ABBONATI

Carpisa online con la nuova piattaforma ecommerce firmata Triboo

Autore: Redazione


Il brand migliora la propria presenza digitale a livello internazionale: un design semplice e chiaro supporta il contenuto in maniera funzionale, ponendo in primo piano l’offerta commerciale e definendo in maniera strutturata e razionale i percorsi di navigazione e la customer journey

Nuova grafica, più contenuti multimediali, maggiore interazione con i clienti e una nuova piattaforma ecommerce: è online il nuovo sito di Carpisa. Un percorso d’innovazione e ricerca che parte dallo stile e dal prodotto e prosegue nel mondo digitale, in una più ampia strategia di digital transformation del brand. Il nuovo sito (www.carpisa.com) si presenta totalmente rinnovato sia nella sua veste grafica sia nei contenuti: un design semplice e chiaro supporta il contenuto in maniera funzionale, ponendo in primo piano l’offerta commerciale e definendo in maniera strutturata e razionale i percorsi di navigazione e la customer journey. Al cuore del sistema troviamo una piattaforma scalabile e flessibile, capace di integrarsi in modo efficiente con i sistemi informatici del cliente e dei partner logistici. Ma Triboo Digitale supporterà il brand non solo per le operazioni cardine dello store, ma anche per fornire servizi sempre più importanti nello scenario digital attuale, come la gestione dei dati, la marketing automation, la business intelligence e le analitiche multi-channel. Grazie alla partnership con Triboo Digitale, ecommerce company del Gruppo Triboo, che gestisce l’estore multicountry, compresi i servizi di fatturazione, pagamento e logistica, Carpisa si prepara ad affontare il mercato estero, inseguendo il posizionamento da leader di settore. La spedizione oggi è attiva in 12 Paesi, ma nel giro di poche settimane il brand conta di poter arrivare ad estenderla a tutti gli alti stati in cui è presente, e ai mercati emergenti, con potenziale di crescita consistente per il business di riferimento. Il prossimo step sarà l’adozione di una serie di soluzioni in chiave omnichannel come, ad esempio, il Click And Collect sul territorio italiano.

img
Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

LEGGI
img
spot

Autore: V Parazzoli - 27/05/2020


Nasce l’ibrido Lancia: Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic, on air con Armando Testa

Tutte le novità tecniche e commerciali saranno presentate durante la conferenza stampa virtuale di giovedì mattina dalla Responsabile del brand Lancia Antonella Bruno e dal Responsabile Mercato Italia di FCA Emea Santo Ficili ma, intanto, il lancio pubblicitario della Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic è già partito in questi giorni con la campagna ideata da Armando Testa e pianificata da Starcom su tv, stampa e digital. Nello spot, girato da Ago Panini con produzione di Movie Magic, come un portale che si apre nel "grande blu”, lo spazio limitato di una piscina sul terrazzo di un grattacielo, diventa all’improvviso uno scenario inaspettato, emozionante e senza confini. Una donna, attirata da alcuni riflessi di luce sul fondo della piscina, si immerge e nuota perdendosi nella profondità. In questa dimensione onirica si scopre che i bagliori provengono da alcune meduse, che attraverso la propria luminosità, la guidano verso una forma misteriosa, che si svelerà appunto essere la Nuova Ypsilon Hybrid EcoChic. Lentamente e in modo sempre più sinuoso, le meduse svelano i particolari dell’auto, mentre la donna, rapita dalla bellezza della Ypsilon, fluttua danzante. Infine, l’auto emerge dalle profondità e i bagliori delle meduse, trasformandosi nelle luci della città, ne rivelano la reale natura: ora la Ypsilon Hybrid EcoChic sfila per le strade della metropoli notturna e scintillante che le fa da sfondo. Credits Direzione creativa: Raffaele Balducci Art: Davide Cortese e Claudio Nicoli  Copy: Elisa Infante  Musica a cura di Flavio Ibba, Red Rose Productions

