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Governo e reputazione online: Conte il più apprezzato dai social, lo segue Salvini

Autore: Redazione


L’indagine di Reputation Science sulla web reputation dei Ministri vede anche Di Maio in risalita nella top ten. Toninelli non è più ultimo

Qual è la reputazione online dei ministri italiani? Ad aprile Giuseppe Conte registra una crescita esponenziale, Matteo Salvini resta stabile al secondo posto, mentre Luigi Di Maio risale. Sono questi i risultati dell’Osservatorio Permanente di Reputation Science, che ogni mese analizza l’andamento della Web Reputation dei componenti del Governo. L’analisi prende in esame i canali del Web 1.0 (news e menzioni), quelli del Web 2.0 (blog, social, network) e l’evoluzione storica, calcolando per ogni contenuto l’apporto reputazionale in termini sia quantitativi (volumi) che qualitativi (valori).

Conte nuovo leader

Come spiega Andrea Barchiesi, co-founder di Reputation Science: “Nel pieno del tumulto della campagna elettorale, la crescita del premier Conte è stata esponenziale. È lui il protagonista di queste settimane e sono in molti ad aver sottolineato la sua metamorfosi da mediatore tra Lega e M5S a leader politico indipendente. Lieve miglioramento per Di Maio, che recupera 4 posizioni ed entra nella top 10. Stabile al secondo posto Salvini la cui crescita è rallentata dal caso Siri e dagli scontri interni al Governo”. La reputazione online di Conte sale a 133,7 (+24,9) distanziando di oltre 30 punti il vicepremier Salvini. Sempre più leader indipendente, conferma la sua volontà di chiudere presto con la politica. E piace anche per questo.

Salvini: la sua reputazione tiene

“È Salvini il leader dei sovranisti europei”. A dirlo è Marine Le Pen, alleata del vicepremier in Europa. L’endorsement della leader di RN, i proclami sulla sicurezza e l’immigrazione, unitamente ad alcuni sondaggi che vedono la Lega primo partito in Italia, garantiscono a Salvini una discreta crescita nel punteggio reputazionale (+4), attestandosi a 101,2. Questa è però frenata dalle indagini per sequestro in merito al caso Sea Watch 3 e dal testa a testa con l’omologo Di Maio. Terreno di scontro: il 25 aprile, l’autonomia regionale, l’abolizione delle province, le scelte in materia economica, Roma e l’amministrazione Raggi. Molte le difficoltà nella gestione del caso Siri, ex sottosegretario ai Trasporti della Lega indagato per corruzione.

Sergio Costa: stabile sul podio, premiato da ambientalisti e animalisti

Si conferma sul podio il Ministro dell’Ambiente Costa, che guadagna 5,1 punti ed è stabile al terzo posto con 75,6. Due decreti ministeriali a sua firma hanno imposto alla raffineria di Milazzo la riduzione delle emissioni e bloccato la costruzione di 8 nuovi pozzi petroliferi nelle acque del Mediterraneo a sud della Sicilia. Esultano anche gli animalisti per il “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia” che ne esclude le uccisioni prima previste. Incassa l’ok dal Governo al decreto “Salva mare”, secondo cui i pescatori potranno raccogliere la plastica in mare, e si allinea ai Paesi nordici per un trattato globale e vincolante sul clima.   

Gianmarco Centinaio: si scontra sul biometano con il M5S

Mese di transizione per il Ministro dell’Agricoltura Centinaio, che sale di 2,7 e chiude a 69,8. Le kermesse del Vinitaly e di Cibus Connect sono vetrine importanti che Centinaio sfrutta per promuovere le eccellenze enogastronomiche e vitivinicole italiane. Punta sull’export del riso e il suo Dicastero è tra i promotori della campagna di comunicazione “Verde Latte Rosso” per la valorizzazione della filiera lattiero casearia nostrana. Finisce nel mirino dei 5Stelle che lo accusano di aver fatto pressioni, assieme a Siri, per trovare spazio al biometano nel contratto di Governo.

Giovanni Tria: si barcamena tra IVA, crescita del debito e riforma fiscale

È stabile la reputazione del ministro dell’Economia Tria, nonostante le stime sui nostri conti e la crescita dello zero virgola del PIL italiano. L’annuncio della riforma fiscale “per allentare il peso sui ceti medi” e dei rimborsi ai risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie permettono a Tria di rimanere nella top five, assestandosi a 60,7. Molte le critiche sull’aumento dell’IVA (anche se smentite in prima persona) e sulla crescita del debito pubblico.

