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Cairo Editore: sul fronte della raccolta, si annunciano un primo quadrimestre in positivo per La7 e un miglioramento in aprile per i periodici

Autore: V Parazzoli

Urbano Cairo


Il CdA di Cairo Communication ha approvato ieri il bilancio del periodo gennaio-marzo, evidenziando l’incremento di ascolti per il canale televisivo, che si consolida come sesta rete nazionale nel prime time; si conferma anche la leadership per vendite in edicola sul fronte settimanali

Il CdA della Cairo Communication, riunitosi ieri, ha esaminato e approvato il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2019, che comprende anche la controllata RCS. Nel periodo, il Gruppo di cui è Presidente Urbano Cairo ha conseguito ricavi consolidati lordi pari a 287,5 milioni di euro; un margine operativo lordo (EBITDA) consolidato di 26,6 milioni, 19,1 al netto degli impatti dell’IFRS 16, e un margine operativo EBIT di 9 milioni, 7,9 al netto degli impatti dell’IFRS 16; un risultato netto di pertinenza del Gruppo pari a 2,7 milioni, che non è stato impattato dal nuovo IFRS 16; una riduzione dell’indebitamento finanziario netto consolidato di 39 milioni. RCS – la cui relativa prima trimestrale è stata approvata giovedì scorso - ha continuato a generare margini e flussi di cassa positivi e conseguito i propri obiettivi di riduzione progressiva dell’indebitamento finanziario (-29,4 milioni rispetto a fine 2018). Il margine operativo lordo (EBITDA) nel bilancio consolidato di Cairo Communication è stato pari a 23,1 milioni (16,6 al netto dell’IFRS 16). I ricavi digitali, che ammontano a circa 38 milioni, nel trimestre segnano una crescita di circa l’8% rispetto al pari periodo del 2018, con una percentuale di incidenza sui ricavi complessivi del 18,4%. Il perimetro delle società del Gruppo senza includere RCS nel trimestre ha sostanzialmente confermato la propria marginalità operativa lorda. 

La7

Il settore editoriale televisivo ha continuato a registrare un incremento degli ascolti de La7 (+5% sul totale giorno e +4,4% in prime time rispetto primo trimestre 2018, quando già gli ascolti erano cresciuti fortemente rispetto all’anno precedente). I risultati di ascolto dei programmi informativi e di approfondimento della rete hanno continuato a essere tutti eccellenti: Otto e Mezzo con il 7,14% di share medio da lunedì a venerdì, il TgLa7 edizione delle 20 con il 5,85% da lunedì a venerdì, diMartedì con il 6,25%, Piazzapulita con il 5,63%, Propaganda Live con il 5,12%, Non è l’Arena con il 6,6%, Omnibus Dibattito con il 4,23%, Coffee Break con il 5,2%, L’Aria che tira con il 6,82%, Tagadà con il 3,52% e Atlantide con il 3%. Nel primo trimestre 2019, La7 è stata stabilmente la sesta rete nazionale in prime time per ascolti medi e nel primo bimestre la quinta davanti anche a Italia 1. Anche nell’intera fascia del mattino (07.00-12.00) ha conseguito ascolti importanti, con un share medio del 4,38%, posizionandosi nel trimestre al quarto posto tra le reti generaliste. Anche la raccolta pubblicitaria su La7 e La7d, pari a complessivi 37,7 milioni nel trimestre, è stata in crescita del 4,9% rispetto al 2018 (36 milioni), così come era già emerso due giorni fa in occasione della pubblicazione dei rilevamenti Nielsen relativi sempre al periodo gennaio-marzo, impattando positivamente i risultati. Il trend positivo, anche se ancora non ci sono ovviamente dati ufficiali, si dovrebbe confermare anche in aprile e, conseguentemente, nei primi 4 mesi.

Per il settore editoriale televisivo (La7), il Gruppo ha conseguito un margine operativo lordo (EBITDA) di circa 1 milione (-0,4 nel periodo analogo del 2018). In considerazione delle caratteristiche del palinsesto di La7 e della distribuzione nell’anno dei ricavi pubblicitari, il primo trimestre presenta normalmente, rispetto alla rimanente parte dell’anno, una maggior incidenza dei costi delle produzioni interne sui ricavi. Il risultato operativo (EBIT) è stato pari a circa -1,8 milioni (-3 nel periodo analogo del 2018).

