ABBONATI

Quanto vale un download oggi. E domani? Le app al tempo del Covid-19

Autore: Redazione


L’analisi sviluppata da Outbrain sul rapporto tra numero di installazioni e durata reale della relazione tra brand e utenti

In tempo di Covid-19 ottenere un download per i brand è facile; ma che cosa pensare del suo valore a lungo termine? In questi mesi così particolari, la maggior parte di noi si affida più che mai alle app, divenute il fulcro della nostra routine quotidiana. Le stesse statistiche confermano un marcato aumento di download di app a marzo, con quelle di streaming, shopping, fitness e giochi a dominare tra le preferite dagli utenti italiani, oltre a quelle di piattaforme di videoconferenza per i molti in smart working. Passando dai download al loro reale utilizzo, i dati messi a punto da App Annie confermano come "il tempo trascorso nelle app in Italia è cresciuto del 30% a marzo rispetto al quarto trimestre 2019, mentre Francia, Germania e Stati Uniti hanno avuto una crescita rispettivamente del 15%, 10% e 10%".

Una riflessione più approfondita

Se i proprietari delle app sono ben lieti di beneficiare di un maggior numero di download, una riflessione più approfondita porta, però, all’esigenza di una metrica comune in grado di attestare l'obiettivo ultimo di mantenere a sè gli utenti ben oltre la contingente crisi da Covid. I dati non ci dicono, infatti, attraverso quante di queste app si propaga l'interesse e il coinvolgimento reale degli utenti. In un sondaggio condotto in occasione del recente summit App Promotion, l'86% dei marketer ha dichiarato di aver modificato i propri piani di marketing alla luce della crisi e la stragrande maggioranza pensa al Life Time Value come la metrica più importante. La stessa piattaforma Native di Outbrain evidenzia come i brand si siano adattati alla crisi, testando nuove immagini, titoli o profilazioni, ottenendo ottimi risultati, ben oltre il solo download. In media, tra febbraio e marzo è sceso il costo per ogni installazione, che va dal 33% in meno per le app per l'istruzione fino al 46% in meno per le app su fitness e salute. Aspetto ancora più interessante è che questi stessi brand stanno registrando anche un costo inferiore per conversione delle app: dal 17% in meno per i marchi Finance, fino al 46% in meno per le app disalute e fitness. E infine, ma non per questo meno importante, il Life Time Value è aumentato fino al 30% per le app verticali come quelle di gioco d'azzardo. Una testimonianza del fatto che in chiave di fidelizzazione più che scaricare un'app è importante renderla parte integrante della routine quotidiana degli utenti.

Il ruolo dei contenuti

È qui che entra in gioco anche un altro dibattito: quello sul ruolo dei contenuti. I marketer intervistati al summit di aprile si sono mostrati divisi su questa questione. Solo in termini di conversioni, il 53% pensava che inviare l'utente direttamente all'app store fosse più efficace, mentre il 43% riteneva vincente indirizzarlo a una pagina di contenuti. Passando a esempi concreti, la società di videogiochi InnoGames, specializzata in giochi per desktop e per cellulari free-to-play, è stata tra le prime a utilizzare il Native, monetizzando attraverso acquisti all'interno dei giochi. In una campagna per “Forges of Empires”, ad esempio, in base al dispositivo in uso, l'utente viene reindirizzato a una landing page ospitata sul sito InnoGames o direttamente all'App Store o al Google Play Store. Utilizzando i giusti strumenti di targeting, la società è stata in grado di raggiungere il pubblico giusto sul dispositivo giusto e di massimizzare la redditività di ogni nuovo utente.

Cosa aspettarsi dopo?

Ma cosa aspettarsi dopo? Nessuno lo sa veramente, ma si può presumere che i consumatori continueranno ad adattarsi durante questa crisi, che potrebbe significare un’ulteriore spinta a scaricare nuovi tipi di app o utilizzare le app esistenti in modo diverso. Come esempio, si può sfruttare il caso dell'applicazione di dating Tinder. Si sarebbe potuta prevedere una diminuzione dell'attività a causa del distanziamento sociale e del lockdown in molti paesi; invece, l'app ha visto un aumento del 20% delle conversazioni da febbraio, e il 29 marzo è stato il giorno più trafficato per le rubriche nella storia dell'app. Così come i Singleton si sono adattati a un mutato panorama sociale, anche i marketer devono farlo per poter procedere allo stesso passo degli utenti e delle loro abitudini di vita.


img
Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

LEGGI
img
spot

Autore: - 22/02/2021


Fiat Panda, online con Leo Burnett, celebra la sua storia "social"

Fiat Panda è online con una nuova campagna che celebra la sua storia social e la capacità innata di mettere in contatto le persone. Capacità che Fiat Panda possiede fin dalle origini nel 1980, ancora prima dell’arrivo dei social network. Lo spot, con uno storytelling originariamente ideato per il mercato italiano, ha avuto un successo oltre le aspettative in Uk dove è in onda sui canali digital da dicembre 2020. Dagli inizi di febbraio è live anche in Italia su YouTube, Facebook con pianificazione media curata da Starcom. La creatività è firmata dalla sede torinese di Leo Burnett, hub strategico creativo e di coordinamento internazionale per i brand FCA, sotto la guida di Maurizio Spagnulo e la direzione creativa esecutiva di Francesco Martini. La forza della campagna vive nella sua narrazione vincente, nella scelta di raccontare unione, partecipazione e ottimismo, valori universali di cui oggi le persone hanno più che mai bisogno e che sono insiti nel DNA di Panda. Le scene dello spot sono studiate per farci riflettere su come Panda sia l’auto che da 40 anni ci accompagna nelle diverse esperienze di vita, da ragazzi e da adulti. Un’auto che è precursore dei tempi e che ancora prima della nascita del digitale è stata capace di unirci per davvero, di farci vivere una vita piena di emozioni e di autenticità, senza filtri social.

LEGGI

Resta connesso con il nostro network

Vuoi conoscere meglio i nostri prodotti? Indica la tua email per riceverli in promozione gratuita per 1 mese. I dati raccolti non verranno commercializzati in alcun modo, ma conservati nel database a uso esclusivo interno all'azienda.

Inserisci la tua mail

Cliccando “INVIA” acconsenti al trattamento dei dati come indicato nell’informativa sulla privacy