Autore: Redazione
10/05/2017

Sentenza storica in Austria: Facebook dovrà rimuovere contenuti d’odio

Il tribunale di Vienna dà ragione a una denuncia dei Verdi. Il processo di monitoraggio e cancellazione può, infatti, essere automatizzato

Sentenza storica in Austria: Facebook dovrà rimuovere contenuti d’odio

Sentenza storica per il mondo dei social network in Austria: a partire da oggi Facebook dovrà rimuovere contenuti d’odio dalla piattaforma. Una corte locale, infatti, è intervenuta in seguito alla denuncia del partito dei Verdi dopo che il suo leader, Eva Glawischnig, ha ricevuto offese sulla rete sociale. Anche in Italia, e nel resto del mondo, il trolling, e in generale le offese sui social network, sono un tema assai dibattuto tanto che il presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, spesso bersaglio dei ‘leoni da tastiera’, ha ripetutamente manifestato il suo sconcerto arrivando addirittura a rivolgersi direttamente a Mark Zuckerberg. A riportare la notizia è Reuters, da sempre molto attento alle dinamiche e alle vicende giuridiche che coinvolgono i giganti hi tech nel vecchio continente. La sentenza In Austria, dunque, la piattaforma dovrà garantire la rapida cancellazione di contenuti inappropriati. Il pronunciamento del tribunale di Vienna avviene in un momento molto caldo per Facebook. Da una parte ci sono, infatti, le fake news, e la serie di sforzi intrapresi per combatterle; dall’altra la circolazione di contenuti d’odio è emersa con prepotenza in un report del The Times, secondo il quale l’azienda non si impegnerebbe ‘abbastanza’ e spenderebbe troppo tempo per rimuovere contenuti segnalati dagli utenti. Anche per questo, settimana scorsa Zuckerberg ha annunciato un piano per reclutare 3.000 nuove figure professionali e impegnarle nel lavoro di monitoraggio del social, pur ammettendo l’impossibilità di fermare in toto il fenomeno. In Austria, la Corte ha comunque sottolineato come la richiesta sia giustificata dalla facilità di automazione del processo. I Verdi sperano che la norma sia estesa ai contenuti simili e non solo a quelli identici. Non solo, il partito richiede anche che Facebook paghi i danni, così da scoraggiare le persone a compiere atti potenzialmente criminali. Fake news e politica Spostandoci un po’ più a Nord, la Germania ha approvato una legge che prevede multe per 55 milioni di euro, qualora una piattaforma social non rimuova in tempo contenuti pericolosi segnalati. E tornando al tema delle fake news, la Germania è uno dei Paesi in cui Facebook ha già predisposto le operazioni per contrastare la diffusione di bufale al suo interno. La società non vuole che il caos affiorato in occasione delle presidenziali americane si ripeta altrove. Anche per questo, dopo il passaggio in tranquillità delle presidenziali in Francia, Facebook ha lanciato una campagna stampa in Gran Bretagna, in vista delle elezioni generali dell’8 giugno. Il messaggio del social pare chiaro: “siamo impegnati a contrastare le fake news sviluppando gli strumenti adeguati. Basterà? Non possiamo ancora dirlo, ma aspettiamo con interesse il test britannico.