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Domus annuncia David Chipperfield come nuovo Guest Editor e, dopo un 2019 in linea, mira a incrementare nel 2020 diffusioni e raccolta, grazie a digital ed eventi

Autore: V Parazzoli

Sofia Bordone


In occasione della presentazione dell’architetto che sarà protagonista del progetto editoriale 10x10x10 per il prossimo anno, il CEO del Gruppo Sofia Bordone ha anticipato il calendario di iniziative del brand

David Chipperfield è il nuovo Guest Editor di Domus. Sarà lui il terzo protagonista del progetto editoriale 10x10x10 che vede avvicendarsi al timone della storica testata 10 architetti di fama internazionale per 10 numeri ciascuno e un totale di 10 anni, che accompagneranno la rivista al centesimo anno di vita. Dopo il debutto, nel 2018, di Michele De Lucchi e l’arrivo di Winy Maas per il 2019, il viaggio di Domus nel 2020 prosegue con un nuovo passaggio di testimone internazionale. Chipperfield è riconosciuto in tutto il mondo come una delle figure più eminenti dell’architettura contemporanea. Il suo studio - David Chipperfield Architects – fondato a Londra nel 1985, ha oggi sedi principali anche a Berlino, Milano e Shanghai. «Siamo onorati di ospitare Chipperfield e condividere con lui un intero anno del suo percorso e della vita della nostra testata. Quello che abbiamo intrapreso è un viaggio lungo e impegnativo ma soprattutto una sfida ambiziosa, complessa e a nostro parere assolutamente inevitabile – ha spiegato ieri in sede di conferenza stampa Maria Giovanna Mazzocchi, Presidente di Editoriale Domus -. Per affrontare i profondi cambiamenti in corso c’è bisogno di visione e prospettiva. Anno dopo anno Domus si sta impegnando a offrire al pubblico una visione unica, diversa e originale».

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David Chipperfield
 
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Un concetto, quello della necessità di visione, che è al centro del “manifesto d’intenti” che Chipperfield ha realizzato per Domus 2020 e che viene allegato alla monografia a lui dedicata, in uscita con il numero di dicembre. Il sociale e l’ambiente sono due aspetti che tornano con costanza nel pensiero di Chipperfield, che ha posto proprio disuguaglianza sociale, sostenibilità ambientale e valore da restituire alla comunità come le grandi sfide del momento. I Dieci numeri saranno d’autore e da collezione a partire dalle copertine firmate dall’artista e fotografo tedesco Thomas Demand. A immortalare il progetto architettonico al centro di ogni numero sarà Iwan Baan, autore dei principali reportage urbani degli ultimi anni, mentre Jasper Morrison, uno dei progettisti più apprezzati dalla scena mondiale, si dedicherà alla sezione design. A coordinare il nuovo guest editor sarà come sempre Walter Mariotti, Direttore Editoriale del sistema Domus e responsabile della continuità del progetto 10x10x10. Il primo numero di Domus 2020 a firma Chipperfield sarà disponibile a inizio gennaio nelle edicole, nelle migliori librerie specializzate e book shop museali in Italia e all’estero.

Le prospettive del sistema brand

Sul fronte del marketing, Sofia Bordone, CEO del Gruppo, ha detto che Domus si dimostra un brand sano, forte e ambizioso, che guarda al 2020 con positività dopo un 2019 in linea sia sul fronte delle diffusioni che della raccolta. Per il prossimo anno viene confermata l’uscita di undici numeri monografici, dieci dei quali firmati da Chipperfield, mentre l’ultimo dell’anno sarà curato dalla redazione e rappresenterà la quarta tappa del viaggio nel “saper fare italiano” inaugurato nel 2017. Il piano editoriale 2020 conferma inoltre l’uscita di molteplici allegati speciali con cui il brand intende esplorare territori affini a quelli propri della rivista. A inaugurare la serie sarà, a marzo, lo speciale “Domus Who’s Who”, che verrà dedicato, per la prima volta, agli studi di architettura emergenti. Coerentemente alla crescita del mercato legato alle grandi commesse, saranno due gli allegati tematici che verranno proposti, rispettivamente a giugno con “Domus Grandi Opere Pubbliche e Private” e a novembre con “Domus Contract”.  A questi si devono aggiungere i due paper in formato tabloid, “Domus Paper Design” e “Domus Paper Cersaie”, realizzati in occasione del Fuorisalone milanese (aprile) e della manifestazione fieristica di Bologna (settembre) e distribuiti anche in free press nei rispettivi circuiti. Settembre sarà invece il mese dello speciale “Domus Green” dedicato al tema dell’ecosostenibilità. Lato eventi, dopo il buon riscontro della prima edizione nel 2018 e l’ulteriore successo registrato dal format nell’ottobre 2019, viene annunciato il terzo “Domusforum” per l’autunno 2020.

