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Twitter vola in borsa. Google e Facebook preparano offerte d’acquisto formali

Ciò che interessa ai potenziali acquirenti sarebbero i dati e il suo ruolo di media company. A rivelarlo è l’emittente americana Cnbc

Il destino di Twitter è ancora in balia degli eventi e della borsa. Ma la domanda è sempre la stessa: che cosa accadrà al social dei cinguettii? Che sia prossimo a un passaggio di consegne è ormai una notizia – quasi – certa, nonostante il cofondatore Jack Dorsey, tornato a capo della company dal luglio 2015, abbia sempre negato e rifiutato molte generose offerte. La volontà dei fondatori sarebbe restare indipendenti ma gli ultimi sviluppi lasciano intendere che il futuro per il social sarà differente. Tant’è che lo stesso Evan Williams, altro cofondatore e membro del board, ha parlato chiaro nelle settimane scorse spiegando che “saranno valutate tutte le possibili soluzioni”.

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L’indiscrezione

 

Secondo quanto ha riportato l’emittente televisiva americana Cnbc a breve Twitter dovrebbe ricevere offerte formali di acquisto: tra le società interessate a rilevare il social media ci sarebbero la holding di Google, Alphabet, e Salesforce, attiva nel cloud computing, che ha recentemente tentato l’acquisto di LinkedIn. In seguito a questa indiscrezione Twitter è volato a Wall Street facendo un segnare un rialzo del 23%, a 22,89 dollari, numeri che non si vedevano da tempo dalle parti della società di Jack Dorsey.  Il titolo infatti nell’ultimo anno ha perso il 30% (fino a giovedì) e a poco sono servite le novità introdotte da Dorsey. Ciò che interessa ai potenziali acquirenti, Google e Salesforce in testa, sarebbero i suoi dati e il suo ruolo di media company.

 

Una rosa – allargata – dei possibili acquirenti

 

Il social network, valutato tra i 12 e i 18 miliardi di dollari, è da diverse settimane che starebbe lavorando insieme alla banca d’affari americana Goldman Sachs per sondare l’interesse di varie società intenzionate all’acquisto. Le notizie trapelate nell’ultima ora non includono altri nomi di possibili compratori, che però hanno tenuto banco in passato: tra questi figurano Facebook, Apple, Microsoft, Amazon, Verizon, ComCast, Disney e WPP.