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Google verso il lancio di un sistema di ad blocking legato al suo browser Chrome

Secondo il Wall Street Journal, il motore di ricerca sarebbe pronto a filtrare gli annunci pubblicitari giudicati impropri dalla Coalition for Better Ads. Diversi gli interrogativi aperti

Google sta considerando di introdurre una feature di ad blocking all’interno delle versioni desktop e mobile del suo popolare browser Chrome. La bomba la fornisce un’indiscrezione del Wall Street Journal, in base a cui la funzionalità potrà essere attivata di deafult direttamente da Chrome. E permetterà di filtrare alcune tipologie di annunci online, ritenuti responsabili di rovinare la user experience. Sempre per il Wall Street Journal, l’ufficializzazione della soluzione sarebbe questione di “settimane”, anche se la società sta lavorando sui dettagli e potrebbe persino decidere di non varare lo strumento.

Gli annunci considerati non accettabili da Google sarebbero gli stessi indicati a marzo dalla Coalition for Better Ads (di cui la stessa Google fa parte): formati come pop-up, video in autoplay con il suono, e prestitial con countdown sono stati definiti al di sotto della “soglia di accettabilità del consumatore”. Google sta ancora decidendo se bloccare tutta l’advertising posizionata a fianco dei contenuti fastidiosi, anche quella accettabile, o se invece filtrare solamente la prima. In altre parole, gli editori dovranno assicurarsi che tutti i loro spazi pubblicitari soddisfino gli standard, o potrebbero vedere  gli annunci bloccati da Chrome.

Con questa mossa Google si espone al criticismo del mercato: l’ad blocking erode le entrate degli editori e al contempo è un’opportunità persa per gli investitori pubblicitari. Secondo alcune ipotesi rilanciate da Business Insider, Google potrebbe arrivare a decidere di mettere in white list i propri annunci e bloccare quelli di terzi. Ma per la fonte interpellata dal Wall Street Journal la scelta di Big G sarebbe “difensiva” configurandosi come una risposta concreta a sistemi come Adblock Plus di Eyeo, che permette di veicolare la pubblicità previo pagamento di un fee. E Google, stando a diversi rumor, è tra i partner del programma Acceptable Ads di Eyeo, cui paga un fee potendo in questo modo scavalcare le barriere del software Adblock Plus.

Secondo i dati di PageFair oggi l’ad blocking ha un’incidenza del 17% in Italia, mentre nel mondo sono 615 milioni i device bloccati, di cui la metà sono mobile. La pratica di filtrare i messaggi promozionali non sembra nemmeno dare segnali di arresto: nel 2016 è cresciuta del 30% rispetto all’anno precedente su sacala globale, con l’Asia a fare da traino. DailyNet ha chiesto lumi sul tema a Massimo Pattano, marketing manager di 4w MarketPlace.