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Vendite e customer retention in rialzo: ecco i primi benefici dell’AI nel marketing

Autore: Redazione

Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia


Una nuova ricerca di Quantcast e Forbes Insights rivela che il 53% dei marketer vuole aumentare l’investimento in AI nei prossimi 3 anni e che il 30% la considera fondamentale per le proprie attività

Incremento delle vendite e crescita della customer retention. Sono questi gli impatti positivi più evidenti che registrano i marketer sul bilancio aziendale dopo aver investito in AI. A rivelarlo una recente survey condotta da Quantcast in collaborazione con Forbes Insights su un panel di oltre 500 marketing manager di tutto il mondo per capire come l'intelligenza artificiale può ottimizzare le strategie di marketing e come brand digitalmente esperti possono interagire con il pubblico giusto in modo rilevante.
Leader e ritardatari
Sulla base dei risultati ottenuti, Quantcast e Forbes Insights hanno sviluppato il Punteggio per la Maturità dei brand del XXI secolo. Un tool per comprendere le caratteristiche e le qualità dei brand maturi a livello digitale che ha permesso di classificare gli intervistati come “Leader” e “Ritardatari” e di constatare come nel 2018 i primi abbiano incrementato il fatturato del 15%, mentre i secondi solo del 7%.
Le evidenze
A questi dati si aggiungono ulteriori risultati che Quantcast, proprietaria della più grande piattaforma AI-driven sul comportamento dell’audience nell'open internet, ha raccolto nel report “Lezioni dai brand del XXI secolo”. Tra i principali si evidenziano:
  • Maggiore impatto sul business grazie all’utilizzo dell’AI nelle attività marketing
  • Il 52% degli intervistati ha registrato un aumento delle vendite
  • Il 51% ha riscontrato invece un aumento della customer retention
  • I brand pianificano di adottare soluzioni AI con entusiasmo nei prossimi 3 anni
  • Il 53% prevede di aumentare l’investimento in AI del 25-49%
  • Quasi un quinto (17%) assicura invece un incremento del budget tra il 50 e il 74%
  • I marketer sono ottimisti riguardo ai benefici che l’AI sarà in grado di apportare
  • L’80% dichiara che la tecnologia AI, esonerandoli da alcune mansioni quotidiane, gli permetterà di concentrarsi maggiormente sulla strategia
  • Il 58% afferma che perfezionerà la customer experience online
  • Più della metà (55%) sostiene invece che genererà messaggi targettizzati e personalizzati.
Macchine in aiuto in uno scenario che muta velocemente
Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, afferma: “Guardando oltre l’entusiasmo che circonda oggi l’AI e il machine learning, scopriamo brand che stanno davvero ottenendo risultati reali e positivi, come dimostra questa ricerca. I cambiamenti nei comportamenti e nelle preferenze dei consumatori avvengono troppo velocemente ed è difficile stare al passo con essi. Le macchine possono aiutare a identificare accuratamente i pattern nelle preferenze e adattare automaticamente il targeting e l’attivazione della campagna. Ecco perché i marketer dovrebbero cercare di essere tra i leader quando si tratta di implementare tecnologie basate sull’AI e il machine learning sia tramite lo sviluppo interno sia affidandosi a partner specializzati”.

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Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 19/04/2019


Cadbury lancia in UK il nuovo Darkmilk con la firma nostalgica di VCCP

Una nuova barretta di cioccolato, dolcemente al latte, ma senza dimenticare l'amaro del cacao più vero. È il Darkmilk che Cadbury lancia in UK, con una campagna firmata da VCCP che gioca con i ricordi, con la nostalgia e, ovviamente, con l'ironia. Due filmati costruiti attorno ai visi invecchiati di due sex symbol della pop music britannica anni 80: Kim Wilde, subito in auge al principio degli eigthies con "Kids In America", brano più volte richiamato anche nello spot dalla protagonista, ormai divenuta una regina della botanica, e da Jason Donovan, tranquillo signore ripreso all'interno della sua casa, in compagnia di un cagnolino che pare quasi incredulo che il Donovan sia tornato sotto le luci dei riflettori.