L’Archivio Storico

Una nuova iniziativa riguarderà l’Archivio Storico di Domus: custode di 150 mila documenti, tra cui foto, disegni, schizzi, lettere e appunti dei protagonisti della storia della rivista, a partire dal primo semestre 2020 sarà oggetto di un’importante rivalorizzazione all’insegna di una user experience più moderna e piacevole. La curatela redazionale e la messa a punto di percorsi tematici con cui accompagnare l’utente nella navigazione renderanno l’Archivio uno strumento di ricerca e analisi ancora più completo ed efficace, che verrà proposto con formule di subscription sia al pubblico consumer che a quello business rappresentato da aziende, studi di architettura ed enti di alta formazione. Nel corso del 2020 partirà inoltre una nuova attività denominata “Discovering Cities”, che vedrà Domus collaborare con un partner internazionale all’organizzazione di itinerari milanesi “da architetti per architetti”. Il brand contribuirà mettendo a disposizione approfondimenti tratti dall’archivio storico e incontri esclusivi con i principali studi di architettura della città. 

Le quote

«L’entusiasmo intorno al brand trova riscontro anche dalle previsioni positive con cui si affaccia all’anno nuovo – ha aggiunto Sofia Bordone -: fronte ricavi pubblicitari, Domus guarda all’off line con stabilità, si pone l’obiettivo di crescere sul digital del 38% e del 50% per quanto riguarda il sistema eventi, area nella quale rientrerà anche un importante progetto che stiamo studiando per il Salone. La quota del cartaceo calerà dal 60 al 50%, compensata però dagli altri due sempre più importanti canali, con il digital che vale il 35% del totale. Positiva anche, la previsione diffusionale che, anche grazie al canale abbonamenti ed estero, dove siamo presenti in 80 Paesi, proietta per il nuovo anno una crescita del 10%, a conferma del grande interesse suscitato dalla nuova autorevole direzione internazionale». Il numero di Domus dicembre 2019 rappresenta il terzo omaggio all’italianità. Intitolato “Milano.Italia” e realizzato dalla redazione sotto la curatela di Fulvio Irace, si propone come uno strumento di narrazione culturale della Milano contemporanea. Al numero verrà dedicata una serata, aperta al pubblico, l’11 dicembre alle ore 18.30 al Memoriale della Shoah di Milano. La monografia dedicata a Chipperfield e il suo “Manifesto d’Intenti” sono allegati in omaggio.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 06/08/2020


Hasbro con RCS per portare i giochi in scatola direttamente nell’edicola sotto casa

Che sia al mare, in montagna o in città quest’anno le vacanze estive saranno all’insegna del divertimento “a portata di mano”. Hasbro in collaborazione con il gruppo editoriale RCS lancia un’iniziativa inedita per garantire un intrattenimento senza fine e senza confini. I grandi classici Hasbro Gaming saranno infatti a disposizione in tutte le edicole per la prima volta in formato originale, con La Gazzetta dello Sport e Oggi. L’azione dell’azienda, leader nel settore dell’entertainment e del grande gruppo editoriale RCS, è volta a promuovere un divertimento alla portata di tutti senza limiti, che si avvicina alla quotidianità delle famiglie italiane privilegiando un canale che lavora proprio sulla prossimità. La collana prevede uscite a cadenza settimanale dei titoli più amati da adulti e bambini. Laprima uscita, acquistabile in edicola al prezzo di 14,99 euro, è il mitico Forza4, gioco in scatola che raccoglierà tutte le famiglie intorno a un tavolo o, perché no, sotto l’ombrellone. A seguire, fino a ottobre, tutti gli appassionati troveranno nella propria edicola di fiducia altri celebri board games tra cui l’intramontabile Monopoly, gli iconici L’allegro Chirurgo e Indovina Chi? E ancora Cluedo, Taboo e Twister. Un totale di 12 giochi. L’attività sarà supportata da una campagna media con uno spot di 15’’ on air sui canali Mediaset, RAI e La7+ e campagna stampa sulle testate RCS di riferimento. 

