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Torna questa sera a partire dalle 21 su FOX la seconda stagione di “Legion”

Autore: Redazione


Dieci episodi che si preannunciano ancora più folli e psichedelici di quelli dello scorso anno scritti e prodotti da Noah Hawley, già vincitore di un Emmy per la serie antologica “Fargo”

Legion”, la serie tv targata Marvel con protagonista il mutante David Haller, torna sugli schermi di FOX (Sky, 112) con la sua seconda stagione a partire da oggi alle 21, a sole ventiquattro ore dalla messa in onda negli Stati Uniti. Dieci episodi che si preannunciano ancora più folli e psichedelici di quelli dello scorso anno. Secondo alcuni critici americani, l’esperienza più vicina a una droga psichedelica senza averla consumata. Il contributo di Noah Hawley La seconda stagione di “Legion” è nuovamente scritta e prodotta dal talento multiforme di Noah Hawley, già vincitore di un Emmy per la serie antologica “Fargo” (quarta stagione già in preparazione), romanziere di successo (Einaudi il suo editore italiano) e fra poco anche regista cinematografico con “Pale Blue Dot” (nel cast Natalie Portman e Jon Hamm). Hawley affronta il genere supereroi cercando di dar vita a qualcosa di nuovo e inaspettato per un pubblico affezionato da decennni all’universo cinematografico della Marvel. “Legion” non potrebbe essere più lontana da quella tradizione: in luogo dell’azione e dei classici superpoteri si mettono in scena le avventure degli X-Men scambiando i piani temporali e distorcendo la realtà, senza paura di osare e sperimentare. La trama Così come lo abbiamo conosciuto nella prima stagione, David Haller (Dan Stevens) è un giovane uomo a cui è stato diagnosticato un disturbo schizofrenico e dopo un tentato suicidio viene rinchiuso in un istituto psichiatrico. In realtà David è un potentissimo telepate (figlio di un importante X-Men), dotato di personalità multiple - ognuna con enormi poteri di alterazione della realtà- sulle quali non ha nessun controllo. Nella clinica incontra Syd (Rachel Keller), la cui pelle non può essere toccata da nessuno, pena lo scambio di personalità. Grazie a lei David riesce a prendere consapevolezza della sua natura di mutante e a fuggire dall’ospedale psichiatrico. La prima stagione si era conclusa con molti interrogativi e il principale riguardava il Re delle ombre, il parassita alieno che aveva infestato le personalità multiple del protagonista: dopo essersi liberato è fuggito ma continuerà inevitabilmente a condizionare David anche ora che non abita più la sua mente. Nel primo episodio della seconda stagione il Re delle ombre, diventato Farouk nella sua nuova incarnazione (Navid Negahban, Homeland), sta infettando la popolazione con uno strano morbo che induce il battito compulsivo dei denti. Quando Farouk minaccia David dicendogli che sta per arrivare la “fine di ogni cosa” gli ricorda che la sua storia con Syd è in pericolo perché “lei vive nel futuro che tu stai per distruggere” e l’amore non potrà certamente salvarli.

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incarichi e gare

Autore: Redazione - 24/09/2022


Sono 12 i soggetti ammessi alla gara da 798.000 euro di ISMEA per una campagna a favore della maggior diffusione del biologico

