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Buondì Motta con PHD Italia è sponsor dell’Isola dei Famosi di Canale 5

Autore: Redazione


Solo i migliori concorrenti del reality potranno gustare la colazione che coniuga leggerezza e golosità

Sull’Isola dei Famosi, dove ogni comfort e agio spariscono, Buondì Motta risolleva gli animi dei concorrenti Vip con una sponsorizzazione che dura per tutte e 12 le settimane di trasmissione del noto reality show, prodotto da Mediaset, in collaborazione con Magnolia (società di Banijay Group). La colazione che coniuga leggerezza e golosità diventa il premio per i naufraghi più bravi e fortunati, che la riceveranno come gustosa ricompensa per ricaricarsi dalle quotidiane fatiche sotto il sole. Nella nuova edizione dell’Isola dei Famosi, Buondì Motta sarà presente sia durante il daytime che il primetime, e in più sul web con attività di digital engagement e social entertainment. Buondì sarà la colazione premio per il naufrago che vincerà la prova leader. Con il digital engagement ed entertainment, l’irresistibile energia di Buondì coinvolgerà anche gli utenti dei social Instagram e Facebook, attraverso video e post collegati alle puntate. La visibilità sarà incrementata dalla raccolta delle puntate nel portale Videomediaset e da clip dedicate al prodotto presenti sul sito web www.isoladeifamosi.it. Agenzia media: PHD Italia.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 20/08/2019


Da Star Trek alle rapine in banca: risolve tutto Blockchain.com con The Pit

Che ci fa il comandante di Star Trek nelle vesti di rapinatore di banche? Ci deve essere un errore, un equivoco. Però, effettivamente, nonostante il bavaglio che ne copre i connotati quello è sicuremante William Shatner e sta rapinando una banca, con l'aiuto di un complice e di un paio di pistole ad acqua (ma saranno sicuramente a raggi laser). Blockchain.com, fornitore di prodotti di criptovaluta, ha lanciato una campagna globale per promuovere The Pit, che si propone come lo scambio più veloce nel suo genere al mondo. Una comunicazione mondiale e dal respiro evidentemente comico che ha come principale protagonista proprio William Shatner. Lo spot prende di mira le esperienze scadenti che alcuni potrebbero soffrire usando altri scambi di criptovaluta sul mercato. Shatner e un aspirante complice organizzano una rapina in banca per ottenere denaro. Ma si imbattono in una cassiera insolitamente calma che li informa delle modalità di crescita dei loro portafogli attraverso il trading di valuta in The Pit. I due ladri si trovano così in una situazione di impasse e Shatner spiega al suo collega di furto come abbia provato a scambiare criptovalute in passato, ma abbia poi rinunciato per via di scambi troppo lenti. E così, mentre la rapina volge al fallimento, lo schermo sfuma in un messaggio che dice "Non rimanere bloccato, sali di livello in The Pit". La campagna non è progettata solo per aumentare la consapevolezza di The Pit, ma anche per educare le persone sulla crittografia.

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Autore: F Lattanzio - 02/08/2019


Uqido, Avesani: «Il nostro compito è semplificare la tecnologia complessa»

