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YouTube segue le orme di Snapchat e Instagram: ecco la pubblicità video verticale

Autore: Redazione


Al Dmexco la società ha annunciato la novità, già testata con successo da Hyundai. Un passo obbligato in un mondo dominato dallo smartphone

Dopo i successi di Snapchat e Instagram, anche YouTube decide di puntare su formati pubblicitari verticali per il video adv, in linea con le abitudini di fruizione dei consumatori. L’annuncio è avvenuto al Dmexco e la novità è finalizzata a fornire un’esperienza mobile più fluida e senza soluzione di continuità. I video conterranno anche delle call to action, come la possibilità di accedere a un sito esterno direttamente dall’app mobile della piattaforma di Google. Tra le prime aziende a testare la soluzione c’è Hyundai: il responsabile prodotto di YouTube, Neal Mahon, ha detto che una campagna di test per promuovere il nuovo SUV della casa sudcoreana ha sfruttato il formato, in combinazione con video orizzontali, portando a un 33% di uplift della brand awareness e un aumento del 12% della considerazione all’acquisto. YouTube ospita da tempo video verticali caricati dagli utenti - “adattando dinamicamente” la ratio per il mobile sulla base del girato, ma l’annuncio di ieri rappresenta la prima volta che l’azienda consente ai brand di erogare creatività verticali nella sua app. Gli inserzionisti potranno acquistare il prodotto pubblicitario tramite TrueView e Universal App Campaigns. La mossa di YouTube appare sensata, visto che ormai il 70% del tempo di visualizzazione avviene sull’app mobile. I brand, infine, potranno comprare inventory sul feed delle persone, garantendo un grado elevatissimo di personalizzazione.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 17/04/2019


Apple, ode al globo con Camp4 Collective e i Megadeth

Per celebrare l'intensità, il colore, l'azione e la vivacità del nostro mondo, Apple sta alzando la posta in gioco nei video girati in mobilità con la campagna tv "Don't Mess With Mother", un'ode ricca di azione al globo realizzata in tempo per l'"Earth Day" che si terrà il prossimo 22 aprile. Un tripudio di immagini spettacolari, dunque, ma con un tono seriamente tagliente coadiuvato dalla colonna sonora - impostata sulla traccia Last Rites dei Megadeth. Il puro potere di Madre Natura è mostrato in azione ravvicinata con scene così nitide che sembra quasi incredibile siano state ripresa da un iPhone. Dalle potenti onde dell'oceano ai fulmini, agli animali sopra e sotto il mare, la bellezza e la natura inaspettata del pianeta ispira e impressiona attraverso questo video. Il filmato "Shot on iPhone" è stato girato in nove Paesi in tutto il mondo, ognuno dei quali mostra un lato magnifico della natura. Apple ha commissionato a un gruppo di registi professionisti di Camp4 Collective, meglio conosciuto per il documentario vincitore del Sundance Film Festival "Meru", di catturare la Madre Terra in tutta la sua gloria su iPhone XS.

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Autore: Redazione - 18/04/2019