Periodici

Il settore editoria periodici Cairo Editore ha “continuato a conseguire risultati positivi, conseguito elevati livelli diffusionali delle testate pubblicate e continuato a perseguire il miglioramento dei livelli di efficienza raggiunti nel contenimento dei propri costi”. Nello specifico, il margine operativo lordo (EBITDA) e il risultato operativo (EBIT) sono stati pari a rispettivamente 0,9 e 0,5 milioni (rispettivamente 1,7 e 1,4 milioni nel periodo analogo del 2018). Con riferimento ai settimanali, Cairo Editore con circa 1,4 milioni di copie medie vendute nei tre mesi gennaio-marzo 2019 (dati ADS) si conferma il primo editore per copie di settimanali vendute in edicola, con una quota di mercato di circa il 30%. Considerando anche il venduto medio delle testate non rilevate da ADS, ossia le vendite di Enigmistica Più ed Enigmistica Mia, le copie medie vendute sono circa 1,5 milioni. La raccolta, che è stata allineata a quella del segmento periodici così come stimata da Nielsen (-13,1%) nel primo trimestre, dovrebbe invece aver visto un miglioramento in aprile. Per il settore concessionarie, il margine operativo lordo (EBITDA) e il risultato operativo (EBIT) sono stati entrambi pari a 0,9 milioni (entrambi pari a 1 milione nel periodo analogo del 2018). 

Evoluzione della gestione

Nel seguito del 2019, Cairo Communication, con riferimento al perimetro delle sue attività tradizionali, comunica che continuerà a perseguire lo sviluppo dei suoi settori editoria periodica Cairo Editore e raccolta, continuando per Cairo Editore nella strategia volta a cogliere segmenti di mercato con potenziale, consolidando inoltre i risultati delle proprie testate. Per tali settori, nonostante il contesto economico e competitivo, in considerazione della qualità delle testate edite e dei mezzi in concessione, considera realizzabile l’obiettivo di continuare a conseguire risultati gestionali positivi; e a impegnarsi con l’obiettivo di sviluppare la propria attività nel settore editoriale televisivo, per il quale si prevede il conseguimento anche nell’anno 2019 di un margine operativo lordo (EBITDA) positivo e in crescita rispetto al 2018, anche grazie al previsto andamento positivo della raccolta


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 10/02/2020


Non è ancora di tempo di morire per James Bond

James Bond si era ritirato e se la stava pure spassando sotto il sole della Jamaica. Ma poi, ecco arrivare un amico, che non sempre e portatore di buone nuove: bisogna salvare uno scienziato rapito. Bond accetta, si ri-trasforma in Agente 007 e si lancia un'avventura ovviamente molto più infida del previsto, tra pericoli mortali, ma anche gadget e le celebri Aston Martin. Perché lo decide lui se è Time to Die o no!

