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Nel 2017 le vendite online in Cina crescono ancora a doppia cifra: le ragioni di questo successo

Autore: Redazione


In occasione del World Economic Forum Annual Meeting, Vishal Bali, managing director di Nielsen China, ha scritto un articolo dal titolo “L’ecommerce spiegato dai cinesi”, di cui pubblichiamo un estratto

A fine 2017 l’ecommerce cinese ha registrato un’altra crescita a doppia cifra su base annua, in perfetta sintonia con la chiusura del PIL a +6,8%. Rispetto all’anno precedente, i dati di Nielsen China raccontano una crescita delle vendite del +27% in 34 categorie di beni di largo consumo, a fronte di un aumento delle vendite offline solo del +6%. Ricorrenze I player cinesi approfittano delle ricorrenze e degli eventi locali e nazionali per creare più occasioni di acquisto. Per esempio, durante l’ultimo Double 11 (l’11 novembre, giornata dei single) Alibaba ha incassato 168 miliardi di renminbi (+39% rispetto al 2016), mentre il principale concorrente, JD.com, ha raggiunto i 127 miliardi, con una crescita superiore al +50%. L’opportunità intrinseca in queste “giornate” è notevole soprattutto per i marchi locali, ma anche i marchi stranieri possono sfruttarle per penetrare il mercato. L’entusiasmo per l’e-shopping dilagante tra i consumatori cinesi è legato a una grande voglia di sperimentare novità. Basta imparare a farsi notare. Upgrade dei consumi L’aumento del reddito disponibile rende i consumatori più sicuri nello spendere per una serie di prodotti, in particolare per il cibo, i cosmetici e l’abbigliamento. La richiesta di qualità e di “griffe” sta crescendo molto più velocemente rispetto ad altri bisogni. I consumatori di classe medio-alta stanno ora anche incrementando la propria domanda di beni che non disponibili nel mercato interno, creando quindi interessanti opportunità di export. Le piattaforme online dove i marchi internazionali di fascia alta e di nicchia sono facilmente accessibili sono, infatti, sempre più popolari: secondo il Nielsen Shopper Trends Report, il 67% dei consumatori ha recentemente effettuato acquisti da marketplace stranieri, un dato notevole se confrontato con il 34% del 2015. I cinesi apprezzano i prodotti importati per l’attenzione alla qualità, alla salute e alla sicurezza, ma anche per il design del packaging. Integrazione tra online e offline Si parla di questa integrazione già da tempo in relazione a prodotti, servizi, logistica, big data, marketing. I player cinesi stanno concretizzando e soprattutto pilotando questa integrazione, soprattutto tramite il modello di business Online to Offline (O2O). La maggiore piattaforma di eCommerce cinese, Alibaba, ha recentemente investito 2,9 miliardi di dollari nel più grande gruppo distributivo brick and mortar cinese, Sun Art. Sia Alibaba che JD.com, poi, si stanno concentrando anche sui milioni di piccoli negozi di alimentari della Terra del Dragone, ritenendo che possano favorire un’ulteriore penetrazione delle piattaforme di pagamento digitali e dell’ecommerce. Pagamenti digitali I pagamenti tramite Alipay e Wechat sono i pagamenti online più popolari in Cina, e sono già parte integrante delle piattaforme di ecommerce come Alibaba e JD.com, offrendo commissioni modeste e un’ottima user experience. Con l’aumento del reddito disponibile, anche la facilità di erogazione di prestiti incoraggia i consumatori cinesi a spendere ancora di più online. L’offerta di finanziamenti da parte degli “e-tailer” sarà presto un fattore di successo anche nel resto del mondo, soprattutto se sviluppata in collaborazione con canali offline. Dalle piattaforme online alle piattaforme mediatiche I social media sono il luogo ideale per condividere e commentare i prodotti, quindi sono diventati uno strumento cruciale per il marketing e per le attività di CRM. Gli stessi marketplace sono diventate piattaforme mediatiche. Lo strumento di Multi-Touch Attribution di Nielsen, che analizza gli annunci pubblicitari, ha recentemente rivelato che, tra tutti i tipi di canali di marketing, il ROI del digital marketing è il più alto al mondo in Cina (19%).

