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Eric Brandt
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Yahoo diventa Altaba e si trasforma in una società d’investimenti; fuori Mayer

Dopo la cessione dei servizi internet a Verizon, prevista per fine marzo, la società riduce il cda a 5 membri e ne affida la presidenza a Eric Brandt

Cala finalmente il sipario sulla tormentata vicenda di quello che una volta è stato uno dei primi “internet giant” e che è ancora la terza web property più visitata negli Stati Uniti e in Italia, dove circa 3,2 milioni di utenti transitano sui servizi e portali della compagnia nel giorno medio (Audiweb, ottobre 2016). Con un documento presentato lunedì alla Securities and Exchange Commission, infatti, Yahoo ha annunciato l’intenzione di cambiare nome, mission e board, in vista della finalizzazione dell’intesa con Verizon Communications per la cessione dei suoi principali servizi internet per 4,8 miliardi di dollari.

I cambi nel board di Yahoo

La società ha designato Eric Brandt come presidente del board, in sostituzione di Maynard Webb, mentre Marissa Mayer resterà amministratore delegato fino alla chiusura dell’operazione con Verizon che dovrebbe avvenire entro la fine di marzo e che porterà anche alle dimissioni del co-fondatore David Filo e alla riduzione del cda da 11 a 5 membri. Mayer dovrebbe poi entrare in AOL una volta che il processo di fusione sarà terminato.

Marissa Mayer
Marissa Mayer

Una società d’investimenti

Yahoo, quindi, si chiamerà Altaba, dalla combinazione delle parole “alternative” e “Alibaba”, a significare, secondo il Washington Post, che le azioni Altaba saranno per gli investitori una valida alternativa a quelle del gigante cinese dell’ecommerce Alibaba. Altaba opererà come società d’investimenti, mantenendo una quota del 15% in Alibaba e il 35,5% in Yahoo Japan. Il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto da Tor Braham, Catherine Friedman, Eric Brandt, Thomas McIrney e Jeffrey Smith.

Il deal Verizon

Tuttavia rimangono ancora degli interrogativi sulla conclusione della vendita a Verizon. Le due violazioni informatiche che hanno portato all’hackeraggio di 1 miliardo di account Yahoo hanno gettato delle ombre sulla finalizzazione dell’operazione. Diversi report hanno indicato una possibile revisione al ribasso del prezzo o addirittura a una interruzione delle trattative. Tim Armstrong, ceo di AOL, ha detto alla CNBC che è fiducioso di una positiva chiusura. D’altra parte non è un mistero che l’integrazione dei due asset darebbe vita a una società dalle maggiori potenzialità e penetrazione di mercato.