Tutto iniziò 9 anni fa, quando sul mercato si presentò una app in grado di gestire le code all’interno degli esercizi pubblici. Ognuno “prendeva” un numero virtuale ed era libero di seguire dal suo smartphone il procedere delle file, abbandonando così le scomode sedie e recuperando del tempo per svolgere le proprie commissioni o bersi un caffè. Nacque così Uqido, che ora è impegnata su uno spettro tecnologico molto più esteso: dai software agli algoritmi, da IoT a VR e AR. L’azienda ha imparato a congiungere l’anima ingegneristica con quella creativa, e dunque l’operato dello sviluppatore con quello del designer, per raggiungere un fine comune a tutti i suoi lavori: «sviluppare tecnologie che possano essere utilizzare, e dunque semplificare la tecnologia complessa», spiega a DailyNet Pier Mattia Avesani, CEO di Uqido. Siete una società che mette insieme due anime, quella ingegneristica e quella creativa. Come convivono tra loro? Sembrano due cose distinte ma in realtà sono molto vicine. Nelle riunioni con i clienti portiamo un designer, un tecnico e una neuroscienziata, così da capire quali siano necessità e difficolta dei progetti per rispondere al meglio alle richieste. Inoltre stimoliamo l’interazione e la coesione tra il team attraverso attività extra lavoro e dando la possibilità ai dipendenti di lavorare per il 20% del loro orario su progetti proposti da loro. Lavorate sulle nuove tecnologie, come AR, VR e IoT. Qual è il loro futuro? E quale la loro parabola d’adozione? AR, VR e le nuove tecnologie seguono tutte lo stesso percorso all’interno dell’utenza: disinteresse, hype, sgonfiamento e poi aspettative realistiche. AR e VR stanno vivendo quest’ultimo momento: è ancora complicato tenere il visore per molto tempo, la tecnologia non è pronta per la diffusione di massa ma è abilitante per una serie di attività. Ogni mezzo ha il proprio contenuto specifico e in preda all’hype i due tipi di “realtà” sono stati popolati con ogni tipo di format. L’85% di questi ha provocato negli utenti sensazioni negative. Ci sono casi, però, in cui AR e VR sono molto interessanti, e lo scarto tra il potenziale e la sua realizzazione si sta assottigliando. Adesso in VR sono proposti solo contenuti adeguati e tra pochi anni, quando saranno lanciati sul mercato dispositivi e contenuti più adatti, l’adozione crescerà. Va ricordato che queste tecnologie sono ancora emergenti, poco più che acerbe. Il vero valore aggiunto diventerà mescolare i vari fattori abilitanti. IL 5G poi sarà un aiuto molto utile: tra i principali problemi dei visori c’è la scarsa potenza di calcolo, e una connessione veloce può fare in modo che i dati vengano elaborati in cloud, alleggerendo dunque lo sfruttamento del device e, di conseguenza, le sue dimensioni.  Quali sono i vostri rapporti con il marketing? Molto spesso sviluppiamo tecnologie a supporto del marketing. Ad esempio, abbiamo costruito esperienze in VR per l’apertura di una sede di Credit Agricole, un corner per conto di Nice dove formare i clienti sull’installazione di strumenti di home automation, o ancora VR su pop up store per Quellogiusto e un configuratore di arredamenti in AR per Ikea. Tutto questo si lega al nuovo concetto di innovazione, che significa pensare in verbi e non in soggetti. Non si richiede più una nuova app, ma una migliore selling experience. Da pochi mesi avete aperto una sede a Milano. Quale ruolo occupa nella vostra strategia? Nello scorso maggio abbiamo aperto una unit all’interno dell’Hub Le Village di Credit Agricole, dove abbiamo il ruolo di abilitatori tecnologici. Diamo una mano alle startup con cui ci confrontiamo molto spesso, e in più rappresenta un punto di presidio per il nostro business. Avete partecipato al Campus Party nelle scorse settimane. Qual è stato il vostro ruolo? E cosa rappresentano per voi eventi di questo tipo? Questo tipo di eventi rappresenta un modo per spiegare ciò che facciamo e divulgarlo. Al Campus Party abbiamo tenuto tre speech dedicati alla XR, alle tecnologie one-to-one e a Spark AR, il moto re integrato all’app di Facebook che usa la realtà aumentata per interagire con gli utenti senza bisogno di scaricare app. Siete anche in prima linea nell’organizzazione di eventi: l’EICS è arrivato alla seconda edizione quest’anno… L’EICS è un evento che tratta di immersive computing e quest’anno, a Venezia, si è tenuta la seconda edizione. Nella terza, che sarà tra marzo e aprile del 2020, inviteremo 20 speaker provenienti da tutto il mondo e dalle principali aziende. C’è tanta attesa perché sarà un evento davvero interessante. Quali sono i risultati economici che state producendo? Negli ultimi 3 anni abbiamo quintuplicato il fatturato, e abbiamo allargato il team da 9 a 40 risorse. Nel 2019 stiamo assistendo a una svolta, stiamo sviluppando prodotti molto forti dedicati a rendere più efficaci le vendite e alla diminuzione dei costi interni.