Giulia Bongiorno: sì della Camera al revenge porn, qualche dubbio sul Ddl “Concretezza”

Si conferma al sesto posto la Ministra per la Pubblica Amministrazione Bongiorno, che chiude a 55,9. Bene sul revenge porn, dove incassa il sì unanime dall’aula di Montecitorio all’emendamento che introduce un nuovo tipo di reato punibile con la reclusione da 1 a 6 anni e multe che vanno da 5mila a 15mila euro. Attira qualche critica il Ddl “Concretezza” che include la norma sulle impronte digitali per combattere l’assenteismo nella pubblica amministrazione.

Elisabetta Trenta: piacciono le aperture umanitarie

Periodo di buona per la Ministra della Difesa Trenta che guadagna 3 punti e chiude a 52,7. Riscuotono apprezzamenti i richiami ad agire “insieme all’Europa con intelligenza e compostezza” per porre un freno alla crisi libica. Nonostante le parole di Salvini e Meloni (che l’ha apostrofata “analfabeta giuridica”), piace anche l’apertura umanitaria ai possibili flussi di migranti dalla Libia “che in caso di guerra diventano rifugiati e quindi vanno accolti”. Tra le altre aperture “a sinistra” anche il suo messaggio di auguri alle due militari della Marina, Lorella e Rosy, unitesi civilmente e la partecipazione alla manifestazione organizzata dalla comunità ebraica di Roma il 25 aprile. Bella e apprezzata la presenza ai funerali del maresciallo Vincenzo di Gennaro.

Alberto Bonisoli: solidale con la Francia dopo l’incendio di Notre-Dame

Chiude a 43,8 (+1) il Ministro dei Beni Culturali Bonisoli, in un mese tutto sommato tranquillo. A Vinci, in occasione del 500° anniversario dalla morte di Leonardo, è a fianco del Presidente Mattarella all’inaugurazione della mostra “Leonardo a Vinci. Alle origini del Genio”. Commenta con soddisfazione le indagini che hanno portato alla restituzione alla Cina di 769 reperti archeologici. Sentita la solidarietà espressa alla Francia dopo il rogo di Notre-Dame.

Erika Stefani: ancora qualche incomprensione sull’autonomia regionale

Non paga alla reputazione della Ministra Stefani l’annuncio dell’intesa Stato/Regioni per il taglio dei vitalizi ai consiglieri regionali. Alle continue discussioni sull’autonomia regionale differenziata si uniscono le incomprensioni con Tria su quella del Veneto. Stabile al nono posto, guadagna lo 0,5 e chiude a 36,7 punti. Si accoda al suo partito nella richiesta di dimissioni del sindaco Raggi dopo gli audio pubblicati dall’Espresso.

Luigi Di Maio: vince il duello a distanza con Salvini

Ritorna nella top ten il vicepremier Di Maio, protagonista di un mese positivo: 32,8 il suo punteggio, +6,9. Difende Tria dagli attacchi esterni e nega ogni voce sull’aumento dell’IVA. Rinnova l’invito a dare la cittadinanza italiana a Ramy e promette aiuti alle famiglie da inserire in finanziaria (come il fondo per l’acquisto della prima casa da destinare alle giovani coppie). A tenere banco sono soprattutto i botta e risposta con Salvini.

Lorenzo Fontana: si scontra con i 5 Stelle ed esce dalla top ten

Non si placa l’onda delle polemiche per il Congresso delle Famiglie del mese scorso e ai M5S non è piaciuto il provvedimento targato Lega con cui è stata abolita la dicitura "genitore 1 - genitore 2" sulla carta d'identità per tornare ai tradizionali "padre" e "madre" (“sono stato più insultato dai 5 Stelle che dalle opposizioni” si è sfogato Fontana). Il Ministro della Famiglia limita i danni grazie al suo ruolo di primo piano, a fianco a Salvini e Giorgetti, nella scelta dei candidati della Lega per le elezioni europee del 26 maggio. Esce dalla top ten e si ferma a 32,1 punti.

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Riccardo Fraccaro: alti e bassi per il ministro che comunque perde una posizione

Perde una posizione il Ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia Diretta Fraccaro, fermandosi a 29,3, +1 su marzo. Positivi l’incontro con le associazioni a tutela dei risparmiatori azzerati dai crac delle banche e la discussione alla Camera della riforma costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari, vero cavallo di battaglia del M5S. Hanno invece provocato l’irritazione del Colle le lungaggini del dl sblocca cantieri, fermo per quasi un mese. Piccola gaffe sul tunnel del Brennero definito “inutile e costoso” e “non sostenibile dal punto di vista della mobilità”, esattamente quello su cui punta il tunnel.

