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Il Gruppo Editoriale Citynews chiude il 2017 sopra i 10 milioni, a +26,7%

Autore: Redazione


L’EBITDA è aumentato di oltre il 47%, a quota1,6 milioni di euro, mentre la società raccoglie gli investimenti effettuati in campo mobile, video e nell’acquisizione e nello sviluppo di nuove testate

Il Gruppo Editoriale Citynews ha chiuso il 2017 con indici positivi su tutte le principali voci di bilancio e sugli investimenti strategici messi in atto lo scorso anno. Lo si legge in una nota diramata dall’azienda nel pomeriggio di ieri. “Il valore della produzione di Citynews registrato nell’esercizio 2017 è di poco superiore ai 10 milioni di euro, con un incremento del 26,7% rispetto a quello del 2016, che si era attestato su una cifra di poco inferiore agli 8 milioni - afferma Fernando Diana, Ceo del Gruppo Citynews -. Per quanto riguarda l’EBITDA, la crescita dal 2016 al 2017 è stata addirittura superiore al 47%, visto che il dato assoluto è passato da 1,08 milioni del 2016 a 1,6 milioni del 2017, a testimonianza di una crescita solida e costante della nostra azienda che ogni anno registra differenziali positivi su queste voci fin dalla sua nascita nel 2010”.

Il valore umano

Anche i principali dati relativi alle risorse umane testimoniano la crescita strutturale che il terzo Gruppo Editoriale italiano di News (in termini di audience digitale) ha vissuto durante lo scorso anno. “Il numero dei lavoratori dipendenti di Citynews è cresciuto del 55,4%, dal 2016 al 2017 - dichiara Felice Lizza, HR Manager del Gruppo Citynews -. Di conseguenza, anche i costi del lavoro dipendente hanno segnato per l’azienda un aumento di circa il 38,5%. Questo è un dato che testimonia non solo la salute economica dell’azienda ma soprattutto la sua volontà di investire nella crescita professionale e nella stabilizzazione delle proprie risorse”.

Mobile e video

Note altrettanto positive per Citynews vengono dai risultati ottenuti dai numerosi investimenti operati nel corso del 2017 su asset strategici del Gruppo. I più rilevanti riguardano il rilascio delle nuove app, l’apertura di canali video alimentati da video news prodotte internamente, l’acquisizione e apertura di quattro testate e in generale l’innovazione tecnologica che ha interessato tutto il reparto amministrativo dell’azienda.

“Il fiore all’occhiello di Citynews, nel 2017, è stato sicuramente il grande successo del progetto riguardante le nuove app, rilasciate esattamente un anno fa - afferma Luca Lani, Ceo del Gruppo Citynews -. In precedenza, tutte le nostre testate erano accessibili tramite un’unica app Citynews, e questo rappresentava un grosso limite in termini di riconoscibilità ed usabilità da parte dei lettori. Il nuovo progetto ha sviluppato 90 nuove app (45 per ambiente iOS e 45 per Android), che ad oggi raccolgono circa 300 mila utenti al mese che generano 5 milioni di sessioni per un totale di 27 milioni di visualizzazioni, con conseguente aumento esponenziale del magazzino delle impression pubblicitarie. All’interno delle nuove app abbiamo, inoltre, ideato e sviluppato un innovativo formato pubblicitario, l’Adv Page, che ha riscosso molto interesse tra i nostri partner commerciali. Visto il successo della modalità di navigazione sfogliabile dell’App e dei relativi formati pubblicitari, si è deciso di estenderla anche alle versioni mobile browser dei siti delle testate locali”.

Focus sul video

“Il progetto video di Citynews ha avuto una lunga gestazione - continua Lani -. Fino a poco più di un anno fa, tutte le nostre testate locali pubblicavano raramente contenuti video, che comunque provenivano esclusivamente da fonti terze. Sappiamo già da molto tempo che tali contenuti trovano un grande riscontro da parte del pubblico e degli investitori pubblicitari, così, a maggio dello scorso anno, abbiamo dato il via alla fase iniziale/sperimentale del progetto che ha coinvolto 19 delle nostre testate”.

