Autore: Redazione
24/02/2017

Internet of things, cresce ancora il mercato delle smart home con un +23%

Il giro di affari della casa connessa in Italia valeva già185 milioni di euro nel 2016. Lo sbarco dei colossi del web preannuncia un ulteriore grande sviluppo nel 2017

Internet of things, cresce ancora  il mercato delle smart home con un +23%

L’Internet of Things entra nelle case degli italiani e il mercato delle soluzioni IoT per la Smart Home nel nostro Paese vale 185 milioni di euro nel 2016, +23% rispetto all’anno precedente. Ma il suo potenziale è davvero enorme, perché la casa connessa si propone come il fulcro dell’ecosistema “internet delle cose”, capace di trainare dietro di sé diversi settori chiave del made in Italy. Tradizione, offerte inedite, startup e grandi operatori L’82% del mercato è ancora legato alla filiera tradizionale, composta da installatori e distributori di materiale elettrico, ma cresce la quota dei “nuovi” canali come retailer, eRetailer e assicurazioni che insieme rappresentano il 18% (circa 30 milioni di euro). L’offerta di prodotti per la Smart Home è in continuo divenire. Il 68% degli strumenti sul mercato è “Do It Yourself”. Il 52% delle soluzioni, oggi, è offerto da startup, che spesso sviluppano proposte complementari a quelle dei brand affermati. Ma in questi mesi si stanno affacciando sul mercato italiano anche i grandi operatori “Over The Top” con hub dotati di assistente vocale per dialogare con gli oggetti connessi (Google Home, Amazon Echo). La fotografia dell’Osservatorio Questi sono alcuni dei risultati della ricerca Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano. “L’Internet of Things sta iniziando a entrare nelle case degli italiani, ma quello a cui stiamo assistendo è solo l’inizio di un percorso di crescita dal grande potenziale” - dice Angela Tumino, direttore dell’Osservatorio Internet of Things -. “Verso la casa connessa oggi si muovono grandi player globali, startup, retailer, produttori, assicurazioni, utility e operatori delle telecomunicazioni. Per aprire davvero la porta all’innovazione è fondamentale offrire nuovi servizi ai consumatori: quelli più elementari come l’installazione, ancora indispensabile per una fetta importante della popolazione, e quelli evoluti che possano convincere gli utenti ancora scettici sul valore di una casa connessa”. I canali di vendita Nel 2016, per la prima volta, sono nate aree dedicate alla Smart Home nei negozi di elettronica, sono state lanciate le prime proposte nel mondo della GDO, mentre si nota una discreta diffusione nei negozi del fai-da-te e sono visibili sezioni di vendita nei siti web dei principali eRetailer. Nonostante volumi ancora limitati (20 milioni di euro circa, il 13% del mercato), retailer e eRetailer hanno un ruolo importante potendo fungere da vero e proprio showroom dei prodotti, che sono oggi alla portata di un pubblico sempre più ampio. Con alcune barriere da superare: “La comunicazione dei produttori è spesso limitata e poco incisiva, i volantini promozionali non bastano a descrivere le caratteristiche e i benefici degli oggetti smart” - rileva sempre Angela Tumino -. “Inoltre, non sempre il personale nei negozi risulta adeguatamente formato, anche se è pianificato l’inserimento di personale specializzato e dedicato nel corso del 2017”. I consumatori Il 26% dei consumatori italiani dispone di almeno un oggetto intelligente e connesso nella propria abitazione e il 58% ha intenzione di acquistarli in futuro. Lo rivela l’indagine realizzata dall’Osservatorio Internet of Things in collaborazione con Doxa su un campione rappresentativo degli utenti Internet dai 25 ai 70 anni, da cui emerge che gli italiani non ritengono ancora sufficientemente pronta l’offerta Smart Home: chi non dispone già di oggetti connessi nella sua abitazione nel 50% dei casi è “in attesa di soluzioni tecnologicamente più mature” per acquistarli. E c’è scarsa fiducia sulla possibilità che i dati personali siano protetti da eventuali attacchi da parte di hacker: il 67% dei potenziali acquirenti è preoccupato per i rischi di accesso o controllo degli oggetti connessi da parte di malintenzionati. La sicurezza si conferma al primo posto anche tra le preferenze dei consumatori che hanno già acquistato prodotti (13%), seguita da climatizzazione (8%), riscaldamento (8%) e gestione degli elettrodomestici da remoto (6%). Le startup Sono 124 le startup operanti nella Smart Home a livello globale, in continua crescita (+26% rispetto al 2015), di cui 89 finanziate da investitori istituzionali e capaci di raccogliere complessivamente negli ultimi tre anni quasi 1,2 miliardi di dollari. Le soluzioni offerte dalle startup sono principalmente in ambito sicurezza (22%), gestione scenari (20%) e monitoraggio dei consumi energetici (18%). Produttori, compagnie assicurative, utility e OTT guardano alle nuove realtà anche in ottica open innovation, con accordi di partnership o acquisizioni.