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aziende

Autore: D Sechi - 19/02/2020


iCorporate, i sarti della comunicazione aziendale chiudono il 2019 a +16%

Trovarsi improvvisamente in mezzo al classico guado, tra incertezze e pii desideri: che fare? Tra esigenze di cambiamento che potremmo definire fisiologiche, la famigerata crescita, il classico passo in avanti, per non rimanerne tre indietro. O magari è successo qualcosa che sta minando le fondamenta della propria reputazione, costruita in anni di faticoso operato; un’ipotesi, quest’ultima, non certo campata in aria in un’epoca, come l’attuale, così affezionata agli stati di crisi. Quindi, che si può fare? Esiste un numero verde che metta a disposizione il foglio di istruzione per uscire da una situazione non più gradita? Ebbene sì. O meglio, ci sono delle società di consulenza specializzate nella comunicazione corporate, finanziaria e di crisi, capaci di elaborare strategie per la gestione della reputazione aziendale e del management, integrando il digitale con il presidio dei media tradizionali. Un nome: iCorporate, la struttura guidata dal Presidente Esecutivo Francesco Foscari e dall’A.D. Sergio Pisano ha rilasciato i dati del suo 2019: un fatturato di 2,2 milioni di Euro, una crescita del 16%, un team composto da 22 professionisti, che si è giovato di 4 nuovi ingressi. Risultati raggiunti grazie a una nuova infornata di clienti, ben 15 new entry, tra le quali Amplifon, Arsenale SGR, Arval Italia, BVA-Doxa, Indaco Sgr, LCA Studio Legale, Medtronic Italia e JLL Italia, solo per citarne alcuni. La Content Factory A favorire il momento di espansione, anche la decisione di attuare, nel corso dell’ultimo biennio, un processo di riorganizzazione interna che ha portato alla creazione di practice sinergiche tra loro e attive nei settori corporate e crisis management, finanziario e digitale, guidate dai practice leader Melissa Lovisetto, Eleonora Meneghelli, Arturo Salerni e Nicholas Scalino. A ciò si è aggiunta, nel corso del 2019, l’integrazione di alcuni servizi ad alto valore aggiunto che hanno portato alla costituzione di una Content Factory interna, composta da figure professionali specifiche e dedicate alla creazione e pianificazione di strategie creative che vanno a declinarsi in contenuti visuali e testuali. Abbiamo incontrato l’Amministratore Delegato Sergio Pisano, al quale abbiamo cercato di carpire alcuni commenti sull’attuale contesto di mercato e qualche segreto del successo di iCorporate. Perché iCorporate è una realtà strategica per un’azienda? Partiamo da un semplice presupposto: iCorporate nasce in un momento storico particolare caratterizzato dalla crisi della carta stampata con conseguente riduzione del numero di contenitori utili e appropriati per raccontare notizie e storie di aziende e dall’avvento del digitale che ha reso tutto più complesso, multidimensionale, e soprattutto non facilmente controllabile. Nel 2013 abbiamo scelto di posizionarci sul mercato con un’offerta che fosse in grado di coniugare l’esperienza maturata nel corso degli anni nelle media relations tradizionali con la nuova dimensione del digitale. Questo ha fatto la differenza. Al centro mettiamo il contenuto e lo decliniamo sui vari canali a seconda delle necessità e degli obiettivi dei nostri clienti.  Voi di cosa vi occupate? iCorporate si occupa di comunicazione corporate, finanziaria e di crisi attraverso un modello di business totalmente integrato tra ufficio stampa tradizionale e attività digital. Siamo verticali nel servizio, ma orizzontali nei settori. Tra i nostri clienti ci sono fondi di venture capital, società di private equity, quotate, aziende attive nel settore delle utilities. Oltre a studi legali, banche, società di gestione, player retail, grandi brand che vanno da Amplifon a Whirpool EMEA. Acquisiti in forma diretta oppure, più frequentemente, tramite gare… Meglio la prima opzione? Non è detto. Ogni anno partecipiamo in media a circa 20-25 consultazioni, soprattutto nel periodo compreso tra giugno e settembre, quando le aziende sono in via di definizione dei budget per l’anno successivo. Le gare, quando sono organizzate e gestite in maniera seria e trasparente, sono vere e proprie opportunità non solo di business ma anche di crescita per i professionisti; servono a valorizzare i più giovani, aiutano a pensare, fare ricerca, a “vendere” un’idea. Fortificano la componente psicologica e cementano la tecnica, che rappresenta il punto di partenza, la base che ti permette di identificare sempre una soluzione e verificarne la fattibilità. Una case history esplicativa del vostro operato? Ne potrei citare molte ma se devo scegliere un esempio scelgo Twitter, social network che ha ritrovato di recente un nuovo brio. La gestione di un brand come Twitter ti consente di entrare in contatto con un numero infinito di argomenti che vanno dalla cronaca, alla finanza, da fatti legati al costume, allo sport, etc ogni giorno, minuto, secondo. E qui entriamo in gioco noi. Partiamo dai dati per arrivare a dare risposte, creare storie che siano di interesse per i media e di valore per il cliente. Al di là del caso specifico, ogni situazione aziendale che ci offre l’opportunità di lavorare al fianco del top management per trovare soluzioni a problemi strategici rappresenta per noi un caso di successo. Chiudete in crescita a doppia cifra il 2019, cosa vi attendete per il 2020? I primi mesi del 2020 ci permettono di guardare al futuro con ottimismo e con una previsione di crescita in linea con quella dell’anno precedente. Ciò implica di non smettere mai di ascoltare il mercato per adattarsi a esigenze che sono in continua mutazione e cogliere eventuali opportunità di crescita anche per linee esterne.

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Autore: Redazione - 17/02/2020


"Better when we're open": Coca Cola lancia un nuovo posizionamento di marca per il 2020/21 in Europa. La prima campagna è di Wieden+Kennedy London