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 18/04/2019


Professione Event Manager: tra pragmatismo e creatività

L’organizzazione di eventi è sicuramente una delle professioni con il maggior numero di intersezioni tra attività diverse tra loro. La stessa parola evento ha un’accezione talmente ampia che ospita al suo interno una serie di significati innumerevoli. Volendo fare un po’ di ordine tra tutte queste definizioni “filosofiche” possiamo vedere che l’organizzazione di un evento si distingue in tre macro aree: progettazione, realizzazione e analisi dell’evento. La fase della progettazione è assolutamente fondamentale, è l’inizio del cammino che segnerà la strada da percorrere per tutto l’evento. Il contributo della tecnologia Negli ultimi anni la tecnologia ha dato un supporto decisivo alla fase progettuale, tramite la riproduzione grafica in 3D del progetto in questione. I render assicurano sia l’organizzatore che il cliente finale la piena consapevolezza dello sviluppo dell’evento in tutte le sue parti, dalla parte grafica appunto come appena detto sino alla parte riguardante gli spazi e le misure inerenti agli allestimenti. In fase preventiva possiamo infatti calcolare con precisione e il numero e la tipologia dei materiali che saranno usati, rendendo perfettamente trasparente al committente il work in progress. Una volta stabilito con precisione il piano di progettazione si passerà alla fase decisiva della realizzazione. In questo caso la tipologia di evento sarà decisiva per scegliere il modus operandi. L’importanza del tempismo Facciamo l’esempio di un grande evento congressuale, dove l’organizzazione ha ricevuto il compito di scegliere la location giusta e curare la parte degli allestimenti. In questo caso l’organizzatore deve calibrare al meglio la quantità di personale specializzato e gli spazi e i tempi a disposizione. Nell’organizzazione eventi un crono programma dettagliato e condiviso e sicuramente alla base di una comunicazione efficace con la propria squadra di lavoro. Le tempistiche di realizzazione sono infatti fondamentali sia per contenere al minimo i costi sia per avere il maggior tempo possibile per apportare migliorie in corso d’opera. Una volta svolto l’evento è fondamentale analizzare sia la parte tecnica sia la parte riguardante il personale. Per crescere e migliorare continuamente, ogni evento porta con sé una serie di messaggi facilmente codificabili dall’organizzatore che deve recepire in modo chiaro e indiscutibile i fatti salienti delle due fasi, quella progettuale e quella realizzativa.

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 17/04/2019


Audiweb, a febbraio comanda sempre Italiaonline

Secondo i dati Audiweb del mese di febbraio 2019, prodotti con la nuova metodologia Audiweb 2.0, sono stati 41,6 milioni di utenti unici, pari al 69,6% della popolazione, collegati a internet complessivamente per 78 ore e 18 minuti (3 giorni e 6 ore). Nel giorno medio, risultano 33,2 milioni gli utenti unici che hanno navigato almeno una volta dai device rilevati, pari al 55,5% della popolazione dai 2 anni in su. In dettaglio, sono stati 11,3 milioni gli utenti online nel giorno medio da Computer (il 18,9% della popolazione 2+ anni), 5 milioni da Tablet (l’11% dei 18-74enni) e 28,7 milioni da Smartphone (il 64,3% dei 18-74enni). Provenienza geografica In base ai dati sulla provenienza geografica degli utenti online, nel giorno medio a febbraio risultano piccole variazioni rispetto al mese precedente. Sono stati, infatti, 9,2 milioni gli utenti online dall’area Nord Ovest (il 58,2% della popolazione di quest’area), 5,9 milioni dall’area Nord-Est (il 54,3% della popolazione di quest’area), 6,4 milioni dal Centro (pari al 57,3% della popolazione del Centro) e 11,6 milioni dall’area Sud e Isole (il 53,4% della popolazione di quest’area). Caratteristiche demografiche Per quanto riguarda le caratteristiche demografiche degli utenti online, hanno navigato almeno una volta nel giorno medio del mese di febbraio il 54,7% delle donne dai due anni in su (16,6 milioni) e il 56,4% degli uomini (16,6 milioni). I giovani che navigano abitualmente su internet sono oltre l’82%, 4 su 5, con quote pari all’82,7% dei 18-24enni (3,6 milioni) e l’83,7% dei 25-34enni (5,7 milioni). Tutti gli altri segmenti della popolazione adulta risultano comunque coinvolti in modo significativo. Fa eccezione il segmento degli over 64 anni che, pur rappresentando online solo il 26% (3,5 milioni) del target di riferimento, come si può vedere dai dati sul tempo speso, questi utenti una volta online vi trascorrono circa 2 ore e 25 minuti giorno medio. Giorno medio Nel giorno medio a febbraio gli utenti online hanno trascorso in media 3 ore e mezza. Hanno navigato complessivamente per 3 ore e 34 minuti le donne e 3 ore e 26 minuti gli uomini. Più in dettaglio, i 18-24enni hanno dedicato circa 4 ore all’online (3 ore e 52 da Smartphone), con valori non molto diversi per i 25-34enni, online per 3 ore e 53 minuti, e per i 35-44enni, online per 3 ore e 43 minuti. Resta interessante il tempo dedicato all’online dagli over 64enni. Sotto categorie Tra le sotto-categorie di siti e applicazioni più visitati nel mese di febbraio si confermano le sotto-categorie “Search”, che raggruppa i motori di ricerca, con 39,8 milioni di utenti unici mensili (il 95,7% degli utenti online), “Member Communities”, che raggruppa i social network, con 36,9 milioni di utenti (l’88,6%), “Internet Tools/Web Services”, con servizi e applicazioni per la fruizione di strumenti e servizi online, raggiunge 36,7 milioni di utenti (l’88,2%)i, “Video/Movies” con 36,7 milioni di utenti (l’88,2%), “General interest portals & communities”, che raggruppa i portali generalisti con 36,4 mionini di utenti (87,4%). Raggiungono, tra le altre, valori altrettanto rilevanti anche le sottocategorie “Current events & global news” con i siti di news online che raggiungono a febbraio 35 milioni di utenti unici, “Mass merchandiser”, la categoria che raggruppa siti di vendita online di prodotti mass market, con 33 milioni di utenti unici nel mese, “Corporate information”, insieme di siti e applicazioni delle aziende online, con 30,9 milioni di utenti. L'andamento delle concessionarie a febbraio Anche a gennaio, sul confronto con il mese precedente, Italiaonline risulta essere la prima concessionaria nel giorno medio, grazie a una total digital audience di poco superiore agli 8 milioni di utenti unici. Ma nella top 3, Mediamond (7.534.944) sopravanza  Manzoni (7,232,219 di utenti unici). È un controsorpasso, dopo quello avvenuto proprio lo scorso mese. Completano la top 5 sempre Sky Italia e RCS Pubblicità.  L’andamento dei brand a febbraio Tra i brand a febbraio si impone ancora una volta la Repubblica, grazie a un’utenza unica giornaliera di quasi 2,8 milioni di persone. In seconda posizione c’è ancora Virgilio, mentre in terza avanza Twitter, a discapito de ilMeteo, che dal terzo gradino di gennaio scende in settima posizione. Libero, al quarto posto, precede Spotify.

