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Dall’unione di Meloria, Special Glue e The Soulists nasce TheComUnion, realtà da 7 milioni entro il 2020

Autore: Redazione


Il nuovo Gruppo ha pianificato e dato vita alla comunicazione del Salone Nautico di Genova che, per la 59^ edizione, ha visto la partecipazione di più di 188.000 visitatori

TheComUnion è l’unione di tre realtà già conosciute nell’ambito della comunicazione, ognuna con skills diverse per offrire un servizio integrato e completo: Meloria, agenzia di comunicazione integrata, Special Glue, specializzata in eventi e brand activation e The Soulists rivolta al posizionamento del brand e alla sua strategia. TheComUnion, con un organico di 60 persone, si pone come obiettivo di raggiungere un fatturato di 7 milioni di euro entro il 2020. In occasione del 59° Salone Nautico di Genova TheComUnion si è potuta esprimere disegnando strategie, creando partnership e sponsorizzazioni, insieme alla campagna advertising di lancio e le attività digital, tra cui il sito e i social. Ha inoltre realizzato i due main events del Fuori Salone Nautico: la serata di Gala “A light in the Blue” all’interno del Salone e il concerto, aperto alla cittadinanza, in Piazza De Ferrari insieme ai dj Albertino, Molella, Fargetta e Prezioso con il Deejay Time. TheComUnion nasce da un’idea di Alessandro Modestino, fondatore di Meloria: “Credo fortemente in questo Gruppo che lavora con profondità di azione e che ha delle elevate competenze verticali, vantando un’esperienza ventennale in questo settore. Con Salone Nautico siamo riusciti a esprimere al meglio le nostre potenzialità.

La Città della Nautica, concept di questo salone, è stato declinato in ogni comunicazione con efficacia e coerenza. Sinceramente non vedevo l’ora di poter lavorare tutti insieme su questo progetto e credo si sia davvero portato valore al cliente. Il nostro obiettivo da sempre”. Federico Repetto, titolare di The Soulists, ha aggiunto: “Mantenere un’identità strategica non è mai semplice soprattutto quando l’attività di comunicazione è così ampia e concentrata in poche settimane – dichiara –. Essere tutti sotto lo stesso tetto ci ha aiutato molto. La nostra non deve essere solo un’offerta commerciale ma anche una filosofia di lavoro condivisa internamente e con il cliente”.

A chiudere la strategia di comunicazione di TheComUnion, l’organizzazione dei due main events del Fuori Salone, ideati e realizzati da Special Glue, guidata dal fondatore Federico Rava: “Alessandro mi aveva avvisato che sarebbe stata una sfida non convenzionale. Con la serata di Gala abbiamo trasformato la cena in un’esperienza elegante e memorabile, ricca di sorprese costruite intorno alla Città della Nautica. Grazie a Salone Nautico siamo riusciti a portare l’energia della manifestazione in piazza per poter condividere con oltre 8000 persone questa meravigliosa festa del mare con il concerto del Deejay Time”. Dopo il successo del Salone Nautico, TheComUnion sta già lavorando per due importanti attività nel settore dell’editoria rivolte al retail e al mass market.


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Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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spot

Autore: V Parazzoli - 27/05/2020


Nasce l’ibrido Lancia: Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic, on air con Armando Testa

Tutte le novità tecniche e commerciali saranno presentate durante la conferenza stampa virtuale di giovedì mattina dalla Responsabile del brand Lancia Antonella Bruno e dal Responsabile Mercato Italia di FCA Emea Santo Ficili ma, intanto, il lancio pubblicitario della Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic è già partito in questi giorni con la campagna ideata da Armando Testa e pianificata da Starcom su tv, stampa e digital. Nello spot, girato da Ago Panini con produzione di Movie Magic, come un portale che si apre nel "grande blu”, lo spazio limitato di una piscina sul terrazzo di un grattacielo, diventa all’improvviso uno scenario inaspettato, emozionante e senza confini. Una donna, attirata da alcuni riflessi di luce sul fondo della piscina, si immerge e nuota perdendosi nella profondità. In questa dimensione onirica si scopre che i bagliori provengono da alcune meduse, che attraverso la propria luminosità, la guidano verso una forma misteriosa, che si svelerà appunto essere la Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic. Lentamente e in modo sempre più sinuoso, le meduse svelano i particolari dell’auto, mentre la donna, rapita dalla bellezza della Ypsilon, fluttua danzante. Infine, l’auto emerge dalle profondità e i bagliori delle meduse, trasformandosi nelle luci della città, ne rivelano la reale natura: ora la Ypsilon Hybrid EcoChic sfila per le strade della metropoli notturna e scintillante che le fa da sfondo. Credits Direzione creativa: Raffaele Balducci Art: Davide Cortese e Claudio Nicoli  Copy: Elisa Infante  Musica a cura di Flavio Ibba, Red Rose Productions

