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DigiTouch presenta una soluzione di data-driven adv per tv connesse, digital radio e DOOH

Autore: Redazione

Annarita Olivieri


La soluzione consente infatti alle aziende di avere una visibilità su questi media a fronte di una soglia di ingresso più accessibile in termini di costi e di dinamiche più elastiche, nonché di poter beneficiare dell’innovazione nelle possibilità di targeting e nell’erogazione delle campagne

Il Gruppo DigiTouch ha approcciato la rivoluzione digitale, che ha coinvolto anche il settore dei media tradizionali, proponendo una soluzione di data-driven advertising pensata per approcciare le tv connesse, le digital radio e le affissioni digitali secondo le dinamiche di acquisto, pianificazione, targeting e misurazione proprie dei media digitali.

Lo scenario di mercato

Questa soluzione si inserisce nel mercato dell’internet advertising che ad oggi in Italia vale circa 3 miliardi di euro, rappresentando il 36% del mercato pubblicitario complessivo. Formati come il digital audio, il digital out of home (DOOH) e l'addressable tv, che fino a poco tempo fa erano disponibili solo sui media tradizionali offline, oggi, grazie all'evoluzione tecnologica, sono entrati nella pianificazione media digitale. Secondo le stime dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano in Italia gli investimenti dell’addressable tv raddoppieranno entro fine anno, passando dagli 8 milioni del 2018 a 15 milioni di euro nel 2019. Negli States questa evoluzione è già molto avanti, registrando investimenti pari a 2,5 miliardi di dollari entro fine anno e stimando una crescita del 32% nel 2020 quando raggiungerà quota 3,3 miliardi di dollari. Gruppo DigiTouch si aspetta in Italia un trend di crescita simile nel periodo 2020-2024.

Terreno fertile per l’innovazione

L’affermarsi di questa innovazione è agevolato dalla diffusione crescente di media tradizionali connessi. In Italia sono sempre più gli utenti che utilizzano Spotify e altri ambienti di ascolto personalizzati, le case produttrici di tv includono la connessione a internet in tutti i nuovi prodotti e nei centri città, inoltre nelle grandi stazioni e negli aeroporti le affissioni cartacee sono state integrate in misura sempre maggiore dalle affissioni digitali. Questo contesto offre un terreno fertile alla soluzione proposta dal Gruppo DigiTouch, che si sta muovendo in anticipo rispetto ad altri player di mercato italiani per accompagnare clienti e prospect nell’adozione di questa innovazione e permettergli di coglierne le potenzialità e i vantaggi. Lo sviluppo del mercato addressable rientra completamente nell'ambito delle strategie del Gruppo DigiTouch che intende affermarsi su tutti i canali e formati innovativi compresi voice, wearable e IoT (Internet of Things).

Nuove opportunità media

La soluzione data-driven advertising per media tradizionali connessi consente infatti alle aziende di avere una visibilità su questi media a fronte di una soglia di ingresso più accessibile in termini di costi e di dinamiche più elastiche, nonché di poter beneficiare dell’innovazione nelle possibilità di targeting e nell’erogazione delle campagne. Innanzitutto, viene utilizzata la stessa piattaforma di pianificazione dell’advertising online e questa centralizzazione permette una misurazione della reach in real-time; inoltre il target può essere affinato utilizzando dati di prima e terza parte o in base al parametro della geolocalizzazione; infine viene data la possibilità di misurare le campagne in modo più puntuale e di definire dei nuovi Key Performance Indicator per i media tradizionali.

I commenti dei protagonisti

“Siamo orgogliosi di essere tra i primi in Italia a proporre questa innovazione, che, come dimostrano i dati di mercato, ha un grande potenziale, visto il bacino in forte crescita dei media tradizionali connessi. Nel corso dell’anno abbiamo curato con successo diverse campagne di data-driven advertising sui media tradizionali digitali per alcuni clienti dei settori e-commerce, finance e retail e abbiamo colto l’interesse verso questa soluzione anche da parte di alcuni brand del settore pharma. Il fatto di essere in contatto con i principali abilitatori di questi nuovi canali e l’avere come Gruppo ben 12 anni di expertise nell’ambito del digital marketing e della digital transformation ci pone come partner ideale per tutte le aziende che vogliono cogliere questa opportunità. L’innovazione ha così potenziato anche i media tradizionali, agevolando l’accesso anche a realtà che, per particolarità del business o gestione del budget, non avevano considerato sino ad oggi di presidiare questi canali. Si pensi a chi ha un business geolocalizzato o a chi ha necessità di misurare l’investimento in termini di reach su target mirato”, dichiara Annarita Olivieri, Managing Director di Performedia, società del Gruppo DigiTouch.