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Autore: Redazione - 06/08/2020


Condé Nast annuncia il primo numero globale di Vogue: Hope

Condé Nast ha annunciato il numero di Vogue “Hope”, una collaborazione globale tra tutte le 26 edizioni della testata in tutto il mondo per settembre/ottobre. L’iniziativa rappresenta un debutto nei 128 anni di storia del marchio in cui tutte le edizioni si riuniscono attorno a un unico tema editoriale, per trasmettere ottimismo e solidarietà in un momento in cui il mondo sta affrontando un cambiamento straordinario. Il 2020 ha visto il mondo alle prese con una pandemia globale e con gli effetti della crisi climatica, oltre a milioni di persone che hanno manifestato a sostegno del movimento Black Lives Matter, contro la violenza della polizia e il razzismo sistemico. Questa iniziativa di storytelling mira a mostrare un futuro di speranza per i 245 milioni di lettori di Vogue e le comunità in tutto il mondo, attraverso un amalgama di contributi creativi realizzati attraverso l’obiettivo locale di ciascuna edizione di Vogue."Ventisei diverse edizioni, tutte assieme e però ciascuna con la propria voce: perché molte sono le sfide comuni, e altrettante quelle specifiche che ciascuno di noi affronta nel proprio Paese. Il filo conduttore di questo primo, ambizioso progetto globale è la speranza: non certo che tutto torni come prima, ma piuttosto di non sprecare la crisi che stiamo vivendo, che può e deve generare un mondo nuovo, più equo e sostenibile", commenta Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia. I protagonisti, i partner Come parte del progetto, tutti i direttori di Vogue hanno contribuito a un portfolio di fotografie, opere d’arte e reportage, per mostrare ciò che per loro significa questo tema. Il numero di Vogue “Hope” inoltre darà spazio a giovani talenti creativi emergenti, che contribuiranno a dare forma al futuro dell’industria della moda, e a storie vere incoraggianti, oltre che a contributi da parte di designer, attivisti e scrittori. “In un momento in cui il mondo sta affrontando una trasformazione, abbiamo deciso di creare un numero globale di Vogue per sfruttare la voce collettiva della testata e unire i nostri milioni di lettori in tutto il mondo, attraverso uno storytelling visivo autentico. Vorrei ringraziare i nostri partner Aveda, Cartier, Chanel, Desigual, Ferragamo, Levi’s e L'Oréal Paris, che hanno coinvolto i loro creativi in questo progetto”, ha detto Jamie Jouning, Chief Client Officer, Condé Nast. Palinsesto Il numero speciale include: un portfolio editoriale globale di immagini originali scelte dai direttori di Vogue; 26 edizioni stampate di Vogue “Hope” pubblicate in 19 lingue, tra le quali Vogue Australia, Vogue Arabia, Vogue Brasile, Vogue Corea, Vogue Cina, Vogue Germania, Vogue Giappone, Vogue Grecia, Vogue Hong Kong, Vogue India, Vogue Italia, Vogue Messico e America Latina, Vogue Paesi Bassi, Vogue Parigi, Vogue Polonia, Vogue Portogallo, Vogue Repubblica Ceca e Slovacchia, Vogue Russia, Vogue Spagna, Vogue Taiwan, Vogue Thailandia, Vogue Turchia, Vogue Ucraina, Vogue UK, Vogue U.S.A; contenuti multimediali dedicati alla ‘Speranza’ pubblicati sulle piattaforme digitali, social e stampa di Vogue; contenuti a tema ‘Speranza’ creati dai partner Aveda, Cartier, Chanel, Desigual, Ferragamo, Levi’s e L'Oréal Paris. I numeri di Vogue “Hope” saranno disponibili da agosto fino a metà settembre. La prima edizione, Vogue UK, uscirà il 7 agosto.