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agenzie

Autore: S Antonini - 12/05/2020


Wunderman Thompson presenta le quattro regole per rendere efficace la comunicazione nella “fase 2”

I temi della salute e della sicurezza sono diventati preponderanti nella comunicazione durante l’emergenza sanitaria in corso, eliminando una serie di compartimenti che caratterizzavano l’advertising dei diversi settori nel periodo pre-Covid, e questo è un aspetto che influenzerà i messaggi pubblicitari in futuro. Nella “fase 2” l’apertura delle attività lavorative è subordinata alla garanzia di igiene, così come l’erogazione di molti servizi ad alto tasso di possibilità di contatto: trasporti, ristorazione, ricezione alberghiera, car sharing, che sono alcuni dei business messi maggiormente in discussione dal virus. La richiesta di sicurezza e salute di ripercuote sui settori specifici dell’healthcare, del pharma e del wellness, che in queste settimane hanno registrato i più alti tassi di crescita. L’andamento del mercato health Nel periodo del lockdown pharma e toiletries hanno registrato un incremento del 112% sullo stesso periodo dell’anno scorso; i prodotti di igiene personale sono cresciuti del 158%, i prodotti per la pulizia della casa del 36,3%, i saponi del 56,8%, l’alcol denaturato del 100,4% i guanti del 163,3%. Nell’area salute e dispositivi medici si stanno riconvertendo parte delle produzioni di famosi brand come quelli del fashion, dell’automotive, del lusso. Contemporaneamente si assiste a un forte calo degli investimenti pubblicitari, che quest’anno si attende a due cifre. «Però bisogna continuare a esserci e a comunicare, perché è proprio nei momenti di crisi che la comunicazione agisce come un fortissimo acceleratore della marca» commenta Cristina Barbiero, Head of Wunderman Thompson Health. Le quattro “BE” della comunicazione in fase 2 In questo periodo alcuni settori hanno smesso di parlare ai consumatori o quasi, «ma è un errore, bisogna proteggere la propria share of voice perché il silenzio genera ripercussioni negative sugli indicatori di brand a mesi di distanza, mentre chi investe in tempo di crisi si vede ampiamente ripagato». Per questo Wunderman Thompson ha stilato un vademecum dell’advertisign efficace in fase 2, «che ancora non è un momento di ripresa ma di passaggio. E’ importante che le marche in questo periodo siano centrate sulla corretta comunicazione». L’agenzia ha identificato le quattro “BE”, nel senso di cosa bisogna “essere” per ottenere l’attenzione dei consumatori. «“Be” meaningful, bisogna dire qualcosa che ha peso e significato. Per esempio sottolineare l’italianità è importante: sembra esserci una grossa richiesta di fare di più per il proprio Paese. E’ il trionfo del purpose e dell’equity della marca». Bisogna “essere” anche “flexible & agile” nella realizzazione della pubblicità, e pare che se anche le produzioni sono più artigianali ci guadagnino in autenticità, e apprezzamento presso il pubblico. Una necessità che viene facilitata dalla digitalizzazione e che si imporrà anche in futuro. In questa fase bisogna essere anche “creative”, vale a dire originali e andare oltre i messaggi un po’ stereotipati a cui si è assistito nei giorni scorsi. «E’ necessario che le marche parlino di sé stesse. Ci deve essere un ritorno all’equity magari anche nei nuovi business model e le agenzie possono fare consulenza in proposito». Infine, bisogna essere degli “enabler”, promuovere il benessere, in linea con un trend che comunque si è già delineato negli ultimi anni e che negli ultimi due mesi ha avuto un’accelerazione. L’eredità Covid nel mondo pharma Mai come ora la salute è stata così centrale nella vita delle persone, e lo sarà anche in futuro, così come la necessità di essere preparati ad affrontare emergenze simili a questa e uscirne con le ossa meno rotte anche sul fronte economico. «Dobbiamo strutturarci con un protocollo di difesa in termini sanitari, come prima si spendeva molto in armamenti, e i budget rifletteranno questo imperativo. Abbiamo ridato centralità alla categoria dei medici, che prima subivano molti attacchi e ora sono degli eroi. E’ cambiata anche la percezione delle big pharma, di cui si è riscoperto il ruolo fondamentale nella battaglia contro il virus perché produrranno gli “armamenti” del futuro, e sono state rivalutate anche per le donazioni, come la Roche che ha donato il suo farmaco Tocilizumab agli ospedali per uso compassionevole sui malati di Covid». Un altro aspetto su cui si sta sviluppando il mercato del pharma è la telemedicina anche come strumento di prevenzione contro l’eventuale contagio. Infine, bisognerà riportare alla luce il ruolo delle aziende pharma nell’aiutare e proteggere le persone, nel contesto di ritrovato protagonismo «che impone un nuovo codice etico del rapporto con la società civile, e questo andrà comunicato».  