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Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: V Parazzoli - 27/05/2020


Nasce l’ibrido Lancia: Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic, on air con Armando Testa

Tutte le novità tecniche e commerciali saranno presentate durante la conferenza stampa virtuale di giovedì mattina dalla Responsabile del brand Lancia Antonella Bruno e dal Responsabile Mercato Italia di FCA Emea Santo Ficili ma, intanto, il lancio pubblicitario della Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic è già partito in questi giorni con la campagna ideata da Armando Testa e pianificata da Starcom su tv, stampa e digital. Nello spot, girato da Ago Panini con produzione di Movie Magic, come un portale che si apre nel "grande blu”, lo spazio limitato di una piscina sul terrazzo di un grattacielo, diventa all’improvviso uno scenario inaspettato, emozionante e senza confini. Una donna, attirata da alcuni riflessi di luce sul fondo della piscina, si immerge e nuota perdendosi nella profondità. In questa dimensione onirica si scopre che i bagliori provengono da alcune meduse, che attraverso la propria luminosità, la guidano verso una forma misteriosa, che si svelerà appunto essere la Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic. Lentamente e in modo sempre più sinuoso, le meduse svelano i particolari dell’auto, mentre la donna, rapita dalla bellezza della Ypsilon, fluttua danzante. Infine, l’auto emerge dalle profondità e i bagliori delle meduse, trasformandosi nelle luci della città, ne rivelano la reale natura: ora la Ypsilon Hybrid EcoChic sfila per le strade della metropoli notturna e scintillante che le fa da sfondo. Credits Direzione creativa: Raffaele Balducci Art: Davide Cortese e Claudio Nicoli  Copy: Elisa Infante  Musica a cura di Flavio Ibba, Red Rose Productions

