni giorno in prima linea nelle strutture ospedaliere hanno messo e mettono tuttora a rischio la propria salute a tutela delle persone affette da Covid-19. Infine, il Gruppo dà sempre un grande valore alla sostenibilità ambientale dei suoi progetti, forte anche di un dipartimento di Ricerca e Sviluppo che lavora costantemente su materiali innovativi in ottica green. Inoltre, ha introdotto un sistema per il monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni di gas serra e ha ottenuto la certificazione ai sensi della norma ISO 14064-1. È la prima concessionaria del settore a essere certificata: con l’impegno di azzerare le carbon emissions. Sullo sfondo della strategia che prevede anche un’ulteriore espansione internazionale c’è infine sempre l’idea di arrivare alla quotazione nell’arco di un triennio.

LEGGI
img
aziende

Autore: D Sechi - 03/06/2020


Fuga verso l’ottimismo, Pinterest ha la ricetta giusta

Come il sole all’improvviso, e non poteva essere altrimenti, anche se l’abitudine vien mangiando, per parafrasare antichi detti. Ma poi, qualcuno solleva la tapparella e ci si rende conto che c’è vita lì fuori, che la famigerata ripresa, per mesi chiacchierata, ipotizzata, fantasticata e poi quasi dimenticata è un dato di fatto cui prestare, come minimo attenzione. Solo che le cose sono cambiate, intese come panorama, comportamenti, suggestioni, desideri, aspettative. Serve insomma un nuovo passo, per non perdere tempo, terreno, il futuro. Detto in termini mercantili, pratici, pragmatici, è arrivato il momento di scendere di nuovo nell’arena. Le aziende sono pronte, hanno compreso il neo scenario? Pinterest, piattaforma social che in quanto tale ha a che fare in ogni istante con i gusti delle persone, ne ha analizzato i comportamenti (d’acquisto), dai quali ha ricavato una serie di consigli. Ne abbiamo parlato con Adrien Boyer, Country Manager di Pinterest Francia, Europa meridionale e Benelux. ​ Quali sono gli aspetti principali sui quali dovrebbero concentrarsi le aziende (e quali tendenze emergono dal comportamento degli utenti di Pinterest)? «Considerando che i progetti per il futuro rappresentano l'essenza di Pinterest, siamo in grado di avere un'anteprima dell'evoluzione del comportamento dei consumatori e di indicare ai brand le possibili strategie per raggiungerli con un buon anticipo. Le persone usano Pinterest per fare progetti e pianificare i momenti della propria vita, che si tratti di ricette per la cena, di idee per decorare gli spazi di casa o di consigli di moda e stile. Di conseguenza, uno sguardo alle ricerche effettuate su Pinterest ci rivela cosa vogliono provare, usare o acquistare i consumatori. Nelle ultime settimane, abbiamo notato che le ricerche non si concentrano più sul presente, perché i nostri utenti hanno ricominciato a fare progetti per il futuro. Le persone vogliono guardare al domani per non pensare all'oggi.  Ciò significa che, se vogliono raggiungere in tempo il proprio pubblico di riferimento, i brand devono pianificare la propria strategia media già adesso. Le aziende e i retailer di Pinterest hanno l'occasione di proporre contenuti pertinenti ai potenziali clienti in qualsiasi fase del percorso d'acquisto: quando navigano tra infinite possibilità, quando devono scegliere tra una rosa di opzioni e, infine, quando sono pronti ad acquistare». Quali sono queste opzioni? «Riteniamo che, nelle circostanze attuali, i commercianti potrebbero trarre notevoli vantaggi se, nella comunicazione con il proprio pubblico, considerassero una strategia suddivisa in quattro fasi. Mentre numerosi brand sono ancora fermi alle fasi 1 e 2, molti consumatori sono già passati oltre. Le fasi sono suddivise in questo modo: 1.         Valutazione e informazioni - I consumatori cercano aiuto immediato per affrontare la nuova situazione. Quasi tutti gli inserzionisti iniziano da qui, ma molti si soffermano su questa fase troppo a lungo. 2.         Empatia e pertinenza - I consumatori sono preoccupati, provano un senso di perdita e di dolore. Il messaggio dei brand trasmette vicinanza ed empatia. 3.         Evasione e ottimismo - I consumatori cercano qualcosa da attendere con impazienza. I brand li devono ispirare e aiutare nei loro progetti, in vista di un futuro più roseo. 4.         