LEGGI

Correlati

img
aziende

Autore: D Sechi - 03/06/2020


Fuga verso l’ottimismo, Pinterest ha la ricetta giusta

Come il sole all’improvviso, e non poteva essere altrimenti, anche se l’abitudine vien mangiando, per parafrasare antichi detti. Ma poi, qualcuno solleva la tapparella e ci si rende conto che c’è vita lì fuori, che la famigerata ripresa, per mesi chiacchierata, ipotizzata, fantasticata e poi quasi dimenticata è un dato di fatto cui prestare, come minimo attenzione. Solo che le cose sono cambiate, intese come panorama, comportamenti, suggestioni, desideri, aspettative. Serve insomma un nuovo passo, per non perdere tempo, terreno, il futuro. Detto in termini mercantili, pratici, pragmatici, è arrivato il momento di scendere di nuovo nell’arena. Le aziende sono pronte, hanno compreso il neo scenario? Pinterest, piattaforma social che in quanto tale ha a che fare in ogni istante con i gusti delle persone, ne ha analizzato i comportamenti (d’acquisto), dai quali ha ricavato una serie di consigli. Ne abbiamo parlato con Adrien Boyer, Country Manager di Pinterest Francia, Europa meridionale e Benelux. Quali sono gli aspetti principali sui quali dovrebbero concentrarsi le aziende (e quali tendenze emergono dal comportamento degli utenti di Pinterest)? «Considerando che i progetti per il futuro rappresentano l'essenza di Pinterest, siamo in grado di avere un'anteprima dell'evoluzione del comportamento dei consumatori e di indicare ai brand le possibili strategie per raggiungerli con un buon anticipo. Le persone usano Pinterest per fare progetti e pianificare i momenti della propria vita, che si tratti di ricette per la cena, di idee per decorare gli spazi di casa o di consigli di moda e stile. Di conseguenza, uno sguardo alle ricerche effettuate su Pinterest ci rivela cosa vogliono provare, usare o acquistare i consumatori. Nelle ultime settimane, abbiamo notato che le ricerche non si concentrano più sul presente, perché i nostri utenti hanno ricominciato a fare progetti per il futuro. Le persone vogliono guardare al domani per non pensare all'oggi.  Ciò significa che, se vogliono raggiungere in tempo il proprio pubblico di riferimento, i brand devono pianificare la propria strategia media già adesso. Le aziende e i retailer di Pinterest hanno l'occasione di proporre contenuti pertinenti ai potenziali clienti in qualsiasi fase del percorso d'acquisto: quando navigano tra infinite possibilità, quando devono scegliere tra una rosa di opzioni e, infine, quando sono pronti ad acquistare». Quali sono queste opzioni? «Riteniamo che, nelle circostanze attuali, i commercianti potrebbero trarre notevoli vantaggi se, nella comunicazione con il proprio pubblico, considerassero una strategia suddivisa in quattro fasi. Mentre numerosi brand sono ancora fermi alle fasi 1 e 2, molti consumatori sono già passati oltre. Le fasi sono suddivise in questo modo: 1.         