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Mediae20 lancia il ChatBot Banner, per avere un’interazione più profonda tra azienda e utente

La struttura guidata da Anna Ancillotti presenta una strumento che inaugura inedite frontiere di conoscenza e di interazione tra le parti

Accerchiati dalla pubblicità, quasi soffocati. Una sensazione non lontana parente della claustrofobia. Soprattutto se si è impegnati nella lettura di qualche articolo agognato o nella visione di un filmato inosservato. E magari, incredibile a dirsi, ma mica tanto, la linea fa le bizze, aggiungendo difficoltà a nervosismi vari. Ma se invece, un bel giorno, il classico banner pubblicitario diventasse un vero e proprio strumento informativo, e invece che aprire scenari di crisi isteriche, inaugurasse inedite frontiere di conoscenza e di interazione tra cliente e utente? Detto fatto, ci pensa Mediae20. Anzi, ci ha già pensato  la concessionaria di digital marketing guidata da Anna Ancillotti ed Edoardo Albertini, che ha lanciato il ChatBot Banner.

Anna Ancillotti
Aziende e utenti, lo stato attuale

Pare che oggi circa 20 milioni di aziende comunichino con gli utenti attraverso messaggi, 2 miliardi di questi vengano scambiati tra aziende e persone su FB Messenger, il 56% degli utenti preferisca interagire con chi può parlare via chat. E allora perché non sfruttare in maniera intelligente un simile trend? È possibile finalmente entrare in relazione con i propri utenti e avere un canale di comunicazione bidirezionale aperto direttamente all’interno di un ads. Un nuovo modo di comunicare, intelligente e personalizzato.

Nuove forme di interazione

«Le Chatbot Ads danno la possibilità ai brand di ingaggiare gli utenti attraverso conversazioni one-to-one direttamente all’interno dei banner aprendo le porte a scenari di interazione ed engagement mai ipotizzati fino ad oggi», precisa Anna Ancillotti. Perché è vero che ogni qualvolta ci si imbatte in un banner si è quasi sempre portati a disinteressarsi, poiché la cosa non promette di offrire nulla di interessante. E se invece fosse vero il contrario? Allora clicchi sull’avviso e dentro trovi una chat che ti consente di interagire con il marchio. Con una serie di risposte ad albero generate mediante Intelligenza Artificiale.

Edoardo Albertini
Percorsi semplificati

«Storytelling e AI – Artificial Intelligence si fondono insieme creando ads che comunicano con gli utenti in modo totalmente personalizzato, grazie a sistemi di machine learning e NLP – Neuro Linguistic Programming, propongono experience uniche e coinvolgenti. Il chatbot all’interno delle ads crea a tutti gli effetti una relazione, una connessione emotiva, semplicemente perché immerge l’utente in un contesto che conosce e che è prettamente umano, il dialogo» continua Anna Ancillotti. «L’interazione con gli utenti attraverso il dialogo permette al brand di reperire dati rilevanti per il business direttamente all’interno delle ads, diminuendo e semplificando i percorsi di navigazione degli utenti e ottimizzando le conversioni degli stessi. Sistemi di intelligenza artificiale migliorano le campagne in tempo reale, raggiungendo gli obiettivi prestabiliti, siano essi di performance o branding.

Non si paga a impression

E gli esempi potrebbero fioccare a ripetizione: «Banner incentrati su un nuovo modello di auto attraverso il quale conoscere informazioni dedicate e anche dove trovare un Porte Aperte. Società finanziarie lanciano inedite tipologie di prestito, il banner aiuta a conoscerne i termini effettivi. Vi ricordate però come funzionano oggi i banner? A impression o a click. «Noi abbiamo deciso di non far pagare a impression, ma solo se la chat viene avviata, si concretizza. Ed è allora che si crea un vero e  proprio engagement. Se non viene aperta la chat allora il cliente non ci paga», conclude Anna Ancillotti.