Gli investimenti dell’H2 2017

Nel secondo semestre del 2017, Citynews ha operato un altro ciclo di importanti investimenti volti all’acquisizione di tre testate e all’apertura di una quarta:

  • QuiComo.it, testata nata nel 2010 e acquisita dal Gruppo Citynews ad agosto 2017, è passata, in pochi mesi, da una media di 81 mila lettori al mese (luglio 2017) ai 292 mila del mese di dicembre;
  • LaNotiziah24, nata nel 2009, è stata integrata, ad agosto, nel Gruppo Citynews che in questo caso ha deciso di operare un rebranding: nasce così FrosinoneToday.it, che raddoppia in breve tempo la propria audience, dai 177 mila utenti di luglio ai 344 mila di dicembre 2017;
  • CasertaNews.it, testata nata nel 1998 e acquisita da Citynews ad ottobre dello scorso anno, ha registrato una crescita ancora più sorprendente delle due precedenti: da una media di 59 mila lettori unici di luglio 2017 ai 475 mila del mese di dicembre;
  • EuropaToday.it, supplemento della testata nazionale del Gruppo, Today.it, nasce ad ottobre del 2017 con l’obiettivo di informare correttamente gli italiani su tutte le attività dell’Unione Europea. Il progetto editoriale ha previsto la creazione di una redazione a Bruxelles e Strasburgo e nasce grazie al contributo ricevuto tramite un bando Grant.
Il reparto finance

“Alla luce della costante crescita dell’azienda e delle sempre più ampie esigenze in termini di gestione dell’area Amministrazione, Finanza e Controllo - conclude Claudio Siciliano, Cfo del Gruppo Citynews -, si è proceduto, nel corso del 2017, anche alla ristrutturazione tecnologica e organizzativa di tutto il reparto. Tra le numerose attività svolte, è importante citare l’implementazione di una innovativa piattaforma ERP integrata con le altre già esistenti in azienda, uno strumento utile a snellire e velocizzare i processi amministrativi e contabili, centralizzare in modo univoco le banche dati ed effettuare evolute analisi di controllo di gestione e di business intelligence”.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 12/11/2019


Sainsbury’s festeggia i 150 anni sulle orme di Dickens

Londra, 1869, il mercato di Natale e una banda di spazzacamini proventineti dall'orfanotrofio si mangia con gli occhi le bancarelle piene di lecornie. Ma ecco apparire il solito cattivone di turno, il furfante che ruba. Peccato che poi venga incolpato il piccolo Nicholas il quale, umiliato di fronte a tutti, viene imprigionato e mandato via dalla città. La scena però è stata bene osservata da una commerciante, la quale, armatasi di carrozza, va a recuperrare il piccolo, diperso nella foresta imbiancata da una bufera di neva, lo salva, gli regala i frutti e lui, di nascosto, entra la notte di Natale nell'orfanotrofio e riempie le calze dei suoi amici, mentre il furfante di cui sopra viene punito da una palla di carbone. I bambini corrono festanti e Nicholas si ritrova di nuovo da solo nella foresta, si sitema il berretto, che però diventa rosso, l'inquadratura si amplia ed ecco spuntare le renne. Il piccolo Nicholas, in relatà, è Babbo Natale! Sainsbury’s festeggia così i suoi primi 150 anni, con un lungo spot dai connottati cinematografici, ispirato alla Londra vittoriana cara a Charles Dickens.