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aziende

Autore: D Sechi - 27/05/2020


Star, la famiglia e le sue emozioni per far fronte all’emergenza sanitaria

Avrei voluto essere uno chef, o anche solo un discreto funambolo dei fornelli, ma il tempo mi è sempre mancato, peccato… Ma, all’improvviso, di tempo ne abbiamo avuto fin troppo, reclusi in casa tra dubbi e paure, con le speranze che sembravano ogni ora assottigliarsi sempre di più. C’è chi si è messo a cantare sui balconi, chi ha fatto finta di iniziare cinque libri e chi, finalmente, ha acceso i fornelli. E la cucina è diventata di nuovo un ritrovo, l’antico focolare domestico si è risvegliato e con esso la voglia di riaprire alla vita. Sono meccanismi piscologici naturali, benvenuti e chi, nel mercato, ha la fortuna di muoversi naturalmente su tragitti culinari, ha la possibilità rendere ancora più saporita la propria comunicazione, magari seguendo la propria naturale inclinazione, il personale tone of voice, la coerenza dimostrata in decenni di operato. Sembra facile, ma gli ingredienti occorre saperli amalgamare con sapienza. Ci siamo fatti raccontare come da Francesca Sansò, marketing director di Star. In che modo l’emergenza ha cambiato le vostre strategie di comunicazione 2020? «All’inizio della pandemia ci siamo interrogati a lungo per capire come muoverci e come riorganizzare una strategia che era già stata programmata da tempo: sospendere le pubblicità oppure modificarle adattandole al contesto, piuttosto che lasciare tutto come prima?  Naturalmente non esiste una via corretta in assoluto: l’unico principio è che i brand rimangano fedeli a se stessi, coerenti al proprio tone of voice e rispettosi nei confronti del proprio target. Cosi, dopo un’iniziale sospensione delle nostre pubblicità, per porre la massima attenzione ai contenuti ed essere sicuri di essere pertinenti nel messaggio al sentiment e allo stile di vita dei consumatori, ci siamo resi conto che i consumatori si aspettavano che i brand facessero sentire la loro vicinanza. E un brand storico e italiano come Star, che da sempre ha occupato un posto nelle cucine e nel cuore degli Italiani, non poteva non essere con loro in questi lunghi giorni di resistenza e di speranza. Giorni in cui quelle cucine sono diventate il centro catalizzatore della vita familiare, il luogo in cui gli Italiani non solo hanno cucinato per e con le loro famiglie ma anche condiviso ogni tipo di emozione familiare, reale e quotidiana. Da qui è nata l’idea della campagna “Star al tuo fianco per ripartire”, che racconta, in maniera coerente con i nostri valori, uno spaccato della vita di tutte le famiglie italiane in cucina. Con rispetto e delicatezza, Star ha cercato di parlare alle persone prima che ai consumatori e di confermare la sua promessa di brand: essere sempre al fianco delle famiglie italiane. A oggi posso dire che la scelta fatta è stata corretta, per il momento e per il contesto. Per i prossimi mesi stiamo rivedendo il piano in modo da ripartire con la comunicazione di alcuni dei nostri prodotti di punta per la stagione primavera/estate». Perché la scelta di ripartire da Tigullio? «Gli italiani ripongono grande fiducia nel ruolo sociale e nel supporto che i brand possono fornire, e in questa situazione anomala le aziende hanno avuto una concreta occasione per dimostrare che cosa possono fare per la società e per il nostro Paese. Ma allo stesso tempo non devono dimenticare di focalizzarsi su ciò che il brand fa concretamente per il consumatore nella vita di tutti i giorni, la brand promise, che in momenti di difficoltà economica avrà un peso sicuramente rilevante nel guidare le scelte davanti allo scaffale. Ed è, a mio avviso, nel trovare un giusto equilibrio tra brand purpose e brand promise, che i brand si giocheranno la partita nella fase 2. Noi abbiamo scelto di ripartire con uno dei nostri prodotti storici, GranPesto Tigullio. Una campagna che era già prevista e che abbiamo adattato perché rispondente ad un bisogno del consumatore che rimane attuale: il piacere della buona tavola in chiave italiana, a cui non rinunciamo mai. I veri protagonisti dello spot sono gli ingredienti raccontati da una voce calma ed avvolgente che crea un’atmosfera intima e allegra e che fa emergere proprio il piacere di stare a tavola. Il trend del mercato di sughi pronti in crescita, conferma questo bisogno in un momento in cui gli Italiani consumano più pasti a casa e ricercano spesso degli alleati in cucina senza rinunciare al gusto». Ci sono delle evidenze sulla possibile ricezione di un prodotto rispetto a un altro o la scelta ricade sull’adattabilità creativa al particolare momento? «È inevitabile che in questo momento ci siano delle categorie di prodotti che meglio di altre incarnano i bisogni dei consumatori: il maggiore tempo speso a casa e in cucina, la maggiore attenzione a sé e agli altri, la ricerca di piccoli momenti speciali e il bisogno di certezze e rassicurazione, sono solo alcuni esempi di rinnovate esigenze che stanno impattando le scelte di acquisto dei consumatori. A parità di prodotto, poi la partita se la giocano i brand, che in questa situazione anomala hanno un’occasione per dimostrare che cosa possono fare, un’opportunità concreta per passare dallo storytelling allo storydoing, cercando di toccare le corde giuste, senza snaturare la propria promessa di brand, e mettendo oggi più che mai non solo il consumatore al centro, ma la persona. I brand che ci riusciranno, saranno quelli che non saranno percepiti come i brand dell’emergenza ma come i brand affidabili e che ne usciranno rafforzati quando, in un momento in cui il potere d’acquisto sarà inevitabilmente più basso, saranno il valore della marca e la relazione di fiducia con il consumatore i fattori chiave nelle decisioni di acquisto. E quindi si arriva alla creatività, che avrà di fatto l’arduo e concreto compito di riuscire a comunicare tutto questo in un modo rilevante per il consumatore e differenziante rispetto ai competitors, facendo emergere il brand in un momento in cui più che mai i messaggi tenderanno ad uniformarsi». Solitamente quali sono le vostre stagionalità in fatto di comunicazione? «Di fatto i nostri prodotti, in maniera differente tra le categorie, coprono tutto l’anno. Iniziamo dai pesti, considerato che abbiamo parlato di Tigullio. Questa categoria ha una stagionalità che va da marzo ad ottobre, mentre con prodotti quali il dado, il brodo, tisane e camomilla i picchi di vendite li abbiamo nella stagione invernale tra ottobre e marzo. E poi abbiamo la linea dei ragù, che è il prodotto meno impattato dalla stagionalità. L’on air delle campagne segue queste logiche». Le prossime campagne cosa riguarderanno e quando pensate di pianificarle? «La prossima campagna in partenza da fine giugno vedrà protagonista un altro dei nostri prodotti storici: Il Mio Gran Ragù. La comunicazione avrà anche in questo caso, come punto di partenza gli ingredienti e la qualità dei nostri prodotti. Il nostro ragù è prodotto in Italia ed è realizzato con 100% carne italiana, ispirandosi alla ricetta della tradizione italiana. E in questa attività sosterremo anche le nostre gustosissime polpette. Nel 2019, infatti, Il Mio Gran Ragù è entrato nel segmento nel vetro con un’innovazione per l’intero mercato, Il Mio Gran Ragù con Polpette, il primo ragù con Polpette del mercato». Avevate degli obiettivi a inizio anno, cosa è cambiato sul fronte degli investimenti? Più tv o più digital? «Al momento le nostre riflessioni non vanno nella direzione di rivoluzionare le strategie di comunicazione e media, ma di ripensarle per sostenere un clima di ripartenza attraverso le azioni dei nostri brand e per tenere conto dell’accelerazione nella fruizione di contenuti e servizi online. Il nostro mantra è mettere sempre i consumatori e le persone al centro, e la strategia e la pianificazione media si evolveranno per rispondere al meglio a questo principio». State pensando a qualcosa di particolare per la ripartenza? Una campagna speciale o comunque un’attività di comunicazione unica? «L’incertezza che stiamo vivendo ci impone di essere veloci, di giocare di anticipo, di essere pronti per il prossimo cambiamento. La flessibilità nel sintonizzarsi su differenti modalità e la creatività nel reinventare le regole del gioco diventano chiave. A partire da questi principi stiamo pensando a come gestire i nostri progetti per il secondo semestre, sapendo di dover far fronte all’incertezza e quindi valutando diversi scenari, ma sempre con la volontà di voler essere vicini e connessi con le famiglie italiane nella ricerca di quel difficile ma vitale equilibrio tra brand purpose e brand promise. Programmare sì, ma sapersi adattare è vitale».