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incarichi e gare

Autore: Redazione - 01/03/2024


Sky apre una gara media europea: in Italia il budget da 70 milioni di euro è gestito da Wavemaker per l’offline e l’online

Il Gruppo Sky ha indetto un pitch per il suo account media europeo, attualmente gestito da EssenceMediacom. I mercati in esame comprendono Regno Unito, Irlanda, Italia e la regione DACH (Germania, Austria e Svizzera). The Aperto Partnership starebbe gestendo la revisione, ma ha rifiutato di commentare quando è stata contattata da Campaign, che ha pubblicato ieri la notizia. Si ritiene che Sky abbia incontrato i principali gruppi di holding. Nel 2022 la spesa europea per i media era stimata in circa 470 milioni di sterline all’anno. L’ultima revisione dell’account media di Sky ha avuto luogo nel 2017, la prima in 13 anni, quando EssenceMediacom, allora MediaCom, ha mantenuto l’account in una gara a tre contro Zenith di Publicis Groupe e Carat di Dentsu. L’agenzia gestiva già il Regno Unito, l’Irlanda, la Spagna e l’Austria, ma in seguito alla revisione ha rilevato la search del Regno Unito da iProspect e ha assunto la responsabilità esclusiva del mercato tedesco, che prima condivideva con Mindshare. La revisione non ha incluso l’Italia, dove Sky investe 70 milioni di euro, gestiti attualmente da Wavemaker sia per l’offline che per l’online. Nel 2022, MediaCom ha ampliato le sue competenze e ha rilevato il pay-per-click, il programmatic e l’ottimizzazione dei motori di ricerca da Merkle di Dentsu. Anche Wavemaker, agenzia di GroupM, ha ampliato le sue competenze in Italia includendo i media digitali. Questa revisione rappresenta una sfida per EssenceMediacom, che per la prima volta difende uno dei suoi account più importanti dopo la fusione tra Essence e MediaCom. Alla fine del 2022, l’agenzia ha mantenuto un altro dei suoi maggiori clienti, Tesco, con la sua proposta di fusione. Un portavoce di Sky ha dichiarato: “Nei prossimi mesi Sky indirà una gara per i servizi di media planning e buying in tutto il Gruppo Sky. L’ultima gara per questi servizi è stata indetta da Sky nel 2017”. Secondo fonti industriali, Sky ha speso circa 250 milioni di sterline per l’acquisto di media nel Regno Unito nel 2022 e 183 milioni di sterline nei primi nove mesi del 2023. EssenceMediacom non ha voluto commentare.

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spot

Autore: Redazione - 23/02/2024


ENPA insieme a TBWA\Italia per la nuova campagna multisoggetto prodotta dalla cdp Doc Artist

È online la campagna Imperfetti cercasi, realizzata da TBWA\Italia per ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), un progetto che vuole invitare le persone ad adottare animali abbandonati. Una gattina tra i gomitoli, un cane seduto a tavola, un coniglio che saltella tra le scatole: protagonisti indiscussi della campagna sono proprio gli animali da compagnia che amano in modo incondizionato noi e le nostre imperfezioni. Così, nei 5 soggetti e nel video di lancio, Onda, felice che il padrone sia pigro a sparecchiare, può gettarsi indisturbata sugli avanzi; Sweety gioca con i gomitoli lasciati in giro dal padrone “vecchio dentro” appassionato di cucito; Max salta fra le scatole di vestiti nuovi che il padrone “fashion victim” ordina in continuazione...  La campagna, che inaugura la collaborazione tra TBWA\Italia ed ENPA è pianificata su stampa, digital, social e radio. Un invito agli “imperfetti” di tutta Italia: adottate con ENPA e avrete al vostro fianco qualcuno che saprà apprezzarvi senza se e senza ma. Hanno lavorato al progetto Alessandro Monti (copywriter) e Yara Saad (art director) con la direzione creativa di Vittoria Apicella e Frank Guarini. Chief Creative Officer: Mirco Pagano. La produzione è di Doc Artist, con regia e fotografie di Gabriele Inzaghi.  Post produzione audio di SuoniLab. Hanno prestato le proprie voci al progetto Flavia Altomonte, Luca Appetiti, Stefano Mondini e Valentina Tomada. I protagonisti dello spot sono: Calma, Ofelia, Onda, Loulou, Max, Shy e Sweety.

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