I sette errori più comuni nella terminologia del Digital Marketing

a cura di Lucia Sternativo, Project Manager di Across Esistono molti termini nati nel mondo del Digital Marketing e poi entrati a far parte di un linguaggio quasi quotidiano. Purtroppo, però, alcuni di questi vengono spesso confusi, finendo per definire qualcosa che nella realtà dei fatti si rivela essere ben altro. Questi “falsi amici” del digital marketing si trovano più spesso di quanto si possa immaginare e - proprio come accade con le lingue straniere - sono fuorvianti nell’associazione tra parola e idea. Motivo per cui il team di Across ha deciso di affrontare le differenze principali tra alcune parole erroneamente considerate sinonimi ma che invece contengono profonde differenze. Ecco gli errori più comuni che vengono fatti parlando di strumenti relativi al mondo digital. 1. DEM & Newsletter. Per quanto entrambi i termini si riferiscono all’invio di e-mail, ci sono delle differenze sostanziali tra i due servizi. Nelle DEM - Direct Email Marketing - le comunicazioni sono di natura commerciale e spesso contengono Call to Action che fanno atterrare l’utente su una pagina dedicata ad un’azione di acquisto o richiesta informazioni. La newsletter, invece, è uno strumento utile per ricevere comunicazioni, essere informati sulle ultime novità e ottenere sconti esclusivi. Dal punto di vista del marketing la newsletter è un ottimo modo per fidelizzare l’utente, perché chi la riceve ha già mostrato interesse verso il brand iscrivendosi volontariamente. 2. Spam & Scam. Forse nel settore digital sono i termini che spaventano di più. La parola “spam”, infatti, ha un’accezione prettamente negativa ed è il principale motivo per cui viene spesso associata allo “scam”. In parte questa fama è errata: lo spam, infatti, è l’invio indiscriminato della stessa email – spesso relativa a contenuto pubblicitario – a moltissimi indirizzi. Ma non ha nulla a che fare con le comunicazioni online inviate via mail con intenti fraudolenti: lo scam, infatti, è una vera e propria frode online per ingannare attraverso meccanismi di ingegneria sociale. 3. SEO & SEM. “Search Engine Optimization” e “Search Engine Marketing” rappresentano due sigle la cui differenza è sostanzialmente di natura economica! Infatti il SEO mira ad un posizionamento “organico”, ossia fa salire un sito nelle pagine di Google e dei principali motori di ricerca attraverso uno studio attento della struttura del codice e delle parole utilizzate nel sito. Il SEM, invece, opera acquistando le keywords e gli spazi pubblicitari attraverso campagne di sponsorizzazione mirate. 4. URL & Link. Anche queste due parole vengono spesso scambiate, nonostante indichino due cose molto diverse. L’URL - Uniform Resource Locator - è una sequenza di caratteri che identifica univocamente l’indirizzo di una risorsa in internet: un’immagine, un video o un sito web. Più semplicemente è ciò che digitiamo nel browser quando cerchiamo una pagina o un file. Il link, invece, è un collegamento ipertestuale, che lega una parola, un’immagine o una grafica ad una seconda risorsa allocata altrove, consentendo un rapido accesso a quest’ultima con un semplice click. Ragione per cui è possibile dire che un link è formato da un URL ma non è altrettanto vero il contrario! 5. Lead Generation & Lead Nurturing. Si tratta di due termini essenziali per il mercato del web marketing con parecchi punti in comune, ma che indicano due attività online ben distinte. Si descrive come lead generation quel processo di raccolta dati degli utenti, interessati ad un certo prodotto/servizio, tramite form presenti su landing page create ad hoc. Il lead nurturing è invece un passo seguente alla lead generation, in quanto descrive tutto il percorso successivo: l’obiettivo è quello di fidelizzare l’utente, creando un rapporto diretto, “nutrendo” il contatto attraverso una comunicazione che non ha direttamente a che fare con la vendita, ma che mira apparentemente alla brand awareness, con proposte di sconto, newsletter e strategie simili. 6. Design Responsive & Design Adaptive. Con l’avvento di tablet e smartphone, la fruizione di contenuti online ha cambiato formato e dimensioni. Per questo i siti, oggi, vengono costruiti sin da subito seguendo due principi del design: con un design responsive il sito si adatta alla dimensione dello schermo, rimanendo sempre leggibile; con un design adaptive vengono caricate diverse versioni dello stesso sito sul server, che riconosce da quale device arriva la richiesta e manda la versione dedicata, migliorando la user experience. 7. Social Media & Social Network. Questi due termini sono particolarmente confusi anche da chi lavora nel settore. I social media, in realtà, sono l’insieme di applicazioni basate sul web e costruite sui paradigmi tecnologici e ideologici del web 2.0, e che permettono lo scambio e la creazione di contenuti generati dagli utenti. Il social network, invece, descrive la relazione che si instaura tra persone appartenenti a una stessa rete di contatti e, sembra incredibile, è un termine che esiste ben prima dell’avvento di Facebook et similia.