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Autore: Redazione - 22/05/2020


Arrivano i FacebookShops per aiutare le Pmi a vendere online

Facebook, da sempre, connette le persone a ciò che amano. Questo significa amici e familiari, ma anche prodotti, brand e aziende. Per anni le persone hanno usato le app di Facebook per comprare e vendere prodotti, fin da quando, tempo fa, si pubblicava la foto di una bicicletta con la scritta "in vendita", per arrivare a un tavolino da caffè su Marketplace e, adesso, allo shopping dei prodotti dei brand e degli influencer più amati su Instagram. In questo momento molte piccole imprese stanno lottando per sopravvivere e, con la chiusura dei negozi fisici, stanno cercando di portare il proprio business online. L’obiettivo di Facebook è quello di rendere lo shopping sempre più immediato e di consentire a chiunque, dal piccolo imprenditore al marchio globale, di usare le app per connettersi con i propri clienti. La nuova vetrina La creazione di un Facebook Shop è semplice e gratuita. Le aziende possono scegliere i prodotti che vogliono inserire nel loro catalogo e, poi, personalizzare il “look and feel” del negozio con un’immagine di copertina e con colori che rimandano al proprio brand. Questo significa che qualsiasi imprenditore, indipendentemente dalla dimensione della sua azienda o dal budget, può portare la propria attività online e connettersi con i clienti dove e quando preferiscono. È possibile trovare i Facebook Shops sulla pagina Facebook o sul profilo Instagram di un'azienda, oppure scoprirli nelle storie o negli annunci pubblicitari. Da lì, è possibile sfogliare l'intera collezione, salvare i prodotti ai quali si è interessati e fare un ordine che potrà essere completato sul sito web del brand o - solo negli Stati Uniti - direttamente nell’app, se l'azienda ha attivato il checkout. Inoltre, come in un negozio fisico quando si ha bisogno di chiedere aiuto a un commesso, nei Facebook Shops si potrà inviare messaggi a un'azienda attraverso WhatsApp, Messenger o Instagram Direct per fare domande, ottenere supporto, monitorare le consegne e altro ancora. E in futuro, si potrà visualizzare lo shop di un'azienda e fare acquisti direttamente in una chat di WhatsApp, Messenger o Instagram Direct. Si sta inoltre investendo nello sviluppo, in modo trasversale nelle app, di nuove funzionalità come Instagram Shop, Live Shopping e altre ancora per integrarle con i Facebook Shops e aiutare i clienti a scoprire i prodotti a cui sono interessati, rendendo più semplice l'acquisto. Instagram Shop Quest'estate, a partire dagli Stati Uniti, verranno introdotti gli Instagram Shop, un nuovo modo per scoprire e acquistare i prodotti amati nella sezione Esplora di Instagram. Le persone possono lasciarsi ispirare dalle collezioni di @Shop, sfogliare le selezioni dei propri brand e creator preferiti, filtrare per categorie come bellezza e casa, e acquistare i look che amano, tutti in un unico posto. E più avanti nel corso dell'anno, sarà aggiunta una nuova tab per shop nella barra di navigazione, in modo da poter arrivare a Instagram Shop con un solo tocco. Funzionalità di Live Shopping Da anni le persone usano i video live sulle app per mostrare prodotti, dai negozi di scarpe che annunciano le nuove sneaker, alle beauty influencer che provano un nuovo rossetto. Oggi Facebook sta rendendo ancora più semplice acquistare i prodotti in tempo reale. Imprenditori, brand e creator potranno infatti taggare i prodotti del loro Facebook Shop o catalogo prima di andare in diretta e questi verranno mostrati in fondo al video, in modo che le persone possano facilmente cliccare per saperne di più e acquistarli. Si sta iniziando a testare queste funzionalità con alcune aziende su Facebook e Instagram, e nei prossimi mesi verranno lanciate in modo più esteso. Collegare i programmi fedeltà al proprio account Facebook Facebook sta inoltre testando modalità per rendere più semplice ottenere premi dalle aziende preferite, consentendo alle persone di collegare i propri programmi fedeltà, come il programma a punti del proprio bar di quartiere, all’account Facebook. Le persone potranno consultare e controllare i propri punti e premi. Si stanno esplorando diversi modi per aiutare le piccole imprese a creare, gestire e far conoscere un programma fedeltà su Facebook Shops. Lavorare con i partner Il social sta anche lavorando a più stretto contatto con partner come Shopify, BigCommerce, WooCommerce, Channel Advisor, CedCommerce, Cafe24, Tienda Nube and Feedonomics per dare alle piccole imprese il supporto di cui hanno bisogno. Queste aziende offrono strumenti efficaci per aiutare gli imprenditori ad avviare e gestire la loro attività e a spostarsi online.