Enzo Moavero Milanesi: premiata la linea di mediazione adottata in Libia

Si muove bene il Ministro degli Esteri Milanesi sullo scivoloso terreno libico e per questo guadagna +1,2 punti, chiudendo a 29,2 (perde una posizione ma solo per il balzo in avanti di Di Maio). La posizione di equidistanza rispetto alle parti in causa, sostenuta anche dal premier Conte, è stata accompagnata da continui richiami al dialogo per evitare l’acuirsi della conflittualità. Costanti, inoltre, i tentavi di coinvolgere Francia e UE nella soluzione della crisi. Si è detto preoccupato per la situazione venezuelana, ma sull’argomento la sua posizione e quella del Governo sono ancora timide.

Danilo Toninelli: balzo in avanti per il Ministro delle Infrastrutture

Quattro posizioni guadagnate per il Ministro Toninelli e un punteggio di 27,4 (+18) per Danilo Toninelli. Dopo Conte è quello che registra la crescita più alta sul mese precedente. A premiare Toninelli sono però due provvedimenti che han fatto molto discutere nei giorni successivi a questa rilevazione: l’ok ai lavori di ricostruzione del Ponte Morandi di Genova (quando ancora però l’antimafia non era intervenuta per bloccare una delle aziende impegnate nei lavori a causa delle infiltrazioni camorristiche) e l’annuncio del decreto sblocca-cantieri (di cui però Cantone, Presidente dell'autorità nazionale anticorruzione, ha sottolineato i rischi perché “presenta norme pericolose”). Ha infine riportato l’assicurazione del Ministro Tria che “i soldi per sistemare i viadotti della A24 e A25 ci sono” e firmato l’accordo per far ripartire il porto di Gioia Tauro.

Giulia Grillo: mensis horribilis, è quella che perde più punti

Prima Taranto, dove ha dovuto affrontare sit-in di protesta e manifestazioni di operai e ambientalisti contro le decisioni del Governo in merito all’Ilva; poi Perugia, dove si è trovata a gestire i presunti concorsi truccati all’ospedale Santa Maria della Misericordia. Mese difficile per la Ministra della Salute Grillo che perde 2,4 punti e chiude a 23,6, scivolando indietro di due posizioni. Non basta la proposta, da più parti apprezzata, di ripristinare il medico scolastico per aiutare bambini e ragazzi su temi delicati (sesso, alcol, bullismo) così come l’introduzione della ricetta elettronica veterinaria.

Alfonso Bonafede: in ripresa, ottiene consensi su diversi fronti

Aprile è stato un buon mese per il Ministro della Giustizia Bonafede, battuto solo da Conte e Toninelli per crescita sul mese precedente: +7,33 per punteggio reputazionale di 22. Incassa sia il via libera del Parlamento sulla class action, divenuta legge, sia l’ok del Senato sul rito abbreviato. Convinti gli apprezzamenti di Csm e Cassazione per l’aumento degli organici della magistratura e del personale amministrativo previsto dalla legge di stabilità. Ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione del nuovo tribunale di Marsala ed era in piazza il 25 aprile a Roma alla manifestazione organizzata dalla comunità ebraica. Piccola disavventura presa sul ridere all’Autogrill quando un’auto senza freno a mano ha tamponato la macchina su cui era a bordo con Di Maio.

Marco Bussetti: scivola sul terreno incandescente dei concorsi scolastici

Perde due posizioni il Ministro dell’Istruzione Bussetti che ottiene un punteggio di 16,8. È un polverone, soprattutto sui social, quello che si è alzato a seguito delle dichiarazioni di Bussetti di voler rivedere l’iter concorsuale per la selezione del corpo docente nei diversi gradi di istruzione. I sindacati hanno minacciato lo sciopero e rivendicato maggior stabilità e migliori compensi per il corpo docente, precario e no.

Barbara Lezzi: le viene contestato uno scarso impegno per il Sud e scivola all’ultimo posto

Con il punteggio di 15,5 scende all’ultimo posto la ministra per il sud Lezzi. Promette maggiori tutele per gli impiegati nel settore della tessitura salentina e la creazione di un asilo nel quartiere Brancaccio a Palermo dedicato a padre Puglisi, ucciso da Cosa Nostra nel settembre 1993. Sui social alcuni utenti non le risparmiano critiche per lo scarso impegno nei confronti del Sud Italia.  


