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Museo della scienza
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Il Museo della Scienza e della Tecnologia è on air

La campagna si basa su una call to action che vede i visitatori come protagonisti, stimolandoli a condividere l’esperienza con chi sta loro a cuore. La pianificazione e la creatività sono interne

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia è on air con la nuova campagna di comunicazione istituzionale “Condividi l’esperienza? #Museoscienza”. Una comunicazione che vede come protagonista il visitatore nella sua esperienza di vivere il Museo ogni volta in modo diverso e lo coinvolge nella condivisione con chi gli sta a cuore. Si tratta di una vera e propria call to action: entra al Museo e scegli quel che fa per te, lasciati ispirare, mettiti alla prova e racconta subito quello che “senti”. Per dare il via alla campagna è stato organizzato un casting in cui sono stati coinvolti i fan di Facebook del Museo e gli iscritti alla sua newsletter. Si sono presentati in 150 e, alcuni fra questi, sono già diventati “testimonial” del Museo: ragazze e ragazzi, adulti e bambini, italiani e stranieri, esperti e non. Il Museo mette a disposizione i suoi strumenti di comunicazione, tradizionali e non. Attraverso i canali social come Facebook, Twitter, Instagram o Youtube, usando l’hashtag #Museoscienza, saranno i visitatori a raccontare il Museo, le sue collezioni, attività, atmosfere e storie con i loro occhi ed emozioni. Numerosi gli altri mezzi di comunicazione in campo: sito web, bandiere sulla facciata del Museo, affissioni e video in metropolitana, cartelli su fiancate di autobus, pensiline Atm, cartoline, adv su riviste e quotidiani, banner pubblicitari, locandine in luoghi di promozione, vetrine e videowall in librerie. La nuova campagna di comunicazione “Condividi l’esperienza” è aperta a tutti e volutamente under construction proprio perché sarà il pubblico del Museo, in particolare attraverso i canali social, ad alimentarla nel tempo. La comunicazione si giova della fotografia di Lorenza Daverio, mentre il video è prodotto da Rossofilm, con la regia di Armando Trivellini.