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Bandertest è il nuovo format di moto.it ad alto tasso social

Autore: Redazione


Ispirato al film interattivo di Netflix “Bandersnatch”, è il primo esperimento di prova interattiva in cui è l’utente a decidere che attività far compiere al tester

Come “Bandersnatch” di Netflix ha portato l’interattività nel campo delle serie tv, così Bandertest, il nuovo format di Moto.it ideato e scritto da Alberto Capra Special Projects Manager di AM Network, per la prima volta permette agli utenti di scegliere quali aspetti approfondire durante un test di prodotto. Con Bandertest Moto.it supera il classico video di test e, attraverso i sondaggi delle Instagram stories, mette i followers al centro della prova, facendoli interagire direttamente con il giornalista che la sta realizzando.

Tutta l’esperienza interattiva in una giornata

L’esperienza interattiva permette di provare, secondo le modalità scelte da ognuno, uno scooter Yamaha XMAX 300 Iron Max. Alla fine di ciascuna sequenza di storie, un sondaggio dà la possibilità di decidere come far proseguire il test. L’opzione che avrà raccolto più voti, dopo ogni ora di pubblicazione del sondaggio, determina il proseguimento della prova. Il gioco si protrae per tutto il giorno, fino al termine di una giornata tipo e una volta giunti alla fine di questo test, un link permette di ripetere da capo l’intera esperienza sul canale YouTube di Moto.it, così da verificare cosa sarebbe successo nel caso fossero state scelte altre opzioni.

Adattamento social

Il canale Prove è da sempre uno dei più cliccati e seguiti nel sito di Moto.it con i test su strada, in pista e le comparative e proprio per questo la redazione di Moto.it con il social media team ha deciso di spingersi oltre sfruttando le potenzialità che i social network offrono, in particolare l’account Instagram di Moto.it con i suoi 53.600 followers, tra i più seguiti dal settore Automotive, e il canale YuoTube con 170.000 iscritti. Il format è stato traslato e adattato ai social, in particolare ai sondaggi delle Instagram stories che in tempo reale permettono di rilevare le preferenze degli utenti e quindi di poter rispondere e interagire di conseguenza.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 08/08/2019


Volete litigare? Fatelo in maniera professionale!

Da una parte le immagini spettacolari del wrestling femminile trasmesse da Hub Sports, canale del gruppo StarHub, dall'altro un pianerottolo preso in ostaggio da un litigio condominiale. Lo spettatore, già immerso nella visione del prezioso contenuto televisivo è costretto ad affacciarsi per capire il motio del disturbo, ma la suggestione dello spettacolo tv è tale che anche le due litiganti, circondate dal solito pubblico di curiosi, si trasformano per i suoi occhi in due vere combattenti di wrestling, con tanto di costume e atteggiamenti insolenti e teatrali. Il risveglio per tutti è brusco: se volete litigare, allora fateloin maniera seria, professionale, iscrivetevi alla lega di wrestling! La porta sbattuta chiude la questione.

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aziende

Autore: F Lattanzio - 02/08/2019


Uqido, Avesani: «Il nostro compito è semplificare la tecnologia complessa»