Ripresa e ripartenza - I consumatori stanno costruendo una nuova vita, con nuove abitudini e, probabilmente, maggiori limitazioni economiche. Saranno quindi più attenti nella scelta dei brand, che, dal canto loro, dovranno dimostrarsi in linea con i valori e i bisogni del pubblico». Quali saranno i settori più ricettivi nel post-Coronavirus? Secondo le vostre previsioni, cosa cambierà in modo permanente? «È sicuramente interessante analizzare i cambiamenti duraturi che hanno interessato le abitudini dei consumatori e, in particolare, i modi di fare acquisti. Al tempo stesso, i consumatori si aspettano che si evolvano anche le aziende, che ora devono far sapere al proprio pubblico come sono cambiate. In base all'analisi delle ricerche su Pinterest, possiamo anticipare che, dopo mesi di isolamento, alcuni settori assisteranno a cambiamenti permanenti nel comportamento dei consumatori». ​ Qualche esempio? «Ne possiamo citare tre interessanti: ° Vendita al dettaglio: i clienti si aspettano che i negozi fisici soddisfino nuovi standard di igiene e sicurezza. I retailer dovranno comunicare le misure adottate per sanificare i locali, sottolineare quanto siano importanti per l'azienda valori come la pulizia e la sicurezza dei consumatori e mettere a disposizione dei clienti igienizzanti per le mani, guanti e mascherine per farli sentire più a proprio agio. ° Moda e bellezza: durante l'isolamento, le funzioni di realtà aumentata come Prova e l'abbinamento del fondotinta sono passate da opzioni di ultima generazione a servizi quasi scontati. I brand dovrebbero tenersi pronti, perché gli acquisti a distanza nei settori della moda e della bellezza sono destinati a crescere. ° Supermercati: ora che molte persone hanno scoperto la comodità di ricevere la spesa a casa o di passare a ritirarla in negozio, possiamo prevedere che questo servizio sarà sempre più richiesto. Le aziende dovrebbero soddisfare questa nuova domanda collegando le ricerche di ricette online a servizi in abbonamento o alla consegna della spesa o di cibi surgelati. I brand hanno l'opportunità di condividere i propri valori e le azioni che hanno intrapreso per restare fedeli alla propria mission. Inoltre, se racconteranno la propria storia in modo incisivo, riusciranno a distinguersi ancora di più agli occhi dei consumatori». Costa sta facendo Pinterest attualmente e cosa farà nel futuro immediato? «Oggi la nostra mission, ossia ispirare le persone a creare la vita che amano, ci sembra più attuale che mai. La nostra priorità è sempre stata quella di essere una risorsa preziosa ma, in questo periodo particolare, è quella di offrire una fonte di ispirazione a persone confinate tra le mura di casa. Quando sono iniziati i periodi di quarantena nei vari paesi del mondo, abbiamo notato che il cambiamento più significativo nel comportamento degli utenti è stato l'aumento delle ricerche di idee per il "qui e ora", a discapito delle ricerche proiettate verso il futuro. I consumatori cercavano idee su come allestire un ufficio in casa, su come tenere impegnati i bambini e tanto altro. Cercavano aiuto, e volevano riceverlo dai brand di cui si fidano. Molte aziende di settori come quello alimentare, tecnologico, delle telecomunicazioni e dell'e-commerce in generale sono riuscite a raggiungere le persone con consigli, articoli sui blog o sui siti web, nuovi prodotti o modi di utilizzare i prodotti e così via. Stiamo anche continuando a lavorare per offrire ai commercianti soluzioni che semplifichino l'uso dei nostri servizi e che li aiutino a crescere sulla nostra piattaforma, il che contribuisce anche a diversificare la nostra base di inserzionisti e a ottimizzare la pertinenza degli annunci. In definitiva, anche se alcune categorie, come il turismo e il lusso, hanno assistito a un inevitabile rallentamento, altre categorie, come quelle dei beni di largo consumo (alimenti) e l'e-commerce, sono cresciute in maniera significativa». ​ Ora si può dire che si è entrati in una prima fase post… «Attualmente, i consumatori su Pinterest stanno ricominciando a pensare al domani. Mentre gli inserzionisti si concentrano su messaggi che fanno leva sull'empatia e sul dolore, i nostri utenti sono già proiettati al futuro e alla pianificazione della propria vita. In questo momento, gli inserzionisti di Pinterest hanno l'occasione di raggiungere i consumatori in modo efficace. Per farlo, devono lasciare da parte i messaggi di supporto e passare all'ispirazione, offrendo alle persone una ragione per guardare al domani con entusiasmo, per esempio idee di viaggio e spunti per gli eventi che hanno dovuto rinviare». Qual è stata la performance di Pinterest in questi primi mesi del 2020? «A partire da metà marzo, abbiamo registrato numeri da record a livello di interazioni globali, come impression, ricerche, salvataggi, nuove bacheche e visite alle bacheche. Un aumento del genere è principalmente dovuto al fatto che i nostri utenti erano costretti a trascorrere molto tempo tra le mura domestiche e che di recente abbiamo introdotto alcuni prodotti innovativi sulla nostra piattaforma. Rispetto all'anno scorso, nel primo trimestre i nostri utenti attivi mensili sono cresciuti del 26% a livello globale, raggiungendo quota 367 milioni e picchi mai visti prima negli Stati Uniti e nei mercati internazionali. Secondo i dati di Audiweb, in Italia, abbiamo registrato una impressionante crescita del 34% rispetto all'anno scorso, con 14 milioni di visitatori unici mensili».