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 08/08/2019


Volete litigare? Fatelo in maniera professionale!

Da una parte le immagini spettacolari del wrestling femminile trasmesse da Hub Sports, canale del gruppo StarHub, dall'altro un pianerottolo preso in ostaggio da un litigio condominiale. Lo spettatore, già immerso nella visione del prezioso contenuto televisivo è costretto ad affacciarsi per capire il motio del disturbo, ma la suggestione dello spettacolo tv è tale che anche le due litiganti, circondate dal solito pubblico di curiosi, si trasformano per i suoi occhi in due vere combattenti di wrestling, con tanto di costume e atteggiamenti insolenti e teatrali. Il risveglio per tutti è brusco: se volete litigare, allora fateloin maniera seria, professionale, iscrivetevi alla lega di wrestling! La porta sbattuta chiude la questione.

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Autore: Redazione - 02/08/2019


Investimenti pubblicitari: Nielsen indica un calo del 6,3% nel mese di giugno

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il mese di giugno in negativo, a quota -6,8% rispetto allo stesso periodo del 2018, portando la raccolta nel primo semestre in negativo (-1,3%). Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search, social, classified (annunci sponsorizzati) e dei cosiddetti Over The Top (OTT), l’andamento nel periodo gennaio-giugno si attesta a -5,7%. “Al di là delle dinamiche congiunturali note e proprie del mercato pubblicitario in un periodo che si confronta con un mese di giugno 2018 fortemente condizionato dall’impatto positivo dei Mondiali di calcio, è necessario tenere in considerazione il quadro economico in cui le aziende stanno operando in Italia - spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen -. È recente la stima flash dell’Istat che conferma la stagnazione in cui si muove il Paese da ormai cinque trimestri e la “crescita zero” tendenziale dell’ultimo trimestre dell’anno: tutto questo in un più ampio contesto dove anche l’Eurozona rallenta la crescita e l’inflazione diminuisce. Si tratta, quindi, di dati non confortanti per le aziende che devono effettuare le proprie scelte di investimento in uno scenario incerto, anche dal punto di vista politico” conclude Dal Sasso. I singoli mezzi Relativamente ai singoli mezzi, in negativo i quotidiani, che a giugno perdono il -7,6%, consolidando il periodo cumulato gennaio-giugno a -10,1%. Stesso andamento per i periodici, sia nel singolo mese che per il semestre, con cali, rispettivamente, del -11,1% e -14,7%. Il mese di giugno è in calo per la radio, che registra un decremento del -2,2% rispetto a giugno 2018. Rimane tuttavia in positivo (+1,4%) la raccolta per i primi sei mesi di quest’anno. L’universo web Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising nel primo semestre mesi del 2019 chiude in positivo, a +8,5% (+1,2% se si considera il solo perimetro Fcp AssoInternet). Cinema e GoTv sono in crescita, rispettivamente, del +24,8% e del +5,8%. In negativo l’outdoor (-6,2%) e il transit (-3,0%). Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano sei in crescita, con un apporto di circa 32 milioni di euro. Per i primi dieci settori solo due hanno un andamento positivo, media/editoria (+1,3%) e tempo libero (+10,9%). Per gi altri settori si evidenzia il calo di telecomunicazioni (-22,2%), automobili (-8,5%), bevende/alcoolici (-9,2%) e cura persona (-11,8%), che investono complessivamente circa 100 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.   Tv giù del 6,3% nel primo semestre 2019, a giugno raccolta in calo del 20% L’andamento complessivo è condizionato dal risultato di Mediaset che sconta l’assenza dei Mondiali di calcio; segno più per La7 e Sky, Rai contiene le perdite, Discovery in linea nel singolo mese di Silvia Antonini Primo semestre 2019 davvero gelido per gli investimenti pubblicitari in televisione, in calo del 6,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel complesso, i ricavi ammontano a 1 miliardo e 899.444.000 euro contro i 2 miliardi e 26.251.000 euro del 2018. Nel solo mese di giugno, gli investimenti si riducono del 20% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Il mercato risente della severa contrazione pari al 10,9% subìta da Mediaset, che chiude il semestre con ricavi per 1 miliardo e 40,8 milioni, contrazione che si fa ancora più pesante nel solo giugno, in calo del 32,7% sull’anno prima. Il Biscione sconta l’assenza della pay tv e in particolare dei Mondiali di calcio che hanno caratterizzato l’offerta estiva l’anno scorso generando fatturati molto importanti. Con un fatturato di poco oltre 397,9 milioni di euro la Rai contiene le perdite all’1,9% grazie alla performance positiva del mese di giugno, in crescita dell’8,1%. Prosegue il momento positivo di La7, che conferma la crescita del 6% nel primo semestre anticipata da DailyMedia (vedere numero dell’11 luglio 2019, ndr) e si attesta su ricavi a quota 89,3 milioni di euro. Nel solo mese di giugno l’emittente porta a casa un incremento del 4,5%. Sky in salita del 3% chiude il semestre con ricavi per 250,5 milioni di euro, mentre a giugno registra un trend positivo dell’1%. Nel primo semestre Discovery riduce al 2,8% il calo dei ricavi pubblicitari che si attestano a 120,9 milioni di euro; “tiene” invece a giugno con un risultato sostanzialmente in linea con il giugno 2018.