Sono 12, tra singoli operatori e rti, i soggetti ammessi da Ismea - Istituto di Servizi per il Mercato agricolo alimentare  - alla gara per l’ideazione e produzione di uno spot tv, di uno per la radio, di un servizio fotografico e l’ideazione, produzione e promozione di una serie web per una campagna di comunicazione per favorire una maggiore diffusione del biologico. Si tratta di: Lumelab con Menabò Group; The AD Store Italia; Swan & Koi; Pezzilli & Company; Silverback con Organica; Traipler; Imille; Conversion E3; Bottegacinema; Digital Angels; Kiwi Digital con Triboo Digitale; e Wow Tape con SPK More Production. E’ stata esclusa invece per vizi formali Show Reel Agency. L’appalto ha un valore di 532.000 euro, iva esclusa, per una durata di 28 mesi. Ma poiché entro il triennio successivo alla stipula del contratto originale possono essere affidati all’aggiudicatario nuovi servizi consistenti nella ripetizione di servizi analoghi o similari a quelli oggetto dell’appalto, per un importo stimato complessivamente non superiore al 50% del valore del contratto iniziale, il valore totale dell’appalto è di 798.000 euro. Il contesto Il settore del biologico – recita il capitolato - pur evidenziando una costante crescita negli ultimi 15 anni, con un vero e proprio “boom” collocabile a partire dal periodo 2014-2017, conosce oggi uno di “stagnazione”. Inoltre si rileva come permangano nel settore criticità di natura dimensionale - il biologico ha un’incidenza stabile del 4% sul consumo agroalimentare – oltre agli squilibri geografici, per effetto di un consumo concentrato nelle grandi città del Nord Italia e, al contrario, molto basso nel Sud Italia. Per far emergere il settore da una nicchia in cui risulta ancora posizionato, è necessario, quindi, amplificare la diffusione della conoscenza base del biologico (marchio, etichetta) alla quale associare elementi informativi chiari, semplici e convincenti sui benefici del consumo bio, in termini di salute e sostenibilità. Obiettivi La campagna informativa sul biologico si rivolgerà in via prioritaria ai responsabili d’acquisto con l’utilizzo di messaggi in grado di aumentare la consapevolezza dei benefici dell’intero sistema del biologico. La possibilità di veicolare la campagna su un mix articolato di canali di comunicazione, inoltre, consentirà di intercettare in maniera efficace anche il target composto dai consumatori più giovani. La campagna di comunicazione per il biologico tiene conto di quattro macro-obiettivi di comunicazione: promuovere il consumo dei prodotti biologici presso il grande pubblico; informare il grande pubblico sui benefici del consumo di prodotti bio; educare il grande pubblico a riconoscere le informazioni dei prodotti bio (p.e. logo, etichetta, ecc.); formare le nuove generazioni (a partire dagli adolescenti) al consumo del bio, invogliandoli alla scoperta del mondo del bio. Key messages -Biologico non significa naturale. Si tratta di qualcosa di diverso, qualcosa di più. Perché chi compra biologico sostiene un processo sostenibile e controllato lungo tutte le fasi produttive, dal campo alla tavola. I prodotti biologici rispettano l’ambiente preservando il suolo, l’aria e l’acqua da contaminazioni chimiche e rappresentano una garanzia per il consumatore in termini di qualità e sicurezza alimentare- -Mangiare biologico significa quindi non solo mangiare in maniera sana, ma soprattutto mangiare in maniera sostenibile. -Le tecniche colturali sono disciplinate dall’Unione europea con la volontà di renderle non inquinanti e compatibili con le esigenze di recupero dell’ambiente: non possono essere utilizzati prodotti derivati dalla chimica di sintesi come i fitofarmaci e i fertilizzanti. Per concimare la terra gli agricoltori biologici usano le deiezioni degli animali o loro derivati e la coltivazione di piante che messe in rotazione arricchiscono i terreni. La ricaduta sull’ambiente e sulla biodiversità è ampia e decisiva. -Garantire il benessere degli animali è principio di base della zootecnia biologica che deve garantire sempre adeguati spazi aperti al pascolamento e ridurre l’uso degli antibiotici solo ai casi di malattie più gravi. -Chi produce bio ottiene una certificazione rigorosa che accompagna il prodotto durante tutto il processo, dalla fase di coltivazione a quella di trasformazione e commercializzazione. Questa è una garanzia per il consumatore. -Le informazioni sul biologico sono in etichetta, assieme al marchio che lo distingue all’interno dei confini dell’Unione europea: la foglia stilizzata circondata dalle stelle della bandiera europea su sfondo verde la cosiddetta “Euroleaf”. -Anche i più giovani (dai teenagers ai giovani in età universitaria) devono sapere che mangiare bio, proprio per questa attenzione all’ambiente, è una vera e propria scelta “green” in favore del pianeta. -L’agricoltura biologica ha positivi risvolti sociali. La coltivazione bio non potendo utilizzare i ritrovati della chimica di sintesi necessità di più forza lavoro umana e quindi dà lavoro a più persone. -Gli effetti positivi del biologico per l’ambiente si ottengono meglio se più aziende vicine collaborano tra loro. È per questo che nascono i biodistretti che tra l’altro sono fondamentali nella valorizzazione dei territori e delle loro produzioni.

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spot

Autore: V Parazzoli - 22/09/2022


Sofidel: rilancia i Rotoloni Regina con la campagna “sostenibile” di Grey e porta a oltre 5 milioni il budget totale adv per il 2022