LEGGI
img
aziende

Autore: D Sechi - 27/05/2020


Star, la famiglia e le sue emozioni per far fronte all’emergenza sanitaria

Avrei voluto essere uno chef, o anche solo un discreto funambolo dei fornelli, ma il tempo mi è sempre mancato, peccato… Ma, all’improvviso, di tempo ne abbiamo avuto fin troppo, reclusi in casa tra dubbi e paure, con le speranze che sembravano ogni ora assottigliarsi sempre di più. C’è chi si è messo a cantare sui balconi, chi ha fatto finta di iniziare cinque libri e chi, finalmente, ha acceso i fornelli. E la cucina è diventata di nuovo un ritrovo, l’antico focolare domestico si è risvegliato e con esso la voglia di riaprire alla vita. Sono meccanismi piscologici naturali, benvenuti e chi, nel mercato, ha la fortuna di muoversi naturalmente su tragitti culinari, ha la possibilità rendere ancora più saporita la propria comunicazione, magari seguendo la propria naturale inclinazione, il personale tone of voice, la coerenza dimostrata in decenni di operato. Sembra facile, ma gli ingredienti occorre saperli amalgamare con sapienza. Ci siamo fatti raccontare come da Francesca Sansò, marketing director di Star. In che modo l’emergenza ha cambiato le vostre strategie di comunicazione 2020? «All’inizio della pandemia ci siamo interrogati a lungo per capire come muoverci e come riorganizzare una strategia che era già stata programmata da tempo: sospendere le pubblicità oppure modificarle adattandole al contesto, piuttosto che lasciare tutto come prima?  Naturalmente non esiste una via corretta in assoluto: l’unico principio è che i brand rimangano fedeli a se stessi, coerenti al proprio tone of voice e rispettosi nei confronti del proprio target. Cosi, dopo un’iniziale sospensione delle nostre pubblicità, per porre la massima attenzione ai contenuti ed essere sicuri di essere pertinenti nel messaggio al sentiment e allo stile di vita dei consumatori, ci siamo resi conto che i consumatori si aspettavano che i brand facessero sentire la loro vicinanza. E un brand storico e italiano come Star, che da sempre ha occupato un posto nelle cucine e nel cuore degli Italiani, non poteva non essere con loro in questi lunghi giorni di resistenza e di speranza. Giorni in cui quelle cucine sono diventate il centro catalizzatore della vita familiare, il luogo in cui gli Italiani non solo hanno cucinato per e con le loro famiglie ma anche condiviso ogni tipo di emozione familiare, reale e quotidiana. Da qui è nata l’idea della campagna “Star al tuo fianco per ripartire”, che racconta, in maniera coerente con i nostri valori, uno spaccato della vita di tutte le famiglie italiane in cucina. Con rispetto e delicatezza, Star ha cercato di parlare alle persone prima che ai consumatori e di confermare la sua promessa di brand: essere sempre al fianco delle famiglie italiane. A oggi posso dire che la scelta fatta è stata corretta, per il momento e per il contesto. Per i prossimi mesi stiamo rivedendo il piano in modo da ripartire con la comunicazione di alcuni dei nostri prodotti di punta per la stagione primavera/estate». Perché la scelta di ripartire da Tigullio? «Gli italiani ripongono grande fiducia nel ruolo sociale e nel supporto che i brand possono fornire, e in questa situazione anomala le aziende hanno avuto una concreta occasione per dimostrare che cosa possono fare per la società e per il nostro Paese. Ma allo stesso tempo non devono dimenticare di focalizzarsi su ciò che il brand fa concretamente per il consumatore nella vita di tutti i giorni, la brand promise, che in momenti di difficoltà economica avrà un peso sicuramente rilevante nel guidare le scelte davanti allo scaffale. Ed è, a mio avviso, nel trovare un giusto equilibrio tra brand purpose e brand promise, che i brand si giocheranno la partita nella fase 2. Noi abbiamo scelto di ripartire con uno dei nostri prodotti storici, GranPesto Tigullio. Una campagna che era già prevista e che abbiamo adattato perché rispondente ad un bisogno del consumatore che rimane attuale: il piacere della buona tavola in chiave italiana, a cui non rinunciamo mai. I veri protagonisti dello spot sono gli ingredienti raccontati da una voce calma ed avvolgente che crea un’atmosfera intima e allegra e che fa emergere proprio il piacere di stare a tavola. Il trend del mercato di sughi pronti in crescita, conferma questo bisogno in un momento in cui gli Italiani consumano più pasti a casa e ricercano spesso degli alleati in cucina senza rinunciare al gusto». Ci sono delle evidenze sulla possibile ricezione di un prodotto rispetto a