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Autore: S Antonini - 29/07/2020


Audipress: il tavolo per la ricerca unica delle audience carta e web coinvolgerà gli istituti di ricerca

Continuano i lavori del tavolo composto da editori e mercato che dovrebbe condurre alla costituzione di una ricerca unica sulle total audience cartacee e digitali, con la fusione di Audipress e Audiweb. Lo conferma Ernesto Mauri, presidente di Audipress, che ieri ha rilasciato la rilevazione 2020/I, con la quale si certifica anche una crescita del 9,1% delle letture in digitale, vale a dire circa 1,7 milioni di persone, probabilmente anche frutto delle abitudini maturate durante il confinamento per la pandemia da Covid-19. Il tavolo, di cui fanno parte UPA e UNA in quanto soci di entrambe le “audi”, con FIEG e Fedoweb, proseguirà con la richiesta agli istituti di un progetto per la misurazione integrata del brand editoriale nelle sue declinazioni carta, replica digitale, app, sito web, eccetera. Attualmente gli istituti che collaborano a produrre la ricerca sui lettorati sono DOXA e Ipsos, mentre Nielsen curerà la rilevazione Audiweb fino a fine anno. Insieme a Media Consultants, Memis, MediaSoft, Nielsen si occupa delle ulteriori elaborazioni da nastro di pianificazione di Audipress, mentre i controlli sono effettuati da Reply. I risultati della rilevazione Secondo i nuovi dati approvati ieri dal Consiglio di Amministrazione, oltre sette adulti su dieci hanno letto almeno uno dei principali titoli stampa su carta o in replica digitale negli ultimi 30 giorni. Complessivamente, i lettori si attestano a 37,5 milioni negli ultimi 30 giorni, in calo del 3,8% rispetto alla rilevazione 2019/III Considerando le principali testate italiane su carta o digitale replica, viene raggiunto ogni giorno attraverso la lettura di un quotidiano quasi un terzo degli italiani, più precisamente il 28,1% ossia più di 14,9 milioni di lettori, con quasi 22 milioni di letture, mentre ogni settimana si raggiungono quasi 20 milioni di letture per le più importanti testate settimanali con oltre 11,8 milioni di lettori, il 22,3% della popolazione, e ogni mese si generano più di 18 milioni di letture per le maggiori testate mensili italiane, oltre un quinto della popolazione, ossia il 21,2% pari a 11,2 milioni di lettori. “Un periodo – osserva il Presidente Mauri – che ha visto mutare la quotidianità della popolazione, con una diminuzione della mobilità degli individui e dei flussi sui punti di distribuzione, con nuove norme di comportamento che limitano le opportunità di condivisione e di promozione dei prodotti editoriali. Tuttavia il cambiamento delle abitudini ha portato anche una maggior confidenza con il mezzo digitale”. In merito alle letture digitali, queste si rafforzano in maniera trasversale per sesso, nelle diverse fasce di età e classi socioeconomiche, mostrando segnali di estensione e integrazione, con maggiori evidenze nel segmento dei quotidiani dove i lettori della replica digitale crescono dell’11,8% lettori digitale replica. Infatti la rilevazione, per la quale sono state realizzate 34.263 interviste personali, recepisce anche una parte di field contrassegnato dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria. Le interviste sono state condotte con il sistema CAPI Doppio Schermo su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 14 anni e oltre sono state realizzate lungo un calendario di rilevazione di 38 settimane complessive, dall’8 aprile 2019 al 5 luglio 2020 (con la consueta sospensione nel periodo estivo e natalizio 2019 e la sospensione straordinaria per emergenza Covid-19 dall’11 marzo al 24 maggio 2020). I quotidiani Il comparto quotidiani registra un calo complessivo di lettori del 5,4%. La testata più letta d’Italia è la Gazzetta dello Sport, con 2,9 milioni di lettori al giorno circa ma ne perde il 10% rispetto al field precedente, anche perché nel frattempo c’è stato il lockdown con l’azzeramento delle attività sportive. Seguono il Corriere della Sera a quota 2 milioni, e una contrazione dell’1,2%, nonché la Repubblica, con quasi 1,8 milioni di lettori ma con il 4,7% in meno rispetto alla rilevazione 2019/III. Il Sole 24 Ore vede aumentare il proprio lettorato del 4,8% attestandosi a 745mila lettori mentre Il Fatto Quotidiano, che conta 413mila lettori, cresce dell’8,4%. Il QN – Quotidiano Nazionale cui fanno capo Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno si attesta a oltre 1,8 milioni di lettori complessivi, in contrazione dell’8,9% sul 2019/III, precedendo la Repubblica nel ranking delle letture totali. Sul fronte delle copie cartacee, si conferma leadership della Gazzetta dello Sport con 2,8 milioni di lettori, seguita da QN con 1,831 milioni che supera di poche lunghezze il Corriere della Sera a 1,8 milioni. Tra i pochi quotidiani a registrare trend in crescita figurano Il Centro (+2,5%), Il Messaggero Veneto (+3,1%), La Nuova Sardegna (+1%), il Giornale di Vicenza (+5,9%), la Nuova Gazzetta di Modena (+4,8%). I settimanali I lettori dei settimanali sono in calo dell’8% rispetto al 2019/III. La testata più letta è Sorrisi e Canzoni Tv con 2,2 milioni in calo del 3%, anche sul cartaceo. Chi è il secondo settimanale più letto con 2 milioni complessivi ma ne cede il 2,8%, mentre sul fronte cartaceo nel perde il 3,3%. Settimanale DiPiù a quota 1,7 milioni si contrae del 2,4%, e analogamente sul cartaceo. In questa rilevazione crescono DiPiù Tv a quota 1,4 milioni (+2,7%) e così sul cartaceo che si attesta sullo stesso totale. Vanity Fair conta oltre un milione di lettori complessivi, in crescita del 2,6% mentre sul cartaceo aumenta i lettori del 2,8%. F a 488mila lettori cresce quasi del 10%, anche sul cartaceo. Elle fa il +12,1% e si attesta a 388mila lettori (+13,6% sul cartaceo). Minima crescita anche per Tu Style, che registra un +0,3% con 285mila copie. I mensili I mensili sono in calo del 3,1%. La testata più letta è Focus con 3,5 milioni di lettori (-4,4%). Con quasi 2,1 milioni Quattroruote è la seconda più letta, in calo del 5,9%. Al Volanto è al terzo posto con 1,3 milioni, (-1,1%). Positivo l’andamento di Vogue Italia (+1,3%), Bell’Italia (+2,1%), Marie Claire (+4%), Cosmopolitan (+1%), Auto (+2,2%), For Men Magazine (+2,2%), Silhouette donna (+3,7%), Marie Claire Maison (+18%), Elle Decor (+2,1).   Scarica AUDIPRESS 2020/I