Valutazione e informazioni - I consumatori cercano aiuto immediato per affrontare la nuova situazione. Quasi tutti gli inserzionisti iniziano da qui, ma molti si soffermano su questa fase troppo a lungo. 2.         Empatia e pertinenza - I consumatori sono preoccupati, provano un senso di perdita e di dolore. Il messaggio dei brand trasmette vicinanza ed empatia. 3.         Evasione e ottimismo - I consumatori cercano qualcosa da attendere con impazienza. I brand li devono ispirare e aiutare nei loro progetti, in vista di un futuro più roseo. 4.         Ripresa e ripartenza - I consumatori stanno costruendo una nuova vita, con nuove abitudini e, probabilmente, maggiori limitazioni economiche. Saranno quindi più attenti nella scelta dei brand, che, dal canto loro, dovranno dimostrarsi in linea con i valori e i bisogni del pubblico». Quali saranno i settori più ricettivi nel post-Coronavirus? Secondo le vostre previsioni, cosa cambierà in modo permanente? «È sicuramente interessante analizzare i cambiamenti duraturi che hanno interessato le abitudini dei consumatori e, in particolare, i modi di fare acquisti. Al tempo stesso, i consumatori si aspettano che si evolvano anche le aziende, che ora devono far sapere al proprio pubblico come sono cambiate. In base all'analisi delle ricerche su Pinterest, possiamo anticipare che, dopo mesi di isolamento, alcuni settori assisteranno a cambiamenti permanenti nel comportamento dei consumatori». Qualche esempio? «Ne possiamo citare tre interessanti: ° Vendita al dettaglio: i clienti si aspettano che i negozi fisici soddisfino nuovi standard di igiene e sicurezza. I retailer dovranno comunicare le misure adottate per sanificare i locali, sottolineare quanto siano importanti per l'azienda valori come la pulizia e la sicurezza dei consumatori e mettere a disposizione dei clienti igienizzanti per le mani, guanti e mascherine per farli sentire più a proprio agio. ° Moda e bellezza: durante l'isolamento, le funzioni di realtà aumentata come Prova e l'abbinamento del fondotinta sono passate da opzioni di ultima generazione a servizi quasi scontati. I brand dovrebbero tenersi pronti, perché gli acquisti a distanza nei settori della moda e della bellezza sono destinati a crescere. ° Supermercati: ora che molte persone hanno scoperto la comodità di ricevere la spesa a casa o di passare a ritirarla in negozio, possiamo prevedere che questo servizio sarà sempre più richiesto. Le aziende dovrebbero soddisfare questa nuova domanda collegando le ricerche di ricette online a servizi in abbonamento o alla consegna della spesa o di cibi surgelati. I brand hanno l'opportunità di condividere i propri valori e le azioni che hanno intrapreso per restare fedeli alla propria mission. Inoltre, se racconteranno la propria storia in modo incisivo, riusciranno a distinguersi ancora di più agli occhi dei consumatori». Costa sta facendo Pinterest attualmente e cosa farà nel futuro immediato? «Oggi la nostra mission, ossia ispirare le persone a creare la vita che amano, ci sembra più attuale che