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 16/04/2019


Blogmeter diventa partner dell'Osservatorio Nazionale Influencer Marketing

Oltre 400 utenti, tra marketer e influencer, per dar vita a un report in grado di delineare con maggiore chiarezza l’influencer marketing in Italia. Nasce da queste premesse l’analisi diffusa dall’ONIM (Osservatorio Nazionale Influencer Marketing) in partnership con Blogmeter. Venti chart accompagnate da approfondimenti per comprendere, dati alla mano, aspetti come la soddisfazione, le attività e i canali utilizzati, la selezione e l’analisi dei risultati. Insight raccolti nel 2018 attraverso dei survey proposti ai professionisti del settore e alle aziende impegnate sul tema dell’influencer marketing. Il primo di una serie di approfondimenti e attività come il successivo report dedicato agli influencer e, grazie alla partnership tecnologica con realtà di primo piano quali Talkwalker, Blogmeter e The Fool, analisi dedicate. Attualità Un mercato, quello che emerge dal report, che si dimostra sì ancora giovane, ma che lancia importanti messaggi di crescita. La maggioranza dei marketer interpellati (il 67,22%) si dichiara infatti soddisfatta dei risultati ottenuti e che è pronta (il 67,5%) ad aumentare il budget per il 2019. Manifestazioni di quanto l’influencer marketing sia sempre più strumento strategico. Obiettivi Passando agli obiettivi per cui l’IM viene impiegato il dato di maggiore rilevanza è legato all’awareness (19.5%), sintomo di un mercato che deve ancora formarsi pienamente. Non mancano però obiettivi più “complessi” come l’incremento della brand reputation (18,3%) e rafforzare la relazione con utenti e community (10,7%). Instagram domina, sul Fashion unione di intenti Il report conferma come sia Instagram il canale maggiormente utilizzato per i progetti con gli influencer (83% lo usa da spesso a molto spesso). Resiste Facebook (37% spesso), frequentemente utilizzato come supporto alle campagne realizzate su Instagram. Andando ad analizzare i settori in cui l’IM è impiegato, troviamo il 17,6% di Fashion e Food & Beverage e il 12% del Travel. Ambiti sicuramente più pronti sia per cultura sia per prodotto.  Matteo Pogliani “Da professionista impegnato quotidianamente in progetti d’influencer marketing - dice Matteo Pogliani, founder dell’ONIM e partner di Open-Box - sentivo, come tanti, l’esigenza di avere un’istantanea reale dello scenario italiano andando oltre percezioni e mode. L’estrema attenzione attorno al tema influencer ha sì portato maggiore attenzione, ma ancora poca consapevolezza. I dati di questo e dei successivi report hanno proprio l’obiettivo di fare finalmente cultura sull’influencer marketing, facendo così crescere la coscienza di marketer e brand e spingendoli ad avere un approccio più critico e strategico. Una base di partenza, il report, su cui confrontarsi e, ove possibile, migliorare. Ringrazio Comunicatica, Viralbeat e Vidoser, partner che hanno da subito appoggiato il progetto ONIM, IUSVE, partner istituzionale e accademico e tutti i partner tecnologici che ci permetteranno di accrescere le attività dell’Osservatorio”.

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