Regina, il brand più noto di Sofidel, Gruppo cartario tra i leader mondiali nella produzione di carta per uso igienico e domestico, torna on air in Italia  a distanza di 5 anni con la campagna “Come ci siamo conosciuti” ideata da Grey - che segue anche Cartacamomilla, già andata on air nei mesi scorsi - focalizzata sulla carta igienica Rotoloni Regina, un prodotto iconico che vanta una lunga storia di comunicazione: il claim “I Rotoloni Regina non finiscono mai” è ancora oggi tra i più noti al grande pubblico. Un tormentone parte della storia del costume e della pubblicità italiana. «Dopo gli investimenti su Cartacamomilla, che ha un posizionamento più emozionale – spiega a DailyMedia Graziano Ferrari, Media Marketing Sales Director di Sofidel – ora è giunto il momento di rilanciare il nostro prodotto iconico più funzionale, che è anche perfettamente in linea con il nostro impegno sulla sostenibilità, visto che permette forti saving già in fase di trasporto e ha un pack anche in carta al pari di Camomilla. Anche lo spot è improntato ai dettami della sostenibilità, essendo stato realizzato con il Virtual Set, che ci ha permesso di “girare” il mondo in soli due giorni in studio». Francesco Pastore, Chief Marketing & Sales Officer dell’azienda, ha commentato: “Riduzione delle emissioni e incremento dell’utilizzo delle energie rinnovabili sono elementi centrali nella nostra strategia di sostenibilità. Nell’ultimo anno, solo in Italia, abbiamo prodotto 150 milioni di rotoloni di carta igienica con il vento, grazie all’energia prodotta dal parco eolico di Alcamo II in Sicilia. Siamo contenti di aver potuto applicare lo stesso approccio anche per la realizzazione del nostro spot”. La storia La campagna si incentra su un’avventura che prende spunto dalla principale caratteristica del prodotto, la lunghezza fuori dal comune dei maxi-rotoli (di diametro maggiore e con un numero di strappi più che doppio rispetto agli altri), per raccontarci una storia leggera, semplice e ironica, coerente con il tono di voce da sempre parte della personalità del brand. È la storia di un giovane uomo che accidentalmente fa cadere un rotolo che inizia a correre veloce, lasciandosi dietro una scia di carta interminabile. Il caparbio inseguimento del rotolo porta l’uomo lontanissimo da casa, a compiere un vero e proprio giro del mondo che passa dalla Monument Valley alla Muraglia Cinese, poi attraverso un paesaggio artico, fino ad arrivare rocambolescamente su un’isola deserta e nel bel mezzo di una fitta giungla. È qui che l’uomo, impegnato nell’impresa di recuperare l’inafferrabile rotolo, fa l’incontro che cambierà la sua vita. Una storia forse inventata, forse vera, chissà. Ma di certo una di quelle che vale la pena, come accade nel finale dello spot, raccontare ai propri figli nel salotto di casa e che nasce da una frase semplice, semplice, che conoscono tutti, anche i bambini: “I Rotoloni Regina non finiscono mai”. Sostenibilità e tecnologia Lo spot è stato realizzato integralmente con la tecnologia innovativa appunto del Virtual Set, che è stata presentata nel corso di un evento stampa tenutosi ieri presso il WPP Campus a Milano.  «Grazie a un gigantesco schermo LED e a fondi 3D che ricostruiscono le location più remote del Pianeta, il regista Dario Piana e la casa di produzione Akita Film che ha vinto la relativa gara prospettando proprio l’utilizzo del Virtual Set, hanno gestito profondità, luci e prospettive in modo realistico immergendo letteralmente gli attori dello spot in quegli scenari, facendoli apparire allo spettatore perfettamente integrati negli stessi. La produzione ha così avuto modo di spaziare senza confini non spostandosi mai da Milano, città in cui lo shooting ha avuto luogo – spiega a DailyMedia Francesco Bozza, VP Chief Creative Officer dell’agenzia -. E’ un processo evidentemente sostenibile per il saving di costi che permette, ma anche così tecnologicamente innovativo che sul set abbiamo ricevuto visite di colleghi esterni interessati al suo utilizzo. Si tratta di un tecnica messa a punto negli Studios di George Lucas per realizzare “Star Wars: The Mandalorian” in fase di lockdown con un approccio da realtà virtuale che nel nostro caso è stato gestito dalla cdp EDI per la post-produzione». La campagna prevede da domenica tagli da 50, 45 e 30 secondi in tv e da 60 nei cinema, oltre a stampa e online. Il planning è a cura sempre di Wavemaker che, quest’anno, gestirà per Sofidel un budget complessivo stimabile inoltre 5 milioni di euro. Credits Sofidel CEO: Luigi Lazzareschi CMSO: Francesco Pastore Media Marketing Sales Director: Graziano Ferrari VP Marketing & Sales – Brand: Philippe Defacqz Grey VP Chief Creative Officer: Francesco Bozza Creative Director: Luca Beato Sr Art Director: Lola Manrique Head of Operations: Silvia Cazzaniga Account Director: Milena Nuzzi Head of Strategy & Growth: Jacopo Bordin Strategist: Valeria Capobianco Produzione CdP: Akita Film Regia: Dario Piana Executive Producer: Paolo Zaninello Post Produzione e 3D: EDI Effetti Digitali Italiani

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