mai. La nostra priorità è sempre stata quella di essere una risorsa preziosa ma, in questo periodo particolare, è quella di offrire una fonte di ispirazione a persone confinate tra le mura di casa. Quando sono iniziati i periodi di quarantena nei vari paesi del mondo, abbiamo notato che il cambiamento più significativo nel comportamento degli utenti è stato l'aumento delle ricerche di idee per il "qui e ora", a discapito delle ricerche proiettate verso il futuro. I consumatori cercavano idee su come allestire un ufficio in casa, su come tenere impegnati i bambini e tanto altro. Cercavano aiuto, e volevano riceverlo dai brand di cui si fidano. Molte aziende di settori come quello alimentare, tecnologico, delle telecomunicazioni e dell'e-commerce in generale sono riuscite a raggiungere le persone con consigli, articoli sui blog o sui siti web, nuovi prodotti o modi di utilizzare i prodotti e così via. Stiamo anche continuando a lavorare per offrire ai commercianti soluzioni che semplifichino l'uso dei nostri servizi e che li aiutino a crescere sulla nostra piattaforma, il che contribuisce anche a diversificare la nostra base di inserzionisti e a ottimizzare la pertinenza degli annunci. In definitiva, anche se alcune categorie, come il turismo e il lusso, hanno assistito a un inevitabile rallentamento, altre categorie, come quelle dei beni di largo consumo (alimenti) e l'e-commerce, sono cresciute in maniera significativa». Ora si può dire che si è entrati in una prima fase post… «Attualmente, i consumatori su Pinterest stanno ricominciando a pensare al domani. Mentre gli inserzionisti si concentrano su messaggi che fanno leva sull'empatia e sul dolore, i nostri utenti sono già proiettati al futuro e alla pianificazione della propria vita. In questo momento, gli inserzionisti di Pinterest hanno l'occasione di raggiungere i consumatori in modo efficace. Per farlo, devono lasciare da parte i messaggi di supporto e passare all'ispirazione, offrendo alle persone una ragione per guardare al domani con entusiasmo, per esempio idee di viaggio e spunti per gli eventi che hanno dovuto rinviare». Qual è stata la performance di Pinterest in questi primi mesi del 2020? «A partire da metà marzo, abbiamo registrato numeri da record a livello di interazioni globali, come impression, ricerche, salvataggi, nuove bacheche e visite alle bacheche. Un aumento del genere è principalmente dovuto al fatto che i nostri utenti erano costretti a trascorrere molto tempo tra le mura domestiche e che di recente abbiamo introdotto alcuni prodotti innovativi sulla nostra piattaforma. Rispetto all'anno scorso, nel primo trimestre i nostri utenti attivi mensili sono cresciuti del 26% a livello globale, raggiungendo quota 367 milioni e picchi mai visti prima negli Stati Uniti e nei mercati internazionali. Secondo i dati di Audiweb, in Italia, abbiamo registrato una impressionante crescita del 34% rispetto all'anno scorso, con 14 milioni di visitatori unici mensili».