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Autore: Redazione - 27/07/2020


GEDI: nel primo semestre 102 milioni di ricavi pubblicitari in calo del 30,8% per effetto del Covid

Il Consiglio di Amministrazione di GEDI Gruppo Editoriale, presieduto da John Elkann, ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2020 presentati dall’Amministratore Delegato Maurizio Scanavino. L’andamento del primo semestre del 2020 è stato notevolmente impattato dalla diffusione del virus Covid-19 e dalle conseguenti e opportune misure restrittive per il suo contenimento poste in essere da parte delle autorità pubbliche e locali. Pertanto, i ricavi consolidati si sono attestati a 248,9 milioni di euro, registrando una flessione del 17,8% rispetto al primo semestre del 2019. I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 14,2% del fatturato consolidato (18,4% sul brand Repubblica). Le diffusioni I ricavi diffusionali, pari a 125,7 milioni, sono diminuiti del 6,6% rispetto a quelli del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Gli effetti del Covid-19 e delle misure restrittive introdotte a livello regionale e nazionale hanno impattato negativamente sull’andamento delle vendite in edicola. Per contro, l’attività di vendita degli abbonamenti digitali ha confermato il trend positivo, sostenuta sia dal proseguimento delle azioni di massimizzazione della redditività della customer base sia dalle maggiori attivazioni conseguenti alla crescente attenzione dei lettori per le notizie riguardanti la diffusione del Covid-19. All’interno di questo contesto è stata avviata una politica promozionale sia sui prodotti premium (Rep:, Topnews, Stai con Noi) sia sugli abbonamenti annuali alla copia replica. Tutte queste azioni hanno incrementato la customer base che a fine giugno ha raggiunto i 231 mila abbonati su tutte le testate del Gruppo, quasi il doppio rispetto all’analogo mese del 2019 e superiore di circa 104 mila abbonamenti rispetto a fine dicembre 2019. La pubblicità I ricavi pubblicitari, pari a 102 milioni, hanno subito un calo del 30,8% rispetto ai primi sei mesi del 2019. La flessione è sostanzialmente riconducibile agli effetti del Covid-19. Con riferimento ai diversi mezzi del Gruppo, nel semestre la pubblicità su stampa è risultata in calo del 31,9% e quella sulle radio del 41,6%; più contenuta è stata la flessione della raccolta su internet, -8,1%. I costi I costi, inclusi gli ammortamenti, sono inferiori del 9% rispetto al primo semestre del 2019; sono diminuiti sia i costi del personale (-5,2%) che gli altri costi (-11,3%). Va peraltro evidenziato che tali riduzioni riflettono solo parzialmente gli effetti delle riorganizzazioni realizzate nelle aree tipografiche, amministrative e gestionali di GEDI News Network e della Capogruppo nonché nelle strutture commerciali locali della concessionaria di pubblicità A.Manzoni&C.. Il margine operativo lordo consolidato è stato negativo per 11,6 milioni, includendo elementi economici non direttamente riferibili allo svolgimento ordinario del business per complessivi 7,4 milioni, derivanti principalmente da operazioni di riorganizzazione del personale e da costi e oneri connessi al Covid-19. Al netto di tali componenti, il margine operativo lordo rettificato è stato negativo per 4,2 milioni rispetto ai +23,5 milioni nel primo semestre del 2019. Il risultato operativo consolidato è stato negativo per 129 milioni e include, oltre agli oneri, 101,6 milioni di svalutazioni di avviamenti di testate effettuate a seguito delle verifiche di impairment