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Milano Digital Week: Enrico Mentana fa un primo bilancio di Open

Autore: A Ciardullo

Enrico Mentana


Il magazine online vive di raccolta pubblicitaria, gestita da Cairo, senza elementi di clickbaiting ospita circa 200mila utenti unici nel giorno medio. «Sono sufficienti 1,4 milioni l’anno» spiega Mentana, che punta a pareggiare il bilancio in due anni o già entro la fine di quello in corso

Il direttore del TG La7 e, oggi, anche fondatore del nuovo magazine online “Open”, Enrico Mentana, in occasione della Digital Week di Milano ha tracciato un primo bilancio della sua nuova sfida professionale, che nasce per favorire ai giovani l’accesso alla professione del giornalismo.

«Sono quasi 40 anni che ho iniziato a fare il giornalista e mi rendo conto che a quei tempi la professione non aveva barriere all’ingresso - ha esordito Mentana parlando al pubblico, che lo ha accolto nella nuova sede di Fastweb in piazza Olivetti a Milano, per spiegare i motivi che hanno dato il via all’iniziativa - tutti i colleghi della mia generazione che volevano diventare giornalisti hanno fatto carriera. Oggi, non è la stessa cosa, i giovani che approcciano il settore lo trovano in una situazione di crisi profonda, lavorano in condizioni di precariato, le redazioni sono sempre più composte da persone con i capelli bianchi e nessuno fa nulla per cambiare questa situazione di stallo. Io credo che coloro come me hanno avuto questa fortuna debbano oggi fare qualcosa per aiutare le nuove generazioni e contrastare questa crisi. È quello che ho fatto io, mi sono messo in gioco in prima persona, ho investito e utilizzato i miei contatti e la mia notorietà per una buona causa».

Contratti stabili

Al famoso post su Facebook, di poco meno di un anno fa, dove Mentana annunciava l’intenzione di avviare questo progetto, che ha visto la luce a luglio 2018 ed è diventato operativo a dicembre dello stesso anno, hanno risposto, infatti, oltre 15.000 candidati. La formula è semplice, una redazione online, agile, mobile first, ma che tratti contenuti generalisti di qualità, con giovani talenti tutti regolarmente assunti con contratto a tempo indeterminato. Solo 20 di loro, ad oggi, sono stati selezionati per iniziare quest’avventura lavorativa, ma Mentana precisa «non è un progetto sul quale intendo lucrare, se crescerà, tutto sarà proiettato alla crescita della redazione e al sostentamento della stessa».

Audience in crescita

Mentana ha poi aperto una parentesi anche su chi oggi, nonostante i pochi mesi di vita del progetto, abbia già molte critiche da rivolgergli. «Le critiche sono arrivate già il giorno dopo che abbiamo iniziato a lavorare. Ma si tratta di un progetto che ha anche un risvolto formativo e che, tra l’altro, esplora un mondo in totale stravolgimento e rivoluzione, che non si sa cosa porterà un domani. Io, ad esempio, cerco di non influenzare troppo l’operato dei ragazzi con i miei consigli che potrebbero essere anacronistici. Nello staff, ci sono le figure adatte a interfacciarsi con loro sui temi più attuali, e alcuni dei migliori debunker e fact checker che gli stanno insegnando a presidiare un territorio di credibilità e precisione, come David Puente, ad esempio. Infatti, oggi, senza SEO e senza gossip facciamo 200mila utenti unici al giorno, e l’80% del traffico passa da Facebook. La mia pagina ha sicuramente un ruolo di traino per questo traffico, ma l’audience sta crescendo e non escludo che andremo in pari con il bilancio entro due anni o persino forse già entro la fine del 2019», continua il direttore del Tg La7.

Scommessa per il futuro

Open ha, dunque, un traffico prevalentemente social, L’86% degli utenti legge le notizie da smartphone, il 4% dal tablet e il 10% da desktop. Il magazine vive di raccolta pubblicitaria, gestita da Cairo Pubblicità, e non chiede sconti: «Open deve essere un prodotto inappuntabile a tutela dei ragazzi che ci lavorano. Oggi, viviamo un post giornalismo e la tecnologia ha portato alla distruzione del valore delle notizie. La raccolta pubblicitaria nel mondo tradizionale cala e oggi possiamo scommettere che chi vuole investire sui giovani scelga di farlo con Open. Non dobbiamo poi raccogliere cifre enormi: 1,4 milioni l’anno sono sufficienti almeno per i primi anni».

I numeri

Infine, le statistiche: «Nei primi 12 giorni di marzo oltre un milione di utenti unici acquisiti, nel giorno medio siamo a 198mila e 4 milioni di pagine viste. Il core target è dai 18 ai 34 anni. Siamo 13esimi su Instagram tra i media digitali. Il giornale non ha ancora investito un euro per promuoversi e non ne ho mai parlato in televisione. Questo ha permesso di limitare i costi». Mentana è ottimista, dunque, e propone un futuro possibile dove l’informazione venga finanziata da chi ne ha la possibilità, non solo persone ma anche colossi aziendali, come le telco e i produttori di device mobili, che hanno interesse a creare traffico nella rete. Ma a turno, precisa, affinché non impongano troppo la loro influenza.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 21/05/2019


Un diamante è per sempre, in Botswana ancora di più

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