LEGGI
img
aziende

Autore: D Sechi - 27/05/2020


Star, la famiglia e le sue emozioni per far fronte all’emergenza sanitaria

Avrei voluto essere uno chef, o anche solo un discreto funambolo dei fornelli, ma il tempo mi è sempre mancato, peccato… Ma, all’improvviso, di tempo ne abbiamo avuto fin troppo, reclusi in casa tra dubbi e paure, con le speranze che sembravano ogni ora assottigliarsi sempre di più. C’è chi si è messo a cantare sui balconi, chi ha fatto finta di iniziare cinque libri e chi, finalmente, ha acceso i fornelli. E la cucina è diventata di nuovo un ritrovo, l’antico focolare domestico si è risvegliato e con esso la voglia di riaprire alla vita. Sono meccanismi piscologici naturali, benvenuti e chi, nel mercato, ha la fortuna di muoversi naturalmente su tragitti culinari, ha la possibilità rendere ancora più saporita la propria comunicazione, magari seguendo la propria naturale inclinazione, il personale tone of voice, la coerenza dimostrata in decenni di operato. Sembra facile, ma gli ingredienti occorre saperli amalgamare con sapienza. Ci siamo fatti raccontare come da Francesca Sansò, marketing director di Star. In che modo l’emergenza ha cambiato le vostre strategie di comunicazione 2020? «All’inizio della pandemia ci siamo interrogati a lungo per capire come muoverci e come riorganizzare una strategia che era già stata programmata da tempo: sospendere le pubblicità oppure modificarle adattandole al contesto, piuttosto che lasciare tutto come prima?  Naturalmente non esiste una via corretta in assoluto: l’unico principio è che i brand rimangano fedeli a se stessi, coerenti al proprio tone of voice e rispettosi nei confronti del proprio target. Cosi, dopo un’iniziale sospensione delle nostre pubblicità, per porre la massima attenzione ai contenuti ed essere sicuri di essere pertinenti nel messaggio al sentiment e allo stile di vita dei consumatori, ci siamo resi conto che i consumatori si aspettavano che i brand facessero sentire la loro vicinanza. E un brand storico e italiano come Star, che da sempre ha occupato un posto nelle cucine e nel cuore degli Italiani, non poteva non essere con loro in questi lunghi giorni di resistenza e di speranza. Giorni in cui quelle cucine sono diventate il centro catalizzatore della vita familiare, il luogo in cui gli Italiani non solo hanno cucinato per e con le loro famiglie ma anche condiviso ogni tipo di emozione familiare, reale e quotidiana. Da qui è nata l’idea della campagna “Star al tuo fianco per ripartire”, che racconta, in maniera coerente con i nostri valori, uno spaccato della vita di tutte le famiglie italiane in cucina. Con rispetto e delicatezza, Star ha cercato di parlare alle persone prima che ai consumatori e di confermare la sua promessa di brand: essere sempre al fianco delle famiglie italiane. A oggi posso dire che la scelta fatta è stata corretta, per il momento e per il contesto. Per i prossimi mesi stiamo rivedendo il piano in modo da ripartire con la comunicazione di alcuni dei nostri prodotti di punta per la stagione primavera/estate». Perché la scelta di ripartire da Tigullio? «Gli italiani ripongono grande fiducia nel ruolo sociale e nel supporto che i brand possono fornire, e in questa situazione anomala le aziende hanno avuto una concreta occasione per dimostrare che cosa possono fare per la società e per il nostro Paese. Ma allo stesso tempo non devono dimenticare di focalizzarsi su ciò che il brand fa concretamente per il consumatore nella vita di tutti i giorni, la brand promise, che in momenti di difficoltà economica avrà un peso sicuramente rilevante nel guidare le scelte davanti allo scaffale. Ed è, a mio avviso, nel trovare un giusto equilibrio tra brand purpose e brand promise, che i brand si giocheranno la partita nella fase 2. Noi abbiamo scelto di ripartire con uno dei nostri prodotti storici, GranPesto Tigullio. Una campagna che era già prevista e che abbiamo adattato perché rispondente ad un bisogno del consumatore che rimane attuale: il piacere della buona tavola in chiave italiana, a cui non rinunciamo mai. I veri protagonisti dello spot sono gli ingredienti raccontati da una voce calma ed avvolgente che crea un’atmosfera intima e allegra e che fa emergere proprio il piacere di stare a tavola. Il trend del mercato di sughi pronti in crescita, conferma questo bisogno in un