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AdSalsa Italia: fatturato in crescita del 20% nel 2018

Autore: Redazione


Per il 2019, la società assicura ingenti investimenti sia a livello di risorse sia strategico

AdSalsa è un'azienda specializzata nell’aumentare le conversioni delle vendite attraverso mirate strategie nel marketing digitale. Nel 2018 la succursale italiana delle multinazionale, specializzata in database per telemarketing e per sms e in generale campagne di lead generation, raggiunge cifre record con un fatturato di oltre 10 milioni di euro. Il gruppo attualmente conta più di 300 dipendenti con oltre 10 sedi nel mondo. Come è stata possibile questa costante e progressiva crescita che è aumentata di anno in anno in maniera così esponenziale? “Un aspetto da non sottovalutare è la fidelizzazione de i clienti. Amare ciò che si fa è la chiave del successo, e per AdSalsa questo continua a essere un aspetto fondamentale. Tale atteggiamento di grinta e passione è stato percepito da dalla maggior parte dei nostri clienti - afferma Daiana Gronchi, Country Manager di AdSalsa Italia. Infatti “la soddisfazione dei nostri clienti è il nostro biglietto da visita, ecco perché continueremo a ascoltare le esigenze del mercato, a comprenderle per cosi continuare a crescere”. Daiana Gronchi
Il 2019
“Il 2019 sarà un anno in cui verranno effettuati ingenti investimenti, sia a livello di risorse sia strategico”. Inoltre, l’aggiunta di servizi innovativi, in particolare nell’ambito digital marketing, ha permesso di acquisire il doppio di nuovi clienti rispetto a quelli acquisiti dell’anno precedente. Con la proposta di nuovi canali e l’ottimizzazione di quelli già esistenti, AdSalsa mette a disposizione degli oltre 500 clienti attivi, campagne sempre più specifiche e indirizzate al giusto target che puntualmente si traducono in conversioni e generazione di Leads.

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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 12/11/2019


Sainsbury’s festeggia i 150 anni sulle orme di Dickens

Londra, 1869, il mercato di Natale e una banda di spazzacamini provenienti dall'orfanotrofio si mangia con gli occhi le bancarelle piene di lecornie. Ma ecco apparire il solito cattivone di turno, il furfante che ruba. Peccato che poi venga incolpato il piccolo Nicholas il quale, umiliato di fronte a tutti, viene imprigionato e mandato via dalla città. La scena però è stata bene osservata da una commerciante, la quale, armatasi di carrozza, va a recuperrare il piccolo, disperso nella foresta imbiancata da una bufera di neve, lo salva, gli regala i frutti e lui, di nascosto, entra nella notte di Natale nell'orfanotrofio e riempie le calze dei suoi amici, mentre il furfante di cui sopra viene punito con una palla di carbone. I bambini corrono festanti e Nicholas si ritrova di nuovo da solo nella foresta, si sistema il berretto, che però diventa rosso, l'inquadratura si amplia ed ecco spuntare le renne. Il piccolo Nicholas, in realtà, è Babbo Natale! Sainsbury’s festeggia così i suoi primi 150 anni, con un lungo spot dai connotati cinematografici, ispirato alla Londra vittoriana cara a Charles Dickens.

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Autore: F Lattanzio - 18/11/2019


Pinterest entra in una nuova fase e passa «dalla ispirazione all’azione»