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Autore: Redazione - 16/04/2019


Facebook e start2impact lanciano corsi di formazione sulla piattaforma start2work

Facebook e start2impact lanciano start2work, programma di formazione digitale e job placement che metterà a disposizione da subito 120 posti di lavoro presso startup ad alto impatto sociale. Start2work si rivolge soprattutto ai neolaureati, ma è aperto a tutte le persone alla ricerca di un impiego. Non solo formazione, dunque, ma anche posti di lavoro concreti per i giovani che dimostreranno di aver acquisito delle competenze nell'ambito della programmazione web, del marketing digitale e dell'UX/UI Design. Sulla piattaforma disponibili 18 corsi Per poter prendere parte al programma sarà necessario accedere alla piattaforma di start2impact - dopo essersi registrati al link https://www.start2impact.it/start2work - dove saranno presenti 18 corsi a scelta che permetteranno di sviluppare 40 hard e soft skill legate a uno dei seguenti ambiti: programmazione web, marketing digitale e UX/UI Design. Nella piattaforma è inoltre possibile visionare le offerte di lavoro associate alla categoria formativa scelta. Al momento del lancio, start2work mette a disposizione 120 offerte di lavoro, che raggiungeranno il numero di 150 entro poche settimane. Le posizioni lavorative attualmente aperte provengono da 74 startup ad alta crescita e impatto sociale tra cui 3bee, fra le 10 migliori idee al mondo per la sostenibilità secondo Fondazione Barilla, D-Heart, vincitrice del premio Red Dot come migliore prodotto biomedicale per design 2018, e MiMoto, startup che ha lanciato il primo scooter sharing elettrico di Milano e Torino. Dopo la formazione, i colloqui Al termine della formazione, i partecipanti dovranno effettuare alcuni project work per attestare il livello di competenze acquisito. start2impact valuterà singolarmente ciascun candidato e project work e selezionerà i profili ideali per le posizioni lavorative aperte. La fase successiva del programma è rappresentata dai colloqui con le startup, che incontreranno i candidati finalisti presso Binario F in una giornata di job fair. La prima giornata di colloqui si terrà nella seconda metà di maggio, mentre sono previste altre 3 job fair da qui a fine anno. Start2work è uno dei programmi di Binario F from Facebook, il progetto e lo spazio di formazione sulle competenze digitali lanciato da Facebook Italia lo scorso ottobre. L'obiettivo di Binario F è di formare, entro la fine del 2019, almeno 97.000 persone, attraverso programmi organizzati nello spazio fisico di Roma, ospitato presso l'Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs alla Stazione Termini, corsi online e iniziative realizzate sul territorio nazionale. Le attività di formazione sono totalmente gratuite e si rivolgono a otto diverse categorie: istituzioni, accademici e scuole, genitori e studenti, editori e produttori di contenuti, istituzioni culturali, no profit e associazioni, imprese e startup. L’iniziativa è parte del costante impegno di Facebook per lo sviluppo e la diffusione delle competenze digitali, requisiti fondamentali per la crescita sociale ed economica.

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Autore: Redazione - 16/04/2019


Xingu amplia la collaborazione con Zago Milano e punta a quintuplicare il fatturato nel 2019