momento in cui gli Italiani consumano più pasti a casa e ricercano spesso degli alleati in cucina senza rinunciare al gusto». Ci sono delle evidenze sulla possibile ricezione di un prodotto rispetto a un altro o la scelta ricade sull’adattabilità creativa al particolare momento? «È inevitabile che in questo momento ci siano delle categorie di prodotti che meglio di altre incarnano i bisogni dei consumatori: il maggiore tempo speso a casa e in cucina, la maggiore attenzione a sé e agli altri, la ricerca di piccoli momenti speciali e il bisogno di certezze e rassicurazione, sono solo alcuni esempi di rinnovate esigenze che stanno impattando le scelte di acquisto dei consumatori. A parità di prodotto, poi la partita se la giocano i brand, che in questa situazione anomala hanno un’occasione per dimostrare che cosa possono fare, un’opportunità concreta per passare dallo storytelling allo storydoing, cercando di toccare le corde giuste, senza snaturare la propria promessa di brand, e mettendo oggi più che mai non solo il consumatore al centro, ma la persona. I brand che ci riusciranno, saranno quelli che non saranno percepiti come i brand dell’emergenza ma come i brand affidabili e che ne usciranno rafforzati quando, in un momento in cui il potere d’acquisto sarà inevitabilmente più basso, saranno il valore della marca e la relazione di fiducia con il consumatore i fattori chiave nelle decisioni di acquisto. E quindi si arriva alla creatività, che avrà di fatto l’arduo e concreto compito di riuscire a comunicare tutto questo in un modo rilevante per il consumatore e differenziante rispetto ai competitors, facendo emergere il brand in un momento in cui più che mai i messaggi tenderanno ad uniformarsi». Solitamente quali sono le vostre stagionalità in fatto di comunicazione? «Di fatto i nostri prodotti, in maniera differente tra le categorie, coprono tutto l’anno. Iniziamo dai pesti, considerato che abbiamo parlato di Tigullio. Questa categoria ha una stagionalità che va da marzo ad ottobre, mentre con prodotti quali il dado, il brodo, tisane e camomilla i picchi di vendite li abbiamo nella stagione invernale tra ottobre e marzo. E poi abbiamo la linea dei ragù, che è il prodotto meno impattato dalla stagionalità. L’on air delle campagne segue queste logiche». Le prossime campagne cosa riguarderanno e quando pensate di pianificarle? «La prossima campagna in partenza da fine giugno vedrà protagonista un altro dei nostri prodotti storici: Il Mio Gran Ragù. La comunicazione avrà anche in questo caso, come punto di partenza gli ingredienti e la qualità dei nostri prodotti. Il nostro ragù è prodotto in Italia ed è realizzato con 100% carne italiana, ispirandosi alla ricetta della tradizione italiana. E in questa attività sosterremo anche le nostre gustosissime polpette. Nel 2019, infatti, Il Mio Gran Ragù è entrato nel segmento nel vetro con un’innovazione per l’intero mercato, Il Mio Gran Ragù con Polpette, il primo ragù con Polpette del mercato». Avevate degli obiettivi a inizio anno, cosa è cambiato sul fronte degli investimenti? Più tv o più digital? «Al momento le nostre riflessioni non vanno nella direzione di rivoluzionare le strategie di comunicazione e media, ma di ripensarle per sostenere un clima di ripartenza attraverso le azioni dei nostri brand e per tenere conto dell’accelerazione nella fruizione di contenuti e servizi online. Il nostro mantra è mettere sempre i consumatori e le persone al centro, e la strategia e la pianificazione media si evolveranno per rispondere al meglio a questo principio». State pensando a qualcosa di particolare per la ripartenza? Una campagna speciale o comunque un’attività di comunicazione unica? «L’incertezza che stiamo vivendo ci impone di essere veloci, di giocare di anticipo, di essere pronti per il prossimo cambiamento. La flessibilità nel sintonizzarsi su differenti modalità e la creatività nel reinventare le regole del gioco diventano chiave. A partire da questi principi stiamo pensando a come gestire i nostri progetti per il secondo semestre, sapendo di dover far fronte all’incertezza e quindi valutando diversi scenari, ma sempre con la volontà di voler essere vicini e connessi con le famiglie italiane nella ricerca di quel difficile ma vitale equilibrio tra brand purpose e brand promise. Programmare sì, ma sapersi adattare è vitale».