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Autore: S Antonini - 12/11/2019


Mondadori Store: al via venerdì 15 novembre la nuova campagna per la promozione della lettura

Parte il 15 novembre 2019 la nuova campagna “C’è vita in un libro. La tua” di Mondadori Store per la promozione della lettura, firmata da Action & Branding. L’agenzia guidata da Alessandro Pedrazzini ha realizzato quattro soggetti tra stampa e video da 30 e 60 secondi, che saranno declinati principalmente in chiave digitale su web social media come Facebook, Instagram e Youtube, ma anche su periodici del Gruppo Mondadori e sui supplementi culturali dei principali quotidiani, oltre ad avere una ricaduta nei punti vendita e sugli schermi digitali nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, nei centri commerciali e nei centri urbani. La pianificazione è curata da Media Club. I bambini come testimonial Protagonisti della comunicazione sono i bambini, che raccontano perché leggono e perché amano i libri. Sono testimonianze vere utilizzate soprattutto sul web e in particolare sul sito dedicato www.mondadoristore.it/condividiunlibro, dove saranno raccolti anche i contributi dei lettori che condivideranno sui social il proprio libro preferito, con l’hashtag #condividiunlibro. Le librerie Mondadori che lo permettono ospiteranno a loro volta materiali e contenuti della campagna. A supporto dell’iniziativa sono state ingaggiate alcune influencer, circa 15 tra mamme e non, che parleranno dell’iniziativa. Questa parte è stata curata dall’agenzia Pulse. «La campagna – spiega Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori Retail - ha in realtà le caratteristiche di una comunicazione corporate. Infatti non si fermerà a questa iniziativa che si svolge nel periodo natalizio, ma continuerà nel 2020». Questo primo flight durerà fino al 6 gennaio dell’anno prossimo. E’ la seconda campagna promozionale della lettura dopo quella realizzata sempre da Action & Branding l’anno scorso: «Ma rispetto alla precedente è cambiato completamente il media mix, ora il digital assorbe circa il 90% dell’investimento (che ammonta a qualche centinaia di migliaia di euro, ndr)». Il progetto Mondadori Store, spiega Riganti, con le proprie librerie, contribuisce a una missione sociale importante, favorendo la diffusione del libro su tutto il territorio italiano e promuovendo attivamente l’importanza della lettura attraverso la testimonianza diretta dei lettori stessi. «Si tratta di un progetto molto ambizioso – aggiunge il CEO di Action & Branding Alessandro Pedrazzini - che ci ha fatto vivere una bellissima esperienza. Coniugare il pensiero creativo d’agenzia con l'arte è stato un compito complesso che ha dato vita a dei contenuti che amiamo molto. Sono certo che rappresenti una modalità di fare comunicazione innovativa, di grande interesse per il pubblico e di ottimo impatto sulla marca». Il progetto, nato da un’idea dell’artista Mr. Savethewall, quest’anno coinvolge oltre 40 bambini tra i 4 e gli 11 anni, intervistati nel corso di due sessioni di shooting video e fotografici condotti dall’artista con la consulenza della psicologa e psicoterapeuta Stefania Andreoli. «Nonostante l’impegno dei miei genitori, ho scoperto tardi il piacere e l’importanza della lettura. Nel tempo ho riflettuto sul fatto che se il suggerimento di leggere mi fosse arrivato da un bambino come me, forse sarebbe stato più credibile e convincente e io avrei guadagnato tempo prezioso», commenta Mr. Savethewall. Aggiunge Stefania Andreoli «È stato strabiliante assistere al racconto del proprio libro del cuore per voce dei più piccoli. In questo caso assistiamo a una prima volta: va in scena lo spettacolo di chi diventano, come pensano e che mondo interno ricco e intenso sviluppano i nostri figli, quando diamo loro l’occasione di essere dei lettori».

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Autore: D Sechi - 12/11/2019


