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OpenX, 110 milioni di dollari in cinque anni per usare Google Cloud Platform

Autore: Redazione


La novità consentirà a uno dei più importanti ad exchange di operare senza l’utilizzo di server, acquisendo maggiori expertise nel people-based marketing e velocità nelle aste

OpenX ha siglato un accordo con Google del valore di 110 milioni di dollari in base a cui trasferirà la sua infrastruttura tecnologica all’interno di Google Cloud Platform. Si tratta del primo grande ad exchange presente sul mercato a operare completamente senza l’uso di server. L’intesa consentirà ad OpenX di focalizzare la crescita su aree come people-based marketing, video e Connected Tv, risparmiando rispetto a un sistema basato sui server, i cui costi sarebbero superiori rispetto a quelli della partnership con Big G. L'amministratore delegato Tim Cadogan ha detto a The Drum che l'azienda necessitava di rivitalizzare la propria infrastruttura tecnologica al fine di valorizzare l'offerta programmatic, che ne rappresenta il core business.
Una nuova OpenX
La ristrutturazione, a dire il vero, è iniziata lo scorso dicembre quando OpenX ha licenziato 100 persone nei reparti di ingegneria, prodotto e tecnologia. Cadogan ha precisato che tale mossa è stata funzionale ad assicurarsi che le risorse fossero pronte a questo cambiamento, che sarà pienamente effettivo entro la fine del secondo trimestre. In conclusione, la società è convinta che la collaborazione possa avere effetti positivi in cinque aree: velocità, scalabilità, reach globale, people-based marketing e che sia allineata alle esigenze del futuro.

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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 17/04/2019


Apple, ode al globo con Camp4 Collective e i Megadeth

Per celebrare l'intensità, il colore, l'azione e la vivacità del nostro mondo, Apple sta alzando la posta in gioco nei video girati in mobilità con la campagna tv "Don't Mess With Mother", un'ode ricca di azione al globo realizzata in tempo per l'"Earth Day" che si terrà il prossimo 22 aprile. Un tripudio di immagini spettacolari, dunque, ma con un tono seriamente tagliente coadiuvato dalla colonna sonora - impostata sulla traccia Last Rites dei Megadeth. Il puro potere di Madre Natura è mostrato in azione ravvicinata con scene così nitide che sembra quasi incredibile siano state ripresa da un iPhone. Dalle potenti onde dell'oceano ai fulmini, agli animali sopra e sotto il mare, la bellezza e la natura inaspettata del pianeta ispira e impressiona attraverso questo video. Il filmato "Shot on iPhone" è stato girato in nove Paesi in tutto il mondo, ognuno dei quali mostra un lato magnifico della natura. Apple ha commissionato a un gruppo di registi professionisti di Camp4 Collective, meglio conosciuto per il documentario vincitore del Sundance Film Festival "Meru", di catturare la Madre Terra in tutta la sua gloria su iPhone XS.

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programmatic

Autore: Redazione - 01/04/2019


Sizmek fa ricorso al Chapter 11 ed esplora nuove opportunità, tra cui l'accesso a capitali

Sizmek ha avviato la procedura del Chapter 11, una norma della legge fallimentare statunitense il cui scopo è quello di risanare il business. Si tratta, per questo, di un processo di riorganizzazione e non di liquidazione. La società ad tech indipendente ha rilasciato una nota, confermando la notizia e sottolineando la volontà di proseguire il proprio percorso di revisione strategica. Attualmente il capitale di Sizmek è detenuto da Cerberus Capital e Vector Capital. A motivare la scelta di ricorrere al Chapter 11 c’è l’andamento del business, al di sotto delle attese interne, e in particolare le performance delle attività ad server. L’obiettivo è preservare il valore della società e cercare accesso a nuovi capitali. Proprio questo tema era stato trattato da Adexchanger a inizio marzo: il giornale americano aveva scritto un lungo articolo in cui faceva il punto della situazione delle attività di Sizmek. In precedenza anche Videology ha fatto ricorso al Chapter 11, per poi vendere i suoi asset ad Amobee.

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programmatic

Autore: Redazione - 15/03/2019


Stati Uniti: Omnicom riorganizza il programmatic all’insegna dell’integrazione

Omnicom prepara una riorganizzazione delle attività programmatic in base a cui gran parte degli specialisti dell’hub di data science Annalect e dell’agenzia social e search Resolution Media si trasferirà all’interno dei centri media della holding, tra cui OMD, PHD e Hearts & Science. Molte di queste figure già lavorava presso le singole agenzie media per meglio supportare i clienti. E adesso continueranno a farlo ancor più intensamente, ha precisato Scott Hagedorn, CEO di Omnicom Media Group North America. La parola d’ordine, dunque, sembra essere “integrazione” in un contesto in cui anche i servizi programmatic stanno diventando sempre più accessibili. La tesi di Omnicom, reduce da un 2018 molto positivo, è che sia arrivato il momento di dare un’accelerata a tale strategia. Annalect continuerà comunque a operare come un gruppo centrale, impiegando circa 150 persone a livello globale con focus sullo sviluppo del prodotto, ingegneria e data science. Resolution Media rimarrà anch’essa un’entità autonoma con circa 80 risorse negli Stati Uniti specializzate sui clienti a performance. Ma il suo leadership team, che gestisce la negoziazione degli accordi e i progetti tecnologici con le principali piattaforma, confluirà all’interno delle agenzie media. Questa riorganizzazione ha alcuni benefici secondo Omnicom: da una parte si potranno seguire i clienti con maggiori strumenti e flessibilità, dall’altra si favorirà la relazione con il cliente stesso, che avrà d’ora in poi un unico interlocutore. "Queste sono domande significative alle quali un cliente ha bisogno di una risposta ora, non tra due settimane", ha detto Hagedorn. Le novità abiliteranno anche sinergie tra i team deputati agli acquisti tradizionali e quelli dedicati al programmatic.

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programmatic

Autore: Redazione - 14/03/2019


Amazon migliora interfaccia e funzionalità della sua DSP

Amazon Advertising persegue la sua ambizione ad aggiungere un posto alla tavola di Facebook e Google migliorando l’interfaccia e le funzionalità della sua DSP per facilitarne l’uso e dare nuovo impulso ai ricavi pubblicitari. La piattaforma - utilizzata dagli advertiser con un budget minimo da 35.000 dollari per l’acquisto in programmatic di spazi video e display sui siti e le app del colosso dell’ecommerce, sui siti degli editori partner o sugli exchange di terza parte - offre adesso la possibilità di editare in blocco le impostazioni di targeting relative a dominio, audience e location: una modifica del flusso di lavoro che dovrebbe salvare gli inserzionisti dalla necessità di effettuare data entry ripetitivi. Migliora inoltre la navigazione e il look and feel generale, con bottoni, levette e indicatori dello stato della campagna più evidenti. Amazon ha aggiunto anche funzionalità di reporting personalizzate, che permettono agli advertiser di scegliere quali colonne includere nei loro report, salvarli nella piattaforma e di attivarli e farli spedire, a se stessi e a colleghi, a cadenza scelta. Per ultimo, la company ha promesso miglioramenti alla procedura per l’approvazione delle creatività, affermando di essere ora in grado di richiedere più prontamente le modifiche dei creativi quando necessario.

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