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Gitto/Battaglia_22 ha vinto la gara a tre per la nuova comunicazione integrata di SisalPay

Autore: V Parazzoli


L’agenzia di Vicky Gitto e Roberto Battaglia avrebbe superato Armando Testa e DLVBBDO, che segue attualmente questo brand. Il planning è di OMD

Anche se ancora non ci sono ufficializzazioni, si sarebbe conclusa a favore di Gitto/Battaglia_22 la gara indetta da Sisal per la scelta dell’agenzia a cui affidare la comunicazione di SisalPay, il circuito di pagamenti e ricariche del Gruppo. L’agenzia di Vicky Gitto e Roberto Battaglia avrebbe superato quella attualmente in carica e, cioè, DLVBBDO, e Armando Testa. L’ultima campagna, appunto dell’agenzia di Omnicom, che è stata pianificata da OMD, risale ancora all’anno scorso: la creatività, facendo leva sul valore inestimabile del tempo, evidenziava i tratti distintivi del modello di pagamento di SisalPay - comodo, veloce e sicuro - capace di rendere la vita degli italiani più semplice. “Basta passare la vita in coda! Passa a SisalPay. E paghi i tuoi bollettini nel tempo di un caffè”. Era questo l’invito rivolto ai consumatori al centro della campagna integrata che, oltre allo spot, comprendeva radio, stampa e web. Attraverso l’offerta di SisalPay, disponibile in oltre 40 mila bar, tabacchi ed edicole, online - www.sisalpay.it- e da smartphone (e che nei giorni scorsi ha annunciato una partnership con Intesa Sanpaolo), è possibile concludere le diverse incombenze quotidiane relative ai pagamenti dei bollettini in modo rapido e semplice, evitando frustranti attese e risparmiando tempo prezioso. 


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Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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spot

Autore: S Antonini - 04/12/2019


"Fatti furbo", investi con TD Ameritrade

Toni ironici e sofisticati da spy story degli anni 60 e un protagonista che nel look (e nell'auto) rimanda vagamente a James Bond: così la nuova creatività "Get smarter" firmata Havas New York comunica il brand e i servizi della società di trading TD Ameritrade.

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 05/12/2019


Kantar, il 2020 è l’anno del paradosso del digitale: moltitudine di touchpoint, ma più difficile raggiungere il cliente