Google, il futuro dell’Italia è nelle PMI, aiutiamole

Paola Marazzini è preoccupata. Niente panico, eppure la Director Strategic Partnership di Google non perde l’occasione per sottolineare i ritardi che rallentano la crescita del nostro Paese. Ce ne sarebbero a iosa, si ha l’imbarazzo della scelta, ma dalle parti del motore di ricerca dal quale mezzo pianeta dipende, ci si sta focalizzando sul ruolo fondamentale svolto dalle PMI sul tessuto industriale del nostro Paese. Anche giustamente, considerati i numeri che, in quanto tali, non mentono. Quasi per avvalorare simili timori è giunto a Milano un sostanzioso plotone targato Google  proveniente  dagli Stati Uniti, guidato da Kim Spalding, Global Product Director Ads per le PMI, ossia colei che gestisce il team che si occupa dei prodotti di Google per le piccole e medie imprese e i mercati emergenti. La realtà delle PMI E così, ieri, a Milano, le due manager, praticamente in coro, hanno sottolineato dati noti, ma sempre cangianti e quindi rinfrescabili nelle menti degli smemorati, che sono i più. Con una veloce sintesi, si può affermare che: quasi la metà delle imprese dichiara che far crescere il proprio business sia il principale obiettivo per il prossimo anno; per il 70% delle imprese la maggior parte del fatturato viene generato in Italia; il 35% non ha un sito web aziendale; il 75% non ha attivato una campagna sui motori di ricerca o sulle mappe. Vorrei ma… Si tratta di dati-sentenza derivati da un recente studio commissionato da Google per capire quali siano i principali obiettivi delle piccole e medie imprese italiane. E allora, si scopre che la crescita del proprio business è la priorità numero uno (44%). Lo studio ha analizzato anche l’uso degli strumenti per la pubblicità online e ha evidenziato la necessità espressa dalle PMI di avere accesso a strumenti veloci e facili da usare per promuovere la propria attività. Per il 61% delle piccole e medie imprese italiane, trovare nuovi clienti è la sfida più importante per il 2020, mentre la fidelizzazione dei clienti attuali lo è per il 44% delle imprese intervistate. Per il 30% la sfida principale sono invece l’aggiornamento tecnologico o un’attività di promozione efficace. Kim Spalding   Farsi riconoscere Le piccole e medie imprese italiane hanno obiettivi chiari, ma allo stesso tempo non utilizzano tutti i vantaggi degli strumenti disponibili. Si è già scritto della mancanza di un sito aziendale come pure della scarsa propensione a gestire campagne sui motori di ricerca o sulle mappe. Più del 50% ha dichiarato di voler essere presente online per trovare nuovi clienti e più del 40% vuole far aumentare la conoscenza del proprio brand. L’export che cresce a vista d’occhio Anche se il 70% delle imprese intervistate dichiara che gran parte del proprio fatturato è generata in Italia, l’export ha un ruolo fondamentale per la crescita delle piccole e medie imprese. Lo dimostra il volume di ricerche su Google dei prodotti del Made in Italy, che è aumentato del 56% negli ultimi tre anni, fra il 2015 e il 2018. Il dato presenta la crescita delle parole chiave per i prodotti del Made in Italy nelle categorie Alimentare, Arredamento, Auto, Abbigliamento e Turismo. I prodotti italiani vengono cercati in tutto il mondo e l’aumento delle ricerche è un fondamentale indicatore delle potenzialità dell’export e dell’interesse dei consumatori per i prodotti del Made in Italy, come confermato dal Rapporto Ice con la crescita del 3,8% degli scambi internazionali di beni e servizi nel 2018. Made in Italy che passione Brasile, India, Portogallo e Stati Uniti sono i paesi per i quali il traffico di ricerche legate al Made in Italy registra una crescita superiore alla media, rivelando un’attenzione sempre maggiore per l’Italia e le sue eccellenze produttive. Anche nelle più vicine Francia, Germania e Regno Unito l’interesse per il nostro prodotto è in crescita. In termini di crescita di interesse, il turismo registra il maggior grado di aumento dell’attenzione da parte degli utenti con