un altro o la scelta ricade sull’adattabilità creativa al particolare momento? «È inevitabile che in questo momento ci siano delle categorie di prodotti che meglio di altre incarnano i bisogni dei consumatori: il maggiore tempo speso a casa e in cucina, la maggiore attenzione a sé e agli altri, la ricerca di piccoli momenti speciali e il bisogno di certezze e rassicurazione, sono solo alcuni esempi di rinnovate esigenze che stanno impattando le scelte di acquisto dei consumatori. A parità di prodotto, poi la partita se la giocano i brand, che in questa situazione anomala hanno un’occasione per dimostrare che cosa possono fare, un’opportunità concreta per passare dallo storytelling allo storydoing, cercando di toccare le corde giuste, senza snaturare la propria promessa di brand, e mettendo oggi più che mai non solo il consumatore al centro, ma la persona. I brand che ci riusciranno, saranno quelli che non saranno percepiti come i brand dell’emergenza ma come i brand affidabili e che ne usciranno rafforzati quando, in un momento in cui il potere d’acquisto sarà inevitabilmente più basso, saranno il valore della marca e la relazione di fiducia con il consumatore i fattori chiave nelle decisioni di acquisto. E quindi si arriva alla creatività, che avrà di fatto l’arduo e concreto compito di riuscire a comunicare tutto questo in un modo rilevante per il consumatore e differenziante rispetto ai competitors, facendo emergere il brand in un momento in cui più che mai i messaggi tenderanno ad uniformarsi». Solitamente quali sono le vostre stagionalità in fatto di comunicazione? «Di fatto i nostri prodotti, in maniera differente tra le categorie, coprono tutto l’anno. Iniziamo dai pesti, considerato che abbiamo parlato di Tigullio. Questa categoria ha una stagionalità che va da marzo ad ottobre, mentre con prodotti quali il dado, il brodo, tisane e camomilla i picchi di vendite li abbiamo nella stagione invernale tra ottobre e marzo. E poi abbiamo la linea dei ragù, che è il prodotto meno impattato dalla stagionalità. L’on air delle campagne segue queste logiche». Le prossime campagne cosa riguarderanno e quando pensate di pianificarle? «La prossima campagna in partenza da fine giugno vedrà protagonista un altro dei nostri prodotti storici: Il Mio Gran Ragù. La comunicazione avrà anche in questo caso, come punto di partenza gli ingredienti e la qualità dei nostri prodotti. Il nostro ragù è prodotto in Italia ed è realizzato con 100% carne italiana, ispirandosi alla ricetta della tradizione italiana. E in questa attività sosterremo anche le nostre gustosissime polpette. Nel 2019, infatti, Il Mio Gran Ragù è entrato nel segmento nel vetro con un’innovazione per l’intero mercato, Il Mio Gran Ragù con Polpette, il primo ragù con Polpette del mercato». Avevate degli obiettivi a inizio anno, cosa è cambiato sul fronte degli investimenti? Più tv o più digital? «Al momento le nostre riflessioni non vanno nella direzione di rivoluzionare le strategie di comunicazione e media, ma di ripensarle per sostenere un clima di ripartenza attraverso le azioni dei nostri brand e per tenere conto dell’accelerazione nella fruizione di contenuti e servizi online. Il nostro mantra è mettere sempre i consumatori e le persone al centro, e la strategia e la pianificazione media si evolveranno per rispondere al meglio a questo principio». State pensando a qualcosa di particolare per la ripartenza? Una campagna speciale o comunque un’attività di comunicazione unica? «L’incertezza che stiamo vivendo ci impone di essere veloci, di giocare di anticipo, di essere pronti per il prossimo cambiamento. La flessibilità nel sintonizzarsi su differenti modalità e la creatività nel reinventare le regole del gioco diventano chiave. A partire da questi principi stiamo pensando a come gestire i nostri progetti per il secondo semestre, sapendo di dover far fronte all’incertezza e quindi valutando diversi scenari, ma sempre con la volontà di voler essere vicini e connessi con le famiglie italiane nella ricerca di quel difficile ma vitale equilibrio tra brand purpose e brand promise. Programmare sì, ma sapersi adattare è vitale».

LEGGI

Resta connesso con il nostro network

Vuoi conoscere meglio i nostri prodotti? Indica la tua email per riceverli in promozione gratuita per 1 mese. I dati raccolti non verranno commercializzati in alcun modo, ma conservati nel database a uso esclusivo interno all'azienda.

Inserisci la tua mail

Cliccando “INVIA” acconsenti al trattamento dei dati come indicato nell’informativa sulla privacy