La tecnologia continuerà a definire il settore dei media nel 2020, creando opportunità ma anche nuove sfide per i marketer. Se da un lato la spesa in advertising sui social e sulle piattaforme tech continua a crescere, l’innovazione tecnologica porterà anche una sorta di rinascimento dell’engagement nel mondo reale. Ai marketers e ai media verrà chiesto di sviluppare competenze, sistemi di engagement e capacità di misurazione in grado di coinvolgere nel modo più efficace i consumatori, in un momento di grande trasformazione per l’affollato settore dei media - secondo lo studio Globale di Kantar “2020 Media Trends e Predictions”. Un vero e proprio paradosso digitale: mentre i canali media emergenti creeranno nuove opportunità, la marea di touchpoint digitali renderà ancora più difficile il contatto con i consumatori. I marketers dovranno poi anche destreggiarsi con il dilemma dei dati, fornendo i contenuti personalizzati richiesti dai consumatori senza violare la fiducia e le norme sulla privacy. E poiché l’utilizzo dei cookies da parte di terzi comincia a vacillare, gli inserzionisti dovranno trovare metodi di misurazione alternativi. Le previsioni dei media per il 2020 ruotano attorno a tre temi fondamentali: Trends tecnologici ·       L’industria del marketing sarà indubbiamente fra i beneficiari chiave dell’era del 5G, potendo raggiungere i consumatori in maniera decisamente più rapida ed efficace. Tuttavia, per cogliere tutte le opportunità del 5G sarà necessaria una trasformazione significativa da parte dei marketers. ·       I nuovi player vedranno aumentare la lotta per lo spazio nel settore dello streaming, ma i consumatori faranno sempre più fatica a decidere se abbonarsi o meno, in un mercato sempre più disordinato e frazionato. ·       I nuovi canali audio prenderanno progressivamente sempre più spazio; stiamo entrando in una nuova era dell’advertising dove verrà chiesto ai brand di alzare il volume della propria voce, letteralmente. ·       Il contenuto e l’acquisto convergeranno nel cosiddetto “shopadvertising”, dove si passerà dal social commerce a nuove forme di acquisto, tramite tv e Digital Out Of Home. Nuovi ruoli e opportunità per i brand ·       Ai brand verrà richiesto di trovare un equilibrio tra la loro presenza sul digitale e le reali esperienze che potranno offrire ai consumatori. Ciò implica che il ritmo di crescita del mercato del digitale potrebbe cominciare a ridursi. ·       I brand assumeranno un ruolo guida per i consumatori e saranno molto più radicali nel 2020. Tuttavia, sarà necessario assicurarsi che la propria strategia di marketing sia coerente e allineata con i valori che intendono trasmettere. ·       L’influencer marketing crescerà di pari passo con i brand che sceglieranno di collaborare in maniera più strutturata. Con un approccio di questo tipo, anche i sistemi di misurazione saranno più seri e affidabili.   ·       Gli eSports saranno sempre più mainstream nei prossimi 12 mesi, offrendo nuove opportunità ai proprietari dei media e ai player che impareranno le regole del gioco. Il contesto del cambiamento ·       La crescita del media in-housing continuerà, così che molti brand si doteranno di proprie agenzie creative e propri esperti digitali, spingendo il settore dell’advertising fuori dalla comfort zone tradizionale e verso uno spazio di collaborazione nuovo e vivace. ·       Il declino dei cookies potrebbe lasciare molti marketers all’oscuro e privi di dati di riferimento, per questo gli inserzionisti devono cominciare da adesso a prepararsi a questa nuova “mixed economy”. L’integrazione tra le informazioni degli editori e i dati dei partner di misurazione consentirà agli editori di ottenere delle misurazioni realmente integrate tra loro. ·       Di fronte a nuove norme imminenti (come la California Consumer Privacy Act) l'etica della privacy verrà evidenziata ulteriormente. Agli esperti di marketing verrà richiesto di progettare iniziative per personalizzare i contenuti dei clienti con un approccio diverso, non tanto focalizzato sulla tecnologia, ma più sull’attitudine e la mentalità dei consumatori. ·       In un panorama già affollato e caotico, le campagne elettorali porteranno ancora più disordine, soprattutto per i media statunitensi. Gli inserzionisti dovranno pensare a come posizionare i loro brand e riformulare le proprie strategie in vista delle prossime campagne elettorali.  ​​​

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 28/11/2019


Comscore e l’utente digitale: per l’engagement il tempo speso è più importante delle audience