un +82% delle ricerche dal 2015 al 2018. In forte aumento anche le ricerche legate all’Alimentare (+51%), seguite da Auto (+21%) e Moda (+49%). Il ruolo di Google Le possibilità sono enormi, le mancanze pure, ed ecco perché Google si sta spendendo ormai da anni in un processo che qualcuno ha osato definire, non a torto, di evangelizzazione. Non stiamo certo parlando di una onlus, ma si dota il tessuto industriale nazionale di una marcia in più, tutti se ne giovano, compreso Google, in un chiaro e forte effetto domino. Kim Spalding lo dice chiaro e tondo: «I titolari delle piccole e medie imprese svolgono spesso molti ruoli all’interno dell’azienda e hanno poco tempo a disposizione, ma anche i più impegnati sono consapevoli che la pubblicità online è fondamentale per acquisire nuovi clienti e guidare la crescita. Grazie all’applicazione del machine learning e delle più avanzate tecniche di automazione, Google Ads offre le campagne intelligenti (Smart Campaign) per aiutare le piccole e medie imprese a raggiungere i loro obiettivi di business”. Gli strumenti L’azienda ha quindi esplicitato in maniera pragmatica e pratica le sue metodologie di sostegno delle PMI, illustrando le qualità di tre strumenti che stanno raccogliendo applausi e consensi in ogni dove: Google My Business, Smart Campaign e Market Finder. Incontriamoli a uno a uno. Google My Business Uno strumento gratuito che aiuta le piccole imprese a creare e gestire il proprio profilo Google quando i clienti trovano le attività commerciali sulla Ricerca Google e su Google Maps, aiutandole ad attirare nuovi clienti. Con Google My Business, le piccole imprese possono: attirare nuovi clienti con informazioni utili e aggiornate; fidelizzare i clienti e comunicare direttamente con loro; scoprire come le persone interagiscano con la scheda dell'attività; creare un sito web ottimizzato per i dispositivi mobili gratuitamente e in meno di 10 minuti. È uno strumento che permette la personalizzazione del proprio spazio in rete, dal link, all’immagine del profilo, al logo, alla galleria di foto. Esattamente un anno fa, è stata lanciata l'app Google My Business, gratuita e facile da usare, che consente ai proprietari delle piccole imprese di mettersi in contatto con i clienti, ovunque si trovino. Inoltre è possibile creare un sito web semplice dall'aspetto professionale in meno di 10 minuti, e oltre un milione di piccole attività sono riuscite a creare così il proprio sito web. C’è anche l’opzione Post che consente di condividere le novità. Quindi, pubblicare gli eventi, i prodotti e i servizi, un modo per fornire un ulteriore motivo ai clienti per scegliere questa attività. Smart Campaign Le campagne intelligenti utilizzano la tecnologia del machine learning per creare e ottimizzare annunci pertinenti basati sulle informazioni fornite da un'attività commerciale, dal suo sito web e dalla sua scheda Google My Business. Le attività commerciali possono scegliere gli obiettivi che ritengono importanti da misurare, per esempio le telefonate ricevute, le vendite o le richieste di informazioni sul proprio sito web e le visite in negozio. L'esperienza è semplice ed efficace: in Italia le campagne intelligenti si stanno rivelando il 60% più efficienti nel mostrare gli annunci al pubblico più interessato. Una volta scelto l’obiettivo, Google lavora attraverso il machine learning per ottimizzare la campagna e incentivare i risultati desiderati dall'inserzionista, come le interazioni sul sito web, le visite in negozio o le telefonate. Il machine learning crea automaticamente in pochi minuti annunci che possono essere pubblicati su Google Search e su oltre 3 milioni di siti e app sulla Rete Display. Una volta configurata la campagna pubblicitaria, la tecnologia lavora per ottimizzarla automaticamente al fine di produrre i risultati desiderati dall'attività commerciale. Grazie alle campagne intelligenti, gli inserzionisti possono tenere traccia del rendimento dei propri annunci e verificarne l'efficacia nell'attirare potenziali clienti. Market