Coca-Cola ha annunciato il lancio di un nuovo posizionamento di marca a livello europeo incentrato sui temi dell’inclusione e dell’empatia, e promette di prendere posizione sulle questioni sociali. Il nuovo obiettivo di brand,  sintetizzato nel claim "Better when we're open",  costituirà la base delle attività di marketing del colosso beverage per quest'anno e il prossimo in 10 mercati dell'Europa occidentale, Italia compresa, per posizionare Coca-Cola come la bevanda che unisce le persone in un mondo sempre più diviso e ostile. Coca Cola ha annunciato anche l'imminente lancio di una campagna a livello europeo che invita le persone a essere più autocritiche ed empatiche per dare uno stimolo alla solidarietà tra i consumatori. Intervenuto a un evento il 13 febbraio, il direttore marketing di Coca-Cola per l'Europa occidentale, Walter Susini, ha dichiarato: "C'è una verità fondamentale da comprendere, non importa dove si guardi oggi, in qualsiasi paese del mondo, siamo più divisi che mai. Coca Cola è un marchio che ha bisogno di abbracciare diverse angolazioni e sfaccettature, e dobbiamo parlare dei problemi che oggi sono rilevanti, per mostrare il nostro punto di vista e fare la differenza. Non ci sottrarremo mai alle questioni sociali". Il primo spot Coca-Cola introduce quindi un significativo cambio di tono rispetto alla strategia globale del marchio Taste the Feeling. Il primo spot, che uscirà la prossima settimana nel Regno Unito, è una campagna televisiva, creata da Wieden+Kennedy London, che invita i consumatori ad ascoltare più opinioni diverse e a chiedersi: "Potrei sbagliarmi? Il video mostra un ambiente cittadino americano frenetico, volto a riflettere il mondo in cui viviamo attualmente. Mostra persone che urlano e gridano su chi ha ragione e chi ha torto. Man mano che i disaccordi aumentano, appaiono crepe fisiche nell'architettura e la scena comincia a sgretolarsi intorno alla gente, che è in qualche modo ignara della causa di tale distruzione. Infine, la protagonista, l’attrice Natasha Lyonne, nota per i suoi ruoli in Orange is the new black e Russian Doll, appare e dice: "E se ci chiedessimo tutti: potrei essere io quella che ha torto? Forse le cose cambierebbero in meglio". Questo spot  ha continuato Susini, “è solo l'inizio di come realizzeremo questa piattaforma di comunicazione con al centro l’empatia”. Eventi Il nuovo posizionamento sarà diffuso in occasione di manifestazioni importanti come il Pride, durante gli eventi calcistici - Premier League e UEFA - a Natale e in altre festività. La campagna sarà declinata anche sul digital, in Out of Home, sul punto vendita e sui prodotti. Susini ha ammesso che il marketing sta "affrontando un momento difficile" in quanto il mercato e i punti di contatto con i consumatori diventano più complessi. Tuttavia, egli ritiene che Coca-Cola possa rimanere rilevante in tre modi chiave: chiarendo il suo scopo, offrendo un’esperienza e mantenendo un linguaggio familiare e comprensibile a tutti. Ha spiegato: "Bisogna parlare del proprio scopo (oltre a fare soldi per i propri azionisti) e bisogna creare un'esperienza. E infine è necessario avere la capacità di parlare".  Susini ha concluso: "La cosa peggiore che può affliggerci è l'indifferenza. Coca Cola è in giro da tanto tempo perché non è mai stato un marchio indifferente e continuerà a non esserlo".

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Autore: Redazione - 11/02/2020


Tutte le novità targate Instagram in tema di sicurezza

Tutte le novità targate Instagram in tema di sicurezza. In occasione del Safer Internet Day, è stato pubblicato un info blog post che racconta quanto è stato fatto per mantenere le persone al sicuro e gli strumenti dedicati al controllo dell’experience. Ecco, in particolare, cosa Instagram presenta: a) support requests: una nuova funzione che mostra lo stato e la cronologia delle segnalazioni inviate, facilmente accessibile dalla sezione Impostazione del profilo. Direttamente dall’app, sarà dunque possibile consultare ogni segnalazione e vederne lo status o chiedere una nuova revisione; b) una nuova opzione per fare appello direttamente dall’app di Instagram. In precedenza, questa opzione era disponibile solo attraverso l'Help Center di Instagram. Ora, l'opzione di appello in-app apparirà automaticamente quando l’utente tenterà ad accedere all’ account disattivato. Appellarsi alle decisioni Le persone potranno ora fare appello se ritengono che Instagram abbia erroneamente rimosso il loro account e avranno anche la possibilità di appellarsi alle decisioni prese dal nostro team di revisione dei contenuti senza dover lasciare l'app. Nel post di cui si è detto vengono anche ricordati: - linee guida della community; - funzione Restrict per limitare gli account; - suggerimenti per la protezione e autentificazione a due fattori; - supporto per l’account hackerato; -  email da Instagram per essere certi di quali comunicazioni provengono direttamente dalla piattaforma e per non cadere in tentativi di phishing; - possibilità di controllare chi può mandare messaggi diretti; - controllo dei dati condivisi con app di terze parti; - collaborazione con Fact checker indipendent

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