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agenzie

Autore: D Sechi - 07/04/2020


Hic Mobile, consolida la propria offerta incentrata su proximity marketing e audience targeting e chiude l’anno in doppia cifra

Succede che una crescita a doppia cifra possa rivelarsi un semplice episodio, celebrato e brindato, ma difficilmente ripetibile. Ci sono invece delle realtà che la doppietta la fanno sempre o quasi, non è questione di abitudine o di autoindulgenza, semplicemente un fatto. Hic Mobile il 2018 l’aveva chiuso addirittura con un +70%, l’anno dopo il suo co-fondatore Max Willinger (l’altro e Enrico Majer) non ha alcun problema nel dirci che «la percentuale di cui sopra non è stata ripetuta, ma la stagione si è conclusa con un dato più che positivo, a doppia cifra». Il business del gruppo è noto ai frequentatori dell’ambiente: una specializzazione maturata con tutti i crismi nel mobile advertising focalizzato sul proximity marketing, la geolocalizzazione, attività con la quale è possibile rilevare la posizione dell’utente attraverso lo smartphone, e di conseguenza poter pianificare attività e offrire servizi, quando il suddetto si trovi in prossimità. Come si sviluppa oggi la vostra offerta? «L’offerta Proximity è composta da quattro elementi. Cominciamo con le DSP partner Allspark (headquarter in India e California, una collaborazione che ha permesso l’accesso a una nuova fonte di dati che non lavora in modo periodico come gli SDK, ma permette di conoscere ogni qualvolta un utente completa l’accesso a determinate app mobile, nel rispetto della privacy,ndr) e Mediasmart (con sede in Spagna, ndr). Sono due realtà focalizzate su soluzioni proximity, footfall reporting e audience targeting. Poi c’è la parte di DMP, con l’integrazione di oltre 20 piattaforme per raggiungere sempre la migliore audience. E ancora, Iri, soluzione per misurare le vendite sviluppate; e per finire, Admove.com, piattaforma proprietaria di mobile proximity marketing della società che consente alle aziende, sia alle attività commerciali piccole e medio-piccole (grazie alla versione Retail) sia a centri media ( grazie alla versione Agency ), grandi aziende e player del digital, di realizzare micro campagne adv super-geolocalizzate su dispositivi mobili su Social, Display, Video e Search. Il che fa nascere anche la possibilità di operazioni di co-marketing, unendo, per fare un esempio semplificato, il supermarket di riferimento con la banca maggiormente frequentata». Se volessimo sintetizzare il vostro operato? «Hic Mobile fa analisi pre-campagne, segue l’attività di comunicazione e formula il report, fornisce un’analisi dell’incremento delle vendite post adv e attua comunicazioni micro geolocalizzate. Occorre prendere coscienza che il processo di una campagna ha inizio nella fase precedente all’on air, quindi noi monitoriamo costantemente i risultati andando poi a ottimizzare tutte le operazioni in tempo reale. Ma quello che ci contraddistingue maggiormente è la capacità di presidiare ogni aspetto del mobile advertising, con un particolare focus su geolocalizzazione e tecnologia». Hic Mobile di fatto consegna al cliente un’analisi dettagliata sui e sul target che li ha frequentati negli ultimi 30 giorni con i seguenti insights: profilo socio-demo, tempo di permanenza, distanza media percorsa, pedonalità per sesso e per location degli ultimi 30 giorni, mappa termica delle impression, aree più cliccate, tipologia di applicazioni utilizzate, brand affinity e altri luoghi frequentati abitualmente. Quando la campagna viene lanciata, la piattaforma ne misura in tempo reale l’andamento restituendo un’ampia varietà di dati. Infine, a conclusione di ogni campagna, oltre a un report del target contattato con un aggiornamento degli insights forniti pre-partenza, la piattaforma fornisce indicazioni puntuali sia sul numero di visite intercettate presso ogni singolo punto vendita, sia di quelle prodotte da Hic Mobile. Ultimamente vi siete avvicinati a chi? «Stiamo collaborando in maniera sempre più stretta con Agenzie di influencer per raggiungere la Generazione Z sul proprio smartphone, ma stanno maturando nuove possibili collaborazioni con alcuni social emergenti, i cui nomi non possono essere fatti ma certo immaginati. Nel campo della performance, stiamo sempre più impegnati nell’ecommerce. Grazie alla piattaforma AdMove.com, la media company può sviluppare la pubblicità digitale operando su aree geografiche delimitate e precise, promuovendo prodotti e servizi attraverso tecnologie di comunicazione di tipo mobile che le permettono di raggiungere il pubblico attraverso un advertising mirato che sappia accompagnare il consumatore nei diversi momenti della giornata».