Finder I proprietari delle PMI sono esperti quando si tratta di clientela locale, ma non hanno altrettante informazioni su come aprirsi a nuovi paesi e tutto ciò che questo comporta, come per esempio cultura, tendenze di consumo, norme per le esportazioni e opzioni di pagamento per i propri prodotti. Di fatto, il 70% delle PMI dichiara di non avere sufficienti dati per trovare il mercato migliore in cui espandersi e il 60% ritiene che le barriere operative e di marketing siano gli ostacoli più grandi da superare per avere successo all'estero. Che fare? Abbracciare Google Market Finder. Si tratta di una piattaforma gratuita che guida le aziende in ogni passaggio, rendendo disponibili i dati di Google e le competenze dei partner in un unico strumento. Il percorso interattivo di Market Finder aiuta gli utenti a individuare una serie di nuovi Paesi e mette a disposizione dati dettagliati e specifici per quei mercati, dalle ricerche effettuate su base mensile per i prodotti alle tendenze di mercato. Con queste informazioni, le aziende possono iniziare a pianificare una strategia di marketing e allo stesso tempo trovare una serie di informazioni per le proprie operazioni internazionali, inclusi l'assistenza clienti, i pagamenti e gli aspetti legali della commercializzazione. L'Italia è il primo Paese per utilizzo di Market Finder in Europa, seguita dalla Germania e dal Regno Unito. Lo strumento offre guide, video e suggerimenti, per facilitare il più possibile le piccole e medie imprese nelle tre fasi del percorso di espansione all'estero: trovare i Paesi potenziali migliori per la propria azienda; prepararla per il mercato globale grazie a strumenti, guide e suggerimenti di localizzazione dettagliati; farsi conoscere, fornendo risorse formative sul marketing digitale per assicurare che le persone possano rintracciare l’azienda. Per esempio, mostra come creare campagne Google Ads efficaci e adatte al paese prescelto, attraverso una serie di semplici case study, guide e video. Tutte cose veramente interessanti e risolutive, ma qualcuno potrebbe anche dubitare. Ed ecco allora arrivare, in presa diretta, in carne e ossa, le testimonianze di chi si è avvicinato agli strumenti offerti da Google e, senza quasi rendersene conto, ha visto decollare letteralmente il proprio business, verso dimensioni prima neanche sognate. LisolaStore Azienda familiare nata con la passione per i tessuti, il nonno è stato uno dei primi a portare i ricami fiorentini a Milano negli anni 40. Nel 2000 hanno aperto un negozio a Milano e Google My Business si è rivelato molto utile. In media, ogni tre mesi più di 800 persone visitano il sito, più di 300 utilizzano le indicazioni stradali per raggiungere il negozio e più di 100 chiamano il numero telefonico. Nel 2018 è stato lanciato il negozio online, per creare un canale diretto di comunicazione con i clienti e per vendere tessuti di qualità in tutto il mondo. Google Ads è il primo canale di traffico del negozio online e in seguito all'adozione delle Smart Campaigns e il supporto dell’agenzia di marketing SicomunicaWeb, l’ecommerce ha raddoppiato le entrate e generato un aumento del 200% delle transazioni (tra il 2018 e il 2019). I due titolari Antonio Cannavò e Renato Ballone sono ancora stupiti e decisamente contenti. Lanieri Giovane azienda che produce abiti della tradizione tessile del Made in Italy e offre il servizio di un sarto digitale che produce le migliori manifatture italiane, da inviare in tutto il mondo. Il cliente può acquistare presso uno dei negozi fisici o sulla piattaforma online. L’azienda ha usato Market Finder per confermare la validità dei propri investimenti e per pianificare le azioni future. La Francia ha già portato ottimi risultati con una crescita del fatturato del 60% anno su anno ed il 15% in più di nuovi clienti. Perché Lanieri, partita in rete, ha poi compreso di avere bisogno anche della presenza fisica, ha quindi aperto una serie di shop a livello europeo e si è trasformata in una vera e propria azienda multichannel.