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Autore: S Antonini - 02/08/2019


Kantar: più conoscenza in tempo reale dei processi che guidano i consumi, l’Italia avrà un maggiore impatto sugli sviluppi futuri del gruppo

Individuare e fornire analisi in tempo reale delle motivazioni che guidano i comportamenti, le scelte e in definitiva i sentimenti dei consumatori attraverso i dati, per assecondare la richiesta sempre più pressante delle aziende rispetto a “cosa” accade ai loro brand e “perché”. Questa, in sostanza, la strategia del gruppo Kantar dopo l’acquisizione da parte di Bain Capital del 60% della società, detenuto precedentemente da WPP, per 4 miliardi di dollari. Il ceo di Kantar Eric Salama ha illustrato ieri i piani di investimento nello sviluppo di sistemi data driven di “human understanding” rapidi ed efficienti, attraverso l’intelligenza artificiale e il machine learning, piattaforme self service e una maggiore automazione dei processi. In questa nuova fase, Kantar punta a rendere i propri servizi sempre più veloci, e disponibili per un numero ancora più ampio di mercati. Il network è presente in 80 Paesi e lavora con oltre la metà delle 500 imprese della classifica Fortune, tra “giganti” del mercato globale - Nestlé, Visa, P&G, Coca-Cola -, e del mercato locale - uno fra tutti, Huawei -, primari player del settore tecnologico e società leader di mercati specifici tra cui anche società governative e ONG come Unicef. In questo contesto, l’Italia «avrà un impatto globale maggiore sui futuri sviluppi del nostro gruppo - dichiara Eric Salama a DailyMedia -, attraverso XTEL, il nostro trade optimisation business di Bologna. Kantar è ben posizionata in Italia grazie a un ottimo mix di grossi clienti globali e locali in portafoglio che sta crescendo bene». La misurazione cross mediale su tutti i device Kantar si avvale per la misurazione di tutti gli strumenti multimediali tecnologici, quali contenuti in streaming, video on demand, catch up tv, piattaforme di streaming gratuite come YouTube e OTT a pagamento come Netflix. L’obiettivo è favorire l’efficienza degli investimenti attraverso soluzioni customizzate, dove ancora la parola chiave è “velocità”. Tra gli strumenti di rilevazione in tempo reale del “sentiment” dei consumatori c’è un’applicazione per smarphone che permette agli stessi di partecipare alle ricerche semplicemente scannerizzando gli scontrini della spesa. Un altro strument di Kantar è il market place proprietario che fornisce in modalità on demand ricerche, consulenze e strumenti di marketing. Il market place di Kantar contiene le consulenze da parte di esperti di 100 Paesi, e consente l’accesso alle soluzioni (certificate Kantar) approvate da oltre 8000 clienti, nonché a oltre 20mila profili consentiti.

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Autore: Redazione - 31/07/2019


Samsung, la campagna per QuickDrive con S4M ha generato un uplift delle visite in-store del 94%

Per la promozione delle lavatrici QuickDrive, Samsung ha attivato un’iniziativa di cashback che prevedeva la possibilità di richiedere un rimborso fino a 300 euro sull’acquisto del prodotto. La comunicazione della campagna è stata affidata a S4M, a Starcom e al team Digital Hub di Publicis Media, che hanno lavorato a generare visite incrementali in negozio durante il periodo di validità dell’iniziativa. I ruoli delle agenzie Starcom supporta Samsung nell’elaborare strategie di continuità tra attività on line e punti vendita, superando le modalità tradizionali di comunicazione ed ingaggio dell’audience durante le attività promozionali ed, in questo caso, andando oltre il classico “volantino”. S4M, poi, ha puntato sulla qualità dell’audience raggiunta, sull’innovatività dei formati e sulla localizzazione della campagna. La strategia prevedeva l’erogazione di un mix di formati creativi dinamici ad un target di utenti potenzialmente interessati all’acquisto, che si trovavano in prossimità dei negozi aderenti all’iniziativa. Le creatività Per massimizzare l’engagement degli utenti sono state utilizzate creatività animate multidimensionali, che mostravano le caratteristiche innovative delle lavatrici QuickDrive, così da coinvolgere l’utente e comunicare il valore del prodotto e i vantaggi della promozione, ancora prima dell’approfondimento sulla landing page. La campagna ha riguardato le principali catene di elettronica, quali MediaWorld, Trony, Euronics, Expert ed Unieuro, per un totale di 1.908 negozi su tutto il territorio italiano, con periodi di validità differenti a seconda del punto vendita. Grazie a questa strategia, Samsung ha portato nei negozi migliaia di nuovi consumatori su tutto il territorio italiano, raggiungendo il proprio obiettivo con efficacia e registrando un uplift delle visite del 94%, grazie all’elevata interazione degli utenti con i formati creativi di S4M. Questo uplift è stato calcolato grazie ad un confronto tra i risultati del cluster di utenti esposti alla promozione e un gruppo di controllo con le stesse caratteristiche e, sul totale delle visite reali registrate, oltre il 50% è stato incrementale.

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