Pinterest è universalmente incluso nell’insieme dei social network, ma rispetto agli altri ha caratteristiche del tutto anomale. L’orientamento molto più personale con cui l’utente approccia alla piattaforma fa di essa la destinazione su cui cercare ispirazione e sviluppare le proprie idee. Più che quelle della condivisione, l’affaccio alle bacheche degli altri utenti prende la forma di una contaminazione. Ai piani alti della company si sono accorti della propensione degli utenti al reperimento dei prodotti che inquadrano nelle loro board, ed è da qui che è partita la nuova fase dell’azienda. La user experience si fonde con le opportunità commerciali per i brand in un modo totalmente naturale e questa dinamica ha suggerito un passo deciso nella direzione del commerce. «Il buon advertising è quello che ti permette di realizzare quello che hai in testa, spiega Jon Kaplan, Global Head of Partnerships di Pinterest, a DailyNet. Un’affermazione che si traduce, nei fatti, con nuovi prodotti orientati a realizzare i desideri (d’acquisto) dei consumatori. Le Shopping Ads, infatti, hanno succeduto l’introduzione dei cataloghi nei Paesi anglofoni, e presto arriveranno in Italia, dove la piattaforma conta 10 milioni di utenti attivi visitatori unici al mese secondo comScore e un forte presidio dei verticali su cui Pinterest è più efficace: fashion, del food, del beauty e del travel. DailyNet ha incontrato Jon Kaplan, Global Head of Partnerships di Pinterest, per approfondire la nuova direzione presa dalla società. Avete da poco presentato un aggiornamento del design della vostra app. Quale strategia c’è alle sue spalle? Educare le persone all’utilizzo della piattaforma è lo scopo primario del recente aggiornamento della nostra app. Pinterest è uno strumento disegnato attorno ai consumatori, vuole essere una piattaforma utile alla costruzione delle idee, e l’aggiunta della parte commerce è il tassello che permette di trasformare queste idee in realtà. È funzionale per una serie di segmenti, in particolare quelli del fashion, del food, del beauty e del travel. Nel segmento dei principali network, Pinterest assume un posizionamento e una funzione molto diverse dagli altri… Presenta differenze fondamentali rispetto agli altri network. Se i vari Facebook, Instagram e Snapchat sono dedicati alla condivisione della propria vita e dei propri gusti, Pinterest consente di pianificare la propria vita salvando, per sé stessi, le idee all’interno di differenti bacheche, con l’obiettivo di elevarle aggiungendo sempre più ispirazioni. Per dare ulteriori suggerimenti agli utenti e facilitare il reperimento di nuove idee o ispirazioni abbiamo poi sviluppa to team e tecnologie di artificial intelligence dedicati alla costruzione di board consigliate. Quanti sono gli utenti che frequentano la piattaforma a livello globale? E quanti lo fanno in Italia? L’audience globale della piattaforma conta 300 milioni di utenti mensili, che producono circa 200 miliardi di Pin. In Italia, invece, i visitatori unici mensili sono 10 milioni. Qual è l’equilibrio tra la user experience e il lato commerciale di Pinterest? Stiamo lanciando un nuovo design che dia risalto alle immagini, conferendo alla piattaforma un impatto visuale più accattivante. Gli advertiser hanno sempre considerato Pinterest come un prodotto unico per quanto riguarda l’intent purchase, ma i motivi che hanno portato allo sviluppo della piattaforma non prevedevano un forte orientamento al business. Quello che abbiamo perseguito nello sviluppo della nuova interfaccia è la creazione di una user experience migliore, che sia in grado di allineare brand e utenti. Quali possibilità mettete a disposizione degli advertiser? Come si compone la vostra offerta pubblicitaria? I consumatori sono molto propensi a interagire con i post, e con le Shopping Ads abbiamo spostato il nostro orientamento in questa direzione. Abbiamo lanciato da poco i Cataloghi e la possibilità di acquisto direttamente dalla piattaforma, passando così dalla ispirazione all’azione. Vogliamo rendere lo shopping pervasivo e stiamo cercando di capire quali aree di Pinterest siano adatte a contenere la possibilità dell’acquisto online. Per quanto riguarda le pagine dei brand, abbiamo già costruito delle tab che permettono divisioni per prodotto e lo sviluppo di feature personalizzate. Quando sarà possibile vedere le Shopping Ads in Italia? Le Shopping Ads arriveranno in Italia tra qualche mese. Per ora sono disponibili nei Paesi anglofoni, dove stanno ottenendo grandi performance. È stato importante inserire i Cataloghi, così da avere materiale, in termini di prodotti, da poter proporre agli utenti. Alla luce di quanto detto, ovvero del passaggio dall’ispirazione all’azione, quale sarà il futuro di Pinterest? Stiamo entrando in una nuova fase dell’azienda. Il primo passo è la valutazione della risposta degli advertiser, degli insight e delle intenzioni d’acquisto espresse dagli utenti nel mercato Usa. Puntiamo a proporre una value proposition unica, continuando ad alimentare la complementarietà tra l’ispirazione e l’azione. Per ora con lo shopping, poi, magari, collegando tutti i Pin con la loro funzione finale, perché a volte l’azione ha un significato diverso dall’acquisto. Il buon advertising, secondo noi, è quello che ti permette di realizzare quello che hai in testa. E nella nostra piattaforma tutto questo avviene in maniera nativa, è la finalità che spinge gli utenti ad utilizzare Pinterest. ​