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Autore: Redazione - 30/07/2019


Blogmeter: il Giffoni Film Festival sbanca i social. Oltre 1 milione di interazioni

Lo scorso sabato si è conclusa la 49esima edizione del Giffoni Film Festival, il festival cinematografico per bambini e ragazzi che si tiene ogni estate nell’omonima città della Campania. La manifestazione, che generalmente dura una decina di giorni e affida ad una giuria di giovanissimi – tra i 3 e i 22 anni di età – la premiazione dei migliori cortometraggi e lungometraggi in concorso, ha raccolto grande successo sui social. Secondo quanto riporta Blogmeter, che ha utilizzato la sua Suite integrata di social intelligence per analizzare i riferimenti del pubblico all’evento e ai principali sponsor, le interazioni in totale sono state oltre 1 milione, grazie ai 21mila post targati Giffoni nei giorni prima, durante e dopo l’evento. Engagement social per social Instagram si è rivelato il canale più coinvolgente, producendo oltre il 76% del total engagement misurato. Grazie alla sua comunicazione per immagini, infatti, Instagram si caratterizza come social per creare coinvolgimento più che per informare e tenere aggiornati i propri follower.  Twitter, invece, è stato il canale che ha collezionato più post per autore unico. In particolare, si sono registrati due picchi per numero di post su Twitter: il primo (oltre 1.200 post) si è registrato il 22 luglio in concomitanza con l’arrivo sul Tappeto Blu di due dei protagonisti della serie tv Netflix Stranger Things - Charlie Heaton e Natalie Dyer - i quali sono stati accolti sulle note di NeverEnding Story, cantata da una platea di emozionatissimi fan. Il secondo picco (1.100 post totali) invece è stato registrato il 26 luglio, quando i due attori che impersonano Spadino e Aureliano in Suburra (Giacomo Ferrara e Alessandro Borghi) si sono ritrovati assieme sul palco della manifestazione per rispondere alle domande dei ragazzi in sala. Gli sponsor Diversi i brand che hanno preso parte alla manifestazione cinematografica. Tra questi Toyota, main sponsor del Festival, non solo ha dato un passaggio ai principali protagonisti, si è anche fatta portatrice - tramite le sue auto ibride e ad idrogeno - di uno dei valori più cari al Giffoni: la sostenibilità ambientale e l’attenzione alle nuove generazioni e all’eredità che gli stiamo lasciando. Altri due brand protagonisti del Festival sono stati: Radio 105, media partner ufficiale dell’evento, che ha totalizzato con i suoi post oltre 107 mila interazioni, e Acqua Lete, che si è avvalsa del supporto della “fescion bloggher dei poveri” – come ama definirsi la giovane influencer – Valeria Angione. Post da personaggi pubblici Infine, Blogmeter ha analizzato i post più coinvolgenti pubblicati dai personaggi che hanno partecipato al Festival. Il post vincitore è quello della giovanissima attrice, Beatrice Vendramin, che con il suo abito firmato Pronovias, guadagna oltre 70 mila interazioni. Poco distante, con circa 65 mila interazioni, il post dello youtuber Tommaso Cassissa, meglio conosciuto come Tommy Cassi, che partecipa al festival in qualità di influencer per Comix.