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Autore: Redazione - 22/05/2020


Exelab diventa Hubspot Platinum Partner

Exelab, system integrator romano rifondato nel 2018, nonostante il periodo di crisi causato dal Coronavirus, raggiunge un nuovo ed importante traguardo diventando Platinum Partner HubSpot.  Exelab permette alle aziende di migliorare le performance del business grazie alla tecnologia. Si è sempre distinta nel campo del digital marketing per la fortissima componente tecnologica e per le spiccate competenze nell’ambito del business process automation unite a una esperienza di lunga data nell’ambito SEO, SEM, Inbound Marketing e nel Social Media Marketing. Diamond Partner "Siamo molto fieri di essere passati da zero a Platinum Partner nel giro di soli 18 mesi. Essere entrati nella famiglia HubSpot come Agenzia Partner nel 2018 non ha solo consentito ai nostri clienti di accelerare i propri processi di crescita grazie alle soluzioni che abbiamo implementato, ma ha anche influito in maniera determinante sulla crescita dell'azienda” - ha dichiarato Emanuele Caronia CEO di Exelab -. “L’obiettivo che ci poniamo, sicuramente sfidante ed ambizioso, è quello di diventare Diamond Partner nel giro di un anno". Cultura dell’automazione Per fare il grande salto, come azienda e come partner HubSpot, Exelab sarà sempre più impegnata a diffondere la cultura dell'automazione dei processi di business, di marketing e di vendita e nella collaborazione con gli altri partner HubSpot presenti in Italia. “La crescita di Exelab nei servizi di consulenza comporterà un'espansione della struttura e l’avvio di ulteriori progetti in ambito Enterprise”, aggiunge Emanuele Caronia. L’offerta Grazie alla collaborazione con HubSpot, Exelab è in grado di offrire ai clienti strategie di crescita del fatturato e di risparmio sui processi di business. Vengono progettati e implementati i più efficienti sistemi di automazione di tutti i processi di marketing e di vendita, creando le condizioni per eliminare frizioni e colli di bottiglia, aumentare il ritorno sugli investimenti di marketing e migliorare le performance di vendita. Exelab personalizza la piattaforma all-in-one di HubSpot in base alle esigenze dei clienti e la integra nei loro sistemi per una perfetta gestione del sito e dei contenuti aziendali, delle campagne di marketing e dei flussi di vendita. L’approccio è tailor-made basato sui più alti standard tecnologici. La storia Fondata nel 2004 da due studenti del MIT, HubSpot opera in 120 paesi con più di 78.700 clienti ed è la più potente piattaforma di Inbound marketing presente sul mercato. HubSpot integra tutte le funzioni di marketing, sales e service in un unico strumento consentendo la gestione integrata dei processi di marketing, vendite e supporto, operando come CRM e CMS supportando la crescita di migliaia di aziende.

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