Tutto iniziò 9 anni fa, quando sul mercato si presentò una app in grado di gestire le code all’interno degli esercizi pubblici. Ognuno “prendeva” un numero virtuale ed era libero di seguire dal suo smartphone il procedere delle file, abbandonando così le scomode sedie e recuperando del tempo per svolgere le proprie commissioni o bersi un caffè. Nacque così Uqido, che ora è impegnata su uno spettro tecnologico molto più esteso: dai software agli algoritmi, da IoT a VR e AR. L’azienda ha imparato a congiungere l’anima ingegneristica con quella creativa, e dunque l’operato dello sviluppatore con quello del designer, per raggiungere un fine comune a tutti i suoi lavori: «sviluppare tecnologie che possano essere utilizzare, e dunque semplificare la tecnologia complessa», spiega a DailyNet Pier Mattia Avesani, CEO di Uqido. Siete una società che mette insieme due anime, quella ingegneristica e quella creativa. Come convivono tra loro? Sembrano due cose distinte ma in realtà sono molto vicine. Nelle riunioni con i clienti portiamo un designer, un tecnico e una neuroscienziata, così da capire quali siano necessità e difficolta dei progetti per rispondere al meglio alle richieste. Inoltre stimoliamo l’interazione e la coesione tra il team attraverso attività extra lavoro e dando la possibilità ai dipendenti di lavorare per il 20% del loro orario su progetti proposti da loro. Lavorate sulle nuove tecnologie, come AR, VR e IoT. Qual è il loro futuro? E quale la loro parabola d’adozione? AR, VR e le nuove tecnologie seguono tutte lo stesso percorso all’interno dell’utenza: disinteresse, hype, sgonfiamento e poi aspettative realistiche. AR e VR stanno vivendo quest’ultimo momento: è ancora complicato tenere il visore per molto tempo, la tecnologia non è pronta per la diffusione di massa ma è abilitante per una serie di attività. Ogni mezzo ha il proprio contenuto specifico e in preda all’hype i due tipi di “realtà” sono stati popolati con ogni tipo di format. L’85% di questi ha provocato negli utenti sensazioni negative. Ci sono casi, però, in cui AR e VR sono molto interessanti, e lo scarto tra il potenziale e la sua realizzazione si sta assottigliando. Adesso in VR sono proposti solo contenuti adeguati e tra pochi anni, quando saranno lanciati sul mercato dispositivi e contenuti più adatti, l’adozione crescerà. Va ricordato che queste tecnologie sono ancora emergenti, poco più che acerbe. Il vero valore aggiunto diventerà mescolare i vari fattori abilitanti. IL 5G poi sarà un aiuto molto utile: tra i principali problemi dei visori c’è la scarsa potenza di calcolo, e una connessione veloce può fare in modo che i dati vengano elaborati in cloud, alleggerendo dunque lo sfruttamento del device e, di conseguenza, le sue dimensioni.  Quali sono i vostri rapporti con il marketing? Molto spesso sviluppiamo tecnologie a supporto del marketing. Ad esempio, abbiamo costruito esperienze in VR per l’apertura di una sede di Credit Agricole, un corner per conto di Nice dove formare i clienti sull’installazione di strumenti di home automation, o ancora VR su pop up store per Quellogiusto e un configuratore di arredamenti in AR per Ikea. Tutto questo si lega al nuovo concetto di innovazione, che significa pensare in verbi e non in soggetti. Non si richiede più una nuova app, ma una migliore selling experience. Da pochi mesi avete aperto una sede a Milano. Quale ruolo occupa nella vostra strategia? Nello scorso maggio abbiamo aperto una unit all’interno dell’Hub Le Village di Credit Agricole, dove abbiamo il ruolo di abilitatori tecnologici. Diamo una mano alle startup con cui ci confrontiamo molto spesso, e in più rappresenta un punto di presidio per il nostro business. Avete partecipato al Campus Party nelle scorse settimane. Qual è stato il vostro ruolo? E cosa rappresentano per voi eventi di questo tipo? Questo tipo di eventi rappresenta un modo per spiegare ciò che facciamo e divulgarlo. Al Campus Party abbiamo tenuto tre speech dedicati alla XR, alle tecnologie one-to-one e a Spark AR, il moto re integrato all’app di Facebook che usa la realtà aumentata per interagire con gli utenti senza bisogno di scaricare app. Siete anche in prima linea nell’organizzazione di eventi: l’EICS è arrivato alla seconda edizione quest’anno… L’EICS è un evento che tratta di immersive computing e quest’anno, a Venezia, si è tenuta la seconda edizione. Nella terza, che sarà tra marzo e aprile del 2020, inviteremo 20 speaker provenienti da tutto il mondo e dalle principali aziende. C’è tanta attesa perché sarà un evento davvero interessante. Quali sono i risultati economici che state producendo? Negli ultimi 3 anni abbiamo quintuplicato il fatturato, e abbiamo allargato il team da 9 a 40 risorse. Nel 2019 stiamo assistendo a una svolta, stiamo sviluppando prodotti molto forti dedicati a rendere più efficaci le vendite e alla diminuzione dei costi interni.