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Autore: S Antonini - 18/11/2019


WPP Italia: ricavi 2019 in linea con l’anno scorso, profittabilità a due cifre; no alle gare non remunerative

WPP Italia chiuderà il 2019 con ricavi in linea con l’anno scorso, ma con una profittabilità a due cifre. Lo confermano Massimo Costa, Country Manager del gruppo di comunicazione, e Massimo Beduschi, Chief Executive Officer e Chairman di GroupM, a margine del Forum annuale organizzato in collaborazione con The European House Ambrosetti che si è tenuto ieri a Milano. WPP vanta in Italia una rete di 50 società, per un fatturato di oltre 400 milioni di euro e 2.500 «a cui dobbiamo pagare lo stipendio ogni mese», sottolinea Costa, perciò la marginalità è il primo obiettivo perseguito dal business. Ovvero «non partecipiamo più alle gare costose e poco remunerative», in un sistema che, dice ancora il Country Manager, ne ha troppe istruite male. Dopo l’acquisizione della quota di maggioranza dell’hub digitale veneto AQuest, lo scorso luglio, WPP ha in animo l’allargamento del perimetro con altre due operazioni, sempre in ambito digital. Da maggio dell’anno prossimo il gruppo si trasferirà definitivamente nel Campus allestito nella ex area Richard-Ginori di Milano. Il mercato nel 2019 Del resto, il digitale è il settore che traina il mercato dell’advertising. Secondo le previsioni di GroupM, il 2019 si concluderà con un calo complessivo tra l’1% e il 2%, al lordo degli over the top del web. «Senza questi – spiega Beduschi – la contrazione oscilla tra il 5% e il 7%; non è stato un anno positivo e si chiuderà allo stesso modo». L’anno prossimo, invece, il saldo potrebbe tornare positivo. I due manager sottolineano che Google e Facebook fanno molti volumi anche perché possono contare sugli investimenti delle piccole imprese per le quali i mezzi tradizionali sono pressoché inaccessibili. La pubblicità classica «ha preso un duro colpo»: la stampa continuerà a registrare perdite a due cifre anche nel 2020 mentre per la televisione ci si attende una tenuta, in primo luogo grazie agli eventi sportivi internazionali e in particolare gli Europei di calcio – mentre le Olimpiadi meno in quanto le gare si disputano in orari notturni per il pubblico italiano -, ma anche perché la tv è forte sul target delle persone di mezza età. Tornando ai giganti USA del web, le stime WPP-GroupM sulla raccolta pubblicitaria 2019 in Italia indicano per Facebook 1 miliardo di euro e per Google 1,5 miliardi di euro, mentre per Amazon «che ancora deve esprimere tutto il suo potenziale» sono attesi 110 milioni di euro. Il futuro del business della comunicazione Secondo WPP, nuove categorie di clienti e di business saranno cruciali in futuro per lo sviluppo del business della comunicazione. I più grossi spender dovrebbero essere proprio gli ott: «Prima noi eravamo i loro principali clienti, oggi è il contrario» commenta Costa. Altri settori che diventano pilastri del business della comunicazione sono e-commerce e fin-tech, mobilità e in particolare quella sostenibile, hospitality da parte dei grandi marchi del lusso che vogliono estendere la brand experience anche ai settori della ristorazione, dell’accoglienza alberghiera, del turismo alto di gamma. Evoluzione inevitabile, la cui rapidità di diffusione dipende da mercato a mercato «anche in relazione al livello di cultura digitale» conclude Costa.