test. Tali svalutazioni si riferiscono per €61,0mn alla Cash Generating Unit (CGU) “La Repubblica”, per €16,0mn alla CGU “GEDI News Network Nord Est (Messaggero Veneto, Il Piccolo, Quotidiani Veneti, Corriere delle Alpi)”, per €21,4mn alla CGU “GEDI News Network Nord Ovest (La Stampa, Il Secolo XIX)” e per €3,2mn alla CGU “GEDI News Network Livorno (Il Tirreno)” e sono state effettuate per allineare i valori contabili di ciascuna CGU al valore recuperabile di riferimento determinato sulla base dei flussi di cassa dell’ultimo Business Plan approvato, adattati per riflettere alcuni scenari di possibile evoluzione della pandemia e dei suoi effetti sull’evoluzione del PIL italiano, e conseguentemente sugli investimenti pubblicitari, “pesati” in base al grado di probabilità. Senza considerare oneri non ordinari e svalutazioni, il risultato operativo rettificato ammonta a -20 milioni rispetto ai 7,6 milioni nel primo semestre del 2019. Il risultato netto consolidato registra una perdita di 120,5 milioni recependo svalutazioni di avviamenti di testate effettuate a seguito delle verifiche di impairment test per 74,2 milioni al netto dell’effetto sulle imposte e oneri per ristrutturazioni e altre componenti non ordinarie con effetto sul risultato netto pari a 5,7 milioni. Nel semestre sono state inoltre registrate impairment loss per 5,6 milioni sul valore delle partecipazioni detenute in Editoriale Libertà ed Editoriale Corriere di Romagna e 9,3 milioni di rettifiche delle imposte anticipate per effetto del peggioramento, causa Covid-19, delle previsioni di recuperabilità delle perdite fiscali pregresse. Nel primo semestre 2019 il risultato netto era stato negativo per 19,1 milioni per effetto della svalutazione di 17,3 milioni del valore della partecipazione detenuta in Persidera. Al netto degli effetti di cui sopra, il risultato netto rettificato del primo semestre 2020 è negativo per 25,7 milioni rispetto ai +0,8mn del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Evoluzione della gestione In un contesto di visibilità ancora ridotta, alcuni dei principali operatori del settore prevedono che nel 2020 il mercato della raccolta pubblicitaria possa subire un calo tra il 15% e il 20%, in funzione di diversi scenari sugli effetti del Covid-19. Un calo così significativo si era verificato in precedenza solo durante la crisi del 2012 quando il mercato aveva fatto registrare un -14,3%. Allo stato attuale tutti gli elementi che concorrono alla formulazione di previsioni per l’esercizio restano significativamente incerti in quanto dipendono, tra l’altro, dall’evoluzione della pandemia e dagli effetti nei prossimi mesi delle misure pubbliche nel frattempo implementate e da implementare. Le circostanze evocate rendono allo stato altamente incerta qualunque previsione che la società formulasse. Il Gruppo è focalizzato nel fare tutto quanto in proprio potere per gestire la crisi: ha implementato ulteriori misure per ridurre i costi e contenere gli esborsi per investimenti non strettamente necessari, procede regolarmente ad assessment sulle posizioni di liquidità rapportandosi con i propri partner finanziari, e continua ad attuare tutte le misure di sicurezza sanitarie a tutela dei propri lavoratori definite e richieste dalle diverse autorità locali. Il Gruppo ritiene di disporre di leve gestionali adeguate a garantire prospettive di sviluppo positive nel medio-lungo periodo, sia pure in un quadro macroeconomico inevitabilmente compromesso per il 2020.

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