LEGGI
img
aziende

Autore: Redazione - 22/05/2020


Arrivano i FacebookShops per aiutare le Pmi a vendere online

Facebook, da sempre, connette le persone a ciò che amano. Questo significa amici e familiari, ma anche prodotti, brand e aziende. Per anni le persone hanno usato le app di Facebook per comprare e vendere prodotti, fin da quando, tempo fa, si pubblicava la foto di una bicicletta con la scritta "in vendita", per arrivare a un tavolino da caffè su Marketplace e, adesso, allo shopping dei prodotti dei brand e degli influencer più amati su Instagram. In questo momento molte piccole imprese stanno lottando per sopravvivere e, con la chiusura dei negozi fisici, stanno cercando di portare il proprio business online. L’obiettivo di Facebook è quello di rendere lo shopping sempre più immediato e di consentire a chiunque, dal piccolo imprenditore al marchio globale, di usare le app per connettersi con i propri clienti. La nuova vetrina La creazione di un Facebook Shop è semplice e gratuita. Le aziende possono scegliere i prodotti che vogliono inserire nel loro catalogo e, poi, personalizzare il “look and feel” del negozio con un’immagine di copertina e con colori che rimandano al proprio brand. Questo significa che qualsiasi imprenditore, indipendentemente dalla dimensione della sua azienda o dal budget, può portare la propria attività online e connettersi con i clienti dove e quando preferiscono. È possibile trovare i Facebook Shops sulla pagina Facebook o sul profilo Instagram di un'azienda, oppure scoprirli nelle storie o negli annunci pubblicitari. Da lì, è possibile sfogliare l'intera collezione, salvare i prodotti ai quali si è interessati e fare un ordine che potrà essere completato sul sito web del brand o - solo negli Stati Uniti - direttamente nell’app, se l'azienda ha attivato il checkout. Inoltre, come in un negozio fisico quando si ha bisogno di chiedere aiuto a un commesso, nei Facebook Shops si potrà inviare messaggi a un'azienda attraverso WhatsApp, Messenger o Instagram Direct per fare domande, ottenere supporto, monitorare le consegne e altro ancora. E in futuro, si potrà visualizzare lo shop di un'azienda e fare acquisti direttamente in una chat di WhatsApp, Messenger o Instagram Direct. Si sta inoltre investendo nello sviluppo, in modo trasversale nelle app, di nuove funzionalità come Instagram Shop, Live Shopping e altre ancora per integrarle con i Facebook Shops e aiutare i clienti a scoprire i prodotti a cui sono interessati, rendendo più semplice l'acquisto. Instagram Shop Quest'estate, a partire dagli Stati Uniti, verranno introdotti gli Instagram Shop, un nuovo modo per scoprire e acquistare i prodotti amati nella sezione Esplora di Instagram. Le persone possono lasciarsi ispirare dalle collezioni di @Shop, sfogliare le selezioni dei propri brand e creator preferiti, filtrare per categorie come bellezza e casa, e acquistare i look che amano, tutti in un unico posto. E più avanti nel corso dell'anno, sarà aggiunta una nuova tab per shop nella barra di navigazione, in modo da poter arrivare a Instagram Shop con un solo tocco. Funzionalità di Live Shopping Da anni le persone usano i video live sulle app per mostrare prodotti, dai negozi di scarpe che annunciano le nuove sneaker, alle beauty influencer che provano un nuovo rossetto. Oggi Facebook sta rendendo ancora più semplice acquistare i prodotti in tempo reale. Imprenditori, brand e creator potranno infatti taggare i prodotti del loro Facebook Shop o catalogo prima di andare in diretta e questi verranno mostrati in fondo al video, in modo che le persone possano facilmente cliccare per saperne di più e acquistarli. Si sta iniziando a testare queste funzionalità con alcune aziende su Facebook e Instagram, e nei prossimi mesi verranno lanciate in modo più esteso. Collegare i programmi fedeltà al proprio account Facebook Facebook sta inoltre testando modalità per rendere più semplice ottenere premi dalle aziende preferite, consentendo alle persone di collegare i propri programmi fedeltà, come il programma a punti del proprio bar di quartiere, all’account Facebook. Le persone potranno consultare e controllare i propri punti e premi. Si stanno esplorando diversi modi per aiutare le piccole imprese a creare, gestire e far conoscere un programma fedeltà su Facebook Shops. Lavorare con i partner Il social sta anche lavorando a più stretto contatto con partner come Shopify, BigCommerce, WooCommerce, Channel Advisor, CedCommerce, Cafe24, Tienda Nube and Feedonomics per dare alle piccole imprese il supporto di cui hanno bisogno. Queste aziende offrono strumenti efficaci per aiutare gli imprenditori ad avviare e gestire la loro attività e a spostarsi online.

LEGGI

Resta connesso con il nostro network

Vuoi conoscere meglio i nostri prodotti? Indica la tua email per riceverli in promozione gratuita per 1 mese. I dati raccolti non verranno commercializzati in alcun modo, ma conservati nel database a uso esclusivo interno all'azienda.

Inserisci la tua mail

Cliccando “INVIA” acconsenti al trattamento dei dati come indicato nell’informativa sulla privacy