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Autore: S Antonini - 17/11/2019


Verizon Media Italy cresce con native, video e programmatic; al via la nuova Yahoo! Mail e restyling per Yahoo.it

Yahoo! rinnova la user experience della posta elettronica via mobile con il lancio della nuova app Yahoo! Mail, disponibile in Italia dalla fine di ottobre, e rafforza anche l’offerta editoriale del sito Yahoo.it. Le novità del brand del gruppo Verizon sono state presentate ieri a Milano da Verizon Media Italy, che ha anche confermato andamenti in crescita nel nostro mercato trainati dal native advertising e dai formati di extended reality, dal programmatic e dall’area video dove Verizon Media vanta un accordo con Warner Music Italia, di cui gestisce in esclusiva la pubblicità sui video musicali distribuiti da YouTube. Spiega Christina Lundari, General Manager di Verizon Media Italy: «I risultati che stiamo ottenendo nel mercato sono in linea con le attese. Della nostra filiale viene apprezzato molto lo spirito imprenditoriale; stiamo guardando a un ampliamento del business sempre nell’ambito del native anche attraverso accordi con editori terzi che vogliono entrare nel network, nonché nell’area video e programmatic soprattutto nei settori del digital out of home e dell’audio». Verizon Media dispone di una DSP proprietaria e di un flusso di 200 miliardi di dati registrati al giorno. L’offerta pubblicitaria si articola tra display, video, native, nuovi canali (audio, smart tv e digital OOH), content. Verizon Media gestisce oltre ai circuiti di proprietà anche l’inventory di Microsoft e vanta una partnership con Samsung Upday. Infine si occuperà anche di Apple News quando arriverà in Italia. La nuova Yahoo! Mail La nuova app dedicata alla consultazione della mail di Yahoo! è stata presentata da Sara Pellachin, Head of Ryot Studio Italy, la divisione di Verizon Media dedicata ai contenuti, che ha sottolineato come il 95% delle mail ricevute quotidianamente provengano da aziende, e in particolare da siti di e-commerce, e solo il 5% contatti personali. La nuova release Yahoo! Mail è stata pensata quindi per rendere più semplice e razionale la consultazione, ridisegnando l’organizzazione automatica personalizzata delle mail per priorità. Inoltre, con l’aumento delle dimensioni degli schermi, Yahoo! Mail ha posizionato il menù di navigazione in basso in modo da potere gestire il servizio con una sola mano. Yahoo! Mail ha 200 milioni di utenti unici nel mondo di cui il 60% fuori dagli Stati Uniti e 4 milioni in Italia. Claudio Semenza   La nuova offerta editoriale L’informazione chiara, non partigiana, che rappresenti un servizio utile è l’obiettivo del restyling dell’offerta editoriale di Yahoo.it, sito che vanta 7,3 milioni di utenti unici mensili, di cui il 49% è costituito dal pubblico femminile. Un’utenza interessata ad argomenti finanziari – 2,7 milioni di utenti unici mensili per Yahoo! Finanza – che per il 68% fruisce delle notizie da mobile, ed è per questo che la nuova offerta di news è pensata per un’utenza smart. Cresce la fascia giovane: lo scorso agosto i giovani dai 15 ai 24 anni rappresentavano il 17% dell’utenza. L’Editor in Chief di Yahoo Italia Claudio Semenza ha illustrato le principali novità del sito tra video originali ed esclusivi Yahoo! che sfrutta la crescita esponenziale degli ad call, da 7,5 milioni dello scorso maggio ai 24,4 di agosto, e le partnership premium strette con Adnkronos, Agi, Askanews e Primopiano. Quest’ultima garantisce la copertura 24 ore su 24, fine settimana compresi, e la gestione anche della presenza social, e in particolare su Instagram dal 2020. La produzione video fa capo all’agenzia dedicata Estenews che ogni mese produce 200 contenuti, e che dispone di uno studio di registrazione per interviste. Dall’anno prossimo produrrà anche videochat live.

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