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Autore: Redazione - 30/07/2019


Utopie e distopie dell’ecommerce: dal futuro presente ai futuri possibili

Dopo aver approfondito, nello scorso appuntamento, il ruolo dell’ecommerce nella digital transformation dal punto di vista del business, degli utenti e della comunicazione con un focus su Private Label e Influencer, GroupM ora delinea, grazie ai dati e agli insight della ricerca internazionale proprietaria Live Panel nella versione eCommerce Edition, alcune implicazioni future. Avendo raggiunto la fase della sua prima maturità con una penetrazione del 70,8% sulla popolazione online, l’ecommerce non può più essere considerato un semplice canale di vendita, ma diventa il punto di vista obbligato dal quale ripensare il business, il marketing e la comunicazione dei prossimi anni. Se si accetta questo presupposto, diventa strategico porre le domande giuste per comprendere quali settori potrebbero subire l’impatto maggiore e che ruolo potrebbero avere i player dell’ecommerce in questa evoluzione. L’analisi delle prospettive dell’ecommerce è stata scandita in due fasi che corrispondono a due scale temporali: il futuro presente e i futuri possibili del commercio digitale. Il livello di maturità Il futuro presente è quello che stiamo già vivendo e si può descrivere misurando il livello di maturità di due grandi mercati: quello dei servizi e quello dei prodotti al consumo. I mercati dei servizi (la ricerca Live Panel ne ha analizzati venti) risultano già maturi in settori come quello della vendita di contenuti digitali (libri, film, musica e giochi), del travel online e delle ricariche telefoniche. Ancora ampio margine, invece, per nuovi servizi come il delivery della spesa e del cibo pronto (circa il 40% del campione dichiara che potrebbe acquistare online) e per i servizi bancari, di telefonia fissa e di ticketing con un 35% circa di utenti potenziali. Per il mercato dei prodotti al consumo le relazioni tra i diversi comparti si fanno più articolate. Tra le evidenze che emergono dall’analisi dei 23 mercati di consumo rilevati, una delle più interessanti riguarda il FMCG, settore ancora sotto media per gli acquisti online, dove emerge un gap significativo tra largo consumo non alimentare (detersivi e prodotti per l’igiene personale) che ha una percentuale di acquirenti potenziali superiore al 40% e largo consumo alimentare (fresco, acque e prodotti per l’infanzia) attorno al 28%. Tutti gli altri mercati rilevati raggiungono una quota di consumatori potenziali pari al 35% della media mercato, con livelli di penetrazione dei consumatori attuali estremamente differenziati a seconda delle logiche e delle frequenze di acquisto. L’evoluzione Superato il futuro presente, quale potrebbe essere l’evoluzione del commercio digitale? Ovvero, quanti accetterebbero di usare una piattaforma di commercio digitale per soddisfare bisogni che riguardano aspetti sensibili o privati della propria vita personale? E in che misura le persone sarebbero disposte a concedere alle piattaforme dati e informazioni così “intimi”? Queste ulteriori domande aiutano a immaginare alcuni futuri possibili dell’ecommerce, partendo dalla comprensione delle soglie di sensibilità e di accettazione delle persone. Per rispondere, Live Panel ha mappato diverse tematiche che possono aiutare a immaginare concept futuri di servizio che coinvolgono aspetti pubblici e privati e mettono in gioco aspettative, resistenze e speranze. Partendo dalle propensioni, un consumatore su due dichiara di essere disposto ad acquistare su una piattaforma digitale servizi di trasporto (bus, treni, aerei); uno su tre, servizi formativi e didattici (corsi, asili), utilities (energia, tlc) e prodotti assicurativi; infine, uno su quattro, servizi immobiliari e bancari.  Emerge, inoltre, che la disponibilità su piattaforme digitali di servizi automobilistici potrebbe avere un impatto positivo sulla vita delle persone. Il 49% del campione dichiara che potrebbe affidare la gestione del pagamento delle tasse automobilistiche (bollo, assicurazione, pass ZTL) a una piattaforma di ecommerce, e il 30% i servizi di manutenzione auto (pieno, lavaggio, sostituzione gomme, tagliando). Un potenziale interessante Il welfare di domani sarà gestito da player digitali? Di sicuro, oggi, c’è già un potenziale interessante perché il 60% degli intervistati dichiara che valuterebbe con favore il pagamento di tasse e tributi e il 53% la gestione delle informazioni amministrative (carta d’identità, dati medici, fiscali, bancari). È interessante notare come la valutazione dell’impatto delle piattaforme nella propria vita (privata e pubblica) proceda di pari passo con la volontà di condividere il controllo dei dati. La ricerca fa emergere, infatti, che in media oltre il 30% del campione è disposto a cedere informazioni sensibili e private a player digitali. A dimostrazione del fatto che il fattore di successo dell’economia digitale si basa su tre parole chiave: semplicità, facilità e immediatezza.

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