A settembre 2019 sono stati 38,7 i milioni gli italiani che hanno navigato su internet, di cui 33 milioni da mobile (erano 31,5 milioni un anno fa), mentre il tempo totale trascorso online ha registrato una crescita del 3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Analizzando il comportamento della popolazione digitale maggiorenne nella scelta del device di accesso alla rete, si osservano pattern simili su più Paesi, tutti ormai a prevalenza multi-piattaforma (con punte del 79% negli Stati Uniti) e con un consolidamento della percentuale di utenti esclusivamente mobile (in Italia rappresentano il 37% della popolazione digitale maggiorenne, erano il 36% lo scorso anno). Ecco i dati della nuova analisi targata Comscore. (Fonte: Comscore MMX Multiplatform, Settembre 2019, Italia). Mobile Il mobile rappresenta il device su cui viene consumata la maggior parte del tempo online. A settembre la popolazione digitale maggiorenne italiana ha trascorso su mobile il 77% del tempo online (5 punti percentuali in più rispetto allo scorso anno), con quello in app che pesa complessivamente per il 68%. Questo dato non si discosta da quanto registrato negli altri Paesi, dove si arrivano a raggiungere percentuali di tempo trascorso su mobile superiori all’80%, come avviene per esempio nel Regno Unito e in Spagna, anche in questi casi con una netta incidenza delle mobile app. Il tempo speso è la risorsa scarsa Se il mobile potenzia la possibilità di attrarre le audience da parte di molti domini, non fa altrettanto in termini di ingaggio, ovvero di capacità di trattenerne l’attenzione. È interessante il confronto tra la distribuzione delle reach percentuali e del tempo speso dei primi 100 domini in Italia a settembre 2018 e a settembre 2019. Tutti i domini presi in considerazione riescono oggi a superare il 10% di reach, cosa che non succedeva nell’anno precedente, evidenziando uno spostamento nella distribuzione di frequenza delle audience verso cluster superiori di reach, a dimostrazione di una aumentata facilità di raggiungere le audience. Non si assiste però a tale scostamento nel momento in cui si passa a osservare il tempo speso. A fronte di audience più diffuse, il tempo speso si concentra sempre di più. (Fonte: Comscore MMX Multiplatform, Settembre 2018 vs Settembre 2019, Italia) Comportamenti Il confronto tra le analisi delle reach delle singole categorie di contenuto e della distribuzione del tempo speso è in linea con tale evidenza. Da un lato, diverse categorie di contenuto evidenziano ormai livelli di penetrazione ben oltre il 90% di reach sulla popolazione digitale maggiorenne. Alcune categorie, come Entertainment e News, ormai raggiungono nel mese la totalità degli utenti, saturando tra l’altro l’audience su mobile. Per alcune categorie si osservano poi pattern di comportamento che ne determinano la modalità di accesso tra la fruizione Desktop e Mobile, quest’ultima ormai preponderante su diversi contenuti. (Fonte: Comscore MMX Multiplatform, Settembre 2019, Italia) Google e Facebook Dall’altro lato, invece, le prime 5 properties in termini di tempo speso rappresentano oltre il 54% del totale del tempo trascorso online. Sono gli aggregati dei due OTT Google e Facebook a generare la stragrande maggioranza del tempo speso online, seguiti da servizi di Entertainment come Spotify e Netflix, e da Amazon. (Fonte: Comscore MMX Multiplatform, Settembre 2019, Italia) Il tempo Se quindi il tempo costituisce una risorsa scarsa, come questo si distribuisce sulle diverse categorie di contenuto tra le diverse generazioni? Ci sono variazioni rispetto all’anno scorso? “È evidente che con la crescita degli accessi da mobile si stiano distribuendo le audience e concentrando il tempo speso” commenta Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers che rappresenta in esclusiva Comscore in Italia. “Oltre alle properties di Google e Facebook su cui si trascorre la metà del tempo on-line stanno emergendo nuovi player dell’intrattenimento focalizzati sui contenuti video come Netflix, musicali come Spotify o in grado di coniugare entrambi come Tik Tok”. Nel rispondere a queste domande, risulta interessante l’analisi del tempo medio per visitatore sulla base dello spaccato demografico per fasce di età e genere, che permette di osservare dinamiche differenti. Si può infatti evidenziare, come, a settembre 2019, i contenuti di Entertainment abbiano una forte centralità in termini di tempo medio per visitatore per gli utenti più giovani, in crescita di due punti percentuali rispetto a quanto osservato lo scorso anno. Mentre sulle altre fasce di età sono i Social Network a rappresentare la categoria di contenuto con la maggiore incidenza, categoria tra l’altro particolarmente centrale nei consumi digitali delle donne in generale. (Fonte: Comscore MMX Multiplatform, Settembre 2018 vs Settembre 2019, Italia) Trend emergenti tra social media, musica, video e giovani Detto della centralità delle mobile app in termini di tempo speso, sui Social Network si concentra il 28% del tempo complessivo speso in applicazione in Italia, e l’analisi della distribuzione del tempo speso evidenzia ancora una volta che le app di maggior successo sono quelle dei principali OTT. Il mondo dei Social Network è dominato dalle piattaforme di Facebook, sia per audience sia per tempo speso complessivo. Ma si può assistere all’emergere di nuove piattaforme che cercano di definire e conquistare nuovo pubblico, in un ambiente che si sta mostrando dinamico. Si osservi per esempio l’analisi per tempo mensile medio per utente di una selezione di mobile app legate al mondo social (YouTube inclusa). Considerando l’audience maggiorenne, Facebook è la prima mobile app in termini di tempo medio speso, e tutte le mobile app selezionate registrano una crescita sulle ore medie mensili per singolo utente, con un particolare incremento per Tik Tok. (Fonte: Comscore Mobile Metrix,, Settembre 2018 vs Settembre 2019, Italia) La differenza dei più giovani Ma analizzando il dato per i più giovani (fascia di età 18-24), la dinamica diventa ancora più evidente. Cambiano innanzitutto le posizioni di forza, con YouTube prima mobile app per tempo medio per utente, seguita da TikTok e da Instagram, che l’anno scorso si posizionava seconda. E nella variazione anno su anno, a fronte di una situazione tutto sommato stabile per mobile app ormai diffuse come Instagram e Facebook (quest’ultima con un tempo medio di utilizzo inferiore a quanto registrato sulla popolazione 18+), si evidenziano i trend più interessanti con forti crescite dell’engagement sulla stessa Tik Tok (+154%), su Twitch (+46%) e su Twitter (+124%), le prime due delle quali da tenere sotto osservazione nei mesi a venire. (Fonte: Comscore Mobile Metrix, Settembre 2018 vs Settembre 2019, Italia) Sette note In precedenza, già si è accennato alla rilevanza del mondo Entertainment nel tempo speso online e nell’utilizzo della rete da parte degli utenti italiani. Tale centralità è sicuramente legata alla fruizione dei servizi di streaming video, che compaiono tra le principali property in termini di tempo speso, e confermano costanti i tassi di crescita sia sulle reach sia sul tempo speso già evidenziati negli scorsi anni. In tal senso, però, una menzione deve essere riservata anche al mondo musicale. Il fenomeno globale Tik Tok, pur rientrando nel mondo social, è legato a doppio filo a musica e video. Spotify, come già evidenziato, è la terza property digitale per totale tempo speso online, complessivamente e su mobile app, in Italia così come per esempio nel Regno Unito e in Spagna (mentre negli Stati Uniti è preceduto da Pandora, altro servizio di streaming musicale). In maniera analoga, la musica rientra anche nella fruizione di video di YouTube. Osservando il ranking dei canali su YouTube nel mese di settembre 2019 in Italia, si osserva come tra i principali player per audience raggiunta, così come per video visti e tempo speso complessivo, siano network legati all’industria musicale, come Universal Music Group, Sony BMG, Warner Music e Vevo, a dimostrazione che uno dei principali utilizzi di YouTube è legato al consumo di video musicali, prevalentemente su mobile. Fenomeno, ça va sans dire, comune anche agli altri Paesi. (Fonte: Comscore Video Metrix Multiplatform, Settembre 2019, Italia).