Facebook e Google sono i dominatori incontrastati del web. Su questo non ci piove. Ma ormai per le dimensioni che hanno raggiunto sono vicini a saturare il loro raggio d’azione. Alle loro spalle si sta imponendo Amazon, che da qualche tempo a questa parte si è lanciato anima e corpo nel mercato dell’advertising, dopo aver stabilizzato il suo strapotere nel segmento dell’ecommerce. La company sta moltiplicando i suoi bilanci nel comparto pubblicitario, dimezzando allo stesso tempo le distanze con il “duopolio” e proponendosi come terzo attore della industry. Xingu si è inserito nel terreno che si è creato da questa estensione, proponendosi come una Amazon-only agency che mette sul piatto strumenti tecnologici, dati e contenuti. Nello specifico, attraverso i crawler della company di cui Mattia Stuani è Co-Founder e Ceo, è possibile monitorare le attività pubblicitarie sul marketplace, lo share of voice, ottimizzare le schede prodotto e produrre contenuti. Oltre a questo, attraverso una piattaforma proprietaria è possibile ottimizzare le performance degli annunci e le vendite, ma anche proteggersi da venditori non autorizzati e da merce contraffatta.  Overview su Xingu «Diamo un servizio completo a tutti i brand che vogliono lavorare su Amazon, siamo attivi dal gennaio del 2018 e finora abbiamo già messo in portfolio 48 clienti. Stiamo sperimentando modelli di business diversi, ma teniamo il focus principale sulla consulenza perché in Italia abbiamo un know how unico. Per alcuni brand (come Alessi, ndr) lavoriamo anche in Paesi stranieri», racconta Stuani a DailyNet. Nell’attesa del lancio della nuova piattaforma AmaZoo, che avverrà al NetComm Forum di maggio e darà ai clienti la possibilità di gestire e consultare autonomamente dati e report, Xingu ha impostato i suoi obiettivi per il 2019: «Puntiamo a risultati ambizioni, ovvero moltiplicare per 5 il fatturato del 2018. AmaZoo sarà sicuramente un fattore in questo percorso».  Un'immagine della piattaforma Amazoo Ampliata la collaborazione con Zago Milano La categoria dedicata ai prodotti per la cura della pelle in Amazon è in crescita e costituisce un bacino che inizia ad essere rilevante. Basti pensare che la sola keyword Maschera Viso cuba oltre 89.000 ricerche mensili e un fatturato di oltre 160.000 euro/ mese, con un tasso di conversione superiore all’1%. Nella scelta dei prodotti legati allo Skin Care gli utenti sono sempre meno Brand-oriented. Le leve decisionali sono costituite dagli ingredienti e dalla composizione dei prodotti. E Amazon in questo senso è un touchpoint informativo che può essere valorizzato. L’agenzia seguirà le attività del Brand in riferimento al canale Amazon a 360 gradi comprese quelle di advertising, SEO, Marketing Automation e Retail Promotion e Content Management. Il team di Xingu, a quattro mani con Zago Milano, sta lavorando all’ampliamento dei canali di vendita del brand, attualmente presente sia tramite il proprio e-commerce sia tramite una presenza fisica in grandi catene, profumerie e punti monomarca.  ll team che seguirà il progetto: Mirco Finiello, Federica Soro, Marta De Cunto, Hideki Yamamoto I commenti dei protagonisti Gianluca Ottolina, Founder di Zago Milano, commenta così la collaborazione con l’agenzia: “Siamo davvero entusiasti di poter iniziare questa collaborazione con Xingu. Riteniamo che avere una presenza forte all'interno di Amazon sia strategicamente molto importante per Zago Milano. Abbiamo altissime aspettative vista la crescita continua del segmento beauty a livello di vendite in Amazon e crediamo che non ci sia ancora una forte presenza di nostri competitors, così da poter ottenere ottimi risultati sia in termini di fatturato che di brand awareness”. Marta De Cunto, a capo del progetto per il team di Xingu, aggiunge: “L’opportunità di lavorare con Gianluca Ottolina, Founder di Zago Milano per il loro Brand alla valorizzazione di un nuovo canale costituisce per noi uno stimolo. La categoria dello SkinCare è in crescita su Amazon , come dimostra anche la recente creazione di una linea da parte di Amazon stessa e come Xingu abbiamo già sviluppato in passato analisi e audit esplorativi sulla categoria per altri top Brand del settore. Per la gestione del canale e delle relative attività di advertising, con Zago Milano abbiamo sviluppato una collaborazione molto ingaggiante sui risultati da raggiungere che ci pone come veri e propri partner del progetto”.

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