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Autore: S Antonini - 02/08/2019


Kantar: più conoscenza in tempo reale dei processi che guidano i consumi, l’Italia avrà un maggiore impatto sugli sviluppi futuri del gruppo

Individuare e fornire analisi in tempo reale delle motivazioni che guidano i comportamenti, le scelte e in definitiva i sentimenti dei consumatori attraverso i dati, per assecondare la richiesta sempre più pressante delle aziende rispetto a “cosa” accade ai loro brand e “perché”. Questa, in sostanza, la strategia del gruppo Kantar dopo l’acquisizione da parte di Bain Capital del 60% della società, detenuto precedentemente da WPP, per 4 miliardi di dollari. Il ceo di Kantar Eric Salama ha illustrato ieri i piani di investimento nello sviluppo di sistemi data driven di “human understanding” rapidi ed efficienti, attraverso l’intelligenza artificiale e il machine learning, piattaforme self service e una maggiore automazione dei processi. In questa nuova fase, Kantar punta a rendere i propri servizi sempre più veloci, e disponibili per un numero ancora più ampio di mercati. Il network è presente in 80 Paesi e lavora con oltre la metà delle 500 imprese della classifica Fortune, tra “giganti” del mercato globale - Nestlé, Visa, P&G, Coca-Cola -, e del mercato locale - uno fra tutti, Huawei -, primari player del settore tecnologico e società leader di mercati specifici tra cui anche società governative e ONG come Unicef. In questo contesto, l’Italia «avrà un impatto globale maggiore sui futuri sviluppi del nostro gruppo - dichiara Eric Salama a DailyMedia -, attraverso XTEL, il nostro trade optimisation business di Bologna. Kantar è ben posizionata in Italia grazie a un ottimo mix di grossi clienti globali e locali in portafoglio che sta crescendo bene». La misurazione cross mediale su tutti i device Kantar si avvale per la misurazione di tutti gli strumenti multimediali tecnologici, quali contenuti in streaming, video on demand, catch up tv, piattaforme di streaming gratuite come YouTube e OTT a pagamento come Netflix. L’obiettivo è favorire l’efficienza degli investimenti attraverso soluzioni customizzate, dove ancora la parola chiave è “velocità”. Tra gli strumenti di rilevazione in tempo reale del “sentiment” dei consumatori c’è un’applicazione per smarphone che permette agli stessi di partecipare alle ricerche semplicemente scannerizzando gli scontrini della spesa. Un altro strument di Kantar è il market place proprietario che fornisce in modalità on demand ricerche, consulenze e strumenti di marketing. Il market place di Kantar contiene le consulenze da parte di esperti di 100 Paesi, e consente l’accesso alle soluzioni (certificate Kantar) approvate da oltre 8000 clienti, nonché a oltre 20mila profili consentiti.

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Autore: Redazione - 31/07/2019


Samsung, la campagna per QuickDrive con S4M ha generato un uplift delle visite in-store del 94%

Per la promozione delle lavatrici QuickDrive, Samsung ha attivato un’iniziativa di cashback che prevedeva la possibilità di richiedere un rimborso fino a 300 euro sull’acquisto del prodotto. La comunicazione della campagna è stata affidata a S4M, a Starcom e al team Digital Hub di Publicis Media, che hanno lavorato a generare visite incrementali in negozio durante il periodo di validità dell’iniziativa. I ruoli delle agenzie Starcom supporta Samsung nell’elaborare strategie di continuità tra attività on line e punti vendita, superando le modalità tradizionali di comunicazione ed ingaggio dell’audience durante le attività promozionali ed, in questo caso, andando oltre il classico “volantino”. S4M, poi, ha puntato sulla qualità dell’audience raggiunta, sull’innovatività dei formati e sulla localizzazione della campagna. La strategia prevedeva l’erogazione di un mix di formati creativi dinamici ad un target di utenti potenzialmente interessati all’acquisto, che si trovavano in prossimità dei negozi aderenti all’iniziativa. Le creatività Per massimizzare l’engagement degli utenti sono state utilizzate creatività animate multidimensionali, che mostravano le caratteristiche innovative delle lavatrici QuickDrive, così da coinvolgere l’utente e comunicare il valore del prodotto e i vantaggi della promozione, ancora prima dell’approfondimento sulla landing page. La campagna ha riguardato le principali catene di elettronica, quali MediaWorld, Trony, Euronics, Expert ed Unieuro, per un totale di 1.908 negozi su tutto il territorio italiano, con periodi di validità differenti a seconda del punto vendita. Grazie a questa strategia, Samsung ha portato nei negozi migliaia di nuovi consumatori su tutto il territorio italiano, raggiungendo il proprio obiettivo con efficacia e registrando un uplift delle visite del 94%, grazie all’elevata interazione degli utenti con i formati creativi di S4M. Questo uplift è stato calcolato grazie ad un confronto tra i risultati del cluster di utenti esposti alla promozione e un gruppo di controllo con le stesse caratteristiche e, sul totale delle visite reali registrate, oltre il 50% è stato incrementale.

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