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dati e ricerche

Autore: D Sechi - 26/11/2019


Audiweb ha visto cose che voi umani…

Giunti al secondo mese di autunno, in dirittura finale verso l’immancabile capodanno, di unicorni ancora neanche l’ombra, l’intelligenza artificiale c’è e si sente, ma non si guarda la partita insieme a noi accomodata sul divano, le auto non volano, i computer sono uniti globalmente da 25 anni, in compenso non smette mai di piovere, sembra di essere all’interno delle pagine di Dick o sul set di Ridley Scott. Blade Runner è tra noi. Ma siamo in Italia e non vediamo l’ora di approcciare un media qualsiasi che ci racconti se domani pioverà o magari… pioverà. Acqua a Venezia, troppa Era quindi chiaro, prima che apparisse, che la nuova fotografia regalataci da Audiweb, scattata nella settimana dall’11 al 17 novembre, dovesse presentare dati fortemente influenzati dal tema "maltempo" e dai rilevanti danni registrati in diverse città italiane, prima fra tutte Venezia. Effetto che si riflette sulla fruizione dei contenuti sia text sia video, in particolar modo sui siti della categoria Weather, ma anche sulle testate di News & information nazionali e locali, vista la portata del fenomeno. Siti bagnati, siti fortunati Insomma, rabbia, tristezza, spesso confinante con il dramma, ma è chiaro che tutte queste nuvole abbiano portato influssi positivi ai mezzi incentrati sulla meteorologia, notoriamente già al top, ma di questi tempi più che mai. Della cosa si sono giovati anche i media più generalisti e i produttori di video, attraverso i quali tutti abbiamo potuto constatare la recente apocalissi veneziana, e non solo. Ma vediamo nel dettaglio. Brand Tra i brand, eccolo lì, ilMeteo che, con oltre 13,5 milioni di utenti unici, stacca di un milione e mezzo la Repubblica che, a sua volta, distanza di un altro milione il Corriere, il quale è lontano quasi un altro milione dal quarto posto di Fanpage. Siccome si sta più a casa, ecco che Giallo Zafferano vi premia all’ottavo posto, preceduto da Il Messaggero, TGCOM 24 e Virgilio. Le inchieste de Il Fatto Quotidiano anticipano di un soffio 3BMeteo, ebbene sì. Video Sul fronte video, Fanpage non molla mai, con 4.610.000, doppia e ri-doppia la Repubblica, 2.675.000. A seguire, Corsera, La7 e Gazzetta dello Sport. A ridosso della top ten ci sono i filmati di 3BMeteo a confermare l’assedio del maltempo. Buon proseguimento in rete, ma non dimenticate l’ombrello a casa. Scarica Tabelle Novembre 2019

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