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Autore: Redazione - 11/11/2019


Visa: investimenti adv in crescita per Tokio 2020, aumenta l’impegno in Italia per la cash conversion

Visa aumenta gli investimenti in comunicazione in vista dei giochi olimpici di Tokio 2020, e contemporaneamente riprende con maggior vigore l’impegno in Italia, Paese tra i cinque mercati più importanti per la società leader nel settore delle carte di credito che nell’anno fiscale 2018-2019 chiuso lo scorso settembre ha registrato complessivamente ricavi per 23 miliardi di dollari, in crescita dell’11% sull’esercizio precedente. Tra febbraio e marzo dell’anno prossimo partirà la nuova campagna dedicata alle Olimpiadi firmata dall’agenzia globale di Visa, BBDO New York, incentrata sul concetto di inclusione. «Le Olimpiadi sono un evento universale capace di riunire nello stesso momento milioni di persone, la cui filosofia ben si sposa con la mission di Visa di consentire i pagamenti a chiunque e ovunque nel mondo», spiega l’Head of Marketing Europe Adrian Farina. L’azienda è partner del Comitato Olimpico dal 1986 e lo sarà fino al 2032; vanta la collaborazione più longeva con il CIO dopo Coca-Cola. Le iniziative per le Olimpiadi In occasione di Tokio 2020 Visa tornerà a parlare di mobile payment – come già a Rio 2016, e ai Mondiali di Russia 2018 -, di protezione dati e di sistemi di pagamento integrati: «L’evento ci farà entrare in contatto con una audience enorme, a cui spiegheremo i nostri sviluppi in termini di innovazione nel ribadire anche i valori legati al concetto di inclusione che ci contraddistinguono: dalla fondazione di Visa 60 anni fa crediamo in un mondo dove è possibile viaggiare ed essere accettati ovunque». Come da 20 anni a questa parte Visa si metterà dalla parte degli atleti sponsorizzandoli attraverso il Team Visa, del quale fanno parte sportivi olimpici e paralimpici di discipline e Paesi vari. L’Italia è presente con Gregorio Paltrinieri e Bebe Vio. L’impegno in termini di budget advertising «sarà il più alto mai impiegato alle Olimpiadi» afferma Farina. Adrian Farina   Rafforzamento in Italia Visa è ritornata dopo dieci anni di assenza al Salone dei Pagamenti di Milano, che si conclude oggi, per presentare le nuove strategie di sviluppo previste per il mercato italiano. «L’azienda ha deciso di dare nuovo impulso a questo mercato leader – commenta Farina – a partire dalla nomina del country manager Enzo Quarenghi», che ha annunciato in questa sede le novità principalmente legate alle innovazioni nel campo dei pagamenti digitali, per esempio nel campo della mobilità. Visa è partner dei Comuni di Milano, Firenze e Roma per i servizi di pagamento contactless dei trasporti pubblici. Si rafforzeranno anche gli investimenti in comunicazione: «Ci rivolgeremo ai consumatori ma anche alle istituzioni e ai commercianti per fare cultura in tema di cash conversion e di innovazioni in questo campo». Il partner creativo di Visa in Europa – e in Italia – è Saatchi&Saatchi mentre il media è curato dalla centrale responsabile a livello globale Starcom. Il 2020 sarà ovviamente dedicato anche alle attività per le Olimpiadi. Secondo quanto risulta a DailyMedia, nel 2018 Visa ha speso in Italia 3 milioni di euro. Tra le iniziative figura il progetto “Visa for Venice”, che prevede per ogni acquisto effettuato con Visa nel comune di Venezia una donazione a un fondo per la salvaguardia del patrimonio artistico e a sostegno delle iniziative della comunità. Questo progetto della durata di tre anni è stato comunicato su media digitali come Trip Advisor, con annunci in affissione, negli aeroporti e utilizzando gli influencer. Per quanto riguarda le strategie media «continueremo a investire in televisione – conclude Farina – una parte preponderante dei nostri budget, tra il 50% e il 60%. Importante è anche il digital tra video on demand, social network e out of home, che grazie all’innovazione tecnologica è un mezzo che funziona molto bene. Non escludiamo la carta dove presenta un sistema integrato con il digitale e il mobile, come nel caso di Gazzetta dello Sport con cui abbiamo collaborato in occasione dei Mondiali di calcio dello scorso luglio».

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