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Autore: Redazione - 02/04/2020


Kettydo+: 2019 un anno di forte crescita

Il 2019 si è concluso con un bilancio ampiamente positivo per Kettydo+ che ha visto l’acquisizione di sei grandi nuovi clienti, tra cui Coop Italia, Pampers e Aviva Assicurazioni. Kettydo+ ha consolidato il posizionamento fondato sui tre asset strategici: Experience, Creativity, Technology, un modello integrato capace di unire le competenze in modo virtuoso per raggiungere gli obiettivi dei clienti. Il risultato è una straordinaria interconnessione tra individui, contenuti e device, per la quale Kettydo+ ha costruito un team di specialisti capace di governare la crescente complessità del mercato digitale e di dare vita a relazioni continuative tra brand e persone. Una squadra che utilizza un approccio fondato sulla continua innovazione per studiare, consigliare e impostare insieme ai clienti strategie che si adeguano al cambiamento continuo della società e delle tecnologie mai così marcato come in questo periodo storico. Due fronti strategici “Abbiamo invece investito le nostre energie per creare un modello di confronto profondo con i nostri clienti. Li abbiamo aiutati a ridefinire le strategie digitali creando soluzioni nuove capaci di concretizzare i loro obiettivi attraverso roadmap di trasformazione e KPIs con cui misurarsi costantemente”, commenta Federico Rocco, Ceo di Kettydo+. L’agenzia ha recentemente ampliato il proprio offering su due importanti fronti strategici: da un lato creando una nuova Business UnitData, specializzata in customer profiling e advanced analytics, e dall’altro potenziando la Unit Technology. In quest’ultimo ambito i clienti stanno adottando la Martech Solution proprietaria di Kettydo+, rappresentata dal core tecnologico Youser: un API integration layer che semplifica la connessione fra i diversi touchpoint dedicati ai clienti e la corporate technology platform già presente e consolidata in azienda. Integration layer flessibile Dunque, una suite proprietaria di soluzioni Martech disegnate per accelerare, integrare e potenziare le performance delle strategie digitali e dei sistemi IT, governando l’esperienza su ogni touchpoint e personalizzando gli stimoli in tempo reale. “Ciò di cui la maggior parte delle aziende ha bisogno oggi è un integration layer flessibile, capace di integrarsi ai sistemi IT già esistenti e pronto ad affrontare il costante moltiplicarsi dei touchpoint – afferma Luca Brunetti, Cto di Kettydo+ –. A ciò si aggiunge una suite di moduli verticali che accelerano l’implementazione di tutte le attività di digital marketing e customer engagement, affiancandosi alle soluzioni aziendali in essere, senza doverle sostituire".

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